STAY COOL. BE SOCIAL.

giovedì 5 dicembre 2019

“In girum imus nocte et consumimur igni”. Al Teatro Mecenate di Arezzo, protagonista del secondo appuntamento di INVITO DI SOSTA XII, è Roberto Castello.




ROBERTO CASTELLO/ALDES
ospite a Invito di Sosta
con un ipnotico ed enigmatico quartetto
“In girum imus nocte et consumimur igni”

Domenica 8 dicembre ore 17:00 al Teatro Mecenate di Arezzo


Protagonista del secondo appuntamento di INVITO DI SOSTA XII, sulla danza contemporanea d’autore ad Arezzo, è un lavoro corale che ha ricevuto un grande interesse in Europa “In girum imus nocte et consumimur igni” in scena l’8 dicembre al Teatro Mecenate. L'autore di questa danza drammatica e narrativa è il coreografo Roberto Castello in collaborazione con la sua compagnia ALDES, vincitrice del Premio UBU speciale 2018. Castello, in questo affresco “noir” descrive un’umanità richiusa in un eterno passato, alla continua e spasmodica ricerca di modi per soddisfare i propri intimi desideri.

Uno scabro bianco e nero e una musica ipnotica sono l'ambiente nel quale si inanellano le micro narrazioni di questo peripatetico spettacolo notturno a cavallo fra cinema, danza e teatro. Illuminato dalla fredda luce di un video proiettore che scandisce spazi, tempi e geometrie, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte con una gestualità brusca, emotiva e scomposta, oltre lo sfinimento; mentre il ritmo martellante trasporta poco a poco in una dimensione ipnotica e ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti.

“In girum imus nocte et consumimur igni”: “andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco”, enigmatico palindromo latino dalle origini incerte, va così oltre la sua possibile interpretazione di metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, per diventare un'esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica”.


Al termine dello spettacolo il pubblico potrà confrontarsi con gli artisti partecipando ad un prezioso momento di confronto e dibattito.


4 interpreti - produzione 2015 - durata 60’

CREDITI_ coreografia di Roberto Castello in collaborazione con la compagnia / interpreti Mariano Nieddu , Stefano Questorio, Giselda Ranieri , Ilenia Romano / assistente Alessandra Moretti / luci , musica e costumi Roberto Castello / costumi Sartoria Fiorentina e Csilla Evinger / produzione ALDES / con il sostegno di MiBAC, Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo / foto di Cristiana Rubbio



SERVIZI PER IL PUBBLICO

TI PRENDO E TI PORTO A TEATRO: servizio gratuito di navetta per arrivare in teatro (solo su prenotazione).

TATA A TEATRO: per tutti gli appuntamenti di Invito di Sosta e lo spettacolo Uomo Calamita offriamo il servizio gratuito di babysitting. Dai 3 ai 10 anni. A cura di Cooperativa Progetto 5.


PROGETTI PER IL PUBBLICO

VUOI DIVENTARE UN VISIONARIO?: aperta la call per far parte del gruppo di spettatori, cittadini appassionati e incuriositi dalla danza, che si ritrovano per visionare insieme materiali video di compagnie partecipanti al bando “L’Italia dei Visionari”, al fine di selezionare uno spettacolo da inserire nella programmazione 2020/21 ad Arezzo.
LABORATORIO SCRITTURA CRITICA: Stratagemmi Prospettive Teatrali e Teatro Critica coordinano un corso rivolto a studenti universitari di scrittura critica sulla danza. I partecipanti daranno vita ad una vera e propria redazione online, raccontando le proposte artistiche della stagione.

INFO E PRENOTAZIONI 
Intero 10 € / Abbonamento 7 spettacoli 35 € (Invito di Sosta + Uomo Calamita il 2 febbraio 2020 inserito nella rassegna Altre Danze) Ridotto per disabili, under 25, over 65 anni e soci Carta Più e Carta MultiPiù la Feltrinelli 8 € / Convenzioni (Incamminarsi 19/20, Visionari della Danza, Soci Semillita Atelier, Soci Spazio Seme, Spettatori Erranti) 6 €.Orario spettacoli ore 17:00. Masterclass+spettacolo 6 €.Sosta Palmizi aderisce all’iniziativa Carta del Docente

 


Associazione Sosta Palmizi 
tel. 0575 630678 / 393 9913550 - info@sostapalmizi.it 
 www.sostapalmizi.it

Ufficio stampa: Pamela Calori press@sostapalmizi.it 333 3789054

Sosta Palmizi, diretta da Raffaella Giordano e Giorgio Rossi, è una realtà di riferimento nell’ambito della creatività coreutica contemporanea; il suo operato è sensibile alla qualità dell’esperienza artistica, alla formazione e all’accompagnamento delle giovani generazioni.
 

“Fili intrecciati”, nella silloge di Lonardo l’affanno della Storia con i suoi tragici dolori.

Si intitola “Fili intrecciati” l’ultima fatica letteraria del poeta Antonio Lonardo, pubblicata nella collana “La nostra terra” da Giambra Editore e insignita lo scorso settembre dei premi Aeclanum a Mirabella Eclano (AV) ed Histonium a Vasto (CH). La silloge sarà presentata sabato 14 dicembre alle ore 17,30 nella chiesa di San Paolo. Ne discuterà con l’autore Vito Didonna, docente di filosofia e scrittore. La scrittrice Daniela Fava leggerà alcune poesie. Modererà Pietro Tripodi.

Il nuovo libro di Antonio Lonardo, che reca la prefazione del critico letterario Antonio Daniele, raccoglie una sessantina di poesie, articolate in sei sezioni: Le utopie della Storia, Je m’appelle Oumoh, Il mio paese, L’Amor che move il sole e l’altre stelle, Le azioni di Papa Francesco grande esempio di civiltà, La storia siamo noi. Le note finali precisano le “occasioni”, tratte dalla cronaca e dalla storia recente, che hanno ispirato i suoi versi. Dalle stragi del Bataclan alla follia omicida scatenatasi a Nizza, dal corpicino di Aylan sulla spiaggia di Smirne alla strage del popolo armeno, dalle violazioni dei diritti umani nella Cina fino al tramonto di Fidel Castro, si avverte nei suoi versi l’eco delle tragedie e dei mali che affliggono il nostro tempo. Al di là dello sdegno culturale, c’è la speranza che la poesia, l’arte, la bellezza, la solidarietà possano separare l’umanità dalla bestialità e trionfare sull’indifferenza. A garanzia che i valori esistono, vanno preservati e dati in dote Lonardo dedica alcune liriche agli affetti familiari e all’amore.

Come scrive Antonio Daniele, «In “Fili intrecciati” prevale il forte richiamo alla cruda realtà che non ti lascia spazio per i sogni, e chiede alla poesia quello scatto d’impegno civile che sferza le coscienze e costringe a guardare intorno, oltre il proprio naso, nelle periferie degradate, nei campi d’accoglienza, nel fondo del mare, sui barconi della speranza, negli occhi di bimbi come Azam, Aylan, Omram, Oumoh, Nassade, per leggervi tutta la follia d’una esistenza assurdamente maledetta e disperata».



Il poeta Antonio Lonardo

Nato in a Taurasi (AV), ma modicano di adozione, già docente di materie letterarie, Antonio Lonardo ha ottenuto con le sue innumerevoli raccolte poetiche centinaia di premi, tra cui spiccano per prestigio la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica e la medaglia del Presidente del Senato e il premio della critica.

Fare anima - Make Soul. A Roma la mostra di Monica Pirone, a cura di Michela Becchis.



FARE ANIMA
MAKE SOUL
di Monica Pirone

a cura di Michela Becchis
 
open 14 dicembre ’19, ore 18 – closed 6 gennaio ’20
Etir Viaggi, via Campania 39/A 

dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 19,
sabato dalle 9 alle 13.


Il 14 dicembre, nell’ambito del progetto HUB 39/Art si terrà la mostra di Monica Pirone, Fare anima - Make Soul a cura di Michela Becchis e sarà presentato il testo monografico edito da Bordeaux edizioni.

Questo nuovo appuntamento segue i due precedenti con gli artisti Franco Losvizzero e Giancarlino che hanno inaugurato l’iniziativa fortemente voluta da Michela Calabresi e che mette in comunicazione due mondi apparentemente separati e lontani: il mondo dei viaggi e il mondo dell’arte. Questo l’obiettivo di Hub 39/Art, il progetto nato all’interno della Etir, storica agenzia di viaggi nel cuore della città di Roma, nei pressi di via Veneto. L’agenzia si fa Hub per artisti, luogo delle loro mostre personali della durata di un mese ciascuna. Diventa punto di partenza, prima tappa di un percorso itinerante, di un viaggio che dal civico 39/A si snoda fra le personali degli artisti e ci conduce in luoghi e dimensioni altri della nostra vita, della nostra parte sensibile. Arte come viaggio. E proprio come un viaggio l’arte racchiude in sé un movimento, un pensiero dinamico, un’occasione di incontro e di conoscenza.

I prossimi artisti che potrete incontrare sono Elina Chauvet, Sergio Angeli, Angelo Colagrossi, Mauro Magni, Vito Bongiorno, Vincenzo Pennacchi, Patrizio Di Sciullo e altri artisti che avremo modo di scoprire.
Fare Anima-Make Soul di Monica Pirone, curata da Michela Becchis, ci racconta di una memoria che va sempre nutrita, di un patrimonio al quale possiamo e dobbiamo attingere per poter avere piena coscienza di un io reale e consapevole, con particolare sguardo sul mondo al femminile. 


Non credo all’anima, ma nel caso del lavoro di Monica Pirone mi pare bella la metafora di James Hillman  per cui pensare per immagini è “fare anima”. Il processo infatti che compie l’artista è un processo di progressivo riempimento di una serie di immagini che hanno già un loro senso nella sua progettualità ma che lei perfeziona, riempiendole appunto di “anima”, pennellata dopo pennellata, graffio dopo graffio, gesto dopo gesto. Difficile seguirla in questo cammino perché è apparentemente molto veloce, a volte assume i caratteri di una corsa, quasi di un’urgenza, eppure ha sempre questa caratteristica di progressivo arricchimento. Nel fare l’opera sempre Pirone si misura con la tragicità del mondo, di cui si fa carico, se ne assume la responsabilità non solo morale, ma quasi fisica perché lei sente sulla pelle che questa tragicità dovrà diventare un oggetto. Dovrà reificarsi nell’opera, dovrà passare dalla consapevolezza di un accadimento alla materialità di un’opera d’arte. (Michela Becchis)

 BIO
Monica Pirone, nata a Roma, è stata scenografa e da circa dieci anni è visual artist. I temi che ha raccontato e racconta nei suoi progetti esplorano le tematiche femminili e la memoria, tutte indirizzate a un’arte rivolta al sociale in una missione di militanza del ruolo fondamentale degli artisti nella nostra società. I mezzi espressivi sono molteplici: azioni performative, pittura, istallazioni, video e tutto ciò che può essere strumento veicolante di questi temi. È socia fondatrice di Officinenove studio-galleria che opera a Roma dal 2015 per la divulgazione dell’arte nelle periferie e ha curato una serie di mostre di artisti che sono protagonisti da diversi anni della scena culturale italiana e internazionale. 


mercoledì 4 dicembre 2019

Amami o sposerò un millepiedi. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, Ferdinando Bruni e Ida Marinelli leggono la corrispondenza tra Anton Čechov e Olga Knipper.



10 - 22 dicembre | sala Bausch

Amami o sposerò un millepiedi

Ferdinando Bruni e Ida Marinelli
leggono la corrispondenza tra Anton Čechov e Olga Knipper
produzione Teatro dell’Elfo


Ferdinando Bruni e Ida Marinelli presentano Amami o sposerò un millepiedi, il carteggio di Anton Čechov con Olga Knipper, grande attrice e sua compagna degli ultimi anni: ironia, affetto e uno sguardo inimitabile sulle cose del mondo.
Si conoscono nel 1898 in occasione delle prove de Il Gabbiano, nel quale Olga interpreta  Arkadina. Ed è una folgorazione. Si incontrano quando possono Anton e Olga, altrimenti si scrivono, più di 400 lettere in cinque anni: lui da Jalta, costretto dalla malattia a cercare rifugio in un clima mite, lei dal Teatro dell’arte di Mosca di cui fa parte.
Lui scrive Zio Vanja, Le tre sorelle, Il giardino dei ciliegi e lei, diretta da Stanislavskij, è sulla scena Elena, Masha e Ljuba. 


Anton Čechov con Olga Knipper


Olga — Allarme! Allarme atto terzo! La canzone che Vershìnin e Masha canticchiano come la dobbiamo fare? Nemirovìch dice che dev’essere come uno squillo di tromba ‘Tram tam tam!’ Mi sembra un’idea orribile. E mancano dieci giorni al debutto! Aiutami Toto, senza di te sono perduta!

Anton — Se Stanislavskij rovina il terzo atto, rovina tutta la commedia e rovina anche la mia reputazione! Effetti sonori? Oh mio dio, ma cosa sta facendo? Dev’esserci solo il suono dell’incendio, lontano, attutito, e sul palco silenzio assoluto. E poi, mia cara, il monologo di Masha non è una pubblica confessione, è solo una conversazione sincera. Recitalo con un po’ di tensione, ma non essere disperata, non alzare la voce, sorridi ogni tanto e soprattutto cerca di sentire la fatica di una notte come quella...

E ancora su Il giardino dei ciliegi

OlgaStanislavskij mi ha chiesto se stai scrivendo la pièce. Dice che l’anima ha bisogno di conforto. Amore, se tu sapessi com’è necessaria la tua pièce, come tutti l’aspettano avidamente.                                                              Aspettano la tua finezza, la tua tenerezza, il tuo profumo, la tua poesia, tutto quello che tu puoi dare. E tu lo senti, mio delicato scrittore? Anima mia, caro! Con quanto amore studieremo, reciteremo, coltiveremo Il giardino dei ciliegi. Vedrai. E tu vivrai ogni cosa insieme a noi.

Anton — Caro il mio cane senza coda, probabilmente questa lettera ti arriverà dopo che un telegramma ti avrà annunciato la fine della pièce. Scrivo il quarto atto con facilità, senza apparente sforzo, e se non l’ho ancora terminato è perché ho sempre qualche acciacco. Oggi sto meglio di ieri, è vero, ma verso le 11 le gambe e la schiena hanno preso a farmi male e ho cominciato a tossire. Penso però che d’ora in poi mi sentirò molto meglio. Mi sembra che la mia commedia, per quanto noiosa, contenga qualcosa di nuovo. A proposito, in tutta la pièce non c’è neanche uno sparo. Cercami un’attrice per il ruolo di una diciassettenne e quando l’hai trovata, fammelo sapere.

Ci lasciano il dono prezioso di una corrispondenza che parla di amore, di arte, di teatro e di vita, una corrispondenza che continua anche dopo la morte di lui, con le ultime tenere e commoventi lettere di Olga a un Anton che non c'è più.

 
 
TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano  
Orari: mart/sab 19:30, dom 15:30  
Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani € 17,50 / under18 € 13.50 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org.



In Between / wipe out design (Art vs. Design). Alla Galleria Carifano di Palazzo Corbelli di Fano, il progetto non profit con esplicite finalità didattiche che stimola la riflessione su un nuovo concetto dell’abitare.



 
In Between / wipe out design

(Art vs. Design)



11 dicembre 2019 - 31 gennaio 2020



inaugurazione martedì 10 dicembre ore 19

Galleria Carifano, Palazzo Corbelli

via Arco d’Augusto 47, FANO (PU)

INGRESSO LIBERO
UFFICIO STAMPA
IBC Irma Bianchi Communication
+39 02 8940 4694 \ +39 328 5910857info@irmabianchi.it 
 







La Fondazione Gruppo Creval presenta nelle storiche sale della Galleria Carifano di Palazzo Corbelli a Fano la mostra “In Between / wipe out design (Art vs. Design)” dall’11 dicembre 2019 al 31 gennaio 2020.



Prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con l’IPSIA “Renzo Frau” di Sarnano (MC), la rassegna è patrocinata dalla Scuola del Design del Politecnico di Milano e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano per questa tappa marchigiana, che corona la terza edizione di “wipe out design”, progetto non profit con esplicite finalità didattiche che si pone come obiettivo di stimolare la riflessione su un nuovo concetto dell’abitare.



Sono esposti in mostra sette prototipi d’arredo in tiratura unica, con i relativi concept grafici che ne sottolineano l’artigianalità made in Italy, oltre ad un’inedita realizzazione nata in collaborazione con l’IPSIA “Renzo Frau” di Sarnano, che propongono tutti una nuova interpretazione del paesaggio domestico attraverso il connubio tra la forte valenza simbolica dell’opera d’arte e la funzionalità propria dell’oggetto di design.

Sono quindi presentati arredi che si ispirano a grandi e riconoscibili opere d’arte moderna e contemporanea, per una sorta di ‘ready-made al contrario’: una selezione di capolavori del secondo ’900 viene, infatti, reinterpretata in componenti destinati all’abitare odierno, come l’appendiabiti, la mensola, il pensile, il tavolo e le sedute, realizzati tutti nel 2019 su progetto wipe out design grazie all’apporto dell’alta artigianalità del sistema “legno-arredo” della Brianza, fra i più significativi sistemi produttivi territoriali italiani, alla consulenza dell’artista Sergius Fstöhler e alle scuole di alta formazione professionale dei territori marchigiano e lombardo. I prototipi d’arredo in mostra sono dunque realizzati a mano, ma al contempo risultano potenzialmente assemblabili e riproducibili con le stesse tecniche di produzione del furniture design su larga scala.







Arte versus Design, così come opera d’arte storicizzata, museale, da “guardare e non toccare” versus arredo funzionale, utilizzabile, componibile, trasformabile e comodo, spiegano da wipe out design: «Se Dadaismo e Pop Art hanno dimostrato che un oggetto banale, astratto dal contesto d’uso che gli è proprio ed esposto in un museo, si può trasformare in opera d’arte, allora “In Between” intende dimostrare che l’opera d’arte, opportunamente modificata nelle sue componenti strutturali ed estetiche, si può trasformare in arredo funzionale ad alto contenuto simbolico poiché riconducibile allo status di unicità e originalità caratteristico dell’opera d’arte».



L’esposizione si inscrive in un percorso «gioioso, ironico e ad alto contenuto ludico», intonato all’epoca e ai movimenti artistici cui la progettazione dei prototipi si ispira: dallo Spazialismo al Minimalismo, passando per il New Dada e la Pop Art italiana, per un periodo compreso fra l’immediato dopoguerra e la fine degli anni ’70, fino al contemporaneo. Ne sono un esempio “Moustache”, l’appendiabiti ‘coi baffi’ in bronzo ossidato effetto verderame, eseguito in esclusiva dallo scultore Sergius Fstöhler, oppure la panchina “Brigida” composta da pannelli componibili montati su birilli, a imitazione della grafica riprodotta in seduta; così come il tavolo auto-illuminante “Arethusa” in cristallo retinato, supportato da un ensemble strutturale di tubi al neon, e la cabina spogliatoio “Cabin A”, con i suoi effetti ottici non immemori delle sperimentazioni optical degli anni Sessanta. Appesi a parete spiccano poi “Fragments”, sistema lineare di contenitori e mensole che funge anche da battery station e mimetizza i numerosi dispositivi mobili che costellano la quotidianità contemporanea, ed il vano portaoggetti “Retablo” che con il suo profilo piatto, lo sviluppo ad angolo retto ed il rosso acceso dell’anta rimanda maggiormente al concetto di opera d’arte che non a quello di semplice contenitore. Completa poi il parterre di prototipi d’arredo il tappeto d’arte “Ierierosolooggisoloero”, che allude alla dimensione del sogno e della notte per colore e impunture.








Accanto all’esclusiva serie “wipe out design”, in mostra anche “Cretto (omaggio ad Alberto Burri)”, concept d’arredo sperimentale esplicitamente ispirato alla famosa opera Grande Cretto realizzata da Burri sui resti della città vecchia di Gibellina (Trapani) negli anni Ottanta e completata postuma nel 2015. Il prototipo, progettato e realizzato dagli studenti dell’IPSIA “Renzo Frau” di Sarnano - piccolo comune del maceratese che, come la cittadina siciliana, è stato colpito dal terremoto - è composto da vari elementi che fungono da tavolini o sedute componibili, ribaltabili, impilabili, all’insegna della memoria e del forte impatto emotivo, esattamente a mezza via tra arte e design.


APORIE. All'ARENA studio d’arte di Verona, la mostra personale di Matteo Negri, a cura di Raffaella A. Caruso.




APORIE
personale di Matteo Negri

a cura di 
Raffaella A. Caruso

7 dicembre 2019 – 25 gennaio 2020
Inaugurazione: Sabato 7 dicembre alle ore 18:00


ARENA studio d’arte
Via Oberdan 11, Verona

Catalogo in galleria
INGRESSO LIBERO
  

In mostra due tra i più recenti cicli di opere dell’artista: Kamigami e L’Ego. Il noto mattone colorato assume il ruolo di archetipo della creatività per la possibilità di costruire e creare insita nell’oggetto e per la conversione dei valori acquisiti diventando oggetto artistico.

Attraverso la manipolazione dell’artista, il lego cessa di essere una forma e diventa una metafora della soggettività (l’Ego). Come scrive Raffaella A. Caruso nel testo in catalogo “Il classico gioco di costruzioni viene declinato in tetris estremamente coinvolgenti per colore e sinuosità delle forme, ma che già con l’indicazione del nome trasformato per assonanza in altro, apre una riflessione sul senso dell’essere, sull’io e sulla sua necessità di relazione, in aperta critica al contemporaneo ed egoistico solipsismo. E se da una parte l’occhio legge la possibilità di costruire, dall’altra la mente si confronta con l’antitesi della costruzione, il labirinto, che con le sue connessioni solo simulate non crea lo spazio, lo distrugge piuttosto, o meglio lo frammenta in un andirivieni continuo.”




Ugualmente nei Kamigami, strutture circolari riflettenti “Lo spazio non è più un ambito privato e nella relazione con l’esterno la struttura da architettonica diventa scultura: non c’è più un dentro, non un fuori, non un sopra, non un sotto se non in relazione diretta alla partecipazione dell’osservatore”.

Una mostra dunque che celata tra colori lucidi ed accattivanti del pop compie un’ indagine estremamente complessa sulla relazione forma/sostanza in arte e sulla fruizione dell’opera in rapporto allo spazio ospitante. 

BIO
Matteo Negri nasce a San Donato Milanese (MI) nel 1982. Diplomato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a partire dal 2003 l’artista ha lavorato con numerose gallerie d’arte in Italia e all’estero (tra cui Parigi, Londra e Berlino), realizzando numerose installazioni presso gallerie d’arte, spazi pubblici, privati e fiere d’arte.


ARENA studio d’arte
Via Oberdan 11, Verona
+39 342 7414481  - info@arenastudiodarte.it

"Amenta incisioni", rivive a Scicli l'arte secolare del torchio, grazie all'incisore Loredana Amenta.

L'incisore Loredana Amenta
Nell'era digitale dei pixels e dell'incisione laser c'è ancora chi crede nel fascino senza tempo della stampa artigianale, realizzata al torchio, con un paziente lavoro di bulino e punte su lastre di rame o di zinco, immerse negli acidi e poi inchiostrate a mano.

È una scelta coraggiosa e in controtendenza, quella di Loredana Amenta, 36enne incisore di Scicli, che venerdì 13 dicembre alle ore 19 aprirà al pubblico le porte del suo atelier - stamperia d'arte in via Pluchinotta 17. Per l'occasione saranno esposti alcuni lavori di grafica realizzati con gli artisti Piero Guccione, Giovanni Blanco, Angelo Ruta, Giovanni Robustelli, Rosa Cerruto, Franco Fratantonio, Giovanni Viola, Carmelo Candiano e altri, oltre a opere della stessa Amenta. Interverrà il critico d'arte Paolo Nifosì.

L'atelier "Amenta incisioni" è uno dei pochi rimasti in Italia e in Sicilia dove è possibile vedere all'opera un incisore alle prese con le secolari tecniche dell'acquaforte, dell'acquatinta, della punta secca e della cera molle, secondo tradizionali processi di lavorazione a mano.

Una passione, quella di Loredana, nata nelle aule scolastiche con i docenti Sandro Bracchitta e Angelo Buscema, coltivata nell'Accademia di
Belle Arti di Catania e perfezionata poi nella prestigiosa scuola internazionale di grafica d'arte "Il Bisonte" di Firenze, dove nel 2010 ha conseguito la qualifica tecnica di "incisore-stampatore". Dopo il ritorno in Sicilia, Loredana si è dedicata al sogno di un laboratorio, dove tra inchiostri, pennelli, punte, bulini, lastre di metallo, cere e fogli messi ad asciugare, prendono lentamente forma delle stampe d'arte in bianco e nero o a colori, veri e propri tesori dell'arte grafica.

«In realtà – spiega la titolare - non si tratta di un'inaugurazione nel senso classico del termine, ma di un'apertura dell'atelier al pubblico. Il laboratorio, avviato nel 2016, finora è stato un luogo riservato quasi esclusivamente ad addetti ai lavori, artisti e incisori per la realizzazione di acqueforti e riproduzioni d'arte. D'ora in avanti, invece, sarà possibile entrare e conoscere da vicino il magico mondo dell'incisione artigianale».

Non solo. Il laboratorio offrirà nuovi servizi: corsi, laboratori per le scuole, mostre delle opere realizzate, open studio. Ma si potranno pure scegliere, tra una gran varietà di immagini d'arte in bianco e nero e a colori, di grandi o piccole dimensioni, originali regali per matrimoni, lauree e cerimonie in genere.

Ogni multiplo richiede settimane di lavoro, dall'incisione della lastra alle fasi preparatorie fino alla stampa finale. Un elogio della lentezza e della pazienza, distante dalla velocità e dai ritmi frenetici del mondo contemporaneo, un lavoro che l'artista-artigiano realizza con la massima cura ricercando la perfezione di ogni dettaglio.

"Amenta non è alle prime armi – scrive il critico d'arte Paolo Nifosì, assiduo frequentatore dell'atelier - ha già al suo attivo diversi anni di lavoro e mi fa piacere ricordala per avere stampato, con la collaborazione di Giuseppe Lo Magno, l'ultima grafica di Piero Guccione, un bellissimo notturno ovale con un cielo stellato. [...] L'augurio è che questo prezioso spazio possa avere una lunga vita e possa diventare un punto di riferimento per quanti questa disciplina coltivano come
autori o come fruitori".

Info e contatti
Amenta Incisioni
via Pluchinotta 17, Scicli (RG)
suzinco@gmail.com
cell. 339 195 8984