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martedì 23 maggio 2023

VVR Fashion Metaverse. Nomination come finalista per Vitruvio Virtual Reality al MAD - Metaverse Architecture and Design Awards.

 

VVR Fashion Metaverse

Il nuovo progetto digitale di Vitruvio Virtual Reality è l’unico finalista europeo del premio “MAD - Metaverse Architecture and Design Awards” promosso dalla rivista statunitense “INTERIOR DESIGN”


Arte, moda, architettura e tecnologia si fondono in VVR Fashion Metaverse, il nuovo progetto digitale di interior design realizzato da Vitruvio Virtual Reality. Un’esperienza immersiva innovativa, uno spazio nel Metaverso dedicato al fashion e al luxury. 

 

Tra oltre cento candidature arrivate da noti progettisti di tutto il mondo, Vitruvio Virtual Reality, con lo showroom VVR Fashion Metaverse, è l’unico studio europeo finalista del MAD - Metaverse Architecture and Design Awards nella categoria Built – Experiential, il premio internazionale promosso dalla rivista statunitense Interior Design in partnership con Digby che celebra il talento di studi creativi che realizzano progetti e spazi per il Web3. Essere selezionati come finalisti è un riconoscimento significativo per Vitruvio Virtual Reality e un attestato alla qualità e all’innovazione del progetto. Questo successo dimostra l’importanza di un approccio multidisciplinare che combina diversi linguaggi artistici per creare spazi digitali stimolanti.


 

Grazie all’uso della realtà virtuale, in VVR Fashion Metaverse gli utenti potranno immergersi completamente in un ambiente virtuale unico, che combina l’estetica artistica, le tendenze della moda più innovative e la bellezza dell’architettura moderna. Questa fusione di elementi crea un’esperienza coinvolgente e straordinaria per gli amanti della moda e per coloro che desiderano scoprire nuovi orizzonti.

 

“VVR Fashion Metaverse, il nostro spazio dedicato al fashion e al luxury - racconta Simone Salomoni coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual Reality -  è un’architettura sospesa, elegante e pura, progettata con libertà d’introspezione e incurante delle leggi della fisica. Uno showroom virtuale nel quale mettere in mostra abiti e accessori digitali con i quali è possibile interagire a vari livelli. Uno spazio luogo che abbiamo dedicato alla moda per celebrare le nuove frontiere digitale e creare un ponte tra i migliori marchi del fashion e del luxury e il metaverso.”


L’obiettivo principale di VVR Fashion Metaverse è quello di restituire uno spazio etereo in grado di vincere le leggi della fisica attraverso un’architettura imponente ma al tempo stesso leggera, sospesa in un paesaggio onirico dove alba e tramonto si susseguono senza soluzione di continuità. Questa innovativa esperienza nel metaverso apre nuove possibilità per i brand di moda, consentendo di presentare le loro collezioni in modo creativo e coinvolgente. VVR Fashion Metaverse rappresenta il punto di incontro tra la moda e la tecnologia, dove le barriere fisiche vengono superate e l’arte prende vita.

 

Ad oggi l’industria della moda sta scommettendo molto sul metaverso, utilizzando la piattaforma per raggiungere nuovi mercati e promuovere i suoi prodotti. Proprio sul metaverso è stata organizzata la prima Metaverse Fashion Week, quattro giorni di sfilate e tavole rotonde ospitate nel mondo virtuale 3D ai quali hanno partecipato i più grandi marchi del fashion. In questo contesto in continua espansione e molto apprezzato dal pubblico, si inserisce il nuovo progetto di Vitruvio Virtual Reality studio bolognese multidisciplinare specializzato in CGI e cinema 3D che da tempo collabora con alcune rinomate case di moda internazionali. Lo studio inoltre realizza spot pubblicitari, tour virtuali per mostre o eventi di moda, esperienze di realtà aumentata e virtuale. VVR Fashion Metaverse però “va oltre il fashion”, proponendo al pubblico un ambiente innovativo dove arte, architettura e design dialogano in un solo spazio.




Lo showroom si articola in due aree diverse collegate tra loro da una passerella. All’interno di ognuno dei due ambienti saranno esposti asset digitali, tra cui accessori e vestiti di alta moda, che sarà possibile veder sfilare indosso a modelli 3D. 
Si può vivere l’esperienza immersiva entrando in Spatial, anche senza essere utenti registrati: https://www.spatial.io/s/VVR-Fashion-Metaverse-63fcb8fe6d2cd1839a856afe?share=2474607036114180015



Il trailer di VVR Fashion Metaverse è disponibile al seguente link: https://vimeo.com/821181462



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UFFICIO STAMPA CULTURALIA DI NORMA WALTMANN
Tel. 0516569105 - Cell. 3922527126- Email: : info@culturaliart.com 


lunedì 22 maggio 2023

IN PARADIS. Alla SUBSTRATUM Galleria di Roma, il sensibile nel design e nelle opere dell’artista iraniana Leila Mirzakhani e del floral designer americano Dylan Tripp.

 


IN PARADIS

Il sensibile nel design e nell'opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp

 

Inaugurazione: Venerdì 26 maggio 2023 alle ore 18:00

Progetto quadrimestrale, in corso fino al settembre 2023


SUBSTRATUM GALLERIA - ROMA



All’allievo che gli chiede se esiste il paradiso, il maestro Paracelso risponde dicendogli che il paradiso esiste ed è questa nostra Terra. Ma esiste anche l’inferno, e consiste nel non accorgersi che viviamo in un paradiso.
- Jorge Luis Borges -



Il secondo tema del progetto quadrimestrale che SUBSTRATUM, studio di architettura nel rione Monti di Roma, presenta venerdì 26 maggio 2023 alle ore 18.00 in GALLERIA, è un viaggio In Pardis, verso un Empireo umano sensibile e sostenibile. Nello spazio espositivo si ricrea l’atmosfera del Pardis, termine ripreso dal persiano per indicare giardino e paradiso. Tutto fiorisce nella purezza di un design essenziale, la cromia eterea dell’arredo accoglie, in un unicum paradisiaco, la naturale delicatezza del gesto dell’artista iraniana Leila Mirzakhani e la scultorea eleganza compositiva del floral designer americano Dylan Tripp. Un disegno allestitivo, curato da SUBSTRATUM, che reintepreta un giardino indoor, un ambiente abitativo che si configura, in accordo con la visione progettuale, come un’intima stanza dove fermarsi e restare. È un invito al respiro, all’ascolto, allo stare bene e alla relazione nel godimento dell’opera che è delizia di sensi tangibili e invisibili. 


 

I lavori di Leila Mirzakhani ricreano, in armonia con l’ambiente, un’atmosfera fresca e leggera, gli elementi vegetali divengono fluidi negli acquerelli su carta. I colori richiamano una ricerca tonale, ogni accostamento risulta calibrato da un segno teso all’essenzialità e al dettaglio. In Pardis l’artista crea un attraversamento spaziale, allorché le pareti, animate dall’opera, generano una nuova dimensione sensoriale che amplifica la percezione e verticalizza l’anima. Nell’atto ascensionale di questo giardino simbolico il sensibile si ritrova nella meraviglia e nell’incanto floreale dell’opera di Dylan Tripp. Un affascinante mondo botanico che ipnotizza gli occhi al cielo, ogni senso in ogni senso è attratto, presi in questo celestiale tourbillon, è il piacere di lasciarsi andare al lirismo seduttivo del creato.



Seduti sulla leaf disegnata da Lievore Altheer Molina per Arper, diveniamo foglie, sedotti dalla natura che intorno ci abbraccia, in basso come in alto è arte e poesia, è il Paradiso. Ancora un’altra sosta su una diversa forma, la Vicariodisegnata da Vico Magistretti per Artemide, poltrona sinuosa e iconica su cui adagiarsi. In Paradiso tutto è senso, tutto ha un senso in questo simbolico giardino di piaceri, la natura è arte, l’arte è natura che mette in relazione ogni cosa e, in ogni cosa il gusto del bellessere. Ma, di giorno come di notte, tutto può accadere In Pardis, possiamo anche immaginare di essere lucciole in quel TeTaTeT di Davide Groppi, luci che identificano luoghi d’incontro, che accarezzano e irradiano i sensi ricreando un vero e proprio Eden di delizie. 

 

 

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Leila Mirzakhani nata a Tehran. Attualmente vive e lavora a Milano. 

Si è laureata nel 2004 in Comunicazione Visiva all’Università d’Arte di Tehran, prosegue i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si è diplomata in pittura e grafica d’arte. La sua ricerca artistica parte dallo studio di metafore e collegamenti tra la natura stessa e il mondo interiore. Nei suoi disegni il segno diventa l’alfabeto visivo usato per far emergere l’aspetto poetico da ciò che ci circonda. Nel 2008 vince la sesta edizione del “Premio per l’incisione al Centro per l’incisione e grafica d’arte” a Formello e nel 2018 le viene assegnato il “Premio Pavoncella per la creatività femminile” a Sabaudia. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive, in istituzioni pubbliche e gallerie nazionali ed internazionali. 

 


Dylan Tripp è un floral designer americano trasferitosi a Roma nel 2004, città dove vive, lavora e ha sede il suo atelier.

Tripp inizia la sua carriera inizialmente nella Moda, lavorando per diversi anni come fashion designer per diversi uffici stile, come Valentino e Fendi. Parallelamente al lavoro nella Moda, Dylan Tripp sviluppa la sua passione per la natura e il mondo floreale che dal 2012 diventa la sua unica strada. Con un occhio speciale per forma, colore e movimento, Dylan dà vita a piccoli mondi botanici che riflettono uno stile dove spontaneità, eleganza e poesia si incontrano, creando un'estetica floreale contemporanea. Questa sua visione "floreale" del mondo, lo porta a lavorare per importanti realtà aziendali che richiedono le sue composizioni per eventi, set design, flower services per boutiques, showroom e hotel.




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 INFO E CONTATTI

SUBSTRATUM GALLERIA

Via in Selci, 84b, Roma 

T. 064823658  - Email: g.tamburro@substratum.it - g.castellani@substratum.it

Visite su appuntamento lun-ven 10-19 Tel. 3384038423 

www.substratum.it




Communication Manager: Amalia Di Lanno

www.amaliadilanno.com

 

All that glitters is not gold. La Galleria BPER Banca si presenta per la prima volta a Milano con una mostra d’arte contemporanea dell’artista Fabrizio Dusi, a cura di Giorgia Ligasacchi.

 


All that glitters is not gold


Mostra d’arte contemporanea

di

Fabrizio Dusi


A cura di Giorgia Ligasacchi


1 giugno – 15 ottobre 2023


Galleria BPER Banca, 

presso Banca Cesare Ponti, Piazza del Duomo, 19 - Milano


Mostra organizzata da



In collaborazione con

 




La Galleria BPER Banca si presenta per la prima volta a Milano con una mostra d’arte contemporanea dell’artista Fabrizio Dusi, a cura di Giorgia Ligasacchi. Realizzata in collaborazione con il team arte di Pavesio e Associati with Negri-Clementi, l’esposizione sarà visitabile dal 1° giugno al 15 ottobre 2023 presso la storica sede milanese di Banca Cesare Ponti (Piazza del Duomo, 19), banca private di BPER Banca.

Le opere di Fabrizio Dusi (Sondrio, 1974), artista visivo, pittore e ceramista, danno vita a un progetto inedito che nasce dalla stretta relazione fra la tradizione e l’identità della banca e il linguaggio pop-fumettistico dell’autore.



La mostra raccoglie una selezione di lavori esemplificativi della produzione di Dusi, accanto a installazioni realizzate ad hoc per l’occasione. Tra queste, All that glitters is not gold (Non tutto quel che luccica è oro), che dà il titolo all’esposizione. Un grande neon giallo che illumina l’ingresso della sede, scandendo il passaggio fisico e concettuale dal fuori al dentro, dal luccichio all’oro. La citazione è colta. Le parole sono, infatti, tratte dall’opera teatrale Il Mercante di Venezia di William Shakespeare.

Il percorso espositivo si sviluppa lungo il piano terra della Banca, caratterizzato da un’estetica unica grazie al bancone per il cambio-valuta di fine Ottocento e alla boiserie in legno scuro che riveste gli interni, e attraverso le ampie vetrine che affacciano su Via Giuseppe Mengoni e Via Carlo Cattaneo, rendendo la mostra visibile e apprezzabile anche dall’esterno, in continuo dialogo con la Piazza e la città. 







La scelta dello spazio espositivo sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura nella vita quotidiana, come strumento di crescita personale e collettiva, ma anche del dialogo tra le persone, aperto e incentrato sui valori reali, sulla cura e sull’attenzione, che BPER Banca ha come obiettivi della propria mission.

«Ospitare questa mostra nella storica sede di Banca Cesare Ponti – dichiara Fabrizio Greco, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Cesare Ponti – è per noi un privilegio e un’occasione preziosa per poter aprire i nostri spazi ai cittadini e per rafforzare le relazioni, che sono al centro della mission della Banca. Vogliamo, infatti, avere un confronto continuo, aperto e proficuo con i nostri clienti, proprio come l’artista sembra suggerire tramite le sue opere. La mostra è un’opportunità per riflettere sull’importanza di una corretta comunicazione che da sempre caratterizza l’operato di Cesare Ponti, fondato sul dialogo e l’ascolto delle persone».




«La Galleria BPER Banca – dichiara Sabrina Bianchi, Responsabile Brand e Marketing Communication e Patrimonio Culturale di BPER Banca – con questa prima esposizione a Milano, vuole cogliere l’occasione di portare un approfondimento sull’arte contemporanea, promuovendo la cultura nella sua più ampia accezione con temi di attualità che, nello specifico di questa mostra, si connettono al mondo della comunicazione e del dialogo. Un progetto inedito che miscela la tradizione trasmessa dalla prestigiosa location con il linguaggio contemporaneo pop-fumettistico dell’artista. Il nostro desiderio è poter coinvolgere ogni visitatore affinché, grazie ai lavori di Dusi, possa riflettere sulla rilevanza del modo di comunicare, anche in un mondo contemporaneo che sta vivendo una continua trasformazione del delicato equilibrio tra fisico e digitale».

Concepito strettamente in relazione al contesto della Banca e alle sue attività quotidiane, il percorso espositivo offre una fruizione originale e non convenzionale delle opere e del luogo, non solo per i clienti di Cesare Ponti ma anche per i visitatori che avranno eccezionalmente la possibilità di scoprire gli spazi e la mostra, tramite visite guidate gratuite su prenotazione (https://allthatglittersisnotgold.eventbrite.it).



«Quello che ci consegna l’artista – spiega la curatrice Giorgia Ligasacchi – è un ritratto complesso e drammatico dell’umanità odierna, uno specchio esatto e coerente che riflette e indaga le dinamiche sociali fra le persone con una attenzione particolare alle distanze che ci uniscono. La speranza è racchiusa nell’ottimismo cromatico e nella scelta stessa del linguaggio pop contemporaneo – semplice, diretto e comprensibile a tutti – e del materiale utilizzato (isotermico, simbolo di protezione dai turbamenti e dalle difficoltà della vita), che si fa portavoce di un messaggio positivo e di fiducia verso il prossimo, verso una ritrovata comunicabilità e armonia umana».

Neon, ceramica, legno e materiale isotermico sono i medium che Dusi ha selezionato per le venti opere esposte, unite dal filo rosso del dialogo tra le persone, aperto e inclusivo, da sempre al centro della sua ricerca. Tematica che affida a icone sociali, personaggi in ceramica smaltata colorata o dipinti su materiale isotermico, portavoce di messaggi vitali. «Faccio arte per comunicare, sembra banale ma è così, è anche un modo per farsi ascoltare», afferma l’artista.



Il percorso di visita inizia dall’esterno, dalle tre ampie vetrine di Via Cattaneo ricoperte – quasi totalmente – da fogli cangianti color oro, e prosegue lungo Via Mengoni dove sono appesi tre grandi quadri rivestiti di materiale isotermico dorato, anch’essi disegnati e dipinti dalle tipiche Folle di Dusi. Gruppi di personaggi accalcati gli uni sugli altri, «fotografie claustrofobiche in cui sembra non esserci una via d’uscita», commenta la curatrice.

Il materiale utilizzato dall’artista è fortemente simbolico. La coperta isotermica riporta subito alla mente lo “stato di emergenza” e, quindi, il bisogno di calore e di protezione dai traumi e dalle ustioni della vita, che gli uomini ricercano ossessivamente, e di sopravvivenza in una società spesso difficile. 

Giunto all’ingresso principale, il visitatore incontra la scritta luminosa All that glitters is not gold, davanti alla quale è tenuto a sostare qualche secondo e a riflettere sul messaggio che l’artista vuole trasmettere.

Tra corridoi, scrivanie e salottino d’attesa sono posizionati i classici Bla Bla Bla di Dusi, sculture in ceramica smaltata, montati su base in legno, raffiguranti uomini calvi, in giacca e cravatta o maglietta, e donne bionde con abiti colorati, tutti rigorosamente senza orecchie e con la bocca spalancata dalla quale fuoriescono bolle, vuote ma giocose, che fluttuano nello spazio, invadendo le pareti della sede. 

Attraverso la sua tipica ironia intellettuale, pungente ma sottile, che gioca con l’ambiente e il contesto in cui è inserito, Fabrizio Dusi consegna al pubblico il proprio universo creativo, abitato da personaggi che converseranno apertamente con i visitatori regolari e straordinari della banca, creando un ambiente dinamico, tra tradizione e innovazione, con una visione illuminata sul futuro.



Due lavori inediti completano il progetto: Classic Family for La Galleria BPER, l’unica opera in cui il dialogo è diretto essendo costituita da due personaggi vicini, e Gold Lingot un’installazione monumentale che riproduce le fattezze di un grosso lingotto d’oro che si riflette e manifesta in tutta la sua grandezza attraverso l’ampio specchio del salone principale, richiamando l’attenzione del visitatore sul titolo della mostra e sul quesito: “Ma cos’è il vero oro?”. 

L’esposizione sarà accompagnata da un palinsesto di visite guidate e talk che permetteranno al pubblico di avvicinarsi all’opera di Fabrizio Dusi e ai temi più attuali dell’arte contemporanea. Tra queste, anche alcune visite realizzate in collaborazione con il Gruppo FAI Giovani di Milano. 


Fabrizio Dusi

Fabrizio Dusi (Sondrio, 1974) è un artista contemporaneo, riconosciuto nel panorama nazionale e internazionale, che negli anni ha lavorato su tematiche legate alla storia collettiva e alla contingenza, dalla Shoah ai processi migratori, toccando sfumature esistenziali affidate spesso alle parole di grandi scrittori del Novecento. Spazia fra diversi linguaggi artistici, dalla scultura alla pittura, dalle installazioni al neon fino al materiale isotermico riflettendo sui temi delle distanze e della solidarietà, sulle barriere e sui contatti mancati, sulla solitudine e sul sostegno reciproco.




 

INFO E CONTATTI

La Galleria BPER Banca

T. +39 059 2021598 - Email: lagalleria@bper.it

www.lagalleriabper.it

 

UFFICI STAMPA

Relazioni Esterne BPER Banca

Via Aristotele 195, 41126 Modena

relest@bper.it


CSArt – Comunicazione per l’Arte


Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia

T. +39 0522 1715142M. +39 348 7025100 - Email: info@csart.it



mercoledì 17 maggio 2023

OLTRE IL GIARDINO. A Villa Nigra a Miasino, tra le colline affacciate sul lago d’Orta, la nuova mostra collettiva di Asilo Bianco dedicata alla relazione tra umano e natura, a cura di Ilaria Macchi.

 

Oltre il giardino


Mostra collettiva

a cura di Ilaria Macchi


Dal 27 maggio al 23 luglio 2023

Inaugurazione con performance sabato 27 maggio alle ore 17:00


Convegno e presentazione catalogo sabato 1 luglio 2023


Villa Nigra, Piazza Beltrami 5, Miasino (Lago d’Orta, NO)

INGRESSO LIBERO

(Da giovedì alla domenica, dalle ore 14:30 alle ore 18:30)



Oltre il giardino, a cura di Ilaria Macchi, è la nuova mostra di Asilo Bianco. Un percorso all’interno delle magnifiche sale del piano nobile di Villa Nigra a Miasino, tra le colline affacciate sul lago d’Orta.

Gli artisti Linda Carrara, Matteo Giuntini, Lorenzo Gnata, Leila Mirzakhani, Barbara Stimoli e Titta C. Raccagni partecipano alla collettiva che indaga, andando a fondo delle diverse sfaccettature dell’arte contemporanea, la relazione intima e istintiva degli esseri umani con la natura e come questo stesso rapporto viene filtrato dalla progettualità dell’artista che lo restituisce all’osservatore.


Linda Carrara

Matteo Giuntini

Lorenzo Gnata

Leila Mirzakhani

Barbara Stimoli e Titta C. Raccagni


Il nostro modo di rapportarci con la natura è fondamentale per descrivere noi stessi e la nostra società. Da sempre, l’arte è stata un medium privilegiato per esplorare questo rapporto, dalle prime rappresentazioni di pittura rupestre nel Paleolitico fino alle installazioni e riflessioni contemporanee.

Oltre il giardino va a indagare tutto questo, senza dimenticarne la portata estremamente politica e sociale: facciamo parte, come esseri umani, del mondo naturale e le nostre vite sono intimamente intrecciate e connesse all’ambiente che ci circonda. Tuttavia, da sempre il nostro rapporto con la natura è filtrato, segnato da conflitti e sfruttamento, comportamenti che minacciano la salute e il benessere di tutti, noi compresi.


Così sulla mostra la curatrice Ilaria Macchi: “Nel corso della storia la relazione uomo-natura ha subìto grandi cambiamenti e cambi di direzione, riscontrabili nel modo in cui gli umani hanno progettato e vissuto gli spazi verdi nei luoghi di vita, nelle città e intorno alle proprie abitazioni. I giardini storici del Lago d’Orta sono esemplificativi di una ricerca di bellezza e benessere che passa dalla progettazione, dalla ricerca e dalla cura di varietà arboree locali ed esotiche. Ne sono un esempio i giardini di Nigra, quello della Villa omonima e quello di Villa Monte Oro. Ma anche il giardino dei semplici di Miasino: esempi diversi di giardino accomunati da un fare poetico che avvera quella metafora sempre attuale che vede i giardini non solo come luoghi fisici ma anche come spazi dell’anima. Similmente, l’arte fissa l’effimera esistenza dei viventi oltre il passaggio del tempo, fermando le brevi esistenze di umani, animali e vegetali nell’infinita temporalità della natura e della storia”.


Nume tutelare, l’architetto Carlo Nigra (1856-1942), figura poliedrica estremamente proiettata nel futuro. In occasione delle settimane di mostra viene inaugurato il sentiero Nigra, percorso tracciato da Itinerarium che da Orta San Giulio porta ad Ameno e Miasino. Si è voluto connettere i luoghi del Nigra in un percorso che parte dalla Basilica di San Giulio sull’isola omonima, la Chiesa parrocchiale e il Sacro Monte di Orta, Villa Nigra e il suo giardino, la Chiesa di San Rocco e il Giardino dei semplici a Miasino, la Villa con il Parco Monte Oro e il Parco neogotico Tornielli di Ameno.



L’inaugurazione è in calendario sabato 27 maggio 2023 alle ore 17, seguita dalla performance del duo artistico Titta C. Raccagni e Barbara Stimoli realizzata in collaborazione con CROSS Project. Uno spazio di incontro e intra-azione della materia, tra corpi umani e pietre. L’esibizione farà parte della mostra come video installazione. Sabato 1 luglio in programma la presentazione del catalogo.


Come ci spiega Henry David Thoreau: “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”. Non resta che andare Oltre il giardino.


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Oltre il giardino è un progetto di Asilo Bianco. Fa parte di Lago d’Orta Moving Connections, finanziato da Fondazione Cariplo, in collaborazione con Comune di Miasino, Comune di Orta San Giulio e Fondazione CROSS EPS, e del percorso Interreg Italia-Svizzera “Di-Se – DiSegnare il territorio”, una partnership con Associazione Musei d’Ossola e Museumzentrum La Caverna di Naters.