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lunedì 27 settembre 2021

ABOUT THE FUTURE – PREVIEW . All'Auditorium Fondazione Molise Cultura due giornate, tra cinema, arte, musica e live performance multimediali, che anticipano la rassegna di novembre.

 


ABOUT THE FUTURE – PREVIEW 

29 – 30 settembre 2021 
Anteprima Ufficiale del Festival


Auditorium Fondazione Molise Cultura
Via Milano n. 15, Campobasso





Il 29 ed il 30 settembre 2021, la Fondazione Molise Cultura presenta l'anteprima ufficiale del festival “About the Future – Uno sguardo intorno al futuro”. 


Due giornate che anticipano la rassegna integrale programmata durante il mese di novembre.


Il programma dell'anteprima “ATF21” prevede:  proiezioni di film e documenti audiovisivi, installazioni interattive con l'uso di microsensori, live performance multimediali con tecnologia VR e uno concerto che usa diverse strumentazioni tecnologiche ed informatiche sul palco. In tutto 4 spettacoli differenti a ingresso gratuito previa prenotazione del biglietto. 


All'interno del festival anche un programma specifico di educational ATF_DIDA_SCHOOL dedicato alle scuole, nel quale si  organizzazano attività come workshop, laboratori ed incontri. L'educational, attraverso il coordinamento programmato tra le parti coinvolte, si pone l'obiettivo di diventare una best practice da replicare sul territorio nazionale. 


ATF è una rassegna internazionale che indaga lo sviluppo e l'innovazione delle pratiche artistiche contemporanee. Il Festival offre uno sguardo aggiornato sulle produzioni di arte e cultura del XXI secolo. 


Il progetto pone l'accento sull'interrelazione proficua che si ha tra “l'ambiente culturale” e le relative produzioni con la sperimentazione scientifica e l'innovazione tecnologica. 


ATF si collega alle organizzazioni internazionali che indagano il rapporto ibrido tra cultura e creatività contemporanea con le diverse tecnologie di supporto e gli applicativi che si trovano sul mercato. 




“About the Future – Uno sguardo intorno al futuro” 2021 vede la collaborazione attiva con importanti organizzazioni, enti nazionali e regionali. Il progetto, patrocinato dall'INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) e dall'Ufficio Scolastico Regionale del Molise, è in partnership con Fondazione CSC (Centro Sperimentale Cinematografia) – Cineteca Nazionale, Comitato Fellini 100 (Mibact – Direzione Generale Cinema ed Audiovisivo), il progetto “La Scuola allo Schermo”- dell'INDIRE, la rete DiCultHer (Digital Cultural Heritage School), CARMA (Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate), Europe Direct Molise, il Centro di Documentazione Europea dell'Università degli Studi del Molise, ESN Unimol. 


Le parole chiavi dell'anteprima di About the Future - Preview sono: intelligenza artificiale, realtà virtuale, piattaforme informatiche, tecnologia e cultura del digitale, new media art, arti performative, mercato di riferimento dei festival e dei progetti analoghi in Europa. 

Nello specifico l'anteprima ATF21 si svilupperà completamente all'interno dell'Auditorium della Fondazione Molise Cultura. Il 29 mattina, alle ore 10.30, è previsto il workshop di presentazione del progetto con i partner coivolti per la sezione educational. 

Apre i lavori Sandro Arco (Fondazione Molise Cultura), a seguire gli interventi di Pamela Giorgi (INDIRE) con la presentazione del progetto “La Scuola allo schermo” (https://piccolescuole.indire.it/iniziative/la-scuola-allo-schermo/), Carmine Marinucci rete nazionale DiCultHer farà un focus sul “Manifesto Ventotene Digitale. L'occasione digitale per la cultura in Europa” (https://www.diculther.it/redpatrimonioculturale/prodotto/il-manifesto-ventotene-digitale/), chiude la prima fase dei lavori Marco Di Paolo (Equipe Formativa Territoriale – USR Molise). La seconda fase vede il coinvolgimento attivo degli esperti invitati all'interno della preview (Igor Imhoff e Lino Strangis). Due case history che raccontano il rapporto tra creatività contemporanea ed uso di tecnologie avanzate. 




Il lavoro di Igor Imhoff “Omaggio a Fellini” (Video installazione interattiva, Video animato 10'.00) per About the Future Festival Preview: “L’opera, nata come live performance per la serata finale del Ca Foscari Short del 2020, è un piccolo omaggio alle figure femminili felliniane e al personaggio di Marcello Mastroianni. L’animazione, realizzata in parte a mano in parte conl’intelligenza artificiale, mostra una carrellata di figure e luoghi tratti dallafilmografia di Fellini. Un sensore di movimento consente al performer o al pubblico di bucare attraverso la propria sagoma proiettata lo strato animato persvelare una seconda animazione dedicata alla figura sempre presente diMastroianni. Il progetto è quindi un software in grado di essere adattato allevarie esigenze performative ed espositive” Imhoff



Lino Strangis presenta in collaborazione con Veronica D'Auria, per ATF21 preview la live performance multimediale con tecnologia Virtual Reality. Reformed A.I. VR “Questa opera fa parte del ciclo detto delle intelligenze artificiali riformate, entro il quale l’artista compiendo un complesso gesto di ri-appropriazione di alcune tra le più comuni ed utilizzate intelligenzeartificiali (da robot taglia erba a droni d’aria e di terra per il controllodel territorio): aggiungendo numerosi tipi di effetti visivi e sonori al normale comportamento di questi robot (ma a volte anche mandandone in tilt l’intelligenza riprogrammandone alcuni tratti e ponendola in condizioni estreme) egli intende mutare il senso stessodel loro essere trasformandole da strumenti di controllo a specialiattori di ambienti audiovisivi caratterizzati da suggestive danze di lucied effetti visivi tendenti a quella che egli definisce “astrazione significante”. In questa realtà virtuale 3D si è letteralmente immersi in un’ambiente oscuro che va illuminandosi e scoprendo la forma delsuo spazio al passaggio di due droni robot modificati (un drone diterra e uno d’aria) ai quali sono stati aggiunti degli speciali effetti luminosi particellari, che legati ai loro movimenti disegnano colorate e fulminee evoluzioni che dipingono e ri-dipingono continuamentel'ambiente. Questi può partecipare al fenomeno in atto generandofasci di punti luminosi e colorati al movimento delle sue mani, con le quali può anche partecipare al sonoro toccando un oggetto postoappositamente al centro dell’architettura. Un ecosistema di colori esuoni generati in modo autonomo dalle intelligenze artificiali riformate con il quale interagire fisicamente generando a propriavolta altri colori e suoni. Il continuo apparire e scomparire delle evoluzioni grafiche si ispira alle pitture sulla sabbia (a cui si ispiròanche Pollock) destinate a scomparire in breve tempo, ma qui ad essere dipinte sono tutte le dimensioni dello spazio (e non solo due)e inoltre il processo di apparizione e scomparimento è enormemente velocizzzato e rigenerato all'infinito. Una actionpainting tridimensionale di luci e suoni performata dalle intelligenzeartificiali (riformate) in concerto con il fruitore” Strangis -D'Auria.  



Gabriele Basilico con la collaborazione di Lucyna Swolinska, presenta il progetto Maskless (Concerto solo & live electronics, video). GabrieleBasilico decide di presentare un nuovo concetto di “concerto solistico”,ispirato ai nuovi venti culturali nordeuropei, basato su un´esperienza sensoriale estesa non solo all´udito, ma combinata alla danza e all´audiovisivo. Al centro del palco non si trova solamente un musicista dedito amostrare il proprio virtuosismo: allo stesso tempo il suono acusticodel contrabbasso é affiancato da effetti analogici e digitali (Live-electronics) che ne variano le sonoritá ed estendono lo spettrocromatico, guidando l´ascoltatore in un viaggio musicale al di lá del tempo e dello spazio. Eppure “solo la musica” non basta: lo spettatore moderno cerca un´esperienza piú piena, che lo coinvolga a 360 gradi. Ed ecco che allamusica si affianca in un primo momento la danza, fino ad arrivare averi e propri mix di grafica e video-art studiati e sviluppati one-to-onecon la musica alla quale si affiancano. 



Il concerto, 60min. circa di proprie composizioni ed arrangiamenti originali, si articolerá in diverse “scene” che spazieranno da brani instile classico suonati in acustico fino ad arrivare ad un linguaggio jazz econtemporaneo con Live-electronics e Live-grafics. I video sono stati realizzati dalla  B&Z Productions, in collaborazione con Balletto Opera Stettino(PL), su progetto del Ministerium für Bildung und Kultur -Saarland. 



All'interno dell'anteprima, anche la proiezione del film di Federico Fellini 8 e ½ film (1963). Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimèe,Sandra Milo, Barbara Steele. Musiche: Nino Rota. La proiezione speciale del film OTTO E MEZZO (Federico Fellini, 1963) restaurato da CSC-Cineteca Nazionale con Istituto Luce Cinecittà nell'ambito del progetto Fellini100, riprogrammata aseguito della pandemia, si inserisce nel programma nazionale relativo alle Celebrazioni per il Centenario della nascita di Federico Fellini(1920 – 2020) promosse dal Comitato Fellini100/ MiBACT - DirezioneGenerale Cineama e Audiovisivo. 


L'ingresso agli spettacoli è gratuito previa prenotazione obbligatoria del posto al seguente link: https://www.liveticket.it/ricerca_eventi.aspx?Id=8444&Testo=campobasso 



Durante la preview sarà annunciato il programma delle attività previste nel mese di novembre dal 18-21 presso la sede della Fondazione Molise Cultura. 



L'evento collaterale previsto nel programma della preview è organizzato in collaborazione con il Circolo Letteraio Beatnik di Campobasso. Sabato 2 ottobre, a partire dalle 10.30 ci sarà un djset di Oltrefuturo e DJ Marketing con video. 



Per informazioni: 

https://www.fondazionecultura.eu/2021/09/22/about-the-future-preview/


Luca Basilico – Direttore ATF 

Tel: 338 6571359 

aboutthefuturefetival@gmail.com 


martedì 21 settembre 2021

VERBA VOLANT. Alla Galleria Palazzo Nicolaci di Noto, la mostra bi-personale dell'artiste Evita Andùjar e Vania Elettra Tam, a cura di Giuseppe Carli.

 


VERBA VOLANT

Mostra bi-personale 
di
Evita Andùjar e Vania Elettra Tam

A cura di Giuseppe Carli

2 ottobre / 1 novembre 202121
Inaugurazione: Sabato 2 ottobre alle ore 19:00

Galleria Palazzo Nicolaci
via Corrado Nicolaci n. 18, Noto (SR)

Organizzazione: Altera Domus di Paoletta Ruffino
Patrocinio: Comune di Noto


Orari: da giovedì alla domenica dalle ore o17:00 allere  20:00
INFO
Tel. 3280998493 - info@alteradomus.it  


Sabato 2 ottobre 2021, alla Galleria Palazzo Nicolaci, nell’incanto della Città di Noto, patrimonio dell’umanità, Altera Domus presenta “Verba Volant”, la mostra bi-personale delle artiste Evita Andújar e Vania Elettra Tam, a cura di Giuseppe Carli. La mostra, promossa e organizzata da Paoletta Ruffino, con il patrocinio del Comune di Noto, durerà fino al 1 novembre 2021 e accoglierà oltre 30 opere che accompagneranno il pubblico in un affascinante percorso nell’imperscrutabile universo femminile.

La cifra stilistica di queste due artiste, Evita Andùjar e Vania Elettra Tam, si pone con prevalenza nel sistema figurativo dell'arte, più in generale nel territorio dell'antiastrattismo, con uno studio attento alle complesse rivoluzioni di linguaggio che mutano il “corpo” dell'arte lungo il tracciato della contemporaneità, contrapponendosi a quel filone artistico che, da fine ottocento fino alla metà degli anni 70 del secolo scorso, dimostra che l'astrazione non persegue un percorso univoco ma è caratterizzata da un numero estremamente ampio di varianti. Infatti il termine astrazione, etimologicamente, deriva dal latino con il significato di “trarre via”, allontanare, caratterizzato in maniera predominante dalla negazione degli elementi naturalistici e del confronto con forme ricavate dalla realtà.
Questa mostra, dal titolo “Verba Volant”, è concepita dalla volontà di porre a confronto il linguaggio artistico di due donne che presentano un comune denominatore; sono le opere a parlare. I loro dipinti fatti di ritratti e scene quotidiane, enfatizzate dal gesto pittorico e dal colore, come scatti rubati alla quotidianità, restituiscono una sorta di documentario ordinato e preciso di una realtà ormai sorda, cinica e compiacente, zuppa di finte icone e di riferimenti classici moderni.


Evita Andùjar - Stolen Selfie 68 o Deseo - 2021- cm 90x80 - acrilico su tela


Attraverso l'intero corpus di opere, che vanno a formare l'esposizione, si percepisce quella vocazione di sete, di verità e di rispetto nei confronti dell'arte stessa, che ci propone non modelli o manichini di pelle congelati in quell'aurora liquida spoetizzante, ma un mosaico, una visione corale drasticamente attuale – vibranti e pastose le opere di Evita, lineari e surreali quelli di Vania Elettra – consapevole di indagare nelle abitudini ossessive del mondo contemporaneo, con la consapevolezza che niente è come sembra.
 Citando Picasso: “Non sono i quadri a piacere o deludere, è l'umanità stessa!” Le due artiste attraverso le loro creazioni artistiche riescono ad armonizzare la dicotomia tra l’espressione mentale e l’espressione verbale, sovrapponendo la loro ricerca ad una velata critica sociale.
La scelta di questa bi-personale è dettata dal gusto estetico comune ma non uguale: se una, Evita Andùjar, dipinge protagoniste dolci e sensuali, costruite attraverso pennellate neutre e brillanti che si pongono in contrasto con lo sfondo, l'altra, Vania Elettra Tam, rappresenta autoritarie figure femminili, in equilibrio tra onirico e realtà, galleggiando in una quotidianità, dal taglio ludicoprovocatorio, restituendo un clima surreale.


Vania Elettra Tam - Fra le braccia di Morfeo - 2021 - 70x70 cm - acrilico su tela


In una cultura, ormai sempre più alla deriva, che nega quel bisogno di personalità all'individuo che diventa sempre più standardizzato, sostituibile, facilmente “trasferibile”, grazie alla mission di queste due artiste di ritrarre nella maniera più sincera l'umanità, coinvolgendo il pubblico che, con la propria quotidianità, potrà sentirsi posto su di un piedistallo invece di essere invitato solo ad osservare e alle volte a non capire.
Per cui viviamo nell'urgenza di dover ricercare un nuovo e appropriato carattere linguistico, volto ad “avvicinare”, dovendo rigorosamente rispondere al pesante termine “contemporaneo”, che rischia di strappare via quello smalto di freschezza e onestà d'animo e, perché no, di romanticismo che le visioni pittoriche figurative sanno donare rinnovandone i popoli e rivelandone la vita.

Giuseppe Carli



CLAUDIO OLIVIERI. Infinito visibile. A Palazzo Ducale di Mantova, in mostra una trentina di opere dell'artista, tra olii su tela e tecniche miste su carta, a cura di Archivio Claudio Olivieri.

 


CLAUDIO OLIVIERI. Infinito visibile
A cura di Archivio Claudio Olivieri
Palazzo Ducale, Mantova 
8 ottobre - 21 novembre 2021 
Opening: venerdì 8 ottobre, ore 17.00-19.15


L’attività dell’Archivio Claudio Olivieri si apre con la mostra "Infinito visibile", ospitata dall’8 ottobre (opening ore 17.00-19.30) al 21 novembre 2021 all’interno della Galleria Arte Contemporanea di Palazzo Ducale di Mantova, città nella quale l’artista ha trascorso l’infanzia.

Prima mostra istituzionale allestita dopo la scomparsa di Claudio Olivieri (Roma, 1934 - Milano, 2019), "Infinito visibile" comprende una trentina di opere, tra olii su tela e tecniche miste su carta, tutte di proprietà dell’Archivio Claudio Olivieri.

L’esposizione, realizzata con il patrocinio del Comune di Mantova, si articola attraverso tre sale, che seguono lo svolgersi del percorso creativo di Olivieri, cominciando dal "Senza Titolo" del 1967 fino a "Vaneggiare" del 2014. La distribuzione delle opere nello spazio non segue, tuttavia, un ordine esclusivamente cronologico, ma procede anche per richiami ed assonanze, in linea con il pensiero dell’artista, che riconosceva nel colore e nella luce gli assi portanti del proprio percorso.

Claudio Olivieri ha vissuto a Mantova, luogo natale della madre, fino al 1953, anno del suo definitivo trasferimento a Milano, dove per quasi vent’anni è stato titolare della cattedra di "Arti Visive e Pittura" presso la Nuova Accademia di Belle Arti. Dopo la prima mostra milanese, allestita nel 1960 al Salone Annunciata, l’artista è stato protagonista di numerose esposizioni che hanno fatto conoscere la sua opera a livello internazionale, come le Biennali di Venezia del 1966, 1970, 1986 e 1990, Documenta di Kassel del 1977 e le personali a Montreal (1976), Bonn (1986), Amsterdam (1997) e Los Angeles (2014).

A Mantova, è documentato l’intero percorso dell’artista, con dipinti selezionati realizzati dalla fine degli anni Sessanta sino agli anni Duemila e agli esiti più recenti della sua ricerca.



Le opere tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta (in mostra "Thule", 1970, tecnica mista su carta intelata, 150x182 cm) mostrano come l’artista fosse arrivato a una sua personale visione dell’arte Informale che si portava fuori dalla pesantezza della materia e dall’oscuro magma esistenziale tipico di quell’indirizzo artistico, per rivolgersi invece a un segno febbrile ed elettrico che si accorda più alla luce e alla brillantezza del colore che al gesto della mano, che pure, in queste prime opere è ancora presente. Incomincia qui a delinearsi quell’identità tra colore-oggetto e superficie, in una visione in cui l’accordo tra cromie e luminosità sarà sempre più autonomo e svincolato dal soggetto, per assumere una profondità di campo sempre più incontenibile e intensamente poetica, di cui l’opera scelta come immagine della mostra e copertina del catalogo costituisce uno dei massimi esempi ("Metempsicosi", 1994, olio su tela, 200x220 cm).

Dagli anni Settanta spazio e libertà divengono parole d’ordine della pittura di Olivieri e segnano una svolta decisa, tramutando la materia pittorica filamentosa delle opere precedenti in stratificate campiture di colore, steso ora non più col pennello ma a spruzzo, con una tecnica che l’artista andrà via via raffinando e che gli permetterà di ottenere quelle velature, quegli aloni, quelle aperture e sfondamenti pittorici oltre la superficie che connotano la sua opera più matura (si vedano in mostra: "Gli occhi di Atlantide", 1978, olio su tela, 200x220 cm e "Senza Titolo", 1980, olio su tela, 200x220, "Barlume", 1983, olio su tela, 260x170 cm).

Gli anni Settanta e Ottanta vedono anche il prevalere di una tavolozza che pur scurendosi resta splendente per le sovrapposizioni aeree e leggere degli strati pittorici, un effetto tecnicamente acuito mescolando il colore ad olio con trementina e cera vergine e distribuendolo in un pulviscolo di luce e baluginio steso sulla superficie con l’uso magistrale che l’artista fa della pistola a spruzzo. L’osservatore davanti a queste opere diviene protagonista attivo, impegnato a discernere i piani e le profondità, l’apparire e l’eclissarsi, gli enigmi della visibilità e le tracce dell’infinito, venendosi a creare una reale interazione tra l’opera e lo spettatore. 

Nel raggiungere con autonomia ed originalità questi risultati Claudio Olivieri si pone in dialogo con gli sviluppi più raffinati e aggiornati della ricerca pittorica internazionale di quegli anni, dalla Pittura analitica Italiana fino alle Geplante Malerei tedesca e agli esiti più maturi della Post-Painterly Abstraction americana, fino a trovare degli echi in Estremo Oriente nella pittura del gruppo coreano Dansaekhwa ed in alcune esperienze pittoriche di quello stesso giro d’anni nell’ambito del gruppo giapponese Mono-Ha.

La mostra si estende a considerare gli esiti maturi di quella ricerca così rigorosa ed essenziale, che per Olivieri prosegue sulla linea della suggestione che colore e luce continueranno ad esercitare su di lui fino alle ultime opere, dai lavori più decentrati ("Memorie d’oltretomba", 1983, olio su tela, 220x260 cm) a quelli più assiali degli anni Novanta e del Duemila ("Occhio Fatato", 1998, olio su tela, 198x220 cm e "Infine", 2005, olio su tela, 130x90 cm) fino a quelli che insistono sui margini che come quinte si aprono sull’infinità dello sfondo più immaterialmente lontano ("Scaturigine", 1992, olio su tela, 230x160 cm).

La personale sarà accompagnata da un catalogo edito da Publi Paolini con testi istituzionali prefazione di Eleonora Olivieri, testi critici di Arianna Baldoni, Matteo Galbiati e Gianluca Ranzi e ricca antologia critica che raccoglierà alcune delle principali voci più che hanno scritto di Claudio Olivieri dagli anni Sessanta a oggi. Il volume, corredato dalle vedute delle sale, sarà presentato al termine della mostra.


Claudio Olivieri. Ph. Matteo Crosera 


L’esposizione è aperta al pubblico da martedì a domenica con orario 10.00-18.30. L’opening si terrà venerdì 8 ottobre, dalle 17.00 alle 19.15. Ingresso libero previa presentazione del Green pass ed utilizzo di dispositivi di protezione individuale. 

Per informazioni: Archivio Claudio Olivieri (T. +39 339 2201894, archivioclaudioolivieri@gmail.comwww.claudioolivieri.com) e Palazzo Ducale di Mantova (T. +39 0376 352100, pal-mn@beniculturali.ithttps://mantovaducale.beniculturali.it/).

venerdì 17 settembre 2021

CAVRIAGO LAND ART Aria, Acqua, Terra, Fuoco. A Cavriago la II edizione della rassegna a cura di Gaia Bertani e Nicla Ferrari, con la collaborazione di Ivan Cantoni.

 


CAVRIAGO LAND ART
Aria, Acqua, Terra, Fuoco

A cura di Gaia Bertani e Nicla Ferrari
In collaborazione con Ivan Cantoni

Cavriago (RE), 2 - 31 ottobre 2021 
Inaugurazione: sabato 2 ottobre, ore 15.00 
Sala Civica Cesare Arduini


Dopo i tanti eventi di avvicinamento, che nel corso dell’estate hanno condotto a "Cavriago Land Art"sabato 2 ottobre, alle ore 15.00, presso la Sala Civica Cesare Arduini, sede del Consiglio comunale di Cavriago (RE), si terrà la presentazione ufficiale della manifestazione, giunta alla seconda edizione.
 
Promossa dall’associazione culturale Gommapane Lab, con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Cavriagoe di Multiplo Cavriago, la rassegna è curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari, con la collaborazione di Ivan Cantoni.

Grazie alle installazioni temporanee realizzate dagli artisti Oscar Accorsi, Federico Bianchi, Brunivo Buttarelli, Fiorenza Fiorini, Mirco Incerti, Antonella De Nisco, Federica Merli, Carlo Moretti, Mirko Frignani e Nicla Ferrari, il pubblico è accompagnato alla scoperta dei diversi linguaggi dell’arte contemporanea, lungo un percorso che si snoda nel centro del paese, con punti di interesse in Piazza Lenin, nel parco del Multiplo, sul sagrato di San Terenziano, nel parco del Rio, nel parchetto di Piazza Benderi e in Piazza Benderi.






Positivamente colpita l’assessora alla Cultura del Comune di Cavriago Martina Zecchetti: «Cavriago Land Art è in grado di rendere l’arte viva e parte integrante della nostra quotidianità. "Inciampare" in queste installazioni, che usano linguaggi non convenzionali per condividere la ricchezza della nostra terra, è un piacere per gli occhi e per lo spirito. Questa seconda edizione garantisce continuità al progetto e testimonia la qualità di un’iniziativa che ha trovato piena accoglienza nelle nostre comunità. Un sincero ringraziamento all’associazione Gommapane Lab e a tutte le artiste e gli artisti che hanno aderito all’iniziativa».

«Prendersi cura dei luoghi - spiegano Gaia Bertani e Nicla Ferrari - significa prendersi cura delle persone; accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere è un po’ come accogliere un ospite, fare attenzione che si trovi a proprio agio, andare incontro alla comprensione del suo linguaggio ed imparare qualcosa di nuovo. In sostanza, accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere, sia naturali che antropizzati, ce li mostra sotto una luce diversa, forse ce ne rivela nuovi potenziali e ci insegna ad amarli di più».





Il tema dell’edizione 2021 è "Aria, Acqua, Terra, Fuoco", in riferimento al carattere materiale di sculture, dipinti ed installazioni che, diversamente dalle composizioni musicali e dalle poesie, sono destinati a portare i segni del tempo.

«Profondamente legati alla terra, al dominio minerale - scrive il critico d’arte Ivan Cantoni - si rivelano i fossili artificiali di Brunivo Buttarelli. Ricavata in negativo nella consistenza tenace del metallo, la figura umana di Fiorenza Fiorini appare, per contrasto, singolarmente affine alla inconsistenza dell’aria. Anche gli intrecci di Antonella De Nisco, sospesi fra gli alberi, evocano una leggerezza aerea, affine al mondo dei suoni a cui rimanda il loro titolo: "AscoltoGuardoParlo". Eppure sono composti di sottili rami appartenuti in origine a cespugli e alberi scaturiti dalla terra. Sebbene realizzata in metallo, un materiale tipicamente ctonio, l’installazione di Oscar Accorsi, per la prevalenza di vuoti e per la natura sottile e riflettente dei profilati con cui è costruita, viene percepita come qualcosa di leggero e aereo, quasi privo di peso. Con l’erba e gli alberi del Parco del Rio dialoga intensamente la sequenza di terrecotte di Mirco Incerti: scaturite dal connubio di terra e fuoco, esse riescono ad evocare la fibrosità del legno e quindi a richiamare il dominio vegetale, le cui radici penetrano a fondo nella stessa terra con cui le sculture sono plasmate. Alla levità dinamica dell’aria ci riporta la "Casa Respi-Rosa" di Nicla Ferrari dove pareti intrecciate all’uncinetto, composte da centrini riciclati, costituiscono il labile confine fra l’interno e l’esterno di una minuscola dimora fiabesca. Alla terra, attraverso l’impiego del legno, si collegano le opere di Carlo Moretti e Federico Bianchi. Moretti, in un’unica stele, evoca in chiave simbolica attraverso la pratica dell’intaglio combinato all’uso del colore anche l’aria l’acqua e il fuoco. Bianchi, impiegando residui di tronchi e sassi provenienti dal letto del Po, riesce a farci percepire la forza plasmatrice esercitata dalla corrente su qualunque cosa venga trascinata nel suo flusso. Al cielo e ai suoi doni sono dedicate le installazioni di Piazza Benderi, dove l’opera di Mirko Frignani dirige il nostro sguardo verso l’alto, in uno spazio concettuale pensato per mediare, attraverso un processo di straniamento, la nostra percezione dell’alto, di quanto ci sovrasta sia in senso fisico, sia in senso figurato (o forse, addirittura, spirituale). Siamo nel dominio dell’aria. Una pioggia di gocce lavorate sapientemente dall’uncinetto di Federica Merli porta in basso, verso di noi, condensandola in migliaia di nodi, la leggerezza delle nubi, che siamo portati a immaginare come matasse di cotone in attesa di essere lavorato».




Per partecipare all’inaugurazione, in programma sabato 2 ottobre alle ore 15.00 presso la Sala Civica Cesare Arduini, sarà necessario prenotare preventivamente il proprio posto all’indirizzo gommapanelab@gmail.com. Sarà richiesta la presentazione del Green pass e l’uso di dispositivi di protezione individuale. Dopo la presentazione del progetto, i visitatori saranno invitati ad una passeggiata individuale alla scoperta delle installazioni che per tutto il pomeriggio saranno animate da "La Compagnia di Allorquando" e da Marina Ligabue. Passeggiando liberamente lungo il percorso espositivo, da Piazza Lenin a Piazza Benderi, si potranno anche incontrare gli artisti. Tutte le opere saranno allestite fino alla fine del mese di ottobre. Hanno collaborato al progetto "Educare, Una Questione di Comunità" e "Un filo che unisce Cavriago", con il contributo di Allodi Apicoltura, Emilos, Ferramenta Colori Bertani, Studio Coscelli, Ottica Davoli, Carta e Affini, Corradi Eletrodomestici, Ferrari e Novellani, Mazzoni srl, Ghepi. Sabato 2 ottobre, oltre alle installazioni di "Cavriago Land Art" saranno accessibili anche "Progetto Follia, un murales differente" di Katja Benassi nell’area esterna di Allodi Apicoltura (Via Cavour, 4) e "Meduse" di Enrica Borghi negli spazi interni di Multiplo Cavriago, oltre all’installazione permanente di Michele Liparesi in Piazza Lenin.

Per informazioni e prenotazioni: T. +39 346 9428813, Email: gommapanelab@gmail.com 


Gommapane Lab è un’associazione culturale fondata nel 2018 da Nicla Ferrari e Gaia Bertani ed è dedicata ai laboratori creativi, alle attività che favoriscono l’apprendimento e il benessere della persona, alle mostre d’arte contemporanea, alle pubblicazioni e tanto altro. Collabora con diverse realtà nella provincia di Reggio Emilia curando esposizioni e laboratori.

BOOM! Tags&Comics – Sound, Games and Visual Art Festival. Al Quasar Village di Corciano (PG), tre giorni con Urban street games, murales a tema Dante e Divina Commedia, speed drawing dal vivo sonorizzati e show freestyle di breakdance.

 


BOOM! Tags&Comics – Sound, Games and Visual Art Festival

24/25/26 settembre 2021
Quasar Village di Corciano (PG)

Dal 24 al 26 settembre al Quasar Village di Corciano (PG) tre giorni con Urban street games, murales a tema Dante e Divina Commedia con l'utilizzo delle vernici “verdi” AirLite, speed drawing dal vivo sonorizzati e show freestyle di breakdance


Ecco i giochi di una volta in chiave moderna: con il VII BOOM! Tags&Comics – Sound, Games and Visual Art Festival si torna “a riveder le stelle”


Sfide al gioco della campana – ne verrà disegnata una in stile street art per l'occasione – e alla corda, con show freestyle di breakdance proposti da scuole di danza provenienti da tutta Italia.

L’inaugurazione delle opere artistiche, per una superficie complessiva di circa 200 mq, domenica 26 settembre alle 17, in occasione dei festeggiamenti per il VII compleanno del Village



Saranno gli Urban street games, giochi popolari rivisitati in chiave street, i grandi protagonisti della VII edizione di BOOM! Tags&Comics – Sound, Games and Visual Art Festival, l'evento culturale itinerante gratuito prodotto dal Centro commerciale Quasar Village e organizzato da Archi’s Comunicazione, che torna dal 24 al 26 settembre 2021. Obiettivo della tre giorni, riportare nel cuore della quotidianità una rinnovata dimensione di socialità e condivisione, da vivere in piena sicurezza e nel rispetto dell'ambiente, recuperando i giochi della tradizione e rileggendoli in chiave moderna. Cura delle persone e dell'ecosistema con un occhio alle giovani generazioni, tra le più colpite dalle limitazioni imposte dalle misure di sicurezza anti Covid-19, per le quali è stato pensato un programma di iniziative con al centro la riproposizione, in chiave moderna, dei tradizionali giochi che si facevano all'aria aperta. La strada diventa “street”, palcoscenico di sfide alla campana ne verrà disegnata una per l'occasione, in stile street art e in ideale collegamento con la seconda anima della manifestazione, quella più artistica – e alla corda, con show freestyle di breakdance proposti da scuole provenienti da tutta Italia.





Ideato per riqualificare e rivitalizzare con i linguaggi dell’arte contemporanea, del disegno dal vivo e della musica le periferie cittadine, a partire dai centri commerciali visti spesso come non-luoghi in cui è difficile coltivare la socialità, quest'anno BOOM! Tags&Comics – Sound, Games and Visual Art Festival vedrà anche la realizzazione di nuovi murales, di disegni sulle vetrine dei negozi del centro commerciale e di uno speed drawing dal vivo sonorizzato su pannelli che andranno ad ampliare il Parking HeART del Quasar Village, spazio artistico sotterraneo inaugurato lo scorso anno e realizzato con vernici AirLite capaci di assorbire lo smog presente nell'aria, depurandola




L’inaugurazione delle opere artistiche murales e speed drawing che copriranno una superficie complessiva di circa 200 mq, a tema Dante e Divina Commedia, in occasione dei 700 anni dalla morte del poeta – è prevista per domenica 26 settembre alle ore 17 al Quasar Village, in occasione dei festeggiamenti per il settimo Anniversario del Centro commerciale.