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lunedì 26 giugno 2017

Ravello Festival Danza 2017. Dal 2 al 29 luglio diretto da Laura Valente.


Belvedere di Villa Rufolo | 2 – 29 luglio 2017
Ravello festival Danza 2017
danza, tendenze e nuovi linguaggi, progetti speciali e formazione
direzione artistica Laura Valente

La seconda edizione di del Ravello Festival Danza diretta da Laura Valente propone un programma articolato in 5 serate con 10 coreografie di cui 3 opere commissionate dal Festival in prima assoluta, due progetti speciali e, non ultimo la possibilità per i giovani danzatori campani del progetto di formazione del festival Abballamm!, di misurarsi con i coreografi di rilevanza mondiale presenti a Ravello.
Il tema scelto come filo conduttore è il muro. L’obiettivo è di mostrare e portare a coscienza di quanto la danza sia in grado di scavalcare le barriere, cancellare i confini e vincere i pregiudizi.
«L'intento è di raccontare come la danza – afferma Laura Valente - riesca ad entrare nelle crepe delle differenze ideologiche, religiose, sociali e a rivelare la fragilità dei nostri preconcetti abbattendo i muri che ci dividono. È questo il potere di un'arte che, alle inquietudini e alle paure del nostro tempo, sa ancora opporre il desiderio di un orizzonte comune, fondato sulla convivenza tra mondi diversi attraverso il linguaggio del corpo e del movimento.  
Non a caso, la danza è sempre stata una terra capace di accogliere i "migranti" della cultura, trasformando il loro approdo in una risorsa, facendo del confronto e della contaminazione il codice genetico della sua stessa vita.».


Inaugura il festival il 2 luglio la prima assoluta The Wall, coreografia commissionata da Ravello Festival a Karole Armitage, che collabora qui con uno dei maggiori artisti contemporanei, Francesco Clemente, al suo debutto in un lavoro coreografico.  Nello spettacolo Clemente dipinge dal vivo un giardino idilliaco dove “si può abitare e anche devastare”, mentre la voce recitante di Alba Clemente (sua moglie nella vita, che firma anche i costumi) scandisce i versi del poeta greco Konstantin Kavafis. Qui i muri fanno riferimento alla violenza dei conflitti che attraversano il mondo contemporaneo. Uno spettacolo di danza, arte, poesia e musica che vuole essere un messaggio di unità proprio a partire dalla genesi della creazione artistica.
Nella prima parte della serata i solisti del New York City ballet e dell’American Ballet guidati dal primo ballerino Daniel Ulbricht sono in scena in Balanchine in the dark, omaggio alle creazioni storiche di George Balanchine.
Un abbraccio ideale al talento unico del coreografo che, grazie al viaggio intrapreso dalla Russia all’America attraverso il mare, il “più liquido dei muri”, ha dato vita ad uno stile americano del balletto.

La giornata è tenuta a battesimo dall’inaugurazione della mostra di Francesco Clemente, “STANDING WITH TRUTH FOR RAVELLO 2017” tent  by Francesco Clemente, il progetto speciale visibile a Villa Ruffolo fino al 30 settembre. Una grande tenda, di quelle tipiche che caratterizzano gli accampamenti dei nomadi dell’Asia, con gli interni dipinti dall’artista mentre all’esterno i ricami a mano di artigiani indiani sono realizzati con fili d’oro. Tende preziose, “luoghi artistici” che diventano simbolo di rifugio e dedica al tema delle migrazioni. Sono inediti anche i 19 acquerelli e  l’opera/manifesto che Clemente ha creato ispirandosi al tema scelto quest’anno per il Festival: un muro dal quale volano aquiloni colorati.
La seconda serata di Ravello Danza (11 luglio) ospita due creazioni di Marie Chouinard, l’eversiva coreografa canadese, neo direttrice della Biennale Danza  di Venezia.
Chouinard declina il tema del muro con una personale rivisitazione del suo capolavoro, Le sacre du printemps, nella quale i corpi dei danzatori, ricoperti da aculei, diventano metafora di una protezione ricercata strenuamente nel segno di un primitivismo lunare, che esplode potente, carnale e spirituale allo stesso tempo. La coreografa inoltre ripropone in una versione ad hoc per il Festival Les 24 Préludes de Chopin, che occupa una posizione speciale nel suo lavoro. Un potente inno alla vita ed è la prima sua coreografia basata su uno spartito musicale, metafora dell’esplorazione di un Nuovo Mondo per ritrovare una pulsazione originale che è essenziale per il suo movimento. Les 24 Préludes de Chopin viene rimontata appositamente per il Festival in una residenza con i danzatori del progetto di formazione Abballamm’.
Il 19 luglio arriva per la prima volta Ravello il coreografo israeliano Ohad Naharin con la sua Batsheva Dance Company. Nella sua esperienza di vita Naharin ha abbattuto molti muri: cresciuto in un kibbutz, a fianco del suo gemello affetto da autismo, ha inventato per lui un vero e proprio linguaggio alternativo, che è diventato la sua poetica espressiva, grazie al suo metodo "Gaga", simbolo di quella positiva creatività israeliana che cerca di costruire ponti e trovare soluzioni. Decadence a Ravello conduce lo spettatore per mano tra le creazioni che lo hanno reso celebre.
Mondo e territorio, diversità e unicità appunto, diventano le linee guida che continuano a segnare il cammino di Abballamm!, il progetto di formazione di Ravello Danza, che permette, da giugno a luglio, ai talenti della regione Campania, all’interno di una rete che comprende i centri di eccellenza riconosciuti dal Mibact insieme ad alcune compagnie e, da quest’anno, anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno, di lavorare con i coreografi del festival.
Per l’edizione 2017 la partnership speciale è realizzata con l’Accademia di Danza e  Sareyyet Ramallah/Palestine International Award for Excellence and Creativity. Un lavoro sui destini che si possono cambiare. 


Il 22 luglio l’esito del progetto prevede la messa in scena di due creazioni. Palestinian Karma, coreografia di Bassam Anu Diab e musica dal vivo di Majdi Lailache, narra in danza storie di emigrazioni e integrazioni. A seguire Revolving Karma che il coreografo salernitano Fabrizio Esposito realizzerà con circa 60 allievi, dai 13 ai 20 anni,  selezionati da tutte le province campane, ispirandosi alla leggenda di Tirreno,  e al  karma che ogni popolo si porta sulle spalle.
Il 29 luglio l’appuntamento conclusivo prevede un programma composito con tre proposte di cui due in prima assoluta.


Aprono la serata Les Italiens de l'Opera de Paris, la compagnia nata recentente sotto la guida di Alessio Carbone che ha riunito i danzatori italiani all’Opera di Parigi (su 16 stranieri in compagnia,  11 sono di origine italiana). NUIT DE LA DANSE: Bournonville, Béjart, Balanchine  e  Garnier è un omaggio al repertorio classico del grande teatro francese.
In prima assoluta, Simone Valastro, su commissione dal Festival, traduce in danza i temi dell'immigrazione, della diversità, dell’integrazione, della rinascita in Bread and Roses. Prendendo spunto dal delicato film di Ken Loach e avvalendosi di un articolato programma musicale che comprende, tra gli altri, le composizioni del francese Pierre-Yves Macé, che ha riunito oltre 150 temi di canti dell’emigrazione in un'opera musicale unica in collaborazione con il Museo dell‘Immigrazione a Parigi. Completano la creazione i costumi di un’icona della moda: Christian Lacroix che ispira anche la seconda prima assoluta della serata, Black Dust  di Matteo Levaggi, coreografia scandita dalla partitura originale di Lamberto Curtoni, ispirata a Black Star di David Bowie.


Box office: Ravello Piazza Duomo (di fronte all’ingresso di Villa Rufolo)
tel. 089 858422 - boxoffice@ravellofestival.com - www.ravellofestival.com

Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di scultura di Nada Pivetta, a cura di Massimiliano Bisazza.


“Un elogio alla scultura”

Mostra personale di scultura di:

Nada Pivetta

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  5 luglio 2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 18 luglio 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Dedicare una mostra estiva, di scultura, ad un'artista come Nada Pivetta è sicuramente un intento che anela ad augurare il buon auspicio che questa arte liberale merita da sempre.
Molti sono stati i riconoscimenti istituzionali a lei riservati; vincitrice del premio “Scultura nella città” alla Permanente di Milano nel 2008, ideatrice del progetto scultoreo “Arte sotto Milano”  per la Metropolitana Milanese, presente al parco della scultura dell’Idroscalo e nella collezione d’arte dell’ospedale di Niguarda, e  in molti  ambiti urbani, socio culturali - anche afferenti alla sua cattedra di Scultura  presso l'Accademia di Belle Arti di Milano -  L'artista Pivetta si distingue per il nitore presente nelle sue opere e la grande maestria nella conoscenza delle tecniche scultoree e l'impegno sociale e civile espresso in molti dei suoi lavori artistici.

Tra i materiali utilizzati si rilevano: il legno, la ceramica, il bronzo, la ghisa…sperimenta l'elemento tattile sia nella sacralità del legno che nella consistenza dei metalli pesanti come il bronzo e la ghisa. Di fatto gli elementi scultorei ferrosi grazie alla loro consistenza fisica sanno sopravvivere agli eventi della storia rivitalizzando in tal modo il concetto di permanenza nel tempo dell'opera d'arte.


 
Ciò che colpisce l'attenzione in primis nelle opere di Nada Pivetta è il potente dualismo che ne scaturisce. “Due” è il numero dei sessi che generano la vita, è anche inclusivo del pieno e del vuoto;  elementi fondamentali per comprendere l'arte scultorea, che è effettivamente l'unica materia artistica che giunge alla tridimensionalità e che permette allo scultore di produrre manufatti di grande pregio anche grazie alla possibilità di osservarli  secondo angolazioni multiple e a 360°.

La relazione con lo spettatore si fa dunque intima, intensa, ricca di allegorie e di riferimenti provenienti dal simbolismo filosofico/artistico, - come nel caso dove  l'artista coniuga felicemente l'estetica alla volontà di libertà interiore -  e genera vigorose emozioni latenti e manifeste al contempo.

E' interessante notare come il linguaggio classico presente nelle opere esposte in galleria si sposi perfettamente con un'attitudine volta alla contemporaneità con quella lettura che sa introiettare molteplici significazioni ricche di senso contenutistico e sensibile.
Le opere sono maestose, eleganti e raffinate sia nella forma che nella composizione, danno così appagamento ai sensi e piacere oggettivo e soggettivo che giungono all'osservatore come  elementi di peculiarità. Le forme variano, a volte sono morbide e sinuose, altre sono spezzate e angolari, accompagnate da cromie che virano dai grigi/neri ai blu/bianchi (..e non solo...), così l'attenzione si muove verso molteplici direttive: dall'artigianalità alla creatività artistica dove la manualità sfocia in pura creatività all'occhio e al tatto.

 
La mostra meneghina accolta in Galleria STATUTO13 in Brera, nel cuore pulsante e artistico della città, è la risultanza di un attenta selezione di opere d'arte create in un lungo lasso temporale. Esemplificativo è il dialogo esistente tra le ceramiche blu e quelle bianche ci immerge nel tema dell'acqua e le opere sono avvolgenti, tranquillizzanti. Si avverte una percezione quasi cinestetica del corpo con la sensazione di “immersione” nelle acque virtuali rappresentate dalla ceramica.



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

"Effetto Cocktail Party": restituzione pubblica del lavoro residenziale a Forte Marghera, presso c32 performing art work space. E l'1 luglio un training con Sara Catellani.


"Effetto Cocktail Party" si presenta come una performance creata dal susseguirsi di piccoli quadri di spaesamento, all’interno dei quali il corpo del performer lavora in stretta interazione con l’impianto scenografico, luminoso e sonoro. Questo l'appuntamento aperto al pubblico a c32 performing art work space, sede dell'associazione Live Arts Cultures, venerdì 30 giugno dalle 17.30 alle 19.00 con ingresso libero. 
Questo lavoro di restituzione vede la partecipazione della danzatrice Sara Catellani - anche autrice del concept -, di Johann Merrich, che curerà il suono dal vivo, di Violeta Arista alle luci e di Massimo Corsini alle scene.
Il corpo danzante, attraverso un processo di attraversamento di diverse reminiscenze motorie, si pone in ascolto dell’ambiente scenico in continua mutazione e diventa interprete non di un assolo nel senso stretto del termine ma più propriamente di un ensemble interattivo, di un quartetto, composto da danza, luce, suono e texture, in una sorta di moderna orchestrazione del brusio contemporaneo, lasciando allo spettatore la responsabilità di interrogarsi sulla selezione percettiva da operare.
La performance è realizzata con il sostegno di Nao Nuovi Autori Oggi/Did Studio, Ilinxarium, Residenze Acs Abruzzo/Electa Creative Arts e Live Arts Cultures.
Danzatrice e coreografa, Sara Catellani propone anche, per sabato 1 luglio, due ore di pratica rivolte a performer e artisti dediti al movimento (ore 10-12). La lezione procederà alternando momenti di esplorazione personale su suggestioni fisiche a momenti di apprendimento e pratica di partiture coreografiche date, partendo dal lavoro al suolo fino alla conquista della verticalità e delle grandi dinamiche spaziali. Dai concetti basilari di peso, spirale, spazio e relazione si procederà stratificando livelli sempre più raffinati di esplorazione delle possibilità dinamiche dello strumento-corpo, con l’obiettivo di ampliare il range percettivo, interpretativo e creativo del performer. Particolare importanza verrà data allo sviluppo del personale immaginario fisico del danzatore in quanto parte fondante dell’informazione coreografica ed elemento imprescindibile nella definizione di una propria cifra performativa. Per iscrizioni al training inviare una mail entro il 30 giugno a: electronicgirls.fest@gmail.com segnalando nell'oggetto "Training con Sara Catellani". Costo euro 10 (partecipazione riservata ai soci LAC). 



EFFETTO COCKTAIL PARTY
Concept e danza: Sara Catellani
Suono: Johann Merrich
Luci: Violeta Arista
Scene: Massimo Corsini
Produzione: gruppo e-motion
Con il sostegno di: Nao Nuovi Autori Oggi/Did Studio.
Ilinxarium, Residenze Acs Abruzzo/Electa Creative Arts, 
Live Arts Cultures

>>>> SHARING: venerdì 30 giugno dalle 17.30 alle 19.00 <<<<
Siete tutti invitati ad assistere alle sessioni di lavoro.

>>>> TRAINING PER MOVERS CONDOTTO DA SARA CATELLANI <<<<
sabato 1 luglio dalle ore 10.00 alle 12.00

Per iscrizioni al training inviare una mail entro il 30 giugno a: electronicgirls.fest@gmail.com
segnalando nell'oggetto "Training con Sara Catellani".
Costo di partecipazione: € 10 riservata ai soci LAC. 

SARA CATELLANI
Dal 2003 a oggi collabora come interprete creativo presso numerose strutture teatrali e compagnie di danza, tra cui Aldes di Roberto Castello, Altroequipe di Lucia Latour, Teatro Franco Parenti di Milano, Progetto D.Arte di Franca Ferrari, Arsenale della Danza 'Meccanismi neuronali coinvolti nella percezione estetica del corpo danzante’, in pubblicazione presso la rivista ‘Sistemi Intelligenti’ edita da Il Mulino Danza di Ismael Ivo, E-Motion di Francesca La Cava e come assistente alla coreografia per i progetti dell’Accademia sull’Arte del Gesto di Virgilio Sieni. 
Dal 2010 collabora inoltre come danzatrice e attrice per numerose produzioni del Teatro La Scala di Milano e del Teatro Regio di Torino. Dopo essersi diplomata a Milano sotto la direzione di Susanna Beltrami, nel 2009 è una delle danzatrici di Arsenale Danza presso la Biennale di Venezia, dove si specializza con coreografi di fama internazionale. Dal 2009 crea progetti propri, selezionati per importanti vetrine e premi nazionali, per il collettivo opera_di_polvere (Milano/Berlino) e Collettivo Piratejenny (Milano) dei quali è cofondatrice. Nel 2012 si laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca con la tesi ‘Osservare il corpo creativo'.

Al via la IV edizione di CinemaèDanza 2017, la Rassegna di film che incontrano le espressioni del corpo, organizzata e promossa dall’Associazione Sosta Palmizi.


CinemaèDanza Rassegna di film che incontrano le espressioni del corpo
Al via la IV edizione con il film

Io danzerò
La rivoluzione che travolse la Belle Èpoque
di Stéphanie Di Giusto

Domenica 2 luglio h 21.30 – Arena Cinema EDEN di Arezzo
In collaborazione con Cinema Eden e Officine della Cultura


Torna CinemaèDanza la Rassegna di film che incontrano le espressioni del corpo organizzata e promossa dall’Associazione Sosta Palmizi con il desiderio di raccontare al pubblico la forza comunicativa e poetica del movimento, in tutte le sue forme, attraverso lo schermo.
Dedicati all’universo eterogeneo della danza senza distinzioni di genere, i 5 film in programma della Rassegna -in 4 diverse località in provincia di Arezzo- rappresentano importanti tappe nel variegato mondo della danza e dei suoi confini, in una prospettiva libera da pregiudizi e ricca di potenziale umano.
“Aspettando CinemaèDanza”, con il film “Triana pura y pura”, ha anticipato la rassegna con un primo appuntamento a maggio dedicato al flamenco, in collaborazione con il Circolo Aurora.
CinemaèDanza 2017 prende il via ufficialmente domenica 2 luglio, alle ore 21.30 al Cinema EDEN di Arezzo, con il film Io danzerò” di Stéphanie Di Giusto (Francia, Belgio, Repubblica Ceca | 2016 | 108’), che racconta la storia, la vita e i sogni della 'rivoluzionaria' Loïe Fuller, la danzatrice considerata una pioniera della danza moderna ma anche regista, impresaria e talent scout.
Presentato in anteprima nel 2016 a Cannes, il film testimonia il crescente interesse per il cinema, anche di finzione, per la storia della danza e i suoi protagonisti.


Sinossi - È stata capace di rivoluzionare la sua epoca e la nostra. È stata un vero punto di riferimento per un’intera generazione di artisti. Toulouse-Lautrec, Rodin e i fratelli Lumière la ammiravano devotamente. La regista rivelazione Stephanie Di Giusto riscopre Loïe Fuller, grande protagonista della meravigliosa Parigi dei primi del ‘900. Coperta da metri di seta, circondata di luci elettriche e colori, Loïe (interpretata dalla poliedrica Soko), reinventava il suo corpo a ogni esibizione, sorprendendo il pubblico con la sua ipnotica e celebre “serpentine dance”. Divenuta presto il simbolo di una generazione, avrebbe fatto di tutto per perfezionare la sua arte, incurante anche della sua salute. Ma l’incontro con Isadora Duncan (Lily-Rose Depp) avrebbe cambiato presto tutte le carte in tavola...


La Rassegna prosegue sabato 19 agosto con il film “Martha and Niki” di Tora Mkandawire Mårtens a Castiglion Fiorentino (AR) nell’ambito della manifestazione Sagra del Cinema (nuova collaborazione del 2017). Un film sui desideri, sulle sconfitte e i successi. Sulla ricerca continua da parte delle protagoniste di un percorso di vita, come ballerine, come amiche e come donne. Focus della serata la breakdance che si animerà anche fuori dallo schermo grazie alla presenza di In-action crew e con il dj set in vinile di Alex-Yo.


CinemaèDanza continua sabato 23 settembre al Teatro della Misericordia di Sansepolcro (AR) con “Aurora. Un percorso di creazione” di Cosimo Terlizzi, un film di grande impatto emotivo che racconta di un progetto creativo del coreografo Alessandro Sciarroni, la cui ricerca parte dal Goalball, sport praticato da non vedenti e ipovedenti. Prima del film andrà in scena la prova aperta di “Smoke” del duo Igor&Moreno per una serata che sarà occasione di scoperta e approfondimento dell’opera creativa di talentuosi coreografi italiani, molto apprezzati all’estero.


La Rassegna termina a novembre (data da definire) a Le Fornaci Centro Culturale Auditorium di Terranuova Bracciolini (AR) con “Reset” di Alban Teurlai, Thierry Demaizière, un film affascinante che ci mostra il talento del giovane coreografo Benjamin Millepied -noto al grande pubblico per le coreografie de “Il cigno nero” di Aronofsky- che ha rivoluzionato i codici della danza classica, creando il "metodo Millepied".
Quest’anno inoltre ci sarà una collaborazione con il progetto “La danza in 1 minuto” con la proiezione di alcuni dei cortometraggi vincitori del contest promosso e curato da COORPI.

CINEMAèDANZA è un progetto dell’Associazione Sosta Palmizi a cura di Silvia Taborelli e Raffaella Giordano. Realizzato nell’ambito del Progetto a sostegno delle Residenze Artistiche della Regione Toscana. Con il sostegno di Circolo Aurora, FlamencAr, Officine della Cultura, Cinema Eden, Sagra del Cinema, Associazione Capotrave Kilowatt, Associazione MACMA.


INFO Io danzerò Cinema EDEN Arezzo
Ingresso 6.50 € - ridotto 5.50 €
Sosta Palmizi: info@sostapalmizi.it - 0575/630678 www.sostapalmizi.it
Cinema EDEN - Via Antonio Guadagnoli, 2, 52100 Arezzo AR - Tel: 0575/353364

lunedì 19 giugno 2017

Al Rione Esquilino di Roma, al via la Festa di San Giovanni, ispirata ai temi della convivialità e della solidarietà.

FESTA DI SAN GIOVANNI
 
23 giugno, a partire dalle ore 19.00
Via di San Vito, Arco di Gallieno (Rione Esquilino)
Metro Vittorio Emanuele

L’Associazione Lumen Gentium Onlus insieme ad un gruppo di associazioni e privati cittadini del Rione Esquilino daranno di nuovo vita, a partire da quest’anno, ad una delle feste popolari rionali più antiche di Roma storicamente più amate e più partecipate, la Festa di San Giovanni.
La location scelta per quest’anno è il delizioso spiazzo anti e retrostante l’antico Arco di Gallieno, altresì detto Porta Esquilina e la Chiesa dei Ss. Vito e Modesto.
La Festa, patrocinata dal Municipio Roma I Centro, è ispirata ai temi della convivialità e della solidarietà, saranno infatti ospitati gli stand di Caritas e delle Associazioni Noi di Esquilino, Arco di Gallieno, Genitori Di Donato, costantemente impegnate anche sul recupero del territorio e gli introiti della serata saranno destinati all’Associazione Genitori Scuola Di Donato (scuola molto impegnata nel sociale e sensibile al tema della multiculturalità visto che gli alunni della stessa rappresentano in armonia tutte le etnie presenti nel territorio) che in occasione della serata illustrerà il progetto di doposcuola portato avanti.
Il Programma culturale prevede a partire dalle 19 (inizio ufficiale della festa) all’interno della chiesa Chiesa dei Ss. Vito e Modesto l’esibizione del Coro di Piazza Vittorio, diretto dal maestro Giuseppe Puopolo, con la partecipazione del Piccolo Coro di Piazza Vittorio di due brani molto suggestivi,  Requiem di Gabriel Fauré e Little jazz mass di Bob Chilcott.
Dalle ore 20.30 alle 23.30, nello spazio antistante la Chiesa, musica e canto di accompagnamento di danze popolari della tradizione italiana, a cura dell’associazione Danze di Piazza Vittorio e pezzi di musica popolare italiana con voce e musica di accompagnamento.
In occasione della festa, la Chiesa riaprirà la suggestiva Cripta di San Vito (già aperta pochi giorni fa dopo anni di scavi iniziati ed interrotti a più riprese), con antiche porzioni di mura del VI secolo a.C. e resti architettonici del primo ambiente del IV secolo d.C. e alle testimonianze delle sepolture cristiane disposte ai margini della strada romana e della fase medievale della prima chiesa che sarà possibile visitare accompagnati da una guida.
Per tutta la durata della festa i partecipanti, ricordando che quella è anche la Notte delle streghe, potranno incontrare la Strega Avrahkadabra che, tra riti e sibille, mescolerà nel calderone fumante messaggi e previsioni da dare ad adulti e bambini e si potranno ascoltare interessanti letture inerenti al tema, mentre una simpatica Stregona gonfierà palloncini per tutti i bambini, quelli di oggi e quelli di una volta…e poi ci saranno le sorprese, quelle da scoprire durante l’evento!
Le lumache poi…loro sono tra le protagoniste della Festa di San Giovanni. Come da tradizione sono diventate il piatto popolare della festa ma non saranno da sole! Un ricco e variegato programma gastronomico, davvero per tutti i gusti e regimi alimentari, delizierà i palati dei partecipanti rendendo questa serata l’emblema della convivialità.

La parte gastronomica è a cura di: Machiavelli’s club, Radici – Pizzicheria Salentina, Salotto Caronte, Ristorante da Mario, tutte realtà gastronomiche del rione Esquilino, così come il forno del pane, ovvero Panella. Per il vino la Fattoria CapalBio (il vino toscano prodotto da abitanti del Rione Esquilino) mentre la birra viene da birrificio artigianale. Ci saranno inoltre i famosi Sanpietrini della gelateria Fassi.


Ufficio Stampa: Paola Morano
Tel. 3289363863

OUR PLACE IN SPACE. Mario Vespasiani in tour con la grande mostra della Nasa.

L’artista marchigiano Mario Vespasiani è tra i protagonisti della grande mostra “Our place in space 11 artists inspired by Hubble Space Telescope images” che dopo Venezia, con i suoi 30 mila visitatori è in corso a Chiavenna, a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, dove vengono presentate le sue intuizioni ispirate alla volta celeste.
Il marchigiano Vespasiani espone insieme agli artisti: Antonio Abbatepaolo, Marco Bolognesi, Paola Giordano, Ettore Greco, Mario Paschetta, Alessandro Spadari, Marialuisa Tadei, Sara Teresano, Dania Zanotto ed Alberto Salvetti. Si tratta di un progetto artistico/scientifico/ culturale di grande interesse e rilevanza nell’ambito della cooperazione internazionale Esa/Nasa.
Infatti astronomia e arte sono a colloquio nell’esposizione ispirata alle immagini di Hubble Space Telescope. Per 26 anni il telescopio spaziale Hubble — missione congiunta NASA ed ESA — ha espanso i nostri orizzonti cosmici. Grazie alle sue innumerevoli immagini, Hubble ha svelato nel dettaglio la bellezza, la meraviglia e la complessità dell’Universo, mettendole a disposizione del grande pubblico.
Our Place in Space propone un viaggio visivo mozzafiato attraverso il nostro Sistema Solare fino ai confini dell’Universo conosciuto, sottolineato dalla percezione interpretativa di 10 artisti italiani che hanno tratto ispirazione dagli scatti di Hubble Space Telescope.  Hubble non ha solo compiuto innumerevoli scoperte astronomiche, ha anche avvicinato l’astronomia al grande pubblico soddisfacendo la curiosità, accendendo l’immaginazione e producendo un forte impatto su cultura, società, arte.
Our Place in Space offre l’opportunità di ammirare alcune celebri immagini scattate da Hubble, a partire da quelle del nostro vicinato cosmico — le Facce di Marte, la Grande Macchia Rossa di Giove, le intense Aurore di Saturno — fino a una strabiliante selezione di vastissime Galassie, affascinanti Nebulose e particolari fenomeni astronomici. Oltre a questa esibizione scientifica dell’Universo, la mostra propone le installazioni di alcuni noti artisti italiani che hanno realizzato dipinti, sculture e installazioni site specific, ispirandosi alle meraviglie viste dagli occhi di Hubble. La fusione di scienza e arte propone all’osservatore una visione diversificata dello spazio intorno a noi e della sua comprensione. Dopo la prima tappa a Venezia, Our Place in Space si presenta nell’antica cittadina di Chiavenna (SO).

 
In seguito sarà ospitata presso l’ESO Supernova Planetarium & Visitor Centre di Garching, Monaco di Baviera, Germania. Ulteriori tappe sono previste in altre città europee, negli Stati Uniti d’America e in Australia.  





OUR PLACE IN SPACE 11 Artists inspired by Hubble Space Telescope images  
a cura di / curated by Antonella Nota e Anna Caterina Bellati

Artisti / Artists
Antonio Abbatepaolo Marco Bolognesi Paola Giordano Ettore Greco Mario Paschetta Alessandro Spadari Marialuisa Tadei Sara Teresano Mario Vespasiani Dania Zanotto Alberto Salvetti

Comitato Scientifico / Executive Committee
Ken Carpenter, NASA HST - Lars Lindberg Christensen, ESO - Carol Christian, STScI - Roger Davies, University of Oxford - UK Mathias Jäger, ESA/Hubble - Hussein Jirdeh, STScI
Organizzazione Generale / General Organisation
Antonella Nota, ESA/STScI Anna Caterina Bellati, Bellati Ed. Lars Lindberg Christensen, ESO Mathias Jäger, ESA/Hubble Valentina Schettini, ESA/Hubble
CATALOGO BELLATI EDITORE Info: www.spacetelescope.org www.stsci.edu www.bellatieditore.com

UN PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ESA/NASA
Astronomia e Arte a colloquio nell’esposizione ispirata alle immagini di Hubble Space Telescope.
Per 26 anni il telescopio spaziale Hubble — missione congiunta NASA ed ESA — ha espanso i nostri orizzonti cosmici. Grazie alle sue innumerevoli immagini, Hubble ha svelato nel dettaglio la bellezza, la meraviglia e la complessità dell’Universo, mettendole a disposizione del grande pubblico. Our Place in Space propone un viaggio visivo mozzafiato attraverso il nostro Sistema Solare fino ai confini dell’Universo conosciuto, sottolineato dalla percezione interpretativa di 10 artisti italiani che hanno tratto ispirazione dagli scatti di Hubble Space Telescope.