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martedì 19 ottobre 2021

JACQUES TOUSSAINT. Arte e design nel Golfo dei Poeti 1967 | 1987. Arte e design al CAMeC- Centro Arte Moderna e Contemporanea - della Spezia, a cura di Giosuè Allegrini e Marzia Ratti.

 


JACQUES TOUSSAINT. Arte e design nel Golfo dei Poeti 1967 | 1987

A cura di Giosuè Allegrini e Marzia Ratti

CAMeC, La Spezia 
28 ottobre 2021 - 27 febbraio 2022 
Opening: 28 ottobre, ore 13.00-18.00

Conferenza stampa: 28 ottobre, ore 11.30 (necessario l'accredito all'indirizzo info@csart.it)


Arte e design al CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia che, dal 28 ottobre 2021 al 27 febbraio 2021, ospiterà la mostra monografica Jacques Toussaint. Arte e design nel Golfo dei Poeti 1967 | 1987, a cura di Giosuè Allegrini e Marzia Ratti, con circa sessanta opere dell'artista-designer francese, residente in Italia ormai da più di cinquant'anni. L'esposizione, che sarà aperta ufficialmente al pubblico giovedì 28 ottobre dalle ore 13.00 alle ore 18.00 (pomeriggio ad ingresso gratuito), documenta il lavoro prodotto da Toussaint nel ventennio di soggiorno a Lerici tra gli anni Sessanta e Ottanta, nel vivacissimo clima culturale del famoso borgo ligure, frequentato da personalità della cultura e dell'arte come Attilio Bertolucci, Valentino Bompiani, Silvio Coppola, Vico Magistretti, Giorgio Soavi, Mario Spagnol, Mario Soldati.  



L'esposizione si concentra in particolare sulla prima mostra di arte e design dal titolo Le due realtà, organizzata da Toussaint al Castello di Lerici nell'estate del 1969, originale confronto dialettico intorno al tema dell'uso della tecnologia e dei nuovi materiali che le ricerche industriali stavano mettendo a disposizione del mondo della produzione e anche delle arti. Da una parte gli artisti che guardavano con interesse all'uso dei nuovi materiali e delle tecniche più avanzate - Campus, Carabba, "Contenotte" (Facchini), Grignani, La Pietra, Munari, Prina, Vallé -, dall'altra chi pur utilizzandoli li connotava di valenze esistenziali, ironiche o antitecnologiche - Fomez, Germán, Ilacqua, Mazzucchelli, (Miles) Mussi, Mondani, Raffo, Ramosa, Toussaint. Tutti i nomi presentati sono in quel momento parte attiva di un panorama in ebollizione che produce risultati sorprendenti in vari campi: da quello più eclatante di Bruno "Contenotte", che per le sue ricerche sugli effetti ottici sarà chiamato a collaborare per lo strabiliante finale di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, alle copertine della collana di fantascienza dei Penguin Books disegnate da Franco Grignani.



Il visitatore inoltre potrà approfondire la produzione di design che Toussaint progettò e rese famosa in quegli anni, dalla sedia in alluminio e selleria cui diede significativamente il nome di Golfo dei Poeti, al tavolo Pontile, ispirato all'imbarcadero di Lerici che l'autore poteva contemplare ogni mattina dall'ampia vetrata della sua casa in salita Arpara. «Design sì, dunque, ma che vede l'oggetto-scultura - precisa il co-curatore Giosué Allegrini - non deliberatamente immerso in uno spazio di azione, tipico degli anni Sessanta, bensì come immagine/concetto razionale che si confronta con lo spazio circostante innescando con esso profonde relazioni e interdipendenze espressive. L'arsenale formale è quello della geometria, che però è usata non in termini esclusivi di razionalità strutturale, ma intuitivamente, come esplicitazione di energie, memorie e suggestioni spaziali e ambientali».



Sono presenti inoltre lavori artistici realizzati nell'atelier ligure, che documentano il rapido passo compiuto da Toussaint in direzione di una ricerca geometrica e segnica, caratterizzata dalla presenza del blu, anch'esso collegabile alle suggestioni maturate nell'ambiente ligure. A proposito di questo versante, Marzia Ratti, co-curatrice della mostra, rileva: «La radicalità del mutamento nel linguaggio di Toussaint appare in tutta la sua portanza nelle sculture-pitture del 1970, in cui prende avvio la ricerca della geometria nello spazio che, attraverso il modulo quadrato della scatola, saggia le possibilità di composizioni tridimensionali avulse da ogni preciso riferimento alla realtà, se non nell'attenzione ai comportamenti fisici dei materiali utilizzati. I materiali con le loro precipue reazioni alle lavorazioni sono al centro della sua attenzione che, evidentemente, riunisce le due realtà - arte e tecnica, arte e design - in un unico pensiero creativo».

Per offrire la possibilità di valutare l'iter creativo di Jacques Toussaint, sviluppatosi in più di cinquant'anni di lavoro, i curatori e l'autore stesso hanno voluto inserire in chiusura un intervento artistico significativo dello spirito attuale di ricerca, che si fonda sulla volontà dell'autore di sottrarre la sua proposta ad una mera osservazione da parte del pubblico per renderlo a sua volta partecipe e protagonista. Varcata la soglia di uno spazio immersivo, il visitatore potrà sostare in una installazione site-specific, che gli consentirà di concentrarsi sui propri pensieri e su se stesso. Accompagnata dall'evocativo titolo Souvenirs de la terre, composta da elementi illuminanti al neon blu e una proiezione video, suggerisce una presa di posizione portatrice solo di ricordi positivi. Un modo discreto e personale di Toussaint di prendere le distanze dalla propria realtà per non imporre una visione autoreferenziale del proprio mondo.




L'esposizione, promossa dal Comune della Spezia e prodotta dal CAMeC con la collaborazione di Piccolo Museo del progetto e Kumo Design, sarà visitabile fino al 27 febbraio 2022, da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00 (chiuso il lunedì, Natale, Capodanno). Ingresso intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50. Nel corso della mostra sarà presentato il catalogo con testi critici dei curatori Giosuè Allegrini e Marzia Ratti e una conversazione fra l'artista e il figlio Jacques Heinrich. Per informazioni: tel. +39 0187 727530, camec@comune.sp.ithttp://camec.museilaspezia.it.

Jacques Toussaint


Nato a Parigi nel 1947, Jacques Toussaint inizia la sua attività artistica in Italia nel 1971 dopo aver studiato all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Dopo le sue prime mostre in Francia e in Italia, inizia parallelamente ad interessarsi al design del mobile e per diversi anni sarà consulente per alcune importanti società di arredamento, come Bernini, Interflex e Matteo Grassi; per quest'ultima sviluppa una linea di prodotti e svolge la funzione di art director. Alla fine del 1985 crea il marchio Atelier quale sintesi delle sue precedenti esperienze, con il fine di produrre progetti affidati a designers emergenti, come Hans-Peter Weidmann, Wolfgang Laubersheimer, Hannes Wettstein, o più affermati come Toshiyuki Kita, Ross Littell e Verner Panton. Con Atelier si dedica inoltre alla riedizione di progetti firmati da maestri di livello internazionale come Alvar Aalto, Alfred Roth, Werner Max Moser, Hans Georg Bellmann e Giuseppe Terragni. A partire dal 1993 collabora alla definizione di una nuova collezione di oggetti in carta riciclata per la Arbos di Solagna. Nel 1997 crea Glass Works, una collezione di specchi nata dalla ricerca sul vetro, e nel 1998 Connections, una collezione di oggetti artistici che intende mettere in evidenza le connessioni esistenti tra persone e cose che hanno influenzato il suo lavoro. A partire dal 2000 Toussaint inizia ad elaborare una serie di installazioni in situ di particolare rilievo e in costante evoluzione in relazione agli spazi, che, oltre a procurare una forma di straniamento nello spettatore, conciliano la meditazione. Questo filone trova il suo inizio nella mostra Tra sogno e realtà organizzata dalla Galleria Arsenal nello spazio di Palazzo Branicki a Bialystok (PL), alla quale seguono interventi presso la Fondazione Cocchi nelle Torri dell'Acqua di Budrio e ancora nella chiesa sconsacrata di San Francesco a Pordenone con la mostra In Itinere, per arrivare all'ambizioso progetto …Que du bleu! a cura di Luigi Cavadini, realizzato negli ampi spazi della galleria di Palazzo delle Stelline presso l'Institut Français di Milano. L'artista francese è stato varie volte invitato a presentare i suoi lavori al Museo Casabianca di Malo (Vicenza), istituzione che illustra attraverso opere grafiche e non solo le varie tappe dell'arte contemporanea internazionale dal 1960 ai nostri giorni. Dopo aver realizzato una serie di interventi artistici in edifici religiosi dalla storia antica, nel 2019 indirizza la sua attenzione verso le qualità intrinseche dell'architettura moderna, scegliendo la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola di Vergato, frutto di una lunga progettazione dell'architetto finlandese Alvar Aalto (1898-1976), per una installazione composta di video e di luci, presentata nel 2020 cui seguirà nel gennaio prossimo anno un nuovo intervento artistico. Il lungo lavoro di analisi e rivisitazione di 50 anni di attività che ha preceduto la pubblicazione della monografia Jacques Toussaint. Arte 1967/2017, ha inoltre ulteriormente rinnovato il suo modo di fare ricerca, che trova in questa mostra della Spezia, nell'opera Galassia CAMeC/JT-840 x 675 h 500 SP, una originale documentazione. Sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Denver Art Museum (USA), della Die Neue Sammlung di Monaco di Baviera (D), del Kunstgewerbemuseum di Berlino (D), del Museo Nazionale di Poznan (PL) e della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Forti di Verona.

mercoledì 29 settembre 2021

“REAL BODIES EXPERIENCE”. A Palazzo Pallavicini di Bologna, inaugura sabato 2 ottobre 2021 l'Expo anatomica, a cura di Ilario de Biase e Luca Ruminato.

 

REAL BODIES EXPERIENCE”

EDIZIONE 5.0:VIAGGIO NEL FUTURO DEL CORPO UMANO 

TRA BIOMEDICINA, BIOMECCANICA E CIBERNETICA




 


Sabato 2 ottobre 2021 Real Bodies Experience inaugura il suo tour mondiale all’interno delle prestigiose sale di Palazzo Pallavicini a Bologna. L’Expo anatomica organizzata da Venice Exhibitione patrocinata dal Comune di Bologna, accompagnerà i visitatori in un avvincente viaggio che supera i limiti del corpo umano, dalle mummie ai Cyborg.

 

Eguagliare gli straordinari risultati ottenuti da una esposizione anatomica che in pochi anni ha attratto oltre due milioni di visitatori appassionandoli ai segreti del corpo umano, ha richiesto di ripensarne completamente il format - spiegano gli organizzatori. La nuova Real Bodies Experience mostra inediti scenari futuri dell’evoluzione umana.Il percorso espositivo comprende la più̀ grande collezione anatomica italiana di corpi e organi plastinati organizzati in sette sezioni-esperienze. Tra le novità più all’avanguardia, la sezione dedicata agli androidi al cui interno, in anteprima mondiale, sarà presentato al pubblico il Robot umanoide ideato da Leonardo da Vinci ricostruito integralmente da Mario Taddei, accademico italiano tra i massimi esperti vinciani - racconta Mauro Rigoni, AD di Venice Exhibition. 




Real Bodies Experience curata da Ilario de Biase Luca Ruminato si avvale di un comitato autoriale affiancato da un comitato scientifico di specialisti in biomedicina, criminologi, antropomorfisti, anatomisti e dal medico legale Dott. Antonello Cirnelli, curatore scientifico della sezione anatomicadi Real Bodies. Numerose sono le collaborazioni stipulate con istituzioni e aziende di prestigio, tra cui TAFFO Funeral ServicesÖssurl’Istituto Italiano di Tecnologia, il Centro Piaggio e il Museo Stibbert di Firenze, i Musei di Anatomia Umana dell’Università di Pisa e Firenze, il Ministero della Cultura la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze e di Pisa che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio della mostra con reperti bio-archeologici e strumentazione specialistica all’avanguardia.L’esposizione di carattere scientifico-divulgativa ha tra gli obiettivi principali il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado dell'Emilia Romagna, per le quali sarà riservato un prezzo speciale e la possibilità di avvalersi di guide esperte per visite più approfondite. Tutti i visitatori, inoltre, troveranno inclusa nel costo del biglietto di ingresso l’audio-guida della mostra. 



 

PALAZZO PALLAVICINI per la prima volta l’intero palazzo sarà dedicato a una grande mostra:

Originario del XV secolo si sviluppa su una superficie di circa 2000 mq. Ornato da incredibili affreschi e splendidi stucchi, fu ristrutturato nel 1680 e presenta uno scalone monumentale d’ingresso perfettamente conservato. E’ stato un’importante corte europea e la dimora del Conte Gian Luca Pallavicini, condottiero e ministro di Carlo VI d’Asburgo e di sua figlia, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, madre di Maria Antonietta. In occasione della mostra Real Bodies Experience, il palazzo sarà interamente aperto al pubblico e sarà possibile varcare la soglia della Sala della Musica dove, il 26 Marzo del 1770, si esibìun giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart.




 

INFORMAZIONI UTILI

Luogo: PALAZZO PALLAVICINI, via San Felice 24 - 40122 Bologna

Data di apertura al pubblico: 2 ottobre 2021 ore 10.00

Aperto dal Mercoledì al Venerdì ore 10-19 (ultimo ingresso h18)

Sabato, Domenica e Festivi ore 10-20 (ultimo ingresso h19)

Chiuso lunedì e martedì

ADDETTO STAMPA REAL BODIES EXPERIENCE

Giulia Giliberti | email: press@giuliagiliberti.it| cell. +39 333 4573 298 

 

Avvertenze importanti: 

Accesso in mostra consentito solo ai visitatori muniti di certificazione verde COVID19-GREEN PASS.

L'accesso per persone non deambulanti o disabili in carrozzina avviene esclusivamente tramite montascale a cingoli Modello Jolly Rampo D3000010 fornito da TGR con portata fino a 140 kg (peso calcolato tra persona e carrozzina, il peso totale sarà a cura del visitatore) per due rampe di scale (38 gradini).


Oscar Giammarinaro (Statuto) domenica 3 ottobre 2021 in concerto all'Arci Bellezza di Milano.

Domenica 3 ottobre 2021 ore 21


Arci Bellezza Milano

Via Giovanni Bellezza, 16/A - Milano 

Ingresso Euro 10 con tessera Arci e green pass 

Infoline 0258319492


www.facebook.com/oscarilmod

www.instagram.com/oscar_giammarinaro/


Dopo più di trent’anni di carriera e 15 album con la storica band mod Statuto, con cui si è esibito su palchi prestigiosi come quello del Festival di Sanremo e del Festivalbar, per la prima volta Oscar intraprende un percorso artistico da solista con un progetto discografico che punta ad uno stile raffinato, fatto di sonorità ricche ed eleganti, accessibili ed orecchiabili. 

«La decisione di lavorare a un progetto solista – dichiara Oscar – deriva dall'aver raggiunto con l’esperienza una maturità tale che mi ha portato al bisogno di comporre canzoni più intime e personali. Questo lavoro non si sostituisce alla realtà degli Statuto, è un percorso nuovo e parallelo che trova nella proposta cantautoriale la sua dimensione più adatta. In un momento in cui il panorama musicale italiano sembra trascurare la ricercatezza compositiva ho voluto lavorare ad un progetto artistico attento allo stile e all'eleganza "totale": nelle sonorità, negli arrangiamenti, nei testi e nelle grafiche. Questi brani parlano di sentimenti in diversi modi, ma sempre senza inibizioni, in maniera molto istintiva, diretta e passionale. Da qui il nome dell'album "Sentimenti Travolgenti"». 


Prodotto da Pietro Foresti e distribuito da Universal Music Italia, “Sentimenti Travolgenti” è un album (pubblicato solo in vinile) composto da 8 brani (5 inediti e 3 rivisitazioni di canzoni già pubblicate con gli Statuto) che con eleganza lessicale e attenzione estetica ruotano attorno a tematiche sentimentali, non esclusivamente amorose. L'album contiene anche il primo singolo “Lei Canterà” (uscito in formato 45 giri in edizione limitata), che descrive come in una fotografia il momento in cui Oscar conobbe Mia Martini durante il Festival di Sanremo del 1992. Il 14 maggio 2021 è stato pubblicato per Universal Music Italia il brano "Non mi manchi più" e lo scorso 13 settembre il nuovissimo "La Musica Magica", brano tributo all'artista Ezio Bosso, fraterno amico di Oscar, presentato già alle selezioni del Festival di Sanremo 2021. 

Per questa data Oscar sarà accompagnato dalla band composta da Enrico Bontempi (chitarra), Rudy Ruzza (basso), Gigi Rivetti (tastiera) e Marco Ruggiero (batteria).


 

VIDEOCLIP “LA MUSICA MAGICA”


“Sindrome di Stendhal, quando la bellezza è troppa”. Alla Fondazione Sangregorio, ultimo incontro/dibattito con Annalisa Barosi, specialista in cardiologia, e Sara Gambarini, psichiatra e dirigente sanitario, per capire quanto fa bene l’arte.

 


"Sindrome di Stendhal, quando la bellezza è troppa"

con Annalisa Barosi, specialista in cardiologia
e Sara Gambarini, psichiatra e dirigente sanitario


Sabato 2 ottobre ore 16
Fondazione Sangregorio
Via Cocquo n.10, Sesto Calende (VA)



Alla Fondazione Sangregorio Giancarlo di Sesto Calende, in via Cocquo n.10 , sabato 2 ottobre 2021 alle ore 16.00,  Annalisa Barosi e Sara Gambarini parleranno di “Sindrome di Stendhal, quando la bellezza è troppa”.
Al cospetto della vera bellezza i sensi si sconvolgono, il cuore comincia a battere incontrollato: è la “Sindrome di Stendhal”. Ma è davvero misurabile lo scompenso che alcuni provano davanti alle opere d’arte? Con quali sintomi psicosomatici si manifesta? 
Dalla Basilica di Santa Croce fino all’opera di Giancarlo Sangregorio, una psichiatra e una cardiologa a confronto, per capire quanto fa bene l’arte.

L’ingresso del pubblico sarà accompagnato dal sax di Fabio Delvò, già autore della sigla di "A Tu per Tu".





lunedì 27 settembre 2021

Monologue. Loneliness in the bustling city. La Galleria MA-EC partecipa al Milano Photofestival con una collettiva di 25 fotografi internazionali.

 


Monologue. Loneliness in the bustling city 


2-16 ottobre 2021 

Evento del Photofestival 2021



La Galleria MA-EC partecipa al Milano Photofestival, giunto alla sua sedicesima edizione. Le sale della galleria situate a Palazzo Durini ospitano una esposizione collettiva di 25 fotografi internazionali.  

La mostra Monologue. Loneliness in the bustling city si svolgerà dal 2 al 16 ottobre 2021.


Milano Photofestival è un evento promosso da AIF, patrocinato da Regione Lombardia e Comune di Milano. Nato nei primi anni 2000 come biennale, dal 2007 Photofestival ha acquisito una cadenza annuale, affermandosi come il più importante e ricco evento milanese dedicato alla fotografia d’autore e uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della scena italiana. Il tema di quest’anno è La natura e la città. Segni di un tempo nuovo.


Monologue. Loneliness in the bustling city è la mostra che MA-EC Gallery propone. Gli scatti in esposizione intrecciano una storia in cui il rapporto tra natura, spazi urbani, senso di solitudine viene ripensato alla luce della pandemia che ha cambiato la nostra percezione della città. La maggior parte della gente nella società contemporanea vive nelle città. Pur godendo della comodità e della vitalità degli agglomerati urbani, si avverte anche la pressione e la solitudine causata dalla vita frenetica. Come coordinare il rapporto tra gli individui e la città è una sfida strettamente legata alla nostra qualità di vita. Questo il focus della mostra, che i fotografi sono invitati ad esplorare.




Special Guest della mostra sarà Ching Hsaing Fan, fotografo ma anche musicista e produttore che esporrà per la prima volta in Italia tre suoi recenti lavori.



Artisti

Marco Barnabino

Sabine Barnabò

Andrea Bevere e Federica Nardese

Adriana Cosareata

Hongliang Du

Ching Hsaing Fan

Xia Li

Zonglin Li

Xiaonan Liu

YiLin Liu

Lei Ma

Oriella Montin

 MUS

Yingwen Peng

Coca Rodriguez Coelho

Zhanghong Shen

 Chuai Tong

Haoyu Wang

Ruizhe Wang

 Yiwen Wang

 Yichen Wu

 Yuke Wu

 Zuo Yu

Shi Yuheng

Zechen Zhou

*Un ringraziamento particolare va a Moree Wu per l’impegno e la dedizione nel lavoro svolto nella giuria internazionale.




Coordinate mostra:


TitoloMonologue. Loneliness in the bustling city 

Organizzatore: MA-EC

Sede: MA-EC Gallery, Palazzo Durini, Via Santa Maria Valle, 2 Milano

Opening: sabato 2 ottobre dalle 18 alle 20

Orari galleria: martedì-venerdì 10-13 e 15-19. Sabato 15-19

Info:  info.milanart@gmail.com; 02 39831335

Evento inserito nel circuito del Photofestival 2021


Accesso consentito solo con Green Pass

“LUDUS” MATEMATICO. Alla Galleria Triphè di Roma, la mostra personale di Marco Angelini, a cura di Maria Laura Perilli.

 



“LUDUS” MATEMATICO


Mostra personale

di 

Marco Angelini


a cura di Maria Laura Perilli


Dal 15 ottobre al 20 dicembre 2021


Opening: Venerdì 15 ottobre alle ore 19:00


Galleria Triphè

Via delle Fosse di Castello n.2, Roma

Orari: dal martedì al sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00

GREENPASS OBBLIGATORIO




La lametta, il semplice oggetto di uso comune che lega la gestualità quotidiana di uomini e donne, è utilizzata da Marco Angelini come strumento base del suo linguaggio, della sua ricerca artistica. Il piccolo oggetto viene assemblato in forme aperte, chiuse e semiaperte secondo serialità che riportano alla memoria dell’osservatore i circuiti stampati di schede elettroniche: il massimo della razionalità umana nel sintetizzare operazioni complesse.




Le connessioni che l’artista propone non sono, pertanto, circoscrivibili al semplice “ludus” matematico; sono, in nuce, un passo, una ipotesi di lavoro che può volgere verso quella che Giulio  Carlo Argan definiva:” una esplicita, rigorosa ed avanzata analisi strutturalistica ed Operazionistica, un iter già programmato su una metodologia di tipo logico matematico.’’

Una ricerca estetico-operazionale, quella di Angelini, destinata ad essere da semplice, lineare sempre più complessa e che si stende con forza su fondi di macchie che spesso ci riportano a Rorschach.



Sono macchie, infatti, che stimolano l’osservatore, che fanno pensare a continenti contrastati, alla deriva, alla ricerca di un ordine che possa irretirli.

Qui agisce l’artista sovrapponendo al ‘’contrasto’’ un processo di razionalità; è la razionalità della specie umana che elabora, costruisce, struttura e fa storia!

Angelini tenta di raggiungere con le sue opere un equilibrio visivo e sistematico di forme. Dice infatti Arnheim: ‘’a livello di percezione, l’aspetto di ogni elemento dipende dal posto e dalla funzione che esso occupa ed assume entro le strutture considerate nel suo unicum.’’




Le lamette, strumento del suo lavoro, poggiano su un tempo passato, quasi adagiandosi delicatamente sui segni della storia ma pronte a virare verso nuovi, ma sempre antichi scenari. Angelini sulla linea di Fontana, è alla ricerca di una nuova e personale concezione dello’’ spazio artistico’’.

Dice, infatti, Lara Vinca Masini riguardo alla volontà di Fontana nel manifesto Blanco del 1946 che si ‘’ ponevano le basi di uno spazio interpretato secondo rapporti diversi sia da quello rinascimentale, sia da quello ottocentesco, sia da quello cubo-futurista, uno spazio che tenga conto, cioè, delle conquiste scientifiche che usano lo spazio fisico e fenomenico come nuovo e più estremo strumento di comunicazione, capace quindi di collocare anche l’opera d’arte in una dimensione rinnovata, in rapporto alle possibilità offerte dai nuovi strumenti tecnico-scientifici, che si propongono come ulteriori mezzi tecnici e di attivazione della creatività anche per l’artista.’’

Maria Laura Perilli





CONTATTI E INFO

Ufficio Stampa: Galleria Triphè - Maria Laura Perilli

Cell: 366-1128107 - Email: info@triphe.it


Facebook: Galleria Triphè Roma-Cortona