STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta art. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta art. Mostra tutti i post

martedì 17 dicembre 2019

“Art en Navidad”, dal 22/12 al 6/1 collettiva d’arte a Palazzo Grimaldi di Modica.

Domenica 22 dicembre alle ore 17 sarà inaugurata a Palazzo Grimaldi, in corso Umberto 106,  la collettiva “Art en Navidad” (Arte e Natale).

In mostra opere di Giovanni Blandino, Silvana Boccadifuoco, Margaret Carpenzano, Guido Cicero, Rosanna Criscione, Veronica Diquattro, Giuseppe Fratantonio, Giuseppe Gianì, Antonella Giannone, Giovanna Giacquinta, Federica Gisana, Rita Iacono, Emanuela Iemmolo, Cettina Incremona, Sara Occhipinti, Anna Ottaviano, Erzen Sylisufi. La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Modica e della Fondazione Grimaldi, è a cura di Guido Cicero.

Il taglio del nastro sarà preceduto dai saluti istituzionali da parte del sindaco Ignazio Abbate, dell’assessore alla Cultura Maria Monisteri e del presidente della Fondazione Grimaldi Filippo Pasqualetto. Seguiranno gli interventi di Licia Oddo, critico segnalatore per il CAM (Catalogo Arte Moderna, ed. Cairo-Mondadori); Mirella Spillicchi, docente di Storia dell’arte; e del poeta Pippo Puma. Saranno presenti i musicisti Lino Gatto e Fabrizia Ruospo. Coordinerà gli interventi il giornalista Giovanni Criscione.
 
 
Protagonisti della collettiva sono alcuni dei trentuno artisti che lo scorso novembre hanno esposto a Venezia a Palazzo Zenobio nell’ambito della mostra “Lo stato dell'arte ai tempi della 58° Biennale" (padiglione “Contea di Modica”), a cura di Giorgio Gregorio Grasso. Guido Cicero, nella duplice veste di artista e curatore, li ha riproposti per la presente mostra, con l’interessante aggiunta di un maestro riconosciuto come lo scultore Giovanni Blandino. Nato a Modica (1938), dopo gli studi a Roma, è approdato a Milano dove si è imposto all'attenzione dei critici in Italia e all'estero. La sua ultima esposizione nella città d’origine risale al 2015, in occasione di una bi-personale allestita proprio nelle stanze di Palazzo Grimaldi.

La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20; la domenica, dalle ore 16 alle 20.

mercoledì 4 dicembre 2019

APORIE. All'ARENA studio d’arte di Verona, la mostra personale di Matteo Negri, a cura di Raffaella A. Caruso.




APORIE
personale di Matteo Negri

a cura di 
Raffaella A. Caruso

7 dicembre 2019 – 25 gennaio 2020
Inaugurazione: Sabato 7 dicembre alle ore 18:00


ARENA studio d’arte
Via Oberdan 11, Verona

Catalogo in galleria
INGRESSO LIBERO
  

In mostra due tra i più recenti cicli di opere dell’artista: Kamigami e L’Ego. Il noto mattone colorato assume il ruolo di archetipo della creatività per la possibilità di costruire e creare insita nell’oggetto e per la conversione dei valori acquisiti diventando oggetto artistico.

Attraverso la manipolazione dell’artista, il lego cessa di essere una forma e diventa una metafora della soggettività (l’Ego). Come scrive Raffaella A. Caruso nel testo in catalogo “Il classico gioco di costruzioni viene declinato in tetris estremamente coinvolgenti per colore e sinuosità delle forme, ma che già con l’indicazione del nome trasformato per assonanza in altro, apre una riflessione sul senso dell’essere, sull’io e sulla sua necessità di relazione, in aperta critica al contemporaneo ed egoistico solipsismo. E se da una parte l’occhio legge la possibilità di costruire, dall’altra la mente si confronta con l’antitesi della costruzione, il labirinto, che con le sue connessioni solo simulate non crea lo spazio, lo distrugge piuttosto, o meglio lo frammenta in un andirivieni continuo.”




Ugualmente nei Kamigami, strutture circolari riflettenti “Lo spazio non è più un ambito privato e nella relazione con l’esterno la struttura da architettonica diventa scultura: non c’è più un dentro, non un fuori, non un sopra, non un sotto se non in relazione diretta alla partecipazione dell’osservatore”.

Una mostra dunque che celata tra colori lucidi ed accattivanti del pop compie un’ indagine estremamente complessa sulla relazione forma/sostanza in arte e sulla fruizione dell’opera in rapporto allo spazio ospitante. 

BIO
Matteo Negri nasce a San Donato Milanese (MI) nel 1982. Diplomato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a partire dal 2003 l’artista ha lavorato con numerose gallerie d’arte in Italia e all’estero (tra cui Parigi, Londra e Berlino), realizzando numerose installazioni presso gallerie d’arte, spazi pubblici, privati e fiere d’arte.


ARENA studio d’arte
Via Oberdan 11, Verona
+39 342 7414481  - info@arenastudiodarte.it

lunedì 2 dicembre 2019

VISIONS. All' Open Milano, la mostra personale dell'arista Vincenzo Mascoli, testo critico a cura di Vittorio Sgarbi.


VISIONS
Personale d’Arte Contemporanea 
di Vincenzo Mascoli 

Testo critico a cura di Vittorio Sgarbi


Dal 4 Dicembre 2019 al 4 Febbraio 2020 
Opening 4 Dicembre 2019, h. 19:00  

INGRESSO GRATUITO 


Evento a cura di Open Milano

Open Milano - Viale Monte Nero 6, Milano 
Ufficio stampa: info@aopenmilano.com - Tel. 02.83425610




Da mercoledì 4 dicembre 2019, lo spazio espositivo Open Milano, in viale Monte Nero 6, ospiterà le opere di Vincenzo Mascoli.

Curata da Open Milano la personale (fino al 4 febbraio 2020) accoglie 30 opere  realizzate dall’artista pugliese, con la sua inconfondibile impronta: Décollage e stralci di pubblicità sono le allegorie adottate dall’artista ,per ritrarre la personale visione della realtà ai limiti della fredda cronaca con un procedimento di accumulo di porzioni di carta da giornale, da cui emerge una visione sfaccettata del mondo, mediante un dialogo continuo con le reliquie della comunicazione visuale: quotidiani, carta patinata delle riviste, loghi riconoscibili della pubblicità, una commistione esemplare tra parola e immagine, segni talvolta non identificabili nella loro interezza, perché associati ad altrettanti squarci di vita sociale e politica della contemporaneità.

Il medesimo fil rouge che contraddistinse gli artisti della “Pop Art”, movimento britannico che ha innalzato a effigie di se stesso la “Campbell’s Soup” di Andy Wharol, in cui marketing e vita quotidiana sono mescolati e resi irrimediabilmente inseparabili.



Artista pugliese, laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Bari in Scenografia e Pittura e con molti riconoscimenti e mostre all’attivo, Mascoli assorbe le dinamiche della storia dell’arte restituendole in un continuo principio di citazione e della memoria con una riconversione degli stili del passato, fa proprie le lezioni dei grandi maestri del ‘900, recuperando la pittura, il disegno, recuperando l’identità dell’artista.

Mascoli sembra chiedersi ed interrogare l’osservatore: quanta forza dobbiamo avere perché questo slancio ci allontani dalla nostra eterna insoddisfazione, quale prepotenza vuole il nostro io per vivere con passione e lasciare memoria del nostro presente? Sono capace di fermare il piacere di essere? Le icone che mi circondano, gli scatti, le immagini del mio quotidiano sono quelle presenze che mi rassicurano, sono capace di giocare a questo gioco, e ve lo dimostrerò!




Flusso di incoscienza.  Testo critico Vittorio Sgarbi

Lo schema lo si individua facilmente. Davanti, una figura in dimensioni maggiorate, dipinta realisticamente anche quando per cenni essenziali, il più delle volte lasciando che la sua trasparenza riveli un flusso sottostante che non interrompe, limitandosi a sovrapporsi su di esso come una vetrofania. Dietro, appunto, un grande flusso, costituito da immagini e scritte ricavate da ritagli di giornali che vengono assemblate a collage, dalla provenienza più variegata, ma attingendo prevalentemente a quel repertorio del trash che una volta era proprio della cosidetta “stampa popolare”, e che oggi, invece, accomuna carta stampata, televisione e internet senza soluzione di continuità, dandosi il tutto, opportunamente amalgamato grazie anche all'impiego di libere pennellate in funzione di raccordo, come un insieme di relitti galleggianti visti a volo d'uccello, sospesi nell'acqua di porto più stagnante e sudicia che ci possa essere. 



Non c'é dubbio, Vincenzo Mascoli mira allo standard, a fare in modo, cioé, che lo schema di rappresentazione adottato venga identificato come propria cifra stilistica, seguendo in ciò la tendenza più comune all'arte maggiormente à la page del secondo Novecento, a cui l'artista pugliese ha certamente guardato (la Pop Art, naturalmente, come é stato già notato, ma forse ancora di più, nell'ottica della poetica bricolière, il Nouveau Réalisme, in ripresa e aggiornamento degli assemblages dadaisti). Non credo, però, che il ricorso al facilmente individuabile, che pure finisce per funzionare come un marchio di fabbrica, risponda in Mascoli alla stessa sollecitazione che  divenne dominante nell'arte novecentesca da lui presa a riferimento, ovvero dall'esigenza di convertire la ricerca alle richieste del mercato, esaurendola di fatto. E' che in Mascoli lo standard é l'archetipo di una condizione più generale, già preannunciata dalla Pop Art e dal Nouveau Réalisme, ma diventata tipica, nel parossistico dilagare della comunicazione mediatica, della nostra epoca, per cui nulla può più darsi al di fuori di esso. Non c'é più la purezza di spirito e di espressione, vecchio mito romantico per cui si é creduto di potere ancora contemplare, negli uomini, la presenza di un genio primitivo, non esiste più l'originalità, e se anche ci fosse, probabilmente non servirebbe a nulla. Tutto, nel mondo attuale, é stato già detto e visto, tutto é preconfenzionato, ma viene ripetuto ugualmente, deve continuare a mostrarsi come in uno spettacolo infinito, una grande narrazione senza un costrutto che sia alternativo all'automatismo per cui si manifesta, un parler pour parler, voyer pour voyer in cui vero e falso, importante e inutile, nobile e volgare, intelligente e idiota si confondono disinvoltamente nelle sabbie mobili di una stessa melassa omegeneizzante. E non si tratta più, come era ancora ai tempi di Warhol e Restany, di uno spettacolo a cui si assiste passivamente, perfino con senso di soggezione, davanti all'onnipotenza del Big Brother orwelliano che traspariva da un logo di successo riprodotto da un cartellone pubblicitario o da uno schermo televisivo, ma di un sistema globale in cui ciascuno può disporre dei mezzi, diventati alla portata di tutti, in grado di rendere ogni spettatore anche un elaboratore autonomo di spettacolo che viene immesso nello sbocco universale del grande flusso, democraticamente partecipando all'affermazione della sua tirannia assoluta. 

Cosa siamo diventati, rispetto al grande flusso oggi dilagante? E' questa, credo, la domanda di fondo che si pone Mascoli e su cui ci invita a riflettere, riconoscendo all'arte, la sua arte, una prerogativa speciale, la capacità di bloccare ciò che di per sé tenderebbe a essere un panta rei in continuo movimento e a lasciare segni sempre più labili nella nostra coscienza, individuale e collettiva. Siamo davvero delle trasparenze, fagocitati da un'entità troppo più grande di noi, informazioni confuse ad altre informazioni, parvenze fra parvenze che non riconoscono più precise distinzioni fra reale e virtuale, minando alla base il senso stesso della nostra individualità? Possiamo ancora riconoscerci una memoria, davanti a questa grande memoria dell'incerto e dell'instabile che vuole disgregare tutte le altre? Ed é, questo, uno stato esistenziale che deve angosciarci, imponendoci una presa di posizione inevitabilmente critica nei confronti del fattore degenerante, come le opere di Mascoli potrebbero sembrare suggerire, oppure, allo stesso modo, un dolce naufragare che può preludere a una condizione ancora più allettante, un eterno presente in cui si verifichi la sostanziale dissociazione dall'ordine delle cose terrene, con tutti gli annessi e connessi del caso? A Mascoli, e a noi, l'ardua sentenza.


mercoledì 27 novembre 2019

"Paura della pittura". Alla galleria Lo Magno Arte Contemporanea di Modica, la personale di Giovanni Blanco, a cura di Gabriele Salvaterra.

Dal 14 dicembre all’11 gennaio Lo Magno Arte Contemporanea di via Risorgimento 91-93 ospiterà la personale di Giovanni Blanco "Paura della pittura" a cura di Gabriele Salvaterra (inaugurazione: sabato ore 19; visite: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00).

Giovanni Blanco (Ragusa, 1980) vive e lavora a Modica e Bologna, dove è stato allievo di Massimo Pulini all'Accademia di Belle Arti.

“Paura della pittura” è il titolo di un testo dello scrittore e pittore Carlo Levi che, già nel 1942, metteva in discussione pratiche e stili pittorici, notando un allontanamento dalle ragioni e dalle problematiche dell’essere umano (“Il domani non si prepara con i pennelli, ma nel cuore degli uomini”). Dalle suggestioni e dagli stimoli offerti da quelle pagine ancora attuali prende le mosse l’idea della presente mostra.

In un’epoca in cui la pittura sconfina dagli spazi espositivi in modo quasi pervasivo e riafferma il proprio diritto di comunicare, l’artista contemporaneo avverte la necessità di riflettere sulla natura del fare pittorico che continua a essere fonte di inquietudine, qualcosa di molto semplice e molto complesso, naturale e assurdo allo stesso tempo.

Il percorso ideato da Giovanni Blanco - comprendente una serie di opere a olio, di piccole e medie dimensioni - si presenta come un’operazione analitica che, imitando le forme del display espositivo e dei generi tradizionali, interroga se stessa e l’osservatore sulla validità dell’esperienza estetica veicolata dalla pittura, in un’affascinante ricerca di nuovi significati e valori.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione in cui le immagini dell'autore, i testi critici del curatore e altre referenze d'archivio si rincorrono tra loro per restituire il clima, le riflessioni e la genesi che hanno portato alla realizzazione delle opere esposte. L'evento è realizzato con il contributo dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli general contractor di Ragusa. 






Info e contatti 
LO MAGNO ARTE CONTEMPORANEA
via Risorgimento 91/93 -  Modica (RG)
Tel. 0932 763165 - info@gallerialomagno.it

www.gallerialomagno.it


martedì 26 novembre 2019

“Enigmi e voluttà”. A Reggio Emilia, in mostra le opere dell'artista modenese Nicoletta Moncalieri, a cura di Sandro Parmiggiani.



Nicoletta Moncalieri
Enigmi e voluttà

A cura di Sandro Parmiggiani

6 dicembre 2019 – 10 aprile 2020
Inaugurazione: venerdì 6 dicembre, ore 19.00



BFMR & Partners
Dottori Commercialisti
Revisori Legali


Nozze d’argento tra BFMR & Partners e l’arte contemporanea. Venerdì 6 dicembre, presso lo studio di Dottori Commercialisti e Revisori Legali con sede in Piazza Vallisneri 4 a Reggio Emilia, sarà inaugurata la venticinquesima mostra, dedicata all’artista modenese Nicoletta Moncalieri.
In tredici anni di attività, BFMR & Partners ha promosso venticinque esposizioni di pittura e di fotografia, confermando il proprio impegno a sostegno dell’arte e della cultura in città, anche attraverso la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali, incluse le ultime dieci edizioni di “Fotografia Europea”.


 
Curata da Sandro Parmiggiani, la mostra di Nicoletta Moncalieri, intitolata “Enigmi e voluttà”, comprende una cospicua selezione di opere a collage, una tecnica che l’artista ha fatto propria a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, attraverso lo studio dei maestri, cui ha fatto seguito una personale rielaborazione.
«Nicoletta Moncalieri – scrive il curatore – ha da subito scelto di cimentarsi con il collage, una tecnica che esige sapienza dei rapporti tra immagine, parola scritta e lettere dell’alfabeto, assieme a profonda cultura artistica e letteraria, come dimostra la storia gloriosa di questa modalità espressiva, a partire da Picasso, Braque e Gris, fino a Schwitters, Magnelli, Kolar e Spoerri. La Moncalieri associa frammenti di lettere e di scritti perdutisi nello scorrere del tempo e immagini di animali, di fiori, di donne, tratte da antiche stampe e libri di animali e da erbari, e dall’infinita storia dell’arte. Attraverso questi accostamenti, questi muti dialoghi, Nicoletta mette in rapporto parole, lettere, animali, fiori, piante (spesso dimenticate, come l’erba saetta) e donne, nei due cicli recenti di “Voluptas” e di “Sfogliature”, oppure rivisita “Alice nel paese delle meraviglie” con la “lepre marzolina” o il “leprotto bisestile”, o evoca il cane triste e pensoso, intriso di una dolente dignità, che Piero di Cosimo ha raffigurato ne “La morte di Procri”. I collage di Nicoletta – nei quali nulla è affidato alla casualità, ma tutto è regolato da equilibri e da lampi di svelamento di qualche ignota intuizione –, sono uno scrigno di infiniti enigmi, forieri di rivelazioni che è affascinante inseguire, anche se spesso ambiguità e misteri persistono, come la vita ogni giorno c’insegna».   
In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 6 dicembre a partire dalle ore 19.00, sarà visitabile l’anteprima della mostra, aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00, chiuso sabato, domenica e festivi. 
Per informazioni: tel. 0522 455000, info@bfmr.it, www.bfmr.it.


Nicoletta Moncalieri è nata nel 1944 a Modena, dove vive e lavora. La sua formazione ha luogo, in anni di particolare fervore, all’Istituto d’Arte Adolfo Venturi della città natale. Dopo la mostra d’esordio, allestita nel 1978 presso la Rocca di Vignola, con presentazione in catalogo di Corrado Costa, ha preso parte a numerose esposizioni personali e collettive. Tra le mostre principali si segnalano: “Artist’s Atelier, Real Time Exibition no.22” (Mostra in rete e videoproiezione presso Casa di Giorgione, Castelfranco Veneto, 1996, a cura di Franco Vaccari), “Il sognatore sognato, 50 monumenti per Corrado Costa” (Civici Musei, Reggio Emilia, 2000, a cura di Renato Barilli), “Animalia” (Galleria S. Salvatore, Modena, 2002, a cura di Walter Guadagnini), “Tempo, materia, racconto” (Museo Civico, Modena, 2003, a cura di Luciano Rivi), “Libri & libri, collages” (Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Modena, 2011, a cura di Sandro Parmiggiani), “La collezione della Galleria civica di Modena: fotografie e disegni dalle raccolte” (Palazzo Santa Margherita, Modena, 2011, a cura di Marco Pierini), “Spettacolo privato” (Galleria 8,75 Artecontemporanea, Reggio Emilia, 2012), “Nicoletta Moncalieri. Sfogliature” (Orto Botanico, Serra Ducale, Modena, 2013, a cura di Mario Bertoni, in occasione del Festival Filosofia), “Raccolta del disegno. Selezione di opere di artisti modenesi del ‘900” (Palazzo Santa Margherita, Modena, 2015), “Arte su carte” (Laboratorio d’Arte Grafica Gatti, Modena, 2015), “Il tempo dell’arte. Artisti di oggi per capolavori di ieri” (Galleria Estense, Modena, 2015), “Il corpo disumano” (Musei Civici, Modena, 2017), “...E fu terremoto. La nascita, la morte e la resurrezione del figlio di Dio tra sacro e profano” (Ex refettorio monastico, San Benedetto Po, Mantova, 2018; Stadtgarten, Weingarten, Germania, 2019, a cura di Vittorio Erlindo), “Eva è l’altra metà dell’arte?” (Galleria ArteSì, Modena, 2019). Hanno scritto di lei, tra gli altri, Giuseppe Bernardoni, Mario Bertoni, Paolo Donini, Michele Fuoco, Walter Guadagnini, Sandro Parmiggiani, Luciano Rivi, Federico Teodoro, Franco Vaccari.
BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti e Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini, Giuseppe Maria Codazzi, Fausto De Nisco, Andrea Samaritani, Sergio Zanni, Luigi Menozzi) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2019).


SCHEDA TECNICA:
Nicoletta Moncalieri. Enigmi e voluttà
A cura di Sandro Parmiggiani
6 dicembre 2019 – 10 aprile 2020
Inaugurazione su invito: venerdì 6 dicembre 2019, ore 19.00
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00, chiuso sabato, domenica e festivi.

Per informazioni:
BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali
Facco Mazzocchi Riccio & Partners
Piazza Vallisneri 4, 42121 Reggio Emilia, tel. 0522 455000, info@bfmr.it, www.bfmr.it

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia S. Stefano 54, 42121 Reggio Emilia, tel. 0522 1715142, info@csart.it, www.csart.it

lunedì 25 novembre 2019

HOVO SAPIENS . Al Museo del Presente di Rende, la nuova “provocAzione” dell'artista Salvatore Cammilleri, a cura di Roberto Sottile.


SALVATORE CAMMILLERI - HOVO SAPIENS 

a cura di Roberto Sottile

November 20, 2019
Salvatore Cammilleri
Hovo Sapiens – bassorilievi contemporanei
A cura di Roberto Sottile

13 dicembre 2019 – 3 gennaio 2020
Inaugurazione 13 dicembre 2019 ore 18.00
MUSEO DEL PRESENTE – RENDE (CS)

Si inaugura venerdì 13 dicembre alle ore 18.00 presso il Museo del Presente di Rende la mostra dell'artista Salvatore Cammilleri Hovo Sapiens - bassorilievi contemporanei a cura del critico d'arte Roberto Sottile.
La mostra rientra nella nuova programmazione promossa dall'Amministrazione Comunale di Rende e dall'Assessorato alla cultura diretto dalla Prof.ssa Marta Petrusewicz.
Hovo Sapiens, come scrive il curatore Sottile è  "Una “provocAzione” costruita attorno alla comunicazione dell’arte. Hovo Sapiens di Salvatore Cammilleri è il risultato di questa contaminazione artistica che vede la connessione da una parte dell’immagine “oggetto” con l’uovo, che diventa elemento cardine di questo racconto, e dall’altra la provocazione come gesto, come conseguenza di questa ricerca.  
Un percorso “graffiante” nella sua sottile ironia ma costruito con una forte presa di coscienza. L’umanità è ricondotta dall’artista alla forma essenziale, a quella embrionale, la più fragile ma nello stesso tempo quella con più capacità di incamerare e assorbire cambiamenti, nozioni, “geni” di un possibile mutamento.  
Salvatore Cammilleri ci propone una lettura pop della genetica e dell’evoluzione utilizzando l’uovo come modulo che appare come un codice da decifrare. Sono opere sarcastiche e nello stesso tempo capaci di far riflettere lo spettatore che si ritrova concettualmente nudo davanti alla materia cellulare pronta ad impregnarsi di vita, ad assorbire elementi utili allo sviluppo." Alla serata inaugurale parteciperanno l'artista, il curatore, il Sindaco di Rende l'Avv. Marcello Manna e l'Assessora alla cultura la Prof.ssa Marta Petrusewicz.

Salvatore Cammilleri

"Un percorso artistico - continua Roberto Sottile -  quello di Cammilleri che è anche una dura e forte condanna al mondo globalizzato, alla frenesia del tempo delle immagini che divora tutto.  Un tempo in cui l’uomo ha perso le proprie idee in funzione di stereotipate connessioni che apparentemente ci conducono avanti, ma che in realtà regrediscono il nostro pensiero e la nostra capacità di relazione con gli altri.
L’uovo diventa la metafora dell’uomo-sapiens, così evoluto ma ancora fragile. L’uovo si sostituisce idealmente all’uomo. Tutto diventa omologato, ma nella ripetizione di quelle immagini, ogni uovo uguale in apparenza, conserva in se la capacità di essere unico, di custodire nello spazio embrionale quella caratteristica genetica capace di far nascere qualcosa di unico."

CHRONOS. Alla Galleria ReArt, in mostra le opere di Antonio Caputo, Giorgio Ferretti e Michael Peddio, a cura di Giuseppe Berti.


Galleria Reggio Arte ReArt
Viale Umberto I, 42/B, Reggio Emilia

30 novembre – 20 dicembre 2019

Antonio Caputo | Giorgio Ferretti | Michael Peddio
Chronos

A cura di Giuseppe Berti

Inaugurazione: sabato 30 novembre, ore 17.30



Alla Galleria Reggio Arte ReArt (Viale Umberto I, 42/B – Reggio Emilia), tre artisti affrontano il tema del tempo, tra epifanie, visioni, rimandi mitologici e riflessioni sulla caducità della vita. Curata da Giuseppe Berti con opere di Antonio Caputo, Giorgio Ferretti, Michael Peddio, l’esposizione, intitolata “Chronos”, sarà inaugurata sabato 30 novembre alle ore 17. 30.
Il percorso della mostra comprende una trentina di opere, molte delle quali inedite. «Pur frequentando differenti territori formali – scrive il curatore – i tre artisti condividono il piacere di farsi sedurre dalla pittura grazie ad una vivace e inquieta curiosità dello sguardo; che li porta ad agire su una mobile frontiera di emozioni e di sensazioni in cui figure, cose e “paesaggi” oscillano tra rêverie e realismo, quest’ultimo però insidiato da forti sensi di straniamento».
Fulcro della ricerca pittorica di Antonio Caputo è la figura umana, delineata con minuziosa precisione e segno tagliente a partire da una tavolozza cromatica caratterizzata da colori freddi e metallici che si stagliano netti su un fondo monocromo di livido azzurro crepuscolare.




Colori notturni ed inquieti impregnano le tele di Giorgio Ferretti, abitate da soldi corpi di donne che, pur sfidando l’osservatore attraverso la loro nuda bellezza, sembrano sottrarsi al facile stereotipo del glamour, dello charme ammiccante e cedevole.



Di colori luminosi ed accesi si avvale, invece, Michael Peddio che, attraverso una pittura densa e stratificata, fa emergere i profili di animali preistorici. La memoria corre, allora, al fascino immortale delle pitture rupestri, dalle grotte di Lascaux alle rocce di Tassili-n-Ajjer, nel Sahara centrale.




La mostra sarà visitabile fino al 20 dicembre 2019, da martedì a venerdì ore 9.30-13.00 e 16.30-19.30, sabato ore 9.30-13.00 oppure su appuntamento. Ingresso libero. 





Antonio Caputo nasce a Lamezia Terme nel 1976. Nel 1995 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino con una tesi su Omar Galliani. Insieme a Bruno D’Arcevia (esponente degli Anacronisti e caposcuola della Nuova Maniera Italiana), realizza diversi affreschi e pale d’altare. Vincitore del bando “Atelier d’Artista”, istituito dal Comune di Lamezia Terme, nel 2011 ottiene uno studio nello storico Palazzo delle Arti Panariti. Tra le recenti mostre si segnalano la “Biennale d’Arte di Verona” (Verona, 2014, selezione di Vittorio Sgarbi), la collettiva allestita all’interno del Palazzo Ducale di Rivalta (Reggio Emilia, 2018) e la bi-personale con Cetti Tumminia “Di-segno in-segno” (Spazio Culturale Madonna del Corso, Maranello, 2019).
Giorgio Ferretti nasce a Reggio Emilia nel 1971. Parallelamente alla laurea in Ingegneria, coltiva la passione per il disegno e per la pittura, ereditata dal padre. Dal 1996 al 1999 segue un corso avanzato di tecniche pittoriche. Tra le principali esposizioni, si segnalano le personali “Neonatalia” (Galleria D’arte 18, Bologna, 2007, a cura di Francesca Baboni), “Weiblich” (Il Vizietto, Sassuolo, Modena, 2010), “Hesperus” (Galleria Reggio Arte ReArt, Reggio Emilia, 2018, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei). È risultato tra i finalisti del “Premio Arte Mondadori” nel 2002, 2005, 2011 e del “Reart Prize Palazzo Ducale 2019”. Con la Galleria Reggio Arte ReArt partecipa ad “Arte Padova” (2018) e “Arte Parma” (2019). Vive e lavora a Reggio Emilia.
Michale Peddio, nato a Reggio Emilia nel 1974, eredita la passione per l’arte dal padre Riccardo. Poco più che trentenne, incontra il pittore macchiaiolo Teobaldo Cattini, che gli apre le porte della pittura. Nel 2012 conosce l’artista Barbara Nicoletto, sua attuale compagna, con la quale gestiste la Galleria Reggio Arte ReArt. Tra le principali esposizioni si segnalano “Le mers e le mond lontains” (Sala Civica, Campegine, 2015), “Il Museo in Vetrina” (Ca’ dei Carraresi, Treviso, 2016) e “500 Leonardo Forever – Cinquecentenario su Leonardo” (Tecnopolo, Reggio Emilia, 2019). Con la Galleria Reggio Arte ReArt partecipa ad “Arte Padova” (2018) e “Arte Parma” (2019). Vive e lavora a Reggio Emilia.



SCHEDA TECNICA:
Antonio Caputo, Giorgio Ferretti, Michael Peddio, Chronos
Galleria Reggio Arte ReArt
Viale Umberto I 42/B, 42123 Reggio Emilia
30 novembre – 20 dicembre 2019
Inaugurazione: sabato 30 novembre, ore 17.30
Orari: da martedì a venerdì ore 9.30-13.00 e 16.30-19.30, sabato ore 9.30-13.00 oppure su appuntamento.
Ingresso libero

PER INFORMAZIONI:
Galleria Reggio Arte ReArt
Viale Umberto I, 42/B, 42123 Reggio Emilia

UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142 | info@csart.it | www.csart.it


In vista del Natale SACCA propone “Perline” e proroga “Apriti SACCA!”, in attesa di vedere la seconda mostra annunciata per il 29 dicembre.


Galleria “SACCA – Contenitore di sicilianità” – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)
Titolo della mostra: “Apriti SACCA!” (20 ottobre – 30 novembre 2019) PROROGATA al 24 dicembre 2019.

Mostra collaterale: “Perline” 
Dal 1 al 24 dicembre 2019

Direzione artistica e curatela: Giovanni Scucces.

Aspettando la nuova mostra del prossimo 29 dicembre, continua fino alla vigilia di Natale “Apriti SACCA!” e dal primo dicembre si aggiunge la mostra collaterale “Perline”, una selezione di opere piccole nel formato e nel prezzo. 
Perché l’arte è di tutti!

SACCA ha già compiuto il suo primo mese di attività. La mostra inaugurale "Apriti SACCA!", attualmente in corso, sarà prorogata fino alla vigilia di Natale. Già siamo al lavoro per definire la prossima mostra, della quale preannunciamo titolo e artisti: “Un luogo qualunque” di Giuseppe Costa, Marilina Marchica e Federico Severino, fissata per domenica 29 dicembre alle ore 18. Tre modi di interpretare il paesaggio in maniera introspettiva e per certi aspetti simile.

Nel frattempo, con il Natale alle porte, non potevamo però non proporre qualcosa. Ecco allora l'idea di "Perline", una piccola mostra collaterale ad “Apriti SACCA!” in cui verranno presentate, in uno spazio dedicato, una selezione di opere dal piccolo formato e a un prezzo contenuto (da € 99 a € 399) che andranno ad aggiungersi a quelle attualmente in mostra.

Manuele Mirabella, Dior, terracotta patinata, vetro e legno

Domenica 1° dicembre dalle ore 17 alle 21, SACCA ti aspetta per scoprire insieme quale sarà la tua “perlina” preferita.

Apertura al pubblico:
lun. su appuntamento
mar. 10-13 / 16.30-19.30
mer. 16.30-21.30
gio. 10-19.30 (orario continuato)
ven. 16.30-19.30
sab. 16.30-19.30
dom. la prima domenica di ogni mese ore 17-21
Ingresso libero



Contatti
web www.sacca.online
social link (Facebook, Instagram, LinkedIn) sacca.online
e-mail info@sacca.online
phone +39 338 1841981