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mercoledì 12 aprile 2017

Il 21 aprile a Catania una cena "sgrammaticata" con l'autore Massimo Roscia.



La Libreria Vicolo Stretto di Catania vi invita venerdì 21 Aprile alle 20:00 ad una cena sgrammaticata presso “Il Carato”, Via Marchese di Casalotto n.103, per degustare tutte le prelibatezze che lo Chef Sichel preparerà e chiacchierare di errori, modi di dire, parlate locali con il sorriso sulle labbra e la pancia piena con Massimo Roscia autore del libro "Di Grammatica non si muore".



Un libro che segue le regole ma esce dagli schemi , descrive e circoscrive l'uso ma non prescrive, mette in rima le norme ma non mette in riga chi si (e le) applica.

Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, un po' meno nell'approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli. U n po' Rodari e un po' Flaiano , passa in rassegna i fondamenti dell'italiano e si diverte a calarli in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall'uso maldestro dell'accento all'abuso disinvolto dell'apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all'insegna dell'uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata , adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e 

 comunque amata.


Massimo Roscia
   
Di grammatica non si muore, come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi, un manuale che non sa di noia e di dovere, ma che offre regole certe, "rivisitate" in modo leggero e divertente. 

L'autore, Massimo Roscia, non è né un linguista né un erudito; è uno scrittore che si autodefinisce solo "un artigiano delle parole". Il che non è poco. Anzi. Lui nella grammatica crede fermamente, ma non a quella paludata e soporifera; preferisce quella brillante e "pop" e, per darle un volto nuovo, ha svecchiato l'approccio alle regole rendendolo amichevole e intuitivo. 
Il risultato è una  breve raccolta di consigli per "parlare e scrivere meglio e per comunicare in maniera più chiara ed efficace", che non pretende di essere una guida esaustiva ai "non errori", ma solo un prezioso strumento per trasformare gli sbagli in un "tesoretto", in un percorso positivo e formativo. In sintesi, un vero e proprio manuale di grammatica "per quelli che la grammatica l'hanno sempre odiata".


***

Cena+libro 45€
Info e prenotazioni >  segreteria@libreriavicolostretto.it


> Menù della serata <

Antipasto
Millefoglie di crema di favette e piselli, ricotta e cialda di parmigiano Malandrone

Primo
Risotto fumo

Secondo
Picanha grigliata e agrumi in insalata alla polvere di olio

Dessert
Tortino di carote e semifreddo al sesamo

Vini
Coste al vento ’15 (Grillo) Cantine Barbera
Etna Rosso ‘14 Benanti.


Libreria Vicolo Stretto
Via Santa Filomena, Catania

domenica 4 ottobre 2015

C’è vita su Facebook | Massimo Roscia docet

C’è quello che scrive un post e si mette subito un mi piace (che probabilmente resterà l’unico).

C’è quello che pubblica solo foto di gattini, foto di piedi, foto di piedi di gattini.

C’è quello che, pur di diventare popolare, chiede l’amicizia a negozi di scarpe, enti soppressi, detersivi e altri prodotti per la casa, ecc...

C’è quella che, dopo aver pubblicato un selfie, si accorge di avere il doppio mento e rimuove subito la foto.

C’è quello che ti manda un poke e tu ti chiedi “Ma chi cazzo è ‘sto poke?”

C’è quello che ha il sistema di geolocalizzazione perennemente attivo e si targa anche quando è al cesso.


C’è quello che, contro la nostra volontà, ci invita a giocare a Candy Crush.

C’è quello che (sempre lo stesso), contro la nostra volontà, ci iscrive a un gruppo su come imparare a giocare a Candy Crush.

C’è quello che su Runtastic percorre trentasei chilometri in sette minuti bruciando tremila kilocalorie.

C’è quello che ha registrato il proprio profilo con cognome e nome.

C’è quello che ha registrato il proprio profilo con cognome, nome, professione e partita iva.

C’è quella che tu credi essere finalmente la donna della tua vita e che ti scrive: “Hi, my love. Me chiamo Svetlana e ti amu. Tu dare me codici tu carta credito e anticipazione tfr io essere amore tuo pessempre”.

C’è quella che (la stessa che ti ha scritto “Hi, my love”) in due minuti ha raccolto sedicimila mi piace e ottomila commenti solo per aver pubblicato una sua foto con le sette di fuori, appena rifatte con i soldi dell’anticipo del tuo tfr).

C’è quello che in estate si lamenta sempre del caldo e in inverno del freddo.

C’è quello che ti invita a un evento che si terrà la sera stessa in Patagonia.

C’è quello che scrive che partirà per la Patagonia, che starà fuori due mesi, che l’allarme antifurto di casa è guasto e che le chiavi sono sotto lo zerbino.

C’è quello che ogni mercoledì scrive “Io odio i lunedì”.

C’è quello che si lamenta in continuazione: “Non c’è più rispetto”, “Si stava meglio quando si stava peggio”, “Povera Italia”… 

C’è quello che ogni settimana scrive “Ora è ufficiale. Dal prossimo mese Facebook sarà a pagamento”.

C’è quello che, ogni volta che muore una celebrità, riempie la propria bacheca di foto con scritto “R.I.P. Pino Daniele”, “R.I.P. Omar Sharif”, “R.I.P. Nelson Mandela”, “R.I.P. Ho Chi Minh”, “R.I.P. Derek Shepherd”…

C’è quello che si chiama Superman69, ha scelto come foto del profilo un ritratto di Capitan Harlock e ti chiede l’amicizia dicendo: “Ti ricordi di me?”

C’è quello che ti chiede l’amicizia e subito ti invita a mettere mi piace sulla sua pagina, sul suo sito e sui suoi dodici blog.

C’è quello che l’ortografia non sono cazzi suoi. PuLtroppo!

C’è quello che targa tutto e tutti come se non ci fosse un domani.

C’è quello che imbratta le bacheche altrui con oroscopi, citazioni, test, quiz, granai di FarmVille, piatti del giorno, tatuaggi, cuoricini e foto di gattini, di piedi e di piedi di gattini.


C’è quello che ogni mattina scrive “Buongiorno Facebook” e tu pensi “Buongiorno un cazzo!”