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giovedì 7 settembre 2017

Annuale d’Arte contemporanea in festa. Premio Internazionale “Apollo dionisiaco” Roma 2017: Il senso della bellezza.

L’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea di Roma, Polo di libera creazione, ricerca e significazione del linguaggio poetico e artistico, in Convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre e con il Patrocinio dell’ANCI, della Regione Lazio e di Roma Capitale, Presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, Vicepresidente il dott. Renato Rocchi, Direttore Artistico Antonino Bumbica, cerimonia il Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea “Apollo dionisiaco” sabato 14 Ottobre 2017 dalle ore 15,30 presso il Salone del duecentesco Castello della Castelluccia in Roma.
           
L’evento culturale, letterario e artistico celebra il senso e il valore della bellezza di opere in poesia, di opere in pittura, scultura, grafica e fotografia, di poeti e artisti affermati ed emergenti sul territorio mondiale.
               
Fra 554 pregevoli opere dal mondo le Poesie e le Opere d’Arte visiva selezionate dalla Giuria dei Semiologi saranno in voce ed in mostra in corso di cerimonia, premiate con il diploma dell’Accademia, la critica in semiotica estetica della presidente e la pubblicazione sul sito ufficiale dell’Accademia: www.accademiapoesiarte.it
               
Ai vincitori è conferito il trofeo in medaglia scolpita “Apollo dionisiaco”, realizzata con fusione a mano del Laboratorio Orafo Rocchi di Via Margutta in Roma, che configura il bacio del dionisiaco inconscio e dell’apollineo cosciente e commemora l’atto di nascita ciclica d’identità e di mondo ad opera dell’arte. L’arte, dal sanscrito, è arto del vivere, che muove e congiunge: tocca la vita e nel sentimento infinito di bellezza apre al movimento partecipato dei significati della verità.
               
Per la sezione poesia il Primo Premio, trofeo aureo Apollo dionisiaco, è conferito a Emilia Fragomeni, con la poesia Lacci, il Secondo Premio, trofeo argenteo, a Filippo D’Attardi, con L’imperfetta ragione e il Terzo Premio, trofeo argenteo brunito, a Laura Pavia, In paludi notturne. Il Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria in ex aequo a: Davide Rocco Colacrai, Gli eterni ritorni (al poeta B., 1945), Emma Mazzuca, Panteismo, Loretta Stefoni, Il profumo del Calicanto, Luciano Monti, Eros, Marcello Di Gianni, Solo un fiore ho amato, Matteo Bona, Echi, Mirco Bortoli, Come farfalle, Nunzio Buono, Sotto gli embrici di Luglio, Stefano Zangheri, Kamaloka, Vincenzo Ricciardi, Prima del diluvio. Il Riconoscimento al Merito ex aequo a Alessandro Inghilterra, Forse a primavera, Alvaro Staffa, Ecce Mater, Anna Maria Colanera, Dolce luna, Antonio Sbarra, Cortina d'autunno, Carmelo Cossa, A te vita mia, Carmen De Matteis, Dissonanze, Daniela Cicognini, Il bosco, Elisa Bassi, Il risveglio del giorno, Ellis Bottazzo, Abiti qui, Filippo Passeo, Arrivi, Franca Donà, E sembra ieri, Francesco Pasqual, Di quando in quando, Franco Pastore, Attendendo primavera, Giulio Bernini, Piove su Roma, Joseph Barnato, Furit Aestus, Lucia Fornaini, Fiori e baci. Luigi Antonio Pilo, Cogitatio in lumine, Marco Bruni, Ver-si d'amore, Mauro Montacchiesi, Venere luminosa, Rosaria Lo Bono, Sboccia la primavera d'amore, Sabrina Balbinetti, Closciarre, Simona Ristori, Fertile, Sonia Giovannetti, L'attesa di una madre, Umberto Druschovic, Velario di stelle, Valerio Calabrò, Finestra aperta sul cuore, Vanessa Mignucci, Visione di un condannato. Le Distinte Partecipazioni in diploma chiamano sul palco i minori: Eleonora Fidelia Chiefari, Gianluca Scalera, Pierfrancesco Cento, Thomas Scarinzi e Flavia Romana Tuzza.

Per la sezione artistica il trofeo aureo del Primo Premio è vinto da Liliana Lucia Consoli, con l’opera Abbraccio, il Secondo Premio è conferito a Alberto Mesiano, con Verso il granaio, il Terzo Premio a Chen Chen, con Friends. Il Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria è assegnato ex aequo a: Annapaola Rescigno, Leggerezza, Carlo Zara (alla memoria), Se non c'è vento, anche la banderuola ha carattere, Gianni Catracchia, Musa, Matteo Bona, Absolving sins, Patrizia D'Andrea, Colorare la vita, Romeo Mesisca, Senza titolo, Valentina Bollea, Cieli coperti, Vito Fulgione, Notturno. Il Riconoscimento al Merito è assegnato ex aequo a: Anna Tonelli, Bosco, Carlo Damaggio, Portobello, Compagni di strada (Maria Grazia Lunghi e Calogero Carbone), Itaca, Eidenai Morlando,Ofelia's dream, Federica Nardi, Una nuova luce, Giancarlo de Gennaro, Marinaio, Giovanna Ghedini, Inverno, Giovanni Cara, Autoritratto, Giuseppe Festino ‘Fenice’, Testacuore, Giuseppe Galati, Nell'uliveto, Glenda Dollo, Easy Life, Maria Giacoma Vancheri, Coscienza, Marzia Bellesso, Vita, Massimo Fissore, Novalesa, Ofelio Eufemio Federici, Io e il mio paese, Paola Gentile, Ghibli, Patrick Pioppi, Mi guardo, Sebastiano Mendola, L'amicizia, Sibilla Fanciulli, I remember..., Stefania Fienili, Ritratto di tramonto dopo la tempesta, Teresa Rossi, Rosso è il mio cuore, Tiziana Sparacino, Silenzi, Valentino Petrosino, Sguardi, Vincenzo Piatto, Oblio, Yajaira M. Pirela M., L'origine nascosta. Le Distinte Partecipazioni in diploma premiano il minore Alessandro Napoli e valorizzano le opere degli artisti speciali del laboratorio d’arte dell’istituto Don Orione: Joseph Fernando e Marco Bezzecchi.

Ospiti d’onore in cerimonia sono il giornalista Giuseppe Palmieri, già Direttore dell’Agenzia di Stampa AdnKronos e il professor Raffaele Occulto, già Docente Universitario presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre. I musicisti Livia Brunelli al flauto barocco e Simone Colavecchi alla tiorba accompagnano gli ascolti. Pregiatissimi Autori e Artisti internazionali aprono alla partecipazione al sentimento di bellezza dell’arte, per il senso, per il valore, per l’eternazione del vivere.
   

SENDAI CITY: THE TRUTH. Alla Bienal de Curitiba 2017, in mostra le opere dell'artista Marco Bolognesi.


BIENAL DE CURITIBA 2017

presenta

SENDAI CITY: THE TRUTH
con opere di MARCO BOLOGNESI
a cura di MASSIMO SCARINGELLA

Dal 30 settembre 2017 al 25 febbraio 2018
MON - Museu Oscar Niemeyer
Curitiba – BRASILE

Il 30 settembre 2017 l’artista Marco Bolognesi arriva con la mostra “Sendai city: the Truth” in Brasile alla Bienal de Curitiba 2017, il più grande evento di arte contemporanea che si svolge in America Latina, realizzato dal Ministero della Cultura del Brasile (MinC), dal Governo dello Stato e dal Municipio di Curitiba.
Selezionato dal curatore Massimo Scaringella, l’artista presenterà un progetto dedicato al rapporto tra verità e conflitto presso la prestigiosa sede del Museu Oscar Niemeyer - MON, visitabile fino al 25 febbraio 2018.

  • La Biennale

La Bienal de Curitiba 2017 è intitolata "Antipodi - Eccesso d’immagine" e si propone di mostrare che la "Diversità" o "gli Opposti ", argomenti di riflessione di questa edizione, rappresentano “non solo un limite tra i mezzi di espressione artistica ma anche si un limite tra le culture. Limiti che mai sono definitivi e rappresentano incroci di andata e ritorno, incontri plurali e sinergie create da confronti di punti di vista distinti, lontani, anche contro gli altri. Secondo Deleuze: la trasversalità attua unendo le differenze (cit. Ticio Escobar).
La Bienal de Curitiba ospiterà la Cina in qualità di Paese insignito e accoglierà opere di artisti provenienti dai cinque continenti.   

All’interno della sua proposta curatoriale, Massimo Scaringella ha selezionato un ventaglio diversificato di artisti da inserire nel suo spazio curatoriale, che oltre a Marco Bolognesi, prevede un omaggio a Davide Boriani (fondatore dello storico gruppo T), i finlandesi Tuomo Rosenlund&Johanna Pohjanviria  e Hannu Palosuo, lo statunitense Stevens Waughn, l’israeliano Shay Frish e l’ivoriano Joachim K. Silue, tra gli altri.

  • Sendai city: the Truth”

Marco Bolognesi, artista contemporaneo d’ispirazione fantascientifica che opera muovendosi a livello internazionale, ha ideato per Curitiba una stanza installativa, che vedrà esposta per prima volta la serie fotografica “Techno Mutant” (2017), realizzata dall’artista per parlare dello scenario conflittuale del mondo contemporaneo.
Partendo dal concetto di veritàthe truth, come si legge nel titolo della mostra – Bolognesi si fa carico dello stato chiaramente in crisi di questa parola: “la nostra cultura – osserva – mostra lo sguardo della verità come la risposta ai fatti contemporanei della guerra, del terrorismo, soprattutto dello scontro costante tra occidente e medio oriente, che non è solo uno scontro tra religioni, ma molto di più'”. Secondo l’artista, infatti, la società attuale è legata al conflitto per mantenere il controllo della realtà, una realtà che non esiste, ma che comunque percepiamo. La verità, allora, che a questo punto dovrebbe giustificare lo scontro, diventa solo un punto di vista.
Il lavoro di Marco Bolognesi guarda a un futuro possibile attraverso Sendai City, un work in progress nato dalla sua sconfinata immaginazione, che vede il mondo contemporaneo traslato nell’universo di una megalopoli post-punk e concretizzato, in venti anni di attività, attraverso differenti linguaggi (fotografia, disegno, video e installazioni). Come riferisce l’artista, lo scontro/incontro ha sempre avuto un luogo, che a differenza dei campi di battaglia a cui si assisteva nell'antichità, oggi si consuma nello spazio che rappresenta a tout court il luogo contemporaneo: la città, quale “contenitore” per eccellenza di questo conflitto.

Con questa mostra, Bolognesi apre un nuovo capitolo negli scontri che imperversano a Sendai City e sceglie di raccontarlo con un progetto fotografico che incarna il conflitto corporeo: “Techno Mutant”.
Il colore nero, protagonista delle fotografie (100x70 cm), annulla i confini tra lo spazio e il soggetto in un conflitto crescente, al punto che l’individuo, pur di sopravvivere, è costretto a mutare. Per farlo, l’artista riprende gli elementi della sua ricerca e sceglie ancora una volta di lavorare sulle modelle con oggetti riciclati: “Ho cercato di lavorare con le pistole ad acqua, quali forme innocue e giocose che rimandando in maniera ludica alla guerra, e con elementi di uso comune come tubi o scatole da elettricisti, facili da trovare in tutte le case delle città del mondo”, racconta Bolognesi.
Con questi ingredienti, il lavoro di decontestualizzazione degli oggetti, e dunque del soggetto, ha permesso all’artista di creare una serie di esseri oscuri dal sapore fantascientifico e in piena mutazione, i cui cambiamenti risultano fondamentali per reggere il peso incessante del conflitto, fuori e dentro di loro. In questo senso, secondo Bolognesi la sopravvivenza, e dunque la vita, ci obbliga a mutare fino a perdere ciò che eravamo.

Non a caso, i nomi delle fotografie s’ispirano a quelli delle stelle, per rammentare le normali origini di questi esseri che, allo stesso tempo, divengono il paradigma di un corpo che sfugge, si fonde e si confonde con lo spazio attorno, ovvero la città. Lo sguardo delle foto mostrerà quindi allo spettatore di Curitiba il malessere della società contemporanea in conflitto, in un universo dove il luogo si annulla col corpo e scompare nel nero.


“IF (but I can explain)”. Alla Nuova Galleria Morone di Milano, la mostra personale di Silvia Celeste Calcagno.

IF, Installazione Fireprinting, 2017

La Nuova Galleria Morone presenta, nello spazio della project room “IF (but I can explain)”, mostra personale di Silvia Celeste Calcagno, che ripropone in forma leggermente ridotta il progetto site-specific curato da Alessandra Gagliano Candela, esposto fra gennaio e marzo 2017 nella Project Room del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.
“If (but I can explain)” è la formula finale, non definitiva, di una ricerca che Silvia Celeste Calcagno ha condotto nell’ultimo anno, registrando gradualmente il variare della sua condizione esistenziale e reificandola in una stanza, interiore ancor prima che esteriore, alla cui composizione hanno contribuito media diversi in dialogo continuo tra loro. E’ una situazione di sospensione,  evocata dall’installazione “Just lily”, in origine composta da oltre mille lastre in grès disposte sulle pareti della Project Room del Museo, in un continuum che unisce foto, oggetti d’uso, frammenti della quotidianità, tracce di un passato anche recente, brani di pareti, ritratti precisamente o solo evocati, dai contorni nitidi o sfumati. Un catalogo minuzioso di situazioni che ripropongono la sua vita in un luogo che presto dovrà abbandonare, momenti consueti che diventano unici. In sottofondo, l’installazione sonora “Could you please stop talking?” ispirata ad un libro di Raymond Carver, come in un mantra enumera brani di quotidianità e invita al silenzio l’altra persona che condivide lo spazio della vita. Il video, “Air fermé” registra lo scorrere impercettibile del tempo in un paesaggio urbano, segnato dal variare delle luci. La trama della tenda attraverso la quale avviene la ripresa offusca come un velo i contorni del mondo, agendo come un filtro sulla percezione.
Accompagnata dal catalogo edito da Silvana Editoriale che documenta il progetto realizzato a Villa Croce, con un’intervista di Ilaria Bonacossa all’artista, testi critici di Alessandra Gagliano Candela ed Angela Madesani, la mostra rimarrà aperta fino al 10 Novembre.
Silvia Celeste Calcagno è nata a Genova nel 1974, vive e lavora ad Albissola.Si diploma all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Nel 2015 vince, prima donna italiana, la 59° edizione del Premio Faenza. Nel 2017 al Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova, presenta IF (but I can explain) a cura di Alessandra Gagliano Candela. Nel mese di Aprile dello stesso anno, espone in Corea, In the Earth Time Italian Guest Pavilion Gyeonggi Ceramic Biennale Yeoju Dojasesang . La sua ricerca si basa spesso sul mappare determinate condizioni del vivere: la reiterazione è lo sviluppo primo che  permette di “fotografare” ogni sezione di esistenza, scansionarne ogni frammento. Nascono storie a “basso voltaggio”, situazioni in cui non accade nulla di eclatante, ma nelle quali si percepisce ,tuttavia, una sottile anomalia. Questo processo quasi alchemico distilla la realtà e dunque le emozioni ad essa legate, sublimandosi in un puzzle e rendendo finalmente completa la campionatura di un pezzo di “tessuto vita”.
IF (but I can explain) Silvia Celeste Calcagno
Nuova Galleria Morone, Via Nerino 3, Milano
21 Settembre | 10 Novembre 2017
Inaugurazione: 21 Settembre 2017, ore 18
Orari: lun – ven: ore 11 – 19 | sabato: 15 – 19

All'Aqua Art Gallery di Terracina, la mostra personale "Nel corso del tempo" di Verena D’Alessandro.


Aqua Art Gallery
” Nel  corso del tempo “
Mostra personale
                                                                              di 
 Verena D’Alessandro
9 settembre > 8 ottobre 2017 
Inaugurazione: Sabato 9 Settembre  ore 20.00>24.00  
                                                                                                                                 
Aqua Art Gallery con la personale di Verena D’Alessandro “ Nel corso del tempo “ prosegue la presentazione di Artisti presenti in diversi Musei nazionali ed esteri. L’Artista ha già esposto lo scorso anno, con una bellissima personale, nella Pinacoteca d’Arte contemporanea di Gaeta.  
Aqua Art Gallery nello spazio situato al Centro Storico di Terracina, continua anche a far convivere le opere degli artisti con i lavori di prestigiosi designers.

                         
Note biografiche
Verena D’alessandro si laurea in Lettere Moderne all’Università  “La Sapienza” di Roma e si specializza in Sociologia dell’Arte e della Cultura all’Ecole des Hautes Etudes a Parigi. Successivamente insegna per diversi anni Sociologia dei Processi Culturali e Comunicazione Visiva all’Università  “ La Sapienza”. Alla fine degli anni ‘90 consegue il diploma di pittura alla Scuola Comunale delle Arti Ornamentali di Roma.
Nel 2001 inizia la sua attività espositiva.

INFO
Aqua Art Gallery
Corso Anita Garibaldi 84, Terracina
 tel. +39 3332592044

lunedì 4 settembre 2017

RIPARTE LA STAGIONE LETTERARIA DEL PALAZZO DEL FREDDO: SETTEMBRE ALL’INSEGNA DI PSICOLOGIA E FANTASY.


Riparte la stagione letteraria del Palazzo del Freddo. La Sala Giuseppina della storica gelateria dell’Esquilino si prepara ad un autunno ricco di appuntamenti e il mese di settembre sarà all’insegna di temi legati alla psicologia e al fantasy.

Si comincia martedì 5 con la presentazione del libro Come muoversi, cosa sapere nel mondo di oggi di Rosalia Grande, Edizioni Aldenia, promosso dall’Associazione Fisher.
Seguendo le tracce dei principi evoluzionisti e post-evoluzionisti, la pubblicazione cerca di spiegare atteggiamenti e comportamenti umani e offre uno strumento per comprendere  l’importanza del passaggio dall’individualismo al senso di appartenenza e collaborazione con gli altri. L’autrice, medico allopatico, olistico, counselor olistico formatore e supervisore, è esperta conoscitrice di antropologia interculturale, ha fondato e diretto varie associazioni con la finalità dell’evoluzione e del benessere, a sostegno della pace e dei diritti umani. Ha viaggiato e soggiornato in vari paesi per apprendere tecniche di medicine complementari, conoscenze esoteriche, creative, psicologiche e pragmatiche.
Rosalia Grande parlerà della sua ultima pubblicazione insieme alla counselor trainer Elide Stucchi.
L’incontro, aperto al pubblico e in programma alle ore 19, sarà anche un’occasione per illustrare l’attività dell’associazione Fisher: prevede un contributo di 2,50 euro che comprende una consumazione di gelato.

Grande attesa, venerdì 15 settembre, quando nella Sala Giuseppina sarà presentata la raccolta La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore, otto tasselli fondamentali della carriera di uno dei più grandi maestri della narrativa fantastica del Novecento, Fritz Leiber, che passano in rassegna tutti i temi cari allo scrittore, compreso quello che l'ha reso più famoso al pubblico e più amato da romanzieri del calibro di Stephen King e Ramsey Campbell: l'incubo urbano delle oscure entità "paramentali" generate dagli umori malsani delle megalopoli moderne.
All’incontro, promosso da Alessio Brugnoli, intervengono Umberto Rossi, critico e giornalista letterario, insegnante, traduttore (collabora con la pagina facebook di PULP Libri - Rivista di letteratura) e Federico Cenci, editore Cliquot, traduttore e curatore della raccolta "La cosa marrone chiaro e altre storie dell'orrore.

Ingresso libero. Ore 19. Via Principe Eugenio 65-67.