STAY COOL. BE SOCIAL.

venerdì 20 ottobre 2017

“Due in pigiama”, dal 5 novembre al via la nuova sitcom su Tele Iblea.

Una camera da letto, una giovane coppia sotto le lenzuola, un singolare maggiordomo e tanti sketch esilaranti. Sono questi gli ingredienti stuzzicanti di “Due in pigiama”, la nuova e divertente sitcom in onda su Tele Iblea (canale 110 del satellitare terrestre e in streaming su teleiblea.com), tutte le domeniche dal 5 novembre al 24 dicembre alle ore 21,00.

Il programma segna l’esordio televisivo di Francesco Basile, ideatore e attore della sitcom, ma anche il ritorno sul piccolo schermo di Liliana Beninato (già co-conduttrice con il giornalista Alessandro Baglieri del programma di informazione e intrattenimento “Dolce & Amaro”) e del noto comico e cabarettista Piero Pisana, per la regia di Davide Criscione.

“Due in pigiama”, interamente girata nello show-room di MoBel Arredamenti (S.S. 115 Km. 338,300, Modica), punta i riflettori sulle contorte dinamiche psicologiche sottese ai rapporti di coppia, sulle schermaglie, sugli equivoci, le punzecchiature e le ironie quotidiane che animano da sempre la “guerra tra i sessi”, adottando una chiave di lettura ironica e divertente, tipica della commedia brillante. Francesco Basile e Liliana Beninato indossano i panni – anzi i pigiami - di una giovane coppia in crisi, alle prese con un surreale maggiordomo (Piero Pisana) che di tanto in tanto “irrompe” in camera da letto, creando situazioni paradossali ed equivoche, sempre nuove e originali.

«Il programma, interamente auto-prodotto, – spiega Francesco Basile, ideatore della sitcom e co-autore della sceneggiatura con gli altri due protagonisti  – vuole raccontare, tra ironia e realtà, cosa accade in camera da letto nella quotidianità delle dinamiche di coppia. Siamo partiti dalla suggestione di un capolavoro del genere come “Casa Vianello”, con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, ma ne abbiamo fatto qualcosa di diverso, con una telecamera fissa nella stanza da letto e l’aggiunta di un terzo incomodo nella persona di Piero Pisana. Il nostro intento è quello di portare una fresca aria di novità nei palinsesti delle televisioni locali».


Da sinistra: Francesco Basile, Liliana Beninato, Piero Pisana
 
Il cast tecnico comprende, inoltre, Piero e Giuliana dello Studio Eximius di Modica (acconciature), Giampiero Puma (trucco), Antonino Giurdanella (fotografie di scena), Marco Lentini ed Eleonora Cascone (logo e grafica). La sigla musicale iniziale e finale è di Sergio Carrubba ed è stata incisa presso lo studio di registrazione di Gianluca Abbate.

Attraverso la pagina Facebook della sitcom sarà possibile interagire con i protagonisti e ricevere aggiornamenti e anticipazioni sulle puntate. “Due in pigiama” sarà trasmesso in replica la domenica alle ore 22,30 e alle 24,00; il lunedì alle 6,00, alle 7,30 e alle 14,00 e il giovedì alle ore 15,30.


Al Teatro Elfo Puccini di Milano, "Frankenstein, il racconto del mostro", Elio De Capitani narra Frankeinstein, ovvero il Prometeo moderno di Mary Shelley.


24 ottobre/5 novembre| sala Fassbinder

Frankenstein, il racconto del mostro
Elio De Capitani narra Frankeinstein, ovvero il Prometeo moderno di Mary Shelley
disegni di Ferdinando Bruni
voce del dott. Frankenstein Ferdinando Bruni
luci Nando Frigerio
suono Gionata Bettini
assistente alla regia Alessandro Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo

Chiuso entro la mia creta,
t’ho forse chiesto io,
Fattore, di diventar uomo?
T’ho forse chiesto io di
trarmi dalle tenebre?
JOHN MILTON, Paradiso perduto, X, 743-745.

«È da tempo che penso a Frankenstein e ora la data è un invito: 2017. Ben due secoli sono passati da quando fu ideato e oggi Frankenstein ci parla più che mai. Oggi, mentre siamo immersi in tensioni emotive davvero laceranti nei riguardi dell’altro, la cui diversità ce lo può far apparire esattamente come un mostro, la creatura di Mary Shelley è in grado di svelare le emozioni più profonde che agitano la nostra epoca, di catturare le contraddizioni di una società in un momento critico della sua esistenza. Com’è proprio dei grandi miti.
Il tema di Frankenstein è la bruttezza, la mostruosità fisica, in una creatura potenzialmente dotata di dolcezza infinita, ma portato a un’ira feroce e inarrestabile nella disperazione: un tema estremo ma illuminante. Il bisogno di far parte della comunità umana non ci tocca se la vista non è appagata?
Concentrerò la narrazione sulla parte centrale del romanzo con la restituzione del punto di vista della creatura: è qui che Mary Shelly infatti dà direttamente la parola al mostro, costruito nel laboratorio del  dottor Frankenstein assemblando pezzi di cadaveri. Uno dei momenti più toccanti del romanzo».
Elio De Capitani

Un monologo che restituisce tutta la straziante solitudine del mostro, in una scena dominata dalla presenza e dalla voce di Elio De Capitani e animata dai disegni di Ferdinando Bruni.

Scrive Nadia Fubini nella sua introduzione per l’edizione Einaudi:
«Più che opera di scrittura, questo romanzo è un’opera di lettura; nel corso dei secoli, ad aver contribuito in modo fondamentale alla creazione del mito-Frankenstein sono stati i lettori, che nel chiuso della loro stanza hanno intrattenuto il suo fantasma, e gli spettatori che nel buio della sala cinematografica hanno tremato davanti al volto di Boris Karloff, o Christopher Lee, o David Warner, o Robert De Niro. Migliaia di volte il libro è stato ristampato, più di cento sono le versioni cinematografiche. Tutto ciò conferma come alla creazione dell’opera contribuisca chi la consuma e così facendo la riscrive, se ne appropria.
Se questo romanzo permane nei secoli è perché in esso trionfa il mito, nel senso proprio di racconto. Ovvero, la forza della storia è nell’idea. È così che chi scrive cattura – magari inconsapevolmente, ma tanto maggiore nel caso è la forza dell’intuizione geniale – le tensioni emotive profonde della sua epoca, le contraddizioni di una società in un momento critico della sua esistenza».


Dal 24  ottobre al 5 novembre – Sala Fassbinder, Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì / sabato ore 21.00, domenica ore 16.30 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

Alla Galleria d’arte RoccaTre di Torino, la mostra personale "Gianni Bertini. Il Tempo", a cura di Raffaella A. Caruso.


Gianni Bertini. Il Tempo
a cura di Raffaella A. Caruso

4 novembre – 9 dicembre 2017
inaugurazione sabato 4 novembre ore 19.00

Galleria d’arte RoccaTre
Torino – Via della Rocca 3/b
T +39 011836765

catalogo in galleria
ingresso libero
martedì/sabato 10.30-12.30 / 15.30-19.30


Inaugura sabato 4 novembre 2017 alle ore 19 presso la Galleria RoccaTre Gianni Bertini. Il Tempo a cura di Raffaella A. Caruso. La mostra che apre durante la notte delle arti contemporanee è un focus particolare sulla figura di Gianni Bertini e analizza attraverso opere che vanno dal 1949 al nuovo Millennio il tema del tempo come costante della sua produzione. Così se da un lato il tempo è la struttura ritmica portante di ogni composizione, dall’altra il testo in catalogo, dello stesso curatore, evidenzia come Bertini abbia percorso e anticipato ogni movimento artistico dalla fine degli anni 40 (Mac, Nucleare, Informale) uscendone prima che diventasse per lui esercizio di stile: “È irrequieto Bertini, o forse sente battere il tempo, è figlio del Futurismo e attraversa dunque correndo tutti i movimenti di punta dell’arte europea, abbandonandoli quando diventano scuola. Ama il gesto ampio, irruente, quello che crea ma sa distruggere, e l’iperuranio delle idee dove lettere e numeri se ne stanno da soli in pace, senza dovere rispondere all’impaginato squallido della logica”. Così pare di sentire il ritmo di bielle pistoni ingranaggi con cui asseconda la forza gestuale delle composizioni informali, e il fruscio delle pagine di quei giornali dalle cui immagini assembla rapido le opere con cui dà il via alla pop art italiana. 

 

Lo spettatore si trova così catapultato in una dimensione narrativa dove conta solo l’immagine, e un racconto istantaneo in cui prima e dopo si prendono beffe dello spettatore. Tra le opere in mostra un rarissimo Grido (Tricolore, 1949), una tela del MAC (Autografico, 1949) con cui Bertini partecipa alla Biennale di Venezia del 1950, la celeberrima Tempesta sull’Olimpo del 1955 sino alle opere della Mec art e a quelle di impegno civile del ciclo Per non dimenticare sulla Guerra del Golfo in cui Bertini sperimenta la pittura digitale che nel nuovo Millennio meglio gli permette di seguire il rapido correre delle idee.
“Per Talete il principio di tutto è l’acqua, per Eraclito il fuoco. Per me il principio di tutto
è il movimento. Non riesco a rimanere neutro né tranquillo. Senza l’azione, l’odio e tanto
affetto, mi sembra che vivere abbia poco senso”. Gianni Bertini








giovedì 19 ottobre 2017

Criss Cross. La Bellezza della Croce. All'Istituto Pio Monte della Misericordia, la mostra d'arte contemporanea con undici artisti, di provenienza internazionale, sul tema della croce, a cura di Bustos Domenech.


Criss Cross
La Bellezza della Croce
Dal 20 ottobre al 20 novembre 2017
INAUGURAZIONE: venerdì 20 ottobre 2017 ore 18
Il Pio Monte della Misericordia è lieto d’ospitare questa mostra d’arte contemporanea con undici artisti, di provenienza internazionale, sul tema della croce. Essa sarà dislocata nella Quadreria al primo piano e sullo scalone di accesso dell’Istituto.
Gli undici artisti, durante il loro percorso artistico, si erano già cimentati con il tema della croce. Tuttavia questa non è una mostra documentaristica sul valore simbolico della croce e sulla sua rappresentazione, ma intende essere un contributo e un modo di vedere da parte di alcuni artisti operanti nella contemporaneità, su questa complessa e affascinante storia e concetto della croce. Pensiamo che alcune riflessioni e rappresentazioni trovano e hanno un ampio margine di visibilità, in quanto non solo nel passato, ma il valore simbolico della croce s’insinua e abita nelle pieghe di molte rappresentazioni contemporanee, siano esse la pittura, la scultura, il video, la fotografia, il cinema. Segno che la storia e la stratificazione del valore simbolico di questo attraversamento, di questo incrocio – Criss Cross – unente i poli verticali e orizzontali delle nostre esistenze, continua ad affascinare e rimarca il nostro essere nel mondo. Riferirsi al tema della croce, comporta un ripensare e un chiarire i significati che nella complessa e antichissima esegesi, hanno portato al costituirsi di quello che è il valore simbolico della croce* e al suo costituirsi centro e immagine della cristologia, per esservi morto Gesù Cristo. Quindi un valore simbolico in sé della croce “in cui l’espansione orizzontale corrisponde all’indefinitezza di modalità possibili di un determinato stato dell’essere considerato integralmente, mentre la sovrapposizione verticale corrisponde alla serie indefinita degli stati dell’essere totale” **. Al quale si aggiunge quello cristologico e la sua complessa e stratificata rappresentazione che si è avuta nei secoli nella Chiesa e, in un tutt’uno, che ha formato la storia stessa dell’arte, nel Medioevo, attraversato la Rinascenza fino all’epoca Barocca. E che ha definito la storia stessa dell’idea di rappresentazione*** nel mondo occidentale.
 
Non è una mostra a tema, piuttosto si tratta di una riproposizione e di uno scandaglio o, per meglio dire, di un corpo a corpo fra l’opera (che è sempre gestazione complessa e stratificata) e il luogo, così fortemente connotato. Per cui le opere “abiteranno” le stanze e gli spazi della Quadreria siti al primo piano del Pio Monte della Misericordia, saranno come ospiti che porteranno la loro presenza e si lasceranno attrarre dalla complessa stratificazione delle opere esistenti e del luogo. Affinché non sia un vuoto quanto improbabile exercise tematico (peraltro inarrivabile qualora si volessero seguire le orme di un sentire ancorato alle “forme”) ma, invece, una madeleine proustiana che si rinnova nell’accadimento del qui ed ora della mostra. In fondo, se veramente vogliamo sbrogliare e renderlo partecipe al nostro sentire contemporaneo, pensiamo a quanto ha detto Martin Scorsese nel suo A Personal Journey Through American Movies, quando lui chierichetto da bambino e seminarista da ragazzo, abbandona l’idea di farsi prete e sceglie il cinema. Egli non vede poi molta differenza tra la chiesa e la sala cinematografica: due luoghi in cui vi è sempre, anche quando non è esplicita, una ricerca di spiritualità. Due modi di rapportarsi alla spiritualità, che in luogo dei riferimenti formali, abbracciano il campo molto più interessante e complesso, di una ri-proposizione ancorata ai linguaggi del proprio tempo abbandonando vuote quanto inutili stereotipie.
*    Vedi l’esaustivo studio di René Guénon, Il simbolismo della croce, Adelphi Edizioni, 2012
**              ibidem, pag.30
***        intendiamo per rappresentazione la resa in immagini con opere bi-tridimensionali di quanto è concetto simbolo e idea, di come la croce è stata oggetto di studio da parte degli artisti di ogni epoca

A cura di Bustos Domenech
Artisti:
Barbara Crimella (Italia, vive e lavora a Milano)
Robert Dandarov (USA, vive e lavora a NY)
Louis De Cordier (Belgio, vive e lavora a Cadiar, Spagna & Oostende, Belgio)
Tomasz Domansky (Polonia, vive e lavora a Wroclaw)
Pietro Finelli (Italia, vive e lavora a Milano)
Cosmo Laera (Italia, vive e lavora a Milano e Alberobello)
Paolo Manazza (Italia, vive e lavora a Milano)
Giovanni Mangiacapra (Italia, vive e lavora a Napoli)
Jasmine Pignatelli (Italia, vive e lavora a Roma e Bari)
Benoit Piret (Belgio, vive e lavora in Antwerpen)
Danielle Twee Van Zadelhoff (Belgio, vive e lavora a Boechout)

Dal 20 ottobre al 20 novembre 2017
INAUGURAZIONE: venerdì 20 ottobre 2017 ore 18
Sarà stampato un catalogo a colori con testo del curatore.
L'esposizione è organizzata dall’Associazione Connessioni Culture Contemporanee, con sede in via Lucrino 64 -  80147 Napoli Cell 339 7919227 info@connessionicontemporanee.it http://www.connessionicontemporanee.it/

LEVELS ART EXHIBITION 6th edition. Al via la rassegna di arte e cultura, a cura di Ignorarte.


Presenta
LEVELS
ART EXHIBITION
6th edition
27 Ottobre 2017 dalle ore 19:00
Ingresso Gratuito – No Tessera
FAENAS BISTROT & CAFE’- via Portuense, 47 Roma
a cura di: ignorarte.com



CONCEPT
Se la fantasia non è altro che memoria svincolata dall'ordine del tempo e dello spazio, allora l’architettura potrebbe essere considerata come musica cristallizzata in uno spazio condiviso. Questa concezione contaminante viene colta dall'occhio vigile di ignorarte.com in occasione della rassegna “LEVELS” proposta all'interno di Faenas Bistrot & Café, un luogo di aggregazione e offerta culturale nella storica zona di Porta Portese, entrato ormai da tempo a far parte attivamente del processo di sviluppo, riqualificazione e recupero della memoria della zona, un punto di riferimento per condividere il piacere dell’eccellenza eno-gastronomica in accordo con la bellezza dell’arte. Del resto la versione della parola catalana “faenas” è lavoro, creazione, produzione mentale e fisica, quindi ispirazione e saper fare. Dinanzi ad una volontà di convertire lo spazio all'accoglienza dell’arte contemporanea, ignorarte.com, quindi, propone un’idea di distribuzione delle proposizioni artistiche sui tre “livelli” spaziali in cui si sviluppa l’architettura del luogo. Tutti gli artisti partecipanti si possono esprimere in piena libertà, in questo caso senza vincoli tematici. Ognuno apporterà il proprio bagaglio concettuale e tecnico. Pittori, scultori, fotografi, performers, video artists, poeti e musicisti daranno vita alla rassegna.

Il programma si svilupperà nel corso dell’happening il 27 ottobre 2017 dalle ore 19:00, mentre le opere installate resteranno in esposizione per le settimane successive.


PROGRAMMA
Start ore 19:00

LEVEL 1
Cornici poetiche di: Cosimo Angeleri; Giorgia Basili; Laura Bertolini; Annarita Borrelli; Daniela Cannarozzo; Capodiluce; Valerio Carbone; Salvatore Cucchiara; Gianni Godi; Lunamara; Angela Marano; Manuela Potiti; Rosaria Pezzella; Carmine Roma.

LEVEL 2
Cubi d’arte di: Caterina Arena; Monica Argentino; Daniela Chionna; Daniela Cannarozzo; Marilena Di Gianvito; Giulia Del Papa; Adelaide Fontana; Vera Gjermundsen; Joollook; Pietro Mancini; Roberta Maola; Mattia Morelli; Nove; Nunzio Pino; Selene Porcaro; Loredana Raciti; Fabrizia Ranelletti; Sara Savini; Alfonso Siracusa; Silvia Struglia; Daisy Triolo; Monica Verdiani; Donatella Vici.
Reading di: Capodiluce; Gianni Godi; Carmine Roma
Performances di: Giovanni Barbera; Annalisa Bertella/Adelaide Fontana/Nicola Giannotti; Eleonora Giorgi/Damiano Giuranna; Pietro Mancini/Fabrizia Ranelletti; Donatella Vici.

LEVEL 3
L’Autrice - interazione poetica di Annarita Borrelli.



INFO
A cura di ignorarte.com
Per informazioni: redazione@ignorarte.com
In collaborazione con:
Faenas Bistrot & Café – www.faenascafe.com
Expolive Project - www.facebook.com/expoliveproject
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com

martedì 17 ottobre 2017

Fly Sky and Air. Al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Bracciano, in mostra le opere di Mario Vespasiani.

Il Museo Storico dell'Aeronautica Militare in occasione del quarantesimo anniversario della sua fondazione ha il piacere di annunciare la mostra di Mario Vespasiani, uno dei talenti più interessanti della pittura italiana, con un progetto specificatamente pensato per il Museo, dal titolo Fly Sky and Air.

Dopo l'importante esposizione collettiva Our place in space, su iniziativa della NASA e dell'ESA che sta coinvolgendo Vespasiani in un tour mondiale, in dialogo con le immagini dell'universo scattate dal telescopio Hubble, continua il suo interesse verso le altitudini e gli spazi aperti e questa mostra è un ulteriore tassello di una ricerca artistica che ha saputo distinguersi e raggiungere a soli 39 anni una notevole complessità e un particolare rilievo.
A quasi un secolo dal Manifesto dell'Aeropittura Futurista che con i suoi artisti ha oltrepassato quella che fino ad allora era la frontiera terrestre, per celebrare l'entusiasmo per la velocità e il mito della macchina, Vespasiani affronta il medesimo impulso partendo da un altro punto di vista e lo fa smaterializzando il peso dei velivoli, per immergerli in un paesaggio in cui si fondono, in uno spettacolo che è pura natura, nel quale appaiono simili agli scogli, alla montagne, alle tinte delle nuvole, esaltando la lezione di Enrico Prampolini, nel suo riferimento ad una "spiritualità extraterrestre" in cui l'occhio del pittore deve condurre ad una esperienza che non è più fisica ma mentale, in quello che definiva "idealismo cosmico".
Saranno presentate le opere inedite di vario formato, realizzate nel corso 2017, dedicate ad un tema, come quello del volo, che ha sempre appassionato l'autore e che con questa esposizione ne manifesta anche una conoscenza approfondita, nella scelta delle forme e dei modelli, che hanno segnato momenti significativi della storia dell'aeronautica mondiale, dagli albori fino agli ultimi modelli supersonici. 
Vespasiani dichiara di aver affrontato ogni opera lavorando sul particolare stato d'animo che gli ha suscitato ogni velivolo, cercando di mettere in risalto quelle caratteristiche come velocità, potenza, leggerezza e silenzio che contraddistinguono ciascun aereo, come fossero le peculiarità di soggetti umani ritratti, per questo Mario si è avvalso dei preziosi consigli dell'amico Gianluca che con la sua esperienza, gli ha fornito spunti importanti per familiarizzare con alcune caratteristiche note agli esperti. 
L'esposizione accoglie dipinti su tela, acquerelli su carta aeronautica e opere di realizzate su differenti materiali. Un evento che si annuncia di grande interesse sia per l'aspetto artistico che per quello didattico, per conoscere e scoprire come un mezzo meccanico e tecnologico, sia in grado di specchiarsi nell'arte, nel saper unire il viaggio al sogno, le prospettive inaspettate fino alle manovre audaci, tra istinto e preparazione metodica.
Il Museo Storico dell'Aeronautica Militare è il più importante museo nazionale di storia del volo e con i suoi 13.000 mq di superficie coperta, tra i più grandi al mondo. La mostra site-specific del giovane maestro Mario Vespasiani, non fa che confermare la missione dell'Istituzione nella promozione della cultura e della divulgazione storica, celebrando con un evento memorabile il suo Quarantennale.

L'esposizione sarà inaugurata presso l'hangar Badoni, dove sono conservati i Grandi Velivoli Storici, venerdi 20 ottobre alle ore 16,00 e proseguirà sino al 10 novembre 2017.
Facebook Page > Mario Vespasiani Official


Autore: Mario Vespasiani

Titolo: Fly Sky and Air

Inaugurazione venerdi 20 ottobre alle ore 16,00

Luogo: Museo Storico dell''Aeronautica Militare

Durata: dal 20 ottobre al 10 novembre 2017

ORARI
Periodo ora legale ore 09.00 - 17.30 - Ultimo ingresso ore 17.00
Periodo ora solare ore 09.00 - 16.30 - Ultimo ingresso ore 16.00
Chiuso tutti i lunedì feriali
INGRESSO GRATUITO
Museo Storico dell''Aeronautica Militare
Aeroporto "Luigi Bourlot"
Strada Circumlacuale, snc - Loc. Vigna di Valle 
00062 - Bracciano (Roma)
Uff. Prenotazioni e Informazioni:
Tel/Fax 06.99887509/8

“Luoghi atemporali”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Federico Buzzi, a cura di Massimiliano Bisazza.

“Luoghi atemporali”
Mostra personale di pittura di:
Federico Buzzi

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  6 dicembre  2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 19 dicembre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

Cresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni '20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella  figurazione che reputa come l'ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E' con Galleria STATUTO13 che si presenta l'effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell'artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.



Come si evince nella citazione dell'incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all'attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi  morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

Secondo Federico Buzzi difatti l'Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)