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giovedì 18 ottobre 2018

Archivi Aperti. Nell'ambito della IV edizione della manifestazione, l'incontro "Francesco Radino e Aem: dal ’68 agli scali ferroviari di Milano", con visita guidata alla mostra “Gli scali ferroviari di Milano”.


Casa dell’Energia e dell’Ambiente
piazza Po, 3 – Milano

nell’ambito della 4° edizione di Archivi Aperti

INCONTRO
Francesco Radino e Aem:
dal ’68 agli scali ferroviari di Milano
e visita guidata alla mostra “Gli scali ferroviari di Milano”

lunedì 22 ottobre 2018, ore 18.00
con la partecipazione di
Alberto Martinelli, Presidente di Fondazione Aem - Gruppo A2A
Francesco Radino, Fotografo
Fabrizio Trisoglio, curatore della mostra



Archivi Aperti, manifestazione giunta con successo alla sua 4° edizione, offre nella settimana dal 19 al 27 ottobre un ampio calendario di appuntamenti esclusivi, che coinvolgono la città di Milano, sul tema La Fotografia in Italia negli anni Sessanta. Cultura, società, arte, immagine.
L’ampio consenso delle passate edizioni, raggiunto grazie all’assidua e lungimirante attività dell’associazione Rete Fotografia, ha favorito per l’edizione 2018 una partecipazione molto più ampia delle realtà coinvolte, quasi raddoppiate; infatti ben 30 fra archivi, enti e fondazioni tra i più importanti di Milano e della Lombardia si sono impegnati a promuovere con determinazione la conoscenza della cultura fotografica.

Apre la settimana il Convegno del 19 ottobre, ospitato a Palazzo Reale, che con le numerose iniziative della Rete approfondiscono temi e questioni legati alla cultura fotografica degli anni Sessanta. Anni in cui la fotografia cambia, così come il suo rapporto con la società, con lo spazio urbano, con l’ambiente, la cultura, l’arte, il lavoro, e si interroga sulle proprie specificità, dialogando con il mondo culturale, artistico, dell'architettura e del design e creando nuovi percorsi, anche di tipo sperimentale. La fotografia diviene quindi narratrice di mondi diversi, come quelli operaio e contadino, e portavoce delle tradizioni del territorio attraverso immagini “iconiche” e rappresentative, dal miracolo economico allo sviluppo delle infrastrutture, dall’emigrazione e dalle condizioni del Sud Italia alle contestazioni e agli eventi anche tragici, come la strage di Piazza Fontana. 



Proprio in quegli anni e precisamente nel ’68 ha inizio il rapporto di Francesco Radino con la fotografia, che lo porterà a confrontarsi con stili e committenze diverse, a partire dai diversi lavori svolti per il Touring Club Italiano fino alle numerose campagne fotografiche realizzate per Aem negli Ottanta. Il legame tra fotografia e committenza, in particolare per Aem, è oggetto privilegiato dell’incontro in programma alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente lunedì 22 ottobre alle ore 18. L’appuntamento offre anche la possibilità di conoscere gli odierni progetti di valorizzazione degli Archivi Storici Aem e la recente mostra “Gli scali ferroviari di Milano. Oggi, prima di domani”, punto di riferimento della situazione storica di Milano al 2018. La straordinaria esposizione nella Casa dell’Energia e dell’Ambiente offre al pubblico l’opportunità di ammirare l’inedita campagna fotografica, realizzata dai due grandi fotografi contemporanei Marco Introini e Francesco Radino, e mette in luce gli scali attualmente dismessi, ma in fase di riqualificazione. Le immagini ritraggono i sette scali Farini, Greco, Lambrate, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo, che insieme ricoprono una superficie di 1.250.000 mq, aree attualmente abbandonate, ma che un tempo contribuirono allo sviluppo industriale, agevolando il trasporto e la consegna di prodotti finiti e generi di prima necessità, nonché la crescita dei quartieri limitrofi.

La mostra ideata e organizzata da Fondazione Aem – Gruppo A2A, che quest’anno in attesa della riapertura dei suoi Archivi Storici ha privilegiato il taglio contemporaneo, è curata da Marco Introini, Francesco Radino e Fabrizio Trisoglio e gode del patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Museimpresa, Rete Fotografia e Sistemi Urbani. 



Francesco Radino nasce a Bagno a Ripoli (Firenze) nel 1947. Dopo studi di Sociologia, negli anni Settanta si dedica completamente alla fotografia in vari ambiti da quello industriale al design, dall’architettura al paesaggio. Da sempre intreccia lavoro professionale e ricerca artistica ed è oggi considerato uno degli autori più influenti nel panorama della fotografia contemporanea in Italia.
A partire dagli anni Ottanta partecipa a numerosi progetti di carattere pubblico di ricerca sul territorio, fra i quali le campagne fotografiche Archivio dello Spazio all’interno del Progetto Beni Architettonici e Ambientali della Provincia di Milano, il progetto Osserva.Te.R promosso dalla Regione Lombardia, il progetto European Eyes on JapanAtlante italiano 2003 per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Tramsformazione per il Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo (Milano).
Stimato in Italia e all’estero, Radino dal 1984 ha collaborato con l’Aem a numerose campagne fotografiche, che hanno costituito uno dei fondi più ricchi e pregiati dell’Archivio fotografico contemporaneo di Fondazione Aem. Ha pubblicato inoltre numerosi libri e realizzato diverse opere audiovisive.
Ha esposto in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali.

Coordinate Incontro
Titolo FRANCESCO RADINO E AEM: DAL ’68 AGLI SCALI FERROVIARI DI MILANO
Intervengono
Alberto Martinelli, Presidente di Fondazione Aem - Gruppo A2A
Francesco Radino, Fotografo
Fabrizio Trisoglio, curatore della mostra
Sede Casa dell’Energia e dell’Ambiente. Piazza Po, 3 – Milano
Data lunedì 22 ottobre 2018 ore 18.00 - segue visita guidata alla mostra

Ingresso gratuito, su prenotazione
Per prenotare Tel. +39 02 7720 3935 – fondazioneaem@a2a.euwww.fondazioneaem.it
Come arrivare M1 Pagano, M2 Sant’Agostino, Autobus 61, Tram 10




Coordinate Mostra
Titolo GLI SCALI FERROVIARI DI MILANO. OGGI, PRIMA DI DOMANI
Fotografie di Marco Introini e Francesco Radino
A cura di Marco Introini, Francesco Radino e Fabrizio Trisoglio
Sede Casa dell’Energia e dell’Ambiente. Piazza Po, 3 – Milano
Date 14 giugno – 28 dicembre 2018
Orari lunedì – giovedì dalle 9.00 alle 17.30, venerdì dalle 9.00 alle 14.00

Ingresso gratuito

Ufficio Stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 – mob. + 39 328 5910857 – info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it


Al Teatro Elfo Puccini di Milano debutta lo spettacolo "Afghanistan: Il grande gioco + Enduring freedom", per la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.



23 ottobre / 25 novembre, Elfo Puccini (Milano)

Afghanistan:
Il grande gioco / Enduring freedom
dieci episodi in due spettacoli
di Lee Blessing, David Greig, Ron Hutchinson, Stephen Jeffreys, Joy Wilkinson, Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace
traduzione Lucio De Capitani
regia Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini,
Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana
scene e costumi Carlo Sala, video Francesco Frongia
luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli
coproduzione Teatro dell’Elfo ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Napoli Teatro Festival, con il sostegno di Fondazione Cariplo


Un viaggio avventuroso lungo i destini dell'Afghanistan. Dieci brevi storie, poetiche e crudeli, che ci fanno guardare con altri occhi i rapporti tra Oriente e Occidente: perché quello che accade nell’Asia Centrale ha radici lontane, ma oggi ci tocca da vicino; perché il teatro e la storia possono ridisegnare i confini di ciò che pare ignoto e straniero.
Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno diretto l’edizione italiana di un progetto di drammaturgia collettiva ideato dal Tricycle Theatre di Londra, firmando due spettacoli - Il grande gioco e Enduring freedom – che mettono in scena i testi più sorprendenti, da vedere in due serate o in un'unica coinvolgente maratona. 









Il grande gioco racconta cinque episodi storici del periodo 1842 – 1996, portandoci a scoprire l'oriente romanzesco dei primi esploratori (Trombe alle porte di Jalalabad e La linea di Durand), per poi immergerci nelle atmosfere notturne e mélo della fuga del re Amannullah e della regina Soraya (Questo è il momento). Con la spy story Legna per il fuoco precipitiamo in un clima da guerra fredda che ci traghetta verso il terzo millennio. La prima parte si conclude con lo struggente Minigonne a Kabul, un’intervista “immaginata” al presidente Najibullah che, poco prima di venire catturato dai Talebani nel 1996, rievoca il suo sogno di un Afghanistan ‘moderno’.

Enduring freedom entra nel vivo degli anni attuali (fino al 2010): dall'ascesa dei Talebani e del terrorismo islamista (Il leone di Kabul ), alla morte del comandate Massud poco prima dell'11 settembre (Miele), che determina l’intervento militare degli Stati Uniti e degli alleati, tra cui l’Italia. I racconti si fanno via via più intimi e personali: i protagonisti di Dalla Parte degli angeli e di Volta stellata sono impiegati delle ONG e soldati inglesi, con tutto il loro carico di dubbi; solo nel bellissimo finale, Come se quel freddo, i conflitti sembrano trovare una possibile composizione in un sogno al di là della morte.

Dalla rassegna stampa
In scena Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcuru, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana, modificano voci e gesti per diventare questo o quel protagonista della storia, sfruttatori e sfruttati. Qualcuno da amare, molti da odiare, distanti per scelte e ideali. Dieci titoli per dieci storie che hanno diverse temperature e scelte poetiche.
C'è cinema e c'è televisione, c'è verità e c'è sogno disperato per una favola amara e tenera che chiude il percorso con un sospiro, un sussulto che dalla verità della cronaca ci porta lontano verso uno struggimento crudele. Ogni spettatore può scegliersi dove irritarsi, dove piangere, dove odiare, e comprendere che c'è, lontana ed estranea, gente da amare, anche con il teatro.
Giulio Baffi, la Repubblica

Note di regia

«È un esempio di quel teatro anglofono che ci piace e ci somiglia, spiegano i registi dell’Elfo che lo portano in scena in Italia. Che riafferma l'idea di un teatro che parla di civiltà continuando a essere vivo. Un teatro che difende la sua ostinata capacità di coinvolgere emotivamente e persino ludicamente lo spettatore, senza perdere nulla in fatto di qualità della scrittura. Gli autori ci restituiscono il risultato di una ricerca storica spesso accuratissima, ma la trasformano in materia coinvolgente, toccante e a volte poetica.
Storie notturne, sospese tra realismo e sogno, vedono materializzarsi personaggi che attraversano due secoli: semplici soldati, nobili e diplomatici senza scrupoli, spie, emiri, giovani re e regine, comandanti e mujaheddin, reduci, fragili vittime di una guerra che non sembra avere una fine. Eroici o spaventati, smargiassi o ironici, crudeli, temerari e spietati o generosi, ma sempre molto affascinanti. Grandi e piccoli protagonisti della storia inglese, afghana, pakistana e russa in quelle aspre terre di confine si muovono in una scena che abbiamo voluto fosse un “non-luogo”, spoglio e desolato come un centro di prima accoglienza in qualsiasi paese d’Europa: il punto d’arrivo di un viaggio disperato e doloroso che è cominciato duecento anni fa.
Dieci autori animano questo “place for people”: lo dilatano, lo trasformano, viaggiando dall’oriente sognato e romanzesco dei primi resoconti di viaggi ed esplorazioni, attraverso il melodramma noir del cinema americano, fino al realismo delle docu-fiction della televisione anglosassone e al finale dove, nel bellissimo testo di Naomi Wallace, il conflitto sembra trovare una sua possibile composizione solo in un sogno al di là della morte.
Un grande affresco, un polittico, un grande gioco, per sapere, per capire, per poter leggere la disperazione e la speranza negli occhi di chi è partito dalla valle del Panjshir per sedersi al nostro fianco in metropolitana».




Ufficio stampa Teatro dell’Elfo:
Barbara Caldarini, barbara.caldarini@elfo.org, tel. 02.0066.0632, mob. 328.4782092
Veronica Pitea veronica.pitea@elfo.org, tel. 02.0066.0633

23/27 ottobre, 3, 4, 6, 7, 8, 13, 14, 15, 21, 22, 23 novembre   
mar-sab 20.30 / dom 16.00
Il grande gioco
30, 31 ottobre, 1, 2,  3, 9, 10, 16, 17 e 24 novembre
mar-sab 20.30
Maratone
dom 28 ottobre, 11 e 18 novembre: Il grande gioco ore 16.00 + Enduring freedom ore 20.00
dom 25 novembre: Il grande gioco 11.30 + Enduring freedom 15.30

LEVELS - art exhibition 8th edition, a cura di Ignorarte in collaborazione con Defrag.


LEVELS - art exhibition
8th edition

a cura di ignorarte.com

Defrag - Via Delle Isole Curzolane 75
venerdì 16 novembre 2018 dalle ore 19.00

Ingresso Libero fino alle 22.00
seguirà un live concert con biglietto a pagamento



L’esistenza umana non è una realtà unica, ma un continuo di numerosi e compenetranti livelli dell’essere.
Quando, in particolari e rare condizioni, riusciamo a trascendere questi livelli e, per un attimo, ci immergiamo nel superconscio, potremo sperimentare l’esperienza dell’estasi e del superamento dell’ego.
Ignorarte con i propri artisti, utilizza l'arte contemporanea come mezzo per trascendere. LEVELS è lo spazio d'azione.
LEVELS è una proposta all'interno del Defrag, un luogo di aggregazione e offerta culturale entrato ormai da tempo a far parte attivamente del processo di sviluppo culturale.
Dinanzi ad una volontà di convertire lo spazio all'accoglienza dell’arte contemporanea, ignorarte.com, quindi, propone un’idea di distribuzione delle proposizioni artistiche sui tre “livelli” spaziali in cui si sviluppa l’architettura del luogo.
Tutti gli artisti partecipanti si esprimono in piena libertà, in questo caso senza vincoli tematici. Ognuno apporterà il proprio bagaglio concettuale e tecnico.
Pittori, scultori, fotografi, performers, video artists, poeti e musicisti daranno vita alla rassegna.
Il programma si svilupperà nel corso dell’happening il venerdì 16 novembre dalle ore 19:00, mentre le opere installate resteranno in esposizione nel corso dei successivi 15 giorni.


PROGRAMMA

Level 1 – Opere esposte da:
Gianna Amendola – Monica Argentino – Salvatore Cammilleri – Cavalieri Arteinacciaio – Linda De Luca – Stefania Di Filippo – Giorgia Evangelista – Barbara Gioiello – Eleonora Giorgi – Vera Gjermundsen - Maria Veronica Magni – Mattia Morelli – Francesca Nesteri – Nove - Loredana Raciti - Claudia Sabellico – Michela Santoro – Sara Savini – Silvia Struglia – Anna Maria Scialla – Leandra Tartaglia – Tina Vitale

Level 2 – Readings di:
Capodiluce – Daniela Cannarozzo – Gianni Godi – Carmine Roma

Level 3 – Performances di:
Monica Argentino - Caterina Boccardi/David Emmer – Fabrizia Ranelletti – Senith - Leandra Tartaglia – Donatella Vici


A cura di:
ignorarte.com
 

In collaborazione con:
Defrag
Expolive project

Media partner
Urbanmirrors

ROME ART WEEK. Lo Studio Campo Boario presenta "Il segreto del giardino", un evento artistico sul tema del giardino da un’idea di Donatella Vici, Stefania Di Filippo, Alberto D’Amico..


Il segreto del giardino
                                  Evento per un (micro) eden urbano

Opere, istallazioni, suoni, performance, erbari, incontri sul tema del giardino e del terzo paesaggio

Massimo Arduini  |  Mauro Bagella  |  Franca Bernardi  |  Salvatore Cammilleri  |  Cinzia Colombo
Alberto D’Amico  |  Isabelle Dehais  |  Stefania Di Filippo  |  Rita Mandolini  |  Marialisa Monna
Julie-Rebecca Poulain  |  Greetje Louise Roeters  |  Carla Sacco  |  Silvia Stucky  |  Donatella Vici.

Lo Studio Campo Boario per la terza edizione di ROME ART WEEK presenta un evento artistico sul tema del giardino da un’idea di Donatella Vici, Stefania Di Filippo, Alberto D’Amico.
Un tema di grande fascino dai contorni sfumati: dallo sguardo nostalgico ai piccoli giardini perduti sotto i nostri occhi, alla contemplazione visionaria del giardino planetario, ai giardini d’Oriente come luogo d’incanto musicale e amoroso, trasfigurazione idilliaca di un’esistenza oltre la morte.
Il segreto del giardino – evento per un (micro) eden urbano, ha coinvolto un nutrito gruppo di artisti, fra loro anche due musicisti, con un intervento di elaborazione sonora degli spazi parte integrante del progetto.
Ciascun artista ha scelto un proprio angolo dello Studio Campo Boario e lo curerà come un frammento del suo giardino poetico: saranno tele, stoffe, pietre, fotografie, tessuti, luci, installazioni, performance; la musica di Mauro Bagella e Marialisa Monna permeerà l’atmosfera con fili invisibili e concreti al tempo stesso.
Lo Studio Campo Boario: un luogo fortemente evocativo situato proprio davanti alla Piramide Cestia, le meravigliose mura aureliane ed il cimitero acattolico -il giardino incantato delle anime dei poeti-.
La lettura del libro di Gilles Clément, Manifesto del Terzo paesaggio, ha suggerito agli ideatori di ambientare l’evento nel giardino dello Studio Campo Boario trasformato in un piccolo ecosistema protetto.
Un giardino, però, spesso circonda, include, circoscrive altri luoghi degli umani traffici. In particolare, gli spazi interni dello Studio sono molto articolati. Cantine e stanze davvero segrete e misteriose al pianterreno, pareti grigie e spazi angusti. C’è un intero appartamento vintage, conservato come sotto una campana di vetro, e c’è un balcone che guarda proprio il cimitero e le mura aureliane. Il giardino è senz’altro una metafora versatile, che si adatta benissimo a raccontare il lavoro degli artisti, il loro saper fare inteso come sorta di paziente attesa in previsione di un buon raccolto, cioè di una produzione artistica di pregio, e alle intenzioni di questo progetto si aggiunge, come un frutto particolarmente appetitoso, la volontà di valorizzare integralmente il formidabile spazio circostante.

Lunedi 22 ottobre
Dalle ore 17.00 alle 18.00 happening per il Perduto Terzo Paesaggio  |  dalle ore 18.30 alle 21.00 vernissage mostra
Mercoledi 24 ottobre
La mostra sarà aperta dalle 17.00 alle 21.00  |  alle ore 17.30 From garden to garden, performance di Donatella Vici
Sabato 27 ottobre
Dalle ore 16.00 alle 19.00, tavola rotonda: Oltre il giardino, tra Gilles Clément e i giardini planetari  |  dalle ore 19.00 alle 22.00 finissage della mostra con la proiezione del film Being There (Oltre il giardino) di Hal Ashby

Studio Campo Boario – Via del Campo Boario 4/a  Roma 

***
                                   
Perduto Terzo Paesaggio – Via Nicola Zabaglia 29-43  Roma


A Officinenove di Roma, la mostra-istallazione "LASTLIFE" di Sergio Angeli, con il contributo delle fotografie di Marino Festuccia.



LASTLIFE di SERGIO ANGELI
Fotografia Marino Festuccia
Cura di Monica Pirone
Testi di Michela Becchis e Jacopo de Blasio
Officinenove 
Inaugurazione: 19 ottobre ore 19 pm
Finissage: 26 ottobre ore 19 pm
 Performance music-live di Grumvalski, istallazioni video Monica Pirone su  una idea di Sergio Angeli.
chiusura 31 ottobre ore 19
La mostra è visitabile su appuntamento tutti i giorni eccetto la domenica e festivi.


Officinenove è lieta di presentare la mostra-istallazione di  Sergio Angeli LASTLIFE, con il contributo delle fotografie di Marino Festuccia, venerdì 19 ottobre ore 19.

La mostra, la seconda della stagione, arriva dopo Rosso e Bosco di Giovanna Ranaldi ed idealmente continua un ciclo  di mostre dedicate alla natura ed in particolare all’ambiente del bosco, come metafora di un luogo capace di trasportarci in percorsi intimi, introspettivi.

Officinenove continuerà questo ciclo a novembre, con la mostra di Vito Bongiorno che chiuderà questo itinerario artistico di pittura ed istallazione, con allestimenti suggestivi ed interessanti progetti da esplorare.

OFFICINENOVE
Via del Casale Galvani n.9
ROMA