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venerdì 26 gennaio 2018

Lo stilista siciliano Santi Scatà veste l'anima rock di Alice Caioli, in gara alla 68^ Edizione del Festival di Sanremo tra le nuove proposte.


Quest’anno, alla 68^ Edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, sarà lo stilista canicattinese Santi Scatà a vestire la giovane cantante messinese Alice Caioli in gara tra le Nuove Proposte con il brano “Specchi Rotti”.
Per lei lo stilista, in concerto con la stylist Silvana Matarazzo che ne cura il look e l'immagine, ha disegnato e realizzato una mini collezione ispirandosi alla tenacia e alla grinta della giovane donna siciliana.
Sono onorato che Alice abbia scelto me per un evento così importante come Sanremo, dandomi così la possibilità di calcare il prestigioso palcoscenico insieme a lei attraverso i miei abiti. Per Alice ho ideato un look raffinato ed elegante che si sposa con l’anima rock che la contraddistingue”.

Domenica 28 gennaio 2018, la cantante sarà ospite della trasmissione Domenica IN ed anche in questa occasione vestirà una creazione dello stilista Santi Scatà. 








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Al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 30 gennaio al 4 febbraio 2018, in scena la spettacolo "Aspettando Godot" di Samuel Beckett, regia Alessandro Averone.


30 gennaio/4 febbraio | sala Bausch

Aspettando Godot
di Samuel Beckett
regia Alessandro Averone
con Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis, Francesco Tintis
produzione associazione cArt

 

«Quello che mi ha sempre affascinato in Beckett è la sottile e fine poesia che scaturisce dai sui testi. L’amore e la compassione per l’essere umano, costretto disperatamente alla ricerca di un senso. Il vagare su questa terra in perenne attesa di un gesto, di una parola che si faccia Verbo e indichi una via, una meta per colmare il mistero dell’essere qui e ora.
Nessun Dio. Nessuna metafisica. Si aspetta. Qualcosa di indefinito e sconosciuto. Si fa passare il tempo e si riempie uno spazio. Ci si aggrappa perdutamente a qualsiasi cosa ci ricordi che esistiamo e che siamo vivi. Si gioca, con quello che resta. Del mondo, dell’essere umano, delle parole.
Si resiste. Con affetto e violenza. Con quello che si è. Con tutti i nostri limiti. Stretti l’un l’altro».
Alessandro Averone


DALLA RASSEGNA STAMPA

«La bella messinscena ad opera di Alessandro Averone, attore e qui regista di un Aspettando Godot godibilissimo affidato non più a due clown/barboni maturi, bensì di più giovane età, credibili e bravissimi nel dare corpo a personaggi senza tempo costretti in azioni che si ripetono come su di una impietosa scacchiera senza via di uscita dove la paura di quell’abisso dell’anima reclama (in sordina) la voce di Dio.
Una regia sensibile e calibrata, un’ottima interpretazione – Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Antonio Tintis, Mauro Santopietro – che dosa sapientemente stupore, drammaticità, comicità e ironia, sono una buona garanzia per uno spettacolo che ci lascia con un senso di speranza dicendoci che la possibile salvezza in questo mondo, sta nell’aggrapparsi al contatto umano, a ciò che può legare gli individui. Sentimenti anche cercati disperatamente».
Giuseppe Di Stefano, Città Nuova


«Nel suo entusiasmante allestimento, Alessandro Averone rimane fedele al classico di Beckett, aggiungendovi un tocco di profonda sensibilità e delicata poesia, e animandolo di una forte attualità. I personaggi e la loro precaria condizione esistenziale sono specchio della società attuale e della nostra incessante incertezza, del continuo bisogno di trovare un senso al nostro vivere e al nostro essere nel mondo. Vladimiro ed Estragone siamo tutti noi che aspettiamo un dio, un gesto, una parola che si faccia verbo, un percorso, una destinazione che colmi il mistero del nostro esistere. Il capolavoro del teatro dell’assurdo si riscopre così fortemente attuale, e il regista lo illumina anche di un profondo barlume di speranza, un dolcissimo messaggio di salvezza, rappresentato proprio dal messaggero di Godot, interpretato in questo caso da un bambino, il bravissimo Francesco Tintis, simbolo di una nuova generazione, di un nuovo futuro, che potrà sopravvivere all’incertezza dei nostri tempi attraverso la veridicità dei sentimenti e la profondità degli affetti».
Maresa Palmacci, recensito.net



ALESSANDRO AVERONE
Classe 78. Piemontese. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.
Ha fatto parte del progetto triennale per il Teatro Eliseo “nuova compagnia dei giovani” lavorando sotto la direzione di Maurizio Scaparro, Marco Carniti e conclude il terzo anno con la commedia Metti, una sera a cena diretto da Giuseppe Patroni Griffi.
Successivamente inaugura il Globe Theatre di Roma come Romeo nel Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti.  Scelto da Cesare Lievi per Fotografia di una stanza lavora per due stagioni con il Teatro Stabile di Brescia. Da questo momento inizia una lunga collaborazione con il Teatro Due di Parma entrando a far parte dell’ensamble permanente. Durante questi 7 anni affronta come attore 19 spettacoli  (diretto da W.Le Moli - G. Dall’Aglio, V. Bodo, R. Cavosi, F. Però, L. Muscato, M. Farau) e inizia anche la sua esperienza come regista mettendo in scena 4 spettacoli (tra cui  Così è, se vi pare e La visita della vecchia signora)
Viene scelto da Peter Stein per spettacolo colossal I Demoni tratto dall’omonimo romanzo di Dostoevskj. La collaborazione con Peter Stein è continuata con Il ritorno a casa di H. Pinter prodotto dal Teatro Metastasio e Der Park con il Teatro di Roma
Ha prestato la voce come protagonista in due radiodrammi RAI interpretando prima Tazio Nuvolari diretto da G. Compagnoni e poi Elvis Presley diretto da A. Barzini. Al cinema viene diretto da F. Carpi in Le intermittenze del cuore, da Anna Negri in Riprendimi, da T. Rossellini in Interno giorno.
In televisione ha partecipato a diverse fiction ed è stato protagonista per la RAI nel film tv Max & Helene diretto da Giacomo Battiato. Vince il premio della critica ANCT 2013 (associazione nazionale critici teatrali).Vince il premio Le maschere del teatro 2015 come attore emergente.
 

***

30 gennaio / 4 febbraio, sala Bausch - Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì/sabato ore 19.30, domenica ore 15.30 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 -biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

Arte Fiera 2018. Eidos Immagini Contemporanee propone il progetto "SEGNI: dalla mano alla luce. Hans Hartung e Bruno Di Bello".

Arte Fiera torna nel 2018 dal 2 al 5 febbraio con preview il primo febbraio. Sono 151 le importanti gallerie chiamate a trasformare i padiglioni 25 e 26 di BolognaFiere, a cui si aggiungono 30 espositori legati a editoria, grafica e creatività, per un totale di 181 presenze.
Pur mantenendo l’architettura costruita lo scorso anno, che ha ristretto il numero di partecipazioni in favore della qualità, Arte Fiera 2018 propone alcuni nuovi elementi. .

All’interno della Main Section, alcune gallerie ad esempio allestiscono piccole mostre personali di artisti che si ritengono particolarmente attuali, a prescindere dalla generazione a cui appartengono. Il concetto di ibridazione dunque non è solo quello semantico relativo alla fruizione dell’opera d’arte ma insieme alla trans-generazionalità è un’idea principe nell’arte contemporanea, sempre più chiamata a superare barriere e a stimolare confronti.

Eidos Immagini Contemporanee si propone così per questa edizione con il progetto SEGNI: dalla mano alla luce. Hans Hartung e Bruno Di Bello  isolando ed enfatizzando dei due autori opere dalla forte componente segnico gestuale. 

Per Hartung  un corpus di opere anni 40-60, dove il segno è agito quasi come un graffio sulla tela, per Di Bello con lavori anni 70, dove il segno è condotto dall'artista in maniera quasi performativa, ma trasmesso sulla tela emulsionata dalla luce, quindi paradossalmente in maniera del tutto immateriale. Per Hartung si pone l’accento sul periodo centrale della produzione del Maestro attraverso l’analisi di un rarissimo corpus di carte della fine degli anni 40 (le stesse su cui appuntò la propria attenzione la mostra della Tate Gallery a Londra nel 1996) e di tele anni 50 e 60 scelte privilegiando la conduzione quasi incisoria del segno. Il gesto che si apre ampio, l’incisione del segno che mai eccede in furori incontrollati, il colore ridotto a impasti morbidi eppure in grado di essere consustanziale al gesto contrappuntano in maniera specifica ogni decennio. 


 
Per Di Bello invece sono presenti le opere immediatamente successive all’esperienza della Mec Art (da lui sempre condotta in chiave più concettuale che pop, come momento di riflessione della pittura sulla pittura utilizzando paradossalmente anche il medium fotografico). Si tratta dei rari segni di luce o scritture di luce in cui l’artista in camera oscura agisce con una torcia luminosa davanti alla tela, affidando dunque alla luce la componente gestuale della sua ricerca. In Hartung la luce è lo "sfondo" che contrasta e dà rilievo al segno, in Di Bello il medium che fisicamente lo genera, una sorta di longa manus dell'Artista, parallela quasi al pensiero...
Due generazioni di Maestri "storici" a confronto su un tema molto forte della loro produzione, privilegiando nel percorso espositivo quel linguaggio contaminato che è uno dei temi conduttori del contemporaneo.




Eidos Immagini Contemporanee Hall 26 Stand B44
Quartiere Fieristico di Bologna | Ingresso Ovest Costituzione | Piazza Costituzione | Bologna
www.artefiera.it

Dal 2 al 5 febbraio 2018
preview a invito: 1 febbraio dalle 11 alle 21
2-3-4 febbraio dalle 11 alle 19
5 febbraio dalle 11 alle 17



LXII Premio Basilio Cascella 2018, Aperte le iscrizioni. Tema della nuova edizione: la Ribellione.


Torna il Premio “Basilio Cascella”, dal 1955 uno dei Premi d’Arte, Fotografia e Pittura tra i più
prestigiosi d’Italia, la cui volontà è valorizzare l’arte contemporanea e crearne uno snodo creativo e
di riferimento, per esportarla in seguito nella rete internazionale artistica.

Tema della LXII edizione 2018: la Ribellione.

Cos’è, cari artisti, che opprime e assoggetta l’Arte? Quali sono le regole e le costrizioni cui
disobbedire, anche in un tempo in cui, apparentemente, agli artisti è permesso di fare (quasi) tutto
ciò che passa loro per la testa?
[…] Vi chiediamo l’atto supremo di ribellione: riportateci la bellezza, il sublime, la meraviglia e tutto
ciò che nei vostri sogni vi commuove e vi ispira.
Tutto ciò che rende l’arte tale e capace di vivere e parlare a tutti, escludendo il carrozzone di
ciarlatani che vende per arte ciò che arte non è.
La bellezza è ribellione
”.


Monica Seksich


Link diretto al bando:

martedì 23 gennaio 2018

Al MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz di Roma, la mostra "Cornici Poetiche" a cura di Ignorarte.


Cornici Poetiche
a cura di ignorarte.com
27 Gennaio 2018 ore 11:00
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz - via Prenestina, 913 Roma


Il processo di salvaguardia della poesia ha innegabilmente bisogno di nuovi contenitori e quindi di nuovi contesti.
In tal senso ignorarte.com pone l’attenzione sull’importanza del tema e lo rilancia proponendo la poesia all’interno del MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz, un luogo che, per definizione, rappresenta un emblema di cosiddetta cultura popolare, perché proprio al popolo, attualmente, viene spesso negata l’esperienza della poesia.
L’evento prevede l’installazione definitiva delle cornici con all'interno le poesie degli autori ed alcuni reading.

Cornici Poetiche di: Cosimo Angeleri; Giorgia Basili; Laura Bertolini; Annarita Borrelli; Daniela Cannarozzo; Capodiluce; Valerio Carbone; Salvatore Cucchiara; Gianni Godi; Lunamara; Angela Marano; Manuela Potiti; Rosaria Pezzella; Carmine Roma.


Reading di: Giorgia Basili; Daniela Cannarozzo; Capodiluce; Valerio Carbone; Gianni Godi; Angela Marano; Rosaria Pezzella; Manuela Potiti; Carmine Roma.


INFO
A cura di ignorarte.com.
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz – https://www.facebook.com/museoMAAM
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com.

Al Museo Archeologico Regionale di Gela in mostra l’Eros, dal mito al contemporaneo.


L’arte erotica di due epoche a confronto: da un lato statuette, anfore e crateri dipinti con scene erotiche del V e IV secolo a. C.; dall’altro installazioni, dipinti, sculture e fotografie di artisti contemporanei che raccontano l’Eros. È il tema proposto dalla mostra “Eros, dal mito al contemporaneo”, allestita dal 26 gennaio al 24 febbraio nelle sale del Museo Archeologico Regionale, in corso Vittorio Emanuele 1 (inaugurazione venerdì 26, ore 18).

La mostra, organizzata dal Polo museale regionale di Gela e Caltanissetta e dalla Galleria Lo Magno Arte Contemporanea di Modica con il patrocinio dell’Assessorato e del Dipartimento regionale ai Beni culturali e dell'Identità siciliana e il sostegno di sponsor privati, è curata da Alba Romano Pace con la consulenza di Angelo Mondo per la parte archeologica.



Saranno esposte opere di Philippe Berson, Barbara Cammarata, Giulio Catelli, Daniele Cascone, Gaetano Costa, Lou Dubois, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Kali Jons, Isa Kaos, Frédéric Léglise, Giacomo Rizzo, Ignazio Schifano, Marco Stefanucci, Jojo Wang, William Zanghi, accanto a reperti archeologici, come statuette fittili, anfore e vasi attici con figure rosse, rinvenuti nell’Acropoli dell’antica Gela. Il catalogo, pubblicato da Drago edizioni, è realizzato con il contributo di GB Oil.

La mostra attuale, ripensata per il Museo Archeologico di Gela, prende spunto da una precedente collettiva itinerante, “Hotel Eros”, allestita a Modica da Lo Magno Arte Contemporanea, nel giugno – agosto scorso, a cura di Alba Romano Pace.

«La mostra – scrive la curatrice – vuole dare un messaggio di apertura e tolleranza facendo dialogare due realtà lontane solo nel tempo cronologico, ma matrice l’una dell’altra. I reperti archeologici a sfondo erotico della collezione del museo, si relazionano con le opere d’arte contemporanee invitando lo spettatore ad entrare nel misterioso e arcaico universo dell’Eros attraverso il confronto ed il raffronto di due culture, l’antica e la contemporanea per affermare la libertà dell’arte e del pensiero artistico».



Se gli antichi Greci raffigurano l’Eros, pulsione vitale universale, nei culti della fertilità femminile e della virilità maschile, nell’amore libero generatore di vita e negli amori proibiti di uomini e dei, nell’epoca contemporanea esso dimora al confine tra permesso e interdetto, casto e licenzioso, tra atto e immaginazione, libido e annientamento. Lontano dalla volgarità e la pornografia, l’eros esprime eccitazione e desiderio ma è anche metafora della creazione artistica.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni. Ognuna esplora un’espressione immutabile dell’eros: dal suo legame con l’amore a quello con la morte (Thanatos), dal rapporto con il corpo (Eros organico) a quello con il potere, fino al suo nesso con il perturbante, sentimento misto di familiarità ed estraneità che si prova dinanzi ad automi, donne-bambola, feticci e simili, descritto da Sigmund Freud in un saggio del 1919. La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.30.


Info e contatti 
Lo Magno arte contemporanea
via Risorgimento 91/93 – Modica (RG)
tel +39 0932 76 31 65
info@gallerialomagno.it

Giorno della Memoria 2018. Al Museo della Città e all'Aqua Art Gallery di Terracina l’evento "Le sorelle Mazzetti", una panoramica sull’affascinante vita delle due sorelle gemelle Lorenza e Paola Mazzetti.

Il 27 Gennaio 2018, nel Giorno della Memoria, si inaugura presso il Museo della Città e la Galleria “Aqua Art Gallery” di Terracina, l’evento  “ Le sorelle Mazzetti “.

L’evento propone una panoramica sull’affascinante vita delle due sorelle gemelle Lorenza e Paola Mazzetti.
Le poliedriche artiste, che spaziano dalla letteratura alla pittura e al teatro e, nel caso di Lorenza, al cinema, incontreranno il pubblico nel  Museo della Città per raccontare la loro vita ricca di ricerca e di impegno artistico, e presentare, oltre a una nutrita  produzione editoriale, un documentario  sull’esperienza cinematografica di Lorenza. Subito dopo nella Galleria Aqua Art Gallery  ci sarà l'inaugurazione della mostra delle loro opere pittoriche, che durerà fino al 28 Febbraio 2018.
 

La biografia ci racconta che  le due sorelle, orfane di madre da sempre e di padre troppo presto, vanno a vivere ancora bambine vicino Firenze, nella villa della zia paterna Mina Mazzetti, sposata con Robert Einstein, cugino di Albert.
Qui Paola e Lorenza trascorrono anni allegri e felici in compagnia delle cugine e degli zii, fino a quando nell’agosto del ‘44, un attimo prima dell’entrata delle truppe inglesi (Albert Einstein era già fuggito in America), una squadra delle SS trucida Mina Mazzetti e le figlie davanti ai loro occhi. Lo zio Robert che era stato convinto a nascondersi, si suiciderà l’anno dopo.
Da questo drammatico epilogo nasce  il romanzo autobiografico scritto da Lorenza Il cielo cade, in un primo tempo rifiutato da tutti gli editori ma poi, grazie a Cesare Zavattini che l’ha proposto ad Attilio Bertolucci, vince il premio Viareggio nel 1962.  Ispirato al romanzo è il film omonimo dei fratelli Antonio e Andrea Frazzi, con la partecipazione dell’attrice Isabella Rossellini.
 

Lorenza, pittrice, scrittrice e regista, nel 1956 ha contribuito a Londra alla nascita del movimento del “Free Cinema”  firmandone insieme a Lindsay Anderson, Tony Richardson e Karel Reitz il manifesto, scritto come documento di presentazione della prima rassegna promossa dal gruppo. Together è il suo film più noto. Fu presentato nel programma che diede avvio al movimento del “Free Cinema Inglese”, e vinse a Cannes il premio per il miglior film d’avanguardia. Oltre Il cielo cade ha scritto Diario londinese, pubblicato sempre da Sellerio e già tradotto in Inglese. Con Rabbia e Mi presta la pistola per favore, sono da poco stati riproposti da La nave di Teseo, che sta per pubblicare anche l’ultimo suo libro: Per mangiarti meglio bambina mia.
 

Dopo la mostra Storia di una bambina sotto il fascismo, inaugurata a Roma al Complesso di San Michele a Ripa dal Ministero dei Beni Culturali e riproposta in vari posti fra cui Firenze, Mantova e Dresda, propone oggi a Terracina nella Galleria Aqua Art Gallery i suoi: “ Paesaggi Immaginari ”.
Paola, scrittrice, pittrice, psicologa e psicoterapeuta, oltre ad offrire terapie individuali con un suo metodo riferibile alla Gestalt, svolge da molti anni corsi e laboratori di “Attivazione Creativa” nei quali la metafora teatrale e il disegno o pittura spontanea sono parte integrante del metodo. Conduce anche gruppi di teatro-terapia e con la sorella Lorenza ha diretto per oltre dieci anni  il “Puppett Theatre”, teatro per bambini a Campo de' Fiori. Ha scritto diversi libri tra cui Di che segno sei?, E tu di che fiore sei?, fondato sulla teoria dei fiori di Bach, e Raccontare per essere, in cui stabilisce i principi e i fondamenti del suo sistema terapeutico. A Terracina nella Galleria Aqua Art Gallery propone le sue opere a tecnica mista

Ideatori e curatori dell’evento:  Elvira Bianchi  e Francesco Canini.
Con il patrocinio del Comune di Terracina


Sabato 27 Gennaio 2018,
dalle ore 17.30 

Museo della Città, sala Fabrizio Abbate,  Piazza S.Domitilla. 
Ingresso gratuito

dalle ore 19.30

Aqua Art Gallery , Corso Anita Garibaldi 84. 
Ingresso gratuito  

Periodo esposizione opere pittoriche: dal 27 Gennaio al 28 Febbraio 2018


info:  Elvira Bianchi            avril52@libero.it                         tel. 328 735 6970
         Francesco Canini     aquaartgallery@gmail.com         tel. 333 259 2044