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martedì 8 settembre 2020

NUOTATRICE. Alla Galleria “Umberto Mastroianni” di Roma, Musei di San Salvatore in Lauro, in mostra le opere pittoriche di Francesco Canini, a cura di Federica Di Stefano.

 


NUOTATRICE

mostra personale

di Francesco Canini


Dal 16 al 30 settembre 2020, 

lunedì/venerdì: 10.00-13.00 / 16.00-19.00

Inaugurazione: Martedì 15 settembre, dalle 18.00 alle 21.00


A cura di Federica Di Stefano


Galleria “Umberto Mastroianni”

Musei di San Salvatore in Lauro, 15

Roma




La galleria “Umberto Mastroianni”, all’interno dei Musei di San Salvatore in Lauro, apre la stagione autunnale con la mostra “Nuotatrice” di Francesco Canini.


L’inaugurazione della mostra avrà luogo martedì 15 settembre 2020, dalle ore 18.00 alle ore 21.00 (piazza San Salvatore in Lauro, 15 – Roma). Interverranno, oltre all’artista, la curatrice della mostra, Federica Di Stefano e il presidente de “Il Cigno GG Edizioni”, Lorenzo Zichichi.


Federica Di Stefano

La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 al 30 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito. La mostra e il catalogo d’arte sono realizzati dalla casa editrice “Il Cigno GG Edizioni”.


L’esposizione, a cura di Federica Di Stefano, presenta l’ultimo ciclo di opere dell’artista. 

"Ancora una volta la Nuotatrice è il tema prediletto, il soggetto caratteristico, da alcuni anni vocazione pressoché esclusiva della pittura di Canini - sottolinea la curatrice della mostra. Nelle grandi tele azzurre è racchiusa tutta la sua poetica, la sensazione di un tuffo in un’altra dimensione dove una fanciulla senza età nuota immersa nella propria solitudine, in un sereno riparo luminoso."






La mostra consta di nove oli su tela, undici tecniche miste e due incisioni alla “maniera nera”, tecnica di incisione antichissima, ottenuta ricavando le parti chiare su una lastra precedentemente preparata a puntasecca.



Francesco Canini
nasce a Roma nel 1955, inizia giovanissimo il suo percorso artistico dedicandosi non solo alla pittura ma anche alla parte più artigianale del mestiere, sia per sé che per rinomati artisti a lui contemporanei, passando dalla preparazione e intelaiatura della tela, alla creazione di cornici.

Dal 2001 si trasferisce sul Litorale Pontino, abbandonando il caos urbano per dedicarsi esclusivamente all’attività pittorica.


www.francescocanini.com




Il Cigno GG Edizioni 

Tel. 06 6865493 - E mail: redazione@ilcigno.org

Ufficio Stampa

Francesca Lombardi - Cell: 3476325951; Email: francescalombardi2015@gmail.com




*Durante la mostra saranno rispettate le misure di prevenzione e protezione previste dalla legge in vigore riguardante il rischio Covid-19.



ABRASIONI. Allo Spazio Urano di Roma, in mostra le opere pittoriche di Ak2deru, Fabio Mariani e Marco Affaitati, a cura di Simona Pandolfi.

 


ABRASIONI

Mostra pittorica
Collettiva di Ak2deru, Fabio Mariani e Marco Affaitati
+
Open Studio di Francesco Campese

 A cura di Simona Pandolfi
11 settembre – 16 ottobre 2020
Inaugurazione 11 settembre, ore 18.00




via Sampiero di Bastelica 12 – Roma
Tel. 329 093 2851



Venerdì 11 settembre 2020, dalle ore 18.00, Spazio Urano aderisce al progetto DIVO C con la collettiva "Abrasioni", a cura di Simona Pandolfi, che resterà aperta fino al 16 ottobre.
In mostra le opere di Ak2deru, Fabio Mariani e Marco Affaitati, tre pittori che con differenti declinazioni indagano da anni, nell'ambito dell’astrazione, le potenzialità espressive dello stesso linguaggio, generando un codice personale dal quale attingere ininterrottamente e in forme sempre rinnovate. 
Radicati nella storia, consci del presente e proiettati nel futuro, i loro lavori sono accomunati, seppur nelle diverse coniugazioni, da un processo lento e laborioso del fare pittura, una sorta di rituale che sedimenta sulla superficie strati di colore, segni e tessere dal sapore arcaico e al tempo stesso ben consolidate nella contemporaneità.


In occasione dell’inaugurazione, nel piano inferiore, sarà visitabile l’atelier di Francesco Campese, titolare della sede. Lo studio è il cuore pulsante di Spazio Urano; qui l’artista dà origine alle sue creazione tra strumenti, colori e tele appese.

In mostra per il progetto Divo C ci saranno una serie di opere di piccolo formato, paesaggi mentali ideati negli ultimi anni da Campese, le cui pennellate e velature ben dialogano con i segni, i tasselli e le stratificazioni di colore dei lavori più astratti in mostra al piano superiore.

giovedì 3 settembre 2020

“ART IN THE BIN”. A Noto, la mostra-evento di 22 artisti internazionali sul tema del recupero e del riuso creativo dei materiali di scarto, a cura di Paola Ruffino.

 


Mostra- evento 


ART IN THE BIN


Il tema del recupero e del riuso creativo dei materiali di scarto 

nelle opere di 22 artisti internazionali


A cura di Paola Ruffino


In esposizione fino al prossimo 14 novembre 2020

Opening, sabato 5 settembre 2020, ore 19:00


Galleria di Palazzo Nicolaci

Noto







Saggio  introduttivo del giornalista Paolo De Chiara 

con la partecipazione del sassofonista Flavio Bordin, ideatore del format “musica sui tetti”


Sulla via dei balconi più belli del mondo 

Cena di gala 

per sostenere una raccolta fondi a tutela dell’ambiente



É con la mostra-evento “ART IN THE BIN” che Altera Domus, promotrice dell’iniziativa, grazie alla solidale e straordinaria partecipazione di 22 artisti di livello internazionale, rilancia la riflessione sul tema del recupero del rifiuto e del riuso creativo di materiali di scarto, dimostrando come possano diventare arte e come l’arte possa rinascere dal rifiuto di se stessa.  

La mostra-evento, patrocinata dal Comune di Noto, ospitata nelle sale della Galleria di Palazzo Nicolaci, verrà inaugurata sabato 5 settembre, alle ore 19. Ad accogliere gli ospiti, la curatrice Paola Ruffino, il sindaco del comune netino Corrado Bonfanti, l’assessore al Turismo e Cultura Giusy Solerte, il giornalista Paolo De Chiara.


La difesa dell’ambiente è quanto mai un tema attuale e urgente – anticipa Paola Ruffino – anche l’arte deve raccogliere il grido d’allarme attraverso il suo valore sociale”. “Organizzare una mostra, incentrandola sul riutilizzo dei rifiuti, come alternativa alla bruttezza e alla pochezza umana, significa stravolgere una mentalità”, per usare le parole di De Chiara, nel saggio introduttivo alla mostra. 


Al vernissage parteciperà anche Flavio Bordin, in arte Flavio Sax, il sassofonista che durante il lockdown con oltre 12 milioni di visualizzazioni sui social è diventato famoso con le sue esibizioni dai tetti degli ospedali per regalare un momento di evasione a medici, personale sanitario e pazienti, e che proprio dall’incantevole terrazza della Galleria di Palazzo Nicolaci, con vista mozzafiato sulla città, sabato sera eseguirà vari brani musicali, alcuni dei quali dedicati al grande maestro Ennio Morricone. 


Evento nell’evento, la serata proseguirà con una cena di gala, accompagnata dalle magiche note del sassofono dell’artista, organizzata al ristorante Cantine Modica di San Giovanni, nella suggestiva via dei balconi più belli al mondo, i cui proventi verranno devoluti ad un’associazione Onlus, quale contributo all’azione di salvaguardia dell’ambiente. 

Un’idea nata proprio dal format “Musica sui tetti” dello stesso Bordin che sin dalla sua prima esibizione ha voluto affiancare alla musica un’attività di raccolta fondi.

In esposizione fino al prossimo 14 novembre, la mostra “ART IN THE BIN” porterà per la prima volta a Noto un’ottantina tra sculture, installazioni e opere pittoriche di 22 artisti, le cui opere sono state esposte in Italia e all’Estero, candidando di  fatto la capitale del Barocco,attorno cui ruota un fermento culturale di ampio raggio a diventare anche una delle sedi più interessanti dell’arte contemporanea. 


Di fama internazionale, sono: Dario Agrimi, che con le sue opere spazia dalla pittura all’installazione, prediligendo anche il campo fotografico, scultoreo e video; Alessandro Cadamuro e le sue coniugazioni tra segno, suono, trasparenza e luce; Federica Cipriani e le sue tele realizzate con  carte regalo, veline e chiodi; Luigi Citarella, che dall’argilla modellata, al marmo scolpito fino alle resine laccate, crea “nature morte” dal forte impatto emotivo; Pietro D’Angelo, e i suoi materiali insoliti, come graffette, viti e puntine da disegno; Antonio Delli Carri, con le sue  sculture-agglomerato, in stampa 3D, in plastica e resine; Demetrio Giuffré, che come mezzo espressivo utilizza il silicone combinato ai colori;  Paolo Greco e le sue opere diventate espressione di un vissuto e di un riuso emotivo ed intellettuale, nella dimensione dell’assemblaggio compositivo e della rielaborazione e interpretazione materica; Paolo Mezzadri, che nel suo laboratorio prova, sperimenta, incontra ed attraversa elementi concreti con elementi assolutamente visionari; Sabrina Milazzo, con le sue tele in olio di lino che ritraggono  paesaggi suggestivi; Giuseppe Negro, con la sua vocazione al recupero, rilettura e rivisitazione del passato che costituiscono gli elementi fondanti della sua ricerca; Alessandro Padovan, con la sua Screw Art, che utilizza viti autofilettanti e pittura acrilica su pannello che creano un effetto tridimensionale in un’opera scultorea e pittorica contemporanea; Hannu Palosuo, l’artista finlandese che erge a protagonista dei dipinti la quotidianità; Franco Paternostro, poliedrico, spontaneo, indagatore del bello; Gianmarco Pulimeni, la sua pittura è surrealista, sensibile e umanista  e con mano sapiente getta un’ombra molto lunga sul mondo interiore; Luisa Russo, nella cui arte convive il miracolo della pacifica coesistenza delle “ragioni del cuore” e quelle “dell’intelligenza”;  Ignazio Schifano, le cui tecniche sono legate al restauro; Tina Sgrò che esporrà due tele di grande impatto; Marco Solzi, osservatore della luce in tutte le sue forme, dipinge antichi lampadari su grandi tele di iuta, finiti per diventare tra le più intriganti opere del panorama emergente italiano; Generoso Spagnuolo, con un proprio linguaggio postespressionista, spesso minimalista e parametrico, fondato sia sulla pittura che sulla scultura; Fiorenzo Zaffina, con le sue sculture realizzate con  materiali di scarto, lattine cassette VHS, plexiglas, perfino tubi idraulici.

E poi, c’è l’emergente Federico Nocera, “una grande risorsa per l’arte contemporanea”, promette la curatrice che ha fortemente voluto il giovane artista di Melilli nella Collettiva che si aprirà ai suoi visitatori come un cantiere dinamico, proiettato verso il futuro che ospita contaminazioni, intuizioni e materiali tutti da esplorare. 

“Attraverso”, incisioni d’arte di Loredana Amenta in mostra al “Brancati” di Scicli (RG). Testo critico a cura di Elisa Mandarà.


Dal 6 settembre al 6 ottobre il Movimento culturale Vitaliano Brancati ospiterà nei propri locali di via Aleardi 18 la personale di grafica dell’artista incisore Loredana Amenta, dal titolo “Attraverso - L’atelier di Loredana” (inaugurazione domenica 6, ore 19,30). Testo critico a cura di Elisa Mandarà.


In mostra, oltre dieci pregevoli incisioni e una quadreria con una decina di frammenti, realizzati con varie tecniche (puntasecca, acquaforte, ceramolle, acquatinta , ecc.) dall’artista scliclitana, titolare di un atelier - stamperia d'arte, una delle poche rimaste in Italia e in Sicilia, ubicata a circa duecento metri dalla sede del “Brancati”.

La mostra nasce dalla volontà degli organizzatori di rendere omaggio a un'artista che proprio dal “Brancati” ha mosso i suoi primi passi dieci anni fa con una propizia esposizione; ma anche dall'esigenza di esprimere gratitudine per l’attività che ha svolto e svolge nel suo laboratorio di via Pluchinotta 17, aperto dal 2016 ma inaugurato in forma ufficiale solo lo scorso dicembre.

Qui tra inchiostri, pennelli, punte, bulini, lastre di metallo, cere e fogli messi ad asciugare, Loredana dà lentamente forma delle stampe d'arte in bianco e nero o a colori, veri e propri tesori dell'arte grafica, in collaborazione con altri artisti o a partire dalle proprie opere originali.

L’attività dell’atelier non solo non si è mai fermata, in questi mesi così difficili per gli artigiani e le imprese, ma ha fatto registrare uno straordinario incremento che premia sicuramente la scelta coraggiosa e in controtendenza di una “donna faber”. Suo il merito di aver ceduto e creduto al fascino senza tempo della stampa artigianale, nell'era digitale dei pixels e dell'incisione laser.

Nelle sue acqueforti, Loredana Amenta raffigura frammenti architettonici, finestre, variazioni sul tema - monocrome o in quadricromia – di vedute urbane filtrate attraverso forme arabeggianti; scorci notturni di Scicli, particolari della Fornace Penna, del castello di Donnafugata o della chiesa di San Matteo. Spicca per la commossa sensibilità l’omaggio "A Piero”, dedicata al maestro Guccione: una lastra frammentata, volutamente incompleta, raffigurante una stanza con una grande finestra. Al centro in prospettiva immobile una sedia in legno, vuota. Quella da cui il pittore dipingeva, guardando il mare.




Non a caso, la critica d'arte e giornalista Elisa Mandarà sottolinea nel suo testo come la nuova poetica dell'artista sciclitana vada ricercata nella finestra e nei significati ad essa sottesi. «Ricercando un nucleo caldo definitorio della poetica di Loredana Amenta – scrive Elisa Mandarà - la metafora cardinale onnicomprensiva della sua nuova lucente collezione può essere additata nella finestra, ovvero nel luogo liminare di interscambio tra il dentro e l'esterno, allusiva della situazione esistenziale e immaginativa, fisica e ideale dell’attraversamento».

«Scicli, Modica, Ragusa, l'area urbana e naturale dell'universo della propria infanzia – continua - sono colte in una monumentalità accarezzata da asciutto lirismo, trovando espressione, ed è quanto preme marcare, in una maestria delle tecniche incisorie, alle quali Loredana Amenta accede con sicurezza e sensibilità, scommettendo sulla padronanza artigianale come sulla verità d’ispirazione»

La mostra potrà essere visitata, nel rispetto delle norme anti-Covid, tutti i giorni dalle ore 17,30 alle 20,30; chiuso domenica e festivi. Ingresso libero.


Info e contatti
Amenta Incisioni
via Pluchinotta 17, Scicli (RG)
info@amentaincisioni.com
www.amentaincisioni.com
cell. 339 195 8984

"La prospettiva dell'effimero. Antonio Joli e la scena per angolo" in mostra alla Galleria. Collezione e Archivio Storico di Modena, BPER Banca, a cura di Lucia Peruzzi.

 


LA PROSPETTIVA DELL'EFFIMERO
Antonio Joli e la "scena per angolo"
A cura di Lucia Peruzzi

"La Galleria. Collezione e Archivio Storico" 
BPER Banca, Modena 
18 settembre - 8 novembre 2020


"La prospettiva dell'effimero. Antonio Joli e la scena per angolo" è il titolo della mostra che "La Galleria. Collezione e Archivio Storico" di BPER Banca presenta dal 18 settembre all'8 novembre 2020 presso gli spazi espositivi di via Scudari 9 a Modena.

L'esposizione viene inaugurata in occasione del festivalfilosofia 2020 e interpreta il tema selezionato per la ventesima edizione del festival - Macchine - a partire da una "scena per angolo" di Antonio Joli (Modena, 1700 - Napoli, 1777), parte della Collezione di BPER Banca. L'opera è testimonianza del desiderio di "spettacolarità" che caratterizza le corti barocche, non solo in relazione al gioco scenico, ma anche in un'accezione più ampia, in cui le idee di "artificio" e "meraviglia" rispondono ad esigenze di occasionale magnificenza dinastica.

 
Curato da Lucia Peruzzi, storica dell'arte e consulente di BPER Banca, il percorso espositivo si apre con l'opera ad olio su tela di proprietà di BPER Banca - "Sansone abbatte il tempio" - che consente di approfondire la fase iniziale del pittore, connotata da un marcato intento scenografico e teatrale, rendendo conto dei suoi primi interessi, orientati verso il genere del "capriccio architettonico". Il dipinto è posto, quindi, in dialogo con due tele dello stesso autore, provenienti dal Museo Civico d'Arte di Modena: una seconda opera intitolata "Sansone abbatte il tempio" e un dipinto dedicato all'"Incendio di Troia".



«Queste tele - scrive la curatrice - con la loro affascinante commistione di artificio e verità ci immergono nel mondo effimero e vivace dei teatri e della scenografia della corte estense agli inizi del Settecento e ci rimandano a quelle suggestive ‘apparenze di scena' che si susseguivano sapientemente durante gli spettacoli: ‘atrii grandi illuminati, fabbriche remote e rovinate, fabbriche diroccate'. Già nel secolo precedente si erano affermate a Modena con grande successo le specializzazioni pittoriche del quadraturismo, del rovinismo e della scenografia prospettica. Nella città estense di primo Seicento, da poco assurta al rango di capitale del ducato, vengono impiegati progettisti e scenografi, architetti e noti pittori che, all'occasione, si cimentano in ardite invenzioni per offrire al pubblico artifici mirabolanti e soddisfare le richieste di una corte consapevole dell'importanza del messaggio dell'arte ai fini della propria celebrazione. Provengono in gran parte dalla vicina Bologna, il centro propulsore della cultura scenografica e teatrale del tempo, e realizzano imprese decorative assai vaste mostrandosi in grado anche di creare apparati scenici e festivi di carattere effimero: macchine, caroselli, tornei, giochi d'acqua e ‘fuochi d'allegrezza'. La tradizione scenografica emiliana riceve un impulso decisivo, tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, con l'adozione della "scena per angolo" per opera di Ferdinando Galli Bibiena, del tutto innovativa rispetto alle tradizionali costruzioni prospettiche a unico asse centrale di ascendenza rinascimentale tipiche del teatro barocco. In questo contesto culturale si inserisce la produzione giovanile di Antonio Joli. Le opere qui presentate, nella soluzione del taglio obliquo della veduta, nei motivi di balaustre e di balconate aggettanti, denunciano un puntuale rimando ai dettami bibieneschi. Senza dubbio, per la loro forte evocazione di macchine e quinte teatrali, costituiscono trasposizioni di scenografie smarrite da collegare a opere musicali messe in scena intorno al 1725 al suo ritorno da Roma. In particolare nel Sansone la bellissima invenzione di rappresentare il crollo in atto costituisce una rarissima annotazione di tecnica teatrale, il cosiddetto ‘diroccamento a vista', in cui, una macchina teatrale azionata per mezzo di complesse manovre di funi, pesi e contrappesi, anziché rappresentare staticamente un cumulo di macerie, fissa la dinamica del crollo proprio nel momento in cui l'architettura sta per abbattersi con fragore sul palcoscenico».

«Per il primo anno BPER Banca è main sponsor del festival e ciò conferma la concreta politica a sostegno della cultura, nelle sue diverse espressioni, avviata da tempo con numerosi interventi che affiancano all'attività bancaria specifica un'attenzione particolare ai progetti e alle iniziative di maggiore rilevanza provenienti dalle comunità servite - afferma il Presidente di BPER Banca Pietro Ferrari. La preziosa collaborazione con il Museo Civico d'Arte di Modena conferma, inoltre, la volontà di BPER Banca di creare una rete con le istituzioni cittadine, fondamentale soprattutto in questo momento di ripresa. Questa partnership, dunque, completa e vivifica un ampio progetto di collaborazione culturale e costituisce, al contempo, un nuovo importante tassello delle nostre attività di responsabilità sociale. Affrontare insieme l'incertezza è la chiave per garantire alla comunità un nuovo inizio positivo, partendo proprio dalla cultura».



La mostra è aperta al pubblico dal 18 settembre all'8 novembre 2020. Orari di visita in occasione del festivalfilosofia: venerdì 18 e domenica 20 settembre ore 10.00-18.00, sabato 19 settembre ore 10.00-23.00. Orari di apertura ordinari: il primo weekend del mese, da venerdì a domenica ore 10.00-13.00 e 14.00-18.00; sabato 3 ottobre, in occasione di "Invito a Palazzo", orario continuato 10.00-19.00. Visite guidate, gruppi e aperture straordinarie su prenotazione. Ingresso libero previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Catalogo disponibile presso la sede espositiva. Per informazioni: T. +39 059 2021598, lagalleria@bper.itwww.lagalleriabper.it.
 
"La Galleria. Collezione e Archivio Storico" di BPER Banca
"La Galleria" di BPER Banca nasce nel 2017 con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-culturale del territorio, rendendo accessibili al pubblico a rotazione i tesori d'arte della Collezione del Gruppo, che comprende un migliaio di opere, dal Quattrocento al Novecento. Non solo un museo, ma un luogo di scambio culturale, per consolidare il rapporto che lega BPER Banca a Modena; un segnale di continuità con il passato e apertura verso il futuro. Tra le esposizioni più importanti allestite dal 2017 ad oggi si segnalano: "Uno scrigno per l'arte" (2017), "Ospiti illustri in Galleria. Maestro dei Polittici Crivelleschi e Cola dell'Amatrice" (2018), "Jules Van Biesbroeck. L'anima delle cose" (2019).
L'Archivio Storico è un patrimonio documentario che raccoglie la memoria e la testimonianza del cammino percorso da BPER Banca e dalle banche che, nel tempo, sono state incorporate nel gruppo. La memoria è fondamentale per la nascita di una nuova "responsabilità culturale d'impresa" che coniughi interesse pubblico e privato. L'attività di studio e catalogazione ha consentito la pubblicazione dei seguenti volumi: "Le Signorine della Banca Popolare di Modena" (2018) e "I Primi Soci" (2019).



 


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