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martedì 29 gennaio 2019

POETRY ROOM #2. Alla libreria Verso di Milano, il reading party dei poeti viventi, a cura di Laura Pezzino.


 "Living Poets Society, reading party dei poeti viventi."
Giovedì 31 gennaio2019 ore 19:00

Secondo appuntamento di Poetry Room. Dopo l’incontro con Chandra Livia Candiani, un gruppo di poeti daranno voce alle opere contenute nel nuovo scaffale dedicato alla poesia e curato da Laura Pezzino.

"Living Poets Society, reading party dei poeti viventi." Conduce Laura Pezzino.

Con Stefano Bortolussi, Lucia Brandoli Bousquet, Carlo Carabba, Andrea Cati, Tiziana Cera Rosco, Beatrice Cristalli, Mario De Santis, Francesca Genti, Anna Lamberti-Bocconi, Giulia Martini, Gianni Montieri, Anna Toscano.


verso libri
Corso di Porta Ticinese, 40, Milano
Tel. 02 837 5648

martedì 22 gennaio 2019

TUTTO É PRESENTE. Alla galleria Riccardo Costantini Contemporary di Torino, la mostra personale di pittura di Paolo Maggis, a cura di Monica Trigona.


TUTTO É PRESENTE
Paolo Maggis

24 gennaio | 23 febbraio 2019

a cura di Monica Trigona

OPENING: Giovedì 24 gennaio ore 18:00 
Dal 24 gennaio al 23 febbraio la galleria Riccardo Costantini Contemporary presenta “Tutto é presente”, mostra personale di Paolo Maggis. La mostra, curata da Monica Trigona, presenta una sintesi del processo di graduale cambiamento avvenuto dal 2015 ad oggi e che ha portato il soggetto pittorico a disgregarsi completamente. Si potrebbe semplificare affermando che nell’attuale ricerca la materia ha avuto la meglio sul soggetto ma sarebbe comunque impreciso. Non c’è infatti nessuna lotta in atto, piuttosto una carica espressiva che si è resa indipendente da alcuni limiti, dati dalla forma conosciuta, per giungere a nuove sembianze. La ricerca in atto rievoca la definizione che Gillo Dorfles volle attribuire al termine “concreto” in seno alla poetica del M.A.C. (Movimento Arte Concreta). Allora, come adesso, non si “cercava di creare delle opere d’arte togliendo lo spunto o il pretesto dal mondo esterno e astraendone una successiva immagine pittorica [...]”1. La ricerca di altre forme non pretendeva analogie con alcunché di naturalistico. Questo dato non aveva infatti la minima importanza. Piuttosto il processo creativo dell’opera di Paolo Maggis porta il gesto ad un esito crudo che fa dell’energia, della tenacia e dell’intenzione il punto cardine dell’espressione stessa. Il soggetto della pittura di Maggis é quindi la creazione di una realtà altra su cui inevitabilmente far confluire aspetti del sentire umano.
Proveniente da una accademia realista, basata sulla fedeltà alla forma del soggetto, in Maggis si intravede sin dagli esordi, una necessità espressiva che trascende la correttezza formale, a favore di incursioni in ambito astratto-gestuale. Da sempre nella sua ricerca ogni pennellata, ogni colore steso sulla tela gioca un ruolo determinante per la costruzione dell’opera. La comunicazione avviene a livello epidermico prima ancora che concettuale. Nelle sue tele si legge chiaramente la necessità che ogni gesto compiuto sia definitivo, per intenzione e qualità pittorica. 

Secondo l'artista:
Tutto é presente é una dichiarazione. La forma affermativa di ricordare innanzitutto a se stessi dove si é nel tempo e nello spazio. Esiste solo l'istante, l'istante é lo stesso essere delle cose.
Tutto é presente é il desiderio di essere nell'istante presente, la volontà che l'opera sia hic et nunc in relazione con un essere vivo.
Tutto é presente é la vita che chiede vita e genera vita. Uno scambio libero di pensiero e di energie nella totalità dell'essere che nell'istante vive la sua massima condizione di compimento intellettuale, emotivo, spirituale. 


Via Giolitti 51
Torino
tel. 011 814 1099

Al Museo Carlo Bilotti di Roma, "L’acqua di Talete. Opere di José Molina", a cura di Roberto Gramiccia.


L’acqua di Talete
Opere di José Molina
Al Museo Bilotti di Roma una mostra, curata da Roberto Gramiccia,
sulle origini del pensiero occidentale

Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese
fino al 17 febbraio 2019

L’acqua come archetipo, forza primigenia da cui si genera la vita e a cui tutto farà ritorno. L’acqua che regge il mondo e l’acqua che nutre, in analogia con l’universo femminile. Questi i temi affrontati dall’artista madrileno José Molina nella mostra L’acqua di Talete. Opere di José Molina, che presenta fino al 17 febbraio iconici lavori fra dipinti, disegni e sculture, oltre a opere inedite, per la prima volta negli spazi espositivi del Museo Carlo Bilotti di Roma, all’interno della suggestiva cornice dell’Aranciera di Villa Borghese.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e curata da Roberto Gramiccia, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dall’Instituto Cervantes di Roma, e organizzata con il contributo della galleria Deodato Arte. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

La mostra, come rivela il curatore Roberto Gramiccia, prende spunto dall’importanza che i giochi d’acqua hanno avuto nella storia del Museo Bilotti, suggerendo una riflessione sulle origini classiche del pensiero occidentale. L’edificio che ospita l’attuale sede espositiva, infatti, prima ancora di essere adibito ad Aranciera, verso la fine del Settecento fu ampliato e decorato per volontà di Marcantonio IV Borghese, unitamente alla sistemazione del contiguo “Giardino del Lago”, per ospitare eventi e feste mondane. Tale intervento fu considerato stupefacente a tal punto che l’edificio stesso prese il nome di “Casino dei giuochi d’acqua”, come ci tramandano le cronache dell’epoca, proprio per la presenza di fontane e ninfei in stile barocco di particolare pregio per l’intrattenimento e il piacere degli ospiti e dei familiari.
Da qui l’idea di allestire una personale di José Molina tutta dedicata al tema naturale dell’acqua, indagato dall’artista quale elemento primordiale che dà origine alla vita e fondamento archetipico sul quale poggia tutto il sistema del reale. Il concetto è uno sviluppo del pensiero filosofico di Talete di Mileto che, come riporta Aristotele nella sua Metafisica, costituisce la base della filosofia occidentale. Molina si confronta con questo pensiero realizzando sculture e opere pittoriche su tela e su carta in cui predomina l’acqua stessa, che è anche evocata nelle fattezze metamorfiche e visionarie dei personaggi rappresentati, creando così, come evidenzia il curatore, un mondo fantastico che inesauribilmente rinasce da se stesso.



Per la mostra al Museo Bilotti sono state quindi selezionate le creazioni più rappresentative legate al tema dell’acqua secondo una visione cosmogonica, unitamente a una serie di lavori che rimandano all’interesse dell’artista nei confronti del legame tra l’uomo e la natura. Emblematico del percorso espositivo il lavoro Naufraghi nel proprio mare (2005), appartenente alla collezione “Predatores”. L’immagine, densa di richiami autobiografici, in cui predomina uno specchio d’acqua vasto e agitato, rappresenta metaforicamente un percorso interiore comune alla maggior parte delle persone e affrontato da Molina stesso: quello dell’uomo che sogna di volare o di nuotare in un mare aperto, ma che tuttavia spesso si autolimita creandosi una prigione interiore che non gli permette di spiccare il volo, di prendere il largo.
La tematica rimanda poi all’indagine dell’artista sulla natura umana, che caratterizza tutta la sua produzione e si ravvisa chiaramente nelle opere esposte provenienti dalle collezioni Los Olvidados, Portraits, Beloved Earth; tra queste spiccano le figure femminili, generatrici di vita e depositarie della forza ancestrale della natura, come in Dolce acqua (2015), La prima mattina (2015) e Fiore di mare (2016), oppure i soggetti onirici e metafisici di Predatores, da cui I Pesci che nuotano (2015), metafora dell’affrontare la vita “controcorrente”, oltre all’autoritratto Sangue! (2002) da Morir para vivir. Completano il percorso espositivo tre sculture appartenenti alla serie I feel (2017) e iconicamente intitolate Io dubito, Io ricordo e Io immagino, che invitano il visitatore ad addentrarsi sempre più nelle profondità dei labirinti della psiche umana con i suoi interrogativi ancestrali.



Appositamente per la mostra romana sono poi state realizzate due opere inedite, Marte nascente e Venere nascente (2018), in cui forte è il richiamo all’acqua come elemento in cui si crea la vita e risorsa preziosa nonché indispensabile per ogni essere vivente. Le due figure rappresentate a matita grassa propongono rispettivamente un uomo e una donna immersi nel mare, a testimoniare che dove c’è acqua c’è vita; tuttavia, al posto delle gambe la figura maschile ha denti di tricheco, mentre quella femminile il becco di un tucano a evocare la difficoltà dell’uomo a vivere in armonia con la natura e la necessità di ristabilire un equilibrio.

Per diverse opere in mostra José Molina ha realizzato anche le cornici, che concorrono ad accrescere i piani di lettura dei lavori esposti; le realizzazioni, polimateriche, sono create in legno o con materiali di recupero appositamente rielaborati dall’artista.

In occasione dell’esposizione è disponibile il catalogo antologico dell’opera di José Molina dal titolo “Humanitas” (2014) con contributi di Mariella Casile, Francesco Mattana, Deodato Salafia e Federico Scassa.

José Molina - Photographer Credits Carlo Marrazzo
Biografia
José Molina nasce a Madrid nel 1965; già dall’età di undici anni frequenta diverse scuole d’arte e in seguito, parallelamente agli studi presso l’Università delle Belle Arti di Madrid, lavora nella pubblicità fino a trentacinque anni, quando decide di dedicarsi totalmente alla pittura. Le sue prime esposizioni si tengono a Milano: nel 2004 alla Galleria Rubin, tra il 2005 e il 2010 al Museo della Scienza e della Tecnologia e all’Acquario Civico, successivamente presso la Galleria Ca’ di Fra’ e la Mc2 Gallery, alla Fondazione Stelline e alla Fondazione Mudima, e nel 2013 presso il Museo Poldi Pezzoli, lo Spazio Oberdan e la Triennale. Nel 2014 a Roma alla Real Academia de España ha luogo la sua prima antologica. Tra il 2016 e il 2017 è presente con mostre personali presso il Museo del Mare di Genova, Palazzo Graziani a San Marino e alla galleria Deodato Arte di Milano. Il 2017 lo vede protagonista alla Reggia di Caserta con la personale “Paesaggio dopo la battaglia” e nel 2018 espone presso la Able Fine Art Gallery di New York. José Molina è oggi presente nel mercato internazionale sia europeo che asiatico. Attualmente vive e lavora sul lago di Como. www.josemolina.com


È severamente proibito calpestare i sogni. A Mantova la fotopittura di Cristiano De Matteis.


CRISTIANO DE MATTEIS
È severamente proibito calpestare i sogni
a cura di Carlo Micheli
Mantova - Casa di Rigoletto
26 gennaio | 24 febbraio 2019

La fotopittura di Cristiano De Matteis irrompe nelle sale della Casa di Rigoletto con tutta la freschezza e l’innovazione di lavori in precario equilibrio sul sempre più sottile crinale che separa la fotografia dalla pittura. Nel laboratorio romano di via del Pellegrino si compie di fatto la fusione tra queste due forme d’arte, con la disintegrazione di barriere e confini ormai del tutto pretestuosi. Gli acrilici su tela hanno un’evidente derivazione fotografica, così come le fotografie utilizzate non possono dissimulare un’ovvia componente onirica, spesso indotta dalla conoscenza approfondita dell’arte classica. L’una forma espressiva è in simbiosi con l’altra, dando vita infine ad un prodotto artistico “terzo” rispetto alle tecniche generanti. Se l’avvento della fotografia ha storicamente rivoluzionato la pittura, forzandone l’evoluzione, la pittura interviene ora sulla fotografia ponendo il sigillo sui soggetti prescelti, trasformando un’immagine potenzialmente replicabile in innumerevoli copie in un’opera unica…

 
Le infinite storie di cui ogni persona è portatrice, ci sfiorano ogni giorno, si intrecciano e scompaiono col passo veloce dei nostri tempi. Rallentare queste scie d’umanità fino a trasformare una fugace apparizione in un incontro, cogliendone la bellezza sia etica che estetica, è ciò che Cristiano De Matteis si ripropone coi suoi quadri. Le immagini di partenza sono spesso decontestualizzate e iper contrastate, fino a divenire ombre dai contorni sfumati affogate in controluce estremi. Talvolta si tratta invece di ricontestualizzazioni ottenute per sovrapposizione di immagini, a ricreare l’atmosfera onirica che è componente essenziale di questi lavori. In ogni caso si tratta dell’incipit di storie impossibili, di rapporti solo ipotizzati, frutto di una sorta di trance estetica che diviene un atto d’amore verso la gente, verso il suo costante fluire, incrociarsi, sfiorarsi… 

Testo a cura di Carlo Micheli


Casa Di Rigoletto
Piazza Sordello 23 – Mantova

26 Gennaio | 24 Febbraio 2019
Inaugurazione sabato 26 Gennaio ore 18

orari: tutti i giorni dalle 9 alle 18
info: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

progetto del Comune di Mantova – Ufficio Mostre
mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine     

MEDITAZIONI PER OCCHI. Allo Spazio Filatelia di Poste Italiane di Milano, la mostra dell'artista Nadia Nespoli, tra pittura, letteratura e spiritualità.



Tra arte e filatelia.
Nadia Nespoli | MEDITAZIONI PER OCCHI


Spazio Filatelia di Poste Italiane, Milano | Via Cordusio, 4
24 gennaio – 2 febbraio 2019


Spazio Filatelia di Poste Italiane ospita MEDITAZIONI PER OCCHI di Nadia Nespoli, un percorso espositivo inedito che raccoglie 29 opere dell’artista milanese, a cavallo tra pittura, letteratura e spiritualità. L’apertura della mostra coinciderà con l’inaugurazione del timbro di annullo speciale e della cartolina dedicata legati all’esposizione, un’emissione filatelica di richiamo per collezionisti di tutta Italia.
La mostra MEDITAZIONI PER OCCHI propone ai visitatori una triplice esperienza contemplativa attraverso l’arte. Le tre serie di lavori proposte, Predisponi lo sguardo, Animal Farm e Remains, sono unificate dalla sperimentazione tecnica di Nadia Nespoli, basata su stratificazione di colore, sovrapposizione di materiale, ripetizione e cancellazione. Il bianco è protagonista: è riflessione, simbolo religioso e tempo sospeso; è equilibrio e purezza.
La prima serie di opere, Predisponi lo sguardo, include sette carte a tecnica mista montate su tela, tutte di formato verticale e tutte dominate dalla luce. Apparentemente astratti, questi dipinti sono invece narrazioni di carattere velato e meditativo, in cui immagine e figurazione vengono cancellate e destrutturate, mentre l’arancione e la luce del bianco catturano la vista. Come spiega l’artista, in queste opere lo sguardo dello spettatore diventa essenziale. “Non esistono più sfondo, primo piano, grande, piccolo, nuovo o vecchio, ma relazioni tra una nuova natura che perde il senso dei contorni e dei confini. Non c’è il vuoto, ma una nuova grammatica del vedere per lasciare emergere comunque e sempre qualcosa.” 


Lanciata in occasione di Bookcity 2018, la seconda serie Animal Farm è ispirata al celebre romanzo di George Orwell. Rileggere Animal Farm è stato il punto d’inizio per realizzare un ensemble di dodici carte montate su tela, un lavoro di cancellazione dei ritratti degli animali protagonisti del libro. Una riflessione volutamente lontana da ogni considerazione socio-politica, quella di Nadia Nespoli, che mira a evocare l’energia positiva delle pagine orwelliane in modo aperto e raccolto. “Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
La terza serie, che include nove opere in tessuto chimico su tela, è intitolata Remains perché, oltre al rifiuto della figurazione, questa volta c’è anche l’intervento della lavatrice. Durante il lavaggio in lavatrice, i colori sono dispersi e sporchi: sembra tutto lavato, centrifugato e cancellato. Ma con l’utilizzo di piccoli fogli, la decolorazione crea l'effetto e i colori si fissano. Piccoli fogli di colore diverso, spesso sbiadito, che Nadia Nespoli riordina, cuce e ritratta con il bianco, in una ricerca frenetica di nuova forma.


La mostra MEDITAZIONI PER OCCHI è accompagnata da una guida con un testo critico della curatrice Margherita Zanoletti e un breve apparato iconografico.
Lo Spazio Filatelia di Milano è ubicato all'interno di un edificio storico degli anni Venti con affreschi e opere in ceramica soggetti a tutela della Soprintendenza dei Beni Artistici. Oltre a offrire un vasto assortimento di francobolli, folder e tutti i prodotti filatelici da collezione, lo Spazio ospita mostre, eventi, cerimonie, convegni e corsi sulla filatelia, spesso in occasione di eventi fieristici o anniversari, in collaborazione con aziende, associazioni e istituzioni a livello nazionale.
Nadia Nespoli nasce a Milano, dove vive e lavora. Frequenta la Civica scuola di pittura di Milano e si diploma all'Accademia di belle Arti di Brera, e ha all'attivo numerose mostre e installazioni, di cui l'ultima a Palermo in occasione di Manifesta 2018. In parallelo alla ricerca artistica personale, Nadia idea e conduce corsi di pittura e laboratori creativi. Nel 2012 fonda il Laboratorio Artemisia presso la Casa di Reclusione di Milano - Bollate, curando esposizioni collettive. Tutta la sua opera è imperniata tra segno pittorico e cancellazione dell'immagine. Il motivo conduttore è infatti frammentare, coprire, cancellare l'immagine per ricomporla completamente diversa.


Nadia Nespoli | MEDITAZIONI PER OCCHI
inaugurazione filatelica giovedì 24 gennaio 2019, ore 11,30
presentazione con l’artista sabato 26 gennaio 2019, ore 11
ingresso libero (lunedi-venerdi 8,30/14,30, sabato 8,30/12,00)

ufficio stampa Indira Fassioni, Rosaspinto Lab
+ 39 333 8864490 | info@rosaspinto.it