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lunedì 21 settembre 2020

"DISEMBODY". Alla galleria Fabbrica Eos di Milano, in mostra le opere fotografiche di Manuel Scrima, a cura di Chiara Canali.

 

 

"DISEMBODY"

MOSTRA FOTOGRAFICA DI MANUEL SCRIMA


Dal 25 settembre al 22 ottobre 2020

Inaugurazione giovedì 24 settembre dalle ore 18.30



FABBRICA EOS Contemporary Art

Piazzale A. Baiamonti 2 - Milano

Tel. +39 02 6596532 - Emai: info@fabbricaeos.it

www.fabbricaeos.it 



La galleria Fabbrica Eos è lieta di presentare la mostra fotografica dell’autore Manuel Scrima, dal titolo Disembody, primo appuntamento della rassegna New Post Human in programma per la stagione 2020/21, iniziativa che rientra nella rassegna DAAM in programma dal 1 al 4 Ottobre presso Fabbrica Eos – Piazzale Baiamonti 2 -20154 Milano.

L’esposizione, a cura di Chiara Canali, raccoglie un corpus di lavori inediti di grande formato (100x100 e 50x50 cm) stampati su lastre di vetro e plexiglass montate assieme, in una sovrapposizione di più livelli che ricreano la complessità dell’immagine finale.

"Per realizzare le foto della serie Disembody - afferma Scrima -  ho utilizzato un grande telo retroilluminato e una luce laterale dura, ad esempio una parabola come diffusore. Ciò che più conta è che tutto sia geometricamente allineato e simmetrico in ogni foto: che l’asse ottico passi esattamente nel centro del cubo che fotografo e che il soggetto sia parallelo al piano focale della macchina fotografica. Una volta che tutto è ortogonale ci si può lasciare andare alla libera ispirazione. Sono pignolo e perfezionista."



Sarà presente, inoltre, un pavimento a mosaico di 200x200 cm, costituito da un puzzle di 400 mattonelle di pietra tagliate a mano, che riportano le stampe fotografiche con i soggetti creati dall’artista. Le mattonelle sono composte da materiali a base quarzo, prodotte da Stone Italiana, una delle aziende più all'avanguardia nella produzione di quarzo e marmo ricomposto.


Il titolo Disembody allude al processo della fotografia di Manuel Scrima che parte dallo studio del corpo umano, maschile e femminile, per arrivare a una fotografia disincarnata, incorporea, astratta, separata dal corpo di partenza.

Negli scatti di Scrima si rivela una profonda passione per la cultura classica e umanistica: la perfezione formale della scultura classica e il sensuale edonismo delle ombre dei corpi sono il punto di partenza di una fotografia che punta alla sintetizzazione formale e stilistica, in cui si fondono sagome astratte con linee geometriche attraverso un drammatico contrasto di chiari-scuri.


Manuel Scrima è interessato a una fotografia del dettaglio, ottenuta solamente grazie alla tecnica fotografica senza interventi in postproduzione, dove la composizione e la simmetria delle forme non è dettata dalla duplicazione e specularità delle immagini ma dalla associazione maniacale di corrispondenze formali ed equilibri corporei. 




Una sorta di purismo fotografico riconducibile agli insegnamenti del teorico e artista Jaromír Funke, perché appartengono alla sua fotografia due componenti sostanziali: “il sentimento e la composizione”.


"Ciò che ci accomuna tutti come essere umani è la forma del corpo, ma è anche ciò che ci rende diversi gli uni dagli altri. Il corpo umano è un simulacro, un mondo di perfezione catatonica. Ne sono attratto. È il soggetto più interessante che io possa immaginare. Non voglio rappresentarlo come è già stato fatto da altri, voglio trovare il mio linguaggio. 
Per farlo ho fotografato più di 50 soggetti diversi componendo i corpi a formare ideogrammi, maschere, figure casualmente simili alle immagini di Rorschach. "


Un sentimento adamantino verso lo statuto dell’immagine in continua mutazione, evoluzione e trasformazione, che determina un senso di sospensione e alterità. A partire dalla frattura operata dalla Body Art, i corpi subiscono una modificazione iconica e culturale, divenendo dei corpi mutanti nati dalla contaminazione di pratiche espressive, mediali e tecnologiche. I corpi di Manuel Scrima, seppur mantenendo una forte carica sessuale e organica, sono ridotti a una forma fondamentale. L’indiscutibile evidenza della composizione formale serve a indirizzare l’attenzione sulla bellezza e la verità del soggetto.


Una composizione fotografica legata all’idea di astrazione ma che si confronta con tutta la storia dell’arte moderna più che con la storia della fotografia. Robert Adams nel suo libro La bellezza in fotografia suggeriva che la fotografia è nuova perché è per natura costretta a ripetere l’antico mestiere dell’arte: scoprire e rivelare il senso della confusa materia della vita. Paradossalmente, si può capire questa novità considerando, ad esempio, che le fotografie di Nick Nixon sono più vicine a Piero della Francesca che a Franz Kline, quelle di Robert Frank a Bruegel più che a Robert Motherwell, quelle di Mark Cohen più a Goya che a Frank Stella, e così via”.


Così la fotografia di Manuel Scrima rilegge preferibilmente le silhouette ritmate e astratte dei “Nudi Blu” di Henri Matisse piuttosto che i corpi scultorei di Robert Mapplethorpe; guarda alle voluttuose ed essenziali impronte blu di Klein più che le rayografie di Man Ray; studia  le campiture a losanghe marroni di Rothko piuttosto che i fotogrammi astratti di Luigi Veronesi; riscopre le strutture geometrizzanti delle maschere cubiste piuttosto che le polaroid di Paolo Gioli.





RASSEGNA NEW POST HUMAN

Il periodo di emergenza sanitaria che ha investito non solo il nostro paese, ma il mondo intero, ha posto tutti in una condizione di stasi che ha provocato indubbiamente molte riflessioni, sulla condizione dell’essere umano, sul suo modo di stare al mondo e di farne esperienza, sulle relazioni. Non sappiamo se da questo scaturirà un vero e proprio cambio di paradigma ma abbiamo immaginato questo momento come una sorta di stand-by dopo il quale si deve ripartire, sapendo che nulla sarà più come prima, anche se in fondo nulla è mai stato come prima.


Fabbrica Eos con questa rassegna fa un apparente passo indietro a quella che è sempre stata la sua peculiarità, la proposta di artisti sempre nuovi e spesso al loro esordio; nel corso dell’anno presenteremo una serie di mostre i cui protagonisti sono autori “nuovi” per la galleria o per il mercato dell’arte. 

Ma è un passo indietro per prendere la rincorsa verso il nuovo, verso quel Post-Umano che crediamo sia scaturito da questa situazione.



Manuel Scrima - Photo Credits Lorenzo Novelli

"Il sesso e la morte sono le pulsioni profonde che governano ogni nostra azione. Ma l’impulso va sublimato! Ecco perché nelle mie foto l’erotismo risulta velato e nascosto. Mi porto dietro un’educazione chiusa rispetto a queste tematiche e inconsciamente disapprovo tutto quello che è ostentato ed esplicito. È infatti la prima volta, con questa mostra, che espongo al pubblico una serie di fotografie di nudo, fotografie erotiche. Per tanti anni ho evitato sistematicamente il tema, finché non ho trovato un modo per me interessante di affrontarlo. In un’epoca di mercificazione del corpo, vorrei restituire all’anatomia umana il suo erotismo originario."




venerdì 18 settembre 2020

TEMPORA VATIS AL VITTORIALE. Andrea Chisesi omaggia d’Annunzio proprio nella sua casa-museo affacciata sul Lago di Garda, a cura di Marcella Damigella.

 


ANDREA CHISESI

TEMPORA VATIS

Dal 27 settembre 2020 al 1 marzo 2021

Inaugurazione 26 settembre ore 17:30

a cura di
MARCELLA DAMIGELLA

Vittoriale degli Italiani
Via al Vittoriale 12 - Gardone Riviera (BS)


***
Aperto tutti i giorni (esclusi tutti i lunedì di novembre, dicembre, gennaio, febbraio e nei giorni 24 - 25 dicembre e 1 gennaio) dalle 9 alle 19 (fino al 4.10) e dalle 9 alle 16.45 (dal 05.10.2020 al 12.03.2021)


Ingresso a pagamento
Catalogo con testi di Giordano Bruno Guerri, Marcella Damigella
Produzione: Materiarte


TEMPORA VATIS AL VITTORIALE
Chisesi omaggia d’Annunzio
Ci sarà anche una “stanza segreta”

A poco più di un mese dalla chiusura di “Pietre della memoria. Omaggio al Parente” - l’evento artistico estivo della Versiliana di Marina di Pietrasanta - Andrea Chisesi torna a misurarsi con Gabriele d’Annunzio. Ma questa volta lo fa proprio nella sua dimora affacciata sul Lago di Garda, casa-museo ogni anno meta di centinaia di migliaia di visitatori.

Si inaugura sabato 26 settembre, al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS) la mostra Tempora Vatis, vero e proprio omaggio alla «vita inimitabile» di d’Annunzio, curata da Marcella Damigella. Allestita nelle sale di Villa Mirabella - uno degli edifici del complesso del Vittoriale degli Italiani dove d’Annunzio ospitava gli artisti della fabbrica del Vittoriale - la mostra resterà visibile fino al 1° marzo 2021.

Per Chisesi - artista eclettico nei temi, nelle espressioni e nell’utilizzo delle tecniche - si tratta di una nuova collezione che origina nel suo studio di Siracusa, un vecchio hotel di fine ‘800 rimaneggiato nel periodo fascista, dove l’artista ha vissuto sensazioni inaspettate e trovato la sua ispirazione.

Le pareti del piano terra, infatti, erano state rivestite con carta da parati dell’epoca dannunziana e nascondevano sul retro vecchi giornali del 1920 - “reliquie” di un tempo autentico - che l’artista ha iniziato a strappare, incollare, sovrapporre; erano brandelli di cronache mondane, opportunamente utilizzati come testimonianze di un tempo ormai passato, ma non dimenticato.

Sfruttando il nesso temporale tra i frammenti di stampa e la vita di d’Annunzio, Andrea Chisesi ha deciso di raccontare così le stagioni della vita del Vate, trasponendo le celebri fotografie dei momenti più significativi della sua vita - compresi quelli privati - sulle tele preparate con i suoi matrem (pennellate di colore bianco che rimandano alla natura), e con cui ci mostra quanto fosse straordinario lo stile di vita del Comandante, oggi definito a torto “decadente”.

Precursore di eccessi e lusso a ogni costo, d’Annunzio rappresenta l’unica via possibile per vivere una vita nella pienezza del desiderio e nella voluttà, innalzandosi fino alla sublime sensazione di onnipotenza.

Per l’occasione sarà realizzato il catalogo della mostra, con i testi del Presidente del Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, e della curatrice, Marcella Damigella. Oltre che cartaceo, il catalogo sarà disponibile in mostra in versione digitabile, scaricabile sul proprio smartphone.

 

Il percorso espositivo

Tempora Vatis, in tutto 68 opere tra bozzetti, disegni e opere su tela, si presenta in perfetto stile horror vacui (occupazione di ogni spazio disponibile); la mostra offre la possibilità di assistere al dialogo instaurato tra l’artista e il Vate in un percorso intimo appositamente progettato per Villa Mirabella.

Il visitatore diventa così un protagonista che s’introduce all’interno di uno spazio senza tempo e, ospite curioso, è messo in condizione di carpire i segreti del poeta e del pittore, dei loro misteriosi rapporti (di certo complicati).

Per sua precisa volontà, Chisesi ha suddiviso la mostra in quattro parti principali - in un percorso con le opere disposte sulle pareti in senso orario e in un apparente caos - che ricalcano le stagioni dell’anno, indicate in latino, lingua molto cara al Vate: Fons: i ritratti del Vate dall’adolescenza al 1920; Aestas: eroi, miti e personaggi a lui cari, le passioni per navi, aerei, automobili; Arbores: le donne, l’allegoria del Fauno, miti e passioni da Dante a Michelangelo; Hiems: i ritratti dei suoi amici più cari e le icone che lo hanno accompagnato, tra cui San Sebastiano, Santa Caterina da Siena e San Francesco.

 

La stanza segreta

Completa il percorso espositivo di Tempora Vatis la cosiddetta “Stanza segreta”, sorta di wunderkammer, ma a luci rosse, ricca di sorprese.

Oltre a un’ulteriore serie di opere, in questo spazio sarà collocata un’installazione costituita da piccole porte, complete di maniglia e serratura. Quasi si trattasse di stanze in miniatura, dietro ogni porta si celerà una “fusione su carta” di piccole dimensioni, esplicitamente dedicata ai riti amorosi e visibile solo dal buco della serratura. Sbirciando l’immagine dal foro, in quel momento il visitatore non potrà non sentirsi un po’ voyeur, che ha scelto di spiare le opere di piccolo formato di Chisesi, ma protetto da una piccola parete di legno e da un secolo di falso perbenismo.

E quella della “stanza segreta” sarà l’unica occasione per poter vedere quelle immagini così esplicite, dal momento non saranno nel catalogo della mostra. E comunque, al termine del percorso espositivo, tutte le immagini - sia quelle “ordinate” secondo le stagioni, sia quelle sbirciate di soppiatto - si riveleranno fotogrammi di un’esistenza sopra le righe e che valse a d’Annunzio l’appellativo di Immaginifico.



 

La tecnica

Visitando la mostra di Chisesi al Vittoriale degli Italiani, qualcuno potrà incuriosirsi alla tecnica che l’artista utilizza per le sue realizzazioni. Nato come fotografo professionista, figlio d’arte, e cresciuto tra tavolozze di colori e sculture, Andrea Chisesi inizia a dipingere da giovanissimo, decidendo in seguito di fondere le sue due passioni, la pittura e la fotografia.

Nascono cosi le prime fusioni, termine con il quale definisce la sua tecnica, che risulta non più dal digitale, ma come una sorta di collage tra stratificazioni pittoriche ed immagini di personaggi. All’inizio il rapporto tra pittura e fotografia non è paritario, poiché la pittura e le annessioni dei manifesti creano di per sé l’opera, e l’immagine viene aggiunta con la stampa in un secondo momento.

Parallelamente Chisesi realizza le sue opere anche con il Matrem, dal latino Matrem Tanacetum parthenium, particolare tipo di fiore che cresce spontaneamente in natura. Quelli che dipinge Chisesi sono simboli, fiori, ottenuti con pennellate di colore bianco che rimandano alla natura, ovvero quanto di più̀ effimero vi sia sul nostro pianeta.

Osservando la collezione in mostra al Vittoriale, il collage realizzato con i quotidiani originali del 1920 trovano la connessione temporale con l’immagine dell’epoca trasmutata insieme ai Matrem che rievocano il panismo dannunziano, la reinterpretazione della natura attraverso le pennellate di bianco, fiori, foglie, cerchi e colature d’acqua che rivestono i vecchi quotidiani e creano fenditure temporali.

Questa tecnica è in continua sperimentazione, poiché cambiando la preparazione pittorica, anche con la stessa immagine, l’opera ha un aspetto ed una soluzione completamente diversa; in tal senso la fotografia si rimette al servizio della pittura e non diventa una guida come storicamente è successo, ma diventa filtro, uno strato trasparente che si adagia sulla pittura e ne detiene i volumi.

  


Alla Galleria Wikiarte di Bologna, le mostre personali di Sabino Galante, Anna Maria e Maciechowska Fulvio Rinaldi. Presentazione a cura di Denitza Nedkova.

 


Mostre personali di

Sabino Galante

Anna Maria Maciechowska

Fulvio Rinaldi


Dal 19 settembre al 1 ottobre 2020

Vernissage: sabato 19 settembre 2020 ore 18.00



Galleria Wikiarte

Via San Felice 18, Bologna

Info e contatti:

Tel:  0515882727 - Mail: info@wikiarte.com

Sito: www.wikiarte.com


Apertura mostra

dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00

 

Comportamenti
Secondo decreto dpcm, si effettueranno ingressi scaglionati con obbligo della mascherina.


La biologia è quella branca delle scienze che studia le basi della vita, i meccanismi, le interazioni e gli equilibri che la permettono, nel mondo animale e vegetale. L’arte è quella branca dei linguaggi umani in grado di esprimere le basi di ogni attività umana, i meccanismi, le interazioni e gli equilibri che la permettono, nel mondo animale e vegetale. Arte e Biologia emergono, dunque, essere due punti di vista dello stesso processo vitale che attiva ogni esistenza organica (e non). Anna Maria Maciechowska intuisce questa linea diretta tra scienza e creatività e la amalgama in un prodotto unico attraverso estratti, frammenti, finestre sul processo omeostatico che regola ogni corpo. Polpe di colori, schegge di materie, strappi di tessuti sono osservati e registrati sotto la luce focale e netta dello strumento scientifico. Si tratta di un procedimento microchirurgico della fauna cellulare che grazie al filtro estetizzante ottiene l’immagine di quei stati psicofisici momentanei di reazione a percezioni o stimoli che turbano l'omeostasi definiti emozioni. La pittura tanto empirica quanto astratta di Maciechowska dimostra oggettivamente e inequivocabilmente l’eguaglianza tra scienza e arte, tra sentimento e ragione, tra essere e esistere.

 

Il gioco è coinvolgimento, apprendimento, memoria. Il gioco è un flusso narrativo che trasforma azioni, sensazioni, produzioni, esperienze in abilità. Imparare a giocare significa imparare a ricordare e, quindi, imparare ad essere umani. L’essere umano, infatti, è l’unico animale capace di proiettare il proprio pensiero nel passato e nel futuro e non esistere solo hic et nunc come il resto del mondo animale terrestre. In questa ottica l’arte di Sabino Galante si presenta come una pedagogia del gioco estetizzata che da forma al primo pensiero sequenziale che attiva la mente umana: quello del gioco. Gli strumenti ludici, che sono anche quelli immaginativi e teatrali, sono gli elementi del primo linguaggio articolato - quello visivo - che vincolano i processi mnemonici a determinate forme archetipiche in cui è sita la nostra capacità di ragionare. Pertanto, in accordo con il primo vero pedagogista contemporaneo Jean Piaget, l’attività ludica e i suoi strumenti orientano verso lo sviluppo dell’individuo come tale, poiché attivano la socializzazione, lo sviluppo cognitivo ed intellettuale e insegnano all’essere di narrare, ovvero immaginare la propria esistenza. Galante offre istantanee di questo processo è riattiva in chi fruisce i suoi quadri quei processi congeniti e vitali che danno senso all’intera esistenza umana.

 

Eigengrau, il colore del buio, è ciò che sembra trasparire come cardine della ricerca estetica di Fulvio Rinaldi. La percezione di questa specifica gradazione cromatica dottata di una sua luce intrinseca è un fenomeno originato dalla retina, insieme alle connessioni cerebrali associate alla visione, dove la percezione di questo strano colore è una sorta di residuo o rumore visivo dell’attività neuronale. Pertanto anche quando chiudiamo gli occhi diverse strutture neurali del sistema visivo rimangono attivi, generando attività cerebrale in assenza di luce che il cervello non è in grado di separare da una vera percezione di luminosità. Si tratta di un fenomeno che dimostra come la nostra mente è in grado di sentire la cromia anche in assenza di una luce fenomenica. Un fenomeno che le opere di Rinaldi esplicitano chiaramente attraverso una lunga ricerca, dal 1970 ad oggi, non tanto della luce e le forme che prendono corpo attraverso essa, quanto della negatività luminosa, ovvero l’assenza di luce che produce forme e colori grazie unicamente al lavoro della mente. I negativi monocromi e policromi di Rinaldi emergono, prima ancora che situazioni fotografiche o giochi di luce, come rivelazioni mentali di un linguaggio visivo psico-fisiologico che non possiamo definire più solo immaginario. L’artista dimostra come i segnali inviati dai nostri nervi ottici dalla retina non sono distinguibili ai segnali cerebrali prodotte da fotoni reali quando siamo in presenza di luce, quelli che ci fanno vedere o creare un colore.

 

 

Presentazione a cura di

Denitza Nedkova

martedì 15 settembre 2020

East Market, al via domenica 27 settembre la sesta stagione del mercatino vintage di Milano.

 


East Market

Domenica 27 settembre 2020

dalle ore 10 alle ore 21


Via Mecenate, 88/A – Milano 


Ingresso Euro 3 (gratis fino 14 anni)




Infoline +393920430853

Tutte le informazioni e le novità sono su facebook.com/eastmarketmilanoeastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano/

 

Al via domenica 27 settembre 2020 la sesta stagione di East Market, il mercatino vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare. 

Dopo il periodo di lockdown, East Market torna in completa sicurezza con i suoi 300 selezionati espositori da tutta Italia con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti. Dai più ricercati capi d'abbigliamento vintage all'artigianato più raffinato, dai più rari dischi in vinile ai colorati complementi d'arredo

Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate le possibilità non conoscono limiti. Grazie al gusto e alle proposte degli espositori si possono trovare articoli di collezionismo, accessori, mobili, modernariato, usato, pulci, design, scarpe e borse, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.


Tante le novità per la nuova stagione 2020/21

La “Custom Area”, ovvero, una sezione dedicata a tutti gli espositori dell’abbigliamento che si occupano di customizzare capi e accessori. Sarà quindi possibile customizzare e personalizzare sul posto i prodotti acquistati a proprio gusto oppure scegliere tra le soluzioni preallestite.

Il servizio “Personal Shopper”, ovvero, la possibilità di prenotare un assistente esperto di vintage e conoscitore di East Market, che possa seguire e consigliare il cliente negli acquisti passo dopo passo. 

Il “Servizio Spedizioni”, ovvero, un desk dedicato alle spedizioni in Italia e all’estero per tutti coloro che volessero spedire oggetti di grande volume come mobili o complementi d’arredo, difficilmente trasportabili in modo autonomo. 

Tra gli espositori della prossima edizione ci saranno le lampade di Placida Lettis Luce, una selezione di pregiati oggetti d’arredo dagli Anni ’50 agli Anni ’80 restaurati e dal raffinato fascino industriale. Le creazioni floreali di Marta Sorrentino, che è specializzata in composizioni di varie dimensioni all'interno di vasi, spugne o frutta. Vecchie Storie Serigrafia, invece, crea felpe oversize e tavole da skate fatte a mano unendo grafica e illustrazione, ma, anche t-shirt, poster e decorazioni. 


Come da tradizione East Market si distingue per un connubio di modafai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi articoli e idee sempre diverse. L'idea di vintage che propone East Market è anche cultura e consapevolezza del riciclo. Non solo valorizzare il senso estetico e funzionale degli oggetti, ma anche informare e sensibilizzare il pubblico sugli aspetti ecologicisottesi a questa cultura. Bello ma anche funzionale, utile ma anche riutilizzato, dove limitare la produzione industriale con il recupero di prodotti ancora belli e funzionati significa razionare le risorse del pianeta e limitare l’inquinamento. 


Accompagnano il mercatino le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per veganiceliaci e kids. East Market adotta la politica #plasicfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili

Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato.

 

In Umbria la street art fa (letteralmente) respirare le periferie. Torna il BOOM! Tags&Comics - Sound and Visual Art Festival con un'attenzione speciale all'ambiente.


Dal 25 al 27 settembre a Corciano (PG) tre giornate dedicate alla contaminazione tra arti visive, musica e attività ludiche per bambini con la realtà aumentata

Al centro dell'evento la realizzazione di una vernice murale a cura di due storici artisti perugini, Paolo e Pablo, con speciali vernici AirLite capaci di assorbire e annullare lo smog presente nell’area, depurandola, nel parcheggio sotterraneo del Centro commerciale Quasar Village di Corciano (PG).




Parking HeART, ovvero la realizzazione di un progetto artistico nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale, utilizzando vernici AirLite capaci di assorbire e annullare lo smog presente nell’area, depurandola. Sarà questa la grande novità di BOOM! Tags&Comics - Sound and Visual Art Festival, evento culturale itinerante gratuito che torna, con la sua VI edizione, dal 25 al 27 settembre 2020 nel centro commerciale Quasar Village di Corciano (PG)



Nato per riqualificare e rivitalizzare con i linguaggi dell’arte contemporanea, del disegno dal vivo e della musica le periferie cittadine, a partire dai centri commerciali visti spesso come non-luoghi in cui è difficile coltivare la socialità, il festival del Quasar Village è organizzato da Archi’s Comunicazione. Il tema dell’opera che verrà realizzata dai due storici artisti perugini Paolo e Pablo per Parking HeART prende spunto dal progetto primigenio del parcheggio del Centro, dedicato alla storia paleontologica di quell’area geografica – l'attuale territorio del comune di Corciano – in era Paleozoica. Nell’ultima giornata del Festival, domenica 27 settembre, si terrà il Parking HeART VERNISSAGE, l’inaugurazione pubblica della vernice murale e dello “Spazio Artistico Sotterraneo”. 



Il Festival inoltre ospiterà Becoming X - Art+Sound Collective, un collettivo composto da oltre 30 artisti, attivo e consolidato ormai da anni, caratterizzato dalla capacità di unire performance musicali e live drawing e da un forte senso di condivisione. Il collettivo realizzerà disegni dal vivo sulle vetrine dei punti vendita del Centro, e un live drawing su pannelli da 2,20x1,80 mt sviluppando un tema in linea con quello individuato per la vernice murale.