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giovedì 17 giugno 2021

#DantePOP. Al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, la prima tappa del progetto itinerante dell'artista Sandra Rigali, tra Lombardia e Toscana nel nome del Sommo Poeta.

 


#DantePOP di Sandra Rigali
A cura di Alice Traforti

Il Vittoriale degli Italiani / MAS, Gardone Riviera (BS) 
20 giugno - 12 settembre 2021 
Inaugurazione: domenica 20 giugno, dalle ore 11.00 

In occasione dell'evento per celebrare il centenario del Vittoriale degli Italiani


Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS) ospita, dal 20 giugno al 12 settembre 2021, la prima tappa del progetto itinerante #DantePOP dell'artista Sandra Rigali, teso a ripercorrere un ponte pop-letterario tra Lombardia e Toscana nel nome del Sommo Poeta. Curata da Alice Traforti, la mostra sarà inaugurata domenica 20 giugno, dalle ore 11.00, in occasione dell'evento per il centenario del Vittoriale.

«Il 2021 è un anniversario straordinario - scrive Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani - perché si celebrano non solo i settecento anni dalla morte di Dante ma anche i primi cento anni di vita del Vittoriale. Un filo rosso unisce questi due grandi Italiani, Dante e d'Annunzio, entrambi artefici della parola e cultori della Bellezza salvifica: la comune appartenenza è talmente sentita dal poeta delle Laudi da fargli affermare con vanità La poesia italiana comincia con 200 versi di Dante e - dopo un lungo intervallo - continua in me».




La seconda tappa del progetto è prevista in autunno presso le Stanze della Memoria di Barga (LU), in collaborazione con la Fondazione Giovanni Pascoli.

«Alla base della mostra #DantePOP - spiega la curatrice Alice Traforti - c'è la volontà di avvicinare il pubblico alla figura del Poeta, inteso soprattutto come "uomo del cambiamento". Settecento anni dopo la sua scomparsa, molte tematiche all'avanguardia per la sua epoca risultano essere ancora drammaticamente delicate nella nostra, palesando la necessità di una nuova rivoluzione culturale in continuità con il suo lascito. Sandra Rigali ci racconta il Poeta e la sua visione del mondo attraverso un parallelismo tra le fonti letterarie e i fatti di oggi (ritagli di giornali), evidenziando il forte legame tra l'opera dantesca e la società presente, per riappropriarsi fieramente della bellezza, dell'arte e della nostra cultura». 

A quattro anni dal progetto espositivo del 2017, Sandra Rigali torna al Vittoriale degli Italiani con una mostra personale ancora una volta strettamente connessa al luogo che la ospita, ovvero la cittadella monumentale fatta costruire da Gabriele d'Annunzio sulle rive del Lago di Garda. Un nucleo di opere sarà infatti dedicato al dialogo tra Dante e d'Annunzio, mettendo in luce l'apporto determinante che ciascuno dei due ha dato alla lingua Italiana.

Il percorso espositivo, allestito all'interno della struttura del MAS (il motoscafo anti sommergibile utilizzato per la celebre "Beffa di Buccari"), comprende una cinquantina di opere inedite e create appositamente per #DantePOP tra il 2020 e il 2021, e due lavori dedicati a d'Annunzio realizzati nel 2017.





Tele di grande formato e piccole formelle accompagnano il visitatore, come le cartoline di un viaggio in Italia, attraverso luoghi reali e immaginari, nei quali si esplicano alcuni momenti significativi dell'opera dantesca, legati alle sue idee più all'avanguardia, come il ruolo della donna e la lingua come specchio della società

Dal punto di vista tecnico, l'artista fa uso di una pittura stratificata, più o meno materica, che comprende anche collage, ritagli di quotidiani e copertine (principalmente il Corriere della Sera, La Repubblica e l'inserto D-Repubblica), con interventi dattiloscritti e dettagli impreziositi con la foglia d'oro.

«Il segno, il colore e la materia sono la mia voce, dichiara Sandra Rigali. Il ritratto pop incarna un'identità collettiva, astraendola dallo spirito del tempo per proiettarla verso l'eternità».

Con l'hashtag #iosonoDante il pubblico potrà diventare protagonista attivo dell'evento. Un particolare "specchio senza volto" accompagnerà la mostra in ogni sede e inviterà il visitatore a farsi promotore del pensiero dantesco con un selfie da diffondere nel web.




Il progetto #DantePOP è realizzato in collaborazione con Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e Fondazione Giovanni Pascolidel circuito GardaMusei, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia e Comune di Gardone Riviera, con contributo del Consiglio regionale della Toscana e il patrocinio di Comune di Barga e Comune di Gallicano, con il supporto di Toscolano paper e Villa Pascoli onlus; media partner The Art Post Blog ed ArTalkers.it

La mostra #DantePOP è allestita all'interno della struttura del MAS, accessibile ogni giorno dalle 9.00 alle 20.00 con il biglietto di ingresso al Parco monumentale. Per informazioni ed approfondimenti: www.vittoriale.itwww.sandrarigali.com.

La seconda tappa del progetto #DantePOP si terrà dal 25 settembre al 6 novembre 2021 presso le Stanze della Memoria di Barga (LU), con l'aggiunta di un ulteriore nucleo di lavori sul legame tra Dante e Pascoli.





È previsto un catalogo complessivo, con testi di Giordano Bruno Guerri (Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani),Alessandro Adami (Presidente della Fondazione Giovanni Pascoli) e Alice Traforti (critica d'arte), che presenterà la mostra nella sua interezza. 

Tra gli eventi collaterali si segnalano la partecipazione all'annuale serata dedicata alla celebrazione di Giovanni Pascoli, organizzata dalla Fondazione Giovanni Pascoli (Barga, 10 agosto 2021), la presentazione del manifesto #DantePOP in occasione della seconda edizione del festival di arte pubblica Gallicano Paste-Up!, che vede Sandra Rigali alla guida artistica (Gallicano, luglio-agosto 2021) e la presentazione del catalogo.


CARTA BIANCA. UNA NUOVA STORIA 49 artisti x 49 copertine. Al Museo Gigi Guadagnucci di Massa, il progetto di Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia aprile 2020.

 


CARTA BIANCA. UNA NUOVA STORIA
49 artisti x 49 copertine

Un progetto di Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia aprile 2020

Museo Gigi Guadagnucci, Massa (MS) 
25 giugno - 29 agosto 2021 
Opening: sabato 25 giugno ore 19.00


"Carta bianca. Una nuova storia": il progetto ideato da Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia dell'aprile 2020 diventa una mostraDal 25 giugno al 29 agosto 2021, il Museo Gigi Guadagnucci di Massa (MS) ospita in anteprima le 49 copertine d'artista realizzate a partire dall'edizione speciale della nota rivista, uscita durante il primo lockdown con una copertina completamente bianca, segno di sconcerto, stupore e attesa.

Invitati da Valentina Ciarallo, 49 artisti italiani, separati da un arco anagrafico complessivo di 29 anni, hanno trasformato il prestigioso magazine da contenuto a contenitore, scrivendo sulla carta bianca una nuova storia. Un'impresa corale, nata "dal basso", che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di artisti affermati, come Mario Airò, Stefano Arienti, Vedovamazzei e Flavio Favelli, e autori giovani, come Bea Bonafini, Guglielmo Castelli, Romina Bassu e Riccardo Beretta, accomunati dal desiderio di ricominciare.





Le 49 copertine d'artista sono state pubblicate, all'interno di un articolo, da Vogue Italia nel numero di marzo 2021, dedicato alla creatività, tema condiviso dalla comunità internazionale di Vogue, con un testo di presentazione di Federico Chiara e un intervento critico di Francesco Bonami.

Con questo progetto, gli spazi di Villa della Rinchiostra, sede del museo dedicato allo scultore Gigi Guadagnucci, si aprono agli artisti del presente, capaci di rimettersi in gioco, di ritrovare nuove aspirazioni, di reinventare altri modi espressivi.

«L'occasione di questa mostra - dichiara Nadia Marnica, assessore alla Cultura del Comune di Massa - oltre al grande valore comunicativo legato al difficile momento che stiamo passando, è anche una grande occasione di incontro tra diverse modalità di esprimere l'arte e di divulgare messaggi: l'amore e la passione trasfusi nel marmo da Gigi Guadagnucci e il desiderio di rinascita, il senso di speranza delle opere del progetto legato alla copertina bianca di Vogue Italia dell'aprile 2020. Un arricchimento per il nostro museo».





«Questo progetto - spiega Cinzia Compalati, direttore del Museo Gigi Guadagnucci - riflette da vicino il nostro recente passato e quei sentimenti collettivi di sconcerto e stupore che hanno accompagnato tutti gli italiani nel marzo 2020 in occasione del primo lockdown. È questo che sta facendo oggi il Museo Gigi Guadagnucci: creare esperienze condivise e instaurare un legame privilegiato con la comunità di riferimento, attraverso azioni che facciano del museo uno specchio della contemporaneità nel quale riconoscersi».

«Il bianco come vuoto, purezza, rinascita - scrive Valentina Ciarallo. La tela bianca per il pittore, la pagina bianca per lo scrittore, il marmo bianco per lo scultore. Tutto ha inizio dal bianco, tavolozza virtuale e somma di tutti i colori. La luce dopo il buio. Un'idea che fiorisce e ne genera un'altra e un'altra ancora. Tra il marmo bianco del museo prende forma il racconto corale animato da varietà e diversità di linguaggi, espressione della sublimazione della materia».

L'immagine bianca voluta da Vogue Italia per la copertina di aprile 2020 esprime attraverso lo sconcerto la presenza di un evento antitetico a un contesto dedicato, per sua specifica natura, alla bellezza e alla gioia del vivere. Si interrompe una consuetudine affermatasi in Italia fin dal 1962, che ha nutrito l'immaginario visivo di migliaia di lettori. Il mondo si ferma. Quel vuoto, indizio di assoluto o simbolo di negazione, riesce a coinvolgere realtà artistiche fra le più incisive e significative del nostro tempo. Il bianco che rappresenta il principio della fase vitale, segnale di speranza e fiducia, diventa stimolo creativo per artisti capaci di aderire alla nostra contemporaneità. Torna a vibrare, potentemente visionario, reinterpretato attraverso personali letture. La superficie, come una tela, un foglio, uno spazio in grado di accogliere istanze innovative, diventa racconto collettivo animato da linguaggi, tecniche e materiali differenti. Dalla pittura al ricamo, dalla fotografia alla ceramica, dal collage alla customizzazione con A.I. I temi emersi si traducono in ambientalismo, diritti civili, europeismo; i grandi autori del Novecento - Pier Paolo Pasolini, Simone de Beauvoir, Italo Calvino - sono stati fonte di ispirazione. Il numero 49 sfiora la cifra tonda, ma lascia una porta aperta, perché è una storia da raccontare, una storia per ricominciare, una storia per il domani. L'approdo non è ancora toccato.






Le 49 copertine d'artista sono state realizzate da Mario Airò, Giulia Andreani, Salvatore Arancio, Francesco Arena, Stefano Arienti, Romina Bassu, Marco Basta, Elisabetta Benassi, Jacopo Benassi, Manfredi Beninati, Riccardo Beretta, Simone Berti, Bea Bonafini, Silvia Celeste Calcagno, Silvia Camporesi, Letizia Cariello, Guglielmo Castelli, Fabrizio Cotognini, Maria Crispal, Giovanni De Angelis, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Mauro Di Silvestre, Matteo Fato, Flavio Favelli, Ludovica Gioscia, Goldschmied & Chiari, Corinna Gosmaro, Invernomuto, Giovanni Kronenberg, Diego Miguel Mirabella, Davide Monaldi, Matteo Nasini, Marina Paris, Alessandro Piangiamore, Donato Piccolo, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Marco Raparelli, Pietro Ruffo, Alice Schivardi, Vincenzo Simone, Sissi, Giuseppe Stampone, Lamberto Teotino, Eugenio Tibaldi, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei.

In occasione dell'esposizione, presso il Museo Gigi Guadagnucci si potranno ascoltare i podcast con le testimonianze degli artisti.




La mostra aprirà sabato 25 giugno, alle ore 19.00, nel parco della Villa, con ingressi contingentati agli spazi museali sino alle ore 21.00. L'esposizione sarà visitabile fino al 29 agosto 2021 nei seguenti orari: fino al 22 agosto da martedì a venerdì ore 17.00-20.00, sabato ore 20.30-23.30, domenica ore 10.00-13.00, chiuso lunedì e Ferragosto; dopo il 22 agosto da martedì a venerdì ore 16.00-19.00, sabato ore 17.00-20.00, domenica ore 10.00-13-00, chiuso lunedì. Ingresso gratuito. T. +39 0585 049757, T. +39 0585 490204, museoguadagnucci@comune.massa.ms.itwww.museoguadagnucci.it
 
Il Museo Gigi Guadagnucci ha aperto le porte al pubblico nel 2015, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Gigi Guadagnucci (Massa, 1915-2013). Grande scultore nato a Massa ma formatosi in Francia e vissuto a lungo a Parigi, Guadagnucci è stato uno dei principali maestri del marmo del XX secolo: il museo trae origine dalla donazione di un consistente nucleo di sue opere, ceduto dall'artista stesso e dalla moglie, al Comune di Massa nel 2012 con l'obiettivo specifico di aprire un museo che contenesse una selezione significativa della sua produzione. La sede, il piano terra e l'interrato della seicentesca Villa della Rinchiostra, immersa in uno splendido parco, era stata identificata quando Gigi Guadagnucci era ancora in vita: lo scultore riteneva che l'apertura di un museo potesse costituire la base per trasformare la villa in un polo dedicato alle arti contemporanee. Il Museo - allestito dagli architetti Giuseppe Cannilla e Alberto Giuliani - ospita quarantasei opere di Gigi Guadagnucci, eseguite tra il 1957 e il 2005, che documentano l'intero percorso creativo dell'artista. Per maggiori informazioni: www.museoguadagnucci.it/la-villa/

East Market, domenica 20 giugno torna a Milano il mercatino cult del vintage.

 


EAST MARKET MILANO
Domenica 20 giugno 2021
dalle ore 10 alle ore 21

Via Mecenate, 88/A – Milano 
Ingresso Euro 5
Infoline +393516559781

+++ ATTENZIONE! MISURE DI SICUREZZA E INGRESSI CONTINGENTATI

Per assicurarsi l'ingresso a East Market è necessario acquistare il biglietto online all’indirizzo https://link.dice.fm/OpiuKjBvQfb

I bambini entrano gratis fino ai 12 anni (con documento identità), libero accesso ai cani, accesso agevolato per i disabili.

 L'evento sarà strettamente regolato secondo le normative vigenti: misurazione temperatura all’ingresso, obbligo mascherina, sanificazione mani, distanziamento e ingressi contingentati.





Torna East Market, il mercatino vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprarevendere e scambiare. Un ritorno fortemente voluto dagli organizzatori, come dal pubblico e dagli espositori dopo un lungo periodo di pausa forzato. La prima edizione dell’anno vuole sottolineare anche la voglia di tornare alla normalità, di tornare a vivere la città e gli eventi in completa sicurezza. 

300 selezionati espositori da tutta Italia tornano con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti. Dai più ricercati capi d'abbigliamento vintage all'artigianato più raffinato, dai più rari dischi in vinile ai colorati complementi d'arredo. Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate si possono trovare anche articoli di collezionismoaccessorimobilimodernariatousatopulcidesignscarpe e borselibrifumettiposterriviste e stampeelettronicamilitariagiochi e videogiochiriciclo e riusostranezze variepiattiporcellane e utensilie molto altro ancora. 




Tra gli espositori presenti questo ci sarà Moira Labroc, meglio conosciuta come “Moira la Rigattiera 2.0”. La sua proposta spazia dagli accessori a piccoli complementi d’arredo, passando per il riuso creativo fino ad arrivare a valige e bauli. La sua ricerca si concentra su vecchi oggetti usati che poi pazientemente restaura, donandogli una seconda vita. Vania Cranico, invece, è specializzata in collage, vasi e piastrelle. Con i primi riesce a creare un po’ di tutto: da piccole opere d’arte ai più svariati accessori; con i secondi si diverte a mescolare materiali, colori e forme creano oggetti unici nel suo genere. Sul fonte fashion, Giada Fornoni con il suo marchio imaginativedesire, proporrà un’ampia selezione di capi da donna tutti rigorosamente vintage. Colorati abiti Anni ’80, camicie, gonne, ma anche scarpe e accessori. 



 

Come da tradizione East Market si distingue per un connubio di modafai da temercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi articoli e idee sempre diverse. L'idea di vintage che propone East Market è anche cultura e consapevolezza del riciclo. Non solo valorizzare il senso estetico e funzionale degli oggetti, ma anche informare e sensibilizzare il pubblico sugli aspetti ecologici sottesi a questa cultura





Accompagnano il mercatino le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. East Market adotta la politica #plasicfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili.  Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato. 






Tutte le informazioni e le novità sono su facebook.com/eastmarketmilanoeastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano.

 

OSTINATO SGUARDO. A Domodossola in mostra 50 opere dell'illustratore romano Gianluca Folì.

 


Ostinato Sguardo
Gianluca Folì: vent’anni di idee, poetica, tratti e colori. 
Un viaggio tra gli strumenti, la concretezza e gli umori di un mestiere

Dal 26 giugno al 18 luglio 2021
Inaugurazione: Sabato 26 giugno 2021 ore 17:00

Presentazione con l’artista del libro “Ostinato sguardo” sabato 3 luglio 2021 alle ore 16:00


Ingresso libero

Orari | martedì - venerdì 16-19 | sabato - domenica 10-12 | 15-19



Gianluca Folì
è uno straordinario illustratore il cui lavoro è riconosciuto e premiato a livello internazionale. Dal suo studio di Grottaferrata nei Castelli Romani ha creato e continua a creare illustrazioni per Epson, Feltrinelli, Suzuki, GoDaddy, Lonely Planet, Gambero Rosso, Mondadori, Einaudi Editore, Fendi, Alfa Romeo, Max Mara, Les Echos, Taschen e altri importanti nomi in giro per il mondo. Nel 2015 il suo lavoro è stato selezionato e premiato dalla Society of Illustrators di New York con la medaglia d’oro, categoria Editorials and Books, e nello stesso anno è stato medaglia d’argento alla Society of Illustrators di Los Angeles. La Society of Illustrators è la più antica istituzione statunitense dedicata all’illustrazione ed è uno dei riconoscimenti internazionali più importanti per questo campo artistico. I lavori di Folì sono inclusi in diverse mostre collettive in Italia e all’estero.




In esposizione a Domodossola circa cinquanta opere. Una retrospettiva dei principali lavori e serie eseguiti dall’artista nei suoi primi vent’anni di carriera tra cui le stampe per il calendario Epson 2021 “Colorseeker. L’origine dei colori”, il primo a essere realizzato da un illustratore, selezionato per il 63° premio annuale della Society of Illustrators NY e inserito nella lista dei finalisti del “Creative Quarterly”, il periodico newyorchese di fotografia, arti e comunicazione visiva.

La mostra, che continua il personale percorso espositivo dell’artista romano, è a ingresso libero ed è organizzata presso l’Artoteca Di-Se, il nuovo spazio nato all’interno del Collegio Rosmini di Domodossola e lanciato ad aprile di quest’anno per promuovere il prestito domestico di opere d’arte originaliwww.artotecadise.it




L’inaugurazione è prevista per sabato 26 giugno. Il sabato successivo, 3 luglio, è in calendario la presentazione del libro “Ostinato sguardo”, racconto del percorso ventennale dell’artista (presente all’incontro). Le opere in mostra sono state stampate con il patrocinio e la collaborazione di Opificio Arte Stampata che si occupa della riproduzione a stampa fineart con caratteristiche e qualità museale realizzate con tecnologie e materiali Epson.

Le 12 tavole del calendario “Colorseeker” verranno poi esposte nella serra della Casa del Profumo di Santa Maria Maggiore (VB), in Valle Vigezzo, a partire dal 23 luglio – inaugurazione con Gialuca Folì alle ore 17 – e per tutto il mese di agosto. L’artista sarà inoltre uno dei relatori della terza edizione della Mountain Academy, corso gratuito su tre giorni, il 16, 17 e 18 luglio, per creare un taccuino d’artista.

Ostinato sguardo è una tappa del grande progetto Interreg Italia-Svizzera “Di-Se – DiSegnare il territorio”, tre anni all’insegna del disegno e dell’arte che vede coinvolti Associazione Musei d’Ossola, Museumzentrum La Caverna di Naters e Associazione Asilo Bianco. La mostra è inoltre un’anteprima di Disegnare il territorio, il grande festival dedicato all’illustrazione che animerà la città di Domodossola dal 24 luglio al primo agosto.




Artoteca Di-Se | Collegio Mellerio Rosmini, via Rosmini 24, Domodossola (VB)


Per informazioni e per seguire tutte le attività, gli eventi e le iniziative di Di-Se:

Ufficio stampa: Paola Fornara | 346 3002931 | paola.fornara@gmail.com

BEHIND THE MASK. A Noto la mostra personale dell'artista poliedrico Giuseppe Piccione, a cura di Vincenzo Medica, con testo critico di Antonio Casciaro.

 


BEHIND THE MASK

Giuseppe Piccione  

Solo Exhibition

26 giugno - 25 luglio 2021
Inaugurazione: Sabato 26 giugno ore 19:00

BASSI  di PALAZZO NICOLACI , NOTO



Il mondo dell’Arte internazionale vede già in “BEHIND THE MASK” una delle mostre/evento più importanti della Sicilia del 2021, mostra  che inizierà il 26 GIUGNO e si chiuderà il 25 LUGLIO  a cura di VINCENZO MEDICA e con testo critico di ANTONIO CASCIARO.




Si prevede quindi, viste le aspettative globali, un altissimo livello qualitativo internazionale,  per non dire un punto di svolta nel panorama artistico contemporaneo.  I  curatori con il titolo della mostra centrale, che orienterà il numeroso  pubblico partecipante, risultano molto attenti al rapporto tra arte visiva  e indagine sociale: IN BEHIND THE MASK –affermano-  Giuseppe Piccione rappresenta la generosità di spirito e il senso di umanità che l’arte colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa degli spazi espositivi”



Precise e puntuali le parole dell’artista Giuseppe Piccione: “Procedo la mia indagine sul rapporto tra arte e cultura sociale” che apre così la strada ai rapporti tra Arte e vita reale. 

 

La mostra BEHIND THE MASK  punterà ad abbracciare oltre all’Arte visiva sostenibile anche l’Arte mediale con una video installazione in una osmosi e una fusione reciproca.

L’indirizzo curatoriale ha confermato ancora una volta la necessità di creare un nesso tra le arti, che, secondo le giuste parole del Vasari erano tutte figlie del Disegno. Il colore come  segno manuale o digitale che sia  sarà il protagonista della mostra Siciliana, un segno colorato foriero di valenze autonome.



TESTO CRITICO A CURA DI ANTONIO CASCIARO

Le opere figurative di Piccione invocano un mantra, un ripetere il ritmo della vita nascosta dietro le maschere apparenti della realtà multiforme. Un forma a servizio del rito sacro dell’arte. Molte forme che invocano una sola forma. La ricerca di un archetipo, ma irraggiungibile. 

La narrazione visiva, che spazia dall’urlo di dolore, allo stupore della morte e della vita ai margini delle donne di periferia, ai segni di una sessualità mercificata, si impone come una recita ad alta voce, un grido di richiesta di aiuto che molti di noi nel loro intimo elaborano ma fingono di non avere: dietro una maschera. 

Maschere in serie. Ritmo pop. Un mantra, un rullo di tamburi tribali. È così che Piccione espone in immagine visiva un vissuto sonoro. Come un rapper suburbano: voci di periferia e di margine. Voci che anelano. Voci che emergono portandosi al centro dell’attenzione del fruitore della mostra.

Il mantra visivo delle opere, eseguite con una serialità ritmica che solo un artista maturo sa fare, si manifesta a volte ad alta voce, a volte appena sussurrato. Questa ripetizione della stessa maschera, ma sempre con attributi plastici differenti, ricerca di colori irreali, forme che sembrano sublimare una libido incompiuta, è una ripetizione-preghiera. Una visione spirituale dell’arte sociale.

Piccione è un artista che si fa contaminare dal dolore degli altri, degli emarginati, dal caos interno della disabilità, dalla ricerca di purezza della prostituta, dalla pietà di un padre in braccio a un figlio. Dietro queste maschere si cela un’aurea, quella della serialità; e ci fa comprendere come l’arte contemporanea possa erodere spazi alla religiosità tradizionale facendo rivivere una spiritualità che si ispiri a sentimenti autentici. Siamo in presenza di un tentativo di costruire una vera e propria religiosità estetica. 

Se è vero che Andy Warhol fece diventare simbolo della Pop Arte delle scatole di detersivo, Piccione sembra voglia far diventare le maschere-tribe un simbolo di una spiritualità perduta dalla cultura di massa; andando a ricercare – dalla cosa all’invisibile – l’angelo custode che dorme dentro ciascuno di noi e che necessita di essere risvegliato. Per far compiere un atto religioso: quell’atto a cui anela l’arte del post-moderno.

La serialità dell’opera di Piccione si pone – pertanto - proprio in antitesi alla riproducibilità da cui è afflitta la cultura visiva della società contemporanea. È così che il giudizio estetico che il fruitore della mostra è orientato ad elaborare, non può non considerare la critica sociale al meccanismo della riproducibilità della merce-uomo.