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martedì 23 gennaio 2018

Al MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz di Roma, la mostra "Cornici Poetiche" a cura di Ignorarte.


Cornici Poetiche
a cura di ignorarte.com
27 Gennaio 2018 ore 11:00
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz - via Prenestina, 913 Roma


Il processo di salvaguardia della poesia ha innegabilmente bisogno di nuovi contenitori e quindi di nuovi contesti.
In tal senso ignorarte.com pone l’attenzione sull’importanza del tema e lo rilancia proponendo la poesia all’interno del MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz, un luogo che, per definizione, rappresenta un emblema di cosiddetta cultura popolare, perché proprio al popolo, attualmente, viene spesso negata l’esperienza della poesia.
L’evento prevede l’installazione definitiva delle cornici con all'interno le poesie degli autori ed alcuni reading.

Cornici Poetiche di: Cosimo Angeleri; Giorgia Basili; Laura Bertolini; Annarita Borrelli; Daniela Cannarozzo; Capodiluce; Valerio Carbone; Salvatore Cucchiara; Gianni Godi; Lunamara; Angela Marano; Manuela Potiti; Rosaria Pezzella; Carmine Roma.


Reading di: Giorgia Basili; Daniela Cannarozzo; Capodiluce; Valerio Carbone; Gianni Godi; Angela Marano; Rosaria Pezzella; Manuela Potiti; Carmine Roma.


INFO
A cura di ignorarte.com.
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz – https://www.facebook.com/museoMAAM
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com.

Al Museo Archeologico Regionale di Gela in mostra l’Eros, dal mito al contemporaneo.


L’arte erotica di due epoche a confronto: da un lato statuette, anfore e crateri dipinti con scene erotiche del V e IV secolo a. C.; dall’altro installazioni, dipinti, sculture e fotografie di artisti contemporanei che raccontano l’Eros. È il tema proposto dalla mostra “Eros, dal mito al contemporaneo”, allestita dal 26 gennaio al 24 febbraio nelle sale del Museo Archeologico Regionale, in corso Vittorio Emanuele 1 (inaugurazione venerdì 26, ore 18).

La mostra, organizzata dal Polo museale regionale di Gela e Caltanissetta e dalla Galleria Lo Magno Arte Contemporanea di Modica con il patrocinio dell’Assessorato e del Dipartimento regionale ai Beni culturali e dell'Identità siciliana e il sostegno di sponsor privati, è curata da Alba Romano Pace con la consulenza di Angelo Mondo per la parte archeologica.



Saranno esposte opere di Philippe Berson, Barbara Cammarata, Giulio Catelli, Daniele Cascone, Gaetano Costa, Lou Dubois, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Kali Jons, Isa Kaos, Frédéric Léglise, Giacomo Rizzo, Ignazio Schifano, Marco Stefanucci, Jojo Wang, William Zanghi, accanto a reperti archeologici, come statuette fittili, anfore e vasi attici con figure rosse, rinvenuti nell’Acropoli dell’antica Gela. Il catalogo, pubblicato da Drago edizioni, è realizzato con il contributo di GB Oil.

La mostra attuale, ripensata per il Museo Archeologico di Gela, prende spunto da una precedente collettiva itinerante, “Hotel Eros”, allestita a Modica da Lo Magno Arte Contemporanea, nel giugno – agosto scorso, a cura di Alba Romano Pace.

«La mostra – scrive la curatrice – vuole dare un messaggio di apertura e tolleranza facendo dialogare due realtà lontane solo nel tempo cronologico, ma matrice l’una dell’altra. I reperti archeologici a sfondo erotico della collezione del museo, si relazionano con le opere d’arte contemporanee invitando lo spettatore ad entrare nel misterioso e arcaico universo dell’Eros attraverso il confronto ed il raffronto di due culture, l’antica e la contemporanea per affermare la libertà dell’arte e del pensiero artistico».



Se gli antichi Greci raffigurano l’Eros, pulsione vitale universale, nei culti della fertilità femminile e della virilità maschile, nell’amore libero generatore di vita e negli amori proibiti di uomini e dei, nell’epoca contemporanea esso dimora al confine tra permesso e interdetto, casto e licenzioso, tra atto e immaginazione, libido e annientamento. Lontano dalla volgarità e la pornografia, l’eros esprime eccitazione e desiderio ma è anche metafora della creazione artistica.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni. Ognuna esplora un’espressione immutabile dell’eros: dal suo legame con l’amore a quello con la morte (Thanatos), dal rapporto con il corpo (Eros organico) a quello con il potere, fino al suo nesso con il perturbante, sentimento misto di familiarità ed estraneità che si prova dinanzi ad automi, donne-bambola, feticci e simili, descritto da Sigmund Freud in un saggio del 1919. La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.30.


Info e contatti 
Lo Magno arte contemporanea
via Risorgimento 91/93 – Modica (RG)
tel +39 0932 76 31 65
info@gallerialomagno.it

Giorno della Memoria 2018. Al Museo della Città e all'Aqua Art Gallery di Terracina l’evento "Le sorelle Mazzetti", una panoramica sull’affascinante vita delle due sorelle gemelle Lorenza e Paola Mazzetti.

Il 27 Gennaio 2018, nel Giorno della Memoria, si inaugura presso il Museo della Città e la Galleria “Aqua Art Gallery” di Terracina, l’evento  “ Le sorelle Mazzetti “.

L’evento propone una panoramica sull’affascinante vita delle due sorelle gemelle Lorenza e Paola Mazzetti.
Le poliedriche artiste, che spaziano dalla letteratura alla pittura e al teatro e, nel caso di Lorenza, al cinema, incontreranno il pubblico nel  Museo della Città per raccontare la loro vita ricca di ricerca e di impegno artistico, e presentare, oltre a una nutrita  produzione editoriale, un documentario  sull’esperienza cinematografica di Lorenza. Subito dopo nella Galleria Aqua Art Gallery  ci sarà l'inaugurazione della mostra delle loro opere pittoriche, che durerà fino al 28 Febbraio 2018.
 

La biografia ci racconta che  le due sorelle, orfane di madre da sempre e di padre troppo presto, vanno a vivere ancora bambine vicino Firenze, nella villa della zia paterna Mina Mazzetti, sposata con Robert Einstein, cugino di Albert.
Qui Paola e Lorenza trascorrono anni allegri e felici in compagnia delle cugine e degli zii, fino a quando nell’agosto del ‘44, un attimo prima dell’entrata delle truppe inglesi (Albert Einstein era già fuggito in America), una squadra delle SS trucida Mina Mazzetti e le figlie davanti ai loro occhi. Lo zio Robert che era stato convinto a nascondersi, si suiciderà l’anno dopo.
Da questo drammatico epilogo nasce  il romanzo autobiografico scritto da Lorenza Il cielo cade, in un primo tempo rifiutato da tutti gli editori ma poi, grazie a Cesare Zavattini che l’ha proposto ad Attilio Bertolucci, vince il premio Viareggio nel 1962.  Ispirato al romanzo è il film omonimo dei fratelli Antonio e Andrea Frazzi, con la partecipazione dell’attrice Isabella Rossellini.
 

Lorenza, pittrice, scrittrice e regista, nel 1956 ha contribuito a Londra alla nascita del movimento del “Free Cinema”  firmandone insieme a Lindsay Anderson, Tony Richardson e Karel Reitz il manifesto, scritto come documento di presentazione della prima rassegna promossa dal gruppo. Together è il suo film più noto. Fu presentato nel programma che diede avvio al movimento del “Free Cinema Inglese”, e vinse a Cannes il premio per il miglior film d’avanguardia. Oltre Il cielo cade ha scritto Diario londinese, pubblicato sempre da Sellerio e già tradotto in Inglese. Con Rabbia e Mi presta la pistola per favore, sono da poco stati riproposti da La nave di Teseo, che sta per pubblicare anche l’ultimo suo libro: Per mangiarti meglio bambina mia.
 

Dopo la mostra Storia di una bambina sotto il fascismo, inaugurata a Roma al Complesso di San Michele a Ripa dal Ministero dei Beni Culturali e riproposta in vari posti fra cui Firenze, Mantova e Dresda, propone oggi a Terracina nella Galleria Aqua Art Gallery i suoi: “ Paesaggi Immaginari ”.
Paola, scrittrice, pittrice, psicologa e psicoterapeuta, oltre ad offrire terapie individuali con un suo metodo riferibile alla Gestalt, svolge da molti anni corsi e laboratori di “Attivazione Creativa” nei quali la metafora teatrale e il disegno o pittura spontanea sono parte integrante del metodo. Conduce anche gruppi di teatro-terapia e con la sorella Lorenza ha diretto per oltre dieci anni  il “Puppett Theatre”, teatro per bambini a Campo de' Fiori. Ha scritto diversi libri tra cui Di che segno sei?, E tu di che fiore sei?, fondato sulla teoria dei fiori di Bach, e Raccontare per essere, in cui stabilisce i principi e i fondamenti del suo sistema terapeutico. A Terracina nella Galleria Aqua Art Gallery propone le sue opere a tecnica mista

Ideatori e curatori dell’evento:  Elvira Bianchi  e Francesco Canini.
Con il patrocinio del Comune di Terracina


Sabato 27 Gennaio 2018,
dalle ore 17.30 

Museo della Città, sala Fabrizio Abbate,  Piazza S.Domitilla. 
Ingresso gratuito

dalle ore 19.30

Aqua Art Gallery , Corso Anita Garibaldi 84. 
Ingresso gratuito  

Periodo esposizione opere pittoriche: dal 27 Gennaio al 28 Febbraio 2018


info:  Elvira Bianchi            avril52@libero.it                         tel. 328 735 6970
         Francesco Canini     aquaartgallery@gmail.com         tel. 333 259 2044

WHITELIGHT ART GALLERY E COPERNICO presentano “di Parole faccio Arte”, la prima mostra estesa in Italia con gli artisti Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme.


WHITELIGHT ART GALLERY E COPERNICO
presentano

“di Parole faccio Arte”
la prima mostra estesa in Italia


Preview stampa del progetto | Copernico Milano Centrale
Martedì 30 gennaio 2018 | dalle ore 12.00 alle ore 14.00

Vernissage mostra collettiva| Copernico Milano Centrale
Martedì 30 gennaio 2018 | ore 19.00 su invito
La mostra sarà aperta al pubblico dal 31 gennaio al 21 dicembre 2018
Orari di apertura lun-ven dalle 10.00 alle 18.00

Sedi delle mostre personali
Milano Copernico Piazza Castello | Roma Clubhouse Barberini | Torino Copernico Garibaldi
Dal 7 febbraio al 21 dicembre 2018
Orari di apertura dal lun - sabato su appuntamento

Whitelight Art Gallery, galleria di arte contemporanea fondata da Giorgia Sarti e Marta Menegon, e Copernico, piattaforma di spazi e servizi dedicati allo smart working, consolidano la loro collaborazione - nata nel 2016 con la presenza della galleria nell’Art Basement di Copernico Milano Centrale - e presentano “di Parole faccio Arte” un percorso d’arte ambizioso e coraggioso, senza confini geografici ma con precisi confini progettuali e tematici che toccherà 4 sedi di Copernico in Italia a Milano, Torino e Roma.

Per dare il via a questa nuova fase della  partnership , Whitelight Art Gallery presenta “di Parole faccio Arte”, la prima mostra tematica composta da tre personali e una collettiva: Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme, tre artisti e tre diverse prospettive per un viaggio itinerante alla riscoperta della parola e della sua rappresentazione nell’arte visiva.

La mostra, nata da un’idea di Giorgia Sarti, co-fondatrice di Whitelight Art Gallery e Guido Galimberti, collezionista storico milanese d’arte moderna e fondatore di Opera Art Solutions, ha come unico filo conduttore la parola nell’arte visiva. Tre diversi linguaggi per comunicare una forma espressiva che collega parole e immagini, che esalta la poesia trasformandola in pittura, in scultura, in campo di ricerca e installazione interattiva. Una triplice ricerca di interazione tra immagine e parola, un dialogo a tre voci e a tre velocità diverse tra alcuni dei più interessanti autori di questa ricerca.

A inaugurare l’esposizione itinerante sarà la personale di Giorgio Milani, artista italiano, famoso per i suoi “poetari” e definito “poeta visivo oggettuale”. Inizia la sua ricerca a metà degli anni ’60 sul rapporto fra immagine e scrittura. Dagli anni ’90 il proprio percorso di ricerca si esprime attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici in legno, ormai divenuti introvabili, i cosiddetti “poetari”. Esposti per la prima volta nel 1997 presso la Fondazione Stelline con il patrocinio del Comune di Milano (Poetari di fine Gutenberg). Da allora la notorietà del lavoro di Giorgio Milani si diffonde sia in Italia sia all’estero. Numerose ed importanti le mostre e le presenze dell’artista in tutto il mondo. Il 7 febbraio 2018 aprirà a Milano Copernico Castello per spostarsi poi a Roma a giugno e a Torino a settembre. Pochi giorni dopo saranno le opere di Sabrina D’Alessandro ad occupare gli spazi di Torino Copernico Garibaldi. Nel 2009 Sabrina D’Alessandro fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite), “ente preposto al recupero di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra”. Attraverso questo Ufficio l’artista cerca, esplora e riporta in vita parole altrimenti perdute, trasformandole in video, sculture, installazioni e “azioni”. Le sue opere partono dalla parola per indagare l’animo umano, e lo fanno in modo brillante, spesso ironico, accompagnandoci in un percorso coinvolgente, che getta una luce diversa sulla realtà che ci circonda. Il lavoro di Sabrina D’Alessandro, segnalato dall’Enciclopedia Treccani, è stato esposto in numerose mostre in Italia e all’estero ed edito, tra gli altri, da Rizzoli, la Domenica del Sole24Ore, Expo 2015 e Sky Arte.

E infine, a marzo,  presso il Clubhouse Barberini a Roma sarà la volta di Opiemme,  artista che inizia  il suo percorso scrivendo poesie, chiedendosi come poterne svecchiare la comunicazione. Reinventa la fruizione e l'occasione della lettura, cercando nuovi modi con cui presentare poesia.
Trasferisce la sua poetica direttamente su tela, su carta, su muro e su qualunque superficie possa ospitare la sua personale ricerca, il suo viaggio all’interno del quale poesia e immagine si fondono arricchendosi reciprocamente di nuovi significati.  Attivo sotto pseudonimo, l’artista si distingue per unire poesia ad arte pubblica, per avere spinto il movimento della poesia di strada italiana verso nuovi orizzonti.
Col progetto “Un viaggio di pittura e poesia”, manifesto della sua ricerca, Opiemme realizza numerosi e importanti murales,  con calligrammi e letterform dedicati a diversi autori, che culminano con un tributo di 10 piani al premio nobel Wislawa Szymborska a Danzica (Pl). La stampa lo definisce "il poeta della street art". Numerose le presenze in mostre, festival e le opere pubbliche realizzate sia in Italia sia all’estero.

“In un mondo in cui le parole vengono spesso maltrattate, usate velocemente, adattate e forse piegate alle esigenze dei social network, l’idea di proporre a tutti i membri della nostra community una profonda riflessione sulla parola come protagonista di un viaggio a tre corsie ci è sembrato non solo interessante ma soprattutto stimolante” – ha dichiarato Pietro Martani, Amministratore delegato di Copernico Holding S.p.A. – “Il concetto di arte porta con sé un universo di valori che parlano di creatività, cultura, stile, gusto del bello, capacità di aiutarci ad anticipare le tendenze che possono riflettersi sull’impresa. La mostra curata da Giorgia Sarti per la parte artistica e da Marta Menegon nella comunicazione,  ci mostrerà tre visioni e tre espressioni, generazioni e generi a confronto.

“Della scrittura come mezzo di comunicazione visiva tanto è stato detto, tanto è stato fatto. Una forma espressiva in arte che dagli inizi del ‘900 ad oggi non ha smesso di proliferare e diffondersi in un percorso ampio e interdisciplinare che abbraccia forme espressive diverse: dall’arte concettuale, all’assemblage di materiali fino all’arte pubblica. In questo percorso, che ci accompagnerà durante tutto l’anno 2018, presenteremo la contemporaneità del campo d’indagine sulla parola rielaborata in arte attraverso il lavoro di Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme. Un tema importante, che trova all’interno di hub come quelli creati da Copernico, il giusto spazio espositivo e di fruizione” ha dichiarato Giorgia Sarti, curatrice della mostra e co-fondatrice della Whitelight Art Gallery – “Il lavoro proposto dai tre artisti favorirà sicuramente quel dialogo e quella visione innovativa voluta e promossa da Copernico quale promotore di cultura anche all’interno di contesti legati al business”.

L’obiettivo della partnership è offrire a partire dalla community di Copernico mostre e momenti di incontro, in cui la cultura diventa una delle leve per promuovere la creatività e l’innovazione. Copernico da sempre è attento alla sfera relazionale e al benessere delle persone che lavorano all’interno dei suoi spazi con l’obiettivo di creare un nuovo lifestyle del lavoro e favorire opportunità di crescita personale e professionale. Proprio per questo ha voluto sviluppare e potenziare la collaborazione con Whitelight Art Gallery, proponendo un progetto unico in Italia, in cui ambienti tradizionalmente dedicati all’attività lavorativa e alla creazione di valore finanziario, si aprono per accogliere esposizioni artistiche, performance site specific, eventi e narrazioni con l’obiettivo di diffondere la bellezza e stimolare la creatività.


PROGRAMMA MOSTRE


Martedì 30 gennaio 2018 sarà presentato il progetto presso la sede della Whitelight Art Gallery, in via Copernico 38 a Milano, con vernissage alle ore 19 della mostra collettiva, visitabile per tutto il 2018 (orario: lunedì, venerdì ore 10-18, sabato e festivi su appuntamento info@whitelightart.it).


PERSONALI
Visite solo su appuntamento da lunedì a venerdì,
contattando m.menegon@whitelightart.it, Whitelight Art Gallery



Giorgio Milani - mostra personale
Milano Copernico - Piazza Castello 13 -Dal 7 febbraio - al 23 aprile 2018
Roma Clubhouse Barberini -  Via San Basilio 48 - Dal 1 giugno 2018 al 10 settembre 2018
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco  - Dal 28 settembre - al 21 dicembre 2018

Sabrina D’Alessandro - mostra personale
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco 2 - Dal 16 febbraio 2018 al 23 aprile 2018
Milano Copernico - Piazza Castello 13 - Dal 9 maggio 2018 al 10 settembre 2018
Roma Clubhouse Barberini - Via San Basilio 48 - 12 ottobre - 21 dicembre 2018

Opiemme - mostra personale
Roma Clubhouse Barberini - Via San Basilio 48 - Dal 2 marzo   al 23  aprile 2018
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco 2 - Dal 18 maggio al 10 settembre 2018
Milano Copernico - Piazza Castello 13 -19 settembre- 21 dicembre 2018




Giornata della Memoria 2018. A Caserta, lo spettacolo “Vinti e Vincitori”, di Patrizio Ranieri Ciu e Alfonso Martucci, a cura della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla.

Giornata della Memoria 2018 – spettacolo “Vinti e Vincitori”
Venerdì 26 Gennaio - Comune di Caserta, Sala Consiliare ore 17:00



Il Comune di Caserta sceglie la Sala Consiliare come location ideale per mettere in scena con la Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla lo spettacolo “Vinti e Vincitori”, scritto da Patrizio Ranieri Ciu con la collaborazione del compianto penalista Alfonso Martucci, primo interprete del ruolo del Giudice.
Giunto al 14° anno consecutivo di repliche,  “Vinti e Vincitori”  è un accurato e  particolare  lavoro teatrale – apprezzato anche dalla critica internazionale – che riproduce un pirandelliano processo a porte aperte in cui accusa e difesa si affrontano nell'emblematico confronto tra chi nega l’Olocausto e chi afferma che è stata la pagina di storia più aberrante della nostra civiltà. Un’umanità smarrita si muove in questa particolare aula di Giustizia attraverso testimonianze tra la più drammatiche della grande pagina oscura del secolo passato, di fronte ad un giudice che lascerà la giuria da sola a decidere. Facendo perno sui fatti storici e sulle deposizioni di chi ha vissuto e si è reso protagonista della Shoah, "Vinti e Vincitori" porta lo spettatore a riflessioni mutevoli ed improvvise con un unico scopo: non dimenticare, proprio ora che siamo così vicini a quel cambio generazionale che cancellerà del tutto gli ultimi testimoni viventi.
 

Valore altamente simbolico la speciale partecipazione del sindaco di Caserta, Carlo Marino, nel ruolo del giudice. Il gesto del primo cittadino certifica la volontà della città intera nella denuncia ferma dell’attentato alla Memoria di chi intende negare l’oscurità del buio della ragione durante l’Olocausto.


Il sindaco di Caserta Carlo Marino

La conclusione dell’opera sarà pronta a certificare la tremenda attualità della abiezione umana. La circostanza dello spettacolo – garanzia assoluta di riflessione collettiva – sarà prova della necessità di una piena convergenza tra cittadini ed istituzioni: perché il dovere di partecipazione di entrambi è la sola compatta dichiarazione di unità possibile davanti al dramma più assurdo della storia.
 

"Vinti e Vincitori" istituisce un processo al valore del ricordo, anzi la Memoria stessa si fa portatrice di un’accusa contro chi la diffama, la nega e tende a confondere i confini della verità. È una lunga riflessione, un dibattito del cuore e della mente tra continui capovolgimenti di fronte ed intense rievocazioni. Un modo per rivivere e riascoltare le terribili voci dell’Olocausto, per lottare contro il negazionismo e per chiedersi se sia possibile giudicare, per noi, oggi, quel momento storico che ha segnato il punto più basso della nostra umanità. 


Ingresso è libero.               


INFO
Compagnia della città & Fabbrica Wojtyla
telefono: 347.2844438
email: compagniadellacitta@gmail.com

martedì 16 gennaio 2018

Al museo MAAM di Roma, la mostra collettiva "Arte da macello", a cura di Ignorarte.


Arte da macello
27 Gennaio 2018 ore 15:00
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz - via Prenestina, 913 Roma

a cura di
ignorarte.com
 
 
L’installazione “Arte da macello” rappresenta la trasposizione artistico-concettuale del funzionalismo del luogo che la accoglie. Dall’oggettività della “carne da macello” al raffinato abbaglio dell’astrazione proposta proprio con “arte da macello”, un effetto artistico che fa da specchio rispetto alla cornice contestuale da cui viene ospitato. Si tratta, quindi, di un processo di metamorfosi fisica ed immutabilità speculativa che afferisce non solo alla location specifica che abbraccia l’opera all’interno dello spazio del museo MAAM, ma anche all’intera concezione del museo in sé nella sua totalità, un luogo concepito come contenitore di significati sociali, artistici ed antropologici, una vera e propria opera museale collettiva realizzata da una pluralità di energie, idee ed esperienze espanse. L’installazione è, quindi, una trasfigurazione seriale e tridimensionale di anime, carni ed identità artistiche; un macinato di tessuti differenti. L’input nasce da una scelta curatoriale volta all’eterogeneità ed alla sperimentazione, mettendo in gioco anche artisti storicamente impegnati in discipline diverse. Trasfigurazione, serialità, identità ben definite, un atto di provocazione nei confronti dei sistemi nonché dello stesso sistema dell’arte contemporanea. Mangiamo le nostre sofferenze e ricerchiamo i luoghi del dolore come simboli di protezione e consolazione, e poi ci cibiamo dell’arte e delle sue irriverenze. L’operazione è dissacrante e prosegue oltre la macellazione della carne come fattore di sfida spirituale contro la liberazione e l’illuminazione; la nostra luce emerge ove esiste consapevolezza e chiarezza dei messaggi … che siano audaci, rivolti a tutti, trasparenti anche se potenzialmente tormentati. Siamo in un territorio di provincia per l’uomo, ma l’arte contemporanea non è solo disagio e disperazione, è anche visione ed interpretazione del reale e delle sue vie di fuga. Gli artisti partecipanti, valorosi ed intrepidi, hanno singolarmente interpretato il senso dell’operazione artistica fedeli ai propri linguaggi, alle proprie tecniche ed ai propri percorsi concettuali, così da convergere verso un concreto e materico itinerario comune.

Artisti partecipanti:
Caterina Arena; Monica Argentino; Daniela Chionna; Daniela Cannarozzo; Giulia Del Papa; Adelaide Fontana; Caterina Genta; Vera Gjermundsen; Joollook; Pietro Mancini; Roberta Maola; Mattia Morelli; Nove; Selene Porcaro; Nunzio Pino; Loredana Raciti; Fabrizia Ranelletti; Alfonso Siracusa; Daisy Triolo; Monica Verdiani; Donatella Vici.


Dopo la presentazione delle opere, le stesse verranno raccontate dagli artisti attraverso il linguaggio della performance art. Ad esibirsi: Caterina Arena/Daniela Cannarozzo; Monica Argentino (Alicemoon); Adelaide Fontana/Annalisa Bertella; Pietro Mancini; Fabrizia Ranelletti; Donatella Vici.

INFO
A cura di ignorarte.com.
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz – https://www.facebook.com/museoMAAM
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com; ZTL Rete Oro – https://ztl.jimdo.com/

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo "Mr Pùntila e il suo servo Matti" di Bertolt Brecht, regia e scene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.


 
18 gennaio/11 febbraio | sala Shakespeare

Mr Pùntila e il suo servo Matti
di Bertolt Brecht traduzione Ferdinando Bruni
regia e scene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni, Luciano Scarpa, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Corinna Agustoni, Luca Toracca, Umberto Petranca, Nicola Stravalaci, Matteo De Mojana, Francesca Turrini, Francesco Baldi, Carolina Cametti
musiche originali Paul Dessau, arrangiamenti Matteo de Mojana
costumi Gianluca Falaschi, luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell’Elfo



Scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata, Pùntila e il suo servo Matti è una variante del Dottor Jekyll e Mister Hyde (e per altri versi di Luci della città, a cui Brecht si era probabilmente ispirato): il ricco possidente Pùntila è infatti un personaggio a due volti, schizofrenico come il milionario del film di Chaplin. Da sobrio è un tiranno che vessa i suoi dipendenti, sfrutta i suoi operai e vuol dare la figlia Eva in moglie a un diplomatico inetto e a caccia di dote, mentre, quando è ubriaco, diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti, che tratta come un suo pari. Sfortunatamente le sbronze passano sempre...
Una riflessione sulla compresenza del bene e del male nell’animo umano, un’allegoria del capitalismo e dei suoi sorrisi da caimano dove Karl Marx incontra suo fratello Groucho. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia hanno firmato il primo Brecht interamente “made in Elfo”, riuscendo a esaltarne tutto il potenziale comico e facendo emergere, con esiti spesso esilaranti, le contraddizioni e le disuguaglianze sociali di un’epoca che, pur con altri abiti e abitudini, somiglia nella sostanza alla nostra. 


"È la coralità diffusa la nota dominante di questa pregevole versione che raggiunge il suo acme nella festa di fidanzamento con banchetto della seconda parte, nell’esposizione delle ricette gastronomiche alternate a quelle ideologiche sulle differenze di classe. Il siparietto brechtiano, che esibisce pantografata una banconota di Pùntila, non riesce a separare gli attori da una platea speciale, partecipe, quasi protesa verso il palcoscenico a prendersi una boccata di teatro invece dello smog."
Rita Cirio, l’Espresso 



Sala Shakespeare Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano 
Martedì / sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 
Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - 
Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50