STAY COOL. BE SOCIAL.

sabato 21 settembre 2019

Presentazione del libro: "Prima che faccia buio" di Egidio Ortisi, edito dalla Sampognaro & Pupi.


Presentazione del libro 

"Prima che faccia buio" di Egidio Ortisi.

Sabato 28 settembre 2019 alle ore 18:30

Auditorium
Zona Artigianale, Floridia (SR)


Sin da bambino, chiedevo a mia madre 'u picchiu, cioè una lucina, che, 
anche in lontananza, mi rassicurasse.

- Egidio Ortisi -

Sabato 28 settembre 2019, alle ore 18:30, presso l'Auditorium di Floridia, Zona Artigianale, si terrà la presentazione del libro "Prima che faccia buio" dell'onorevole professore Egidio Ortisi, edito dalla Sampognaro & Pupi.

Alla presentazione interverranno il dirigente scolastico Mario Bonanno, la giornalista Sabina Rizza, il musicista Salvo Tempio, il docente di filosofia Frankie Terranova.

Sarà presente l'autore accompagnato dall'editrice Daniela Tralongo.

L'ingresso è libero.




NELL’OFFICINA DI GUNTER BÖHMER. L’illustrazione del libro come avventura interiore, a cura di Sandro Parmiggiani e Alessandro Soldini.


NELL’OFFICINA DI GUNTER BÖHMER
L’illustrazione del libro come avventura interioreA cura di Sandro Parmiggiani e Alessandro Soldini
 

Complesso Monumentale della Pilotta
Biblioteca Palatina, Parma 

5 ottobre - 15 novembre 2019
Inaugurazione: sabato 5 ottobre, ore 11.00

La Biblioteca Palatina di Parma ospita, dal 5 ottobre al 15 novembre 2019, una retrospettiva dedicata a Gunter Böhmer (Dresda, 1911 - Montagnola, 1986), artista della Mitteleuropa, noto per aver illustrato, tra gli altri, libri di Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, perseguendo una totale unità tra testo e immagini.
L’esposizione, che porta il visitatore “Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore”, è promossa dal Comune di Collina d’Oro e dalla Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta, la Biblioteca Palatina e la Fondazione Museo Bodoniano. La mostra sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle ore 11.00 nella Sala Petitot.



In esposizione, alcuni degli esiti più significativi della ricchissima attività di illustratore di testi, soprattutto letterari, svolta da Böhmer (alcuni libri d’artista a tiratura limitata con litografie e incisioni originali; circa centocinquanta volumi che recano la riproduzione di suoi disegni e di tecniche miste su carta; oltre mille copertine disegnate). Numerosi sono gli autori cui Böhmer ha rivolto la propria attenzione, illustrandone alcune delle opere, a partire dal 1933, quando Hesse gli commissiona l’illustrazione del suo “Hermann Lauscher”. Ricordiamo, tra i tanti: Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Robert Walser, Edward Mörike, Georg Büchner, Jeremias Gotthelf, Nino Erné, Hans Walter, Ossip Kalenter, Edgar Allan Poe, William Faulkner, John Keats, Liam O’Flaherty, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, Honoré de Balzac, Hans Christian Andersen, i fratelli Grimm, Pedro Antonio de Alarcón.
Lo stile di Böhmer si evolve nel tempo: se all’inizio, nel segno sottile legato alla tradizione pittorica e illustrativa francese – pensiamo, tra i tanti nomi che si potrebbero citare, a André Dunoyer de Segonzac e poi a Bonnard, al cui “Parallèlement” possiamo rimandare per “L’Oleandro” di Böhmer, e successivamente a Raoul Dufy e a Henri Matisse –, si può cogliere quasi l’eco di uno sguardo che va alla scoperta delle bellezze del mondo e delle dolcezze della vita, presto i suoi disegni si caricano degli umori e delle passioni dell’espressionismo tedesco, con le sue durezze, le sue cupezze, le sue angosce, e del tramando di esperienze quali quelle di Picasso, di Alberto Giacometti e di Marino Marini, fino a qualche incursione nei grovigli e nei meandri del segno informale. Böhmer è comunque un illustratore nel quale sempre si può cogliere la tensione a un’immersione nella verità del testo, nel costante tentativo, come lui stesso affermò, di conseguire l’“unità tra testo e immagini” e di dare vita a un “organismo in cui tutti gli elementi letterari figurativi e tipografici compongono un’unità”. Confessa ancora Böhmer nel 1961 che a lui poco interessano strade che vengono battute (la decorazione, l’”arricchimento di fregi”, oppure una grafica libera, “musica d’accompagnamento” del testo), ma sperimentare un’“avventura psicologica”, “ciò che è proprio di una scelta interiore”. 

            
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2019, da lunedì al giovedì ore 9.00-18.00, venerdì e sabato ore 9.00-13.00, sabato 2 e 9 novembre chiuso. Ingresso libero. Per informazioni: Biblioteca Palatina (T. +39 0521 220411, b-pala@beniculturali.it,  www.bibliotecapalatina.beniculturali.it); Fondazione Ursula & Gunter Böhmer (T. +41 091 123 456, info@fondazioneboehmer.ch, https://fondazioneboehmer.ch).
In occasione della mostra viene pubblicato un ricco catalogo, edito da Step di Parma, che reca, oltre ai saluti istituzionali di Ignazio Cassis (Consigliere della Confederazione Svizzera), di Sabrina Romelli (Presidente della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer e Sindaco del Comune di Collina d’Oro) e di Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta), i saggi introduttivi di Sandro Parmiggiani e di Alessandro Soldini, curatori della mostra e membri del Consiglio della Fondazione Böhmer; due testi di Böhmer sull’illustrazione del libro; un’ampia documentazione fotografica su alcuni dei più importanti volumi illustrati dall’artista; gli apparati bio-bibliografici finali.


Gunter Böhmer, nato a Dresda nel 1911, è allievo di Emil Orlik e di Hans Meid all’Accademia di Belle Arti di Berlino, frequenta il pittore Max Slevogt, e nel 1933 su invito di Hermann Hesse si reca a Montagnola, nel Canton Ticino, trasferendovisi definitivamente l’anno seguente e fissando la propria residenza in “Casa Camuzzi” – solo nel 1951 otterrà cittadinanza svizzera. Con Hesse (Premio Nobel per la Letteratura nel 1946) la frequentazione è continua, così come intensi sono i rapporti con una piccola colonia di intellettuali e artisti, di varie nazionalità, che vivono o soggiornano nella zona (in primis, l’amico pittore Hans Purmann, Giovanni Mardersteig, fondatore a Montagnola dell’Officina Bodoni, Hugo Ball, tra i fondatori del Dadaismo, e la moglie Emmy Ball-Hennings, Max Horkheimer, filosofo, Alexander Ostrowski, matematico, Max Picard, medico e filosofo, Bruno Walter, direttore d’orchestra, oltre a tanti altri che si potrebbero menzionare). Dopo il primo incarico, ricevuto direttamente da Hesse nel 1933, Böhmer collabora con Giovanni Mardersteig dell’Officina Bodoni e con le Edizioni Albatros di Parigi, e intensifica la sua attività di illustratore, alternata alla pittura vera e propria, condotta fino alla fine dei suoi giorni. L’artista soggiorna in varie città italiane; è a Parigi, dove frequenta Raoul Dufy. Dal 1960 al 1976 è docente di Grafica creativa all’Accademia statale delle Arti Figurative a Stoccarda e ottiene numerosi riconoscimenti dalle autorità della Repubblica Federale Tedesca, compreso l’invito, nel 1980, all’Accademia tedesca di Villa Massimo a Roma. Muore nel 1986 a Montagnola; la vedova, Ursula Bächler, sposata da Böhmer nel 1945, promuove la costituzione della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, attiva nel Comune di Collina d’Oro.



Scheda tecnica:
Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore
A cura di Sandro Parmiggiani e Alessandro Soldini
Complesso Monumentale della Pilotta, Biblioteca Palatina, Sala Petitot
Strada alla Pilotta 3, 43121 Parma
5 ottobre – 15 novembre 2019
Inaugurazione: sabato 5 ottobre, ore 11.00
Orari di apertura: da lunedì a giovedì ore 9.00-18.00, venerdì e sabato ore 9.00-13.00, sabato 2 e 9 novembre chiuso.
Ingresso libero

Per informazioni:
Biblioteca Palatina
Strada alla Pilotta 3, 43100 Parma
T. +39 0521 220411
Fondazione Ursula & Gunter Böhmer
c/o Municipio di Collina d’Oro
Piazza Brocchi 2, 6926 Montagnola, Svizzera
T. +41 091 123 456

Ufficio Stampa:
CSArt Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
M. +39 348 7025100
 

MONOCHROME DEFINIZIONE DELL’OMBRA. Il Micro di Roma riapre la stagione con la personale di Alessandra Maxaculi, all’insegna della xilografia.


MONOCHROME DEFINIZIONE DELL’OMBRA
Personale di Alessandra Maxaculi
a cura di Paola Valori

Dal 3 al 10 ottobre 2019

inaugurazione giovedi 3 ottobre ore 18
 
MICRO Arti Visive
Roma, Viale Mazzini 1 - info: 347 0900625 
www.microartivisive.it

Riapre la stagione di Micro Arti Visive con MONOCHROME, mostra personale di
Alessandra Maxaculi, curata da Paola Valori per le nuove iniziative in calendario dedicate all’arte
grafica e incisoria.
Il primo approfondimento sarà rivolto alla xilografia, la più antica tra le tecniche incisorie, che in
epoca moderna ha trovato largo impiego - dal Rinascimento ai giorni nostri - e rivalutata da quasi
tutti i pittori moderni e contemporanei: da Chagall, Picasso, Mirò, Dalì, a Guttuso, Campigli e
Morandi.
Dal 3 al 10 ottobre 2019 riaprono i battenti con una grande interprete Alessandra Maxaculi, artista italo greca sanguigna e innovativa, che si dedica parallelamente anche alla scultura, anche se predilige l’incisione con un particolare interesse per il chiaroscuro e le ombre. Il pensiero di fondo che guida la mano dell’artista è infatti la monocromia, il netto contrasto tra bianco e nero apre il campo ad una interessante ricerca stilistica, con l’impiego di un solo colore, tra fascinose figure monocrome e fini tratteggi. Una vasta produzione incisoria, legittimata da numerosi riconoscimenti dalla Biennale di Incisione di Acqui Terme, a diverse mostre in Italia e all’estero.
 
“MONOCHROME: DEFINIZIONE DELL’OMBRA” sarà inaugurata il 3 ottobre alle ore 18 a Viale Mazzini 1 e rientra nell’ambito di “CARTA CANTA” la rassegna ideata e curata da Paola Valori per le iniziative di Micro, con diversi appuntamenti e esposizioni, anche con finalità didattiche, che animeranno quest’anno un ricco palinsesto di mostre, focus e workshop dedicati a quegli artisti che utilizzano due elementi superati come la carta e l’inchiostro. “Una storia di altri tempi” spiega Paola Valori “che dona a uno spazio contemporaneo come il nostro un fascino antico, con un materiale straordinario come la carta e dalle infinite possibilità”.

Durante l’inaugurazione sarà possibile degustare una selezione di vini di Maltese Food & Wine. 
La mostra resterà visitabile fino al 10 ottobre dalle 11 alle 19. Ingresso libero.
 
Per info: 347 0900625
Micro Viale Mazzini 1, Roma www.microartivisive.it

NOTE BIOGRAFICHE
Alessandra Maxaculi è nata a Roma nel 1983. Ha studiato scultura alla RUFA (Rome University of
Fine Arts) di Roma. Ha approfondito le tecniche dell’incisione prediligendo la xilografia e le
tecniche di resa tonale. Ha inciso circa ottanta matrici.
Parallelamente all’attività grafica, connotata da una forte ascendenza dei grandi maestri francesi,
da Victor Hugo a Odilon Redon, si è dedicata alla scultura di piccolo formato in gesso e resine
colorate a mano.
Presente alla Biennale di Incisione di Acqui Terme del 2013, ha esposto in numerose collettive in
Italia e in Francia.
Nel 2014 tiene la sua prima personale presso la Andarte Gallery di Roma.
 

NEC MATER. Alla galleria Circoloquadro di Milano, la mostra personale di Chiara Donadei, con chiari rimandi alla surrealtà e alla dimensione onirica.


CHIARA DONADEI
NEC MATER
Inaugurazione mercoledì 2 ottobre 2019, ore 18.30
In mostra dal 2 ottobre all’8 novembre 2019


Mercoledì 2 ottobre Circoloquadro inaugura Nec mater, mostra personale di Chiara Donadei che
trasforma lo spazio milanese in uno scrigno prezioso con le sue tele, frutto di un lavoro certosino durato un anno. Il tema del femminile, trattato dall’artista con una pittura minuta sospesa tra il barocco e lo steampunk, investe non solo donne ma anche uomini e animali in una visione ampia e universale.

Nec mater, il progetto che Chiara Donadei presenta per la prima volta a Milano, racchiude la ricerca pittorica degli ultimi anni e si concretizza con le 11 tele a tecnica presenti in mostra, lavorate con pazienza e minuzia nell’ultimo anno.
Nec mater, mostra progettata ad hoc per Circoloquadro tanto da stravolgere lo spazio con un allestimento particolare che rende la sala espositiva uno scrigno prezioso e tenebroso, rimanda – esteticamente – all’idea di quadreria secentesca con le tele vicine le une alle altre, esaltate da cornici in legno a foglia d’oro, realizzate in gran parte dall’artista stessa.
Nelle tele, dove regna la tenebra illuminata da brevi lame di luce, si muovono personaggi il cui genere rimane spesso indecifrabile: donne, uomini e animali immersi nei loro sogni, o forse nei loro incubi. Carichi di simboli e rimandi alla mitologia e alla letteratura, i soggetti di Chiara Donadei rimandano alla surrealtà e a una dimensione onirica.


 
Dice l’artista: “Con questa mostra rappresento ciò che per me è il femmineo, non da intendersi come una dimensione sacra o rapportabile al materno, quanto piuttosto come qualcosa che può comprendere anche gli istinti più brutali e distruttivi. Si tratta di una presenza che il mio immaginario riconduce alla rappresentazione di figure femminili come a quella di figure maschili. Animali, natura, cose, per me il femmineo è un potenziale presente ovunque. Con l’espressione Nec mater - riferendo al vocabolo mater anche altri significati, oltre a quello più consono (come affetto, pianto madre, stipite, radice, causa, origine, fonte) - non intendo trattare esclusivamente un’assenza o una negazione, ma piuttosto esprimere una presenza assente; la presenza è immediatamente riconducibile all’unico soggetto del titolo, mater, l’assenza è riconducibile all’integrità dello stesso titolo.



BIO
Chiara Donadei. Bari 1980. Diplomata presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce. Nel 2012 studia le antiche tecniche di preparazione di tavole con applicazioni di tele, la preparazione di fondi a imprimitura e le varie tecniche di doratura. Tra le mostre personali e collettive si segnalano: Miti e altri Miti, con l’Associazione Culturale Media Naonis. Centro Culturale Aldo Moro - Cordenons (PN); 2016 ITALIArts, mostra collettiva su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, Municipio di Stoccarda, Germania; 2012 Il complesso di Michelangelo o di Artemisia, in collaborazione con il Centro Teseo creatività tra Arte e Scienza e l’Associazione Sviluppo Sostenibile; 2011 In D’io, mostra personale presso l'Auditorium Diocesano Vallisa, Bari.



CHIARA DONADEI | NEC MATER
Inaugurazione mercoledì 2 ottobre 2019, dalle ore 18.30
In mostra dal 2 ottobre all’8 novembre 2019
Orari dal mercoledì al venerdì ore 15-19 o su appuntamento.


CIRCOLOQUADRO arte contemporanea
Via Gian Battista Passerini 18 Milano
Telefono +39 324 8392144 | Email: info@circoloquadro.com

 

domenica 15 settembre 2019

COOKING THERAPY. A Villa Reimann di Siracusa si parla di cibo e benessere psico-fisico della persona con la dott.ssa Sebastiana Roccaro.

QUANDO IL BENESSERE PSICOLOGICO SI TROVA AI FORNELLI: COOKING THERAPY DOTT.SSA ROCCARO A SIRACUSA

Villa Reimann  
Via Necropoli Grotticelle 14, Siracusa 
 
 
 
Venerdì 20 settembre 2019, a partire dalle ore 17.00 fino alle ore 19.00, circa, presso la prestigiosa sede di Villa Reimann, sita in Via Necropoli Grotticelle n. 14 Siracusa, si svolgerà la giornata informativa gratuita ed aperta a tutti, organizzata da Cooking Therapy dr.ssa Roccaro e patrocinata dall’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia “QUANDO IL BENESSERE SI TROVA AI FORNELLI: COOKING THERAPY DOTT.SSA ROCCARO A SIRACUSA”.
L’evento vuole essere sia una celebrazione dei primi anni di attività e di ricerca di Cooking Therapy dr.ssa Roccaro, sia un momento formativo ed informativo, che permetta di raccontare il primo metodo in Sicilia che unisce i benefici del cucinare al benessere psico-fisico della persona
Il pomeriggio di lavori si aprirà con una breve introduzione da parte del dott. Fulvio Giardina Presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, al cui intervento seguiranno quello della dott.ssa Graziella Zitelli, Consigliere dell’Ordine Psicologi Regione Sicilia, della dott.ssa Daniela Respini, Psicologa e Psicoterapeuta, della dott.ssa Sebastiana Roccaro, Psicologa e Psicoterapeuta nonché ideatrice del progetto Cooking Therapy che porta il suo nome, la quale introdurrà il suo metodo, descrivendone le fasi di applicazione dello stesso all’interno dei laboratori ed introdurrà le sperimentazioni e le ricerche effettuate nel corso degli anni, compresi i benefici riscontrati dall’applicazione del metodo. Alla fine dell’incontro alcuni partecipanti ai laboratori daranno la propria testimonianza in merito. I lavori si chiuderanno con i ringraziamenti e con la proiezione di un filmato esplicativo.

DOTT.SSA SEBASTIANA ROCCARO
 
Ad oggi sono stati condotti un totale di 63 laboratori (16 adulti, 14 adolescenti, 30 bambini e 3 bambini ed adolescenti insieme), durante i quali sono stati coinvolti 13 adulti, 6 adolescenti 20 bambini.
Come nasce il metodo Cooking Therapy dott.ssa Roccaro e Di cosa si tratta?
L'arte del cucinare come  strumento di benessere per sé e per gli altri. Da qui il connubio tra l'amore per la cucina, con le competenze da Psicologo-Psicoterapeuta, che hanno portato alla riscoperta degli effetti benefici di quella che oggi qualcuno ha definito Cooking Therapy o Cucinoterapia, come strumento efficace ma ancora scientificamente poco studiato.
Obiettivo di questo progetto, infatti, è dare la possibilità alle persone, di ogni età, sesso, condizione sociale e culturale di acquisire strumenti per il proprio benessere psico-fisico. La Cucinoterapia non è un corso di cucina, ma uno spazio e un tempo in cui ritrovarsi, con sé e con gli altri.
Cucinare non è solo un atto quotidiano, esso  equivale alla cura della mente, del corpo e dell'anima. Significa rievocare attraverso gli odori e i sapori le proprie tradizioni, i legami familiari, dar forma alla propria creatività, rinforzare l'autostima, avere cura del proprio corpo; rappresenta uno strumento per riconquistare la propria quotidianità dopo periodi di sofferenza; risulta essere un modo per curare, in maniera creativa e non medicalizzata, disturbi più o meno gravi legati a stress, ansia e depressione.  
Essa ha un valore terapeutico fisico, cognitivo, sociale ed intra-personale.
L’ingresso alla conferenza di giorno 20 settembre 2019 è gratuito ed aperto a tutti coloro che abbiano la voglia di approfondire un argomento nuovo e poco indagato, che ci tocca nella nostra quotidianità.



giovedì 12 settembre 2019

Kà ‘d-Mezanis. Continua l'attività culturale con l'inaugurazione di due mostre e la conferenza in occasione della Giornata mondiale della cianotipia.


Rueglio / 15 settembre 2019 / ore 17.30
Kà ‘d-Mezanis: inaugurazione delle mostre “Naufragi” e “Uccellini e Uccellacci”

Il Centro Culturale “Kà ‘d-Mezanis” prosegue la sua prima stagione di attività inaugurando due nuove mostre e ospitando una conferenza in occasione della Giornata mondiale della cianotipia.

Proseguono le attività espositive di Kà ‘d-Mezanis (la dimora quattrocentesca recentemente restaurata che è divenuta sede del Centro culturale ruegliese).
Domenica 15 settembre, alle ore 17.30 si inaugurano (entrambe curate da Daniele D’Antonio) le mostre “NAUFRAGI” (una collettiva che raccoglie opere di Vadis Bertaglia, Mono Carrasco, Daniele D’Antonio, Davide Fasolo, Vincenzo Fiorito, Marco Martz e Opiemme) e “UCCELLINI E UCCELLACCI: tra grafica e cianotipie sulle tracce di Pier Paolo Pasolini”, con le opere di Giuliana Milia e Eugenio Sinatra; il 30 settembre (alle ore 17.30), in occasione della Giornata Mondiale della Cianotipia, l’artista Eugenio Sinatra terrà inoltre una conferenza a titolo “Della cianotipia e di altri antichi metodi di stampa nel pittorialismo fotografico”, che sarà ospitata nel salone degli affreschi, l’ambiente più suggestivo dell’edificio.

“NAUFRAGI”
Il naufragio, rappresentato come la cesura, netta e definitiva, di un percorso, dalle mille origini e dalle mille aspettative.  Nelle opere raccolte non si parla di un “da dove”, non ci si interroga su un “perchè”, lasciando ad altra sede questo dibattito; si prende atto del momento in cui l’Umanità protagonista della storia vede la storia stessa interrompersi, col passaggio da un ventaglio di possibilità future, elemento che governa qualsiasi evento umano, alla soluzione univoca e definitiva, che pone fine alla storia, alle migliaia di storie.
Ci si domanda: questi naufragi sono da considerarsi unicamente come la rappresentazione tragica di un evento che coinvolge quegli uomini e donne? O, per contro, sono anche l’espressione fisica, tangibile del nostro naufragare non solamente etico, ma anche interiore, espresso con l’accettazione passiva di una concomitanza di fattori che interrompe il percorso di ognuno di noi?
La mostra non è una rassegna descrittiva o documentale, ma una presa d’atto cui segue una domanda.  Noi non siamo su un barcone, non verremo inghiottiti dalle acque di un mare che prima ci ha promesso la salvezza ed ora è complice ed esecutore materiale, seppur non mandante, della nostra sconfitta, ma il nostro naufragio quando è avvenuto? Siamo riusciti a trovare un relitto al quale aggrapparci o siamo finiti in fondo ad un mare pure noi?


“UCCELLACCI E UCCELLINI” è il progetto a quattro mani da due artisti profondamente differenti tra loro, come associazione di visioni che prendono spunto, solo lo spunto, dall’omonima opera di Pier Paolo Pasolini.
Le opere proposte, dell’uno e dell’altra, affrontano però un aspetto se vogliamo più personale che sociale: Sinatra volge lo sguardo, attraverso la rappresentazione del femminile, libero di volare fuori da gabbie di qualsiasi natura nel momento in cui, temporaneamente, conquista la propria coscienza di sé. 
Per contro, il lavoro di Milia riprende proprio l’estetica del pessimismo pasoliniano, nel quale l’Autrice dichiara esplicitamente di riconoscersi, attraverso la creazione di una moltitudine di alati dall’aspetto tanto terrifico quanto insolito o, se vogliamo, paradossale e grottesco nella sua tragicità: sono i mostri generati dalla coscienza individuale, quelli che si arrogano il diritto di critica senza fornire risposte o soluzioni, ponendosi al di sopra e al di fuori dei singoli drammi esistenziali.
Le opere in mostra ci indicano comunque una corrispondenza di pensiero degli autori: le gabbie possono essere aperte, è possibile volare liberi, ma così come si aprono possono richiudersi, e le figure dell’inconscio e della coscienza continuare  ad esistere e coesistere dentro e con noi.

Il programma espositivo è completato, sempre negli ambienti della K’D-M, dalla mostra fotografica “GENESI”, di Alessandro Borgini, inaugurata lo scorso 10 agosto, in occasione della “Notte delle Builè”.
Le mostre si chiuderanno il 30 0ttobre, e con esse la prima stagione espositiva della Kà ‘d-Mezanis, che riaprirà i battenti (salvo eventi speciali) ad aprile 2020.

La Kà ‘d-Mezanis, unitamente alle mostre ospitate, è visitabile su prenotazione o nei seguenti giorni e orari:
  • sabato ore 15.00 - 18.00 (su due turni a partire dalle ore 15.00 e dalle ore 16.30);
  • domenica ore 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00 (su due turni a partire dalle ore 15.00 e dalle ore 16.30).
(con l’eccezione di sabato 22 settembre, quando il complesso ospiterà un evento privato).


Contatti:
Comune di Rueglio: +39 0125.78.01.26 / affarigenerali@comune.rueglio.to.it
Gabriella Laffaille (Sindaco): +39 334.16.55.172 / sindaco.rueglio@libero.it

martedì 10 settembre 2019

"Introspezioni". Alla galleria d'arte contemporanea Quadrifoglio di Siracusa, in mostra le opere di Salvatore Difranco, a cura di Mario Cucè.



"INTROSPEZIONI"
personale di
 Salvatore Difranco

a cura di Mario Cucè 

Dal 21 settembre al 12 ottobre 2019

Quadrifoglio 
Galleria d'arte contemporanea

 

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 negli spazi espositivi della galleria d'arte contemporanea Quadrifoglio di Siracusa, in via Santi Coronati 13 (Ortigia), sarà inaugurata la personale di Salvatore Difranco dal titolo "Introspezioni", a cura di Mario Cucè.


Salvatore Difranco (Comiso, 1988) si è formato all'Istituto statale d'arte della sua città natale e all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha esordito nel 2010 con una personale nella Galleria degli Archi di Comiso, città dove vive e lavora. Vincitore del Premio Arte Mondadori (sezione Grafica Accademia - 2009) e del Premio Internazionale Biennale d'Arte di Asolo (sezione Pittura - 2010), ha preso parte a diverse mostre sia personali che collettive.




Il percorso espositivo della mostra comprende una ventina di opere recenti e non, tra disegni a matita e carbone naturale su carta, incisioni a punta secca e scultura in argilla. L'autore si ispira alle sensazioni tratte dalla quotidianità. Volti, figure, paesaggi e animali che hanno suscitato in lui un'emozione, un moto dell'anima, imprimendosi in maniera vivida e duratura nella sua memoria d'artista.

I soggetti raffigurati, ha scritto il critico d'arte Andrea Guastella, esprimono una "sintesi dolente, che è ora meditazione sulla fugacità dell'essere, richiamata dalla scomposizione delle immagini dovuta al movimento di chi osserva, ora contemplazione dei contorti sentieri dell'uomo nel campo aperto della storia". Per il critico Rocco Giudice, i paesaggi di Salvatore Difranco sono "altrettanto enigmatici dei ritratti, immagini di un carattere al di fuori di ogni presupposto realistico, sono luoghi senza un orizzonte che gli dia consistenza di luogo reale. [...] Senza identità riconoscibile, per sapere che cosa siano e dove siamo: ma con un "retroterra" della cui vastità non saremmo più sicuri di questi luoghi essi stessi disorientati: che hanno, pertanto, un che di concentrazionario, di tetramente provvisorio".






La mostra resterà aperta fino al 12 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.


Info e contatti
Quadrifoglio galleria d'arte contemporanea
via Santi Coronati 13, Ortigia - Siracusa
info@galleriaquadrifoglio.it
Tel. 0931 64443



Info e contatti
Quadrifoglio galleria d'arte contemporanea
via Santi Coronati 13, Ortigia - Siracusa
info@galleriaquadrifoglio.it
Tel. 0931 64443

"POLPETTE IN FESTIVAL". A San Gregorio di Catania, la II edizione dell'evento gastronomico dedicato alla polpetta ed interpretata in diverse ricette.


"POLPETTE IN FESTIVAL" II EDIZIONE
13/14/15 Settembre 2019 - San Gregorio di Catania
Start ore 18,00


L'agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi Scirocco Mediterranean Creative Lab, in collaborazione con l'associazione BeerSicilia organizza la seconda edizione di “Polpette in festival”:

Al centro dell'evento gastronomico la #polpetta interpretata in diverse ricette da abbinare a una selezione di vini e birre artigianali.

Dal 13 al 15 settembre presso piazza Immacolata a San Gregorio, una tre giorni di cultura e degustazione di polpette. A partire dalle 18 laboratori e banchi di assaggi.



PROGRAMMA

Venerdì 13 settembre
ore 18 inaugurazione
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live 80's Connection

Sabato 14 settembre
ore 18 apertura
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live Joe Billy

Domenica 15 settembre
ore 18 apertura
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live Giovanni Ruggieri


Bruno Olivi. Vivere nella pittura. A Rubiera (RE), la retrospettiva dedicata all’artista reggiano, curata da Carlo Mastronardi con un testo critico di Sandro Parmiggiani.



Complesso monumentale de L’Ospitale, Rubiera (RE)
28 settembre – 27 ottobre 2019

Bruno Olivi
Vivere nella pittura

A cura di Carlo Mastronardi
Testo critico di Sandro Parmiggiani

Inaugurazione: sabato 28 settembre 2018, ore 17.30

Con il contributo di Tetrapak Italia


Dando seguito all’ormai consolidata tradizione delle esposizioni di settembre organizzate dall’Amministrazione Comunale di Rubiera presso il Complesso monumentale de L’Ospitale (Via Fontana, 2), dal 28 settembre al 27 ottobre 2019 sarà allestita “Vivere nella pittura”, retrospettiva dedicata all’artista reggiano Bruno Olivi, curata da Carlo Mastronardi con un testo critico di Sandro Parmiggiani.
La mostra, realizzata con il contributo di Tetrapak Italia, verrà inaugurata sabato 28 settembre alle ore 17.30. Saranno presenti Emanuele Cavallaro (Sindaco del Comune di Rubiera), Rita Boni (Assessore alla Cultura del Comune di Rubiera) e Carlo Mastronardi (curatore).
L’esposizione, la prima realizzata dopo la scomparsa del pittore, avvenuta nel 2017, ripercorre l’itinerario artistico di Bruno Olivi rivelando, attraverso una concisa selezione di opere, la ricchezza e la profondità della sua ricerca.
L’Ospitale, da secoli luogo di accoglienza e di incontri, apre le sue porte a Bruno Olivi che – come si legge nel testo di Rita Boni – «ha fatto della provincia un luogo di sperimentazione artistica autentica, attingendo alla tradizione bolognese, da cui prende avvio la sua attività, per guardare alla grande pittura mondiale».
 

«Seguendo la varietà degli esiti del percorso dell’artista – scrive Sandro Parmiggiani – e la costanza di un’ispirazione sempre fedele alle ragioni profonde del dipingere, ci si rende conto che Olivi aveva fin dall’adolescenza deciso che quella, la pittura, era la casa in cui voleva abitare, il suo stesso destino di uomo che intendeva fare proprio, la fortezza che avrebbe presidiato fino all’ultimo dei suoi giorni […]. Bruno Olivi se ne sta con piena dignità e forza nell’universo della pittura del suo tempo; inesausta, talvolta ancora da esplorare, è la ricchezza della storia della pittura, che lui, con il suo contributo creativo e umano ha onorato, e alla quale si è consegnato e immerso per tutta la sua vita».
Il percorso espositivo comprende una trentina di dipinti selezionati da Carlo Mastronardi, anche lui pittore e amico di lunga data di Bruno Olivi. Lo stesso Mastronardi, assiduo frequentatore del suo studio, ci ricorda che Olivi «lavorava in piedi con i fogli stesi a terra; all’inizio tracciava delle sciabolate di colore per dare al lavoro un’impalcatura, poi sgocciolava vari colori e con diversi tipi di pennelli equilibrava il tutto, fino ad ottenere le opere che conosciamo».



La mostra sarà visitabile di sabato con orario 16.00-19.00 e di domenica con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra con prefazione di Rita Boni e Carlo Mastronardi, testo critico di Sandro Parmiggiani, apparato bio-bibliografico e riproduzione fotografica delle opere. Per informazioni: tel. 0522 622291, cultura@comune.rubiera.re.it, www.comune.rubiera.re.it

Bruno Olivi, foto di Stanislao Farri
Bruno Olivi nasce a Reggio Emilia il 9 marzo 1926. Frequenta la Scuola d’Arte “Gaetano Chierici”, dove ha come insegnante di Figura Carlo Destri, con il quale avrà poi diverse occasioni di collaborazione, e successivamente l’Istituto d’Arte “Adolfo Venturi” di Modena, dove ha modo di conoscere l’opera di Renzo Ghiozzi (“Zoren”), artista innovatore e sperimentatore. Nel 1946 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, assieme ad altri artisti reggiani, come Marco Gerra, con il quale resterà amico per tutta la vita. Gli anni bolognesi sono fondamentali nella formazione di Olivi, grazie all’incontro con il magistero di Virgilio Guidi, di Giorgio Morandi, di Ilario Rossi, di Pompilio Mandelli, e con le variegate esperienze dell’informale, cresciuto rigoglioso grazie in particolare al contributo di idee e di sollecitazioni di Francesco Arcangeli, cui si deve la fortunata definizione di “Ultimo Naturalismo”. Olivi passa dalle nature morte ai paesaggi graffiti e alle sperimentazioni su ampie stesure di colore, lavorato con striature e macchie, prodotte dal gesto. Continua la sua ricerca nella corrente dell’informale a cui rimane per sempre fedele realizzando composizioni di assoluta libertà gestuale, ma sempre connesse a sogni e visioni interiori. Bruno Olivi muore a Reggio Emilia il 5 febbraio 2017.


Scheda tecnica:
Bruno Olivi, Vivere nella pittura
A cura di Carlo Mastronardi
Testo critico di Sandro Parmiggiani
Complesso monumentale de L’Ospitale, Via Fontana 2, 42048 Rubiera (RE)
28 settembre – 27 ottobre 2019
Inaugurazione: sabato 28 settembre 2019, ore 17.30
Orari: sabato 16.00-19.00, domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00
Ingresso libero
Catalogo disponibile in mostra

Per informazioni:
Comune di Rubiera – Ufficio Cultura
Via Emilia Est 5, Rubiera (RE)
Tel. 0522 622238

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
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