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martedì 5 marzo 2019

“MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70” . A Palazzo Lombardia, in mostra 50 lavori, alcuni inediti, dei principali protagonisti milanesi della Pop Art, a cura diElena Pontiggia.


4 aprile - 29 maggio 2019

mercoledì 3 aprile
conferenza stampa ore 11.30
inaugurazione ore 18.30

SPAZIO ESPOSITIVO DI PALAZZO LOMBARDIA
Milano, via Galvani 27

Lo Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia a Milano, sede della Regione, accoglie la mostra “MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70” dal 4 aprile al 29 maggio 2019, a cura di Elena Pontiggia.
L’esposizione è promossa da Fontanasedici S.r.l. in collaborazione con Regione Lombardia, Collezione Koelliker, Arteutopia, Associazione Sergio Sarri, Associazione Giangiacomo Spadari.

Il percorso espositivo, che si snoda in diverse sale, approfondisce un segmento di storia recente del nostro Paese, gli anni Sessanta e Settanta, attraverso una cinquantina di lavori – molti dei quali inediti – dei principali protagonisti milanesi della Pop Art, movimento artistico che più di ogni altro ha saputo esprimere le icone e le contraddizioni della società contemporanea e che, muovendo dagli Stati Uniti, ha animato anche l’Italia, specialmente dopo la celebre Biennale di Venezia del 1964.


La collettiva muove da un panorama della Pop Art italiana con i grandi protagonisti della corrente, da Mario Schifano a Tano Festa, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni e Concetto Pozzati, per poi concentrarsi sull’ambiente milanese con Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Silvio Pasotti, Sergio Sarri, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Emilio Tadini.

L’esposizione evidenzia così i diversi punti di contatto, ma anche e soprattutto le differenze profonde con la Pop Art americana – da qui il sottotitolo “Pop Art e dintorni” – indagando come gli artisti italiani, ed in particolare milanesi, abbiano interpretato originalmente la tendenza, sullo sfondo di un’Italia inquieta che da un lato conosce il boom economico e dall’altro si avvicina ai tempi bui degli “anni di piombo”.

Tra le opere esposte si segnalano l’ironico décollage di Rotella Cleopatra Liz (1963), che rimanda ai manifesti dei grandi kolossal cinematografici; la Palma di Schifano dei primi anni ’70; Gli occhiali (1968) dalla serie degli argenti di Giosetta Fioroni; la paradossale Nascita di una rosa del 1972 di Pozzati. Venendo al panorama milanese, ecco gli antropomorfici collage di Baj, tra cui l’inedito Cathérine Desjardins, dite Madame de Villedieu del 1974; il visionario Questo nottambulo di Zorro (I due astronauti) del 1965 di Bertini; il metafisico Archeologia con De Chirico del 1972 di Tadini. E, ancora, Stefanoni propone un inventario di oggetti quotidiani nella loro disarmante ovvietà, come Gli imbuti (1970) e I flaconi (1969), quest’ultimo esposto per la prima volta. Ecco infine i lavori ispirati a temi politici e sociali come Il giorno della presa del 1970 di Baratella; Cuba-Cuba del 1970 di De Filippi; Il grande prestigiatore (Le avventure di Nessuno) del 1967 di Sarri; Gli oggetti ci guardano e passano del 1970 di Umberto Mariani; Garibaldi e sua figlia Clelia del 1975 e l’inedita Metropolitana del 1973 di Spadari.


La mostra si completa di un video-documentario con testimonianze e interviste esclusive agli artisti e alla curatrice raccolte da Stefano Sbarbaro, prodotto da TVN Media Group - Arte e Cultura.

Accompagna l’esposizione un approfondito catalogo con un testo critico di Elena Pontiggia e altre interviste inedite agli artisti.

Importante evento collaterale che accompagna per tutta la sua durata “MILANO POP”, la mostra tematica CINEMA POP che inaugura mercoledì 10 aprile presso la Galleria Robilant+Voena, in collaborazione con l’Associazione Sergio Sarri e l’Associazione Giangiacomo Spadari.
L’esposizione, attraverso una trentina di lavori di Sergio Sarri e Giangiacomo Spadari, intende approfondire un aspetto comune a questi due protagonisti della Pop Art milanese, «attenti entrambi alle modalità espressive del cinema come spunto pittorico», così come rileva la curatrice Elena Pontiggia. Infatti, come la pittura anche il cinema fonda le sue basi sull’immagine; tuttavia, mentre il film la sviluppa nello spazio e nel tempo, l’arte pittorica la cristallizza in un “fotogramma”. Questa la riflessione di partenza che accomuna Sarri e Spadari e li allontana da altri artisti che hanno guardato alla settima arte come riferimento di cultura popolare, fra cui si ricordano Schifano e Rotella, i quali hanno attinto al bacino di immagini dell’universo cinematografico per farne delle icone pop.

Arricchisce l’evento un’originale pubblicazione, ispirata alla grafica delle riviste dell’epoca, con contributi di Elena Pontiggia, Sergio Sarri e un testo dedicato a Giangiacomo Spadari, in dialogo con immagini di repertorio e delle opere esposte.

Per il sostegno alla mostra MILANO POP si ringrazia lo Sponsor

Coordinate mostra MILANO POP
Titolo MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70
A cura di Elena Pontiggia
Sede Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia, via Galvani 27, Milano
Date 4 aprile - 29 maggio 2019
Conferenza stampa mercoledì 3 aprile ore 11.30
Inaugurazione mercoledì 3 aprile ore 18.30
Orari lunedì-venerdì ore 11-19; sabato-domenica ore 15-19; chiuso Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1 maggio
Ingresso libero
Info pubblico milanopop@f16arte.it

Hashtag ufficiale #MostraMilanoPop

Coordinate mostra CINEMA POP
Titolo CINEMA POP
A cura di Elena Pontiggia
Sede Galleria Robilant+Voena, via Fontana 16, Milano
Date 11 aprile - 29 maggio 2019
Inaugurazione mercoledì 10 aprile ore 18.30
Orari lunedì-venerdì ore 10-19
Ingresso libero
Info pubblico Tel. 02 8056179 - paolo@robilantvoena.com

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it



lunedì 4 marzo 2019

Portrait of woman - Ritratto di donna. Al MACRO di Roma, la performance di Monica Pirone, a cura di Michela Becchis, con la collaborazione di Sergio Angeli, la partecipazione di Elina Chauvet, con le musiche di Mino Curianò e le coreografie di Anouska Brodacz.



Portrait of woman - Ritratto di donna
Performance di Monica Pirone
A cura di Michela Becchis
Con la collaborazione di Sergio Angeli
Con la partecipazione di Elina Chauvet
e di altre 87 donne
Con le musiche di Mino Curianò
Coreografie di Anouska Brodacz

8 marzo 2019 ore 16.00 | MACRO Museo d’Arte Contemporanea | Roma


Il giorno 8 marzo 2019 alle ore 16.00 il MACRO Museo d’arte Contemporanea di Roma ospiterà il progetto Portrait of woman - Ritratto di donna, performance di Monica Pirone, a cura di Michela Becchis, con la collaborazione di Sergio Angeli, la partecipazione di Elina Chauvet, con le musiche di Mino Curianò e le coreografie di Anouska Brodacz.

Il progetto coinvolge 87 donne, numero che coincide simbolicamente con il triste bilancio di casi di femminicidio del 2018: parteciperanno donne di tutte le età, di diverse professioni, bambine, madri, professioniste, studentesse, ecc. per porre attenzione sul ruolo e sull’identità della donna nella società contemporanea.

“Uno degli interrogativi  più intensi che nascono intorno alla tragicità del lutto, fosse anche un lutto sociale, collettivo e che non riguarda solo la vulnerabilità individuale e intrasferibile è il come far sì che si rimanga noi stessi nel dopo. Camminando un po’ accanto ad alcune parole di Judith Butler e non solo, riflettendo sul senso di cui è necessario riappropriarsi della parola performance, si può provare a intendere quell’apparente paradosso scelto da Monica Pirone per cui si rimane se stesse  assumendo le sembianze di un’altra. Ma assumere le sembianze di chi è stata uccisa sarebbe troppo semplice, non sarebbe quel “confrontarsi con la violenza di questo mondo senza riprodurla”, come appunto scrive Butler, e sarebbe troppo osceno nel suo antico senso di “essere di cattivo auspicio”, ben sapendo che il motto mai più sarà ancora a lungo dentro un’araldica del desiderio.

Anche qui si possono aprire laghi di dolore, ma è più frequente che ciò che si porta con sé come  qualcosa di consolatorio per i momenti difficili è un ricordo, un lampo, un’immagine dell’infanzia, del momento in cui si è inermi e innocenti per definizione e, altrettanto per definizione, felici.  Bambine, che guardano, che crescono, amano, assecondano se stesse o gli altri, diventano donne che scelgono oppure no, che si compongono e scompongono e ricompongono giorno dopo giorno, che restano, vanno via, che troppo spesso chiamano amore un baratro e che dentro di loro cercano di proteggere quella bambina che erano. Ecco, lungo la vita, spesso rimanere se stessi è anche custodire una traccia benevola della propria infanzia.
Monica, non vuole il volto delle donne uccise, non intende mettere in scena quella parte del loro corpo dentro cui ogni senso e pensiero si sono concentrati e un giorno negati, vuole altri volti, altri corpi che si assumano la responsabilità e la potenzialità di diventare senso comune; mettendo il proprio volto di bambina in gioco, in un gioco serissimo e suggestivo, ciascuna donna, proprio perché compie il gesto di fiducia assoluta di passare il suo sé innocente ad un’altra, trasforma il compatimento da sentimento ristretto, domestico, di vicinanza quasi familiare a elemento di  riflessione collettiva, di collettivo orrore che è sentimento, ma anche rappresentazione di senso politico e sociale. (...)” (dal testo critico di Michela Becchis)
Portrait of woman nasce da un lavoro che Monica Pirone porta avanti già dal 2014: una riflessione sul rapporto tra le diverse generazioni che nel 2018 è divenuto una mostra dal titolo Home Sweet Home, mettendo in luce le problematiche e le insidie che si celano nell’ambiente domestico, in molti casi non più luogo di protezione e vita.
L’evento dell’8 marzo apre, inoltre, un ciclo di appuntamenti che l’artista messicana Elina Chauvet porterà avanti per tutto il mese di marzo: l’atelier al MACRO; due residenze confronto con le artiste Leila Mirzakhani e Eozen Agopian che si svolgeranno presso la sede di Officinenove; incontri con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e del Liceo Artistico di Via Ripetta.


INFO

Portrait of woman - Ritratto di donna
Performance di Monica Pirone
A cura di Michela Becchis
Con la collaborazione di Sergio Angeli
Con la partecipazione di Elina Chauvet
e di altre 87 donne
Con le musiche di Mino Curianò
Coreografie di Anouska Brodacz

8 marzo 2019 ore 16.00
MACRO Museo d’Arte Contemporanea
Via Nizza 138 - Roma


Ufficio stampa
Roberta Melasecca - Melasecca PressOffice - Interno 14 next
roberta.melasecca@gmail.com - www.melaseccapressoffice.it - www.interno14next.it

Al via la “Settimana della birra artigianale”. Birra Tarì a Modica presenta la speciale birra al Caffè Moak con miscele etiopi.


Scatta da domani la nuova edizione della “Settimana della birra artigianale”. Anche in Sicilia eventi, degustazioni e appuntamenti nei birrifici. Per le anteprime, Birra Tarì a Modica presenta la speciale birra al Caffè Moak con miscele etiopi.


Al via lunedì 4 marzo 2019 la nuova edizione della “Settimana della Birra Artigianale” promossa a livello nazionale, fino al 10 marzo, dalla rivista “Cronache di Birra”. Un grande appuntamento che percorre l’intero Stivale per un brindisi lungo una settimana interamente dedicato alle birre artigianali. Un segmento di mercato in continua crescita forti del lavoro dei mastri birrai e della qualità degli ingredienti che, oltre ai malti, spesso si ispirano al territorio.
Anche in Sicilia saranno numerosi gli appuntamenti programmati all’interno dei birrifici e nei pub con visite guidate e la proposta delle migliori birre artigianali con l’obiettivo di far conoscere più da vicino le produzioni birraie.

 
La “Settimana della Birra Artigianale” diventa l’occasione per presentare le produzioni nuove e recenti dei microbirrifici. E’ il caso di “Tarì Moak”, la birra artigianale al gusto di caffè prodotta da Birra Tarì con le miscele di Caffè Moak. Una birra scura doppio malto, che si ispira alle classiche stout ad alta fermentazione. Si parte dall’estrazione a freddo dei chicchi di Caffè Moak appena tostati, immediatamente introdotti nella fase produttiva della birra scura. Il caffè scelto è un pregiato monorigine della qualità arabica proveniente dall'Etiopia. Un caffè molto aromatico con sentori agrumati che si mischiano alle note dei malti tostati utilizzati nella preparazione della speciale birra.
Tarì Moak è stata ufficialmente presentata durante la XX° edizione di Ein Prosit, e nei laboratori di Eugenio Signorini, curatore della Guida alle birre d’Italia di Slow Food Editore. E’ una birra facile da bere, che risulta leggera al palato e con una contenuta gradazione alcolica, dal colore bruno limpido, che ricorda l'ambra scura e una schiuma cremosa e persistente. 

Per la “Settimana della Birra Artigianale” in casa Tarì sono previsti tutti i giorni visite guidate all’interno del birrificio e poi tre serate, giovedì, venerdì e sabato dalle 19 alle 24, per la degustazione delle varie birre in abbinamento con gustosi taglieri. 



“Sculture e poesia". A Firenze un nuovo appuntamento con le opere della scultrice Roberta Conigliaro.


Mostra di scultura “Sculture e poesia “ di Roberta Conigliaro
Borghese Palace Art Hotel in via Ghibellina 174/r Firenze
dal Venerdì 8 Marzo 2019 a Sabato 30 Marzo 2019
Inaugurazione Venerdì 8 Marzo, ore 18.00

Con la mostra “ Sculture e poesia” presso il Borghese Palace Art Hotel di Firenze, l’artista siracusana Roberta Conigliaro presenta una selezione del suo lavoro, sculture per lo più in pietra, creature femminili, avvolte in morbide vesti, senza volto. Creature del Mediterraneo, con una linea estremamente pulita, semplificata.
Abbinate alle opere, alcune poesie dell’artista: un dialogo tra la parola e la forma.
L’inaugurazione della mostra sarà presentata dalla giornalista e scrittrice fiorentina Ilaria Guidantoni.
La mostra “Sculture e poesia” di Roberta Conigliaro si chiuderà sabato 30 marzo con la presentazione, alle ore 16.30, del libro di poesie Anima errante dell’artista siracusana, presentazione a cura del giornalista Maurizio Filippini.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 23.00 con ingresso libero.

Exclamation. Alla galleria d'arte Triskelion di Piazza Armerina, la mostra collettiva a cura di ignorarte.


Exclamation
a cura di ignorarte.com
Galleria d'arte Triskelion
Via Capizzi 27 - Piazza Armerina (En)
Vernissage 16 marzo 2019 - Finissage 30 marzo 2019

ignorarte inaugura il 2019 con questo nuovo format
 
Exclamation, esclamazione, figura retorica che consiste nel sottolineare un particolare stato emotivo attraverso l'intonazione data a una parola o una frase che viene, così, enfatizzata. Ignorarte mira a trasmettere, attraverso la comunicazione non verbale, uno stato emotivo tale da portare il fruitore all'atto esclamativo.
Saranno gli artisti a trovare la loro personale intonazione mediante l'utilizzo dei linguaggi dell'arte contemporanea in una miscellanea di tecniche ed espressioni quali pittura, scultura, fotografia, digital art, mixed media...

ARTISTI
Salvatore Alessi, Gianna Amendola, Caterina Arena, Salvatore Cammilleri, Cavalieri Arteinacciaio, Cinzia Colombo, Stefania Di Filippo, Elmar, Barbara Gioiello, Vera Gjermundsen, Carlo Guarneri, Luca Iannì, Joollook, Francesca Nesteri, Santo Nicoletti/Gianni Ruggeri, Calogero Palacino, Salvatore Pellegrino, Nunzio Pino, Louise Roeters, Claudia Sabellico, Carla Sacco, Michela Santoro, Donatella Vici, Tina Vitale.