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giovedì 3 ottobre 2024

OLTRE IL SEGNO. Alla Galleria Triphè di Roma, la mostra personale di Marcello Spada, a cura di Federica Fabrizi.

 

OLTRE IL SEGNO


Mostra personale

di 

Marcello Spada


A cura di Federica Fabrizi


12- 26 ottobre 2024

Opening: Sabato 12 ottobre dalle ore 17:00 alle ore 21:00


Galleria Triphè - Roma




La galleria Triphè, sabato 12 ottobre 2024, inaugura “Oltre il segno”, la mostra personale di Marcello Spada a cura di Federica Fabrizi. La mostra sarà visitabile fino al 26 ottobre, inserendosi anche nella manifestazione di Rome Art Week ’24.

In un’epoca in cui l’immagine grida per affermarsi con nitidezza, Marcello Spada sceglie un percorso diverso, allontanandosi progressivamente dal figurativo per esplorare l’informale. Con “Oltre il segno”, l’artista segna una transizione significativa: pur senza rinunciare del tutto alla realtà, la trasforma, offrendo allo spettatore un’esperienza che sfida i confini tra noto e ignoto.

Spada ci guida in un viaggio interiore, invitandoci a esplorare i limiti del visibile e dell’invisibile. Le sue opere, cariche di vibrazioni delicate, abbracciano l’informe e l’invisibile, spingendoci oltre la soglia del visibile. I fiori e le vedute pulsano sulla superficie della carta, evocando una tensione tra realtà e percezione.

Le opere mostrano una dicotomia cromatica: da un lato, colori accesi e vitali; dall’altro, tonalità monocromatiche e austere. Questo contrasto non è solo estetico, ma esplora due modalità espressive che coesistono in equilibrio. I colori vivaci richiamano l’espressionismo astratto, mentre le vedute monocromatiche introducono una dimensione contemplativa. Queste ultime, con toni smorzati, rimandano a Morandi e Rothko, evocando l’essenza spirituale al di là della realtà oggettiva.



Spada cattura una sospensione del tempo: i suoi colori smorzati fermano l’istante, mentre i fiori accesi esplodono di vitalità. Questo dialogo tra opposti crea una tensione che invita lo spettatore a immergersi in una realtà fluida e mutevole.

Le sue opere, fatte di luce, ombra, colore e forma, superano i confini del riconoscibile. L’acqua diventa elemento centrale, un medium che porta con sé il rischio dell’indeterminatezza, ma anche la profondità.

Oltre il segno” non è solo un titolo, ma una dichiarazione d’intenti. Spada non si limita a rappresentare il visibile, ma invita lo spettatore a oltrepassare i limiti del conosciuto. Il segno e il colore acquistano vita propria, divenendo protagonisti di una narrazione che si muove tra l’emotivo e lo spirituale.



In conclusione, “Oltre il segno” ci invita a riflettere su come l’arte possa essere un mezzo per esplorare le profondità dell’animo umano. Marcello Spada, con la sua capacità di muoversi tra figurativo e astratto, ci offre una visione dell’arte come incontro tra il mondo esteriore e quello interiore, la realtà tangibile e l’immaginazione.


BIO
Marcello Spada
è un artista romano che ha saputo fondere tradizione e innovazione in un percorso creativo che si distingue per la sua delicatezza e sensibilità. Diplomato all’Istituto Europeo di Design, Spada ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda, lavorando come disegnatore a fianco di figure illustri come Pino Lancetti e Irene Versace. Questa esperienza ha arricchito il suo bagaglio estetico e stilistico, introducendolo all’importanza del dettaglio e della precisione.

Dopo aver lavorato nella moda, sotto l’egida dello zio artista Giannetto Schneider Graziosi, decide di intraprendere la strada dell’acquarello. Questa tecnica, caratterizzata da una leggerezza e trasparenza uniche, diventa il mezzo attraverso il quale l’artista esprime la sua visione del mondo. Non è un caso che la sua arte sia profondamente radicata nella poetica del ricordo e della memoria. Attraverso le sue pennellate sottili e il controllo preciso dell’acqua e del colore, Spada riesce a evocare paesaggi interiori, riflessioni che vanno oltre il visibile.

Le sue opere sono state pubblicate in numerosi libri di letterati di fama internazionale, tra cui Ron Smith, Susan Mc Master, Sandro Sangiorgi, Ada Donati, Fabrizio Pieraccini e Nicolas Joly. Inoltre, dal 2001, collabora con la rivista Porthos in qualità di illustratore, unendo le sue competenze tecniche alla narrazione visiva.

La carriera espositiva di Marcello Spada è altrettanto significativa. Ha partecipato a numerose mostre personali, esponendo le sue opere in gallerie di rilievo a Roma, Parigi, Treviso e Ferrara, tra le altre città. Ogni sua esposizione testimonia un’evoluzione continua, in cui l’artista non smette mai di esplorare nuove vie espressive. I suoi paesaggi, le sue vedute, anche se collocate in contesti specifici, hanno un valore universale: parlano a tutti, evocano emozioni condivise e comuni.

Oltre alla produzione artistica, Marcello Spada ha contribuito alla formazione di nuove generazioni di artisti, dirigendo corsi di acquerello a Roma. La sua dedizione alla tecnica e il suo approccio poetico all’arte si riflettono non solo nelle sue opere, ma anche nella sua capacità di trasmettere il suo sapere agli altri.

Indubbiamente, Marcello Spada si è affermato come un maestro dell’arte evocativa, capace di trasformare i luoghi e i paesaggi in simboli di un’esperienza umana universale. I suoi lavori non appartengono mai a un luogo specifico, ma sembrano esistere in una dimensione interiore che può essere riconosciuta da chiunque abbia provato il desiderio di esplorare ciò che si cela oltre la superficie delle cose.






INFO E CONTATTI

Galleria Triphè

Via delle Fosse di Castello n. 2 - Roma

www.triphe.it


ORARI

Mar. / Ven. 10:00 – 13 :00 e 16:00 – 19:00; sab. 10:00 – 13:00

Ingresso Libero


Maria Laura Perilli

Mob. +39 366 1128107 - Email:  info@triphe.it


IL FILO DI TURANDOT. Al MIIT di Torino la mostra collettiva di 26 artisti provenienti da Germania, Colombia, Romania, Italia e Cina, a cura di MA-EC gallery.

 


Il filo di Turandot

Mostra colletiva


ARTISTI


Marco Barnabino, Horst Beyer, Jorge Cavelier, Wenlan Chen Adriana Cosareata, Wantian Cui, Ning Jiang, Qili Li, Feiyang Ling, Yating Liu, Yimeng Liu, Dandan Lv, Hongfei Mi, Oriella Montin, Shuyi Qi, Shihua Shen, Wenying Shi, Dazhao Su, Wei Su, Agostino Tulumello, Liang Wang, Guangming Yu, Bo Zhang, Xiaolu Zhang, Yuan Zhang, Wenjun Zuo.


Dal 12 al 31 ottobre 2024

Opening: Sabato 12 ottobre ore 18:00


Museo MIIT - Torino



Sabato 12 ottobre 2024, in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI, MA-EC inaugura presso il Museo MIIT di Torino la mostra collettiva Il filo di Turandot.

In dialogo 26 artisti provenienti da Germania, Colombia, Romania, Italia, Cina che esporranno oltre 30 opere tra oli su tela, fotografie, opere su carta e lavori realizzati con tecniche miste.


Il progetto è alla sua seconda edizione, dopo quella del 2020 che era stata realizzata solo in modalità virtuale.

Il filo di Turandot simboleggia un percorso di lettura, un collegamento, il permesso mentale di esplorare un mondo diverso, un desiderio di avvicinarsi e di comprendersi reciprocamente. Tutto ciò poi si trasforma in un atto creativo che spinge a realizzare la propria interpretazione in forma artistica.


Sono artisti diversi per provenienza, formazione artistica che instaurano tra loro un dialogo all’insegna dell’arte, in un’ottica di confronto, e di arricchimento spirituale che nasce dal desiderio di conoscere mondi distanti e trarre linfa vitale dalle differenze.

Come in  Turandot,  il visitatore dovrà aggirarsi tra contrasti e misteri, e comprendere il significato nascosto che ogni opera cela.


La mostra Il filo di Turandot è stata realizzata in collaborazione con CONTEMPORARY OIL PAINTING di Pechino.




MIIT – Museo Internazionale Italia Arte di arte moderna e contemporanea
Corso Cairoli 4 - Torino

ORARI
Dal martedì al sabato ore 15:30-19:30
Su appuntamento per visite guidate, gruppi, scolaresche chiamare il numero 011 8129776







MA-EC Gallery
Palazzo Durini, via Santa Maria Valle 2, Milano
Tel: +39 02 3983 1335 - Email: info.milanart@gmail.com



mercoledì 18 settembre 2024

VIAGGIO NELLE TERRE DEL SOLE E DELLA LUNA. Alla Galleria Triphè di Roma la mostra personale di Sabrina Aureli, a cura di Federica Fabrizi.

 


VIAGGIO NELLE TERRE DEL SOLE E DELLA LUNA


Mostra personale

di 

SABRINA AURELI


A cura di Federica Fabrizi


28 settembre- 5 ottobre 2024

Opening: Sabato 28 settembre dalle ore 17:00 alle 21:00


Galleria Triphè - Roma




La galleria Triphè, sabato 28 settembre 2024, inaugura “Viaggio nelle terre del sole e della luna”, la mostra personale di Sabrina Aureli a cura di Federica Fabrizi.

Sabrina Aureli, artista poliedrica e visionaria, ha saputo creare un linguaggio unico all’interno del panorama artistico contemporaneo, caratterizzato da una combinazione di realismo soggettivo e metafisica visiva. Le sue opere sono intrise di un’atmosfera sospesa e trascendentale, dove il confine tra la realtà e l’immaginazione si dissolve, aprendo lo spettatore a nuovi livelli di percezione.



La sua pratica artistica è lontana dai canoni tradizionali, Aureli ha sviluppato una metodologia che parte dall’elaborazione grafica e fotografica, riuscendo a trasformare immagini di partenza in mondi di risonanza interiore. Nel suo processo creativo l’artista utilizza il mezzo digitale non come semplice strumento di manipolazione, ma come linguaggio espressivo autonomo, cancellando dettagli, ridipingendoli e ridefinendo i confini della percezione visiva. Non si tratta mai di una mera riproduzione del visibile, ma di un vero e proprio viaggio nell’inconscio, dove l’artista esplora il potenziale simbolico di elementi come il cielo, l’acqua, le nuvole e gli uccelli. Questi ultimi, in particolare, rappresentano il legame tra il mondo terreno e quello celeste, richiamando una continua tensione verso l’infinito e la libertà, temi ricorrenti nel lavoro di Aureli. Il processo di cancellazione e ricreazione digitale, dunque, non è solo un’operazione estetica, ma un atto di rivelazione: attraverso la sottrazione e l’aggiunta, l’artista introduce lo spettatore a interrogarsi su ciò che resta nascosto sotto la superficie visibile.


Le composizioni di Aureli si distinguono per un equilibrio sottile tra forma e sostanza. Le figure umane, spesso immerse in paesaggi architettonici sospesi tra irreale e il surreale, appaiono come frammenti di un tempo sospeso, dove il confine tra passato, presente e futuro sembra di dissolversi. La nudità delle figure, lungi dall’essere provocatoria, richiama una purezza primordiale, un ritorno all’essenza dell’essere, in armonia con il cosmo circostante. È evidente come il lavoro sia influenzato dai grandi maestri del passato: il raffinato uso dello spazio e della luce richiama la maestosità di Giovanni Bellini, mentre l’isolamento sospeso delle sue figure sembra un tributo all’universo enigmatico di Edward Hopper. Ma se questi riferimenti sono ben presenti, Aureli li rielabora in una chiave personale, creando una poetica del tutto originale. 



La poetica di Sabrina Aureli è intrinsecamente legata all’idea di sogno e di volo, come lei stessa sottolinea. Le sue creazioni si muovono tra il reale e l’onirico, invitando lo spettatore a compiere un viaggio interiore attraverso il quale riconnettersi con le proprie emozioni più profonde. Non sorprende che il concetto di amore sia centrale nel suo lavoro, definito come una “porta aperta sulla poesia e il fantastico”. Le sue opere non raccontano solo la realtà visibile, ma evocano stati d’animo, ricordi e sogni che risuonano nell’inconscio collettivo.

In definitiva, Sabrina Aureli si impone come un’importante narratrice del mondo interiore, capace di rappresentare le infinite sfumature dell’animo umano con una delicatezza e una forza simbolica uniche. Le sue opere sono finestre aperte su un universo fatto di silenzi contemplativi, spazi infiniti e profondi stati emotivi che invitano lo spettatore a esplorare il proprio senso di appartenenza al mondo e al cosmo.


www.sabrinaaureli.net



INFO E CONTATTI

Galleria Triphè

Via delle Fosse di Castello n. 2 - Roma

www.triphe.it


ORARI

Mar. / Ven. 10:00 – 13 :00 e 16:00 – 19:00; sab. 10:00 – 13:00

Ingresso Libero


Maria Laura Perilli

Mob. +39 366 1128107 - Email:  info@triphe.it


martedì 17 settembre 2024

MERIDIANO. Alla KROMYA Art Gallery di Lugano e Verona, la mostra personale dell'artista Sergio Fermariello, a cura di Demetrio Paparoni.

 


MERIDIANO

Mostra personale
di
Sergio Fermariello

A cura di Demetrio Paparoni

KROMYA Art Gallery

In mostra fino al 16 novembre 2024
Opening
Sede di Lugano: Martedì 17 settembre 2024 ore 18
Sede di Verona: Venerdì 20 settembre 2024 ore 18



Per la prima volta KROMYA Art Gallery presenta una mostra personale distribuita nelle due sedi di Lugano Verona. Protagonista è l'artista Sergio Fermariello (Napoli, 1961), noto per aver fatto del guerriero armato di lancia il proprio segno di riconoscimento.

Curata da Demetrio Paparoni, l'esposizione sarà inaugurata martedì 17 settembre 2024 nella sede di Lugano venerdì 20 settembre 2024 nella sede di Verona. L'artista e il curatore saranno presenti ad entrambi gli opening, in programma alle ore 18.00.

Sergio Fermariello

Il titolo della mostra - Meridiano - fa riferimento ad un luogo mentale, ad un orizzonte di intenti, all'attitudine di un emisfero che detta tempi lenti. Attraverso la reiterazione del segno, l'artista infatti scolpisce il tempo, una delle più grandi ricchezze del presente.

«Sin dai suoi esordi, il lavoro di Sergio Fermariello è caratterizzato da una malinconia che fa da propellente alla ricerca di una memoria perduta, necessaria alla ridefinizione dell'identità personale e collettiva», ha scritto di lui Demetrio Paparoni. «A partire da questa condizione d'animo, Fermariello ha avviato, ancora studente, un processo di sintesi della figura umana che lo ha portato a stilizzarla in pochi tratti essenziali e a trovare nell'immagine del guerriero l'espressione dell'essenza dell'uomo. Il guerriero è l'espressione di un segno controllato, ossessivo, ripetuto come un mantra all'infinito nella speranza che alla fine accada qualcosa di talmente estremo da rappresentare un punto di morte necessario perché ci sia una rinascita. L'omino stilizzato è l'artista con il pennello in mano che, diventato guerriero, ripete ossessivamente il proprio consenso a quello che sta facendo. È lì a difendere l'idea che l'artista è sempre impegnato a combattere la propria battaglia. In quest'ottica il suo significato sta nel segno stesso che lo compone».





«Nella mia pratica - dichiara Sergio Fermariello - coltivo il segno sino al parossismo, secondo una coazione a ripetere che va oltre il principio del piacere. Non mi interessa il significato, anche se nella figura del guerriero sono presenti numerose simbologie. Il mio intento è recuperare questo archetipo, che in passato si sarebbe trasformato in una divinità, per restituire il senso di appartenenza ad un destino maggiore, che non ci tradisce e che ci sintonizza con il sé di gruppo in un unico atto creativo».

Il percorso espositivo, articolato nelle due sedi di Lugano e Verona, comprende una trentina di opere di recente produzione, molte delle quali inedite. Oltre alle tele su acciaio, che a volte si presentano come bassorilievi, e agli acrilici su carta, la mostra comprende anche una Tela scrittura, ovvero un'opera disegnata nel tempo in cui il segno visto a distanza diviene astrazione, e una scultura totemica virata nell'arancio. A tracciare un'ideale ponte tra le due sedi è la scultura denominata Knot, composta da due tubi di ferro zincato che presentano al centro una strozzatura, un nodo che rallenta la discesa dell'acqua, alludendo ad altre possibili strade e vie d'uscita.


Nel corso della mostra sarà pubblicato un catalogo disponibile in Galleria con un testo critico inedito di Demetrio Paparoni e la documentazione delle opere esposte.




INFO E CONTATTI


ORARI

Sede di Lugano
Da martedì a venerdì 13:00-18:00, sabato su appuntamento, chiuso dal 9 al 12 ottobre 2024
T. +41 919 227000 - Email: tecla@kromyartgallery.com

Sede di Verona
Da martedì a sabato 10:00-12.30 e 16:00-19:30, in occasione di Art Verona aperto solo su appuntamento
T. +39 045 9788842, elisabetta@kromyartgallery.com




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CSArt – Comunicazione per l’Arte

www.csart.it


Ufficio Stampa: Chiara Serri 

T. +39 0522 1715142 - M. +39 348 7025100 - Email: chiara.serri@csart.it

10 anni di East Market, la stagione del vintage riparte con tante novità domenica 22 settembre 2024.

 


Domenica 22 settembre 2024
dalle 10 alle 21

Via Mecenate, 88/A – Milano

Ingresso Euro 5
Infoline +393516559781



East Market, l’evento del vintage milanese che quest’anno festeggia i 10 anni di attività, riparte domenica 22 settembre con la sua formula consolidata, ma anche tante novità. Dal 2014 l’appuntamento dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprarevendere e scambiare, torna con suoi i 300 selezionati espositori da tutta Italia.
Se quest’ultimi hanno fatto la storia del market con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti, da questa stagione la famiglia di East Market amplia ulteriormente la sua proposta con le postazioni smart e East Market Lab. Parallelamente ai veterani che ogni mese propongono i più ricercati capi d'abbigliamento vintage, come gli articoli di artigianato più raffinato, la fiera si apre ulteriormente alle idee dei nuovi venditori che vogliono presentare nuovi progetti innovativi.


Le postazioni smart sono quindi dedicate a tutti i nuovi espositori che si affacciano per la prima volta al market, anche occasionalmente e senza la continuità che contraddistingue i colleghi più navigati. Gli spazi sono più piccoli e i contenuti rientrano sempre nelle tipologie di East Market. Per il mese di settembre saranno presenti -ad esempio- le tazze in ceramica fatte a mano di Jiggly Mug e le decorazioni digitali di D'Tales che si possono applicare a svariati gadget tra shopper, magliette e molto altro.


East Market Lab, invece, sarà uno spazio tematico è dedicato a tutti coloro che vogliono sviluppare all’interno dell’area attività di workshop e/o laboratori creativi. Mostrando, pubblicizzando e vendendo le loro attività e prodotti artigianali, di upcycle o DIY, sempre in linea con l’estetica ed i contenuti del market. Questo mese il workshop "Crea il tuo Fedora” con Cristina di Cris Hat Studio. Un appuntamento per creare cappelli artigianali con solo mani e vapore, utilizzando materiali naturali e tessuti vintage. Presente anche Re-fè, un progetto in cui si realizzano utensili domestici partendo dal riciclo delle capsule di caffè usate.
Non mancheranno poi gli habitué come Antonella Torriglia con la sua collezione di celebri giochi da tavola originali Subbuteo, oppure Vintageafropicks con una vasta selezione di vestiario tra gli '80 e i '90.  Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica in zona Mecenate, si possono trovare anche articoli di collezionismo, accessori, mobili, modernariato, usato, pulci, design, scarpe e borse, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane, utensili e molto altro ancora.



Shopping con un occhio all’ambiente. East Market da sempre valorizza la cultura e la consapevolezza del riciclo, coniugando la bellezza estetica dei prodotti e la loro duratura funzionalità, senza quindi contribuire alla sovrapproduzione industriale di massa che inevitabilmente genera spreco e inquinamento. Moda, fai da te, mercato del riciclo che strizzano l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, informando e sensibilizzando il pubblico sugli aspetti ecologici del mondo vintage.

Terza novità della stagione sarà la presenza fissa del corner di East Market Shop, il negozio di East Market presente in Porta Venezia dal 2018. In questo spazio sarà presente ogni mese un prodotto in edizione limitata, in collaborazione esclusiva con un brand. Questo mese un cappellino in tre diverse varianti realizzato con il contributo di Linea Daria. Sempre disponibile poi tutto il merch ufficiale di East Market con t-shirt, tazze e molto altro ancora.


Accompagnano il market le aree food & beverage. East Market Diner, dove si trova la caffetteria e la bakery con prodotti da forno dolci e salati, due bar sempre aperti per tutta la durata della manifestazione e la food area. In quest'ultima sono a disposizione del pubblico numerosi truck con un'offerta sempre diversa di cucina internazionale e street food, senza dimenticare la tradizione italiana e anche molte proposte per vegani, celiaci e kids. Completano la manifestazione i DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato.





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Ufficio Stampa - Luca Bramanti 
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