STAY COOL. BE SOCIAL.

venerdì 17 gennaio 2020

Ezio Bruno Caraceni: il gesto. Solo show di Eidos in anteprima europea per Artefiera di Bologna.


Ezio Bruno Caraceni – solo show
Il gesto
a cura di Raffaella A. Caruso

Eidos Immagini Contemporanee
Pad 18 Hall C39

DOVE
Quartiere Fieristico di Bologna, Padiglioni 15 e 18
Ingresso Fiera: Nord (per chi arriva in piazza Costituzione, servizio gratuito di navette)
QUANDO
24/26 gennaio 2020
ORARI
da venerdì a domenica: dalle 11 alle 19

PRESS PREVIEW A INVITI giovedì 23 gennaio: dalle 11 alle 12
PREVIEW A INVITI
giovedì 23 gennaio: dalle 12 alle 17
VERNISSAGE A INVITI giovedì 23 gennaio: dalle 17 alle 21


"Sono le 12.30 del 13 ottobre del 1944. Per Ezio Bruno Caraceni appena diciassettenne è il primo giorno di Accademia a Venezia. A Chioggia sale sul vaporetto Giudecca che lo porta verso il suo destino d’artista e di uomo...Nel giro di poco all’altezza di Pellestrina il traghetto viene bombardato e affondato, diventando una trappola mortale. Il giovane Caraceni pur gravemente ferito sarà tra i superstiti: una lunga barba d’artista a coprire le schegge della carne dell’uomo".

Inizia così il racconto su un grande pioniere del dopoguerra italiano, messo in scena da Eidos Immagini Contemporanee (pad 18 C39), nella solo show curata da Raffaella A. Caruso e prodotta appositamente per l'edizione 2020 di Bologna Artefiera.

In mostra il periodo centrale della produzione del Maestro, i Gesti: su tavole di legno, grezze o dipinte, egli sperimenta come variabili linguistiche l’attenzione ai materiali, le possibilità combinatorie della cibernetica, la scrittura in arte come medium fisico e creazione invece di nuovi alfabeti mentali, l’uso del filo come pentagramma o corda per strumenti da suonare con gli occhi dell’anima. È un ciclo su cui Caraceni lavora a lungo, proprio perché pur nell’apparente semplicità degli strumenti, gli permette variazioni continue con cui indagare aspetti differenti dell’animo umano e della “fisica”. Ed è forse per questo studio continuo, nel modulare alternativamente pochi ma precisi strumenti metodologici che ancora oggi questi suoi lavori non sono minimamente segnati dal Tempo, sono assolutamente inconfondibili anche a occhi profani, conservando come ebbe a scrivere Fagiolo Dell’Arco nel 1965 “il sapore fresco dell’inedito”. 

 

Non fu dunque un caso che di Caraceni si occuparono Lionello Venturi, Emilio Villa, Bruno Alfieri, Maurizio Calvesi, Fagiolo dell’Arco,Bruno Munari,. Tra le gallerie di riferimento ebbe Il Cavallino, la galleria Numero, Il Tringolo e Arco D'Alibert a Roma, Fumagalli. Partecipò a due Biennali di Venezia, a tre Quadriennali di Roma, alla Biennale di Tokyo, ad ArtBasel, tra i pochi artisti italiani ad esporre con continuità all'estero, intrattenendo forti rapporti con gli intellettuali dell'epoca.

A guidare il visitatore in questo percorso che dall'informale con cui brucia sul tempo le combustioni di Burri approda ad un personalissimo cinetico programmato e ad esperimenti di land art (“Sono gli anni in Italia di Uncini, di Castellani, di Colombo e di Enzo Mari tanto per citarne alcuni: eppure la ricerca di Caraceni nonostante il rigore costruttivista rimane personalissima e mai dimenticando la “terra”, di cui rende protagoniste forze lasciate da altri sotterranee a supporto della tela, diventerà presto una ricognizione “mentale” sul territorio, tra labirinto e utopia”) è la penna di Raffaella A. Caruso e un video prodotto da Eidos con documenti dell'epoca, gentilmente forniti dagli Eredi Caraceni. Una riscoperta critica che sicuramente interesserà mercato e collezionisti.

12 BACI SULLA BOCCA. All'Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo di Mario Gelardi, regia di Giuseppe Miale di Mauro.




21/26 gennaio, sala Bausch

12 BACI SULLA BOCCA
di Mario Gelardi
uno spettacolo della Compagnia Nest
regia di Giuseppe Miale di Mauro
con Francesco Di Leva, Stefano Meglio e Andrea Vellotti
scene Roberta Mattera
costumi Giovanna Napolitano
luci Ettore Nigro
produzione Nest Napoli Est Teatro





Napoli, anni 70. La provincia soffocante e a volte disorientante napoletana. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce 12 baci sulla bocca che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello ‘ripulito’ del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa.

Emilio è giovane ed è ricchione, perché era l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo.

I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta forse, l’unico momento di vero sentimento nella loro vita.

Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un “ricchione di paese.

Abbiamo pensato di ambientare questa storia negli anni settanta, per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico. 12 mesi che iniziano con la strage di piazza della loggia e terminano con la tragica morte di Pier Paolo Pasolini.

Dopo il lavoro fatto con Gomorra, abbiamo voluto mettere a frutto la nostra esperienza in

una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato, dove, al di la di una finto progressismo, ci sono ancora leggi sociali antiche. Un’atmosfera sudata, che ha l’eco della musica popolare degli anni settanta, che vive di squarci di luce, sul nero dei giorni e di quelle vite.

Giuseppe Miale di Mauro





Dalla rassegna stampa

Amore negato e conquistato che s’intreccia alla cronaca di anni difficili per 12 baci sulla bocca di Mario Gelardi. Messo in scena con mano felice e ricchezza d'intuizioni, invenzioni, possibili ironie, da Giuseppe Miale di Mauro, è un percorso difficile per la passione di uomini nell'Italia omofoba degli anni '70. In scena bravi ed intensi Francesco Di Leva, Stefano Meglio, Andrea Vellotti, giocano intrecci d’affetto e di sensi che si risvegliano, tenerezze pudiche, spudorate attrazioni.

Giuliio Baffi, la Repubblica



Immagini di un mondo che fu, e che ancora è. Scoppi di elettricità, fuori e dentro la scena.

Applausi convinti per un'opera intellettualmente lucida e drammaturgicamente lieve. Qualche lacrima. Vedere ammazzare un uomo perché ama un altro uomo può fare molto male. Lo spettacolo è ‘felice’ nel ritmo, nella scrittura e nella recitazione. Una di quelle rare opere che fatte per e non contro il pubblico.

12 baci sulla bocca allinea un picchiatore fascista, un fratello destinato a sposarsi per conformismo sociale, e un giovane lavapiatti che si innamora del futuro sposo. Mentre la radio trasmette la notizia della morte di Pier Paolo Pasolini e l'orazione funebre di Moravia, i tre attori costruiscono sulla scena una danza geometrica di corpi e dialoghi, preparando un finale scenicamente esemplare. C'è una grazia, un tocco speciale, in questa piccola opera di teatro, che fonde le note del melodramma e della tragedia per raccontare una storia che non può dirsi in nessun modo privata. Perché quello che accade sul corpo martoriato delle minoranze è sempre affare nostro.

Katia Ippaso, Gli Altri






TEATRO ELFO PUCCINI
corso Buenos Aires 33, Milano 
Orari: mart/sab 19:30, dom 15:30 
Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani € 17,50 / under18 € 13.50 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org.





giovedì 16 gennaio 2020

"Qigong e Alchimia. Teoria e pratica del mondo interiore." Venerdì 17 gennaio, presso La Casa del Libro di Siracusa, la presentazione del libro di Antonio Casciaro.

Presentazione del libro

"Qigong e Alchimia. Teoria e pratica del mondo interiore."
di Antonio Casciaro

Tipheret editore

Venerdì 17 gennaio 2020 ore 18:00

La Casa Del Libro
Via Maestranza n.20-22, Siracusa
 
Venerdì 17 gennaio 2020, alle ore 18:00 presso La Casa del Libro, in via Maestranza n.20/22, sarà presentato, in occasione del secondo appuntamento del ciclo "Libro Vivente", il libro "Qigong e Alchimia. Teoria e pratica del mondo interiore" di Antonio Casciaro, Tipheret editore.
Letture a cura di Maria Longo.



Questo libro descrive, in un'ottica transculturale, i collegamenti profondi tra pratica alchemica, scienza dell'energia (qigong) e teoria della coscienza. L'autore dimostra l'attualità della tradizione ermetica europea e come sia possibile utilizzarla per la promozione della salute e la ricerca del sé. Attraverso riferimenti teorici e pratici - che vanno dal pensiero arcaico alla tradizione rinascimentale europea, dalle recenti scoperte della fisica a quelle della neurologia, dalle analisi della fisiologia occulta del corpo alle implicazioni operative della teoria dell'immagine - si ha la possibilità di comprendere come la medicina orientale e la via alchemica occidentale siano strettamente intrecciate.

60x60x60 | sessanta artisti per sessanta murali. La collettiva che inaugura il nuovo anno espositivo della galleria Circoloquadro di Milano.

 60x60x60 | sessanta artisti per sessanta murali

Wall painting: 17, 18 e 19 gennaio 2020
Inaugurazione: mercoledì 22 gennaio, ore 18.30
In mostra dal 22 gennaio al 15 febbraio solo su appuntamento


La grande collettiva che apre il nuovo anno di Circoloquadro nasce con l’obiettivo di creare un happening in cui sessanta artisti, ognuno dei quali ha o ha avuto un punto di contatto con Circoloquadro, possano incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme per tre giorni.

Da venerdì 17 a domenica 19 gennaio ciascun artista sceglierà uno dei 60 riquadri a fondo grigio di 60x60 cm, delineati sulle pareti dello spazio milanese, e vi realizzerà un proprio murale con diverse tecniche e tematiche.

I tre giorni di lavoro sono aperti al pubblico, che potrà assistere alla creazione delle opere e soddisfare le proprie curiosità.

L’evento terminerà mercoledì 22 gennaio con l’inaugurazione: una grande festa per l’arte e per gli artisti.

ARTISTI
Alessandra Abbruzzese, Marco Bartesaghi, Macella Belletti, Andrea Bertaboni, Filippo Borella, Cinzia Brena, Daniele Cabri, Maria Vittoria Cammarella, Anna Caruso, Antonella Casazza, Cavallaro Martegani, Stefano Cerioli, Luisa Colli, Vittorio Comi, Maurizio Corradin, Chantal Criniti, Vanni Cuoghi, Sandrine Cuzzocoli, Massimo Dalla Pola, Ilaria Del Monte, Annalisa Di Meo, Chiara Donadei, Arianna Faiella, Elisa Filomena, Patricia Fraser, Annalisa Fulvi, Elena Gaia, Loredana Galante, Andrea Gallo, Daniela Gardinazzi, Debora Garritani, JE 73, Lorenzo Bergamaschi, Dario Luzzani, Makiko Asada, Claudia Margadonna, Camilla Marinoni, Fulvio Martini, Elisabetta Marzorati, Marta Mez, Pamela Napoletano, Paolo Deandrea, Juna Primerano, Emanuele Puzziello, Marjan Rabbani, Michael Rotondi, Ilaria Ruggeri, Cristiano Salsa, Ersilia Sarrecchia, Marina Scognamiglio, Milena Sgambato, Andrea Sante Taddei, Tatemma, Laura Triscritti, Anna Turina, Silvia Valentini, Vania Elettra Tam, Silvia Viganò, Giulio Zanet


CIRCOLOQUADRO arte contemporanea
Via Gian Battista Passerini 18 Milano
Telefono +39 324 8392144 | Email: info@circoloquadro.com



East Market inaugura il nuovo anno, domenica 19 gennaio la prossima edizione del mercatino.

300 selezionati espositori da tutta Italia proporranno migliaia di oggetti insoliti e stravaganti. Dai più ricercati capi d'abbigliamento vintage all'artigianato più raffinato, dai più rari dischi in vinile ai colorati complementi d'arredo. Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate si trovano anche vari articoli di collezionismo, modernariato, usato, pulci, design, scarpe e borse, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.
Le categorie merceologiche presenti sono prevalentemente vintage, collezionismo, modernariato, usato, pulci, design e artigianato. Gli oggetti più frequenti: abbigliamento e accessori, scarpe e borse, cd e dischi, mobili e complementi d'arredo, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, artigianato, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.
Come da tradizione East Market si distingue per un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi articoli e idee sempre diverse. L'idea di vintage che propone East Market è anche cultura e consapevolezza del riciclo. Non solo valorizzare il senso estetico e funzionale degli oggetti, ma anche informare e sensibilizzare il pubblico sugli aspetti ecologici sottesi a questa cultura.
Accompagnano il mercatino le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. East Market adotta la politica #plasicfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti , sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili.
Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato e il corner barber shop a cura di Bullfrog, dove potersi tagliare i capelli o sistemare barba e baffi.



Domenica 19 gennaio 
dalle 10 alle 21
Via Mecenate, 88/A – Milano
Ingresso Euro 3 (gratis fino 14 anni)
Infoline +393920430853

“ANIMALE”. Continuano gli appuntamenti sulla Danza Contemporanea ad Arezzo, in scena lo spettacolo di Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco.




 
Continuano gli appuntamenti sulla

 Danza Contemporanea ad Arezzo



Francesca Foscarini  porta in scena ANIMALE

Interpretato da Romain Guion



 Una danza potente e poetica

per il terzo appuntamento di Invito di Sosta



Domenica 19 Gennaio ore 17:00 al Teatro Mecenate di Arezzo




Continua la rassegna di danza contemporanea d’autore ad Arezzo, Invito di Sosta XII. Domenica 19 gennaio alle ore 17:00 andrà in scena al Teatro Mecenate di Arezzo “ANIMALE”, un assolo interpretato da Romain Guion (interprete nella Compagnia belga les ballets C de la B) che ha debuttato alla Biennale Danza di Venezia nel 2018. Animale è ideato e coreografato da Francesca Foscarini, vincitrice del premio Danza & Danza 2018 per artisti emergenti, in collaborazione con Cosimo Lopalco. Francesca Foscarini crea, con Animale, un piccolo capolavoro coreografico ricreando in scena l’energia e la lotta insite nell’esistenza.



Ispirandosi ad Antonio Ligabue ed al suo interesse per il mondo animale e per l’autoritratto, Animale esplora la comune radice indoeuropea ane (respiro) delle parole italiane anima e animale e le sue numerose varianti.

Che cosa gli umani hanno in comune con gli altri animali e quale invece è la loro singolarità,
la loro “anima” di specie? Alla tragicità della vita si contrappone la speranza data da un segno improvviso e inatteso: è il sentire umano (animale?), il nostro sguardo sul mondo.

Intuizioni non dissimili da quelle del “pittore di animale” (come lui stesso amava definirsi) Antonio Ligabue quando dipinge una natura di lotta in cui ogni vivente è prigioniero del proprio istinto, del proprio destino di specie, dove si uccide e si è uccisi, senza scampo, ma dove allo stesso tempo, come una promessa di paradiso, improvvisa si alza in volo una farfalla, un fiore si schiude, delicata una libellula si libra nell’aria fresca del mattino.



Al termine dello spettacolo il pubblico potrà confrontarsi con gli artisti partecipando ad un prezioso momento di confronto e dibattito.



1 interprete - produzione 2018 - durata 40’



CREDITI- ideazione e creazione Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco / coreografia Francesca Foscarini / interpretazione, co-creazione Romain Guion / drammaturgia Cosimo Lopalco / musiche Andrea Cera / video Licorne Maider Fortune / luci Luca Serafini / consulenza e videoproiezione Andrea Santini / costumi Giuseppe Parisotto / voci Miki Seltzer in Genesi 2 (19-20), Bela Lugosi in Bride of the Monster Ed Wood Suoni Seals Martin Clarke, Summer Sunset Eckhard Kuchenbecker, Tikal Dawn Andreas Bick / ringraziamenti a Chiara Bortoli, Alfonso Cariolato, Rocco Giansante, Perrine Villemur, Fiorenzo Zancan / produzione VAN Ente sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali / co-produzione La Biennale Danza di Venezia / con il sostegno di CSC Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa, Tanzhaus Zurich, Istituto Italiano di Cultura Parigi, Teatro Stabile del Veneto / Courtesy La Biennale di Venezia - foto di A. Avezzùne Sosta Palmizi / con il contributo di MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione generale per lo spettacolo dal vivo / Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo / foto di Dario Bonazza

SERVIZI PER IL PUBBLICO

TI PRENDO E TI PORTO A TEATRO: servizio gratuito di navetta per arrivare in teatro (solo su prenotazione).

TATA A TEATRO: per tutti gli appuntamenti di Invito di Sosta e lo spettacolo Uomo Calamita offriamo il  servizio gratuito di babysitting. Dai 3 ai 10 anni. A cura di Cooperativa Progetto 5.



PROGETTI PER IL PUBBLICO
LABORATORIO SCRITTURA CRITICA: Stratagemmi Prospettive Teatrali e Teatro Critica coordinano un corso rivolto a studenti universitari di scrittura critica sulla danza. I partecipanti daranno vita ad una vera e propria redazione online, raccontando le proposte artistiche della stagione.






INFO E PRENOTAZIONI  Intero 10 € / Abbonamento 7 spettacoli 35 € (Invito di Sosta + Uomo Calamita il 2 febbraio 2020 inserito nella rassegna Altre Danze) Ridotto per disabili, under 25, over 65 anni e soci Carta Più e Carta MultiPiù la Feltrinelli 8 € / Convenzioni (Incamminarsi 19/20, Visionari della Danza, Soci Semillita Atelier, Soci Spazio Seme, Spettatori Erranti) 6 €.Orario spettacoli ore 17:00. Masterclass+spettacolo 6 €. Sosta Palmizi aderisce all’iniziativa Carta del Docente





Associazione Sosta Palmizi tel. 0575 630678 / 393 9913550
info@sostapalmizi.it  www.sostapalmizi.it
Ufficio stampa: Pamela Calori press@sostapalmizi.it 333 3789054

Sosta Palmizi, diretta da Raffaella Giordano e Giorgio Rossi, è una realtà di riferimento nell’ambito della creatività coreutica contemporanea; il suo operato è sensibile alla qualità dell’esperienza artistica, alla formazione e all’accompagnamento delle giovani generazioni. 


martedì 7 gennaio 2020

“La vertigine del tempo: fra sospensione e dinamismo”. Bando di concorso a cura dell'Associazione Circuiti Dinamici. Deadline: 17 gennaio 2020.


Bando di concorso
“La vertigine del tempo: fra sospensione e dinamismo”

Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 17 gennaio 2020 Inviare la documentazione a: circuiti.arte@gmail.com




 
L’artista vincitore del concorso avrà come premio una bi-personale nel nostro spazio, rientrando nel progetto: CIRCUITI CONDIVISI – nuovi punti di vista DINAMICI**.
 
1 – Tema | Il tempo, tra gli elementi più ricorrenti nella storia dell’arte, è trattato in vari modi dagli artisti: dall’istante al frammento, passando per il dinamismo del movimento e per la tensione materica. Opere e pensieri che si modificano nel tempo e nello spazio creando dei processi che faranno apparire l’opera sempre diversa da se stessa. L’artista di oggi come considera il tempo?
 
Il concorso è aperto a tutti gli artisti (senza limiti d'età) operanti nel campo delle arti visive: pittura, fotografia, scultura, video, performance, fumetto, street art, poesia. Ogni artista può proporre massimo 2 opere che saranno vagliate dal comitato scientifico dell’Associazione Circuiti Dinamici. La mostra collettiva “Le vertigini del tempo” si terrà presso gli spazi espositivi dell’Associazione Circuiti Dinamici – via Giovanola, 19 Milano – da domenica 9 al 21 febbraio 2020. Tutte le opere selezionate per la mostra collettiva saranno incluse nel catalogo cartaceo con testo critico. La comunicazione ufficiale delle opere selezionate avverrà a mezzo mail ai candidati selezionati. Le selezioni sono inappellabili e insindacabili. Le opere non devono contenere messaggi pubblicitari né immagini e parole offensive o discriminanti.
 
**CIRCUITI CONDIVISI – nuovi punti di vista DINAMICI Il vincitore di questo concorso, sarà posto in dialogo con il vincitore di un altro concorso, sempre indetto da Circuiti Dinamici. All’interno dello spazio espositivo di Circuiti Dinamici si creerà un dialogo tra le opere di due artisti vincitori, diversi per ricerca e poetica artistica, che dovranno condividere lo spazio in un’ottica di comunità, convivenza e condivisione. CIRCUITI CONDIVISI per nuovi punti di vista, possibili interazioni, contraddizioni e tensioni tra le opere e le poetiche. Uno spazio in cui convivono identità diverse, in cui le differenze restano visibili e al contempo definiscono occasioni di incontro e di scambio.
 
2 – Caratteristiche delle opere: a) Le opere a parete -(quadri, grafiche, fotografie, fumetto, illustrazione - street art) non devono superare gli 80 cm. di larghezza e i 2 mt. di altezza. b) Opere tridimensionali (scultura, installazione): dovranno occupare uno spazio massimo di 1 mt.x1mt.x1mt. c) I video devono avere la durata massima di 4 minuti (compresi eventuali titoli e titoli di coda). I video possono essere inviati tramite link (youtube/vimeo) o CD-ROM. d) Le performance devono avere una durata massima di 10-15 minuti. Eventuale materiale scenico e audio è a carico dell’artista. Circuiti Dinamici non procurerà materiale per la performance, Candidarsi solo se si è in grado di realizzare la performance durante la serata di inaugurazione. e) Poesia:inviare massimo 4 composizioni inedite, ciascuna non superiore a 40 versi in formato .Doc/Word.
 
3 – Termini e modalità di partecipazione La candidatura al concorso e alla selezione è assolutamente gratuita. La quota di partecipazione alla mostra, solo per gli artisti selezionati, è di 53 euro per artista, di cui 28 euro relative all’organizzazione della mostra e 25 per il tesseramento all’Associazione. Per gli artisti già tesserati la quota di partecipazione è di 28 euro.
 
Per chi parteciperà alla sezione PERFORMANCE/POESIA (e solo per la suddetta sezione): La quota di partecipazione alla mostra è di 35 euro per artista/poeta, di cui 10 euro relative all’organizzazione della mostra e 25 per il tesseramento all’Associazione. Per gli artisti/poeti già tesserati la quota di partecipazione è di 10 euro.
 
4 -Le iscrizioni sono aperte fino al 17 gennaio 2020.
Inviare la documentazione a: circuiti.arte@gmail.com con i seguenti allegati: - curriculum vitae: incluso di nome, cognome, data di nascita, residenza, cellulare ed e-mail. - immagini.JPG delle opere (alta risoluzione per stampa - 300 dpi), con didascalia dell’immagine (nome, cognome, titolo, misure, tecnica, materiale) - è gradito un breve accenno sull'idea/progetto dell'opera
 
5 – Trasporto Gli artisti in caso di selezione per la collettiva dovranno provvedere alle spese per il trasporto (andata e ritorno, comprese le spese di imballaggio e reimballaggio) delle proprie opere, e se lo ritengano opportuno, la loro assicurazione per il periodo di trasporto e mostra, fino alla riconsegna all’artista proprietario. Circuti Dinamici declina ogni responsabilità per eventuali ritardi, smarrimenti, mancate consegne o danni ai pacchi/opere derivanti dalla spedizione e dal trasporto per mezzo di corrieri o poste.
 
6 – Dichiarazione e Accettazione I partecipanti alla mostra collettiva dichiarano, la loro titolarità esclusiva dell’opera, con riguardo sia al diritto di autore sia al diritto di sfruttamento economico e pertanto, non esiste alcun diritto di privativa da parte di terzi su di essa. Gli organizzatori sono, quindi, esonerati da ogni responsabilità per eventuali contestazioni circa l’originalità e la paternità dell’opera e da eventuali imitazioni o copie da parte di terzi dell’opera stessa.
 
7 – L’artista dichiara, inoltre, di concedere i diritti di riproduzione delle immagini delle opere e della documentazione rilasciate che serviranno per pubblicizzare il sito internet e tutti gli eventi connessi all’iniziativa, e qualsiasi altra forma di comunicazione. Per quanto sopra detto i dati personali, le immagini delle opere del concorso e/o altre opere inserite nel sito, durante un evento, per promuovere gli artisti e se stessa, o in altri eventi di arte contemporanea, nella promozione su web, comunicazione o marketing, potranno essere utilizzati senza dover necessariamente richiedere il consenso delle parti o pagare i diritti. L’artista partecipante dichiara di aver letto attentamente il presente Regolamento e di accettarlo in tutti i suoi punti. Circuiti Dinamici sarà libera di riprodurre le opere partecipanti per la pubblicazione/promozione degli artisti in mostra e per la collettiva sui social, catalogo, volantini, locandine.
 
8 – Responsabilità Circuti Dinamici – pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute per le mostre collettiva e personale – declina ogni responsabilità per eventuali furti, incendi o danni di qualsiasi natura, che dovessero verificarsi alle opere durante il periodo in cui rimangono in consegna e durante tutte le fasi della manifestazione. Ogni eventuale assicurazione è a cura e spese dell’artista medesimo. Circuti Dinamici declina ogni responsabilità per eventuali ritardi, smarrimenti, mancate consegne o danni ai pacchi/opere derivanti dalla spedizione e dal trasporto per mezzo di corrieri o poste. La quota di partecipazione non è rimborsabile in nessun caso.
 
9 – Autorizzazione al trattamento dei dati personali Il candidato autorizza espressamente l’Associazione Circuiti Dinamici, nonché i loro diretti delegati, a trattare i dati personali dell’artista partecipante ai sensi della legge 675/96 (“legge sulla Privacy”) e successive modifiche D.lgs. 196/2003 (Codice Privacy), anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite da Circuiti Dinamici e partner organizzativi.

ATTI OSCENI. I tre processi di Oscar Wilde. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo di Moisés Kaufman.



9 - 26 gennaio | sala Shakespeare



Atti osceni

I tre processi di Oscar Wilde

di Moisés Kaufman

traduzione Lucio De Capitani

regia, scene e costumi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

luci Nando Frigerio

suono Giuseppe Marzoli

con Giovanni Franzoni, Riccardo Buffonini, Ciro Masella, Nicola Stravalaci, Giuseppe Lanino, Giusto Cucchiarini, Filippo Quezel, Edoardo Chiabolotti, Ludovico D’agostino

produzione Teatro dell’Elfo








Atti osceni, che torna in scena dopo il successo del 2017, è parte di un dittico di spettacoli che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia hanno dedicato a Wilde e compone, con L’importanza di chiamarsi Ernesto, un grande affresco concepito per contrasti. Al capolavoro di eleganza e di satira con il quale lo scrittore irlandese aveva fatto a pezzi l’ipocrisia della sua epoca fa da specchio questo dramma che racconta i suoi ultimi anni, quando venne messo alla gogna dal conformismo della società vittoriana che prima lo aveva osannato. E se L’importanza di chiamarsi Ernesto nella versione di Bruni e Frongia è una commedia dominata da atmosfere e colori sgargianti, questo secondo spettacolo vive di chiaroscuri e tagli di luce che ricreano l’aula di tribunale in cui vanno in scena i tre processi che coinvolsero Wilde nel 1895. L’intricata vicenda è ricostruita da Moisés Kaufman in questo bellissimo testo che riesce ad aprire squarci commoventi e poetici nel serrato dibattito giudiziario.

Uno spettacolo che travalica i confini di un’appassionante ricostruzione storica per trasformarsi in un rito teatrale in cui si parla di arte e di libertà, di sesso e di passione, interpretato da un gruppo di nove attori, Ciro Masella, Nicola Stravalaci, Riccardo Buffonini, Giuseppe Lanino, Edoardo Chiabolotti, Giusto Cucchiarini, Ludovico D'Agostino, Filippo Quezel, guidati da Giovanni Franzoni nella parte protagonista.








Dalla rassegna stampa



Fu un linciaggio, perpetrato dalla società benpensante contro il brillante irlandese che pur divertendola l’aveva sfidata. In Atti osceni, scritta cento anni dopo i fatti, l’illustre regista-autore newyorchese di origine venezuelana Moisés Kaufman lo racconta mediante un abile, appassionante montaggio di documenti tratti dai verbali giudiziari e da molte altre testimonianze. Nell’eccellente, veramente eccellente (ritmo, chiarezza, vivacità, umorismo) edizione diretta da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia quest’uno è Giovanni Franzoni, un Wilde prima sprezzante e ironico, quindi smarrito e addirittura trasognato, ma, nella convinzione delle proprie idee come nell’ammissione delle proprie debolezze, eroico.

Masolino d’Amico, La Stampa



I testimoni, gli avvocati, gli accusatori, gli sciagurati compagni di bisboccia, il pubblico di questa specie di apologo fortissimo, sia nella caduta fatale che nella sua presa di coscienza, hanno trovato in Giovanni Franzoni un attore di rara intensità, perfetta "copia" dell'immagine dello scrittore proiettata sul fondo della scena che ricrea con una penetrazione inquietante e ricca di sfumature, facendone un personaggio "vivo". Nel gran numero degli interpreti che in questa ballata tragica spesso hanno più di un ruolo si distinguono il giovane, navigato Bosie di Riccardo Buffonini e le incisive maschere di Ciro Masella che è il padre di Bosie, accusatore, quasi il "killer" di Wilde. Da vedere.

Maria Grazia Gregori, delteatro.it





Catturante, irrequieto, appassionato, lo spettacolo mette in piazza il calvario in tribunale di un uomo protagonista di avventure giuridiche nel 1895 per i suoi orientamenti intimi, e per la coerenza nel sostenerli apertamente in un Regno Unito dove fino al 1954 il vero scandalo sarà costituito dalla pena carceraria inflitta agli omosessuali (vedi le traversie di Alan Turing, che finì suicida). Il valore di un testo come Atti osceni è quello di documentare l’ipocrisia benpensante di un'opinione pubblica che osteggiò Wilde anche a dispetto del grande successo delle sue pièce. Noi spettatori siamo in un’aula di giustizia, alle prese col contenzioso legale nato dall'affronto che Lord Queensberry, il padre di Bosie, il ragazzo amato da Wilde, riserva allo scrittore, indirizzandogli un biglietto inequivocabile (‘Oscar Wilde si atteggia a sodomita’), al quale il dandy reagisce con querela il cui effetto non tarda a ritorcerglisi contro, per via di compromettenti giovinastri chiamati in causa a riferire dei loro pregressi rapporti mercenari con lui. La dignità, l'arguzia, lo spirito socratico con cui il Wilde, magnificamente impersonato da Giovanni Franzoni (capace di flemma, e fulminei aforismi), s'imbatte in queste marchette assurte a ‘testimoni della regina’ sono un pregio del copione che Kaufman ha ricavato da verbali e da opere wildiane come il De Profundis, o la poesia La Casa del Giudizio, nell'italiano di Lucio De Capitani.

Tutto è governato dall'umana, etica regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, un platonico presidio per la libertà d'espressione. Facendo leva su un cast di attori interpreti di più ruoli.

Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica




10 gennaio 2020 | ore 18.30 | Spazio Atelier
Per un nuovo teatro epico.

Da Atti osceni a The Laramie Project: il lavoro di Moisés Kaufman



incontro con Moisés Kaufman (autore), Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (registi)

modera Ira Rubini (Radio Popolare)

(ingresso libero)



 

TEATRO ELFO PUCCINI, sala Shakespeare,  
corso Buenos Aires 33, Milano 
Mart/sab 20:30, dom 16:00  
Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani €17,50 / 
Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org