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venerdì 24 gennaio 2020

Coffarte, così il “made in Sicily” conquista il mondo dell’alta moda, con le coffe di Roberto Caggia.

La coffa, l’antica sporta dei contadini siciliani diventa un prezioso pezzo di artigianato. A Comiso, l’intraprendenza di un giovane imprenditore, Roberto Caggia, ha creato un brand di successo: Coffarte. Oggi la coffa è un prezioso accessorio apprezzato sulle passerelle internazionali dell’alta moda. In questi giorni l’azienda festeggia il suo primo anno di attività con un bilancio assai positivo. A luglio, le sue coffe hanno ottenuto vari riconoscimenti regionali e nazionali. A ottobre le sue creazioni sono atterrate a Dubai, al World Fashion Festival Awards, conquistando la platea degli Emirati Arabi e il secondo premio come miglior collezione. In aprile, Caggia ritornerà negli Emirati per un evento destinato unicamente ai vincitori della World Fashion Festival Awards.

Le coffe di Roberto Caggia sono realizzate interamente a mano. Preziose sculture in pietra di Comiso, miniature molto piccole, alcune persino delle dimensioni di cm 1x1, contribuiscono ad arricchirle. Ogni modello è unico. Non ce ne è mai uno uguale a un altro.
 
 

Tutto è iniziato tre anni fa, in un piccolo laboratorio a Comiso, quando Roberto, artigiano con la passione per la pietra, rispolvera dalla antica tradizione contadina le coffe, capienti borse realizzate con foglie di palma nana (curina in siciliano) e decide di produrre artigianalmente qualche esemplare, impreziosito con ricami, merletti, decori, stoffe e persino piccolissime sculture e decorazioni in pietra di di Comiso. Il successo è immediato, oltre ogni aspettativa. Le sue creazioni preziose e dai colori vivaci sono richiestissime. La coffa siciliana conquista il mondo della moda, diventa una borsa d’arte. Così nel gennaio 2019 fonda Coffarte, un brand che nasce dal felice connubio di arte, cultura, tradizione, artigianato e moda.

«Ho sempre avuto il pallino dell'arte e della scultura – spiega l’imprenditore - che praticavo nel tempo libero. Quattro anni fa ho acquistato una macchina a controllo numerico, con cui ho cominciato a incidere la pietra, ottenendo delle sculture in miniatura. Dopo 3 anni di studio e sperimentazione è nata l’idea di inserire la pietra naturale incisa sulle borse. La mia compagna cura il design e gli accostamenti dei colori. Questa borsa, usata un tempo come cesta per il foraggio dei muli durante le giornate di lavoro, oggi diventa una borsa ricca di cultura e tradizione, un accessorio moda di lusso e di grande valore».
 


Il successo di questi mesi non ha cambiato il modo di lavorare di Roberto. «La coffa – afferma - non entrerà mai in un circuito produttivo su larga scala. Sarà sempre un prodotto artigianale e unico». Roberto continua a lavorare nel suo laboratorio, cucendo e assemblando a mano i manici, la fodera, la chiusura, i decori.

«Non pensavamo di raggiungere questi risultati - racconta - Il secondo posto, in una passerella così importante come quella del World Fashion Festival Awards, è stata per noi una sorpresa. Siamo soddisfatti del nostro lavoro, del nostro impegno, della nostra passione. Con il nostro prodotto “made in Sicily” esportiamo anche la storia e la tradizione siciliana, facendone un prezioso accessorio di alta moda».
 
 

Info e contatti
Coffarte
www.coffarte.com

Acquerello con il caffè. Alla Libreria Diana di Siracusa, 4 appuntamenti a febbraio con Barbara Garofalo e le opere d'arte a base di caffè.


Corso di
Acquerello con il caffè
a cura di Barbara Garofalo

Ogni venerdì
7- 14 -21 28 febbraio 2020 alle ore 17:00



Libreria Diana
Corso Gelone 57, 96100 Siracusa


I due ingredienti di cui abbiamo bisogno per iniziare la giornata con il piede giusto sono un ottimo libro e un buon caffè. Caldo, corposo e dotato di quell'aroma inconfondibile che si diffonde per tutta la casa.
Ma avete mai pensato che 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗮𝘇𝘇𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗳𝗳𝗲̀ 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶? C'è chi lo usa per realizzare delle vere e proprie opere d'arte e noi vorremmo darvi l'occasione di scoprire il mondo della 𝗽𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗳𝗳𝗲̀.

Barbara vi guiderà attraverso un percorso di 𝟰 𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, una per ciascun venerdì del mese di febbraio.
Il 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗼 è di €40, 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗼.


Il corso è rivolto a ragazzi e adulti, ma dato il numero limitato d
i posti, è 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, telefonando al numero 0931 65930.

giovedì 23 gennaio 2020

Ai nastri di partenza la stagione lirico-sinfonica al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto. Il 27 gennaio la conferenza stampa di presentazione.

E’ tutto pronto a Noto per l’avvio della stagione lirico-sinfonica, promossa dal Comune di Noto in sinergia con il Mythos Opera Festival, al Teatro comunale Tina Di Lorenzo. La rassegna, curata dal sovrintendente del progetto Gianfranco Pappalardo Fiumara e dal direttore artistico Roberto Cresca, verrà presentata in conferenza stampa lunedì 27 gennaio, alle ore 10 e 30, al Palazzo Ducezio di Noto, sede del Municipio. Saranno presenti Corrado Bonfanti, sindaco di Noto e presidente della Fondazione Teatro Tina Di Lorenzo, Nereo Dani, consulente del Ministero per i beni e le attività culturali, Gianfranco Pappalardo Fiumara, sovrintendente del Mythos Opera Festival, e Nino Strano, regista e direttore artistico del Mythos Opera Festival. 

Marco Ciampi
Sono cinque gli appuntamenti musicali in programma: il 30 gennaio si esibirà Marco Ciampi, pianista di fama internazionale ed interprete di un repertorio accattivante che spazierà da Bach a Liszt; il 16 febbraio andrà in scena La Traviata di Giuseppe Verdi, con le più importanti arie dell'opera, intervallate da racconti ed aneddoti; il 23 febbraio i solisti del Mythos Opera Festival, selezionati dal premio Callas Maria Dragoni in occasione delle audizioni svoltesi a Milano in collaborazione con gli Amici del Loggione della Scala, saranno protagonisti di I love Opera, manifestazione con le più belle arie d’opera; il 19 marzo sarà messa in scena La Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, produzione in forma da concerto firmata in collaborazione con il circuito del Mythos; infine il 29 marzo la rassegna si chiuderà con la Tosca di Giacomo Puccini, opera lirica in tre atti in forma semiscenica. “Affiancare alla già intensa ed importante stagione di prosa del nostro Teatro ‘Tina Di Lorenzo’ una pregevole stagione lirico - cameristica – commenta il primo cittadino di Noto Corrado Bonfanti - rientra a pieno titolo nelle strategie che, come sindaco e come presidente della Fondazione Teatro, sto ponendo in essere per fare di Noto, già Città della Cultura, Città della Musica.  La collaborazione e la condivisione del progetto con il Myhtos Opera Festival ci permette di proporre agli appassionati cinque appuntamenti con autori ed artisti di primissimo livello. Noto, dopo anni di esperienza con l’opera lirica in piazza e sotto le stelle – conclude - adesso accoglie a braccia aperte questa stagione lirico-sinfonica nel suo prestigioso ed elegante Teatro Tina Di Lorenzo”. 

Grande soddisfazione per la sinergia è stata espressa anche da Gianfranco Pappalardo Fiumara e Roberto Cresca, promotori della stagione. “Finalmente il teatro di Noto si avvale, oltreché di una stagione di prosa, anche di una stagione lirica organizzata in collaborazione con il Mythos Opera Festival e con la produzione che svolgerà le opere al Teatro Argentina di Roma – commenta il sovrintendente Gianfranco Pappalardo Fiumara - Le opere verranno raccontate in una nuova formula registica voluta da Roberto Cresca e si tratta delle più importanti pagine del repertorio operistico italiano, conosciute in tutto il mondo. Apriremo con Marco Ciampi, pianista di fama internazionale, per poi arrivare di tappa in tappa fino a marzo con i titoli più importanti, quali La Traviata, Cavalleria Rusticana, Tosca e con il recital I love Opera coordinato dal celebre soprano Maria Dragoni, già Premio Callas nel 1983. Ringrazio il sindaco Corrado Bonfanti e Paolo Patanè per averci accordato questa fiducia ed aver creduto in questo progetto del quale mi onoro di essere il sovrintendente”. 

“Dopo il successo del 50esimo anniversario di carriera di Katia Ricciarelli, festeggiato al Teatro ‘Tina Di Lorenzo’ di Noto, teatro all’italiana di grande tradizione – dichiara Roberto Cresca, direttore artistico della rassegna - finalmente verrà realizzata una stagione di lirica e classica con titoli di grande rilievo. Porteremo la grande tradizione operistica, il grande repertorio, con titoli come La Traviata, Tosca, Cavalleria Rusticana, e ci sarà anche un grande Galà di lirica con cantanti internazionali, che passerà in rassegna le più famose arie d’opera. Quindi la grande lirica torna prepotentemente in un gioiello come il teatro di Noto”

Arlecchino servitore di due padroni. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo di Carlo Goldoni, per la regia di Valerio Binasco, con Natalino Balasso.



28 gennaio - 4 febbraio | sala Shakespeare

Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
regia Valerio Binasco
con Natalino Balasso, Fabrizio Contri, Michele Di Mauro, Lucio De Francesco, Denis Fasolo, Elena Gigliotti, Carolina Leporatti, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo, Ivan Zerbinati

scene Guido Fiorato
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino l’8 ottobre 2018
Durata: 1 h e 15 minuti primo tempo / intervallo / 1 h e 10 minuti secondo tempo



Valerio Binasco ha stupito critica e pubblico frantumando la tradizione con un Goldoni che guarda più alla commedia all’italiana che alla commedia dell’arte, dando voce a un’umanità vecchio stampo, paesana e arcaica, che ha abitato il nostro mondo in bianco e nero. Famelico, bugiardo, disperato e arraffone, l’Arlecchino ‘contemporaneo’ di Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale. Dopo il Don Giovanni di Molière, Binasco, cinque volte premio Ubu, scrive: «A chi mi chiede: come mai ancora Arlecchino? rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola».
Il suo stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, è al servizio del testo di Goldoni, un perfetto congegno che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico. La commedia della stravaganza diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, con un cast molto affiatato di attori, molti dei quali collaborano da tempo con il regista. Personaggio dalle molteplici contraddizioni: meschino e anarchico, irriguardoso e servile, Arlecchino riesce a portare scompiglio nell’ottusa società borghese, con una carica che suo malgrado si può perfino dire ‘sovversiva’.


Valerio Binasco, con questo suo Arlecchino realizza quanto nelle sue considerazioni, annotazioni, intenzioni, intuizioni, sperava di fare: un nuovo tassello del neorealismo italiano, quello che nasce dal cinema di De Sica e Rossellini, passa alla commedia cinematografica, e in alcuni casi, qui pienamente, si rimanifesta in forma nuova nel teatro. Perché la storia di Arlecchino è anni luce più profonda della figura del doppio, banale in Plauto, nevrotizzante in tanto romanzo e nel teatro moderno: lo sdoppiamento che Goldoni realizza con l’ingenuità giocosa e avventurata del genio, è rappresentazione della natura umana stessa. Non scissa, ma informata da almeno due anime, in realtà molte anime, come attesta il costume di Arlecchino. Mettere in scena questa commedia significa affrontare un mito: l’Arlecchino di Strehler è uno dei capolavori in cui l’opera dell’autore e quella del regista si fondono indissolubilmente. […] Binasco sa che un capolavoro teatrale, come poetico, conosce molte letture, che non si escludono vicendevolmente, conglomerandosi, invece, come avviene per le galassie. E quando umilmente sottolinea di scegliere, nell’opera di Goldoni, una dimensione umana, che inscrive nel dramma e modula in un moderno stile neorealista, offre un’altra, nuova, necessaria lettura di questo capolavoro. Che non è esclusivamente il prodigio fanciullesco e sulfureo della maschera di Arlecchino (qui un Balasso piegato, franto, bolso e avvilito testimone della cognizione del dolore). […] Magistralmente animata dal regista, coralmente eseguita da interpreti, alcuni eccellenti, come, oltre al citato Balasso, il Pantalone Michele Di Mauro, un Fabrizio Contri che nel ruolo del Dottore ha anche inserito una magnifica reincarnazione di Edmondo Vianello (reincarnazione, non calco), una Elisabetta Mazzullo, Beatrice straordinaria, lei sì sdoppiata in se stessa, per finta, tragicamente. Arlecchino deve dividersi per sopravvivere, lei fingere per affrontare lo spettro della morte e il sogno della vita. E in tutto questo, lo spettacolo ci fa anche, sanamente, ridere.
Roberto Mussapi, Avvenire





 
TEATRO ELFO PUCCINI
corso Buenos Aires 33, Milano 
Orari: mart/sab 20:30, dom 16:00 
Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani € 17,50 / under18 € 13.50 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org.



mercoledì 22 gennaio 2020

Attraverso. Alla Galleria Salamon di Milano, in mostra le opere del giovane artista Massimiliano Galliani, a cura di Vera Agosti.


MASSIMILIANO GALLIANI. Attraverso
A cura di Vera Agosti
 

27 febbraio - 18 marzo 2020
Inaugurazione: giovedì 27 febbraio, ore 18:30 

Con la partecipazione di Prearo Editore

 
Salamon Fine Art
Palazzo Cicogna
Via San Damiano 2, Milano 



La Salamon Fine Artprosegue l’impegno espositivo di presentare artisti che sommino alla visione contemporanea talento tecnico. 
Inoltre, le origini della galleria, da sempre impegnata a sostenere artisti che usano la carta come principale supporto, portano ad esordire nel 2020 con la mostra dedicata al giovane Massimiliano Galliani, disegnatore, oltre che regista, che esporrà venti disegni di medio e ampio formato, unite dal filo rosso dell’idea dell’attraverso. 


Attraverso uno squarcio dove ombre e realtà modulano l’idea delpassaggio dal vero all’immaginario costruito sulla vincente idea della rappresentazione della carta come sipario dell’intera messa in scena. 
L’esposizione, curata da Vera Agosti, ospiterà venti operea matita su carta, tra cui numerosi disegni inediti disegnati appositamente per la mostra milanese. 
La mostra è anche occasione per presentare al pubblico milanese il volume, interamente illustrato, e appena pubblicato da Prearo Editore, con testi di Alberto Zanchetta, Deianira Amico, Vera Agosti, Alberto Mattia Martini.

Inaugurazione giovedì 27 febbraio, alle ore 18,30, alla presenza dell’artista, della curatrice e dell’editore Prearo.





 

Ufficio Stampa
Chiara Serri
M. +39 348 7025100 - chiara.serri@csart.it 
 
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T. +39 0522 1715142
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Close your eyes and see. Alla Galleria Patricia Armocida di Milano, la mostra personale dell’artista italiano Eron.


Close your eyes and see

Mostra personale

di 

ERON

 Dal 23 gennaio al 4 aprile 2020
Inaugurazione: Mercoledì 22 gennaio alle ore 19:00

Galleria Patricia Armocida
via Filippo Argelati 24, Milano


Galleria Patricia Armocida è lieta di annunciare la nuova mostra personale dell’artista italiano Eron; inaugurazione mercoledì 22 Gennaio ore 19.00.
Per l’occasione sarà presentata la sua ultima produzione di lavori: otto opere dipinte a spray su tela, tre disegni su carta e una installazione site-specific.
Un percorso visivo che tocca varie tematiche sociali, dai diritti umani ai flussi migratori alternando o fondendo diversi linguaggi pittorici in cui l’osservatore è invitato non solo
a guardare le opere ma anche a vederle. Guardare e vedere sono spesso utilizzati come sinonimi, perché considerati equivalenti. Si riferiscono, invece, a due attività distinte.
Come diceva il filosofo e poeta Henry David Thoreau: «Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere». Questo è il concetto filosofico che ha ispirato il titolo della mostra di Eron “Close your eyes and see”. Se la gente vedesse e non si limitasse a guardare, probabilmente vivremmo in un mondo migliore.


Eron è uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano a cavallo fra XX e XXI secolo, definito dall’Enciclopedia Treccani come uno tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale.
Nel 2018 Eron ha realizzato quella che è considerata una delle più grandi opere d’arte murale urbana al mondo. L’opera, intitolata W.A.L.L. (Walls Are Love’s Limits), è stata realizzata nel nuovo quartiere City Life a Milano. Un dipinto di 1000 metri quadri che ha trasformato la grande parete in un monumentale muro contro i muri.
Nel 2010 Eron è autore della prima e unica opera al mondo dipinta con vernici spray all’interno di un luogo di culto, affrescando” il grande soffitto della Chiesa di San
Martino in Riparotta a Rimini.
Nel 2016 realizza per L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani un’opera dedicata ai migranti dipinta sulla fiancata di un relitto navale dal titolo “Soul of the Sea” dove ritrae alcuni volti di donne e bambini che sembrano dipinti dalla ruggine del relitto stesso. L’immagine dell’opera in poco tempo si diffonde globalmente e viene pubblicata dall’Economist e dal Chicago Tribune come miglior immagine del giorno nel mondo.
Nel 2019 la Città di Rimini gli conferisce il Sigismondo d’Oro, la massima onorificenza rivolta ai cittadini che si sono distinti per il loro operato. Eron non si presenta alla cerimonia e manda a ritirare il premio Mamadu Mbacke Dieng, un immigrato africano e venditore ambulante che da anni vive in città.

I dipinti murali di Eron sono presenti in Italia, Danimarca, Gemania, Norvegia, Francia, Portogallo. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo tra cui: Chelsea Art Museum, New York; Biennale di Venezia; Saatchi Gallery, Londra; Galleria Patricia Armocida, Milano; PAC - Padiglione Arte Contemporanea di Milano; MACRO - Museo d’Arte Contemporanea, Roma; Museum for Urban Contemporary Art, Berlino; Italian Cultural Institute, New York; solo per citarne alcuni.

 

martedì 21 gennaio 2020

Ventiquattro artisti siciliani espongono ad “Area Contesa Arte”, in via Margutta, a Roma. A Milano, la collettiva all’Arcadia Art Gallery.

Gli artisti siciliani a Roma. Una mostra collettiva, organizzata da Arteinsieme, è ospitata, in questi giorni, alla Galleria “Area Contesa Arte”, in via Margutta, 90. La mostra denominata “Trinacria”, è stata inaugurata il 17 gennaio e resterà aperta fino al 28 gennaio, nella Sala Botero. In esposizione, nella prestigiosa galleria gestita da Teresa e Tina Zurlo, ci sono opere di pittura, scultura, gioielli e creazioni artigianali di 24 artisti: Silvana Amarù, Nino Arcidiacono, Enza Cappello, Maria Grazia Cassibba, Roberta Denaro, Lucia Galofaro, Carmela Garaffa, Giovanna Giaquinta, Giusi Gugno, Rosetta Giombarresi, Michela Lo Turco, Pippo Marino, Stella Meli, Marcello Nativo, Enzo Napolitano, Marzia Nigito, Sara Occhipinti, Anna Ottaviano, Giusi Parisi, Maria Grazia Pelligra, Giuseppe Pizzenti, Nuccia Sileci, Maria Stracquadanio, Pina Zago.

Ad introdurre la serata è stata Teresa Zurlo, insieme alla curatrice, Marialuisa Occhione. «La Sicilia è una terra bellissima – ha detto Teresa Zurlo – e noi siamo lieti di ospitare la mostra di validissimi artisti siciliani. La Sicilia è la terra più ricca di opere d’arte. E voi lo dimostrate». A presentare le opere è stato il critico Mario Salvo.
 

Le opere dei ventiquattro artisti siciliani sono state particolarmente apprezzate dai numerosi visitatori. Il premio speciale “Margutta 90” è stato assegnato all’opera “Oro”, dell’artista Marzia Nigito, di Niscemi. L’opera resterà esposta ancora per una settimana nella galleria romana.

«Questa mostra è per noi un appuntamento di grande prestigio – ha detto Marialuisa Occhione – per la prima volta, una nostra collettiva, viene ospitata oltre lo Stretto e, non a caso, approdiamo nella prestigiosa galleria di via Margutta. Il successo delle nostre opere e il premio speciale assegnato ad una di esse, rappresentano il suggello al nostro impegno che, in due anni di attività, ci ha permesso di raggiungere traguardi impensati».

«Sono felice per questo premio inaspettato – commenta Marzia Nigito – la mia opera, “Oro”, nasce da un progetto fotografico avviato insieme alla modella Cristina Di Pietro. Rappresenta due corpi a specchio che volteggiano formando quasi una spirale. Questa immagine trasmette insieme debolezza e forza, il contrasto apparente tra la fragilità e la potenza di una donna».
“Oro”, di Marzia Nigito

L’inaugurazione della mostra è stata accompagnata da un ricco buffet offerto da alcune ditte iblee, che ha permesso di far degustare nella capitale, i sapori dell’enogastronomia siciliana. Il buffet è stato organizzato dall’Antica Dolceria Rizza di Modica, dal Panificio Fratelli Schiacchitano, da Brodo Panetteria, entrambi di Comiso, dall’Emporio Roccasalva, di Comiso, dall’Oleificio Barrano di Vittoria e da Cantina Horus, di Acate.
La mostra resterà aperta fino al 26 gennaio, da martedì a sabato, dalle 11 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19,30; domenica e lunedì, dalle 16 alle 19,30.

L’attività di Arteinsieme proseguirà, a febbraio, con la mostra collettiva “Ars Iblea”, che si svolgerà dal 7 al 15 febbraio, nella Arcadia Art Gallery, a Ripa di Porta Ticinese, ai Navigli di Milano. La mostra e la presentazione critica saranno curate da Federico Caloi. Il vernissage è in programma alle ore 18. Espongono: Giovanni Aquila, Elisa Cilia, Maria Grazia Diquattro, Giovanna Giaquinta (in arte “Vannaqui”), FilippoMaria Giudice, Giusi Giugno, Luigi Lentini, Giuseppe Marino, Maria Ausilia Micieli, Vincenzo Napolitano, Marcello Nativo, Marzia Nigito, Giuseppe Pizzenti, Maria Angela Sarchiello, Nunzia Anna Sileci.





Info e contatti:
Arteinsieme Comiso
Palazzo Fidone – via Senatore Caruso, 1
Marialuisa Occhione: cell. 335 328892