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giovedì 16 settembre 2021

COME BACK I TALK . Arte pubblica e residenze d'artista. A Matera, due giornate di talk per riflettere sulle nuove pratiche dell'arte contemporanea.

 


COME BACK I TALK

Arte pubblica e residenze d'artista


18/19 SETTEMBRE 2021, DALLE ORE 17:30

Piazza Madonna dell'Idris

Sasso Caveoso, Matera




Avrà inizio sabato 18 e domenica 19 settembre, a partire dalle 17.30, nel Sasso Caveoso di Matera, in piazza Madonna dell'Idris, antistante Momart Gallery, Come Back, progetto artistico ideato dall’artista Raffaele Fiorella in favore dei giovani artisti e sviluppato in collaborazione con Monica Palumbo, direttrice di Momart, nell’ambito del programma di eventi culturali estivi “Matera Welcome”. Promosso dalla Regione Basilicata/Dipartimento Presidenza Ufficio Sistemi Culturali e Turistici, in partenariato con l'Accademia di Belle Arti di Bari e con il patrocinio del Comune di Matera, il progetto partirà con due giornate di talk incentrati sui temi afferenti l'arte pubblica e le residenze d'artista. Gli incontri, attraverso le testimonianze di sei relatori invitati, tre per ciascun talk, puntano a generare una riflessione condivisa e partecipata su due argomenti fondanti le nuove pratiche dell’arte contemporanea. 


I Talk aprono ad una programmazione culturale più ampia promossa da Momart Gallery e che comprende mostre, residenze d'artista e interventi di arte pubblica che avranno luogo a Matera nei prossimi mesi. 





La volontà di intraprendere questo percorso nel mio territorio, proponendo eventi e nuove ricerche artistiche - ha dichiarato Monica Palumbo - mi ha dato la possibilità in questi ultimi anni di promuovere l’arte pubblica contribuendo a far conoscere la mia organizzazione culturale non solo nel territorio locale ma anche in quello nazionale. In un momento di grandi cambiamenti dove tutto il mondo sta vivendo un periodo di improvvisa trasformazione, il maggior utilizzo di sistemi informatici ha permesso una più diffusa fruizione di tutto ciò che fa parte del panorama artistico, dalla “visione” di mostre all’acquisto di opere d’arte in modalità online. L’arte pubblica e le residenze, invece, nascendo e sviluppandosi tra la gente, consentono una partecipazione gratuita e non settoriale, garantendo quell’esperienza sensoriale ed emozionale dell’opera che solo dal vivo acquista un senso”. 


Il 18 settembre, all’inizio dei talk, presenzieranno e interverranno le seguenti autorità: Patrizia Minardi, Dirigente Sistemi Culturali e turistici. Cooperazione internazionale della Regione Basilicata, Alberto Acito, vicesindaco del Comune di Matera, Graziella Corti, Assessore Opere pubbliche del Comune di Matera, Tiziana D’Oppido, Assessore alla Cultura del Comune di Matera, Ina Macaione, Docente di Progettazione architettonica e urbana dell’Università della Basilicata. 




In caso di pioggia I talk si svolgeranno all’interno, nei vicini spazi di Momart Gallery.
Saranno adottate tutte le opportune misure di tutela anti covid, quali controllo green pass, sanificazione delle mani, distanziamento individuale, misurazione della temperatura corporea.


Il progetto è sponsorizzato da Residenza I Tre Portali Suites di Matera.




Info al pubblico e Ufficio Stampa


MOMART GALLERY

Piazza Madonna dell’Idris n. 5 e 7

Matera 75100

Tel. 3388414318

Email: momartgallery57@gmail.com

Sito web: www.momartgallery.it


Canali social:

Facebook: @momartgallery

Instagram: momartgallery_matera

Twitter: @momartmatera


BIRRITALIA FESTIVAL. A Padova 3 giorni dedicati ai Birrifici Artigianali Italiani e Stranieri di Qualità, con musica live, food truck ed artisti di strada.

 


Birritalia Festival
Edizione 2021

17, 18 e 19 Settembre 2021
Parco Della Musica,
Via Venezia n. 40, Padova

INGRESSO GRATUITO

Dopo molti mesi di grande sete ed attesa, al via da venerdì 17 fino a domenica 19 settembre, al Parco della Musica di Padova, l'edizione 2021 di Birritalia, il festival dei Birrifici Artigianali Italiani e Stranieri di Qualità.


In una splendida area Verde di 45.000 Mq immersa nel Centro Urbano della Città di Padova:
☞ Area dedicata alla manifestazione 5.000mq
☞ 24 Birrifici Artigianali Italiani e Stranieri di Qualità presentati da 10 Locali Selezionati
☞ più di 100 Birre sulla Tap List
☞ Food Truck selezionati con le squisitezze Italiane ed Internazionali
☞ Musica Live & Buskers
☞ Artisti di Strada
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I LOCALI PARTECIPANTI ED I BIRRIFICI ARTIGIANALI PRESENTATI:

★ Locale: Birreria da Carre
★ Birrifici Presentati: Birrificio Italiano / Stone Brewing
★ Locale: Al Cubetto
★ Birrifici Presentati: La Rü / Genys
★ Locale: Jolly Roger (ex Birreria Da Umbe)
★ Birrifici Presentati: Birra Baroni / Owski
★ Locale: Fatti di Luppolo
★ Birrifici Presentati: Mastino / Magic Rock
★ Locale: Conamara Pub
★ Birrifici Presentati: Birranova / Weissenohe
★ Locale: White Pony Pub
★ Birrifici Presentati: Rebel’s / Opperbacco
★ Locale: Luppolino
★ Birrifici Presentati: Dell’Eremo / RentOn
★ Locale: Busa dei Briganti - Padova
★ Birrifici Presentati: Busa dei Briganti / Reservoir Dogs Brewery
★ Locale: Birreria Greenwich
★ Birrifici Presentati: Giustospirito / De Ranke

Nel nostro sito web www.birritaliafestival.it potrete consultare nel dettaglio la TapList delle oltre 100 Birre Artigianali Italiane e Straniere che saranno presenti al Birritalia Festival
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I FOOD TRUCK presenti a BIRRITALIA
☞ Paratodosmexico
Tacos, Fajitas, Burritos, Chili con Carne, Patatine Fritte
☞ La Cucina Street Food
Costolette, Arrosticini, gnocco fritto
☞ Zanco Gourmet
Panini Gourmet e Specialità Porchetta Artigianale
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MUSICA LIVE con Band in modalità Buskers 
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INFO E PROGRAMMA

Tracce d’acqua. Disegno e paesaggio dal lago alla risaia. Al Castello Visconteo Sforzesco di Novara, una mostra collettiva di artisti ed illustratori per raccontare il territorio novarese.

 


TRACCE D’ACQUA. DISEGNO E PAESAGGIO DAL LAGO ALLA RISAIA

La nuova mostra al Castello Visconteo Sforzesco di Novara


Dal 18 al 26 settembre 2021

Inaugurazione: Sabato 18 settembre alle ore 10:00



Tracce d’acqua. Disegno e paesaggio dal lago alla risaia coinvolge importanti artisti e illustratori per raccontare il territorio novarese. L’acqua è il nucleo centrale intorno al quale si costruisce la mostra: un sinuoso filo blu che unisce i diversi luoghi rappresentati. Dialogano in questo modo opere e paesaggi, ognuno attraversato, plasmato e disegnato dall’acqua.


Gli artisti coinvolti sono Cristina Amodeo, Alicia Baladan, Elena Beatrice, Sylvie Bello, Daniele Catalli, Federica Galli, Pierluigi Longo, Maina Mainardi, Antonio Marinoni, Antonio Mascia, Simone Mostacci, Guido Persico. Ognuno ha scelto il soggetto da interpretare ed esplorare, seguendo il proprio stile: la pianura, tra cascine, storia, tradizioni e risaie, le colline, tra vigne e vino, e il lago, con l’isola di San Giulio e la storica Villa Nigra a Miasino, una delle più belle ville pubbliche sul lago d’Orta, bene storico-artistico e cuore pulsante di attività culturali.







Tutti hanno realizzato tavole originali, in mostra presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara dal 18 al 26 settembre. Alcuni artisti sono stati inoltre coinvolti in un programma di residenze artistiche nel Novarese.

Antonio Mascia ha realizzato alcune delle sue cartoline, progetto iniziato esattamente quarant’anni fa, nel 1981, che si chiama Il Cartoliniere D.O.C. (Documentare, Osservare, Comunicare). Ogni disegno è stato spedito e riporta francobollo e timbro postale. Anche le cartoline inviate dal lago d’Orta, dalle colline ricoperte da filari di vigneti, dalle luccicanti risaie novaresi, ma anche quella realizzata davanti a un piatto di paniscia hanno assolto la propria funzione: viaggiare, passare di mano in mano per giungere finalmente a destinazione (e in mostra) con l’annullo filatelico delle poste di Novara.

Pierluigi Longo e Guido Persico sono stati accompagnati alla scoperta di cascine, cantine e agriturismi. Longo racconta la magia delle risaie allagate e illuminate dalla luna, astro trasformato in un onirico e magico occhio di airone. Persico dipinge la maestosa Cascina Caccia di Borgolavezzaro, un tempo casa di centinaia di mondine, ma anche il fascino della antonelliana Villa Caccia a Romagnano Sesia.





Tra gli artisti troviamo un nome importante e storico, quello di Federica Galli, incisore e aquafortista di spicco dell’arte grafica italiana. Il grande critico d’arte Giovanni Testori ha coniato per lei il titolo di “inciditrice”, confermandola a pieno titolo uno degli esponenti italiani più meritevoli nel mondo internazionale della grafica del XX secolo. La Galli è scomparsa nel 2009 ma i suoi paesaggi rurali, gli alberi, le vedute sulle risaie, i riflessi d’acqua continuano a parlarci. Oggi una fondazione che porta il suo nome e ne custodisce il patrimonio artistico è visitabile nel cuore di Milano.

Esposti anche i disegni dei giovani studenti del Liceo Artistico “Felice Casorati” di Romagnano Sesia, suggestionati e ispirati da luoghi a loro vicini. 


Tracce d’acqua è un progetto di Associazione Asilo Bianco e Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara nell’ambito del bando “Villa Nigra. Cultura e impresa per lo sviluppo di un territorio liquido” promosso da Fondazione Cariplo e del progetto Interreg Italia-Svizzera “Di-Se - Disegnare il territorio” (in collaborazione con Associazione Musei d’Ossola e Museumzentrum La Caverna di Naters).




Per l'occasione è stato realizzato un catalogo che, oltre a raccogliere tutte le immagini dei lavori in mostra, racchiude una serie di testi che raccontano quegli stessi luoghi e spazi rappresentati, in un flusso acquatico ed emozionale che invita all’esplorazione e alla scoperta. Insieme, un rimando alla Via dell’Oro, il percorso in bici e in cammino da Novara al Monte Rosa che nasce proprio dal desiderio di far conoscere in modo diverso e lento, contemplativo, il territorio dell’Alto Piemonte, seguendo acqua e colori: dall’oro delle risaie a quello delle miniere alpine.


La mostra è uno degli eventi all’interno della nuova ricca edizione di ExpoRice. L’inaugurazione è prevista sabato 18 settembre alle ore 10:00 al Castello Visconteo Sforzesco di Novara. L’esibizione rimarrà aperta e visitabile, ad accesso libero con Green Pass, fino a domenica 26 settembre.


Per tutte le informazioni www.turismonovara.it | www.asilobianco.it

IG Asilo Bianco | ATLnovara
FB Asilo Bianco | Agenzia Turistica Locale Novarese


Ufficio stampa: Paola Fornara (Asilo Bianco) | 346 3002931 | paola.fornara@gmail.com


"Il disegno non ha tempo". Al Museo MARCA di Catanzaro, la personale di Omar Galliani, a cura di Vera Agosti.

 


OMAR GALLIANI. Il disegno non ha tempo
A cura di Vera Agosti


Museo MARCA, Catanzaro 

9 ottobre - 31 dicembre 2021
Inaugurazione: Sabato 9 ottobre alle ore 18:30



Il Museo MARCA di Catanzaro ospita la grande personale di Omar Galliani "Il disegno non ha tempo", a cura di Vera Agostidal 9 ottobre al 31 dicembre 2021. La frase emblematica, scelta per il titolo dell'esposizione, sottolinea l'eternità del disegno, data dalla forza dell'opera.

Omar Galliani è un maestro della pratica artistica, conosciuto a livello internazionale, che vanta in particolare mostre in Cina e in Russia.

Il suo disegno affonda le radici in quello rinascimentale - Leonardo da Vinci -, ma non solo. Il dialogo con gli antichi maestri è fatto di amore, studio e confronto. L'opera di Omar Galliani non è bozzetto o prova preparatoria, ma lavoro a sé stante, nobilitando l'arte disegnatoria. Anche per questo, l'autore inventa il suo disegno "infinitissimo", dilatando al massimo le dimensioni, con pezzi che diventano monumentali. Si guarda ad artisti della contemporaneità, come Gino De Dominicis, Robert Longo, Troy Brauntuch, ma anche alle suggestioni della moda, del cinema (Michelangelo Antonioni, Wim Wenders, Robert Altman). E ancora i viaggi intorno al mondo, in particolare in Asia, che contaminano il suo immaginario e la quotidianità, con gli incontri casuali, i volti incrociati di sfuggita. La componente concettuale è sempre presente, più o meno velata.




Il disegno ha un suo tempo di esecuzione che per l'artista si traduce in giorni e giorni, ore e ore di fatica. La pressione sanguigna modifica il segno, si imprime sul foglio di carta o sulla tavola di pioppo. Il lavoro è la prima religione di Omar Galliani; il disegno è il suo mantra, la sua pietra filosofale per l'immortalità.

In mostra, grandi opere significative del suo percorso: da un primo disegno del 1977, "Dalla bocca e dal collo del foglio", alla pittura degli anni ‘80, con importanti lavori storici, come "Cavalieri d'Ellissi", presentato alla Biennale di Venezia del 1986, e "Cadmio" dello stesso anno, fino ai disegni del 1999, i grandi "Mantra" con la foglia d'oro ("per Laura" e "per un Vulcano"). Quindi la ricca produzione dagli anni 2000 in poi ("La principessa Lyu Ji nel suo quindicesimo anno di età", 2008; "Omar Roma Amor", 2012; "Per Santa Teresa D'Avila", 2016) e i pezzi più recenti ("Floralia", 2019; "De rerum natura", 2020), quelli sui notturni stellari (il trittico "Nella costellazione di Orione", 2019; "Siderea", 2020) e i lavori dedicati alla pandemia ("Baci rubati/Covid 2019"). Esposti anche due inediti del 2021 ("Chlorophelia" e "NGC/7419").

È allora un percorso di forte impatto ed emozione che ci parla dei grandi temi dell'uomo: la natura, la vita, l'arte, la pandemia, la morte, la santità, giocato in particolare sul bianco candido della tavola di pioppo e il nero scintillante e misterioso della grafite.




L'esposizione, promossa da Provincia di Catanzaro, Museo MARCA e Fondazione Rocco Guglielmo, è realizzata con il contributo di Phidias Antiques. L'inaugurazione si terrà sabato 9 ottobre alle ore 18.30, alla presenza dell'artista, della curatrice e di Rocco Guglielmo, direttore artistico del Museo MARCA. Accesso consentito ai visitatori muniti di mascherina e certificazione verde Covid-19 (Green pass) sino ad esaurimento dei posti disponibili. Uno splendido volume della Prearo Editore, a cura di Vera Agosti, con un saggio critico della curatrice, un'intervista e una poesia di Teodolinda Coltellaro, membro del comitato scientifico del Museo MARCA, accompagna l'esposizione. 





Per informazioni ed approfondimenti: www.museomarca.infowww.omargalliani.com

LASTLIFE Epilogue. Alla Riserva Naturale dell’Aniene di Roma, l'installazione site specific di Sergio Angeli, a cura di Fabio Benincasa.

 


LASTLIFE  Epilogue

installazione site specific 

di Sergio Angeli 


Riserva Naturale dell’Aniene, Roma

a cura di Fabio Benincasa

foto di Ilaria Turini 


30 settembre 2021 ore 19:00

live on instagram 



Alla fine di questo mese, l’artista Sergio  Angeli riconsegnerà alla natura i tronchi inceneriti utilizzati per il suo progetto artistico itinerante Lastlife. Lo farà esattamente lì dove tutto è nato: sul luogo dell’incendio che ha colpito la riserva naturale nel 2018, lasciando scaturire l’idea del progetto durato fino ad oggi.

Il progetto Lastlife si è articolato diverse fasi. 

Al Maam, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropolis, Sergio Angeli ha installato un’opera pittorica, la foto dell’installazione vivente concepita sul luogo dell’incendio, uno scatto di Marino Festuccia, e la lampada assemblata con i resti di una civiltà simbolicamente estinta.


Nella seconda tappa, Lastlife è stato ospitato presso Officinenove, dove l’artista ha voluto “ricostruire” il bosco in uno spazio chiuso, installando ogni opera concepita per il progetto, sospendendola tra rami e foglie. In quell’occasione protagonista anche Monica Pirone con un’installazione video e Grumvalski con una performance musicale. 


Ultima tappa in ordine di tempo al Macro, dove l’artista ha installato i tronchi inceneriti con un video realizzato appositamente, con le foto/documento di Andrea Mercanti, con la collaborazione di Monica Pirone che ha realizzato un’installazione site specific e una video installazione, il tutto sonorizzato dalla colonna sonora di Fhear.


“Epilogue è l’ultimo atto in cui si articola il complesso progetto artistico di Sergio Angeli, scaturito dall’osservazione delle conseguenze di un incendio che ha colpito la Riserva Naturale dell’Aniene nell’ormai lontano 2017. 

Il surriscaldamento globale e la pandemia ci hanno introdotto in un’era dell’antropocene sempre più caratterizzata da un pessimismo apocalittico e in questo senso l’indagine di Angeli è stata profetica a partire dagli sconvolgimenti della natura.  Il pessimismo deriva dalla peculiare posizione di un’umanità che dichiara impotente la natura, la storia, la coscienza, separando questi elementi in nome di un progresso che non riesce a dominare né permette di risolvere la constatazione ineluttabile del male e della fine. 

Tuttavia l’artista non può restare inerte rispetto ad un orizzonte apocalittico che priverebbe di senso l’idea stessa di cultura. Ed ecco dispiegarsi, in Lastlife, il piano di una nuova cosmogonia, che trasforma il fuoco della distruzione in un’ecpiròsi stoica, in una fecondazione alchemica che permettendo nuove trasmutazioni e una continua ricerca riapre continuamente il senso dell’umano, per quanto ogni volta in modo provvisorio e instabile. 

Non a caso, Angeli compie un progetto itinerante simile a un viaggio iniziatico o a un pellegrinaggio, ricercando attivamente compagni di strada, fotografi, performer, musicisti, altri artisti che ricostruiscano, a partire dal trauma iniziale della distruzione, un possibile dialogo di rapporti fra umano e naturale, fra possibile e impossibile, fra silenzio e rappresentazione, fra soggetto e alterità. 

I resti carbonizzati della vita sono il trait d’union di vari media e varie forme di engagement del pubblico che hanno incluso l’intervista o il conferimento di oggetti. Fossili, reperti archeologici, reliquie, creano per l’artista una costellazione creativa che fa da specchio al suo lavoro pittorico astratto diviso fra echi organici e riflessi macchinici. 

In questo percorso dai contenuti salvifici che dal particolare del frammento procede verso l’universale dell’estetica, l’operare artistico di Angeli e dei suoi compagni di viaggio non ricerca un facile messianismo, ma si rivela piuttosto come una struttura costitutiva e cognitiva dell’umano in quanto tale. Forse la fenice non risorgerà mai dalle ceneri della distruzione ma l’indagine indefessa dell’artista riuscirà ad illuminare nuovi orizzonti, come fa la lampada assemblata, a metà fra feticcio estemporaneo e peculiare object trouvé

Nello stadio finale di Lastlife i frammenti di legno carbonizzati ritornano da dove sono venuti in una sorta di cerimoniale inumazione che inaugura un tempo ciclico, rivelato allo spettatore grazie a un dispositivo installativo e proiettivo. Non la fine dei tempi ma il tempo della fine, in attesa di un nuovo inizio, di una nuova luce. Ancora una volta, nell’arte, il cammino incomincia e il viaggio è già finito, come avrebbe chiosato Pier Paolo Pasolini”.  


Fabio Benincasa, Duquesne University