STAY COOL. BE SOCIAL.

giovedì 6 febbraio 2020

Parma, la mostra fotografica “The Passion” di Toni Campo nella chiesa di San Rocco.


“The Passion”
mostra fotografica di Toni Campo 
Dal 1 marzo al 31 maggio 2020

Chiesa di San Rocco, str. Giordano Cavestro, 3 
Parma 

Ingresso gratuito

Dal 1 marzo al 31 maggio 2020, la chiesa di San Rocco (str. Giordano Cavestro, 3) ospiterà le opere (“The Passion”) del fotografo siciliano Toni Campo (inaugurazione: ore 16,30; visite: tutti i giorni, ore 9-20, ingresso gratuito). L’esposizione è organizzata dall’Associazione culturale San Rocco e dalla Pastorale universitaria di Parma.

La mostra si compone di 18 scatti, che ripercorrono le 14 stazioni della Via Crucis, con l’aggiunta di quattro “bis”.  Toni Campo, che collabora con prestigiose riviste internazionali di moda, autore di libri, ha realizzato, insieme al creativo Francesco Palazzolo, un set fotografico neutro, dove una linea all’orizzonte, quasi nel limbo, rappresenta il limite dell’uomo, sospeso tra la sfera terrena e quella virtuale o spirituale.






Le scene della passione sono rivisitate in chiave moderna: nessuna immagine sacra, nessun oggetto, neppure la croce. Essi, però, pur se invisibili, sono in qualche modo immaginati, mentre a ricreare interamente la scena sono i volti sofferenti ed i corpi dei personaggi che interpretano il tema della sofferenza universale dell’uomo. Si tratta un viaggio fotografico sul tema del “dolore”, inteso come momento forte della vita, preludio di una rinascita. Le foto, delle gigantografie di metri 2 x 3, saranno esposte nel matroneo (spazi che si affacciano dall’alto sulla chiesa, attraverso grate lignee traforate e finemente decorate) ed in un lungo corridoio che corre lungo le quattro pareti dell’edificio sacro. Si tratta di luoghi direttamente collegati all’edificio sacro, ma distinti da esso e più riservati. L’allestimento è la vera peculiarità della mostra: essa offrirà al visitatore un percorso esperienziale ed emozionale.  In questi spazi, dove già si trovano altri arredi sacri e opere del passato, le gigantografie si ergeranno, sospese con delle catene, intersecando la storia e l’arte dei secoli scorsi, quasi un abbraccio con essi che si proietta nel futuro. L’utilizzo di incensi e la musica di sottofondo doneranno un’esperienza olfattiva ed uditiva che si unirà a quella artistica.



«Le foto – spiega Toni Campo – propongono il tema della Passione di Cristo, non come Salvatore, circondato da un’aurea di indiscussa sacralità, ma come uomo che, caricato della propria croce, affronta l’ascesa al Golgota, sipario della tragedia e, al tempo stesso, di rinascita. L’assenza di tratti distintivi della religione cristiana concentra l’attenzione sul profondo senso di universalità, mentre le specifiche scelte cromatiche ne sottolineano l’atemporalità. Al termine del percorso, il contrasto tra la rigidità del corpo e l’energico movimento del sudario trasmettono un potente senso di vibrante attesa per la resurrezione, poiché la sofferenza non è morte dello spirito, ma sua elevazione».

«Nell’ambito di “Parma 2020”, capitale della Cultura - spiega don Umberto Cocconi, rettore della chiesa di San Rocco -  abbiamo voluto questa mostra che propone la passione di Cristo in una dimensione contemporanea. Le foto propongono quasi una visione dal vivo: la fotografia ferma un istante e quell’istante fa riflettere. Durante i giorni della mostra, l’associazione San Rocco, che collabora con il Conservatorio di Parma, e la Cappella Universitaria proporranno vari momenti culturali, riflessioni sulla fotografia, concerti e cori, collegati ai temi della mostra».

La mostra è stata presentata per la prima volta nel 2019, a Comiso, città natale di Toni Campo, dove egli è tornato a vivere dal 2014, dopo una carriera lavorativa vissuta quasi interamente a Milano.



Toni Campo è nato il 16 novembre 1968 a Comiso (Rg). Ha studiato a Milano presso l’Istituto Europeo di Design. Dal 1996 ha collaborato con prestigiose testate internazionali per la realizzazione di immagini di moda. Ha collaborato con Vogue, L’Uomo Vogue, Class Editori e Hearst Magazine Italia.
Nel 2005 ha pubblicato “Fumi, lussi & miserie del mio paese (Ed. Graphics – Como), libro nato da un lungo travaglio interiore che racconta una Sicilia rivolta al futuro. Nel 2007 ha realizzato le foto per  “Una Grande Storia Italiana” (Ed Taschen), un libro monumentale sui 45 anni di carriera di Valentino Garavani, dove ha immortalato numerosi abiti e dettagli del maestro noto come “L’Imperatore della Moda Internazionale”. Dal 2014 è tornato a vivere in Sicilia. Oggi collabora con prestigiosi magazine dell’alta moda milanese e internazionale. Il 4 agosto 2018 ha ricevuto il premio “Ragusani nel mondo”.






Info e contatti

tonicampofotografo@gmail.com

 

"BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020". Al CAMeC della Spezia, una mostra per celebrare i primi sedici anni di attività dell’Associazione Culturale BAU e della sua rivista.


CAMeC | La Spezia

21 febbraio – 7 giugno 2020



BAU

Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020

a cura di Mara Borzone



conferenza stampa: 20 febbraio ore 11.30

inaugurazione: 21 febbraio 2020 ore 18.00


Il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia celebra i primi sedici anni di attività dell’Associazione Culturale BAU con la mostra “BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020” che, dal 21 febbraio al 7 giugno 2020, porterà al piano zero del museo le oltre mille opere contenute nei sedici numeri della rivista sperimentale “BAU”, tra le più originali e significative pubblicazioni d’artista attive oggi in Italia. Curata da Mara Borzone, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 21 febbraio alle ore 18.00.

Con sede a Viareggio (LU), la redazione BAU – composta attualmente da Antonino Bove, Luca Brocchini, Giuseppe Calandriello, Gabriele Menconi, Guido Peruz e Tommaso Vassalle – realizza ogni anno un contenitore, in edizione limitata (generalmente 150 copie), con lo scopo di relazionare tra loro le più varie esperienze creative, promuovendole liberamente e autonomamente, senza nessuna finalità di lucro e in completo autofinanziamento.


Il nome “BAU”, quasi verso canino di presenza e richiesta di attenzione, ma anche termine antiretorico e di gusto dadaista, è nella lingua tedesca radice del verbo “costruire” ed evoca la prestigiosa Bauhaus.

“BAU” non è una rivista nel senso tradizionale del termine, ma un “Contenitore di cultura contemporanea”, un cofanetto a tiratura limitata che trova precedenti internazionali fra le riviste “ad assemblaggio”. È una scatola che contiene 60, 70, anche 100 contributi “sciolti” di altrettanti autori storici e di rilevanza mondiale: non solo poeti e artisti visivi, ma anche operatori attivi in ogni genere di altra disciplina, in un’ottica di inclusività.

Hanno preso parte al progetto, tra i tanti, Vincenzo Agnetti, Alain Arias-Misson, Enrico Baj, Nanni Balestrini, Irma Blank, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Giuseppe Chiari, Philip Corner, Claudio Costa, Corrado Costa, Vanni Cuoghi, Gillo Dorfles, Geoffrey Hendricks, Maurice Henry, Emilio Isgrò, Richard Kostelanetz, Arrigo Lora-Totino, Gualtiero Marchesi, Giò Marconi, Maria Mulas, Ben Patterson, Lamberto Pignotti, Sarenco, Arturo Schwarz, Paolo Scirpa, Gianni Emilio Simonetti, Adriano Spatola, Aldo Spoldi, Grazia Varisco, Ben Vautier, Sandro Veronesi, Emilio Villa, William Xerra.

Come spiega, infatti, la curatrice, «La rivista – progettata inizialmente da Carlo Battisti, quindi da Gumdesign (Gabriele Pardi e Laura Fiaschi) e da Gabriele Menconi – ha contatti nazionali e internazionali che spaziano fra le correnti sperimentali dell’arte contemporanea, da Fluxus alla Poesia Visiva, dalla Patafisica alla Mail Art fino alle ricerche sulle percezioni allargate, ai rapporti fra arte, musica, informatica, moda, cucina e molto altro».



«Se in quel mese di novembre del 2003, nel cominciare a spedire gli inviti agli autori scelti per partecipare al numero 0 del Contenitore di Cultura Contemporanea “BAU” ci avessero detto che saremmo giunti al numero 16 – dichiarano i responsabili della redazione – non ci avremmo creduto. Invece, eccoci a tracciare una storia di oltre tre lustri di intensa attività, di idee, progetti, incontri, conoscenze di persone sparse nei diversi angoli del mondo, tra le più varie esperienze e culture. Questi contatti ci permettono di assaporare le possibilità infinite e imprevedibili della comunicazione, del desiderio di parlarsi, confrontarsi e scambiare informazioni».

Il percorso espositivo, che conta oltre mille lavori tra disegni, collage, micro sculture, fotografie, racconti, video, composizioni sonore, oggetti simbolici ed evocativi, realizzati da altrettanti autori provenienti da trentacinque nazioni, rivela che la contemporaneità è un mosaico di esperienze e invenzioni ibride, un caleidoscopio in continuo roteare.



In occasione della mostra sarà presentato al CAMeC “BAU 16” (2019), “Snapshot”, nella sua scatola nero mat. «L’ultimo nato – scrive Mara Borzone – costituisce un’istantanea, coglie l’attimo, testimonia la ricerca artistica attuale, è un confronto inevitabile fra culture mondiali che non possono e non devono stare separate, un’ibridazione dell’arte nei social, un nuovo stadio evolutivo della modernità, che deve registrarne la disgregazione, l’inconsistenza, il venir meno del coordinamento di senso. “BAU” predilige dunque i grandi numeri e non si lascia intimorire dalle sfide: esporre tutti i Contenitori e i loro contenuti alla Spezia, al CAMeC, è una di queste».

L’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno 2020, da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00, chiuso il lunedì (eccetto Lunedì di Pasqua). Ingresso intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50. Per informazioni: tel. +39 0187 727530, camec@comune.sp.it, http://camec.museilaspezia.it



L’Associazione Culturale “BAU” nasce nel 2004 a Viareggio ad opera di un gruppo di autori con esperienze decennali quali operatori nell’ambito della ricerca artistica e attenti ai multiformi aspetti della cultura del nostro tempo. In ambito locale e mediante collaborazioni nazionali e internazionali, il progetto si è rapidamente segnalato come vivace punto d’incontro per attivare dialoghi, confronti e scambi ad ampio raggio tra le più varie discipline espressive. “BAU” assembla ogni anno l’omonimo “Contenitore di Cultura Contemporanea”, un cofanetto in tiratura limitata che racchiude opere originali di numerosi autori. La pubblicazione raccoglie l’eredità delle riviste d’artista e “ad assemblaggio” degli anni Settanta-Ottanta (tra cui “Aspen” di Phyllis Johnson, “Geiger” di Adriano Spatola, “Tèchne” di Eugenio Miccini, “Assembling” di Richard Kostelanetz, le riviste ad assemblaggio di Fluxus – “Fluxs Yearbooks” e “Fluxus Kits” – e della mail art “Commonpress”, “Le Point d’Ironie”, “Karimbada”, “Arte Postale” ecc.), aggiungendo una originale dimensione di lavoro di gruppo e di condivisione progettuale e di idee, che si esplica anche nell’organizzazione di mostre, convegni ed eventi. In sedici anni di attività, dal numero 0 al numero 16 della rivista-laboratorio, la ‘rete’ di “BAU” ha coinvolto oltre mille autori da trentacinque nazioni. Il cofanetto “BAU” è presente in importanti musei, archivi, fondazioni e collezioni, come il Centre Pompidou di Parigi, il MaRT di Rovereto, la Tate Modern Library di Londra, il Museo del Novecento e la Triennale di Milano, il Museo di Arte Moderna di Miami, la Beinecke Rare Book & Manuscript Library della Yale University del New Haven in Connecticut ed altre importanti sedi. Dal 2014, un Comitato scientifico in progress, composto da qualificati operatori, si affianca al lavoro della Redazione nel ricercare nuovi contatti da coinvolgere nella rivista e nell’identificare situazioni ed eventi capaci di amplificare il raggio d’azione del progetto. Fanno parte del Comitato: Paolo Bolpagni, Viana Conti, Paolo Credi, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio, Paolo Della Grazia, Duccio Dogheria, Caterina Gualco, Alessandro Ludovico, Enrico Mattei, Carlo Palli, Guido Peruz, Antonello Pesenti, Patrizio Peterlini, Marco Pierini, Sandro Ricaldone, Giandomenico Semeraro, Marvin A. Sackner, Maurizio Vanni, Alessandro Vezzosi.



INFORMAZIONI e CONTATTI
Titolo: BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020
Mostra a cura di: Mara Borzone
Direzione del progetto: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
Redazione BAU: Antonino Bove, Luca Brocchini, Giuseppe Calandriello, Gabriele Menconi, Guido Peruz, Tommaso Vassalle
Progetto grafico della mostra: Gabriele Menconi e Sarah Fontana
Conferenza stampa: 20 febbraio ore 11.30
Inaugurazione: 21 febbraio 2020, ore 18.00
Luogo: CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, Piazza Cesare Battisti 1
Apertura al pubblico: 21 febbraio – 7 giugno 2020
Orari: da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00. Chiuso il lunedì (eccetto Lunedì di Pasqua)
Biglietti: Intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50.
Per informazioni: Tel. +39 0187 727530 | camec@comune.sp.it |http://camec.museilaspezia.it
 CAMeC La Spezia

COMUNICAZIONE
Ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte: Chiara Serri | Tel. +39 0522 1715142 | Cell. +39 348 7025100 | info@csart.it| www.csart.it

 

lunedì 3 febbraio 2020

Exclamation. Alla Galleria Arca di Noesis di Roma, la mostra collettiva di arte contemporanea a cura di ignorarte.


Exclamation
a cura di ignorarte.com



Galleria Arca di Noesis - via Ostilia 3/B rione Celio - Roma
dal 14 al 20 febbraio 2020 dalle 18:00

14 febbraio dalle 18:00
Reading poetici di:
Capodiluce - Gianni Godi - Antonella Rizzo


ignorarte ripresenta questa terza edizione nel 2020.
Exclamation, esclamazione, figura retorica che consiste nel sottolineare un particolare stato emotivo attraverso l'intonazione data a una parola o una frase che viene, così, enfatizzata. Ignorarte mira a trasmettere, attraverso la comunicazione non verbale, uno stato emotivo tale da portare il fruitore all'atto esclamativo.
Saranno gli artisti a trovare la loro personale intonazione mediante l'utilizzo dei linguaggi dell'arte contemporanea in una miscellanea di tecniche ed espressioni quali pittura, scultura, fotografia, digital art, mixed media..

ARTISTI

Salvatore Cammilleri
Cavalieri Arteinacciaio
Barbara Gioiello
Joollook
Francesca Nesteri
Louise Roeters
Carla Sacco
Silvia Struglia
Donatella Vici
Tina Vitale


“Lo stupore è il primo inizio dell’arte tanto come della filosofia” - Konrad Fiedler.
Alla base della nostra conoscenza del mondo vi è la meraviglia, la sorpresa, lo stupore del bambino che, posto di fronte all’inaspettato, spalanca gli occhi e, sbalordito, esclama.
(...) A cavallo tra tecniche diverse, dalla fotografia, alla pittura, all’arte installativa e performativa, digitale e sonora, lo sguardo dei dieci artisti invitati indaga l’esperienza del reale, stupendosi e interrogandosi attraverso sensibilità giocose, oniriche, razionali, poetiche, analitiche ed emotive.
Il loro senso di meraviglia invita, così facendo, ad una comunicazione diretta, proponendo un impatto visivo che possa risvegliare nel fruitore il medesimo stupore che riempie lo sguardo del bambino quando esso, attonito, si posa sul mondo per la prima volta. Il pubblico, seppure adulto e ormai assuefatto alla quotidianità del reale, viene trasportato di nuovo nella dimensione limpida e genuina dell’immediatezza visiva, del linguaggio non verbale. Spogliata di ogni costruzione e interpretazione superflua, Exclamation si compone così di reazioni essenziali, di uno stato d’animo vitale e curioso, di un’ esclamazione collettiva.
L’arte è senza filtri.
L’arte è diretta.
Exclamation continua!

Vera Maria Gjermundsen (Storica dell'arte)



via Ostilia 3/B rione Celio - Roma
arcadinoesis@gmail.com - +39 333 435 6281

MOTHS | getting nightburnt. A Roma il progetto di Ortensia Sayre Macioci, a cura del collettivo Officinenove.


MOTHS | getting nightburnt 
Progetto di  Ortensia Sayre Macioci

Cura del collettivo Officinenove
Testo critico Claudia Quintieri

7-8 febbraio 2020 
vernissage 7 febbraio ore 18
8 febbraio apertura ore 19
Officinenove, via del Casale Galvani 9, Roma

La donna delle Falene è un personaggio immaginario partorito dalla mente di Ortensia Sayre Macioci, scrittrice, attrice e regista, che viene raccontato nell’omonimo testo di Ortensia. Questa figura incarna la reminiscenza di una nonna che l’autrice ha conosciuto solo da piccola. La nonna era una donna con un peso caratteriale molto forte come si può esperire dalla sua situazione personale: il marito dirigeva la banda musicale del papa e lei era una femminista. Due condizioni apparentemente inconciliabili, ma che la rendevano una personalità affascinante e sfaccettata. E forse nell’inconscio di Ortensia si palesa una speranza di diventare un giorno così forte. O solamente il parto della sua mente crea qualcosa che magicamente rivive nella memoria. 
L’autrice confessa il credo nella metempsicosi, così sua nonna potrà rivivere per sempre in altri corpi. E la ciclicità delle emozioni e della materia si ripercuote nel non conosciuto che aleggia nella vita terrena. Da questa suggestione nasce l’evento  MOTHS | getting nightburnt ad Officinenove, che Ortensia ha orchestrato e diretto mettendosi in gioco anche a livello personale e che vuole creare un coro di voci di artisti di varia provenienza che hanno riflettuto e lavorato sul suo testo attraverso una mostra, musica e performance.
( Claudia Quintieri)

 
Dal 7 febbraio 2020 alle ore 18.00, parte ad Officinenove il progetto MOTHS dove potrete vedere opere di diversi artisti che si alterneranno per dare vita a due giornate di lavori. 
MOTHS è la possibilità di seguire il volo facendo si che le emozioni deliniino un percorso per fermarsi, posarsi, sulle diverse opere scaturite dal testo drammatico di Ortensia Sayre Macioci, La Donna dalle Falene, testo che mette in moto i diversi linguaggi espressivi. 
Il progetto che coinvolge più voci vuole mantenere comunque le singolari interpretazioni di ciascun artista chiamati da Macioci a partecipare a questa che si può definire un’opera collettiva che si snoda nella sua interezza su due giornate effettive di lavori.
Il testo ha ispirato una composizione musicale di Egidio Amendola; un atto drammatico di Elisa Angelelli; un’opera pittorica di Marco Curatolo; una composizione poetica di Gloria Iaia; un trittico istallativo di Miriam Leitinger; una composizione fotografica di Maddalena Lociuro; un’opera letteraria di Lucia Marinelli; un’opera visiva di Lorenzo Merico.

Nella  giornata del 7 febbraio alle ore 18.00 potrete partecipare al vernissage,  con la presentazione delle opere e con la particolare istallazione sonora realizzata per l’occasione  da Davìd Tarantino.
L’8 febbraio alle ore 19.00 apertura della mostra, ore 20 aperitivo ed alle 21 si darà inizio ad una serie di Performance : Eradicata, come presentazione del libro Peripatetica, raccolta di poesie scritta dal collettivo tutto al femminile Ero Hera, di cui è parte la stessa ideatrice del progetto.
Alle ore  21.30 Performance Nelum di e con Ortensia Sayre Macioci con l’istallazione sonora di Ivan Macera con Diagenesi, un progetto che indaga il suono prodotto dall'assorbimento delle pietre soggette a precedente disidratazione e poi immerse in un liquido.


La mostra sarà visitabile fino al 14 febbraio alle ore 19.30 dalla domenica in poi su appuntamento, ingresso gratuito con tessera annuale associativa di euro 5 
Info project ortensia.macioci@gmail.com

sabato 1 febbraio 2020

“Novecento – Da Pirandello a Guccione – Artisti di Sicilia”. Al Convitto delle Arti di Noto, in mostra oltre 200 opere del novecento siciliano, a cura di Vittorio Sgarbi.


Novecento – Da Pirandello a Guccione – Artisti di Sicilia”
a cura di Vittorio Sgarbi

dal 4 febbraio al 30 ottobre 2020

Convitto delle Arti Noto Museum
Corso Vittorio Emanuele, 91
NOTO
 

Sta per essere aperta al pubblico una nuova mostra in Sicilia. Si tratta di “Novecento – Da Pirandello a Guccione – Artisti di Sicilia”, in esposizione al Convitto delle Arti di Noto dal 4 febbraio al 30 ottobre 2020.


La mostra sarà presentata alla stampa lunedì 3 febbraio 2020 alle ore 11.00 a Palazzo Ducezio - Sala degli specchi - da Vittorio Sgarbi, cui seguirà una visita guidata in anteprima. Parteciperanno il Sindaco di Noto Corrado Bonfanti ed i produttori della mostra. 



La mostra raccoglie oltre 200 le opere ed i capolavori del novecento siciliano, che raccontano l’importante ricerca artistica che ha influenzato la cultura dell’intero novecento fino ai giorni nostri. 
Presente anche la “Vucciria” di Renato Guttuso che lascia Montecitorio per approdare a Noto. 
Il dipinto, realizzato nel 1974, viene considerato il suo capolavoro.

Vucciria - Renato Guttuso
 


 
 

 
Ufficio Stampa e Comunicazione IstituzionaleOttavio Gintoli


Banksy a visual protest. 80 opere in mostra al Chiostro del Bramante di Roma.

Banksy - Love is in the Air
La guerra, la ricchezza e la povertà, gli animali, la globalizzazione, il consumismo, la politica, il potere, l’ecologia affrontati con un linguaggio sferzante, anticonformista, che rifiuta le regole del sistema e si rivolge al pubblico senza filtri: le opere dell’artista in incognito più celebre al mondo, Banksy, arrivano al Chiostro del Bramante nella mostra Banksy a visual protest, ideata da Madeinart in collaborazione con 24 Ore Cultura e allestita dal 21 marzo al 26 luglio.

Da Love is in the Air a Girl with Balloon, da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, dalle prove di stampa per il libro Wall & Piece ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD: in un percorso rigoroso, sono esposte circa 80 opere di Banksy databili dal 2001 al 2017, che dialogano con l’architettura cinquecentesca progettata da Donato Bramante, in un confronto dialettico tra antico e contemporaneo.


Banksy - Girl with Balloon

La mostra propone al pubblico tutto il mondo di Banksy, documentando le tecniche utilizzate nei suoi lavori (stampe su carta o tela, olio o acrilico su tela, spray su tela, stencil su metallo o su cemento, sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato) e le tematiche affrontate. Insieme al progetto espositivo, il Chiostro del Bramante presenta, nel cinquecentenario della morte di Raffaello, anche l’iniziativa ARTisalwaysCONTEMPORARY: un progetto di sensibilizzazione, per proporre un dialogo inedito, a 5 secoli di distanza, tra Banksy e il maestro rinascimentale, con l’obiettivo di dimostrare quanto l’arte sia sempre contemporanea. 


Chi visita la mostra avrà dunque la possibilità non solo di conoscere Banksy ma anche di ammirare, salendo al primo piano del Chiostro, l’affresco di Raffaello Sibille e Angeli, commissionato all’artista da Agostino Chigi nel 1515 come parte della decorazione della Basilica di Santa Maria della Pace e visibile da una grande finestra nella Sala delle Sibille.   


 CHIOSTRO DEL BRAMANTE
via Arco della Pace, 5 - Roma 

Guerra Santa. Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo di Fabrizio Sinisi, regia Gabriele Russo, con Andrea Di Casa e Federica Rosellini.


4 - 9 febbraio | sala Bausch

Guerra Santa
di Fabrizio Sinisi
regia Gabriele Russo
con Andrea Di Casa e Federica Rosellini
scene Lucia Imperato, costumi Chiara Aversano
luci Cesare Agoni, effetti sonori Alessio Foglia
produzione Centro Teatrale Bresciano con il contributo di Fondazione Cariplo Progetto Dramatos


La sera di un venerdì prima di Pasqua, nel duomo di una grande
città europea, un sacerdote cattolico riceve la visita di una giovane donna.
I due si conoscono bene: la ragazza ha frequentato da bambina la sua parrocchia. Sette anni prima è scappata insieme al
suo migliore amico per arruolarsi in una formazione terroristica. In una successione di sei monologhi incrociati emerge anche la ragione ultima di questa visita: organizzare il più clamoroso e simbolico attentato terroristico della storia europea. «Nel vocabolario islamico –  sottolinea il regista – il termine jihad, che traduciamo come ‘guerra santa’, indica solo in una seconda accezione uno scontro bellico. Il suo primo significato è teologico e indica il combattimento tra bene e male, la lotta che ogni individuo deve condurre per affermare la verità di se stesso. Volevo scrivere un testo che funzionasse come un processo reciproco, trasformando il palco in ciò che dovrebbe sempre essere secondo me il teatro: il luogo di un parlare assoluto, un rito, un sacrificio, un evento di trasformazione del senso. Volevo che in Guerra santa accadesse quello che non accade mai nella vita: due esseri umani che si parlano senza scampo, come se fosse l’ultima volta».


«Guerra santa, l’ultimo testo di Fabrizio Sinisi, vincitore del premio Testori 2018, […] è una battaglia dialettica sul tema del contrasto tra generazioni. Leila è una ragazza cresciuta in orfanotrofio insieme all’amico Daniele, che, dopo essersi convertita all’Islam, aver progettato alcuni attentati in Italia ed essere successivamente scappata in Siria con lui per unirsi ai foreign fighters dell’Isis, sette anni dopo ha deciso di tornare e affrontare il prete che li ha allevati, da lei ritenuto responsabile delle loro estreme scelte di vita. […] Il linguaggio adottato da Sinisi è un linguaggio alto, fortemente simbolico, nel quale si mescolano filosofia e citazioni della Bibbia. C’è più parola che ascolto in questa sfida dialettica tra i due mondi, che il regista Gabriele Russo ambienta in un immaginario spazio di archeologia industriale, dominato da due pilastri di cemento e da calcinacci, a simboleggiare un presente ormai in disfacimento, nel quale non sembra esserci più possibilità di comunicazione e di un vero confronto. Di grande efficacia le prove dei due attori: Federica Rosellini è una Leila determinata nel suo atto d’accusa e per nulla disposta ad ascoltare le ragioni del suo interlocutore, interpretato da un Andrea Di Casa intenso ed accorato».
Davide Cornacchione, Teatro.it

 




TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano 
 Orari: mart/sab 19:30, dom 15:30
 Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani € 17,50 / under18 € 13.50 Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org