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giovedì 14 novembre 2024

MI SONO SCORDATO DI TE. Alla MA-EC Gallery di Milano, la mostra personale dell'artista dalla creatività poliedrica Giulio Galgani, a cura della storica dell’arte Daniela Pronestì.

 


Mi sono scordato di te

Mostra personale

di

Giulio Galgani

A cura di Daniela Pronestì

 

28 novembre – 15 dicembre 2024 

Inaugurazione: giovedì 28 novembre ore 18

Intervergono:

Giulio Galgani – artista

Daniela Pronestì – storica dell’arte e curatrice della mostra 

 

MA-EC Gallery 

Palazzo Durini, Via Santa Maria Valle, 2 Milano 

 

Giovedì 28 novembre 2024 alle ore 18, presso la sede della MA-EC Gallery in Palazzo Durini a Milano (via Santa Maria Valle 2), s’inaugura la personale Mi sono scordato di te dell’artista Giulio Galgani a cura della storica dell’arte Daniela Pronestì. In mostra un ciclo di opere recenti – ad eccezione di alcune sculture dei primi anni Duemila – che ben raccontano i concetti su cui si fonda, da sempre, la ricerca artistica di Galgani (1958), ovvero memoria, radici, appartenenza. Tutto il contrario di quanto suggerito dal titolo, che, in maniera provocatoria, parla di oblio, dimenticanza e distrazione per porre l’accento su tutto ciò che, al contrario, merita di essere ricordato e riportato al centro dell’attenzione sia individuale che collettiva. 

 

Un’idea di “recupero” che l’arte di Galgani declina sul fronte tecnico-espressivo come su quello concettuale. Da una lato, infatti, il suo lavoro denota un rapporto vitale e feroce con la materia sia essa naturale o artificiale, organica o inorganica, espressione della cultura contadina o della produzione industriale: quello che avviene, in ogni caso, è al contempo un recupero e un riscatto sul piano estetico di elementi che l’artista non solo trasforma in qualcosa di nuovo, grazie ad un processo di radicale risignificazione, ma ne conserva anche la memoria originaria facendola entrare all’interno dell’opera. La “materia” diventa, dunque, protagonista non solo perché oggetto di “trasformazione” ma anche perché valorizzata alla luce dei propri simboli, significati e segni. 




Il risultato sono lavori che, sottraendosi alle consuete categorie artistiche, confermano la natura ibrida del registro espressivo di Galgani, che non ammette alcuna distinzione tra pittura e scultura, materiali vegetali ed elementi industriali, strumenti tradizionali e tecniche personali. L’organico e l’inorganico convivono nelle sue opere, richiamando il contrasto tra autenticità e artificio, energia vitale della natura e azione dell’uomo. L’intento è anzitutto risalire alle radici dell’identità toscana, quella in cui Galgani si riconosce e che alimenta la sua ispirazione fin dagli esordi figurativi con opere ispirate alla scultura arcaica etrusca, per poi approdare, diversi anni dopo, ad oggetti come vanghe, forconi e falci – vessilli del lavoro umano che entrano a far parte del suo repertorio simbolico sia come installazioni che come elementi rielaborati in chiave grafico-pittorica – e quindi giungere ai Paesaggi evasi, zolle di terra toscana prelevate idealmente dal contesto d’origine e messe in un vaso per alludere al paesaggio come insieme di memorie da tramandare e proteggere. Un modo, quindi, per esprimere il suo legame con la cultura e i “segni” del territorio in cui vive e più in generale con i valori della terra intesa come patrimonio di simboli e saperi che rischiano di andare perduti nell’era della globalizzazione.




In questa mostra, lo sguardo di Galgani va dall’omaggio a grandi protagonisti della cultura – come nel ciclo dedicato a Giacomo Puccini nell’anno dell’anniversario della morte – alle “presenze” del paesaggio con la serie degli Alberi nomadi, ovvero installazioni – ottenute mescolando pezzi di legno, colore ed altri materiali – in cui l’albero,  non più stanziale, si mette in movimento per esprimere, sul piano simbolico, un radicamento alla propria cultura, al proprio territorio, che non sfocia nell’essere “radicali”, e quindi non chiude né limita il pensiero, ma anzi lo facilita, lo rende possibile, perché consente di portarsi dietro un patrimonio identitario che diventa ricchezza da condividere. La natura, quale esplicito richiamo ai valori fondamentali del vivere, si offre, dunque, come contesto di una riflessione con cui Galgani ci rammenta che, nell’era post-modernità caratterizzata da assenza di legami, vulnerabilità e incertezza, siamo tutti nomadi in cerca di radici. Alberi – suggerisce l’artista – in transito da una terra all’altra, ciascuno carico di memorie e significati – come quelli che evocati dalla materia e dal segno in queste opere – che ci portiamo dietro quale eredità al contempo personale e collettiva, simboli di un’appartenenza perduta o dimenticata e del bisogno di ritrovare le proprie radici. 

 


Possono leggersi in questa chiave anche la serie dei Girasoli, stilizzazione materico-pittorica di forme che ricordano il fiore e la sua collocazione nel paesaggio, ma anche il recente progetto con cui dalla terra Galgani passa al mare e alle “presenze” che lo connotano, come la rete da pesca, che in queste opere simboleggia dinamiche sociali e culturali, personali e collettive che imbrigliano vite, esperienze, rapporti, in una matassa inesplicabile. Reti che catturano, quindi, rappresentano un ostacolo, limitano la libertà, ma possono intendersi anche come un’opportunità di collegamento, un tramite per entrare in relazione con gli altri, con la realtà circostante, in maniera non virtuale ed effimera, ma reale e concreta, in un rapporto diretto con le cose. Le reti che Galgani applica sulla tela, mescolandole ad altra materia e colore, sono un modo per ricordarci – di nuovo il valore della memoria – che siamo tutti collegati, noi e gli altri, noi e la natura intorno, creature tra le creature, in connessione profonda con il vivente.   


La mostra, in corso fino al 15 dicembre, sarà aperta al pubblico da martedì al venerdì ore 10-13 e 15-19, il sabato 15-19.











MA-EC Gallery
Palazzo Durini, via Santa Maria Valle 2, Milano

Tel: +39 02 3983 1335 - Email: info.milanart@gmail.com  

 

giovedì 31 ottobre 2024

TRAME ESPLORATIVE: un viaggio attraverso l'arazzo. Alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, la disamina dedicata all'arte tessile in Italia, con alcune incursioni internazionali, dagli anni '50 del secolo scorso ad oggi, a cura di Nadia Stefanel.

 


TRAME ESPLORATIVE: un viaggio attraverso l'arazzo

A cura di Nadia Stefanel

In mostra fino al 16 marzo 2025

Fondazione Dino Zoli, Forlì

L'esposizione è realizzata con il patrocinio di Comune di Forlì e Confindustria Romagna

ARTISTI IN MOSTRA
Afro, Stefano Arienti, Niki Berlinguer, Eros Bonamini, Alexander Calder, Sonia Delaunay, Maurizio Donzelli, Piero Dorazio, Gianni Dova, Nathalie Du Pasquier, Elena El Asmar, Omar Galliani, Armida Gandini, Fabio Iemmi, Riccardo Licata, Loredana Longo, Antonio Marras, Francesca Müller, Mauro Reggiani, Remo Salvadori, Gino Severini, Sissi, Guerrino Tramonti, Luigi Veronesi.

PRESTATORI
Archivio Omar Galliani, Reggio Emilia; Atelier Antonio Marras, Milano; Alessandro Casciaro Art Gallery, Bolzano; Galleria Moshe Tabibnia, Milano; Galleria Antonio Verolino, Modena; Museo Guerrino Tramonti, Faenza; Archivio Eros Bonamini, Verona; Studio Pratha, Sarule; Studio Francesca Müller, Amsterdam; Galleria FPAC Francesco Pantaleone, Palermo.



È aperta ufficialmente la pubblico, presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì (FC), la mostra Trame esplorative: un viaggio attraverso l'arazzo, un'ampia disamina dedicata all'arte tessile in Italia, con alcune incursioni internazionali, dagli anni '50 del secolo scorso ad oggi.

Curata da Nadia Stefanel e promossa da Dino Zoli Textile Fondazione Dino Zoli, l'esposizione intende sottolineare come il mezzo tessile, tradizionalmente visto come un'arte decorativa, sia diventato nel tempo una forma espressiva innovativa e plurale, che ha saputo intrecciare storie, culture e tecniche.

Nadia Stefanel 


La serata inaugurale si è aperta con i saluti istituzionali di Paola Casara, assessore del Comune di Forlì con deleghe a Politiche per l'educazione e l'istruzione, Forlì città universitaria, Politiche Giovanili e Servizio Civile, Politiche per lo sviluppo economico del territorio, Progetto Forlì Aerospazio. A seguire, l'intervento di Monica Zoli, vicepresidente Dino Zoli Group, e la restituzione del progetto di ricerca da parte di Nadia Stefanel, direttrice della Fondazione Dino Zoli e curatrice della mostra. Presenti in sala il patron Dino Zoli, gli artisti, i prestatori e numerosi rappresentanti del mondo della cultura, del design, dell'imprenditoria e del sociale.

Dino Zoli e Monica Zoli

«Parole come filo, trama, ordito, intrecci, tessuto sono utilizzate spesso per evocare suggestioni di percorsi, idee, relazioni, convivenze e collegamenti. Una tecnica antica incontra, con l'arte, la contemporaneità, e insieme, danno vita a rappresentazioni di emozioni. In un modo simile, Dino Zoli Textile, azienda capostipite di Dino Zoli Group che produce tessuti destinati a rivestire mobili imbottiti, si impegna quotidianamente a fornire materiale per decorare, ma soprattutto per consentire ad ognuno di esprimere la propria identità all'interno degli spazi più intimi, quelli della casa», ha dichiarato Monica Zoli.




«L'arazzo, come linguaggio visivo contemporaneo, ci racconta di sperimentazioni e innovazioni tessili, di collaborazioni tra artisti e artigiani, tra tradizione ed esperimenti moderni, in dialogo con le tendenze artistiche contemporanee (in primo luogo l'astrattismo) e il design industriale. Un percorso di ricerca che attraversa l'Italia dalla Lombardia (Arazzeria di Esino Lario e Arazzeria di Elio Palmisano) all'Abruzzo (Arazzeria Pennese), fino alla Sardegna (Studio Pratha), con alcune incursioni europee (Ateliers Pinton), proponendo un momento di riflessione su identità e tradizione. Un'odissea culturale che celebra la ricchezza e la varietà del Made in Italy, riconoscendo il valore di opere che, con il passare del tempo, continuano a raccontare storie e a ispirare nuove generazioni di artisti e appassionati», ha affermato Nadia Stefanel.

Il viaggio attraverso le arazzerie rappresenta un'opportunità unica per comprendere come l'arte e l'artigianato si uniscano in un processo creativo collaborativo, capace di coinvolgere alcuni dei più importanti maestri del secondo Novecento (Sonia Delaunay, Gino Severini, Alexander Calder, Afro e Piero Dorazio) e di attrarre gli autori del presente (designer come Nathalie du Pasquier, stilisti come Antonio Marras, artisti come Omar Galliani, Maurizio Donzelli, Stefano Arienti, Loredana Longo e Sissi) che si sono avvicinati al tessile come forma espressiva, avvalendosi anche di tappeti vintage, carichi di storia e tradizione.






Un viaggio in Italia che non solo celebra le tecniche di lavorazione del tessuto, ma invita anche a riconsiderare un'eredità culturale ricca e variegata, testimone di una tradizione che continua ad evolversi e rinnovarsi nel tempo, favorendo connessioni profonde tra artista e pubblico.

Non è un caso che la mostra si concluda con l'arazzo Metapolis, realizzato da Francesca Müller unendo la complessità artigianale della tessitura con grafiche ispirate dall'intelligenza artificiale, in linea con le scelte tematiche portate avanti dalla Fondazione Dino Zoli nel 2024: dalla mostra BODY (S)CUL(P)TURE di Francesca Fini, prologo di Ibrida, festival delle arti intermediali, alla collettiva di artisti italiani e singaporiani Art in Motion: AI Creatives at the Singapore Night, organizzata da Dino Zoli Group a Singapore durante il Gran Premio di Formula 1. Con Metapolis, Francesca Müller ha preservato la tradizione del lavoro di tessitura, traghettandola nell'era digitale.




La mostra Trame esplorative: un viaggio attraverso l'arazzo rientra a pieno titolo nella più ampia pianificazione culturale della Fondazione Dino Zoli, che dal 2017 propone prevalentemente percorsi di ricerca, residenze d'artista e progetti curatoriali legati al tessuto e alla luce, in linea con le più importanti aree di business di Dino Zoli Group, per coinvolgere i dipendenti, favorire il welfare aziendale ed aprirsi al territorio, ai giovani e alla collettività, portando a Forlì mostre e progetti artistici di ampio respiro e valorizzando le eccellenze culturali italiane nel mondo.


INFO E CONTATTI

T. +39 0543 755770 - Email: info@fondazionedinozoli.com


ORARI
Da martedì a giovedì ore 9.30-12.30, venerdì, sabato e domenica ore 9.30-12.30 e 16.30-19.30
Chiuso lunedì e festivi, chiuso 1 novembre 2024, 8, 24-26 e 31 dicembre 2024, 1 e 6 gennaio 2025. 
INGRESSO LIBERO

***

CSArt – Comunicazione per l’Arte

www.csart.it


Ufficio Stampa: Chiara Serri 

T. +39 0522 1715142 - M. +39 348 7025100 - Email: chiara.serri@csart.it

The Others Art Fair. Alla XIII edizione della Fiera d'arte, MA-EC Gallery presenta quattro artisti Horst Beyer, Qian Wu, Xunmu Wu, e Ma Cong, Diversi per provenienza e percorso artistico ma accomunati dalla predilezione per l'arte astratta.

 


XIII EDIIZIONE The Others Art Fair

MA-EC Gallery at

STAND 29


Dal 31 ottobre al 3 novembre 2024
Opening: giovedì 31 ottobre ore 16.00

ILO 

Viale Maestri del Lavoro 10, Torino





MA-EC Gallery partecipa quest’anno a The Others, fiera d’arte giunta alla tredicesima edizione. The Others è un progetto rivoluzionario, nato con l’obiettivo di intercettare il linguaggio delle nuove generazioni e valorizzare le realtà emergenti.

Sotto la direzione artistica di Lorenzo Bruni, si configura come una rassegna sperimentale che presenta le più innovative espressioni artistiche nazionali e internazionali. Una fiera indipendente che è ospitata sin dagli esordi in sedi non convenzionali. Quest’anno sono attese oltre 50 gallerie nella nuova sede, ILO, International Training Centre, un centro che vanta decenni di esperienza nel campo dell'apprendimento e della formazione, oltre alla collaborazione con il sistema delle Nazioni Unite e con altri istituti di eccellenza in tutto il mondo. 


Il progetto proposto da MA-EC Gallery allo Stand 29 vede in dialogo quattro artisti Horst Beyer, Qian Wu, Xunmu Wu, e Ma Cong. Diversi per provenienza, formazione, percorso artistico, hanno in comune una predilezione per l’arte astratta e tracciano un racconto che porta alla nostra contemporaneità, intriso di luce, colore, armonia. Un itinerario espositivo che si snoda tra il design pittorico con cavi elettrici di Horst Beyer, le grandi tele geometriche di Qian Wu, fino alle opere di Xunmu Wu che, dopo il successo riscosso con la personale all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze lo scorso agosto,  presenta per la prima volta a Torino una selezione di lavori che spaziano dal grande trittico su tela ai piccoli formati su ardesia e carta, esemplificativi della sua  capacità di padroneggiare tecniche differenti. A rompere gli schemi, il lavoro giocoso del noto designer Ma Cong, che con le sue opere colorate e brillanti strizza l’occhio ai maestri del passato (Munch, Mondrian). Eclettico artista e designer, vincitore tra gli altri del Red Dot Award, ha incantato Milano al Fuorisalone 2024 con la mostra All is well-Guess who I am?, un successo di pubblico che fa seguito alla grande esposizione in Triennale del 2018.



Horst Beyer


Nato a Deggendorf, vive e lavora in Toscana. Dal 2010, Horst Beyer ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive in Italia, Germania, Monaco, Spagna, Slovenia e Cina. Alcuni dei suoi lavori sono stati esposti al PRESENT ART FESTIVAL SHANGHAI in Cina nel 2013 e nel 2014. Ha partecipato a diverse edizioni della BIENNALE DI GENOVA (Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea), nonché alla fiera d'arte annuale ARTEGENOVA. Ha ricevuto il "PREMIO DELLA CRITICA" al 3° Concorso Internazionale d'Arte Contemporanea di Genova (SATURA International Contest 2018). Nel 2021 partecipa alla fiera d'arte ART PARMA FAIR in Italia e alla 9° BIENNALE DI MONTECARLO. Nel 2023 partecipa alla 2°BIENNALE MUSEO SCALVINI a Desio.

Nel 2024 ha partecipato a tre progetti espositivi #ARTSFORSUSTAINABILITY , Firenze, The way you look, Pietrasanta e Il Filo di Turandot, Torino.

Ma Cong

Ma Cong, classe 1970, è un artista, designer di Nanchino. Laureato presso l'Università di arte Xiamen nel 1994, ora vive a Nanchino, in Cina. Ma Cong è il fondatore di Foryou Art & Design, fondatore e direttore creativo di Hundredicrafts.  Ha vinto il Red Dot Award: Best of the Best, A'design Award e la Medaglia d'oro della "Bai Hua Cup" per i maestri cinesi di arti e mestieri. Consulente di design, ha diretto centinaia di progetti Art Deco per hotel internazionali. Tra le sue mostre più importanti, ricordiamo Floral Window: the Sparks of Literary Mind, Triennale, Milano, Fuorisalone 2018 e All is well-Guess who I am?, Tortona District, Milano, Fuorisalone 2024.



Qian Wu


Qian Wu ha al suo attivo numerose mostre personali, collettive e premi, tra cui Arte Laguna Prize (Emerging Artist Award) nel 2022 e il Fiorino d’oro del XL Premio Firenze. Tra le mostre personali più recenti, One night in Florence 2023 a cura di Daniela Pronestì, 2023  Black and Blue, 3812 Gallery, Londra, 2023 Blue|Qian Wu Solo Exhibition, Cultural Association MoCA (Modern and Contemporary Art)/Madeinartgallery,Venezia/Milano, 2024 Only Blue and Green, a cura di Elisabetta Roncati, MA-EC Gallery. Nel 2021 è nella classifica Forbes dei migliori artisti cinesi Under 30.



Xunmu Wu

Xunmu Wu è nato a Shanghai nel 1947, dove attualmente vive e lavora.

Tra le mostre più recenti: 2024 Eco dei monti, a cura di Claudio Rocca, Accademia delle Arti del Disegno, Firenze,

2024 The way you look, a cura di Daniela Pronestì, Pietrasanta, 2024 #ARTFORSUSTAINABILITY, a cura di Daniela Pronestì, Firenze, 2023 Starry sky of shepherds, Mostra personale a cura di Cristiano Plicato, Museo Scalvini, Desio, nel 2022 viene invitato ad esporre all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles. Nel 2023 alcune sue opere sono pubblicate nel CAM Mondadori. Nello stesso anno viene selezionato per la II Biennale omaggio a Giuseppe Scalvini e riceve il Primo Premio con menzione d’onore. Vincitore del Fiorino d’argento al Premio Firenze 2022.





INFO E CONTATTI








MA-EC Gallery
Palazzo Durini, via Santa Maria Valle 2, Milano
Tel: +39 02 3983 1335 - Email: info.milanart@gmail.com


giovedì 10 ottobre 2024

LXVIII Premio Basilio Cascella 2024. Selezionati 7 pittori e 9 fotografi per l'edizione " Frammenti di Coscienza", dedicata alla memoria di Philippe Daverio.


LXVIII Premio Basilio Cascella 2024

Questa edizione è dedicata alla memoria di Philippe Daverio

Vernissage: Sabato 12 ottobre 2024, ore 18:00

Teatro F. P. Tosti, Corso Garibaldi, 7, Ortona CH 


ORARI

Mar, mer, ven 9:30-12:30 / 17:30-19:30; gio 9:30-12:30; sab 10:00-12:00; dom 17:30-19:30


Torna il Premio ‘Basilio Cascella’, dal 1955 uno dei Premi d’Arte, Fotografia e Pittura, tra i più prestigiosi d’Italia la cui volontà è valorizzare l’arte contemporanea e crearne uno snodo creativo e di riferimento, per esportarla in seguito nella rete internazionale artistica. Il tema della LXVIII edizione 2024 è 'Frammenti di Coscienza', in omaggio a Philippe Daverio ed al suo personale distinguo tra chi viene venduto come artista e chi lo è per propria natura.





La qualità, la ricerca, l’innovazione e la contemporaneità sono stati i criteri fondamentali della selezione. Sono stati selezionati 7 pittori e 9 fotografi che esporranno presso la il Teatro F. P. Tosti di Ortona (CH). 

Anche quest'anno l'evento sarà parte della XX Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, che coincide con la data di inaugurazione di sabato 12 ottobre, confermando un binomio che caratterizza il Premio in tutte le ultime edizioni. La premiazione si è svolta sabato 9 novembre 2024.


Ad ogni partecipante è stato chiesto di analizzare il tema di questa edizione e di esprimerlo tramite pittura o fotografia, portando la propria personale interpretazione all’attenzione del pubblico.







ARTISTI


Fotografi: Francesca Amedeo, Marzia Bernini, Catia Di Mieri, Carola Eirale, Lavinia Paolini, Daisy L. Peluso, Mauro Pinotti, Paola Rizzi. Fuori Concorso: Sebastiano Bianco, Claudio Dell'Osa, Silvia Morgana Di Federico, Mirko Errigo, Alessandro Falco, Annalisa Lenzi, Veronica Liuzzi, Alessandro Passerini, Alessio Trerotoli.


Pittori: Alessandro Botti, Luisa Campa, Canio Colangelo, Antonio De Blasi, Teresa Luzii, Cesare Pinotti, Tommaso Ricci. Fuori Concorso: Andrea Amaducci, Leonardo Baserni, Agostino Bergo, Ileana Colazzilli, Ornella Di Profio, Maurizio Rapiti, Monica Seksich, Francesco Sgarlata, Luisa Valenzano.