STAY COOL. BE SOCIAL.

martedì 15 marzo 2022

“De Animis Mundi”. Alla Galleria Soquadro di Ragusa, la mostra collettiva sul tema dell'anima, a cura di Eleonora Aimone.

Dopo il successo felicemente riscontrato a seguito della bipersonale di Giovanni Blanco e Domenico Grenci "Come Isole nel Mare", la Galleria Soquadro ha il piacere di presentare la collettiva dal titolo "De Animis Mundi" a cura di Eleonora Aimone. 


Le opere dei quindici artisti partecipanti si compongono attorno al tema fondante dell'anima, delle anime, anzi - come detta il titolo della mostra. Un titolo che rimanda al concetto di Anima Mundi, ma che intende superarlo e contemplare quanto di sensibile e intelligibile - per rimanere, ancora una volta, in ambito filosofico - evochi il concetto di anima nel creato. Una tematica che lascia, dunque, ampio campo all'analisi e all'elaborazione di un soggetto ultimo in cui ciascun artista ha saputo far confluire l'esperienza personale e stilistica necessaria alla produzione di un'opera unica o in edizione. 

Gli artisti in mostra, alcuni già promossi in passato da Soquadro - come Giovanni Blanco, Sandro Bracchitta, Daniele Cascone, Giuseppe Giordano, Luca Grechi, Domenico Grenci, Giovanni La Cognata, Gaetano Longo, Angelo Ruta, Ignazio Schifano, Giovanni Viola - ed altri che approdano per la prima volta, non solo in questa galleria, ma nel territorio ragusano tutto - quali Alessia Armeni, Marco Circhirillo, Elisa Muliere e Maurizio Cugnata - espongono opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all'illustrazione e che fanno di questa mostra un prezioso contenitore di arte transdisciplinare, non solo del contemporaneo locale, ma anche di quello nazionale.

L'inaugurazione si terrà sabato 19 marzo 2022, nei locali della Galleria Soquadro di Ragusa, in via Napoleone Colajanni 9, a partire dalle ore 19:00. 
La mostra sarà fino al 23 aprile 2022, dal martedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00.



Info e contatti
www.soquadro.it
Email: soquadroragusa@gmail.com | Cell. +39 339.3849867

lunedì 14 marzo 2022

LA MADONNA LIA. Gli allievi di Leonardo a Milano. Al Museo Civico "Amedeo Lia" di La Spezia, la mostra dossier a cura di Andrea Marmori e Francesca Giorgi.

 


LA MADONNA LIA. Gli allievi di Leonardo a Milano

A cura di Andrea Marmori e Francesca Giorgi

19 febbraio - 26 giugno 2022 
Museo Civico "Amedeo Lia", La Spezia 

Da marzo a maggio 2022 Visite guidate e laboratori per bambini e ragazzi

Nell'ambito della mostra-dossier "La Madonna Lia. Gli allievi di Leonardo a Milano", a cura di Andrea Marmori e Francesca Giorgi, il Museo Civico "Amedeo Lia" della Spezia presenta un cartellone di appuntamenti - incontri con specialisti di settore, visite guidate, laboratori per bambini e ragazzi - in programma da marzo a maggio 2022.


Sei gli eventi calendarizzati: giovedì 17 marzo, ore 16.00, visita alla mostra guidata dal curatore Andrea Marmori; sabato 2 aprile, ore 10.00, visita guidata alla mostra per non udenti a cura di Francesca Giorgi e Roberta Petriglieri interprete LIS; sabato 2 aprile, ore 16.00, "Oltre lo sguardo", laboratorio per bambini a cura della Cooperativa Zoe; giovedì 14 aprile, ore 16.00, visita alla mostra guidata dalla curatrice Francesca Giorgi; sabato 30 aprile, ore 16.00, "A caccia di dettagli", laboratori per bambini a cura della Cooperativa Zoe; sabato 21 maggio, ore 16.00, "Dietro le quinte", laboratorio per bambini a cura della Coopertativa Zoe. Per informazioni e prenotazioni: T. +39 0187 731100 - 727220, museolia.reception@comune.sp.it.

L'esposizione, promossa dal Comune della Spezia, si focalizza sulla "Madonna con Bambino", detta "Madonna Lia", celebre dipinto eseguito da Francesco Galli, detto Napoletano, per il duca Ludovico Sforza. L'opera, donata dal collezionista Amedeo Lia alla Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano nel 2007, fa ritorno alla Spezia, nell'ambito di una mostra che raccoglie anche altri capolavori, tanto provenienti da Milano quanto facenti parte della Collezione Lia, ad illustrare l'ambiente culturale che Leonardo trova al suo arrivo a Milano e a dimostrazione degli esiti del suo straordinario, illuminante insegnamento.




La "Madonna Lia", al pari di altri dipinti di piccole dimensioni raffiguranti il medesimo soggetto, fa parte di un gruppo di opere eseguite nello studio milanese di Leonardo negli anni Novanta del XV secolo. Leonardo era difatti giunto a Milano nel 1482, e anche se pare improbabile che sia entrato subito al servizio del duca Ludovico Sforza, viene da subito impiegato in numerosi incarichi per la corte. Il suo multiforme operato prevedeva in primo luogo il progetto e la preparazione per il monumento equestre a Francesco, padre di Ludovico, e la decorazione della Sala delle Asse in Castello. Contemporaneamente lavorava all'"Ultima cena" e dipingeva i ritratti delle amanti del duca - tra i quali il più celebre è quello di Cecilia Gallerani, la "Dama con l'ermellino" - e ancora progettava costumi e scenari per le feste di corte. Se a questo si aggiungono i compiti come ingegnere ducale sia per la costruzione di canali che per le opere militari, è facile comprendere come al maestro restasse poco tempo da dedicare all'esecuzione di piccoli dipinti devozionali: l'incapacità di esaudire tali richieste fu pertanto in parte colmata dalla presenza di numerosi allievi presenti nel suo studio.

Leonardo, prima di giungere a Milano, aveva già eseguito due piccole Madonne devozionali, che ebbero un immediato e meritato successo: la cosiddetta "Madonna del garofano", oggi a Monaco, e la celebre "Madonna Benois", attualmente conservata all'Ermitage di San Pietroburgo.


Gli allievi presenti nella bottega di Leonardo erano organizzati in due gruppi distinti: gli apprendisti Salaì e Melzi che, come principianti, erano vincolati al maestro e rimasero al suo servizio più a lungo del normale periodo di tutela, e un gran numero di assistenti che, a giudicare dall'età e dalle capacità, dovevano essere più o meno formati. Di questo gruppo facevano parte Marco d'Oggiono e Giovanni Boltraffio, autori di numerose opere compiute a contatto con Leonardo, e anche un pittore per noi anonimo chiamato convenzionalmente il Maestro della Pala Sforzesca per via della sua opera più celebre. È stato notato che per tutti questi artisti l'ingresso e la permanenza nello studio di Leonardo abbiano costituito il momento di maggiore qualità nell'intero arco della loro carriera, come se il contatto con il maestro annullasse qualsiasi esperienza maturata prima di allora.

La mostra del Museo Lia intende pertanto celebrare questo momento così altamente significativo e dirimente per l'arte italiana, e non solo, quando il genio di Leonardo immette un rivoluzionario vento di novità alla corte di Ludovico il Moro, cambiandone per sempre gli orizzonti artistici.



L'esposizione sarà visitabile fino al 26 giugno 2022, da martedì a domenica con orario 10.00-18.00, chiuso tutti i lunedì escluso il Lunedì di Pasqua. Bigliettazione unica per visitare mostra e museo: intero € 8,00, ridotto € 7,00. Per informazioni: Museo Civico "Amedeo Lia" (Via Prione, 234), Tel. 0187 727220, museolia@comune.sp.itwww.museolia.it.

Il Museo Civico "Amedeo Lia" è stato istituito nel 1995 ed aperto al pubblico nel dicembre 1996, grazie all'importante donazione di opere d'arte di Amedeo Lia e della sua famiglia al Comune della Spezia. La Collezione Lia comprende circa 1150 opere di grande varietà dall'epoca classica, al tardo antico, al medioevo e per finire al XVIII secolo. Sono conservati dipinti, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, oggetti d'arte di tutti i generi raccolti con passione e che documentano il gusto e la cultura dell'arte in Italia e in Europa.

Perugia porta in Italia la celebre coreografa statunitense Carolyn Carlson, icona della danza sarà in città per un workshop e due spettacoli speciali al MANU.


Il 19 marzo 2022 prende il via il workshop guidato da Carolyn Carlson. Il 25 marzo al MANU (Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria) la presentazione di Mandala, coreografia di Carolyn Carlson interpretata dalla perugina Sara Orselli. A seguire la presentazione finale dei danzatori di C.R.E.A. Showcase n. 6 / Carolyn Carlson



Ballerina, Artista, figura cardine della danza, icona mondiale, Maestra e prima coreografa a ricevere un Leone d'Oro alla carriera; la sua poetica ha dato un contributo ingente alla danza contemporanea, influenzandone l’evoluzione fino ai giorni nostri. Carolyn Carlson, danzatrice e coreografa statunitense, arriva in Italia, a Perugia, nell'ambito del progetto C.R.E.A. (Choreography, Research, Empowerment, Audiences) di Dance Gallery, l'associazione perugina che dal 1994 si occupa di arti performative, danza e linguaggi del corpo.


Carolyn Carlson

Prima coreografa a ricevere un Leone d'Oro alla carriera, 

la sua poetica ha dato un contributo ingente alla danza contemporanea italiana.



Un triplo appuntamento che la vedrà protagonista nel capoluogo umbro da sabato 19, per il workshop, fino a venerdì 25 marzo, con ben due eventi presso il MANU (Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria).

Carolyn Carlson vanta un’influenza e un successo considerevoli nella nascita della danza contemporanea in Francia e in Italia con il GRTOP all’Opéra di Parigi e al Teatrodanza de La Fenice di Venezia. Ha creato più di 100 coreografie, di cui molte fanno parte delle pagine più importanti della storia della danza, da Density 21,5 Blue Lady  e Steppe, da Maa a Signes, da Writings on water a Inanna. Nel 2006 la sua carriera è stata coronata da un Leone d’Oro, non era mai accaduto prima che alla Biennale di Venezia una coreografa ne fosse insignita. Figura cardine per intere generazioni di danzatori e coreografi di tutto il mondo, italiani compresi, grandiosa maestra di cui moltissime figure di spicco, dai direttori artistici delle più importanti realtà europee ai più grandi danzatori contemporanei, riconoscono l’immediatezza e la semplicità con la quale entra in connessione con le persone, riuscendo a farsi seguire nel proprio universo e lasciando ogni volta un segno importante.

Venendo al programma: il 19 marzo, si terrà il sesto, e ultimo workshop del progetto di formazione C.R.E.A., con un gruppo di 10 danzatori, guidato, appunto, da Carolyn Carlson.  Il 25 marzo al MANU è previsto uno speciale doppio appuntamento. Alle ore 17 sarà presentato, Mandala, una coreografia del 2010 di Carolyn Carlson interpretata da Sara Orselli, con un adattamento site specific pensato proprio per gli spazi del Museo Archeologico. Dopo Mandala, a seguire, si terrà la restituzione del lavoro di creazione con i danzatori di C.R.E.A. Showcase n. 6 / Carolyn Carlson. Il doppio appuntamento del 25 marzo, promosso da Dance Gallery, è organizzato in collaborazione con il M.AN.U. e la Direzione regionale Musei Umbria. 



Ad interpretare Mandala sarà Sara Orselli, perugina doc, che, dopo la formazione al Dance Gallery, tra il 1999 e il 2002 si forma all’Accademia Isola danza della Biennale di Venezia diretta in quegli anni dalla stessa Carlson. Sua interprete dai quei tempi, è oggi assistente alle coreografie e nei progetti di formazione in tutto il mondo, oltre ad essere referente del repertorio Carlson che insegna in Teatri dell’Opera, compagnie e conservatori in Francia e in Europa.


Prenotazione obbligatoria, per info e biglietti: info@dancegallery.it 

Ufficio Stampa - Giorgio Vicario

Mg2 comunicazione – studio associato - Tel 075 33390 – 349 2903197


East Market, a marzo il vintage incontra l’arte illustrata .

Nuovo appuntamento con East Market, l’evento del vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare. 300 selezionati espositori da tutta Italia tornano con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti. Dai più ricercati capi d'abbigliamento vintage all'artigianato più raffinato, dai più rari dischi in vinile ai colorati complementi d'arredo. Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate, si possono trovare anche articoli di collezionismo, accessori, mobili, modernariato, usato, pulci, design, scarpe e borse, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane, utensili e molto altro ancora.Shopping con un occhio all’ambiente. East Market da sempre valorizza la cultura e la consapevolezza del riciclo, coniugando la bellezza estetica dei prodotti e la loro duratura funzionalità, senza quindi contribuire alla sovrapproduzione industriale di massa che inevitabilmente genera spreco e inquinamento. Moda, fai da te, mercato del riciclo che strizzano l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, informando e sensibilizzando il pubblico sugli aspetti ecologici del mondo vintage.



Solo per il mese di marzo sarà a disposizione del pubblico una speciale area dedicata all’arte illustrata, dove quindici artisti scelti appositamente per l’occasione proporranno un’ampia scelta di opere illustrate come disegni, stampe, accessori e molto altro ancora. 
Tra gli altri Martina Rinaldi, giovane illustratrice proveniente dalla Scuola Arte & Messaggio, che nei suoi ritratti mette insieme concetti e idee per tramutarle in immagini e progetti. Pornobello è il progetto di Claudio Cozzolino, illustratore e art director, che è specializzato in figure femminili erotiche, ma giocose e divertenti. Le donne di Pornobello sono nipoti delle pin-up Anni ‘50 e figlie delle playmate di Playboy degli Anni ’80.GNUCCHE realizza a mano illustrazioni con una forte attenzione per forme e colori, soggetti che poi vengono stampati su cartoline, poster, shopper e magliette. Nella sua visione, GNUCCHE, sceglie di rappresentare con ironia i difetti che caratterizzano le figure femminili. Susanna Barsotti è una acquerellista che si descrive così: “sento vedo disegno (deformo) cose”. Con il suo progetto Limoni Blu propone una serie di colorati acquerelli con soggetti che vanno dagli animali agli oggetti, dalla botanica alle figure umane. 




Accompagnano il market le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. East Market adotta la politica #plasicfree ovvero una policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili. Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato.





Domenica 20 marzo 2022 
dalle 10 alle 21
Via Mecenate, 88/A – Milano 
Ingresso Euro 5
Infoline +393516559781

Per assicurarsi l'ingresso a East Market è necessario acquistare il biglietto online all’indirizzo https://link.dice.fm/
I bambini entrano gratis fino ai 12 anni (con documento identità), 
libero accesso ai cani, accesso agevolato per i disabili.

GREEN PASS OBBLIGATORIO


GIANNI BERTINI E ABBACO: Rifondare la coscienza del paese reale con la pittura.

 


GIANNI BERTINI E ABBACO: Rifondare la coscienza del paese reale con la pittura


1-3 Aprile 2022
31 marzo preview su invito

Fieramilanocity_MiCo Pad 3 – Gate 5 viale Scarampo Milano
Eidos Immagini Contemporanee Both A83 – Sez. Decades


Può l'arte assumere il ruolo della coscienza civile di un paese? Può farlo in maniera profetica, slegata paradossalmente dal tempo e dallo spazio e incantando lo spettatore con il fascino della bellezza colpirlo allo stomaco denunciando abusi, soprusi e l'orrore della guerra? 


È quanto fa Gianni Bertini, grande artista europeo di cui ricorre il centenario della nascita (Pisa 1922- Caen 2010) con ABBACO, ciclo di lavori compiuto negli anni 70 e che rappresenta profeticamente con disarmante attualità l'ondata di violenza che sta travolgendo nuovamente l'Europa. 






In mostra a Miart nella sezione Decades (10 artisti per 10 decenni di storia dell'arte italiana) presentato da Eidos in collaborazione con l'associazione Gianni Bertini (Associazione Gianni Bertini -)   il progetto  GIANNI BERTINI E ABBACO: rifondare la coscienza del paese reale con la pittura.

Sullo sfondo di paesaggi pittorici di matrice novecentista, consueti e rassicuranti, si svolgono le stesse scene di violenza che in questi giorni siamo obbligati a vedere e considerare mentre per il conflitto Russia/Ucraina tremendi venti di guerra spirano ancora sull'Europa... Non sono scene lontane: ci sono le nostre famiglie che fuggono (Corri uomo,1978), lasciando a terra padri (L'involto, 1978) madri (Lui piange,1977 - E lui ride, 1977) in una “normalità” sociale che ormai in Occidente pensavamo di avere raggiunto. Induce dunque Bertini una riflessione sul seme della violenza in Occidente, sul ruolo della famiglia (Speriamo ci ripari l'ombrello, 1977), sull'essere profugo (Una famiglia, 1980) in senso fisico e mentale come straniamento rispetto a realtà che pensavamo non ci dovessero più appartenere, e a distanza di quarant'anni dalla creazione di questi lavori sembra lanciare il monito: può ancora accadere!





Scriveva Gianni Bertini: "Abbaco è una allocuzione scaduta d’uso che significa abbecedario. Nel mio caso indica il proposito di ricominciare un discorso partendo dalla base. E non per niente ho assunto come fulcro della rappresentazione il nucleo più elementare: l'uomo, la donna e il bambino in rapporto ad una società dove l'orrore è quotidiano. Certe referenze tratte da quadri del passato vogliono solo indicare una continuità tra ieri e l'oggi. Talvolta la citazione ripropone scene di altre violenze, violenze antiche, per significare appunto che la violenza è sempre esistita."


lunedì 7 marzo 2022

POSTUMANO METAMORFICO. Padiglione della Repubblica di San Marino alla 59. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia.

 


POSTUMANO METAMORFICO

Artisti
Elisa Cantarelli, Nicoletta Ceccoli, Endless, Michelangelo Galliani, Rosa Mundi, 
Roberto Paci Dalò, Anne-Cécile Surga, Michele Tombolini

23 aprile - 27 novembre 2022 
Palazzo Donà Dalle Rose, Fondamenta Nove, Cannaregio 5038, Venezia 

Commissario: Riccardo Varini
Curatore: Vincenzo Rotondo
Comitato Scientifico: Alessandro Bianchini, Roberto Felicetti, Cristian Contini, Fulvio Granocchia, Pasquale Lettieri, James Putnam, Riccardo Varini, Angela Vettese


Il Padiglione della Repubblica di San Marino alla 59. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia sarà ospitato dal 23 aprile al 27 novembre 2022 negli spazi rinascimentali di Palazzo Donà Dalle Rose (Fondamenta Nove, Cannaregio 5038, Venezia).

La partecipazione alla Biennale Arte 2022 è stata fortemente voluta dalla Segreteria di Stato per l'Istruzione e la Cultura, l'Università e la Ricerca Scientifica, le Politiche Giovanili della Repubblica di San Marino. A tal proposito, il Segretario di Stato Andrea Belluzzi ha dichiarato: «San Marino vuole presentarsi a questo importante appuntamento come un territorio ricco di fermento culturale, amico degli artisti e sostenitore delle diverse forme d'arte. Dopo due anni di emergenza sanitaria e di privazioni, è tempo di ridare spazio alla creatività e alla bellezza. La Repubblica di San Marino è pronta».

Il progetto, supervisionato dal commissario Riccardo Varini e curato da Vincenzo Rotondo, s'intitola Postumano Metamorfico in riferimento alla naturale tensione dell'uomo verso il futuro, tra possibili trasformazioni e nuove forme di esistenza e coesistenza.


Otto gli artisti invitati ad esporre le loro opere all'interno del padiglione sammarinese: Elisa Cantarelli, Nicoletta Ceccoli, Endless, Michelangelo Galliani, Rosa Mundi, Roberto Paci Dalò, Anne-Cécile Surga, Michele Tombolini. La selezione è stata operata da un comitato scientifico composto da Alessandro Bianchini, Roberto Felicetti, Cristian Contini, Fulvio Granocchia, Pasquale Lettieri, James Putnam, Riccardo Varini, Angela Vettese.

«Il Padiglione - dichiara il commissario Riccardo Varini - ospiterà contributi di artisti sammarinesi, italiani, francesi e inglesi, per promuovere il Sistema Paese attraverso l'arte contemporanea, in un'ottica di confronto ed apertura internazionale. In risposta alle sollecitazioni della direttrice artistica della Biennale Arte 2022, Cecilia Alemani, si è scelto di approfondire il tema proposto (corpo e metamorfosi, rapporto individuo/tecnologia e individuo/natura) su diversi piani: dal linguaggio alla riflessione sul presente, sino all'opera d'arte nel suo farsi. Palazzo Donà Dalle Rose, sede della mostra, è esemplificativo di questo concetto. Rappresenta esso stesso differenti dimensioni e anime, materiali e immateriali, che si tramandano dal passato e si fondono nel presente, coniugando la permanenza della città antica con la visione innovativa di quella moderna. Spazi, persone e comunità di artisti, pensatori, critici e operatori del settore si uniscono in un unico messaggio di valorizzazione dell'arte che ha il compito di porre domande, in particolare sul rapporto futuro cui vogliamo tendere tra uomo e natura, e di suggerire soluzioni, criticando il presente ed anticipando il futuro».

«La vita umana - spiega il curatore Vincenzo Rotondo - è fragile come quella di tutti gli altri esseri viventi, ma gli uomini hanno acquisito nel tempo capacità e conoscenze per ovviare a questa fragilità. Nel percorso evolutivo della specie, la dimensione materiale del saper fare e modificare ha lasciato spesso spazio alla dimensione immateriale del sogno: il sogno antico di prolungare la vita, guarire le malattie, attuare la metamorfosi di un corpo in un altro. Le biotecnologie stanno progressivamente trasformando questo desiderio in realtà. Qual è allora il confine dell'umano e quali i limiti imposti dalla natura? È ancora possibile legare identità personale e identità di specie? Nella nostra dimensione Microcosmica, sentiamo ancora una profonda relazione con la Natura / Macrocosmo? Il Postumano Metamorfico che ci piace intravedere nel nostro prossimo futuro sarà in grado di interagire con il Macrocosmo di riferimento, immaginando altre forme di coesistenza e trasformazione per creare nuove e alternative condizioni di esistenza rispetto a quelle a cui oggi siamo abituati».


Elisa Cantarelli presenta WRP WITHout esSENZA, a cura di Pasquale Lettieri. L'installazione fa tesoro dell'esperienza maturata dall'artista con il progetto We are Plastic, teso a sensibilizzare il pubblico sul tema della sostenibilità attraverso un'azione collettiva. Per Postumano Metamorfico, la bottiglia assume un nuovo significato, trasformandosi da oggetto contenitore a elemento ricco di contenuti. Una tenda di bottiglie invita, infatti, il fruitore ad entrare in uno spazio sospeso dove avviare la propria metamorfosi. Nata a Fidenza (PR) nel 1981, Elisa Cantarelli vive a Londra, lavorando con gallerie d'arte in Italia e in Giappone.


Nicoletta Ceccoli e Roberto Paci Dalò presentano il progetto Risvegli, a cura di Vincenzo Rotondo. Con le sue opere pittoriche, popolate da creature e simboli fantastici, Ceccoli racconta una nuova comunione con il non-umano, con l'animale e con la terra, esaltando un senso di affinità fra specie. Artista visivo e sonoro, Paci Dalò costruisce, invece, fiabe alchemiche capaci di evocare il mito presente nel nostro quotidiano. Una "plurifonia" in cui si ritrovano umano, vegetale, animale e minerale. Nicoletta Ceccoli nasce nel 1973 nella Repubblica di San Marino, dove tuttora vive e lavora. Numerose le esposizioni internazionali e le collaborazioni con il mondo dell'editoria. Nato a Rimini nel 1962, Roberto Paci Dalò è docente Unirsm, esperto della Commissione europea e membro del gruppo di progettazione New European Bauhaus.


Endless presenta The Endless Transfiguration, a cura di Pasquale Lettieri. Un'installazione monumentale che rivendica l'importanza e la resilienza della natura, coniugandola al processo tecnologico umano. Un viaggio imperfetto verso un futuro rispettoso e armonico, con possibilità fisiche illimitate e creatività innovativa in abbondanza. Endless è un artista londinese che fonde tecniche e pratiche di arte contemporanea e di strada. I suoi lavori, presenti in importanti collezioni di tutto il mondo, esplorano il rapporto dell'umanità con la moda, la pubblicità, il culto del marchio, il consumismo e la cultura delle celebrità.


Michelangelo Galliani presenta Un Giardino Imperfetto, a cura di Pasquale Lettieri. Nato da una riflessione su ciò che rappresenta l'umanità in rapporto all'ambiente in cui vive, il progetto prevede l'inserimento di alcuni frammenti di una grande scultura in marmo statuario - testimonianza di una civiltà perduta - all'interno di una vasca d'acqua con rami dorati. Un file NFT sarà l'unica prova di ciò che era l'opera prima che il suo destino si compisse. Michelangelo Galliani nasce nel 1975 a Montecchio Emilia (RE), dove vive e lavora. Scultore e docente presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino, ha vinto il Franco Cuomo International Award.


Rosa Mundi presenta Posology Humanity's Time, a cura di Angela Vettese. L'opera è accompagnata dai testi critici di Maria Abramenko, Guido Brivio, Gian Camillo Custoza, Andrea Guastella, James Putnam, Susanna Ravelli. Rosa Mundi, avvalendosi di materiali di recupero, sviluppa il tema del Postumano Metamorfico con un'articolata installazione che ripercorre l'evoluzione dell'uomo nel suo trapasso da animale mammifero erbivoro a Homo sapiens, sino a credere di trasformarsi in forza geologica in grado di modificare il normale corso evolutivo del pianeta. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private; ha altresì realizzato numerose scenografie teatrali.


Anne-Cécile Surga presenta Body Memories - Matter Memories, a cura di Pasquale Lettieri. Il progetto si focalizza sul tema del corpo, inteso come mezzo attraverso il quale sperimentare il mondo. I suoi corpi, scolpiti nel marmo, sono in grado di riattivare le emozioni e di essere da esse riattivati; corpi liberi dalle leggi e dalle aspettative legali, religiose e sociali. Nata nel 1987 a Lavelanet, in Francia, Anne-Cécile Surga si forma negli Stati Uniti e presso la Fundacion Pablo Atchugarry in Uruguay. Il suo lavoro, esposto a livello internazionale, fa parte delle collezioni del Museo MUST di Vimercate (MB) e della Fundación AMA (Santiago del Cile).


Michele Tombolini presenta Digital Humanity, a cura di Pasquale Lettieri. Il progetto propone, attraverso cinque opere su tela con inserti digitali, una riflessione sulla condizione dell'essere umano dopo l'avvento di una tecnologia tanto evoluta quanto alienante, in grado di mettere in dubbio il fondamento stesso della realtà. Pittore e scultore, non nuovo ad interventi di street art, Tombolini nasce a Venezia nel 1963. Dopo la partecipazione alla Biennale Arte 2013 e il trasferimento a Berlino, la sua ricerca assume un indirizzo maggiormente concettuale, tanto che l'idea e il messaggio sociale divengono capisaldi della sua produzione.

Maggiori informazioni relative alla partecipazione nazionale sammarinese alla Biennale Arte 2022, organizzata da FR Istituto d'Arte Contemporanea in collaborazione con Cris Contini Contemporary, sono disponibili all'indirizzo www.biennaleveneziasanmarino.com, Facebook @biennaleveneziasanmarino, Instagram @biennalevenezia_sanmarino. 
Hashtag ufficiali: #biennaleveneziasanmarino - #postumanometamorfico.

Pandemic violence - Diario di una Pandemia. Alla Biblioteca Vaccheria Nardi di Roma, la performance di Monica Pirone sul tema della violenza domestica subita dalle donne durante la Pandemia, a cura di Lola Maria Rita Delli Quadri.

 


Pandemic violence- Diario di una Pandemia

 

Performance

di Monica Pirone


a cura di Lola Maria Rita Delli Quadri


Giovedì 10 marzo ore 16,30

Biblioteca Vaccheria Nardi

via Grotta di Gregna 37, Roma


INFO


Giovedì 10 marzo alle ore 16,30, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi di Roma, via Grotta di Gregna n.37, Monica Pirone presenterà la performance Pandemic Violence- Diario di una Pandemia.

Avremo modo di riflettere su quanto la Pandemia abbia peggiorato la vita di donne che costrette per via del lockdown a rimanere in casa, si sono protette dal Coronavirus, ma non hanno potuto sfuggire alla furia violenta di compagni che non potendo scaricare frustrazioni  in altro modo, si sono accaniti su di loro. Porteremo questo tema con una azione performativa che dia modo di rappresentare questo dato che l’Istat ha registrato con un incremento dell’80 % di richieste di aiuto al numero 1522 ed alle varie organizzazioni a difesa della donna sul territorio, dato oltretutto a ribasso tenendo conto che proprio la presenza fisica e psicologica costante del carnefice in casa, ha impedito a molte donne di potere chiedere aiuto. 


Ragioneremo sull’ambiente “casa” e del duplice significato di luogo “nido” e luogo “prigione”. L’intento è di coinvolgere donne sul territorio a prendere coscienza di questo dato allarmante che alza l’asticella ulteriormente nel nostro Paese e nel mondo intero e che colloca ad oggi nel mondo la donna come prima vittima in termini di diritti nell’ambito famigliare e del lavoro e che ci catapulta indietro, inferendo un colpo forte a tante conquiste faticosamente acquisite negli ultimi anni. 

La performance tiene conto del luogo in cui verrà presentata la prima volta, ovvero una biblioteca, La Vaccheria Nardi, sita nel quartiere periferico romano di Colli Aniene. Questa azione performativa parte quindi, da una solida base di lettura e viene inserita l’azione performativa per sottolineare alcuni punti della vita della protagonista che per scelta non ha nome. 

Il testo è in parte illustrato , la protagonista sostituisce i disegni alle parole, nei giorni in cui non riesce ad esprimere ed a raccontare come ha passato la giornata, ne prende le distanze e si rifugia in un mondo a colori, infantile ed onirico dove può immaginare ed immaginarsi totalmente al di fuori, rifiuta la violenza ed attraverso il disegno trova il conforto.



Sullo sfondo di un grande dramma collettivo che è l’inizio, ovvero la fase uno della Pandemia da Coronavirus ed il conseguente Lockdown, si consuma un dramma ben più radicato ed antico che è la violenza nella sua espressione estrema ed irrecuperabile, nell’ambito famigliare. Tale azione riesce addirittura a mettere sullo sfondo del racconto le conseguenze del Covid 19 con le relative morti che ne sono conseguite e che ancora adesso continuano a verificarsi. La protagonista così ci racconterà ciò che è e che lei non riesce ad accettare, motivo per cui non si rivolge a nessuno per essere aiutata e ciò che, potrebbe essere. L’elemento maschile, volutamente non definito nel carattere e nell’aspetto, eccetto qualche accenno che serviva per poter far dialogare lei con lui, non è di fatto raccontato perché quello che è narrato è la percezione che ha la donna di suo marito che oramai subisce da troppo tempo e non vede neanche più il perimetro esterno della persona che vive con lei. Di fatto non vi è descrizione, perché qualunque racconto su di lui avrebbe potuto creare degli alibi, dati dalla sua condizione di sofferenza e di fallimento che nella lettura non è sottinteso  per nessun motivo. Niente giustifica tutta questa violenza ed il suo personaggio non meritava alcun alibi.

 

“Il diario di una donna senza nome, scritto nei mesi del lock-down del 2020, è diventato uno specchio che mi riflette, che ci riflette, facendoci trasalire quando riconosciamo alcune somiglianze che ci fanno venire i brividi e le lacrime; e sospirare di sollievo quando intuiamo le differenze che ci allontanano dall’abisso di terrore in cui quella donna cade”.

Monica Pirone lavora su questo tema dal 2011 e realizza spesso progetti legati al mondo femminile, sono inoltre in corso, a tale riguardo, installazioni e mostre che proprio questo anno saranno presentati, il primo appuntamento ad aprile a Matera , HSH a cura di Lola Maria Rita Delli Quadri, in collaborazione con la Coldiretti ed il Comune di Matera, racconterà proprio la tematica della violenza domestica con una video installazione.

Dopo la performance il testo, sarà a disposizione nella biblioteca, per essere letto fino alla fine di marzo.