STAY COOL. BE SOCIAL.

mercoledì 12 giugno 2019

Alla Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte di Bologna, le mostre personali di ODILE CHALMIN e BERNARD MERCES.


Mostre personali di
ODILE CHALMIN

BERNARD MERCES


durante la serata presenzierà la Dott.ssa Francesca Bogliolo



Dal 15 giugno al 27 giugno 2019
Vernissage: sabato 15 giugno 2019 ore 18.00

 Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
Bologna




Colpo di fulmine
a cura di Francesca Bogliolo

L’arte poggia le sue fondamenta sul saper osservare e il saper ascoltare, attività diverse ma complementari. Dare ascolto comporta per traslato la possibilità di essere ascoltati, di entrare in relazione con l’altro, come se ci si trovasse davanti a uno specchio capace di rispondere alle nostre più intime domande. Tra chi opera e chi guarda, mettendosi in ascolto delle proprie emozioni più profonde, si instaura un dialogo complesso e articolato che, coinvolgendo anche l’opera prodotta, può favorire le condizioni ideali per la nascita di nuove realizzazioni, possibili solo alla luce di una continua ricerca di scambio che sia anche emozionale. L’incontro tra Bernard Merces e Odile Chalmin è un incontro costante: i due artisti, che vivono e lavorano insieme, se pur in spazi diversi, condividono una dimensione di confronto che rivela un desiderio espressivo comune. Quotidianamente, l’arte sgorgata dall’inconscio di Odile, intensa e emozionale, si affianca alla sintesi visiva di Bernard, carica di suggestioni derivanti dall’equilibrio delle forme. Similitudini e differenze si alternano sul piano personale e artistico, valorizzandosi e arricchendosi a vicenda ma rimanendo indipendenti, fino al giorno in cui una fotografia di Bernard, in un’occasione casuale, si affianca alla pittura di Odile, che solo apparentemente gli si discosta, in una sorta di involontario quanto suggestivo “cadavere squisito” su una parete a loro familiare. Da quel momento, durante il quale gli artisti si rendono conto della possibilità per le opere pittoriche e fotografiche di convivere con armonia, ha inizio un progetto di dialogo analogico sviluppato dalla coppia di artisti su tre piani: estetico, cromatico, tematico. È l’incontro singolare tra due personalità, due forme di espressione differenti, due modi diversi di recepire il mondo. Il discorso artistico viene pazientemente articolato intorno a un soggetto comune: la relazione. Il risultato proposto al pubblico favorisce una riflessione sui linguaggi artistici e sulle infinite possibilità emozionali che questi possono originare. Odile e Bernard sanno guardare oltre la realtà per addentrarsi nel sentimento e le sue infinite sfaccettature, invogliandoci a fare altrettanto: un invito che ognuno di noi è caldamente invitato a raccogliere. 

Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
Via San Felice 18, Bologna

Info e contatti:


Nello spazio di C32 dell'associazione Live Arts Cultures, la performance finale di DIS-SENSUS, sesto laboratorio intensivo di pratiche performative del Programma Educativo Formativo della Venice International Performance Art Week.


Restituzione pubblica della Summer Class di Performance Art 
curato da Andrigo&Aliprandi e VestAndPage

Venerdì, 14 giugno 2018
19:00
C32 performingartworkspace
Forte Marghera, Via Forte Marghera. Mestre-Venezia
Ingresso gratuito

Il progetto è curato e presentato dalle Associazioni Culturali Studio Contemporaneo e Live Arts Cultures, con il patrocinio della Regione del Veneto.

www.veniceperformanceart.org | www.liveartcultures.org


Si terrà venerdì 14 giugno dalle 19.00 nello spazio di C32 - già sede dell'associazione Live Arts Cultures - la performance finale di DIS-SENSUS, sesto laboratorio intensivo di pratiche performative del Programma Educativo Formativo della Venice International Performance Art Week.

Nell'ambito dell'ART WEEK Workshop Series, per dieci giorni, 25 tra artisti, radical performers, attori e body movers di 20 paesi hanno vissuto insieme lavorando e collaborando per esplorare performativamente la poetica della tolleranza, della comprensione e del riconoscimento del pensiero divergente e della sua complessità concettuale. In questi dieci giorni l'obiettivo cercato è stato quello di evidenziare differenze, ambiguità e diversità sia nel processo di creazione artistica che in una prospettiva psico-sociale.

VestAndPage e Andrigo&Aliprandi hanno unito le loro pratiche pedagogiche per dar vita ad un processo laboratoriale collettivo, incentrato su tecniche di apprendimento che spaziano dalle arti performative e visuali al movimento sino al suono, alla scritture creativa poetica e filosofica, e ad elementi di teatro sociale, per dar vita ad una comunità artistica temporanea.

Con l'assistenza di Francesca Carol Rolla, Fenia Kotsopoulou, Sara Simeoni e Marcel Sparmann.

Con la partecipazione di Nazia Andaleeb Preema (BG), Kelvin Atmadibrata (ID/UK), Sabrina Bellenzier (IT), Leman Sevda Daricioglu (TR), Krisztina Fazekas-Kielbassa (HR/DE), Danielle Freakley (AU), Sharon G Flynn (AU), Rym Hayouni (TU), Pete Kennedy (UK), Lauren Kelly (IR), Carla Kienz (DE), Alicia Kremser (DE), Helena Kushnir Tochka Maim (IS), Daniel Lemmer (SR), Cecilia Lentini (IT), La Cherry Lill (CN/IT), Carol Montealegre (CO), Dimitra Nikolopoulou (GR), Randa Reda (CA), Paul Regan (IR), Joseph Morgan Schofield (UK), Sandra Stanionyte (LV/NL), Sina Stolp (DE), Christina Anna Trutiak (CA), Yadanar Win (MY) e Samantha Zanardo (IT).


Scatto d’arte, al Castello di Biscari la collettiva fotografica di Arteinsieme. Omaggio a Tony Barbagallo.

“Scatto d’arte”, dal 15 al 30 giugno, ad Acate: è la prima collettiva fotografica organizzata da Arteinsieme. La mostra, patrocinata dal comune, sarà ospitata nel Castello dei Principi di Biscari. Vernissage: sabato 15 giugno, alle 19. La mostra sarà aperta tutti i giorni, dalle 19 alle 21.

Nel corso della serata interverrà il critico d'arte Alfredo Campo, socio onorario di Arteinsieme. Campo presenterà l’opera di Tony Barbagallo, celebre fotografo vittoriese che sarà anch’egli socio onorario dell’associazione culturale-artistica di a Comiso.

In mostra le foto di Tony Barbagallo, Giorgio Chessari, Gianni Ciancio, Pippo Impoco, Giovanni La Lota, Margherita Lanza, Giovanni Rosa, Gianni Tirone. Tony Barbagallo, fotografo dal 1955. Nominato nel 1973 “Artista della federazione Internazionale – Associazione Photographique”, ha al suo attivo numerosi premi. Ha partecipato a ben 225 mostre, in Europa, in Canada e Sudafrica. Ha immortalato angoli e panorami del territorio ibleo e siciliano, ma anche molte feste religiose ed eventi folklortistici, con un obiettivo documentaristico. Giorgio Chessari, appassionato di fotografia paesaggistica, presenta “I Giganti della terra”, stampe in bianco e nero su sottili fogli d’alluminio. L'installazione fotografica racconta la storia di personaggi mitologici. Ha pubblicato libri fotografici ed ha partecipato a vari contest. Ha esposto alla collettiva a Palazzo Labisi a Comiso nel 2018 ed a Fermentum, ad Acate nel 2019. Gianni Ciancio, affascinato sin da bambino dalla fotografia, quando il digitale era fantasia. L’incontro precoce lo ha aiutato nello sperimentare diverse situazioni. Nel terzo millennio fotografa le feste religiose siciliane, molto scenografiche. Oggi è un noto fotografo professionista. Pippo Impoco, già presidente del Kiwanis Vittoria Colonna, ha iniziato a fotografare nel 1980, ama il genere Portrait e Street. Già socio del circolo Pentaprisma Fotografia ha partecipato ad alcune Collettive, presentando il genere Street. Le foto sono frutto di intuizione, ricerca, velocità nello scatto e nella composizione. Giovanni Emanuele La Lota, architetto e fotoamatore, ha sperimentato diversi generi e temi fotografici, con particolare attenzione ai paesaggi urbani.  Le sue fotografie raccontano di un approccio minimalista che si può riassumere con lo slogan “Less is more”. Ha partecipato a numerose mostre e prestigiosi concorsi. Margherita Lanza, lavora come filmaker e coltiva la passione per la fotografia fin dall’età di 7 anni, passione ereditata dal padre, fotografo del Ris dei Carabinieri a Palermo. Nel 2013, è seconda in un concorso scolastico dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Ha partecipato ad una collettiva a Siracusa nel 2018. Giovanni Rosa, già docente di lingue, coltiva la passione per la poesia e la fotografia, partecipando a concorsi in occasione della Fiera Emaia e di feste religiose, in varie città siciliane. Premiato al concorso di poesia “Evviva la mamma!”. Ha fatto parte del circolo fotografico Asa25. Gianni Tirone, fotografo amatoriale, eredita la passione per la foto dallo zio Franco Tirone,che lo avviò all’utilizzo di una reflex Yashica. Ha partecipato alla mostra “Fermentum” ad Acate (maggio 2019).

Tony Barbagallo
  Giorgio Chessari, Marialuisa Occhione, Giovanni Tirone, Margherita Lanza, 
Marcello Nativo, Stefania Ferlisi (socia Arteinsieme)

«È la prima collettiva fotografica della nostra associazione – spiega la curatrice, Marialuisa Occhione - con questo nuovo evento abbiamo voluto dare visibilità ai tanti validi fotografi di Arteinsieme e, al tempo stesso, rendere omaggio al maestro Tony Barbagallo». 
«Ancora una volta – aggiunge il presidente, Marcello Nativo - il castello di Biscari sarà sede delle nostre attività, proseguendo la collaborazione con il comune di Acate».
«Siamo lieti – commenta il sindaco, Giovanni Di Natale – di ospitare la collettiva che vedrà protagonisti il maestro Tony Barbagallo ed altri fotografi. Sull’onda del successo di “Fermentum”, questa seconda mostra, organizzata da Arteinsieme, conferma il nostro castello, come location ideale per iniziative culturali».

“COLPO AL CORPO”. A Milano la prima edizione del festival dedicato alla Performing Art, a cura di Nicola Mette – DANCEHAUSpiù.


18-19-20 giugno 2019
Dancehaus Susanna Beltrami

COLPO AL CORPO

Festival della Performance Art
1 ͣ Edizione
Centro Nazionale di Produzione della Danza DanceHauspiù

a cura di:
Nicola Mette – DANCEHAUSpiù



Dal 18 al 20 giugno 2019 si terrà a Milano “COLPO AL CORPO” la prima edizione del festival dedicato alla Performing Art nella prestigiosa sede di DANCEHAUSpiù, Centro Nazionale di Produzione della Danza.
Il Festival, curato da Nicola Mette e DANCEHAUSpiù, mira a promuovere nuove produzioni artistiche e a offrire ai giovani performer la possibilità di presentare il proprio lavoro e di incontrare artisti di fama nazionale e internazionale. Il Festival nasce per garantire il supporto alle giovani generazioni che si occupano di ricerca sperimentale nei vari ambiti artistici come la musica, la danza, le arti visive, e il teatro, sostenendo la cultura dell’interdisciplinarietà a livello locale e internazionale.



Colpo al corpo è un mix di performance dove le manie contemporanee, i pregiudizi, le fobie, le condizioni umane disagiate, le varie forme di fascismo, i traumi, l’odio, ma anche i misteri e gli stati d’animo comuni a tutti gli uomini verranno rappresentati attraverso la danza, il suono, la parola e le azioni dei corpi in movimento.
Dodici artisti di diversa provenienza si alterneranno nella tre giorni milanese: Giorgia De Santi - Filippos Tsitsopoulos - Marisa Garreffa - Nicola Mette - Sara Simeoni – Chiara Bersani - Matteo Corso - Martina Brembati - Anna Bolena - Valentina Parati - Marta Allegra - Matteo Bittante.




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COLPO AL CORPO: 18-19-20 giugno 2019
LUOGO: Dancehaus Susanna Beltrami, Via Tertulliano, 70, Milano (Mi)
BIGLIETTI: ingresso a serata: euro 15 (intero) | euro 12 (ridotto)
Carnet 3 serate: euro 36 (intero) | euro 30 (ridotto)
INFO E PRENOTAZIONI: promozione@dhpiu.com | 0236515997 | www.dhpiu.com

Il pittore Guido Cicero “ambasciatore” della cultura modicana a Mantova Artexpo 2019.


Si intitola "Fiori della Natura" l’acrilico del pittore modicano Guido Cicero, in mostra fino al 16 giugno nel Museo diocesano “Francesco Gonzaga” a Mantova, nell’ambito della II Biennale d'Arte contemporanea Mantova Artexpo 2019. L’opera, una tela di cm 100 x 70, raffigura una donna ricoperta da una coltre di coloratissimi fiori. "Fiori delle Creature"ha suscitato l’attenzione e l’ammirazione di critici d’arte come Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi e Marco Rebuzzi, direttore del Museo Gonzaga. In particolare, molto apprezzate sono stata la tecnica del dipinto e l’originalità del suo autore. Per Cicero si è trattato, dunque, di una ulteriore conferma della validità del percorso di ricerca artistica intrapreso negli ultimi anni. Una conferma che arriva da un contesto prestigioso e di rilievo internazionale come Mantova Artexpo 2019, nel quale sono presenti centinaia di artisti che operano nei campi della pittura, della scultura, della fotografia e della video-arte.

L'evento è ideato e curato da Sandro Serradifalco con la consulenza artistica di Serena Carlino, Giacomo Cangialosi, Rino Lucia, Licia Oddo, Barbara Romeo e Leonarda Zappulla, Francesco Saverio Russo e Salvatore Russo, con la supervisione artistica di Paolo Levi.



«Bellissima l'accoglienza – ha detto Cicero – che mi hanno riservato maestri come Mario Longhi , Ornella De Rosa, Patrizia Tummolo, Liliana Palaia, con i quali condividiamo l’amicizia e la stima per il critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, e altri amici e curatori come Patricia Slosiar e Licia Oddo che hanno condiviso con me diverse collettive a Padova, Bologna, Lodi, Roma, Barcellona, Parigi, Milano e Venezia». 


Cicero ha approfittato dell’occasione per promuovere Modica e il suo territorio, invitando Daverio e altre personalità del mondo della cultura a visitare la città dei Conti. Con Mantova Artexpo 2019 si apre una stagione intensa e ricca di appuntamenti per Guido Cicero, che esporrà a Milano dal 1 luglio al 31 agosto presso "La Fabbrica del Vapore" nell’ambito di una collettiva curata da Giorgio Gregorio Grasso con la collaborazione di Giada Eva Tarantino e Maria Palladino, in attesa della grande personale in programma a Modica nel mese di settembre, sempre a cura di Giorgio Gregorio Grasso.


Per tutta l’estate al Palazzo delle Paure di Lecco si ammira l’importante antologica “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria”, a cura di Raffaella Resch.


PALAZZO DELLE PAURE
Lecco, Piazza XX Settembre 22

Franco Cardinali. Inquietudine necessaria
a cura di Raffaella Resch

29 giugno - 1 settembre 2019
inaugurazione venerdì 28 giugno, ore 18


Per tutta l’estate a Lecco si ammira l’importante antologica “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria”, a cura di Raffaella Resch, presso il Palazzo delle Paure dal 29 giugno al 1 settembre 2019.

Prosegue, in seguito al grande successo della mostra milanese riscosso nel gennaio scorso, l’approfondimento sulla figura di Franco Cardinali, artista ligure di notevole spessore, con una mostra a lui dedicata che ripercorre la sua fervida attività attraverso una selezione di oltre quaranta opere, che vanno dai lavori della metà degli anni ’50 fino alle grandi enigmatiche tele degli ultimi anni, precedenti la sua morte nel 1985.


Il percorso espositivo segue uno sviluppo cronologico e tematico, che illustra fasi diverse tra loro, cambiamenti decisi, intuizioni ardite e un segno sempre preciso e netto, dalla fortissima personalità. Come puntualizza la curatrice, le opere a cavallo degli anni ’50 e ’60, come l’olio su tela Saint Hilaire del 1955, che rivelano inizialmente influenze picassiane e modiglianesche, «sono condizionate dalla ricerca di una figurazione originale, con risultati che fanno emergere sembianze da bassorilievo, da statuaria paleocristiana, subito abbandonata in favore di uno studio più attento alla materia. La sperimentazione sembra ancora ibridare la tela con la tridimensionalità della scultura, ma sposta in maniera irreversibile il fulcro della rappresentazione: l’opera non è più un oggetto posto a simularne un altro, bensì diviene protagonista».


È lì che le superfici si fanno spesse, composite e vissute, trattate con interventi profondi, lacerature o crateri, immaginando che sul “corpo” della pittura si possano scatenare gli elementi: il fuoco possa incenerire come per Fleur incinérée del 1968, l’acqua possa dilavare come in Linge sale pour laver en familie dell’82, l’aria possa sollevare nuvole di polvere iridescente come in Site cosmique aux reflets d’aurore dell’83. «Le sue tele – prosegue Resch – scavano oltre la dimensione del visibile, con profonde ferite che sembrano trapassare la superficie, come i tagli di Fontana; la materia densa con cui inizia a lavorare a partire dalla fine degli anni ’60, che poi subito diventerà sabbia trattata con caseina e pigmenti, passa da uno stato inerte a uno attivo, sperimentale, con combustioni (che, differenza di Burri, sono “riprodotte” con la pittura), essiccazioni, mute di epidermide, impronte. L’opera si fa organismo vivente e diventa partecipe del mistero di un cosmo sempre più complesso».

In corrispondenza a questo processo materico si assiste ad una semplificazione delle immagini che tende fortemente all’astrattismo e richiama un simbolismo privato dell’artista come cerchi, onde sinusoidali, croci; sono significativi in proposito Fossile lunaire del 1967, Trames liguriennes del 1968 e Segnale propiziatorio del 1977, oltre ai lavori ispirati al mondo naturale, composto da ambienti e animali che vanno a creare bestiari curiosi e inquietanti, come fossero fossili impressi sulla tela, e rivelano un’insoddisfazione personale e artistica che si evince dal tratteggio profondo, dai paesaggi inquieti e dall’increspamento delle superfici. Anche la dimensione delle tele aumenta, così come il loro peso: sono come “nuovi dolmen” di un tempio che Cardinali sta dedicando alla sua arte inquieta, che sembra pretendere una redenzione o un sacrificio.


Organizzata dal Comune di Lecco - Sistema Museale Urbano Lecchese, dalla Camera di Commercio di Como-Lecco e dall’Associazione Culturale Franco Cardinali, l’esposizione mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e Stati Uniti.
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Chiusi della Verna e del Club per l’UNESCO di Aquileia.

Arricchisce l’esposizione un esaustivo catalogo in edizione italiana e inglese pubblicato da Scalpendi Editore, con tutte le opere in mostra oltre a una ricca selezione della produzione dell’artista, con introduzione e testo critico di Raffaella Resch e una testimonianza dell’amico Benito Boschetto.

Cenni biografici Franco Cardinali (1926-1985) nasce in Liguria, a Rapallo, nel 1926 e si trasferisce a Parigi nel 1950, formandosi nell’ambiente parigino di Montparnasse nell’ambito dell’École de Paris, l’ampio gruppo di artisti e intellettuali che operarono a Parigi tra le due guerre. Nel ’53 esordisce a Milano con una personale alla Galleria San Babila e due anni più tardi espone con gli artisti della Cité Vercingétorix, sotto il patrocinio di Jean Cocteau, con il quale instaura una solida amicizia e intrattiene frequenti scambi epistolari; incontra quindi Jacques Prévert, che dedica una poesia ad una sua opera pittorica. Entrambi, Cocteau e Prévert, lo promuoveranno presso gli ambienti artistici parigini e della Costa Azzurra. Cardinali partecipa quindi nelle estati del 1955 e del 1956 all’esuberante attività artistica di Vallauris ed espone alla Galleria Charpentier nel gruppo École de Paris, con opere selezionate da Raymond Nacenta. Conosce poi il grande Pablo Picasso, da cui è stimolato a lavorare con la ceramica.
Si divide tra Vallauris e Parigi fino al 1968, quando un profondo bisogno di solitudine lo conduce a ritirarsi in Toscana in un villaggio di montagna, La Rocca della Verna, dove costruisce la sua casa e il suo atelier, e prosegue per dodici anni le sue ricerche.
Nel novembre del 1980, ancora lacerato dall’insoddisfazione, parte alla volta di un viaggio in Costa Azzurra per ritrovare l’amico Jean Haechler, il quale diventerà suo mentore e mecenate. Si stabilisce quindi a Saint Paul de Vence nel 1982 e a dicembre tiene una personale a Nizza, poi nel febbraio del 1983 a Ginevra, in marzo a Parigi e in aprile a Sion, in Svizzera. La sua ultima esposizione lo vede a giugno con una personale a Saint Paul de Vence. Si suicida il 12 aprile 1985, a soli 59 anni. Nel 1989 l’Accademia di Belle Arti di Brera gli dedica una mostra postuma a cura di Osvaldo Patani.
L’Associazione Culturale Franco Cardinali, nata nel 2018, ha dato il via alla creazione di un archivio delle opere dell’artista, costituendosi punto di riferimento per le collezioni pubbliche e private europee e americane.

Un ringraziamento particolare va allo Sponsor Aboca da sempre attento alla cultura.



Coordinate mostra
Titolo Franco Cardinali. Inquietudine necessaria
A cura di Raffaella Resch
Sede Palazzo delle Paure, Piazza XX Settembre 22, Lecco
Date 29 giugno - 1 settembre 2019
Inaugurazione venerdì 28 giugno, ore 18
Orari mar-ven ore 9.30-19 | sab-dom 10-19 | lunedì chiuso
Ingresso libero
Catalogo Scalpendi Editore

Info pubblico
Tel. +39 0341 286729

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it



LITTLE DREAMS . Alla Galleria Le Opere in mostra le opere di 4HANDS, progetto visinario di Monica Pirone e Sergio Angeli, a cura di Piero Alegiani.


LITTLE DREAMS
4HANDS | Monica Pirone & Sergio Angeli
a cura di Piero Alegiani

dal 20 al 22 giugno 2019
vernissage 20 giugno ore 19,00

Galleria Le Opere
Piazza San Cosimato 30 (citofono Piero Alegiani)
Orari: venerdì e sabato ore 18:00
Ingresso libero
Info: 3888941167
 

Piccole dimensioni, come tracciato di un sogno, di ciò che resta vivo nel ricordo di quando ci si sveglia, con la sensazione di aver vissuto qualcosa di straordinario e unico. La mostra “Little Dreams” è caratterizzata da lavori di piccolo formato, frammenti scaturiti dal ciclo Dreams che comprende lavori di grandi dimensioni. Il “terzo” linguaggio, nato dall'insieme visionario di Monica Pirone e Sergio Angeli approda nello spazio espositivo dell'architetto Piero Alegiani, intimo luogo di studio e di riflessioni culturali nel centro storico di Roma.
Una dimora che ospiterà le piccole visioni dei due artisti, un rifugio che accoglie il frutto di un evoluzione tecnica ed onirica.
La sensazione è quella di accogliere i due artisti in un “rifugio” che sarà aperto al pubblico in una modalità di religiosa intimità, dove i sogni vengono cullati in un grembo protettivo e rispettoso.
4HANDS nasce a Roma a luglio del 2018 dagli artisti Monica Pirone e Sergio Angeli, inizialmente come progetto con il titolo F minor D.940 a cura di Michela Becchis, ispirato alla nota sonata di Schubert e nel 2019 con il nuovo nome che descrive esattamente un modus operandi divenuto un terzo linguaggio, dove le specificità pittoriche dell'uno e dell'altro si fondono in uno stile totalmente differente dalle identità specifiche individuali.
4HANDS ha già all'attivo la mostra X 4HANDS, a novembre 2018 a Bruxelles con la galleria Artgenera Gallery di Antonia Migliavacca, sempre a novembre a Roma, la presentazione del progetto ad Horti Lamiani Bettivò a cura di Michela Becchis. Ad aprile 2019 un Atelier d'artista con il titolo Dreams, al Museo del Macro di Roma a cura di Giorgio de Finis, una settimana di performance pittoriche e la presentazione del nuovo nome 4HANDS.
In preparazione l'evolversi della tecnica con tele di grandi dimensioni, con scketch book e piccole opere e disegni con tecnica mista...
La dimensione onirica ed i riferimenti ad una pittura emotiva e sempre più visionaria, sono la cifra stilistica di questo progetto che si caratterizza per il colore e per la traccia grafica sempre più incisiva.