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giovedì 17 giugno 2021

CARTA BIANCA. UNA NUOVA STORIA 49 artisti x 49 copertine. Al Museo Gigi Guadagnucci di Massa, il progetto di Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia aprile 2020.

 


CARTA BIANCA. UNA NUOVA STORIA
49 artisti x 49 copertine

Un progetto di Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia aprile 2020

Museo Gigi Guadagnucci, Massa (MS) 
25 giugno - 29 agosto 2021 
Opening: sabato 25 giugno ore 19.00


"Carta bianca. Una nuova storia": il progetto ideato da Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia dell'aprile 2020 diventa una mostraDal 25 giugno al 29 agosto 2021, il Museo Gigi Guadagnucci di Massa (MS) ospita in anteprima le 49 copertine d'artista realizzate a partire dall'edizione speciale della nota rivista, uscita durante il primo lockdown con una copertina completamente bianca, segno di sconcerto, stupore e attesa.

Invitati da Valentina Ciarallo, 49 artisti italiani, separati da un arco anagrafico complessivo di 29 anni, hanno trasformato il prestigioso magazine da contenuto a contenitore, scrivendo sulla carta bianca una nuova storia. Un'impresa corale, nata "dal basso", che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di artisti affermati, come Mario Airò, Stefano Arienti, Vedovamazzei e Flavio Favelli, e autori giovani, come Bea Bonafini, Guglielmo Castelli, Romina Bassu e Riccardo Beretta, accomunati dal desiderio di ricominciare.





Le 49 copertine d'artista sono state pubblicate, all'interno di un articolo, da Vogue Italia nel numero di marzo 2021, dedicato alla creatività, tema condiviso dalla comunità internazionale di Vogue, con un testo di presentazione di Federico Chiara e un intervento critico di Francesco Bonami.

Con questo progetto, gli spazi di Villa della Rinchiostra, sede del museo dedicato allo scultore Gigi Guadagnucci, si aprono agli artisti del presente, capaci di rimettersi in gioco, di ritrovare nuove aspirazioni, di reinventare altri modi espressivi.

«L'occasione di questa mostra - dichiara Nadia Marnica, assessore alla Cultura del Comune di Massa - oltre al grande valore comunicativo legato al difficile momento che stiamo passando, è anche una grande occasione di incontro tra diverse modalità di esprimere l'arte e di divulgare messaggi: l'amore e la passione trasfusi nel marmo da Gigi Guadagnucci e il desiderio di rinascita, il senso di speranza delle opere del progetto legato alla copertina bianca di Vogue Italia dell'aprile 2020. Un arricchimento per il nostro museo».





«Questo progetto - spiega Cinzia Compalati, direttore del Museo Gigi Guadagnucci - riflette da vicino il nostro recente passato e quei sentimenti collettivi di sconcerto e stupore che hanno accompagnato tutti gli italiani nel marzo 2020 in occasione del primo lockdown. È questo che sta facendo oggi il Museo Gigi Guadagnucci: creare esperienze condivise e instaurare un legame privilegiato con la comunità di riferimento, attraverso azioni che facciano del museo uno specchio della contemporaneità nel quale riconoscersi».

«Il bianco come vuoto, purezza, rinascita - scrive Valentina Ciarallo. La tela bianca per il pittore, la pagina bianca per lo scrittore, il marmo bianco per lo scultore. Tutto ha inizio dal bianco, tavolozza virtuale e somma di tutti i colori. La luce dopo il buio. Un'idea che fiorisce e ne genera un'altra e un'altra ancora. Tra il marmo bianco del museo prende forma il racconto corale animato da varietà e diversità di linguaggi, espressione della sublimazione della materia».

L'immagine bianca voluta da Vogue Italia per la copertina di aprile 2020 esprime attraverso lo sconcerto la presenza di un evento antitetico a un contesto dedicato, per sua specifica natura, alla bellezza e alla gioia del vivere. Si interrompe una consuetudine affermatasi in Italia fin dal 1962, che ha nutrito l'immaginario visivo di migliaia di lettori. Il mondo si ferma. Quel vuoto, indizio di assoluto o simbolo di negazione, riesce a coinvolgere realtà artistiche fra le più incisive e significative del nostro tempo. Il bianco che rappresenta il principio della fase vitale, segnale di speranza e fiducia, diventa stimolo creativo per artisti capaci di aderire alla nostra contemporaneità. Torna a vibrare, potentemente visionario, reinterpretato attraverso personali letture. La superficie, come una tela, un foglio, uno spazio in grado di accogliere istanze innovative, diventa racconto collettivo animato da linguaggi, tecniche e materiali differenti. Dalla pittura al ricamo, dalla fotografia alla ceramica, dal collage alla customizzazione con A.I. I temi emersi si traducono in ambientalismo, diritti civili, europeismo; i grandi autori del Novecento - Pier Paolo Pasolini, Simone de Beauvoir, Italo Calvino - sono stati fonte di ispirazione. Il numero 49 sfiora la cifra tonda, ma lascia una porta aperta, perché è una storia da raccontare, una storia per ricominciare, una storia per il domani. L'approdo non è ancora toccato.






Le 49 copertine d'artista sono state realizzate da Mario Airò, Giulia Andreani, Salvatore Arancio, Francesco Arena, Stefano Arienti, Romina Bassu, Marco Basta, Elisabetta Benassi, Jacopo Benassi, Manfredi Beninati, Riccardo Beretta, Simone Berti, Bea Bonafini, Silvia Celeste Calcagno, Silvia Camporesi, Letizia Cariello, Guglielmo Castelli, Fabrizio Cotognini, Maria Crispal, Giovanni De Angelis, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Mauro Di Silvestre, Matteo Fato, Flavio Favelli, Ludovica Gioscia, Goldschmied & Chiari, Corinna Gosmaro, Invernomuto, Giovanni Kronenberg, Diego Miguel Mirabella, Davide Monaldi, Matteo Nasini, Marina Paris, Alessandro Piangiamore, Donato Piccolo, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Marco Raparelli, Pietro Ruffo, Alice Schivardi, Vincenzo Simone, Sissi, Giuseppe Stampone, Lamberto Teotino, Eugenio Tibaldi, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei.

In occasione dell'esposizione, presso il Museo Gigi Guadagnucci si potranno ascoltare i podcast con le testimonianze degli artisti.




La mostra aprirà sabato 25 giugno, alle ore 19.00, nel parco della Villa, con ingressi contingentati agli spazi museali sino alle ore 21.00. L'esposizione sarà visitabile fino al 29 agosto 2021 nei seguenti orari: fino al 22 agosto da martedì a venerdì ore 17.00-20.00, sabato ore 20.30-23.30, domenica ore 10.00-13.00, chiuso lunedì e Ferragosto; dopo il 22 agosto da martedì a venerdì ore 16.00-19.00, sabato ore 17.00-20.00, domenica ore 10.00-13-00, chiuso lunedì. Ingresso gratuito. T. +39 0585 049757, T. +39 0585 490204, museoguadagnucci@comune.massa.ms.itwww.museoguadagnucci.it
 
Il Museo Gigi Guadagnucci ha aperto le porte al pubblico nel 2015, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Gigi Guadagnucci (Massa, 1915-2013). Grande scultore nato a Massa ma formatosi in Francia e vissuto a lungo a Parigi, Guadagnucci è stato uno dei principali maestri del marmo del XX secolo: il museo trae origine dalla donazione di un consistente nucleo di sue opere, ceduto dall'artista stesso e dalla moglie, al Comune di Massa nel 2012 con l'obiettivo specifico di aprire un museo che contenesse una selezione significativa della sua produzione. La sede, il piano terra e l'interrato della seicentesca Villa della Rinchiostra, immersa in uno splendido parco, era stata identificata quando Gigi Guadagnucci era ancora in vita: lo scultore riteneva che l'apertura di un museo potesse costituire la base per trasformare la villa in un polo dedicato alle arti contemporanee. Il Museo - allestito dagli architetti Giuseppe Cannilla e Alberto Giuliani - ospita quarantasei opere di Gigi Guadagnucci, eseguite tra il 1957 e il 2005, che documentano l'intero percorso creativo dell'artista. Per maggiori informazioni: www.museoguadagnucci.it/la-villa/

East Market, domenica 20 giugno torna a Milano il mercatino cult del vintage.

 


EAST MARKET MILANO
Domenica 20 giugno 2021
dalle ore 10 alle ore 21

Via Mecenate, 88/A – Milano 
Ingresso Euro 5
Infoline +393516559781

+++ ATTENZIONE! MISURE DI SICUREZZA E INGRESSI CONTINGENTATI

Per assicurarsi l'ingresso a East Market è necessario acquistare il biglietto online all’indirizzo https://link.dice.fm/OpiuKjBvQfb

I bambini entrano gratis fino ai 12 anni (con documento identità), libero accesso ai cani, accesso agevolato per i disabili.

 L'evento sarà strettamente regolato secondo le normative vigenti: misurazione temperatura all’ingresso, obbligo mascherina, sanificazione mani, distanziamento e ingressi contingentati.





Torna East Market, il mercatino vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprarevendere e scambiare. Un ritorno fortemente voluto dagli organizzatori, come dal pubblico e dagli espositori dopo un lungo periodo di pausa forzato. La prima edizione dell’anno vuole sottolineare anche la voglia di tornare alla normalità, di tornare a vivere la città e gli eventi in completa sicurezza. 

300 selezionati espositori da tutta Italia tornano con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti. Dai più ricercati capi d'abbigliamento vintage all'artigianato più raffinato, dai più rari dischi in vinile ai colorati complementi d'arredo. Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate si possono trovare anche articoli di collezionismoaccessorimobilimodernariatousatopulcidesignscarpe e borselibrifumettiposterriviste e stampeelettronicamilitariagiochi e videogiochiriciclo e riusostranezze variepiattiporcellane e utensilie molto altro ancora. 




Tra gli espositori presenti questo ci sarà Moira Labroc, meglio conosciuta come “Moira la Rigattiera 2.0”. La sua proposta spazia dagli accessori a piccoli complementi d’arredo, passando per il riuso creativo fino ad arrivare a valige e bauli. La sua ricerca si concentra su vecchi oggetti usati che poi pazientemente restaura, donandogli una seconda vita. Vania Cranico, invece, è specializzata in collage, vasi e piastrelle. Con i primi riesce a creare un po’ di tutto: da piccole opere d’arte ai più svariati accessori; con i secondi si diverte a mescolare materiali, colori e forme creano oggetti unici nel suo genere. Sul fonte fashion, Giada Fornoni con il suo marchio imaginativedesire, proporrà un’ampia selezione di capi da donna tutti rigorosamente vintage. Colorati abiti Anni ’80, camicie, gonne, ma anche scarpe e accessori. 



 

Come da tradizione East Market si distingue per un connubio di modafai da temercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi articoli e idee sempre diverse. L'idea di vintage che propone East Market è anche cultura e consapevolezza del riciclo. Non solo valorizzare il senso estetico e funzionale degli oggetti, ma anche informare e sensibilizzare il pubblico sugli aspetti ecologici sottesi a questa cultura





Accompagnano il mercatino le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. East Market adotta la politica #plasicfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili.  Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato. 






Tutte le informazioni e le novità sono su facebook.com/eastmarketmilanoeastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano.

 

OSTINATO SGUARDO. A Domodossola in mostra 50 opere dell'illustratore romano Gianluca Folì.

 


Ostinato Sguardo
Gianluca Folì: vent’anni di idee, poetica, tratti e colori. 
Un viaggio tra gli strumenti, la concretezza e gli umori di un mestiere

Dal 26 giugno al 18 luglio 2021
Inaugurazione: Sabato 26 giugno 2021 ore 17:00

Presentazione con l’artista del libro “Ostinato sguardo” sabato 3 luglio 2021 alle ore 16:00


Ingresso libero

Orari | martedì - venerdì 16-19 | sabato - domenica 10-12 | 15-19



Gianluca Folì
è uno straordinario illustratore il cui lavoro è riconosciuto e premiato a livello internazionale. Dal suo studio di Grottaferrata nei Castelli Romani ha creato e continua a creare illustrazioni per Epson, Feltrinelli, Suzuki, GoDaddy, Lonely Planet, Gambero Rosso, Mondadori, Einaudi Editore, Fendi, Alfa Romeo, Max Mara, Les Echos, Taschen e altri importanti nomi in giro per il mondo. Nel 2015 il suo lavoro è stato selezionato e premiato dalla Society of Illustrators di New York con la medaglia d’oro, categoria Editorials and Books, e nello stesso anno è stato medaglia d’argento alla Society of Illustrators di Los Angeles. La Society of Illustrators è la più antica istituzione statunitense dedicata all’illustrazione ed è uno dei riconoscimenti internazionali più importanti per questo campo artistico. I lavori di Folì sono inclusi in diverse mostre collettive in Italia e all’estero.




In esposizione a Domodossola circa cinquanta opere. Una retrospettiva dei principali lavori e serie eseguiti dall’artista nei suoi primi vent’anni di carriera tra cui le stampe per il calendario Epson 2021 “Colorseeker. L’origine dei colori”, il primo a essere realizzato da un illustratore, selezionato per il 63° premio annuale della Society of Illustrators NY e inserito nella lista dei finalisti del “Creative Quarterly”, il periodico newyorchese di fotografia, arti e comunicazione visiva.

La mostra, che continua il personale percorso espositivo dell’artista romano, è a ingresso libero ed è organizzata presso l’Artoteca Di-Se, il nuovo spazio nato all’interno del Collegio Rosmini di Domodossola e lanciato ad aprile di quest’anno per promuovere il prestito domestico di opere d’arte originaliwww.artotecadise.it




L’inaugurazione è prevista per sabato 26 giugno. Il sabato successivo, 3 luglio, è in calendario la presentazione del libro “Ostinato sguardo”, racconto del percorso ventennale dell’artista (presente all’incontro). Le opere in mostra sono state stampate con il patrocinio e la collaborazione di Opificio Arte Stampata che si occupa della riproduzione a stampa fineart con caratteristiche e qualità museale realizzate con tecnologie e materiali Epson.

Le 12 tavole del calendario “Colorseeker” verranno poi esposte nella serra della Casa del Profumo di Santa Maria Maggiore (VB), in Valle Vigezzo, a partire dal 23 luglio – inaugurazione con Gialuca Folì alle ore 17 – e per tutto il mese di agosto. L’artista sarà inoltre uno dei relatori della terza edizione della Mountain Academy, corso gratuito su tre giorni, il 16, 17 e 18 luglio, per creare un taccuino d’artista.

Ostinato sguardo è una tappa del grande progetto Interreg Italia-Svizzera “Di-Se – DiSegnare il territorio”, tre anni all’insegna del disegno e dell’arte che vede coinvolti Associazione Musei d’Ossola, Museumzentrum La Caverna di Naters e Associazione Asilo Bianco. La mostra è inoltre un’anteprima di Disegnare il territorio, il grande festival dedicato all’illustrazione che animerà la città di Domodossola dal 24 luglio al primo agosto.




Artoteca Di-Se | Collegio Mellerio Rosmini, via Rosmini 24, Domodossola (VB)


Per informazioni e per seguire tutte le attività, gli eventi e le iniziative di Di-Se:

Ufficio stampa: Paola Fornara | 346 3002931 | paola.fornara@gmail.com

BEHIND THE MASK. A Noto la mostra personale dell'artista poliedrico Giuseppe Piccione, a cura di Vincenzo Medica, con testo critico di Antonio Casciaro.

 


BEHIND THE MASK

Giuseppe Piccione  

Solo Exhibition

26 giugno - 25 luglio 2021
Inaugurazione: Sabato 26 giugno ore 19:00

BASSI  di PALAZZO NICOLACI , NOTO



Il mondo dell’Arte internazionale vede già in “BEHIND THE MASK” una delle mostre/evento più importanti della Sicilia del 2021, mostra  che inizierà il 26 GIUGNO e si chiuderà il 25 LUGLIO  a cura di VINCENZO MEDICA e con testo critico di ANTONIO CASCIARO.




Si prevede quindi, viste le aspettative globali, un altissimo livello qualitativo internazionale,  per non dire un punto di svolta nel panorama artistico contemporaneo.  I  curatori con il titolo della mostra centrale, che orienterà il numeroso  pubblico partecipante, risultano molto attenti al rapporto tra arte visiva  e indagine sociale: IN BEHIND THE MASK –affermano-  Giuseppe Piccione rappresenta la generosità di spirito e il senso di umanità che l’arte colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa degli spazi espositivi”



Precise e puntuali le parole dell’artista Giuseppe Piccione: “Procedo la mia indagine sul rapporto tra arte e cultura sociale” che apre così la strada ai rapporti tra Arte e vita reale. 

 

La mostra BEHIND THE MASK  punterà ad abbracciare oltre all’Arte visiva sostenibile anche l’Arte mediale con una video installazione in una osmosi e una fusione reciproca.

L’indirizzo curatoriale ha confermato ancora una volta la necessità di creare un nesso tra le arti, che, secondo le giuste parole del Vasari erano tutte figlie del Disegno. Il colore come  segno manuale o digitale che sia  sarà il protagonista della mostra Siciliana, un segno colorato foriero di valenze autonome.



TESTO CRITICO A CURA DI ANTONIO CASCIARO

Le opere figurative di Piccione invocano un mantra, un ripetere il ritmo della vita nascosta dietro le maschere apparenti della realtà multiforme. Un forma a servizio del rito sacro dell’arte. Molte forme che invocano una sola forma. La ricerca di un archetipo, ma irraggiungibile. 

La narrazione visiva, che spazia dall’urlo di dolore, allo stupore della morte e della vita ai margini delle donne di periferia, ai segni di una sessualità mercificata, si impone come una recita ad alta voce, un grido di richiesta di aiuto che molti di noi nel loro intimo elaborano ma fingono di non avere: dietro una maschera. 

Maschere in serie. Ritmo pop. Un mantra, un rullo di tamburi tribali. È così che Piccione espone in immagine visiva un vissuto sonoro. Come un rapper suburbano: voci di periferia e di margine. Voci che anelano. Voci che emergono portandosi al centro dell’attenzione del fruitore della mostra.

Il mantra visivo delle opere, eseguite con una serialità ritmica che solo un artista maturo sa fare, si manifesta a volte ad alta voce, a volte appena sussurrato. Questa ripetizione della stessa maschera, ma sempre con attributi plastici differenti, ricerca di colori irreali, forme che sembrano sublimare una libido incompiuta, è una ripetizione-preghiera. Una visione spirituale dell’arte sociale.

Piccione è un artista che si fa contaminare dal dolore degli altri, degli emarginati, dal caos interno della disabilità, dalla ricerca di purezza della prostituta, dalla pietà di un padre in braccio a un figlio. Dietro queste maschere si cela un’aurea, quella della serialità; e ci fa comprendere come l’arte contemporanea possa erodere spazi alla religiosità tradizionale facendo rivivere una spiritualità che si ispiri a sentimenti autentici. Siamo in presenza di un tentativo di costruire una vera e propria religiosità estetica. 

Se è vero che Andy Warhol fece diventare simbolo della Pop Arte delle scatole di detersivo, Piccione sembra voglia far diventare le maschere-tribe un simbolo di una spiritualità perduta dalla cultura di massa; andando a ricercare – dalla cosa all’invisibile – l’angelo custode che dorme dentro ciascuno di noi e che necessita di essere risvegliato. Per far compiere un atto religioso: quell’atto a cui anela l’arte del post-moderno.

La serialità dell’opera di Piccione si pone – pertanto - proprio in antitesi alla riproducibilità da cui è afflitta la cultura visiva della società contemporanea. È così che il giudizio estetico che il fruitore della mostra è orientato ad elaborare, non può non considerare la critica sociale al meccanismo della riproducibilità della merce-uomo.


KIMERE. Alla Galleria Orizzonti di Ostumi, in mostra le opere dell'artista Vania Elettra Tam, a cura di Gabriella Damiani, presentazione Carlo Micheli.

 


KIMERE
Vania Elettra Tam

a cura di Gabriella Damiani
presentazione Carlo Micheli

26 giugno - 10 luglio 2021
Inaugurazione: Sabato 26 giugno ore 19:00

Orizzonti Arte Contemporanea
Piazzetta Cattedrale, Centro Storico, Ostumi



Per aprire la stagione degli eventi 2021 la galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni propone Kimere, la mostra di una delle artiste che meglio rappresentano le scelte culturali della galleria stessa: Vania Elettra Tam.
Maria Gabriella Damiani afferma: "Sono tanti anni che contribuisco alla diffusione del suo lavoro e ne sono orgogliosa, specie quando sono testimone di tante evoluzioni, sia personali che pittoriche.
Gli ultimi lavori di Vania, infatti, parlano di una nuova consapevolezza interiore, una Verità che esplode nelle forme e nei colori delle sue opere, una maturità della donna prima ancora che dell’artista. Questo periodo di lunghe chiusure ha prodotto tanti disastri ma anche tanti gioielli: il cambiamento vero, lì dove possibile, delle nostre menti e delle nostre coscienze verso un futuro migliore, possibile e sostenibile, se solo recuperassimo la nostra consapevolezza sociale… dovremmo imparare dagli animali, e riprendere il nostro posto di uomini integrati nel ciclo della Natura, al fine di collaborare al bene della collettività. 
È un concetto che Vania esprime in pieno con tutta la sua cifra pittorica e personale, pur senza perdere, anche se espresso in modo più delicato ed elegante, il suo puro umorismo
”.



Ecco come Carlo Micheli presenta quest’ultimo ciclo pittorico di Vania Elettra Tam:
"Vi sono animali che vivono in società organizzate, dove ogni individuo ha un ruolo prestabilito e lavora per il bene comune: le termiti, le formiche, le api... no, inutile cercare l'uomo nell'elenco, l'uomo non sa ragionare in termini di sacrificio personale, bene comune, crescita collettiva... Tanto meno lo sanno fare i politicanti di mestiere. Vania Elettra Tam ha un dono raro: sa vedere oltre la barriera dei comunicati ufficiali, sa cogliere la realtà del momento, spesso volutamente offuscata e, ancor più, sa intuire ciò che sarà, attraverso l'infallibile sfera di cristallo della sua arte. 
Così, fluttuando tra lo stato onirico, la razionalità e la creatività, Vania ha immaginato una società matriarcale, sull’esempio del sistema organizzativo proposto dagli insetti sociali, (contrapposti alla dannosità degli inutili parassiti) e in sostituzione del fallimentare modello maschile. Nel ciclo "Kimere", donne-regine dirigono società ispirate a formiche, termiti, api, a delineare mondi perfetti, vere e proprie utopie sostenibili. Sintesi profonde, espresse con chiarezza e ironia, come nel caso del castoro, costruttore e riutilizzatore, capace di "fare diga" contro le difficoltà. L' autoritaria figura femminile (coi capelli raccolti a coda di castoro) incarna l'alternativa per una ricostruzione sostenibile, espressa dall'accostamento tra gli igloo di Merz e le tane dei Castori, in una sorta di ribaltamento logico, a suggerire come la realtà debba rifarsi all'arte e non viceversa.
Il messaggio si fa più sorridente e giocoso allorché la “cacciatrice di utopie” si trova al cospetto degli uccelli tessitori, mimetizzata con un copricapo a forma di nido, in perfetta armonia con la natura e nel rispetto delle diversità. Un richiamo alla responsabilità di ognuno, alla necessità di ricostruire al meglio, di ripartire nella consapevolezza che "l'arte lo dice prima, l'arte lo dice meglio..." 




GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA

Piazzetta Cattedrale (centro storico)

Ostuni (Br)

Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506 - info@orozzontiarte.it

www.orizzontiarte.it 


Communication Manager: Amalia Di Lanno

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