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martedì 29 novembre 2022

(IN) APPARENTE STATO DI BEATITUDINE. Alla SACCA gallery di Modica, la bipersonale di Silvia Argiolas e Giovanni Robustelli, a cura di Giovanni Scucces.

 


(IN) APPARENTE STATO DI BEATITUDINE

Bipersonale di
Silvia Argiolas Giovanni Robustelli

 A cura di Giovanni Scucces

8 dicembre 2022 – 28 gennaio 2023
Inaugurazione: Giovedì 8 dicembre alle ore 17:00

* NUOVA APERTURA * 
SACCA gallery 
Via Sacro Cuore 169/A (ingresso da via Fosso Tantillo) – MODICA (Ragusa)


Siamo immersi in una società incentrata sull’apparenza, in cui tutto viene edulcorato per risultare più bello, desiderabile e invidiabile. Ma siamo sicuri che in realtà sia tutto così idilliaco? Che dietro questo apparente stato di benessere e beatitudine, in verità, non si possa celare altro? Problemi, insoddisfazione, più semplicemente storie, alleviati da un’apparenza confortante che aiuti a mitigare gli scossoni che la vita ci riserva.
A poco più di 3 anni dalla prima apertura a Pozzallo (RG), la galleria d’arte contemporanea SACCA apre a Modica la sua nuova sede presentando una bipersonale di Silvia Argiolas (1977) e Giovanni Robustelli (1980). La prima è un’artista di origini sarde ma milanese d’adozione, mentre il secondo è siciliano, figlio di questo lembo di sudest. Con questa mostra la galleria continua la promozione di artisti legati al territorio in cui ha sede e allo stesso tempo amplia gli orizzonti proponendo un dialogo con un’artista non siciliana dal background nazionale e internazionale.


Tra le mostre personali dell’Argiolas ricordiamo: nel 2022 “Ragazze” alla ÖGGK di Vienna e “Song of myself” alla Galleria Richter Fine Art di Roma; nel 2021 “Promiscuità e Compassione” ad Adiacenze, Bologna; nel 2019 “Tragödie” a Casa Testori, Novate Milanese (MI); “Ti amo dal profondo del mio odio” presso la Galleria Richter Fine Art a Roma; “Als ich begriff, dass sterblich bin” alla Galerie Rompone a Köln, Germania; nel 2015 “Last Moments” alla Robert Kananaj gallery, Toronto; nel 2014 “A Day In The Life” alla L.E.M e “Walk on the wild side (Conversion Of Evil”) presso la Galleria Antonio Colombo, Milano; in 2012 “You are not really so bad” alla Galleria D406, Modena e nel 2011 “The Season of the Witch” alla Galleria Antonio Colombo, Milano.
Tra le mostre collettive più recenti possiamo citare: nel 2021 Marginalia – Le forme della libertà al Castello Visconteo di Pavia; nel 2020 “PHOENIX – the resurrection show alla Galerie Rompone” a Köln, Germania; nel 2015 “PanoRama” a Torino e “La famosa invasione degli artisti a Milano” presso la Galleria Antonio Colombo, Milano; nel 2014 “Selvatico tre, una testa che guarda” al Museo Civico delle Cappuccine a Bagnocavallo (RA).
Le sue opere sono state esposte in diverse fiere di arte contemporanea (Artissima Torino, Scope Art Fair New York, Arte Fiera Bologna, ArtVerona, Affordable Art Fair Milano) ed è stata finalista in diversi premi (Fabbri, Terna, Parati, Italian Factory, Celeste).
Di Robustelli si segnalano le personali: L'Ésotérisme de Dante, Istituto italiano di Cultura, Parigi 2021; BASSI - Giovanni Robustelli disegna Domenico Rea, Convento di San Domenico Maggiore, Napoli 2019; Auto da fè, Ex Convento del Carmine, Modica 2019; Meraviglie nel Paese di Alice, Spazio Papel, Milano 2018; Medea da Pasolini, Castel dell'Ovo, Napoli 2015; Anime Sante, Museo della Cattedrale - Palazzo Garofalo, Ragusa 2014.
Tra le collettive: Ex Voto - artisti per Rosalia, Palazzo Costantino, Palermo 2022; Summertime, Galleria Forni, Bologna 2019; Mondi Fantastici, Palazzo Zacco, Ragusa 2017; Il Corvo di Pietra, Galleria Nuages, Milano 2014.
Inoltre, nel 2017 è andato in giro per l’Italia con “S'ignora - dialogo tra musica e pittura, Giovanni Caccamo & Giovanni Robustelli, tour in 10 siti Unesco d'Italia”.
I lavori dei due artisti, entrambi presenti per il vernissage, sono spesso accomunati da ricchezza e varietà di colori, con raffigurazioni tuttavia molto differenti per tecniche e tematiche trattate.
Argiolas, con una pittura cruda e sinuosa, dipinge un mondo popolato da donne attraenti e voluttuose. Una condizione esistenziale, specchio del nostro tempo, che potrebbe sembrare desiderabile, ma che in realtà non possiamo sapere. Al di sotto, infatti, potrebbero celarsi debolezze, frustrazioni. Invece, vediamo donne ritratte come fantocci erotici, figlie di una concezione maschilista della società.


In Robustelli, invece, il mito e la favola sono delle presenze forti, spesso evidenti, talvolta latenti. Nel caso di questa mostra, pur nella diversità delle tecniche adoperate e dei soggetti raffigurati, è possibile ravvisare una condizione di quiete, nonché delle scene ammalianti, ma non necessariamente rassicuranti. Donne come veneri ammirate per la loro avvenenza, altre poste dinnanzi alla caducità della loro bellezza. Uomini eroi che si battono per amore o che si ergono a paladini dei propri ideali. Alla ricerca di un proprio stato di beatitudine, a volte autentico, altre volte solo apparente...
Sia nell’uno che nell’altro caso, i due artisti presentano lavori che, per mezzo di colori vividi e sgargianti, attraggono a primo acchito l’occhio dello spettatore, lo richiamano a scrutare meglio la scena, provando a creare un cortocircuito fra la prima impressione e ciò che effettivamente può nascondersi dietro questo “apparente stato di beatitudine”.
La mostra potrà essere visitata fino al 28 gennaio 2023. Tutti i giorni, dal 9 al 24 dicembre, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Successivamente verranno comunicati i normali orari di apertura, quindi si consiglia di consultare il sito web della galleria.

INFO E CONTATTI
SACCA gallery – Contenitore di sicilianità 
Via Sacro Cuore 169/A (ingr. da via Fosso Tantillo) – Modica – RG (NUOVA SEDE)

Apertura al pubblico: Fino al 24 dicembre tutti i giorni ore 10:30 – 12:30 / 16:00 – 20.00 
Fuori orario su appuntamento.
Tel. 3381841981 – info@sacca.online 

La Forma delle Cose. Alla Galleria Open Art di Prato in mostra le opere dello scultore Quinto Ghermandi, testo critico a cura di Beatrice Buscaroli e monografia curata da Mauro Stefanini.

 


QUINTO GHERMANDI. La Forma delle Cose

Testo critico di Beatrice Buscaroli
Monografia a cura di Mauro Stefanini

3 dicembre 2022 - 25 febbraio 2023 
Inaugurazione: Sabato 3 dicembre, ore 17:30

Galleria Open Art, Prato





La Galleria Open Art di Prato presenta, dal 3 dicembre 2022 al 25 febbraio 2023"La Forma delle Cose" di Quinto Ghermandi (Crevalcore, 1916 - San Lazzaro di Savena, 1994), artista anomalo all’interno di un contesto spesso ricco di pregiudizi e di preclusioni, che ha attraversato con ammirevole determinazione e con sottile ironia il teatro delle forme plastiche per oltre un quarantennio.
 
La mostra, che sarà inaugurata sabato 3 dicembre alle ore 17.30, è accompagnata da una monografia curata da Mauro Stefanini con un testo di Beatrice Buscaroli, che ricostruisce per la prima volta l’intera vicenda critica di Quinto Ghermandi, attraverso le partecipazioni alla Biennale di Venezia, le esposizioni internazionali, i premi, le collezioni, le opere d’arte pubblica e l’importante esperienza di Villa Baldissera a Pianoro.





Dalla Babele dei linguaggi, Ghermandi emerge lentamente, dopo una formazione che lo vede allievo di due maestri - Cleto Tomba prima, Ercole Drei poi - che amano plasmare la materia, immergere con piacere fisico in essa le mani. La terracotta e la ceramica dei primi anni creativi sono debitrici di quell’insegnamento; un gusto, una piacevolezza che in realtà non abbandonerà mai Ghermandi. Così come non abbandonerà il gusto di cimentarsi con le prove in apparenza meno "nobili" delle rappresentazioni tematiche dei carri carnevaleschi di San Giovanni in Persiceto.

Scultore comunque e sempre, anche nei passaggi cruciali degli anni Sessanta, allorché si compie il passaggio dalle immagini metamorfiche di una natura che pare dissolvere ogni immediatezza a richiami empirici, dove il rimando naturalistico si traduce in vago riferimento per liberare l’immagine nelle forme plastiche "pure" dei cicli delle "Foglie", dei "Voli" e delle "Ali".

Con ogni probabilità Ghermandi non è mai stato conquistato dalle sollecitazioni dell’"ultimo naturalismo" profetato da Francesco Arcangeli; ha vissuto il clima informale come una gabbia concettuale che lentamente, ma in modo inesorabile, si dissolve.




Nella sua pratica è il tempo narrativo a dilatarsi; la ricerca tesa a individuare strutture all’interno delle quali il valore "totemico" dell’immagine possa essere amplificato; la costruzione di oggetti non consumabili dall’immediatezza della percezione. Nessun ritorno all’inquietudine di una natura tormentata, vitale, che sfugge alle certezze della ragione, che travalica i confini della definizione concettuale a favore dell’imprevedibilità, del caso. Ma piuttosto sforzo teso a eliminare ogni determinismo, ogni "immediatezza" formale, e, allo stesso tempo, tentativo di imporre all’opera una morfologia che metta in discussione ogni principio di organizzazione geometrica, ogni stabilità.

I suoi oggetti instabili vivono all’interno di un tempo asimmetrico; progetto, creazione e percezione solo nell’opera possono rendere ragione del "respiro delle cose".

Il percorso espositivo comprende oltre venti sculture, alcune delle quali di grandi dimensioni, tutte realizzate negli anni Cinquanta e Sessanta. La Galleria Open Art promuove il lavoro di Quinto Ghermandi dal 2001, anno di inizio della propria attività, attraverso esposizioni collettive, fiere d’arte e pubblicazioni dedicate alla scultura contemporanea.

La mostra è visitabile da lunedì a venerdì con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica e festivi. 
Ingresso libero
Catalogo Edizioni Masso delle Fate, Firenze, 2022, con ampia antologia critica e apparato iconografico.




Quinto Ghermandi nasce a Crevalcore (BO) nel 1916. Frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia Belle Arti di Bologna. Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale come paracadutista, è catturato ad El Alamein dagli inglesi e trascorre quattro anni di prigionia nei campi di concentramento in Egitto e nel Medio Oriente. Ritornato dalla prigionia, si dedica alla caricatura ed effettua viaggi a Parigi, Bruxelles e Amsterdam. Dopo un primo periodo dedicato alla ceramica, rivolge la sua attenzione alla scultura in ferro e successivamente al bronzo a cera persa. Da segnalare, tra le altre, le partecipazioni alla Biennale di Venezia (1950, 1956, 1960, 1966), alla Quadriennale di Roma (1952, 1965, 1986) e alla Biennale del Mediterraneo (Alessandria d’Egitto, 1963). Tra il 1954 e il 1963 realizza più di cinquanta sculture informali per la villa e il parco del collezionista Giona Cesare Baldissera a Pianoro (BO), esperienza che influisce positivamente sulla sua carriera artistica. È presente alle più importanti mostre di scultura in Italia e all’estero, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono collocate in spazi pubblici e sono presenti nelle collezioni di numerosi musei ed istituzioni. Muore a San Lazzaro di Savena (BO) nel 1994.



 INFO E CONTATTI
 T. +39 0547 538003 - Email: galleria@openart.it

lunedì 28 novembre 2022

IN BUONE MANI. Alla Galleria Antonio Verolino di Modena, la mostra collettiva a cura di Irene Biolchini.

 


IN BUONE MANI

Mostra collettiva
a cura di Irene Biolchini

16 dicembre 2022 - 12 febbraio 2023 
Inaugurazione: Venerdì 16 dicembre, ore 18:00

Galleria Antonio Verolino, Modena 


La Galleria Antonio Verolino di Modena presenta, dal 16 dicembre 2022 al 12 febbraio 2023, "In buone mani", a cura di Irene Biolchini, una mostra che mette in discussione le tradizionali categorie di pittura, scultura, ceramica e tessuto, ponendo a confronto le ricerche di autori storicizzati e artisti contemporanei, accomunati da un nuovo modo di sentire e intendere la materia.

Realizzata in collaborazione con la Galleria Giustini / Stagetti di Roma e la Fondazione Vittoriano Bitossi di Montelupo Fiorentino (FI), l’esposizione sarà inaugurata venerdì 16 dicembre alle ore 18.00.

Il percorso espositivo comprende circa 30 opere di Bertozzi & Casoni, Rosanna Bianchi Piccoli, Enzo Cucchi, Alberto Gianfreda, Fausto Melotti, Davide Monaldi, Gio Ponti, Alessandro Roma, Andrea Salvatori ed Ettore Sottsass, oggetto di approfondimenti, incontri ed ibridazioni.





«Nel percorso di mostra - spiega Irene Biolchini - artisti provenienti da diverse generazioni si confrontano per evidenziare come la ricerca materica non conosca "stagioni". In un momento in cui ceramica e tessuto sono protagonisti del racconto critico, sempre più appiattito sull’estetica della moda stagionale, questa esposizione presenta le ricerche della scena artistica italiana mettendo in luce un percorso a volte ancora "sotto traccia" e non sempre riconosciuto e inserito nelle storie del contemporaneo. Una traiettoria che mette in luce ricerche a lungo rimaste silenziose o entrate nella scena mainstream recentemente».




Quattro le sezioni in cui si articola il progetto: "Miracolo a Milano. Ripensare la ceramica", un percorso incentrato sulla rinascita del materiale ceramico attraverso le opere di Gio Ponti (Milano, 1891-1979), Fausto Melotti (Rovereto, 1901 - Milano, 1986), Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 - Milano, 2007) e Rosanna Bianchi Piccoli (Milano, 1929), presente in mostra con un lavoro storicizzato, ma anche con una recente produzione in cui convivono porcellana e tessuto; "Ripensare l’oggetto" ovvero una serie di opere in cui l’oggetto d’uso viene negato da Alberto Gianfreda (Desio, 1981) e Andrea Salvatori (Faenza, 1975) per sostenere un ritorno ai valori plastici dei volumi; "Pittura all over" con Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949) e Alessandro Roma (Milano, 1977), due pittori che portano tessuti e ceramica in una ricerca in cui il dato pittorico affronta diverse superfici e materie; infine "Pop a chi?"con Bertozzi & Casoni (Giampaolo Bertozzi, Borgo Tossignano, 1957; Stefano Dal Monte Casoni, Lugo di Romagna, 1961) e Davide Monaldi (San Benedetto del Tronto, 1983), nelle cui opere nulla è veramente come appare.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 10:00 alle ore 19:00
Per informazioni: Tel. +39 059 237845 - Email: info@galleriaantonioverolino.com

MEMORABILIA. L’antologica del pittore Memo Fornasari al Palazzo dei Principi di Correggio, a cura di Carlo Micheli.

 


MEMORABILIA 
L’antologica di Memo Fornasari 

A cura di Carlo Micheli

Con il Patrocinio del Comune di Correggio 


Dal 3 dicembre 2022 al 15 gennaio 2023
Inaugurazione: Sabato 3 dicembre alle ore 16:00


Palazzo dei Principi
Galleria Espositiva del Museo Il Correggio
Corso Cavour n. 7, Correggio (RE)



MEMORABILIA, la mostra di Memo Fornasari curata da Carlo Micheli, viene proposta al Palazzo dei Principi col patrocinio del Comune di Correggio. 
L’antologica, allestita nella Galleria Espositiva del Museo il Correggio, consta di una sessantina di opere scelte, appartenenti ai due filoni principali che caratterizzano l’opera di Domenico (Memo) Fornasari. 
Dopo l’inaugurazione di sabato 3 dicembre alle ore 16, la mostra sarà fruibile fino al 15 gennaio 2023. 

Memo Fornasari nel suo studio di Verona

Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo. 
Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d'avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni '50 e '60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell'Arte Contemporanea. 


Nel 1973 dalle pagine del "Resto del Carlino" Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: "Fornasari -bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (...) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora "Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?". Dopo alcuni mesi, nel segnalare l'incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest'ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi ("Tanti avvenimenti artistici del secolo l'ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria") sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare. 
Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca. 



Questo è quanto si è cercato di fare con le mostre ospitate nel 2021 al Palazzo Civico di Montechiarugolo, nel 2022 alla prestigiosa Rocca Sanvitale di Fontanellato, realizzate grazie anche e soprattutto all’impegno amorevole e appassionato dei nipoti Tiziano, Vanni, Lorella e Roberta. La vasta antologica proposta al Palazzo dei Principi di Correggio è dunque il coronamento di un tour emiliano accolto con grande interesse e partecipazione da pubblico e critica. 



INFO E CONTATTI


Orari:Sabato 15:30 - 18:30 / Domenica e festivi dalle 10:00 - 12:30 alle 15:30 - 18:30 
Feriali su prenotazione 
Tel. 0522.691806 - Email: museo@comune.correggio.re.it 


MULTIPOTENZIALI E FELICI. Alla Libreria Zaratan di Siracusa, un'esperienza formativa nuova e stimolante per progettare una vita ricca di interessi e competenze, a cura di Nancy Russo.

 


MULTIPOTENZIALI E FELICI

Esperienza formativa
a cura di 
Nancy Russo

Lunedì 28 novembre 2022 alle ore 19:00

Libreria Zaratan
Corso Umberto I 106, Siracusa





Lunedì 28 Novembre 2022 alle ore 19:00, presso la Libreria Zaratan di Siracusa, corso Umberto I n. 106,  si terrà "Multipotenziali e felici", un'esperienza formativa nuova e stimolante per progettare una vita ricca di interessi e competenze, a cura di Nancy Russo.

Un incontro dedicato a tutte le persone che non hanno un solo talento o vocazione, che vogliono dare senso ed equilibrio alla pluralità di interessi e competenze e realizzare un progetto di vita equilibrato. Persone creative, eclettiche, innovative, spesso incomprese, a volte insicure e stressate: Le "Persone multipotenziali".

Chi sono i multipotenziali? Come si fa a soddisfare una pluralità di interessi e passioni e guadagnare bene? Come relazionarsi con gli altri e nel mondo del lavoro? Cosa significa essere multipotenziali nel mondo del lavoro? Perché si sente spesso dire che il futuro del lavoro è dei multipotenziali?

La multipotenzialità non è una novità. Se ne parla in molti studi di psicologia degli anni 70 e, prima ancora, il periodo storico più ricco di multipotenziali è stato il Rinascimento.
Nuovo è invece l’interesse che sta suscitando nel nuovo mondo del lavoro.
In un periodo di cambiamenti radicali nel mercato del lavoro, nell’organizzazione del lavoro e del senso stesso del lavoro, la possibilità di connettere più saperi e discipline, di sviluppare la conoscenza delle interrelazioni tra settori molto distanti tra loro, offre notevoli vantaggi.

Questo incontro, ideato e condotto da Nancy Russo, nasce per offrire un orientamento sulla multipotenzialità e alcune risorse utili per disegnare un percorso di lavoro e un progetto di vita equilibrato che fa tesoro della ricchezza di interessi e capacità.

Potranno partecipare a questa esperienza tutte le persone che hanno molti interessi e attività legate a settori diversi, le persone curiose, quelle che pensavano che per fare il lavoro dei sogni occorreva avere un’unica vocazione o talento; i giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro, quelli che ci stanno stretti dentro e i non-più-giovani che hanno storie di percorsi interessanti da condividere.


“Risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza è l'arte dell'insegnante, diceva Albert Einstein. 
Osservare, ascoltare e sentire quella gioia, unita al coraggio e al desiderio delle persone di esprimere le proprie energie e competenze, mi  connette al mio purpose.
Fare questo per me significa lavorare bene, essere utile, esplorare, entrare nel flow.”


- Nancy Russo -

***

Nancy Russo si occupa di Comunicazione per Aziende e Pubblica Amministrazione, Formazione sulle Human Skills (Leadership, Team working, Comunicazione e Ascolto, Empatia, Intelligenza emotiva, Gestione dello stress e del cambiamento, Time management).

Progetta esperienze educative efficaci che facilitano l’apprendimento ed il lavoro di gruppo, crea opportunità di collaborazione per lo sviluppo di progetti creativi e innovativi ed incrementa le potenzialità comunicative e creative di persone ed organizzazioni.

Pratica Mindfulness e Yoga Flow.

ALFABETI. Alla Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia, la mostra personale dell'attrice-performer ed artista visiva Antonella De Sarno, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.

 


ALFABETI
mostra personale
di
ANTONELLA DE SARNO

A cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

10 dicembre 2022 - 12 gennaio 2023 
Inaugurazione: Sabato 10 dicembre, ore 17:00 

Galleria Parmeggiani, Reggio Emilia 

Narrazioni performative guidate dall'artista ore 17:00 e 18:00


La Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia ospita, dal 10 dicembre 2022 al 12 gennaio 2023, la mostra personale di Antonella De Sarno, attrice-performer ed artista visiva, nata in provincia di Modena ma da anni residente in Francia.

Realizzata in collaborazione con i Musei Civici di Reggio Emilia, l'esposizione sarà inaugurata sabato 10 dicembre alle ore 17.00 con una presentazione critica dei curatori Francesca Baboni e Stefano Taddei e due narrazioni performative guidate dall'artista alle 17.00 e alle 18.00.

La mostra, intitolata "Alfabeti", si inserisce nel programma ufficiale di "Identità Inquieta", il cartellone che riunisce le istituzioni culturali del territorio per esplorare il tema dell'identità da diversi punti di vista.

Il progetto di Antonella De Sarno, inedito e studiato appositamente per gli spazi del Museo, si fonda sull'accostamento, a prima vista impossibile, di due figure femminili: la celebre Dame à la Licorne del Musée de Cluny di Parigi, con la sua aura di medievale mistero, e Kathrine, nome immaginario di una donna autistica, con la quale l'artista lavora da molti anni nei suoi laboratori di danza.




«Tessere fili semantici nello spazio che le divide - spiega Antonella De Sarno - potrebbe aiutare a rendere meno disturbante il senso della parola diverso. Il proposito è di costruire un lavoro nell'assenza del discorso, seguendo piuttosto il filo dell'intuito poetico, capace di trascinare le parole fuori da se stesse, per farle diventare oggetti, visioni, immagini. Avvolte in un drappeggio di silenzio, Kathrine e la Dame sono due figure mute, in diverso modo inaccessibili, che come Sibille inviano messaggi ambivalenti e opachi. Esistono in un mondo ‘inventato' dalla narrazione: l'una perché è una figura la cui esistenza si è costituita uno spessore attraverso il fitto racconto di cui è stata oggetto, l'altra perché vive calata nel mondo che si inventa in continuazione».

Il percorso espositivo, che si snoda al primo piano della Galleria Parmeggiani, si compone di oltre quaranta opere, tra disegni, video ed installazioni, tutti tasselli di un lessico altro, in cui gli universi e gli alfabeti delle due donne possono finalmente coesistere, conducendo il visitatore alla radice bruciante delle cose, quando ancora non sono addomesticate e rese mansuete dal discorso convenzionale del ‘socialmente accettabile'.

«La poetica di Antonella De Sarno - spiegano i curatori Francesca Baboni e Stefano Taddei - gioca su riferimenti filosofici e psicologici, che si combinano assieme in una sorta di raffinato gioco di specchi. Con l'utilizzo del disegno, dell'installazione, del video e degli oggetti, l'artista costruisce un mondo fantastico, una wunderkammern dentro la quale si muovono delle corrispondenze tra i soggetti prescelti. La chiave di lettura diviene quindi una serie di alfabeti, un linguaggio codificato che porta all'interazione e presenta figure mostruose, morfemi indecifrabili e corpi legati ad una rappresentazione vicina all'art brut».





Il progetto "Alfabeti" si colloca in ideale continuità con "Artificialia", presentato nel 2021-22 a Correggio. Se nella prima mostra Antonella De Sarno indagava il concetto di deformità nella sua accezione poetica, per contrapporlo al concetto di normalità, nella seconda il campo si allarga per andare oltre il discorso sul deforme e il deviante e tendere sino ad una dimensione poetica che li abbraccia entrambi, senza più alcuna esigenza di distinzione.


La Galleria Parmeggiani è aperta al pubblico da martedì a venerdì ore 15.00-18.00, sabato, domenica e festivi ore 10.00-13.00 e 15:00-18:00
Ingresso libero

 Per informazioni ed approfondimenti
Musei Civici T. +39 0522 456477, +39 0522 456816 - Email:musei@comune.re.it 





lunedì 7 novembre 2022

The Great Nightmare. Con la mostra personale di Michele Tombolini, l'Agostino Art Gallery, fondata e diretta da Cinzia Lampariello Ranzi e Giacomo Ranzi, inaugura la propria attività espositiva a Milano.

 


The Great Nightmare 

Mostra personale
di
Michele Tombolini

A cura di Cinzia Lampariello Ranzi 
Fino al 23 novembre 2022

Agostino Art Gallery
Via Andrea Solari 72, Milano

INGRESSO LIBERO


Con la mostra personale di Michele Tombolini"The Great Nightmare", ha inaugurato la propria attività Agostino Art Gallery, nuova galleria milanese con sede in via Solari n. 72. Fondata e diretta da Cinzia Lampariello Ranzi e Giacomo Ranzi, la Galleria nasce da una storia di collezionismo familiare, proponendosi come spazio riservato a capsule collection e progetti curatoriali, tra arte, costume e attualità.


Giacomo Ranzi e Cinzia Lampariello Ranzi

«Agostino Art Gallery - spiega Cinzia Lampariello Ranzi - intende promuovere un approccio multidisciplinare nell'arte contemporanea, per superare limiti e confini stabiliti. Un incubatore virtuoso, capace di riflettere la natura futuristica e aperta della metropoli italiana. Proprio per questo abbiamo scelto di inserire nel nostro logo il triangolo di Penrose, tanto caro ad Escher, in quanto innamorati degli "oggetti impossibili", che offrono tuttavia infinite possibilità. No proporremo quindi solo mostre, ma anche talk, presentazioni editoriali e laboratori, in un'ottica di scambio e condivisione. È stato un piacere e un onore dedicare l'esposizione d'esordio a Michele Tombolini, artista di grande talento e sensibilità, che con la sua ricerca denuncia ogni forma di violenza perpetrata verso gli esseri umani».


Michele Tombolini

Michele Tombolini, reduce dalla Biennale di Venezia, presenta a Milano quattro opere di grandi dimensioni realizzate nel 2022, in cui la pittura diventa multimediale attraverso l'utilizzo di riproduzioni digitali su monitor, suoni, frammenti di recupero e materiali specchianti. L'artista rende palese l'orrore di tutte le guerre, a partire dalle sue consuete figure, in alcuni casi sovrapposte a scenari di distruzione e di fuoco, la cui libertà d'espressione viene negata da droni militari e maschere antigas. Nonostante il grande incubo, permane tuttavia l'inossidabile speranza ("The Hope" è il titolo di una delle opere in mostra) in un futuro migliore.

«Queste opere - spiega Michele Tombolini - vogliono sottolineare il grande incubo dell'umanità, ovvero la guerra. Non mi riferisco direttamente alla situazione attuale, perché come artista non mi metto mai da una parte, ma desidero far pensare, mi piace far riflettere su tutte le guerre che ci sono state, che ci sono e che ci saranno».





"Control" rappresenta il volto di una donna con un drone in bocca, elemento grafico che si illumina, si ingrandisce e rimpicciolisce, generando il suono angosciante di un elicottero. "Mask" ritrae una ragazza con una maschera sul viso, al cui interno vengono proiettati filmati di bombardamenti assordanti relativi a varie epoche storiche, trasportando lo spettatore in uno scenario da incubo. In entrambe le opere, immagini di specchi rotti sullo sfondo enfatizzano ulteriormente un'idea di distruzione e desolazione. Le ultime due opere, più grandi rispetto alle altre, trasmettono invece un messaggio di speranza. "The Hope" e "Don't forget" raffigurano due ragazze che, allontanandosi dai palazzi distrutti alle loro spalle, sembrano avvicinarsi allo spettatore. Indossano abiti preziosi, materici, in rilievo, come se fossero in procinto di andare ad una serata elegante. Un evento di rinascita, di ritorno alla vita. Sulla bocca una farfalla, simbolo che nell'alfabeto dell'artista è da sempre un messaggio di luce.




La mostra, realizzata in collaborazione con Cris Contini Contemporary, è visitabile fino al 23 novembre 2022, da lunedì a venerdì ore 11.00-13.00 e 15.30-19.30, sabato e domenica su appuntamento. 

Parallelamente all'esposizione di Michele Tombolini, Agostino Art Gallery è impegnata a New York con la mostra "Imani" di Davide Dattola, Roberto Carullo, Andrea Genovese, Domenico Gentile e Vira Shcherblyuk presso Amber Green Art Gallery, di cui è partner.