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lunedì 7 ottobre 2019

“Apriti SACCA!”. A Pozzallo la mostra che inaugura la neonata galleria SACCA, presentando alcuni artisti e designer siciliani.


Domenica 20 ottobre alle ore 18 aprirà a Pozzallo la galleria “SACCA – Contenitore di
sicilianità”. La mostra inaugurale “Apriti SACCA!” darà il via all’attività espositiva
presentando alcuni artisti e designer siciliani, molti dei quali si sono già distinti anche in
ambito nazionale e internazionale.

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“Apriti SACCA!” è la mostra inaugurale che verrà presentata domenica 20 ottobre alle ore 18 dalla neonata galleria SACCA nel nuovissimo spazio di Pozzallo (RG), al pianterreno di un edificio dell’Ottocento interamente ristrutturato.
Fondata e diretta da Giovanni Scucces, storico dell’arte, comunicatore e giornalista, essa vuole fare delle interrelazioni e interazioni fra diversi settori contigui il suo carattere distintivo e il proprio punto di forza.

SACCA, acronimo di Sicilia, Arte, Cultura, Cucina e Artigianato, in analogia al nome comune, vuole porsi come un “contenitore di sicilianità” che esula dall’esclusiva tipicità per porsi piuttosto come marchio di qualità, di Made in Sicily. Una visione che, lungi dall’essere limitante, vuole valorizzare in ottica glocal gli artisti, i designer, le aziende e in generale le risorse di un grande territorio attraverso un attento processo di selezione e il successivo sviluppo di una programmazione e di rapporti dialogici e di scambio con i vari attori e livelli del sistema dell’arte contemporanea nazionale e internazionale.

È ormai nota la crescente contaminazione fra arte contemporanea e design e la loro tangenza con l’architettura, l’artigianato, la moda, ma anche con il cibo, il vino e più in generale con le aziende e un certo modo di fare impresa e di comunicare. Al tempo stesso i diversi linguaggi espressivi come la pittura, la scultura, la fotografia, la performance, il teatro, il cinema, la musica, la letteratura, la computer grafica diventano con una certa frequenza delle opere d’arte totale o comunque presentano un forte legame fra di essi. Con l’arte contemporanea quindi si ha un superamento dei confini tradizionali fra le diverse discipline.

Il titolo della mostra Apriti SACCA! strizza l’occhio alle locuzioni Apriti sesamo e Apriti cielo. La prima era la formula magica utilizzata da Alì Babà in Le Mille e una notte per aprire la porta della caverna in cui era custodito il tesoro, mentre la seconda è usata come esclamazione di stupore di fronte a un fatto non comune.
In questo primo evento quindi la galleria esibirà alcuni dei “gioielli” più belli del proprio tesoro, presentando i protagonisti che hanno il merito di dare il via a questo progetto.

SACCA si compone di diverse sezioni: gallery (arte contemporanea), design, excellence, experience, mentre al momento sono ancora in fase germinale le categorie projects e news. In ognuna di esse è possibile trovare il giusto mix fra nomi affermati e giovani promesse. Gli artisti rappresentati sono Davide Bramante, Daniele Cascone, Giuseppe Costa, Emilia Faro, Loredana Grasso, Laboratorio Saccardi, Marilina Marchica, Manuele Mirabella, Ettore Pinelli, Federico Severino, Sara Vattano, Vlady (Vladyart). La sezione design è formata da Andrea Pirrone e Zoocollection, Crita, Desuir, Gaetano Di Gregorio, Gloria Di Modica e Artefice Atelier, Luca Maci e ZAG, Luigi Napolitano, Danilo Randazzo, Mario Trimarchi. Tra le eccellenze è possibile trovare le cantine Armosa, Di Giovanna, Frasca, Le Sette Aje, Quignones, Terre di Noto e le aziende food Fico, Luchino e Sanapu, alcune delle quali saranno presenti durante il vernissage per far degustare e conoscere una parte dei prodotti. Le esperienze, invece, saranno rese possibili grazie alla collaborazione e alle preziose conoscenze di esperti, guide e/o associazioni operanti nel territorio.

Ma SACCA non è soltanto uno spazio polivalente votato alla promozione dell’arte e dei diversi aspetti del vivere contemporaneo. Esso è anche un portale online e-commerce in cui poter visionare e ricevere ovunque ci si trovi l’intera gamma delle proposte trattate: opere d’arte, oggetti di design, ma anche prodotti enogastronomici e un ventaglio di esperienze e itinerari pensati per far comprendere e vivere al meglio il genius loci siciliano.
SACCA sarà uno spazio eclettico, un mix imprevedibile che farà della qualità siciliana il suo punto di forza. Una fusione di opere, prodotti e servizi dall’alto contenuto artistico e culturale che si prefiggono di donare al cliente un’esperienza innovativa, emotiva e sensoriale.

Si ringraziano in particolare i proprietari della struttura ricettiva Funduq – Ospitalità iblea per aver accolto con favore, al pianterreno dell’edificio, un’attività qual è SACCA, credendo nel grande valore aggiunto che l’arte, la cultura e la qualità possono apportare anche nella collaborazione reciproca fra imprese diverse.




 Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)

Inaugurazione: 20 ottobre 2019 ore 18
Titolo della mostra: “Apriti SACCA!”

Direzione artistica e curatela: Giovanni Scucces
Periodo: 20 ottobre – 30 novembre 2019
Apertura al pubblico:
lun. su appuntamento
mar. 10-13 / 16.30-19.30
mer. 16.30-21.30
gio. 10-19.30 (orario continuato)
ven. 16.30-19.30
sab. 16.30-19.30
dom. la prima domenica di ogni mese ore 17-21

Contatti
web www.sacca.online
social (Facebook, Instagram, LinkedIn) sacca.online
e-mail info@sacca.online
phone +39 338 1841981

Si presenta il libro “Post Casmenarum”, di Nino Cirnigliaro. È dedicato alla storia di Comiso e ai suoi abitanti.

Sarà presentato venerdì 11 ottobre 2019, alle ore 18,30, presso l’Auditorium, in piazza San Biagio, l’ultimo lavoro di Nino Cirnigliaro: “Post Casmenarum…. Comiso, la sua storia e un po’ anche la nostra” (Periferie Edizioni).  A presentare il libro sarà il professore Nunzio Zago, dell’Università di Catania. Interverranno il sindaco, Maria Rita Schembari, Marcello Nativo, presidente di Arteinsieme, Marialuisa Occhione, Giovanni D’Avola, Michele Canzonieri.  Concluderà l’autore. La presentazione è organizzata da Arteinsieme, con il patrocinio del Comune.
È il racconto storico di una Comunità, di un luogo, dei suoi abitanti osservati nel corso dei secoli. Il volume, più di 500 pagine, finisce per essere quasi una storia complessiva della città, divenuta la seconda patria dell’autore, nato a Vizzini, ma che a Comiso ha trascorso 30 anni giovanili della sua vita, prima di trasferirsi nel 1984 a Ragusa, dove vive.
Il libro è arricchito dalle splendide foto di Giovanni D’Avola, già direttore della biblioteca comunale di Comiso. Il progetto grafico e l’impaginazione, curati da Michele Canzonieri, restituiscono un sapiente connubio tra immagini e testo, cornice ideale dell’opera. Il volume è dedicato a Gaetana Catania, un’orfana comisana, dodicenne, sola al mondo, violentata nel 1747 che trovò il coraggio di denunciare al giudice lo stupro subito e «la vigliaccheria omertosa dei vicini che non alzarono un dito» in sua difesa: una dedica nata dalla commozione per una giovane vittima di un crimine orrendo, che ha anch’essa un posto nella storia della città.
Il lavoro di Cirnigliaro parte dalle origini e sfogliando le pagine del tempo arriva ai nostri giorni. Un lungo cammino, mai freddo o noioso, perché tante volte assume i connotati di un racconto appassionato e coinvolgente, di vicende, luoghi, uomini e cose. Insomma una storia che ci appartiene, come recita il sottotitolo: “Comiso, la sua storia e un po’ anche la nostra”. È un testo che coniuga insieme la storia, l’architettura, la descrizione antropologica e piena di vita di personaggi che hanno attraversato la città, ma anche la lingua, la “bella e ricca parlata comisana”.
Nino Cirnigliaro
«Presentare questo libro – afferma Marialuisa Occhione, di Arteinsieme – è un momento culturale importante per la nostra città. Arteinsieme vuole promuovere il territorio, l’arte, la storia, la cultura. Questo libro, così completo e affascinante, è un dono per Comiso ed i suoi abitanti, per tutti noi. Accresce la nostra cultura, la conoscenza della propria storia aiuta e sostiene anche la città odierna».
«È importante riflettere sulla propria storia, sul passato – aggiunge il sindaco, Maria Rita Schembari - senza radici non c’è futuro. Esse sono le radici del nostro presente e del nostro futuro. Il libro di Cirnigliaro è una grande ricchezza, una delle perle che la nostra città, così ricca di storia e di cultura, può oggi offrire».
Info e contatti:
Nino Cirnigliaro – cell. 3388056100
Arteinsieme – Marialuisa Occhione – cell. 335328892

"NOSTOS". Al MACA di Alcamo, l’Antologica di Vito Bongiorno per la XV Giornata del Contemporaneo, a cura di Lorenzo Canova.



NOSTOS di Vito Bongiorno (Opere dal 1990 al 2019)
A cura di Lorenzo Canova
Testi in catalogo di: Lorenzo Canova, Enzo Fiammetta, Ernesto Di Lorenzo

Inaugurazione: sabato 12 Ottobre ore 17:30
Fino al 31 dicembre 2019

MACA - Museo Arte Contemporanea Alcamo (TP)
Piazza Ciullo, 91011 Alcamo TP, Italia
+39 0924 24592, assessoratocultura@comune.alcamo.tp.it
Orari al pubblico: dal lunedì alla domenica dalle ore 9,30 alle ore 12,30; pomeriggio dalle ore
16,30 alle 19,30


Il Maca di Alcamo ospiterà l’Antologica di Vito Bongiorno “Nostos” per la XV Giornata del
Contemporaneo.
Anche ad Alcamo, il 12 ottobre, si celebra la XV Giornata del Contemporaneo, iniziativa
nazionale che coinvolge i Musei soci di AMACI, l’Associazione dei Musei d’arte Contemporanea
Italiani. 
Il MACA, la struttura museale alcamese, socia di AMACI, aderisce all’iniziativa, presentando la mostra antologica dell’artista Vito Bongiorno. L’inaugurazione dell’Antologica, sabato 12 Ottobre alle ore 18:00; la mostra resterà aperta al pubblico fino al 31 Dicembre. 
Il catalogo della mostra è a cura dello storico dell’arte Lorenzo Canova. Parlano dell’autore l’editore Ernesto Di Lorenzo ed il direttore artistico della Fondazione Orestiadi Enzo Fiammetta.








Breve cenni biografici
Vito Bongiorno nasce ad Alcamo nel 1963, studia al Liceo artistico di Roma dove sviluppa un grande interesse nell’esplorazione della materia in relazione al tempo. Tra il 1985 e 1987 vive a Monaco di Baviera dove allestisce le prime mostre e successivamente a New York. Oggi è tra i protagonisti più rappresentativi dell’arte contemporanea romana, noto per l’utilizzo del carbone e della cenere, come simbolo dell’amarezza, dell’inquinamento, della malattia e della spaccatura che caratterizzano l’umanità. Ciò che preme all’artista Bongiorno è far emergere se stesso, delineando uno stile personale nell’ambito delle correnti più innovative. 
Fra i momenti più significativi e recenti della sua carriera: nel luglio 2009, il presidente del  Museo delle Trame Mediterranee “Fondazione Orestiadi”  di Gibellina, Ludovico Corrao acquisisce all’interno del Museo l’opera di Bongiorno Oltremare a Gibellina. Nel 2014, l’artista espone presso i Musei Capitolini e, nello stesso anno, il Ministero della Pubblica Istruzione gli commissiona un murales di 6 metri all’interno di una scuola romana. Successivamente, interviene con un’istallazione al  Museo Cà Pesaro  in occasione della  Biennale di Venezia  mentre a Napoli la sua performance Terra Mater apre le porte al  "Naf-Napoli Arte Fiera" . 
Nel 2019 espone al Macro Museo d 'Arte Contemporanea di Roma con l’opera Our Planet.

Afferma il Sindaco Domenico Surdi: “Ospitare, presso il nostro Museo di Arte Contemporanea, le opere del Maestro Vito Bongiorno segna una nuova tappa del percorso volto alla costruzione di una visione contemporanea della Città. L’artista alcamese, con questa Mostra, ristabilisce un legame con i luoghi e gli spazi della sua memoria e dei suoi affetti; un’esposizione caratterizzata dall’impiego del carbone al posto dei colori e dei pennelli, il segno distinguibile di Bongiorno. 
Dichiara l’assessore alla cultura Lorella Di Giovanni “le opere che il Maestro presenta alla sua personale di Alcamo vogliono descrivere quell’inquinamento morale e sociale che logora il nostro pianeta, svelando la speranza di una rinascita attraverso un linguaggio materico in continua trasformazione”.



Scrive il curatore della mostra, Lorenzo Canova: “Il progetto evidenzia, già dal titolo, il ritorno di un artefice alla sua terra nativa dopo una lunga assenza, un’immersione a ritroso nel proprio passato che fa emergere le creazioni del presente. I riferimenti di Bongiorno fondono le radici classiche della Sicilia alle dialettiche del presente, ricordano le forme di antiche sculture riportando a una meditazione sulle questioni planetarie. L’artista ha ampliato le sue opere in senso tridimensionale, passando dalle mappe mondiali e dalla sagoma dell’Italia alla costruzione di sfere che ricordano il pianeta ed i suoi ecosistemi (pensiamo alle regioni artiche e all’Amazzonia) minacciati dalla corsa al profitto che distrugge tutto, senza tenere in conto il destino delle generazioni future”.

L’editore Di Lorenzo, che cura l’evento antologico ad Alcamo, scrive “Nostos, il titolo di questa antologica di Vito Bongiorno, è perfetto sia per il significato esistenziale che per la sintesi artistica e la valenza simbolica. Ogni artista, come diceva Consolo, è un ulisside: cerca sempre nuovi orizzonti, ma non può prescindere dal ritorno alla propria “isola”; così Bongiorno, pur aperto ad esperienze in Italia e all’estero (da Roma a Monaco di Baviera, a New York) ha mantenuto il suo rapporto umano e creativo con la Sicilia. Un rapporto alimentato di ricordi e di suggestioni, rivelatosi decisivo nelle scelte estetiche: vedi i due elementi cromatici che caratterizzano la poetica dell’artista: il blu del mare e del cielo, il nero del carbone, il senso di luce, apertura e speranza da una parte, quello di spaccatura, amarezza, dall’altra: i chiaroscuri e le contraddizioni della vita e della nostra terra”.

 
Ed Enzo Fiammetta, Direttore del Museo della Fondazione Orestiadi di Gibellina scrive:  “Come misurare la fragilità delle cose? Come riflettere sui delicati equilibri che governano la contemporaneità, definita da una rete di immagini, fatti e relazioni, reali e virtuali, che ci fanno tralasciare le vere necessità che oggi mettono in pericolo la nostra sopravvivenza sulla terra? Le opere di Vito Bongiorno ci portano dentro una dimensione che riflette sul tempo che viviamo, un equilibrio delicato che sopraintende la nostra realtà, la fiducia nell’uomo si deve misurare con la fragilità e l’incertezza che governa il mondo.
La ricerca dell’artista trova conferma nelle sue geografie, realizzate con tessere di carbone, opere che confermano, nel contrasto tra soggetto e materia, la complessità del fine da raggiungere per consentire la sopravvivenza del pianeta e salvaguardare la nostra essenza”.

GENIUS LOCI. A Villa Morosini, la mostra personale dedicata alla ricerca pittorica di Federico Romero Bayter, A cura di Luca Cinquetti e Roberto Mazzacurati. Testo in catalogo di Raffaella A. Caruso.


GENIUS LOCI - Federico Romero Bayter 
A cura di Luca Cinquetti e Roberto Mazzacurati 
Testo in catalogo di Raffaella A. Caruso
Villa Morosini Polesella (RO) - Via Alessandro Selmi 676 
11 ottobre– 30 novembre2019 
Inaugurazione: venerdì 11 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 
 
 Ingresso libero


La galleria Arena studio d’arte presenta dall’11 ottobre al 30 novembre 2019 nei prestigiosi spazi di Villa Morosini GENIUS LOCI, mostra personale dedicata alla ricerca pittorica di Federico Romero Bayter. 
Federico Romero Bayter nasce a Santa Fè di Bogotà nel 1981. Dopo gli studi presso l’Accademia di Brera Milano, ritorna a Genova, città in cui è cresciuto e dove attualmente vive e lavora. Lungo l’elenco delle sue personali, in un itinerario europeo che va da Ferrara a Genova, a Varese, da Cremona a Piacenza, da Milano a Torino, da Reggio Emilia a Bressanone, da Parigi a Lugano, da Londra a Verona. È del 2011 la sua prima partecipazione alla 54ma Biennale di Venezia. 
L'artista parte nella sua ricerca pittorica sì da scorci urbani, vedute di cattedrali, landscape di porti ma il complesso labirinto di segni e gesti con cui opera offre un’interpretazione su livelli differenti del paesaggio e del suo rapporto con l'uomo. 
Scrive Raffaella A. Caruso nel testo in catalogo “Da molti studiosi il lavoro di Romero Bayter è stato affrontato in chiave naturalistica: un apparentemente esuberante eppur malinconico naturalismo dalla tavolozza scarna e graffiata che per alcuni tratti mi ricorda la lezione di Bernard Buffet. Preferisco invece attirare l'attenzione del lettore su come il senso del paesaggio contemporaneo sia oggi in pittura (come in fotografia) quell'ansia proiettiva che lo fa diventare traslitterazione simbolica di uno stato d'animo”. 
 
Nel compiere questa operazione Federico Romero Bayter si rifà al concetto classico ed universale di Genius loci : “Nullus locus sine Genio, nessun luogo è privo di quell'anima, identificata dai Romani in un'entità soprannaturale, che sprigiona un'energia archetipica, in grado di comunicare esperienze pregresse che rappresentano il respiro dell'umanità. Questa idea di anima mundi rappresenta un cambio di prospettiva che apre la ricerca pittorica di Federico Romero Bayter a nuove interpretazioni”. 
Nascono così labirinti urbani dove il segno tipico dell'artista unito al sincretismo delle culture vissute, nell'uso di un colore assolutamente intimo pur nell'esuberanza del gesto, offre una percezione assolutamente diversa del paesaggio dalla suggestione veramente unica. 

Floridia in biblioteca. Presentazione del libro "Centootto volte più grande del sole" di Padre Nuccio Puglisi.


In occasione dell'inaugurazione dell'anno sociale di Focus, avviamo la terza edizione di Floridia in biblioteca con la presentazione del libro "Centootto volte più grande del sole" di Padre Nuccio Puglisi. Si tratta di un romanzo che racconta l'incontro-scontro tra mondi e generazioni diverse, inevitabilmente chiamate a confrontarsi.
Il romanzo inaugura anche la tematica scelta per il mese di ottobre, Mondi a confronto.

L'appuntamento è per sabato 12 ottobre alle ore 18:30 presso IV Istituto Comprensivo Salvatore Quasimodo - Viale Vittorio Veneto 92, Floridia.

La donna moltiplicata. Bi-personale di Evita Andújar e Vania Elettra Tam, a cura di Carlo Micheli.


La donna moltiplicata Evita Andújar | Vania Elettra Tam

a cura di Carlo Micheli
 
16|31 ottobre 2019
Inaugurazione mercoledì 16 ottobre dalle 18.00 alle 21.00
 
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - Milano


"La donna moltiplicata" è il titolo della bi-personale curata da Carlo Micheli, che si terrà presso la Galleria Francesco Zanuso, da mercoledì 16 a giovedì 31 ottobre. Le due artiste chiamate a realizzare questa mostra sono Evita Andújar, andalusa di nascita, romana d’adozione e la comasca naturalizzata milanese Vania Elettra Tam.
 
Si tratta di uno sguardo al femminile, come femminili sono i sostantivi, ironia, genialità, tecnica, fantasia, intelligenza, sensibilità e bellezza. La proposta delle due artiste si avvale di tutte queste caratteristiche, ponendosi, sia pure con tecniche e linguaggi differenti, in una dimensione “sospesa”, che consente loro di abbattere le barriere temporali, dilatandole, comprimendole o, addirittura, eludendole.
Evita Andújar si impadronisce, rubandoli, degli attimi fuggenti che le frequentatrici dei social “postano” per dar conto dei propri stati d'animo. La sfida accettata dall'artista d'origine spagnola consiste nel dilatare l’istante colto in un sefie approfondendo la personalità del soggetto, riuscendo a ricostruire “storie” che hanno nello scatto il momento culminante. Caratterizzati da una tecnica raffinata, mutuata dal suo passato di restauratrice, i dipinti di Evita sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne moltiplicate, preda di un vortice dinamico che le trasforma in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole della fugacità dell'esistenza, del fatto che il quarto d'ora di celebrità spettante ad ognuno, prefigurato da Andy Warhol, era stimato per eccesso.

Vania Elettra Tam, per contro, si è idealmente intrufolata nel segretissimo backstage leonardesco, ricostruendo le dinamiche che hanno consentito la creazione di alcuni noti capolavori. Nell’atelier acconciatrici, sarte, truccatrici, semplici garzoni, tutti stanno dando il meglio di sé per allestire la perfetta rappresentazione… Tutto ciò accade nella mente ironico-sognatrice di Vania, attraverso una smitizzazione sorridente, che scivola con leggerezza e intelligenza verso una dimensione surreale, dove il tempo è svuotato d’ogni rigidità e diviene un’entità plasmabile, depistabile, non indispensabile. Non mancano tocchi caricaturali, in un continuo rimando tra finzione e immaginazione, dove l’apparente realismo rappresentativo precipita di fatto la realtà in un vortice di nonsense e anacronismi.

P.S. La donna moltiplicata, a differenza dell'uomo-macchina marinettiano, non subisce modificazioni fisiche o psichiche, né nega i sentimenti per raggiungere una dimensione robotica; non cancella la poesia né attenta al “chiaro di luna”... È una “donna soggetto”, multiforme, creativa, sensibile e attuale. E' LA DONNA, senza bisogno di aggettivi. 

A cura di Carlo Micheli
 
 
 
 
Evita Andújar
Nasce a Écija in Spagna, vive a Roma. Ha studiato Pittura e Restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia. Nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è stata invitata a partecipare a mostre nazionali e internazionali.
www.evitaandujar.com
 


 
Vania Elettra Tam
Nasce a Como, vive a Milano.  Si è formata alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Fra le mostre più importanti: 54° Biennale di Venezia; 2016 personale al Museo di Šibenik; 2017 personale al Palazzo della Ragione di Mantova; 2019 Residenza d’artista ad Amman; 2019 Realizza il 43° Palio di Montagnana.
www.vaniaelettratam.it
 
 
 
Orari: da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
mobile: +39 335 6379291