STAY COOL. BE SOCIAL.

mercoledì 5 agosto 2020

INSIEME PER ALT - Arte Libera Tutti. Giovedì 6 agosto 2020, assemblea con le Associazioni al Vivaio Comunale di Siracusa, per la presentazione dell'evento del Collettivo LightsOn.



ASSEMBLEA

INSIEME PER ALT - Arte Libera Tutti
Giovedì 6 agosto 2020 ore 18:30


Vivaio Comunale
Via di Villa Ortisi, 56
SIRACUSA

Giovedì 6 agosto 2020, dalle ore 18:30, il Collettivo Lights On sarà ospite di Rifiuti Zero presso il Vivaio Comunale di Siracusa al fine di presentare "ALT - arte libera tutti", il nostro evento itinerante che coinvolgerà tutta la città per un'intera giornata e che si terrà il prossimo 12 Settembre 2020.

Durante l'Assemblea si sigleranno, inoltre, le collaborazioni con le Associazioni che da principio hanno sostenuto le nostre iniziative con il fine principale ed ultimo di realizzare una Casa delle Arti e della Cultura a Siracusa.

L'obiettivo è ambizioso e attraverso eventi e collaborazioni stiamo intessendo la rete culturale e sociale necessaria per affermare a gran voce i principi sui quali si fondano le nostre idee ed azioni.

Accenderemo insieme la città, mostrando quanto sia possibile immaginare una nuova "vita” per ogni luogo apparentemente in degrado o disuso.
Attraverso l'Arte e la Cultura agiremo per riattivare quelle energie che già esistono e per scoprirne insieme delle nuove.

𝐋𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 è 𝐨𝐬𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐬𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐨.

Associazioni Aderenti:
Syrako Rugby Club Siracusa 1989 - Superheroes ODV - Stonewall GLBT Siracusa - Corteo Barocco Syracusae - Associazione Culturale FabulaRasa - Gruppo Teatro Onda - Associazione Culturale Materiali Vari - Arciragazzi Siracusa 2.0 Associazione Culturale "Archimedes" Arci Siracusa

L'Assemblea sarà trasmessa in diretta sulle pagine social delle pagine organizzatrici:
Collettivo Lights On
Rifiuti Zero - Siracusa



‼️ IMPORTANTE ‼️

E' NECESSARIA LA PRENOTAZIONE PER INSERIMENTO IN LISTA

L'Assemblea è aperta ad Associazioni e rappresentanti di esse, è sufficiente segnalare a chi organizza il proprio interesse.

👉🏻 Per partecipare, in rispetto alle normative anti-covid vigenti, è obbligatoria la mascherina e confermare la propria presenza, anche semplicemente via messanger o scrivere a: collettivolightson@gmail.com


L’eco della falena. Al Teatro Sociale di Gualtieri (RE), in scena lo spettacolo della compagnia toscana Cantiere Artaud, ideato e creato da Ciro Gallorano, sul palco Sara Bonci e Filippo Mugnai.



L’eco della falena

Venerdì 28 agosto ore 21:30

Teatro Sociale di Gualtieri / Direction Under 30

ANTEPRIMA


 

Va in scena in anteprima venerdì 28 agostoalle 21:30 al Teatro Sociale di Gualtieri(RE) nell’ambito della finale del concorso e festival Direction Under 30L’eco della falenadi Cantiere Artaud. Lo spettacolo ideato e creato da Ciro Gallorano, che vede sul palco Sara Bonci e Filippo Mugnai,è stato realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

 

L'eco della falena è una ricerca sul tempo come ricordo, memoria felice e traumatica, che si fa assenza e mancanza, un tempo che scorre e porta via le persone care, che cura e invecchia il corpo, che trasforma le azioni in abitudine, un tempo che vorremmo possedere con violenza, ma che scivola dalle mani e si fa spesso paura del futuro in quanto ignoto.

Anime in attesa, ispirate alla vita e alle opere di Virginia Woolf, si materializzano in scena svelandoci la loro melanconica natura. La scrittrice britannica entra spesso in conflitto con l'entità “tempo” e si confronta con questo elemento meschino che deteriora i suoi personaggi dal punto di vista emotivo e fisico inGita al faro, in Mrs Dalloway, in Orlando, ne Le onde.

Nonostante i riferimenti letterari, non ci sono personaggi né storia, ma figure e un luogo. Una donna ci guida nei meandri della sua stanza, che sta a rappresentare il suo mondo interiore. Sul fondo della camera ci sono due grandi porte chiuse, che rappresentano il futuro, uno spazio-tempo sospeso che ci invita a immaginare che cosa ci sia oltre. La donna è incapace di aprirle, forse per paura di ciò che non conosce, ma le porte si apriranno inevitabilmente per portare alla luce la memoria. 

In scena ci sono pietre, strumento di punizione ma anche simbolo della costruzione, e acqua, sorgente di vita ma anche elemento di morte (Virginia Woolf si è suicidata annegandosi nel fiume Ouse), che con il tempo corrode e arrugginisce gli oggetti.

Lo spettacolo debutterà al Festival Opera Prima, che si terrà dal 6 al 13 settembre a Rovigo.




 

“Il lavoro L’eco della falenadella promettente compagnia Cantiere Artaud riflette, invece, su un altro modo di intendere la temporalità, più paradossale e sfidante, ma proprio per questo anche più interessante.” (Enrico Piergiacomi, Gagarine Magazine)

 

Scene e regia Ciro Gallorano

Con Sara Bonci, Filippo Mugnai

Disegno luci Federico Calzini, Ciro Gallorano

Produzione Cantiere Artaud

Residenze artistiche Teatro Comunale di Bucine/Diesis Teatrango, Teatro Verdi di Monte San Savino/Officine della Cultura

Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Cantiere Artaud è un collettivo di ricerca teatrale fondato ad Arezzo nel 2016 da Sara Bonci e Ciro Gallorano. Il termine “Cantiere” sottolinea la volontà di essere continuamente pronti a cambiamenti e a nuove sperimentazioni. In secondo luogo, il nome dell’Associazione vuole essere un omaggio a Antonin Artaud, precursore di un teatro che tende a smuovere i nervi dello spettatore, con l’obiettivo di rappresentare gli elementi invisibili della vita e tutto ciò che va oltre la superficie. L’obiettivo è abbandonare qualsiasi presupposto di essere nella norma; non limitarsi a raccontare una “storia”, ma addentrarsi nella trama sepolta di un’opera per evocarne il senso più nascosto. La compagnia porta avanti l’idea che la verità risieda nel simbolismo e nel rito. Quello di Cantiere Artaud vuole essere il luogo della riscoperta degli archetipi, dei valori catartici. Allo spettatore viene chiesto di lasciarsi condurre dentro un labirinto fatto di piccoli gesti e corpi animaleschi, di suoni primordiali e rumori familiari, di voci potenti e parole taglienti, di silenzi e ombre, facendosi tante domande ma non aspettandosi troppe spiegazioni. Non perché non ci siano, ma perché a volte non ce n’è la necessità.

BiglietteriaA causa delle limitazioni sui posti a sedere in sala, in conformità con le misure anti Covid-19, lo spettacolo è riservato ai partecipanti di Direction Under 30 (Giurie e Compagnie), oltre al personale di sala.



Info e contatti

Cantiere Artaud

cantiereartaud@gmail.com - 3347879712 - 3806330511

Ufficio Stampa

Maresa Palmacci palmaccimaresa@gmail.com - 3480803972

Direction Under 30: Andrea Acerbi direction-under-30@teatrosocialegualtieri.it - 3335232768

 

 

SACCA gallery inaugura “Un puro Nulla”, una mostra con Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino, a cura di Emanuela Alfano.


"UN PURO NULLA"

con opere di

Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino


Curatela: Emanuela Alfano


Inaugurazione: 11 agosto 2020 ore 20.30

Periodo: 11 agosto – 26 settembre 2020


Apertura al pubblico: dal mar al sab ore 18-21; mer fino alle ore 23. Da settembre in poi gli orari potrebbero variare. Consultare preventivamente il sito web.



Si inaugura martedì 11 agosto alle ore 20:30, alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità di Giovanni Scucces a Pozzallo, la mostra “Un puro Nulla” a cura di Emanuela Alfano, con opere di Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino.


SACCA, con questo progetto, dà l’avvio a quel dialogo importante e necessario con artisti e/o varie personalità, senza porre alcun vincolo di collaborazione o limite geografico, in accordo con la propria mission e con la convinzione che scambio è comunque reciproco arricchimento e va al di là di qualsiasi preconcetto e categorizzazione eccessivamente limitanti.

Così Pinelli e Severino, artisti promossi da SACCA, dialogano in questa occasione con Rinzivillo (siciliano, vive fra l’altro proprio a Pozzallo) e Colella (abruzzese).


Un puro Nulla è un progetto incentrato sul tema dell'astrazione dell'immagine e del sostanziale, qualcosa che riporta alle fondamenta, al nucleo centrale della sostanza, tutto sembra fermo eppure sotterraneamente scorre e si evolve. Non è più l'immagine figurativa a dominare e a raccontare, quanto l'astrazione, la sintesi che, attraverso il colore, le campiture estese o la negazione del colore stesso, affonda le radici dell’opera in un un’altra realtà. Al margine della forma quattro artisti, scelti per il rigore formale, la sintesi segnica e pittorica, dialogano sull’essenzialità del vuoto, in quel luogo dove in realtà tutto diviene l’essenza dell’essere stesso “il puro Nulla”




Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino ci conducono ad una riflessione sintetica tramite opere dal linguaggio unico, contrapposte e allo stesso tempo complementari, che tramite l’astrazione, la composizione e la scomposizione delle forme affondano le radici nella conoscenza dello spirito e della coscienza, in quel puro Nulla dove tutto ha origine e dove tutto ritorna.





La mostra potrà essere visitata fino al 26 settembre dal martedì al sabato. Nel periodo estivo la galleria è aperta dalle ore 18 alle 21 (il mercoledì fino alle ore 23). Da settembre in poi gli orari potrebbero variare, si consiglia pertanto di consultare il sito web o i canali social.

Durante la serata inaugurale verranno proposti in degustazione una selezione di vini della Cantina Frasca, una delle aziende che trovate stabilmente nella sezione “excellence” di SACCA.





SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)


Contatti

social link (Facebook, Instagram, LinkedIn) sacca.online

phone +39 338 1841981 (Giovanni Scucces)



lunedì 27 luglio 2020

L'arte ti mette le ali. A Caltanissetta, l'artista Salvatore Cammilleri presenta una serie di suoi progetti artistici interattivi dei quali il pubblico sarà protagonista.



L'arte ti mette le ali - Salvatore Cammilleri


Esposizione di installazioni e lightboxes ed una serie di opere interattive tra cui il "Raw"

Martedì 29 luglio 2020 ore 18:00
Caltanissetta

Martedì 29 luglio 2020 dalle ore 18.00 tra l Corso Umberto e l'atrio del Municipio di Caltanissetta, l'artista Salvatore Cammilleri presenta una serie di suoi progetti artistici interattivi dei quali il pubblico sarà protagonista. "L'arte ti mette le ali" è un momento ludico e partecipativo, che non si configura come intrattenimento, ma come azione e visione.
Esposizione di installazioni e lightboxes ed una serie di opere interattive tra cui il "Raw" dove ognuno si può esprimere posando su un set fotografico, proposto del Made in C. L. (composto dagli artisti Salvatore Cammilleri e Michele Lombardo). La performance live "ALIenata" con la collaborazione dell'artista Francesca Nesteri. Audiopoesie di Gouseppe Cataldi, Gianni Godi, Federica Nesteri e Antonella Rizzo, con "AscoltALI", scrittura creativa con "MessaggiALI" o semplicemente indossare un paio di ali con "IndossALI".
Quindi siete tutti invitati a partecipare alla realizzazione delle opere proposte.

Patrocinato dal Comune di Caltanissetta

Partners:
Pro Loco Caltanssetta
ignorarte.com
Caffè letterario Caltanissetta
BS event


Salvatore Cammilleri bio

Nasce a Palermo il 17 Aprile 1973. E’ capace di esprimersi attraverso un’ampia varietà di tecniche e materiali anche grazie all’esperienza acquisita nei suoi studi di elettrotecnica; dopo il diploma studia grafica, web design e comunicazione. Realizza, infatti, il Cartoon “Sciatto il Gatto visita Caltanissetta”. In linea con un pensiero artistico che si spinge verso territori di avanguardia. Realizza numerosi progetti insieme ad altri artisti anche sostenendo la persistenza di benefici derivanti da collaborazioni artistiche, sempre in continuità rispetto al proprio concept natio, quello legato alla presenza/assenza delle ali nel destino di ogni anima. I simbolismi e la luce, elementi distintivi del suo linguaggio artistico, fattori che, nonostante sembrino rappresentare valori esclusivamente spirituali, in realtà sottendono una profonda riflessione esistenziale. L’impatto pop delle sue opere nasconde il retrogusto amaramente dark proprio di una visione drammatica dell’esistenza. L’artista indaga e mette in discussione le illusioni del contemporaneo vivere. Tra i primi suoi più significativi progetti, si distingue la costituzione del progetto "RAW". Nel Luglio 2014 fonda, insieme all'artista Caterina Arena, l’Ass. culturale Eureka! e sin da subito, si dedica allo sviluppo ed alla cura di progetti d’arte contemporanea attraverso la sperimentazione di varie forme d’arte d’avanguardia. Tra le iniziative di maggiore importanza la bipersonale "Blaterazioni & Allucinazioni", la collettiva "Mi Piaece", la progettazione di due performance collettive "Rosso Flipper" ed "Il cibo unisce/Il cibo divide" ed una sua importante personale "MaiAli". Nel luglio 2015 e 2016 cura le due edizioni del Festival d'arte contemporanea "Estrazione/Astrazione" presso il borgo del quartiere arabo di Caltanissetta. Con il poeta Annarita Borrelli, in un connubio tra arte e poesia, realizza l'opera "L'Autrice". Fonda il portale di informazione culturale ignorarte.com in cui ricopre il ruolo di Direttore Artistico e ne firma il manifesto. Dal Natale 2015 cura il progetto GENE, collettiva di video artisti, distribuita in mltissime location in tutto il territorio nazionale, tra le più significative il XXXFuorifestival a Pesaro e il MACRO di Roma. A dicembre 2015 rende omaggio alla sua terra donando una sua installazione agli spazi dello storico Palazzo Cafisi di Favara, territorio che nel febbraio 2016 lo ospita in residenza d'arte presso FARM CULTURAL PARK dove realizza l'opera interattiva "PROTEIC O..." all'interno del progetto "MISTIC O..." ed "Art in public spaces" realizzato dall'Accademia de Royal di Bruxelles. Dal 2016 vive ed opera a Roma dando vita ad altri importanti progetti a partire da "Essenziale. Certe volte sogno. Altri mondi" presso la galleria Interno14, un complesso festival del contemporaneo con dieci giorni di happening dedicati a tutti i linguaggi dell'arte contemporanea. Progetta e cura le collettive "Levels art exhibition" in più edizioni, "Four Concepts" , "Arte da Macello" e "Exclamation" Nel Settembre 2017 presenta l’opera scultorea “Monumento ad un caduto” al museo MAAM – Museo dell'altro e dell'altrove di Roma a cura di Giorgia Basili avvalendosi della partecipazione allargata di performers, poeti, musicisti ed artisti. Nel dicembre 2017 realizza la mostra personale “Prove tecniche di concepts” a cura di Roberto Sottile nel concept space NVMEN, con opere che ripercorrono tutti i linguaggi artisti, le tecniche ed i materiali proposti durante il suo percorso artistico; la mostra personale è stata oggetto di un servizio sul contenitore televisivo ZTL di Rete Oro. Nel maggio 2018 prende parte alla collettiva "Empatia" a cura di Marialaura Perilli presso la Galleria Triphè di Roma. Porta in giro il suo progetto di installazione performativa interattiva "PROTEIC O..." per l'Italia fino ad approdare nell'ottobre del 2019 al MACRO– Museo d'arte contemporanea di Roma dove si estenterà in "SUPERPROTEIC O..." e dal quale Rai 2 realizza un servizio per "Tg2 - Costume e Società". Dal 2018 la sua nuova personale itinerante HOVO SAPIENS approda alla galleria "Triskelion" a Piazza Armerina e al "Museo del Presente" a Rende. Molte opere dell'artista fanno parte di collezioni pubbliche e private e presenti in cataloghi d'arte.


Made in C.L. bio

Il Made in C.L. nasce agli inizi 2000 per volontà degli artisti nisseni Salvatore Cammilleri e Michele Lombardo.
Infatti CL, oltre ad essere la sigla automobilistica di Caltanissetta, è anche acronimo dei cognomi dei due artisti.
Un duo che poi ha dato la possibilità di alternarsi ad altri artisti ed artigiani del territorio al fine di realizzare un prodotto artistico specificatamente nisseno. Oltre alla realizzazione di manufatti d'arte contemporanea di svariate tecniche e linguaggi sono stati realizzati molti progetti performativi ed interattivi.
Tra i più significativi va citato "RAW" che aveva l’obiettivo di immortalare un esercito di soggetti alati e muniti di elmo da guerra, attraverso scatti fotografici in diversi luoghi per dare la possibilità ai partecipanti di manifestare la loro contrarietà alla guerra (WAR).


Francesca Nesteri bio

Nata a Roma, Francesca fin da giovanissima ha manifestato una sensibilità verso l'arte e la poesia. Ha frequentato i corsi dell'Accademia Nazionale di danza classica di Roma e studiato pianoforte ottenendo la licenza di Teoria, solfeggio e dettato musicale presso il Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze. Nel 2005 si è laureata con lode in Lettere presso l'Università "La Sapienza di Roma" con una tesi su Leon Battista Alberti. Dopo il biennio SSIS, nel 2007 ha insegnato discipline umanistiche e, nel 2012 è diventata docente di ruolo. L'assidua frequentazione del mondo culturale italiano e delle diverse forme d'arte l'hanno portata a sviluppare un linguaggio artistico in cui poesia del corpo, del movimento e dell'immagine si fondono. In particolare approfondisce gli studi junghiani degli archetipi ai quali sono ispirati i suoi lavori . Dal 2019 è iscritta all'Accademia delle Belle Arti di Roma.

IN PRINCIPIO ERA CANDORE. A Noto, la mostra personale di pittura di Silvia Berton, a cura di Vincenzo Medica, con il contributo critico di Fabrizio Catalano.



IN PRINCIPIO ERA CANDORE

Mostra personale di pittura di 
SILVIA BERTON

a cura di Vincenzo Medica

8/30 agosto 2020
Bassi Palazzo Ducezio
Noto

Inaugurazione mercoledì 5 agosto alle ore 19.00

ore 18/23 ingresso libero

nell’ambito della Rassegna “Percorsi di NOTOrietà” patrocinata dal Comune di Noto


con il contributo critico di Fabrizio Catalano




Nato in un sobborgo dell'area settentrionale di Londra nel 1858, vissuto nella temperie di un'epoca in cui un pittore conscio del proprio talento non poteva che oscillare fra la scomposizione impressionistica della realtà e l'attrazione – o la proiezione – verso l'allegoria e il sogno, Arthur Hacker ci ha lasciato alcune opere notevoli, che rappresentano una sorta d'anello di congiunzione fra il mondo delle accademie, quello dei preraffaelliti e quello dei simbolisti. Tra i suoi quadri, spesso sospesi fra lirismo e sensualità, uno è in maniera repentina risalito alla mia mente, quando mi sono imbattuto nei dipinti di Silvia Berton: The Girl in White.
Sullo sfondo soffuso d'una campagna che svanisce in un'ora senza nome, avvolta in un mantello candido, con la sua pelle diafana e lo sguardo che fissa un punto indistinto oltre l'artista – e forse addirittura dentro il suo cervello – si staglia la figura di una giovane donna. Un dolore potrebbe essere acquattato, sotto quelle vesti e quell'epidermide, un'ipnosi potrebbe averla pietrificata, una visione agli altri negata potrebbe averla condotta lì, sulla soglia della nostra illuminazione: qualsiasi evento, qualunque pensiero abbia indotto la creatura a rimanere seduta di fronte a noi, senza vederci e inavvertitamente lasciandosi ammirare, avrà degli strascichi.
Su di lei e su di noi.
Ecco: così, traslucidi contro i loro sfondi lattescenti, lividi di lacrime ma ancora combattivi – anzi: dal dolore, nel dolore, forgiati indistruttibilmente – mi sono apparsi i personaggi di Silvia Berton. Personaggi più che soggetti; poiché, autentica o fantasticata, l'ala della verità sembra aver sbattuto sulle loro teste, prima che la luce le cristallizzasse, in ritratti intrisi d'interrogativi, nell'universo dell'artista.
In un periplo meno inusuale di quanto non suggeriscano le apparenze, Silvia sembra aver trovato la sua via non uscendo dal labirinto ma, in un gioco di cerchi concentrici, ritornando al punto di partenza.
L'istintiva passione per la pittura dapprima accantonata per una carriera di modella, che ha stimolato in lei curiosità per il lavoro dei fotografi, poi lo studio delle immagini e infine il viaggio dentro di esse.
Dapprincipio con una reflex fra le mani, quindi con un pennello tra le dita. 




Ed ecco dunque nascere un cosmo insieme colto ed intimo.
Un cosmo in cui grandi temi e presenze ancestrali vengono filtrati, come è inevitabile che accada, attraverso un vissuto personale. Un cosmo in cui potremmo imbatterci in un'Eva – ritrosa, ma fino a che punto? – che quasi flirta con una pioggia di mele rosse e che forse ha addirittura la consapevolezza di quella creata da Charles Van Lerberghe nel suo lungo poema intitolato, appunto, La chanson d'Ève, che volontariamente aveva sfidato un dio che con ogni probabilità esisteva solo nella sua mente. Ci sono delle pietà, che s'ispirano ad inviolati capolavori della scultura, in cui drappi bagnati s'increspano, s'incidono e si animano in pieghe risplendenti. E ancora sabbie, solitudini, malinconie, scarlatte lusinghe e nudi nella neve; e acque, e maschere, e spettri; e il perdono.
Ma qui siamo nel campo della fotografia. Nella pittura che oggi Silvia ci propone, il minimalismo s'accentua e ci interpella. Cosa ci vuole dire lo sguardo sfregiato della fanciulla incappucciata di rosso? Cosa c'è davvero in quegli occhi umidi e verdi stretti fra capelli e labbra roventi? E nel rapito approccio dei due amanti, prima che la bocca raggiunga il collo proteso e le dita s'intreccino? E in quel sorriso appena accennato, in quelle narici frementi, in quel capezzolo sfrontato che sembrano sfidare l'osservatore?
Resistere. Esiste oggi ed esisterà sempre la possibilità di resistere e di ribellarsi. E le figure più decise che dolenti, risolute tanto da accantonare l'eventualità della sconfitta, paiono sussurrarci la frase incisa sul frontone del Teatro Massimo di Palermo: L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita.
In principio era il candore; ma, perdendolo, abbiamo la possibilità di scegliere per noi, per le nostre esistenze, per le nostre aspirazioni, il colore che più ci piace. 

Testo critico a cura di  Fabrizio Catalano


Via Silvio Spaventa n. 4
Noto

venerdì 24 luglio 2020

"Soul Kitchen". Lunedì 27 luglio 2020, si inaugura a Siracusa la cucina della memoria tradotta in tapas.



OPENING

 - Tapas in Town - 

Lunedì 27 luglio 2020 ore 19:00
Largo Gilippo n. 1
Siracusa

 

Lunedì 27 luglio 2020, dalle ore 19 in poi, si inaugura, in Largo Gilippo n. 1 a Siracusa, "Soul Kitchen", un nuovo concept di ristorazione, dove le Tapas sono le protagoniste indiscusse.

Sapete cosa sono le Tapas?

"Tapa" viene dallo spagnolo e letteralmente significa "coperchio". Sono tante le leggende sulle origini delle "tapas spagnole" conosciute come i piatti tipici spagnoli che riscuotono ovunque grande successo come stuzzichini per aperitivo. 
Una di queste leggende della cucina spagnola narra che l'oste usava coprire le bevande alcoliche con una fetta di pane in modo che nessuna mosca finisse nel bicchiere. 
Nel corso del tempo, poi, il pane è stato condito in modo sempre più ricco e gustoso sino a giungere alla versione odierna.

Quindi, sono degli assaggi, delle piccole porzioni fantasiose da gustare con la birra o un calice di vino, secondo i propri gusti e preferenze.

Ma per il proprietario Gioacchino Miligi ed i  suoi soci e compagni d'avventura Alessia Grande e Massimiliano Baccianella sono molto di più: "Sono dei piccoli viaggi attraverso tutti quei posti dove hanno lasciato un pezzo del loro cuore" e che non vedono l'ora di condividere con tutti, in nome della convivialità, del bicchiere sempre pieno e, soprattutto della buona compagnia.



Facebook Page > soulkitchensiracusa
Instagram > soulkitchensiracusa


venerdì 17 luglio 2020

"Un luogo per ZeroBook 2020". Aperte le iscrizione per la II edizione del concorso fotografico, organizzato da Girodivite. Deadline: 30 settembre 2020


Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del Contest Fotografico organizzato da Girodivite con la collaborazione della Casa Editrice ZeroBook: scadenza 30 settembre 2020.

Presidente Onorario Armando Rotoletti




REGOLAMENTO
1. Si partecipa con un massimo di 3 fotografie digitali, a colori e/o in bianco e nero, con il lato lungo minimo 1920 pixel, 300 dpi in formato tiff e una copia in formato jpg 75 dpi
2. Le foto devono essere inoltrate via email a: concorso@girodivite.it;
3. I nomi dei file devono essere così composti: Nome Cognome – Titolo.tif e Titolo.jpg;
4. La email deve contenere in allegato la lettera di manleva interamente compilata e firmata

TEMA DEL PREMIO
Le foto devono riprodurre luoghi riscoperti, sia di natura culturale, quali siti archeologici, che di natura prettamente architettonica, come ruderi di antiche case rurali, antichi opifici ecc. Quindi luoghi di interesse abbandonati all’incuria e all’oblio, che meriterebbero di essere rivalutati e posti all’attenzione del pubblico. Lo scopo del premio è quello di raccogliere immagini di questi luoghi dimenticati e di segnalarli alle amministrazioni locali, invitandole al loro recupero.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
La quota di partecipazione è fissata a 20 euro, quale contributo da versare con bonifico utilizzando il codice Iban IT57D0306982700100000004350, indicando Nome e Cognome e nome del premio “Un luogo per Zerobook 2020”. Copia del versamento dovrà essere allegata alla email contenente le opere a concorso.

PREMI
1° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato cartaceo, a cura della casa editrice Zerobook, con regolare contratto di edizione e numero di ISBN, promozione e diffusione;
2° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato ebook, a cura della casa editrice Zerobook, con regolare contratto di edizione, promozione e diffusione;
3° Classificato: un Libro fotografico, pubblicato dalla casa editrice Zerobook, selezionato tra le pubblicazioni del catalogo della casa editrice.

SVOLGIMENTO DEL PREMIO
La Giuria selezionerà 5 finalisti, che saranno avvertiti via email. La classifica finale sarà decretata durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà nel mese di Novembre, presso il Magic Lime di Santa Teresa di Riva (Me). I finalisti sono tenuti a partecipare alla Cerimonia.

*QUALSIASI VARIAZIONE DEL PROGRAMMA SARA’ COMUNICATA DALLA REDAZIONE


La Cerimonia di Premiazione 2019


IL PRESIDENTE ONORARIO
Armando Rotoletti (Messina, 1958) ha studiato fotografia presso il St. Mary College e il London Polytechnic (ora University of Westimnster), a Londra. A Milano, negli anni Ottanta si è dedicato al fotogiornalismo e, tra il 1985 e il 1995, è stato protagonista di numerose mostre personali e collettive. I suoi reportage sono stati pubblicati da molte riviste, tra cui i settimanali «Sette» e «Io donna» del «Corriere della Sera», «Vanity Fair», «The Sunday Times». Da una decina d’anni si dedica, inoltre, a lavori di ampio respiro e di approfondimento sociale – come Casa della Carità. I volti le storie (2005), dedicato alla fondazione di don Colmegna, o Barbieri di Sicilia (2007), un viaggio tra le ultime botteghe di barbiere sull’isola – e a paesaggi e volti dei distretti agroalimentari (Langhe, Food Valley): Gente di Barbaresco (2013), è il primo risultato di questo impegno. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Valelapena (2013), Scicli città felice (2014), Vino e gente dell’Etna (2015), Noto. Le pietre i volti (2015), Sicilia in piazza (2017), Selinunte (2019, di Enrico Caruso e Clemente Marconi).