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mercoledì 7 settembre 2022

X di e con Olimpia Fortuni e Katatonic Silentio. Al Chiostro dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, lo spettacolo delle due artiste nell’ambito del festival Fabbrica Europa.

 



Debutto:


X

di e con Olimpia Fortuni e Katatonic Silentio

venerdì 9 settembre, ore 19:30


Chiostro Accademia di Belle Arti di Firenze

nell’ambito di Fabbrica Europa Festival



Dopo l’anteprima al festival Da vicino nessuno è normale avvenuta a Milano lo scorso luglio, venerdì 9 settembre alle 19:30 debutterà X la nuova copruduzione Sosta Palmizi / Fabbrica Europa nata dall’incontro tra la danzatrice e coreografa Olimpia Fortuni e la sound artist Katatonic Silentio. L’appuntamento con il pubblico è al Chiostro dell’Accademia di Belle Arti di Firenze dove le due artiste presenteranno lo spettacolo nell’ambito del festival Fabbrica Europa.





X (da leggere /per/) è una performance che si fa esperienza mistica per chi guarda e per chi è in scena, un lavoro che nasce grazie ad ispirazioni provenienti dalla tradizione sciamanica e dalle simbologie archetipiche di Artemide, della luna e dei punti cardinali. Olimpia Fortuni e Katatonic Silentio si muovono nella complementarità atavica tra suono e danza, creando in ogni performance un nuovo percorso dove movimento, suono, architetture naturali e artificiali sono strumenti dello studio compositivo per sua natura perfettamente accolto in contesti non convenzionali, come il peculiare luogo fiorentino dove si terrà il debutto. L’intento della musicista e della danzatrice, nel ruolo di ricercatrici/ esploratrici, è di essere un tramite (X – per) e accompagnare in un luogo altro gli spettatori/ viaggiatori che si affidano a loro per sentire, vedere, immaginare, e tornare carichi di un’esperienza sensoriale che gioca in un saldo equilibrio tra reale e surreale. 


CREDITI – concept: Olimpia Fortuni; suono: Katatonic Silentio; interpreti: Olimpia Fortuni, Katatonic Silentio; studio delle pratiche sciamaniche: Corinna Ciulli; coproduzione: Sosta Palmizi e Fondazione Fabbrica Europa; sostegno residenziale: Olinda/TeatroLaCucina



 Il trailer della performance: https://vimeo.com/727465508


BIO
Olimpia Fortuni è danzatrice e coreografa. Si diploma come danzatrice presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e presso il biennio “Scritture per la danza contemporanea” diretto da Raffella Giordano.

A partire dal corpo, la sua ricerca si basa da anni sullo studio del tempo come qualità di movimento e sull’osservazione della relazione fra uomo natura e animale che sono i temi centrali delle sue creazioni. 

Nel 2010, insieme ad altri 11 artisti, crea il collettivo Famigliafuchè. Un processo di ricerca di due anni volto alla costruzione di un lavoro orizzontale che mette il tempo Presente al centro del lavoro.

Dal 2011al 2014 cura le coreografie per le regie di Roberto Rustioni e insegna movimento agli attori.

Ha lavorato come interprete per “Kiss” di Tino Seghal e ne “Lo scorrevole” di Vettori Pisani, per Costanzo/Rustioni, Arearea, la Valdoca, Samotracia, G. Rossi, R. Giordano, Casa Strasse, Zerogrammi, Company Blu, E.Consonni, D. Valrosso. Attualmente lavora per Ambra Senatore. Presenta i propri lavori, come coreografa, dal 2014 a oggi, in numerosi festival di danza, in Italia e all’estero.

Katatonic Silentio nome d’arte per Mariachiara Troianiello, è una sound artist, live performer e ricercatrice indipendente in Sonic & Performing Arts e Media Cultures con sede a Milano. 

Attiva come DJ dal 2006 con diversi progetti, Mariachiara esplora i campi della musica sperimentale ed elettronica con un approccio unico al sound design, pubblicando diversi EP e LP ed esibendosi in molti festival nazionali e internazionali, gallerie, teatri, club e rassegne.

Oltre a perseguire una carriera come DJ e a specializzarsi in tecniche di produzione musicale e sound design, Mariachiara è anche attiva come ricercatrice indipendente: le sue pratiche convergono a metà strada tra le arti sonore e le arti performative. La sua spiccata curiosità per gli studi culturali, unita a una forte passione per la musica, l'ha portata ad avvicinarsi al mondo dei suoni con un occhio sociologico e antropologico, intendendo il suono come un dispositivo critico e un indicatore della società e dei suoi cambiamenti



INFO E PRENOTAZIONI

Fabbrica Europa Festival

Chiostro Accademia di Belle Arti, Via Ricasoli 66 - Firenze



Biglietti: intero 7€ / ridotto 5€ (Over 65, under 18, soci Arci, Unicoop Firenze, Controradio Club, Touring Club Italiano, Lungarno, IREOS, Centro Pecci Prato, possessori biglietto mostre in corso e Amici di Palazzo Strozzi, studenti Accademia Belle Arti, IED, Polimoda, iscritti scuole di danza convenzionate)

Disponibile in prevendita on-line su ticketone.it e nei punti vendita Boxoffice

Contatti: 055 351599 / 055 2638480 | teatrodanza@fabbricaeuropa.net

lunedì 5 settembre 2022

ANTONIO LIGABUE. L'ORA SENZ'OMBRA. Alla Galleria BPER Banca di Modena, in occasione di festivalfilosofia 2022, in mostra le opere dell'artista, a cura di Sandro Parmiggiani.

 


ANTONIO LIGABUE. L'ORA SENZ'OMBRA.


La Galleria BPER Banca si apre al contemporaneo con una mostra dossier dedicata ad Antonio Ligabue, che sarà inaugurata negli spazi espositivi di via Scudari 9 a Modena in occasione di festivalfilosofia (16-18 settembre 2022), di cui BPER Banca è main sponsor.

Curata da Sandro Parmiggiani, l'esposizione si svilupperà a partire da quattro importanti dipinti appartenenti alla collezione d'arte di BPER Banca. Accanto ai dipinti di proprietà dell'istituto bancario, sarà esposta una selezione di opere provenienti da collezioni private, per rappresentare i principali filoni cui si è dedicato l'artista: dalle lotte senza tregua tra gli animali selvaggi agli autoritratti, fino alle scene di lavoro nei campi, nelle quali si fondono realtà dello sguardo e memorie della patria perduta.

Intitolata "Antonio Ligabue. L'ora senz'ombra. Il riconoscimento come artista e come persona", la mostra tratterà il tema della ventiduesima edizione di festivalfilosofia - Giustizia - in riferimento alla vicenda biografica dell'artista, dall'esilio dalla Svizzera fino ai ricoveri forzati in ospedale psichiatrico. BPER Banca da tempo si impegna per combattere ogni forma di pregiudizio tramite progetti e azioni volti alla valorizzazione della diversità e dell'inclusione, valori sui quali l'esposizione offre l'occasione per riflettere.

Sabrina Bianchi, responsabile Brand e Marketing Communication e del Patrimonio culturale di BPER Banca afferma: «Giustizia è la parola chiave di questa edizione di festivalfilosofia e ci permette di portare l'attenzione, attraverso l'arte, su temi importanti come la diversità e l'inclusione. Le dimensioni e la complessa articolazione della corporate collection di BPER Banca offrono la possibilità di presentare percorsi espositivi sempre originali, che diventano strumenti privilegiati per affrontare temi anche fra loro diversi per contenuti e profondità temporale. La proposta di questa mostra, toccante e profonda, ci permette di raccontare non solo le opere, ma la vita di un artista che, nel corso di tutta la sua esistenza, ha dovuto subire e combattere la "colpa della diversità". E trovandosi di fronte ai suoi straordinari dipinti, sempre intensi e potenti, sarà impossibile non interrogarsi sul significato della "diversità", per cercare, e ci auguriamo per trovare, una risposta alla domanda se sia una colpa essere diversi. Le tele di Antonio Ligabue di proprietà di BPER Banca ci permetteranno di aprire, per la prima volta, le porte de La Galleria all'arte contemporanea e di accompagnare il pubblico in un percorso espositivo inclusivo, progettato con il contributo di Andrea Isola. Valori, vicinanza, condivisione. È questo che La Galleria BPER Banca vuole trasmettere coinvolgendo, con un dialogo e un confronto continuo, un pubblico sempre più ampio, anche, e in particolar modo, aprendosi alle nuove generazioni insieme alle quali costruire, con l'arte e la cultura, una nuova visione del mondo e della contemporaneità».

Il percorso espositivo comprende una ventina di dipinti, realizzati dal 1929 fino all'ultimo periodo di attività dell'artista, che dal novembre del 1962 è impossibilitato a dipingere per motivi di salute.




Tra le opere della corporate collection di BPER Banca si segnalano, in particolare, "Leonessa con zebra" (1959-60) e "Autoritratto con cavalletto" (1954-55). Se la prima tela, selezionata come immagine guida della mostra, testimonia la passione di Ligabue per gli animali selvaggi, le cui anatomie sono definite a partire dalle immagini recuperate dai libri di zoologia e dalle stampe popolari, la seconda raffigura Ligabue stesso nell'atto di dipingere un gallo in uno scenario di aperta campagna, dove la natura, al pari del pittore, è ritratta in tutta la sua primordiale vitalità. È inoltre esposta "Aratura con buoi" (1953-54), opera raffigurante un contadino di spalle che spinge faticosamente un aratro trainato da due buoi bianchi su un terreno brullo, mentre in lontananza si scorgono un paesaggio verdeggiante e una città. "Ritorno dai campi con castello" (1955-57), infine, nasconde un dettaglio autobiografico: sullo sfondo, oltre il contadino, i cavalli e il cane che tornano in paese, è dipinto un lago al cui centro svetta un castello con guglie e banderuole al vento, forse ricordo della natia Svizzera.

Tra le opere provenienti da collezioni private, si segnalano "Caccia grossa" (1929), in cui Ligabue si auto-raffigura mentre guarda una delle sue scene di lotta per la vita; "Leopardo con serpente" (1937), emblema della privazione della libertà che lui sta patendo;"Autoritratto" (1940), che corrisponde all'affermazione della sua duplice identità di uomo e di artista; "Circo" (1941-1942), dipinto di stordente abilità compositiva; infine "Autoritratto con mosche" (1956-1957), aperta allusione alla fine della vita.



«Se si guarda nell'insieme all'opera di Ligabue - scrive Sandro Parmiggiani - ci si rende conto che lui è essenzialmente un artista tragico, che della vita ha spesso rappresentato l'aspetto più drammatico e doloroso: la lotta per sopravvivere o per affermarsi, in cui una vittima soccombe al carnefice e viene sacrificata; il lento cammino delle sue umane sembianze verso l'esito finale. Certo, ci sono anche le scene di lavoro nei campi, con i contadini e il bestiame, e gli animali domestici, ma nei suoi autoritratti la visione tragica s'esercita prima di tutto su di sé, sull'uomo sgraziato, che pare avere qualche punto di tangenza con l'animale. In fondo, Ligabue vedeva gli animali, quelli domestici e quelli feroci, come una parte costitutiva, essenziale, del creato, che lui si impegnò a salvare in una sorta di "arca pittorica", convinto che anche in essi palpitasse un'anima e che fossero parte essenziale, assieme alla vegetazione, del creato»

«Antonio - prosegue il curatore - sembra precipitare, per gran parte della sua vita, in un baratro di dolore e di solitudine, all'interno del quale è costretto a condurre la maggior parte della sua esistenza. Non cede mai, tuttavia, alla tentazione della resa, della recisione del legame con l'esistenza, del "rifiuto della vita", quando si arriva a scegliere un distacco risolutorio dalle sofferenze quotidiane. Cerca sempre, invece, di risalire faticosamente lungo le pareti scivolose di quell'abisso, costantemente alla ricerca di una dignità e di un riconoscimento che lui sente essergli dovuti».

Il catalogo della mostra è arricchito da alcune testimonianze documentarie provenienti dall'Archivio ex Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, raccolte e pubblicate grazie alla disponibilità di Gian Maria Galeazzi, direttore del Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, e della responsabile Chiara Bombardieri, che ricostruiscono la storia personale di Ligabue e la sua tormentata vicenda psichiatrica, nonostante la quale ha dato vita ad opere di straordinaria forza comunicativa, che ancora oggi affascinano per la loro moderna visionarietà. Il punto di vista clinico è stato anche approfondito da un testo dello psichiatra Domenico Nano.

La mostra "Antonio Ligabue. L'ora senz'ombra. Il riconoscimento come artista e come persona" è promossa da La Galleria BPER Banca in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani e si inserisce nel programma di eventi, mostre e performance di "Identità Inquieta", il cartellone che riunisce istituzioni culturali del territorio per esplorare il tema dell'identità da diversi punti di vista.

L'esposizione sarà visitabile gratuitamente dal 16 settembre 2022 al 5 febbraio 2023 di venerdì, sabato e domenica con orario 10.00-18.00. In occasione di festivalfilosofia la pinacoteca osserverà i seguenti orari: venerdì 16 e sabato 17 settembre ore 9.00-23.00, domenica 18 settembre ore 9.00-21.00. Chiusura natalizia: 23, 24 e 25 dicembre 2022 e 30, 31 dicembre e 1 gennaio 2023. Visite guidate, gruppi e aperture straordinarie su prenotazione. Catalogo disponibile presso la sede espositiva. 



Per informazioni: T. +39 059 2021598 - Email: lagalleria@bper.it

 www.lagalleriabper.it

RES DERELICTAE. La fabbrica produce ancora? Al Tecnopolo di Reggio Emilia, Capannone 19 delle storiche Officine Meccaniche Reggiane, la mostra dei giovani artisti Dario Tarasconi e Andrea Scazza, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.

 


RES DERELICTAE. La fabbrica produce ancora?
Dario Tarasconi e Andrea Scazza

A cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

10 settembre - 16 ottobre 2022 
Inaugurazione: sabato 10 settembre, ore 17.30
Sala conferenze, Tecnopolo di Reggio Emilia

Tecnopolo di Reggio Emilia, Capannone 19 delle ex Officine Reggiane 


All'interno del Tecnopolo di Reggio Emilia, che ha sede nel Capannone 19 delle storiche Officine Meccaniche Reggiane, sarà allestita "RES Derelictae. La fabbrica produce ancora?", mostra dei giovani artisti Dario Tarasconi e Andrea Scazza che si propone di portare all'attenzione del pubblico l'estrema contemporaneità di quella che è stata una delle realtà industriali più importanti in Italia. Luogo di produzione e di socialità, di degrado e di abbandono, di innovazione e cultura, la fabbrica è ancora oggi capace di arricchire l'immaginario di una città che osserva se stessa in divenire, riconoscendo la bellezza nell'imperfezione.

Dario Tarasconi e Andrea Scazza



Curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, l'esposizione sarà inaugurata sabato 10 settembre, alle ore 17.30, nella Sala conferenze del Tecnopolo di Reggio Emilia. Saranno presenti gli artisti, i curatori, i rappresentanti delle Istituzioni e Paolo Cianconi (psichiatra, ASL Roma1) che proporrà una riflessione sul tema "L'interstizio Reggiane: una città dentro la città?".

La mostra - evento collaterale a "Un tocco di classe. L'occupazione delle Reggiane 1950-51" nel Capannone 18 - è realizzata in collaborazione con CGIL Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia, STU Reggiane Spa e Parco Innovazione Reggianecon il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e della Regione Emilia-Romagna.




Il progetto di Dario Tarasconi e Andrea Scazza nasce da un ritrovamento fortuito avvenuto nel 2019 in uno dei capannoni abbandonati di via Agosti: 180 fotografie recuperate da un seminterrato normalmente non agibile a causa delle infiltrazioni d'acqua. Riproduzioni fotografiche delle Officine Reggiane e delle attività che si svolgevano al loro interno e nei cantieri esterni, sottoposte dall'umidità ad un processo di deterioramento che le ha trasformate in composizioni astratte. Nella quasi totalità delle immagini si sono sorprendentemente salvate le figure umane, come se il tempo non riuscisse a scalfirne la presenza.

«Numerosi gli interrogativi che si vogliono sollevare con l'esposizione delle immagini ritrovate e consunte dal tempo - spiegano Tarasconi e Scazza. Primo tra tutti: la fabbrica ha veramente smesso di produrre? E di conseguenza, quali sono i prodotti attuali? Cosa li identifica come belli/desiderabili? E ancora, può esistere un capitale (fotografico, artistico, umano) da scoprire in un luogo abbandonato che ha smesso di produrre "utili" d'impresa? Cos'è che vediamo/trascuriamo quando oggi sentiamo parlare di Reggiane negli episodi di cronaca? Cosa si cela sotto al senso comune del "degrado" che ricopre le molteplici narrazioni possibili come uno strato d'acqua stagnante che impedisce di vedere oltre? Esistono forse altre narrazioni possibili? Questa inedita iconografia fotografica Jolie Laide (marcia e sublime), sospesa tra l'onirico ed il surreale, è capace di strappare all'oblio i frammenti della memoria di un luogo simbolo della storia del ‘900 e di restituirceli con una potenza estetica e visiva sconvolgente. La fabbrica ha permesso l'incontro di due anime artistiche apparentemente lontane, ma entrambe accomunate dall'interesse di "scavare sul fondo" e arrivare alla radice delle cose».



«Questi oggetti ritrovati - scrive Stefano Taddei - hanno avuto una fase di ancoraggio al presente grazie all'operare degli autori che li hanno preservati dall'oblio. Tali immagini brulicano di vitalità, paiono in continua metamorfosi e movimento. In alcune immagini si trovano anche il nome dell'operatore che ha compiuto gli scatti e le referenze scritte dei soggetti immortalati. Il tempo ha trasformato queste immagini e le ha riportate nella contemporaneità in modo peculiare».

«La casualità penetra dunque nell'immagine - aggiunge Francesca Baboni - divenendo essa stessa metodo e procedimento artistico, mentre l'acqua e il tempo agiscono sugli sfondi ambientali esattamente come il pennello di un pittore. Poiché è questo che si è voluto azzardare: esporre fotografie come fossero quadri di astrazione con il paradosso di non avere eseguito alcun intervento pittorico. Nel momento in cui si riconoscono i soggetti umani e le cose presenti attorno a loro, il movimento magmatico delle muffe e delle escoriazioni s'insinua nel contesto capovolgendone il significato e invadendo la raffigurazione, sia d'interno che di esterno, come se agisse con la stessa gestualità espressiva insita nella realizzazione di un'opera astratta».

Il titolo della mostra - "Res Derelictae" - allude all'istituto giuridico del diritto romano secondo il quale la proprietà dei beni abbandonati si acquisisce con la loro occupazione. Le fotografie delle Officine Reggiane sono state recuperate da Dario Tarasconi e Andrea Scazza e riportate a nuova vita, così come i capannoni abbandonati hanno avuto una nuova fase di vita nel periodo in cui sono stati occupati da persone senza dimora.

L'esposizione si compone di una cinquantina di fotografie, accuratamente selezionate e stampate su forex, posizionate lungo il perimetro del capannone secondo un percorso che valorizza il capitale estetico che il luogo ha prodotto. Nella parte interna sarà, inoltre, installato un apparato video e audio per riprodurre alcuni contenuti multimediali relativi alla realizzazione del progetto e al taglio interpretativo dato alle immagini.



La mostra sarà visitabile fino al 16 ottobre 2022, da lunedì a venerdì con orario 8.30-17.30, sabato 15.00-19.30, domenica 15.00-19.30. Ingresso libero; visite guidate su appuntamento (contact@dariotarasconi.com). Nel corso dell'esposizione saranno organizzati diversi eventi collaterali: domenica 18 settembre, Sala conferenze del Tecnopolo, ore 17.30, incontro sul tema "Migrazioni, diritto di asilo, frontiere" con Gianfranco Schiavone (ASGI, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione), Chiara Marchetti (CIAC Onlus) Duccio Facchini (AltrEconomia) e Federica Zambelli (Città Migrante); sabato 24 settembre, Sala conferenze del Tecnopolo, ore 17.30, incontro sul tema "Lo sfruttamento nel piatto" con Antonello Mangano (Terrelibere.org), Umberto Franciosi (Cgil Emilia Romagna), Cesare Trabace (CRID - Unimore); domenica 25 settembre, Sottopasso della Stazione Centrale (Piazzale Europa), ore 10.30-18.00, "Under the Skin", jam session di graffiti; domenica 9 ottobre, Sala conferenze del Tecnopolo, ore 17.30, incontro sul tema "Dipendenze, detenzione, identità migranti" con Sara Manzoli (scrittrice), Mohamed Sabri (mediatore linguistico-culturale) e Luca Magnavacchi (educatore di Riduzione del Danno); domenica 16 ottobre, Sala conferenze del Tecnopolo, ore 17.30, incontro sul tema "Lo sguardo avanti" con Ahmed Abdullahi (scrittore), in dialogo con Dario Tarasconi e Andrea Scazza. È gradita la prenotazione (ascazza@gmail.com). Per approfondimenti: www.res-derelictae.com.
 
Dario Tarasconi (Montecchio Emilia, 1988) frequenta il Liceo delle Scienze Sociali presso l'Istituto "Matilde di Canossa" di Reggio Emilia, successivamente la Facoltà di Scienze della Cultura ed Epistemologia delle Scienze Umane presso il dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Il suo percorso artistico comincia nella seconda metà degli anni 2000. Espone presso diversi spazi della sua città e nel 2017 partecipa ad una collettiva nel Palazzo Bentivoglio di Gualtieri (RE), insieme ad altri artisti e a Mario Pavesi. Nel 2019 viene scelto tra gli artisti emergenti italiani dalla galleria Orler per il progetto Affordable Art Point. Vive e lavora a Reggio Emilia.

Andrea Scazza (Reggio Emilia, 1985), laureato in Scienze Politiche all'ateneo felsineo, si specializza in Conflict Resolution presso il dipartimento di Peace Studies alla Bradford University. Dai primi anni 2000 inizia a dipingere come writer, lavorando dal 2012 alle ex Officine Reggiane insieme ad altri writers e artisti di strada. Partecipa all'organizzazione di jam pittoriche in luoghi vari della città di Reggio Emilia e presso le ex Officine Reggiane, tra cui la "Jam R60" in occasione dell'anniversario dell'occupazione della fabbrica. Collabora all'ideazione e alla realizzazione di progetti educativi mediante l'uso di pittura e graffiti. Vive e lavora a Reggio Emilia.

UN LUOGO PER ZEROBOOK 2022. Al via le iscrizione alla IV Edizione del Contest Fotografico organizzato da Girodivite con la collaborazione della Casa Editrice ZeroBook. Deadline: 31 ottobre 2022.

 


IV Edizione
CONCORSO FOTOGRAFICO "UN LUOGO PER ZEROBOOK"

Scadenza: 31 ottobre 2022

Organizzato da Girodivite con la collaborazione della Casa Editrice ZeroBook. 





REGOLAMENTO

1. Si partecipa con un massimo di 3 fotografie digitali, a colori e/o in bianco e nero, con il lato lungo minimo 1920 pixel , 300 dpi in formato tiff e una copia in formato jpg 75 dpi

2. Le foto devono essere inoltrate via email a: concorso@girodivite.it entro il 31 ottobre 2022 (eventuali proroghe saranno rese note sulla pagina del concorso e sui media del settore);

3. I nomi dei file devono essere così composti: Nome Cognome – Titolo.tif e Titolo.jpg;

4. La email deve contenere in allegato la lettera di manleva interamente compilata e firmata


TEMA DEL PREMIO

Le foto devono riprodurre luoghi riscoperti, sia di natura culturale, quali siti archeologici, che di natura prettamente architettonica, come ruderi di antiche case rurali, antichi opifici ecc. Quindi luoghi di interesse abbandonati all’incuria e all’oblio, che meriterebbero di essere rivalutati e posti all’attenzione del pubblico. Lo scopo del premio è quello di raccogliere immagini di questi luoghi dimenticati e di segnalarli alle amministrazioni locali, invitandole al loro recupero.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione è fissata a 20 euro, quale contributo da versare con bonifico utilizzando il codiceIT76B0306982590100000002962, indicando Nome e Cognome e nome del premio “Un luogo per Zerobook 2022”. Copia del versamento dovrà essere allegata alla email contenente le opere a concorso.

PREMI

1° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato cartaceo, a cura della casa editrice Zerobook, con regolare contratto di edizione e numero di ISBN, promozione e diffusione;

2° Classificato: Pubblicazione libro fotografico, in formato ebook, a cura della casa editrice Zerobook, con regolare contratto di edizione, promozione e diffusione;

3° Classificato: un Libro fotografico, pubblicato dalla casa editrice Zerobook, selezionato tra le pubblicazioni del catalogo della casa editrice.

NOTA BENE: Il 1° e il 2° Premio prevedono l’obbligo della firma del contratto di edizione entro 6 mesi dalla data della proclamazione dei vincitori. Allo scadere del termine, il premio sarà ritenuto "non assegnato".


SVOLGIMENTO DEL PREMIO

La Giuria selezionerà 5 finalisti, che saranno avvertiti via email. La classifica finale sarà decretata durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà nel mese di Novembre, presso il Magic Lime di Santa Teresa di Riva (Me). I finalisti sono tenuti a partecipare alla Cerimonia.


QUALSIASI VARIAZIONE DEL PROGRAMMA SARA’ COMUNICATA DALLA REDAZIONE


DOCUMENTI E INFO 


COLTIVARE MONDI. Alla Galleria Triphè di Roma, la mostra personale di Sergio Angeli, a cura di Maria Laura Perilli.

 


COLTIVARE MONDI


Mostra personale

di 

Sergio Angeli


a cura di Maria Laura Perilli


Dal 23 settembre al 16 dicembre 2022

Opening venerdì 23 Settembre 2022 ore 19:00 – 21:00


Via delle Fosse di Castello, 2 – Roma






Cromatismo, matericità, forme in esplosione quasi a richiamare quella di Zabriskie Point,contraddistinguono le opere di Sergio Angeli.

Un ‘’mondo altro’’ in gestazione, che rende ragione a quanto affermato da Fabio Benincasa nel suo passo critico sulla mostra dell’artista al Museo Mastroianni di Marino:’’…. una ricerca sulle tracce di un mondo post-umano che, in questo caso, sembra situarsi fuori dall’orizzonte storico, nell’ucronia di un mondo onirico sospeso tra sogno e ipotesi metafisica.’’



Il ‘’sembra situarsi’’, tuttavia non pone Angeli del tutto fuori dall’orizzonte storico; le sue figure non figure, dai confini labili, mobili, sembrano in realtà ricercare un orizzonte storico totalmente rinnovato. Una fase di sospensione, di riflessione, dove emerge la volontà in Angeli di un totale azzeramento: è la speranza di individuare nuovi cicli vitali, un nuovo mondo storico.

I lavori dell’artista sono emblematici del raggiungimento di una storia, appunto, rigenerata come ferma reazione ai tempi oscuri che stiamo percorrendo.




Nella momentanea sospensione ‘’le figure non figure’’ cercano una nuova definizione, un nuovo ‘’centro di gravità permanente’’.

Sono lavori che richiamano e si connettono, per certi versi, alla complessità delle figure di altri due grandi artisti: Franco Villoresi e Belkahia, ma si muove e vive in un contesto lirico di colori.

La ricerca di Angeli, nella fase di sospensione per un nuovo orizzonte storico, fa emergere quanto sia in lui costante l’interrogarsi con figure embrionali che si avvinghiano tra di loro e si pongono in uno stato innaturale di estrema sofferenza.

Angeli è artista colto che coglie anche l’importanza delle citazioni; si muove tra di esse con energia e disinvoltura, personalizzando ed elaborando il mondo di forme che muove dagli ‘’otages’’ di Fautrier ed arriva a forme presenti in Mastroianni tese a travalicare ogni limite e confine per una apertura verso grandi spazi.


- Maria Laura Perilli -






INFO E CONTATTI


Galleria Triphè Roma-Cortona

Via delle Fosse di Castello 2, 00193 Roma (Castel Sant’Angelo/ San Pietro)


Cell: 366-1128107 - Email: info@triphe.it

Orari: dal martedì al sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00


Ufficio Stampa: Galleria Triphè - Maria Laura Perilli