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martedì 23 gennaio 2018

WHITELIGHT ART GALLERY E COPERNICO presentano “di Parole faccio Arte”, la prima mostra estesa in Italia con gli artisti Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme.


WHITELIGHT ART GALLERY E COPERNICO
presentano

“di Parole faccio Arte”
la prima mostra estesa in Italia


Preview stampa del progetto | Copernico Milano Centrale
Martedì 30 gennaio 2018 | dalle ore 12.00 alle ore 14.00

Vernissage mostra collettiva| Copernico Milano Centrale
Martedì 30 gennaio 2018 | ore 19.00 su invito
La mostra sarà aperta al pubblico dal 31 gennaio al 21 dicembre 2018
Orari di apertura lun-ven dalle 10.00 alle 18.00

Sedi delle mostre personali
Milano Copernico Piazza Castello | Roma Clubhouse Barberini | Torino Copernico Garibaldi
Dal 7 febbraio al 21 dicembre 2018
Orari di apertura dal lun - sabato su appuntamento

Whitelight Art Gallery, galleria di arte contemporanea fondata da Giorgia Sarti e Marta Menegon, e Copernico, piattaforma di spazi e servizi dedicati allo smart working, consolidano la loro collaborazione - nata nel 2016 con la presenza della galleria nell’Art Basement di Copernico Milano Centrale - e presentano “di Parole faccio Arte” un percorso d’arte ambizioso e coraggioso, senza confini geografici ma con precisi confini progettuali e tematici che toccherà 4 sedi di Copernico in Italia a Milano, Torino e Roma.

Per dare il via a questa nuova fase della  partnership , Whitelight Art Gallery presenta “di Parole faccio Arte”, la prima mostra tematica composta da tre personali e una collettiva: Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme, tre artisti e tre diverse prospettive per un viaggio itinerante alla riscoperta della parola e della sua rappresentazione nell’arte visiva.

La mostra, nata da un’idea di Giorgia Sarti, co-fondatrice di Whitelight Art Gallery e Guido Galimberti, collezionista storico milanese d’arte moderna e fondatore di Opera Art Solutions, ha come unico filo conduttore la parola nell’arte visiva. Tre diversi linguaggi per comunicare una forma espressiva che collega parole e immagini, che esalta la poesia trasformandola in pittura, in scultura, in campo di ricerca e installazione interattiva. Una triplice ricerca di interazione tra immagine e parola, un dialogo a tre voci e a tre velocità diverse tra alcuni dei più interessanti autori di questa ricerca.

A inaugurare l’esposizione itinerante sarà la personale di Giorgio Milani, artista italiano, famoso per i suoi “poetari” e definito “poeta visivo oggettuale”. Inizia la sua ricerca a metà degli anni ’60 sul rapporto fra immagine e scrittura. Dagli anni ’90 il proprio percorso di ricerca si esprime attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici in legno, ormai divenuti introvabili, i cosiddetti “poetari”. Esposti per la prima volta nel 1997 presso la Fondazione Stelline con il patrocinio del Comune di Milano (Poetari di fine Gutenberg). Da allora la notorietà del lavoro di Giorgio Milani si diffonde sia in Italia sia all’estero. Numerose ed importanti le mostre e le presenze dell’artista in tutto il mondo. Il 7 febbraio 2018 aprirà a Milano Copernico Castello per spostarsi poi a Roma a giugno e a Torino a settembre. Pochi giorni dopo saranno le opere di Sabrina D’Alessandro ad occupare gli spazi di Torino Copernico Garibaldi. Nel 2009 Sabrina D’Alessandro fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite), “ente preposto al recupero di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra”. Attraverso questo Ufficio l’artista cerca, esplora e riporta in vita parole altrimenti perdute, trasformandole in video, sculture, installazioni e “azioni”. Le sue opere partono dalla parola per indagare l’animo umano, e lo fanno in modo brillante, spesso ironico, accompagnandoci in un percorso coinvolgente, che getta una luce diversa sulla realtà che ci circonda. Il lavoro di Sabrina D’Alessandro, segnalato dall’Enciclopedia Treccani, è stato esposto in numerose mostre in Italia e all’estero ed edito, tra gli altri, da Rizzoli, la Domenica del Sole24Ore, Expo 2015 e Sky Arte.

E infine, a marzo,  presso il Clubhouse Barberini a Roma sarà la volta di Opiemme,  artista che inizia  il suo percorso scrivendo poesie, chiedendosi come poterne svecchiare la comunicazione. Reinventa la fruizione e l'occasione della lettura, cercando nuovi modi con cui presentare poesia.
Trasferisce la sua poetica direttamente su tela, su carta, su muro e su qualunque superficie possa ospitare la sua personale ricerca, il suo viaggio all’interno del quale poesia e immagine si fondono arricchendosi reciprocamente di nuovi significati.  Attivo sotto pseudonimo, l’artista si distingue per unire poesia ad arte pubblica, per avere spinto il movimento della poesia di strada italiana verso nuovi orizzonti.
Col progetto “Un viaggio di pittura e poesia”, manifesto della sua ricerca, Opiemme realizza numerosi e importanti murales,  con calligrammi e letterform dedicati a diversi autori, che culminano con un tributo di 10 piani al premio nobel Wislawa Szymborska a Danzica (Pl). La stampa lo definisce "il poeta della street art". Numerose le presenze in mostre, festival e le opere pubbliche realizzate sia in Italia sia all’estero.

“In un mondo in cui le parole vengono spesso maltrattate, usate velocemente, adattate e forse piegate alle esigenze dei social network, l’idea di proporre a tutti i membri della nostra community una profonda riflessione sulla parola come protagonista di un viaggio a tre corsie ci è sembrato non solo interessante ma soprattutto stimolante” – ha dichiarato Pietro Martani, Amministratore delegato di Copernico Holding S.p.A. – “Il concetto di arte porta con sé un universo di valori che parlano di creatività, cultura, stile, gusto del bello, capacità di aiutarci ad anticipare le tendenze che possono riflettersi sull’impresa. La mostra curata da Giorgia Sarti per la parte artistica e da Marta Menegon nella comunicazione,  ci mostrerà tre visioni e tre espressioni, generazioni e generi a confronto.

“Della scrittura come mezzo di comunicazione visiva tanto è stato detto, tanto è stato fatto. Una forma espressiva in arte che dagli inizi del ‘900 ad oggi non ha smesso di proliferare e diffondersi in un percorso ampio e interdisciplinare che abbraccia forme espressive diverse: dall’arte concettuale, all’assemblage di materiali fino all’arte pubblica. In questo percorso, che ci accompagnerà durante tutto l’anno 2018, presenteremo la contemporaneità del campo d’indagine sulla parola rielaborata in arte attraverso il lavoro di Giorgio Milani, Sabrina D’Alessandro e Opiemme. Un tema importante, che trova all’interno di hub come quelli creati da Copernico, il giusto spazio espositivo e di fruizione” ha dichiarato Giorgia Sarti, curatrice della mostra e co-fondatrice della Whitelight Art Gallery – “Il lavoro proposto dai tre artisti favorirà sicuramente quel dialogo e quella visione innovativa voluta e promossa da Copernico quale promotore di cultura anche all’interno di contesti legati al business”.

L’obiettivo della partnership è offrire a partire dalla community di Copernico mostre e momenti di incontro, in cui la cultura diventa una delle leve per promuovere la creatività e l’innovazione. Copernico da sempre è attento alla sfera relazionale e al benessere delle persone che lavorano all’interno dei suoi spazi con l’obiettivo di creare un nuovo lifestyle del lavoro e favorire opportunità di crescita personale e professionale. Proprio per questo ha voluto sviluppare e potenziare la collaborazione con Whitelight Art Gallery, proponendo un progetto unico in Italia, in cui ambienti tradizionalmente dedicati all’attività lavorativa e alla creazione di valore finanziario, si aprono per accogliere esposizioni artistiche, performance site specific, eventi e narrazioni con l’obiettivo di diffondere la bellezza e stimolare la creatività.


PROGRAMMA MOSTRE


Martedì 30 gennaio 2018 sarà presentato il progetto presso la sede della Whitelight Art Gallery, in via Copernico 38 a Milano, con vernissage alle ore 19 della mostra collettiva, visitabile per tutto il 2018 (orario: lunedì, venerdì ore 10-18, sabato e festivi su appuntamento info@whitelightart.it).


PERSONALI
Visite solo su appuntamento da lunedì a venerdì,
contattando m.menegon@whitelightart.it, Whitelight Art Gallery



Giorgio Milani - mostra personale
Milano Copernico - Piazza Castello 13 -Dal 7 febbraio - al 23 aprile 2018
Roma Clubhouse Barberini -  Via San Basilio 48 - Dal 1 giugno 2018 al 10 settembre 2018
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco  - Dal 28 settembre - al 21 dicembre 2018

Sabrina D’Alessandro - mostra personale
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco 2 - Dal 16 febbraio 2018 al 23 aprile 2018
Milano Copernico - Piazza Castello 13 - Dal 9 maggio 2018 al 10 settembre 2018
Roma Clubhouse Barberini - Via San Basilio 48 - 12 ottobre - 21 dicembre 2018

Opiemme - mostra personale
Roma Clubhouse Barberini - Via San Basilio 48 - Dal 2 marzo   al 23  aprile 2018
Torino Copernico Garibaldi - C.so Valdocco 2 - Dal 18 maggio al 10 settembre 2018
Milano Copernico - Piazza Castello 13 -19 settembre- 21 dicembre 2018




Giornata della Memoria 2018. A Caserta, lo spettacolo “Vinti e Vincitori”, di Patrizio Ranieri Ciu e Alfonso Martucci, a cura della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla.

Giornata della Memoria 2018 – spettacolo “Vinti e Vincitori”
Venerdì 26 Gennaio - Comune di Caserta, Sala Consiliare ore 17:00



Il Comune di Caserta sceglie la Sala Consiliare come location ideale per mettere in scena con la Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla lo spettacolo “Vinti e Vincitori”, scritto da Patrizio Ranieri Ciu con la collaborazione del compianto penalista Alfonso Martucci, primo interprete del ruolo del Giudice.
Giunto al 14° anno consecutivo di repliche,  “Vinti e Vincitori”  è un accurato e  particolare  lavoro teatrale – apprezzato anche dalla critica internazionale – che riproduce un pirandelliano processo a porte aperte in cui accusa e difesa si affrontano nell'emblematico confronto tra chi nega l’Olocausto e chi afferma che è stata la pagina di storia più aberrante della nostra civiltà. Un’umanità smarrita si muove in questa particolare aula di Giustizia attraverso testimonianze tra la più drammatiche della grande pagina oscura del secolo passato, di fronte ad un giudice che lascerà la giuria da sola a decidere. Facendo perno sui fatti storici e sulle deposizioni di chi ha vissuto e si è reso protagonista della Shoah, "Vinti e Vincitori" porta lo spettatore a riflessioni mutevoli ed improvvise con un unico scopo: non dimenticare, proprio ora che siamo così vicini a quel cambio generazionale che cancellerà del tutto gli ultimi testimoni viventi.
 

Valore altamente simbolico la speciale partecipazione del sindaco di Caserta, Carlo Marino, nel ruolo del giudice. Il gesto del primo cittadino certifica la volontà della città intera nella denuncia ferma dell’attentato alla Memoria di chi intende negare l’oscurità del buio della ragione durante l’Olocausto.


Il sindaco di Caserta Carlo Marino

La conclusione dell’opera sarà pronta a certificare la tremenda attualità della abiezione umana. La circostanza dello spettacolo – garanzia assoluta di riflessione collettiva – sarà prova della necessità di una piena convergenza tra cittadini ed istituzioni: perché il dovere di partecipazione di entrambi è la sola compatta dichiarazione di unità possibile davanti al dramma più assurdo della storia.
 

"Vinti e Vincitori" istituisce un processo al valore del ricordo, anzi la Memoria stessa si fa portatrice di un’accusa contro chi la diffama, la nega e tende a confondere i confini della verità. È una lunga riflessione, un dibattito del cuore e della mente tra continui capovolgimenti di fronte ed intense rievocazioni. Un modo per rivivere e riascoltare le terribili voci dell’Olocausto, per lottare contro il negazionismo e per chiedersi se sia possibile giudicare, per noi, oggi, quel momento storico che ha segnato il punto più basso della nostra umanità. 


Ingresso è libero.               


INFO
Compagnia della città & Fabbrica Wojtyla
telefono: 347.2844438
email: compagniadellacitta@gmail.com

martedì 16 gennaio 2018

Al museo MAAM di Roma, la mostra collettiva "Arte da macello", a cura di Ignorarte.


Arte da macello
27 Gennaio 2018 ore 15:00
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz - via Prenestina, 913 Roma

a cura di
ignorarte.com
 
 
L’installazione “Arte da macello” rappresenta la trasposizione artistico-concettuale del funzionalismo del luogo che la accoglie. Dall’oggettività della “carne da macello” al raffinato abbaglio dell’astrazione proposta proprio con “arte da macello”, un effetto artistico che fa da specchio rispetto alla cornice contestuale da cui viene ospitato. Si tratta, quindi, di un processo di metamorfosi fisica ed immutabilità speculativa che afferisce non solo alla location specifica che abbraccia l’opera all’interno dello spazio del museo MAAM, ma anche all’intera concezione del museo in sé nella sua totalità, un luogo concepito come contenitore di significati sociali, artistici ed antropologici, una vera e propria opera museale collettiva realizzata da una pluralità di energie, idee ed esperienze espanse. L’installazione è, quindi, una trasfigurazione seriale e tridimensionale di anime, carni ed identità artistiche; un macinato di tessuti differenti. L’input nasce da una scelta curatoriale volta all’eterogeneità ed alla sperimentazione, mettendo in gioco anche artisti storicamente impegnati in discipline diverse. Trasfigurazione, serialità, identità ben definite, un atto di provocazione nei confronti dei sistemi nonché dello stesso sistema dell’arte contemporanea. Mangiamo le nostre sofferenze e ricerchiamo i luoghi del dolore come simboli di protezione e consolazione, e poi ci cibiamo dell’arte e delle sue irriverenze. L’operazione è dissacrante e prosegue oltre la macellazione della carne come fattore di sfida spirituale contro la liberazione e l’illuminazione; la nostra luce emerge ove esiste consapevolezza e chiarezza dei messaggi … che siano audaci, rivolti a tutti, trasparenti anche se potenzialmente tormentati. Siamo in un territorio di provincia per l’uomo, ma l’arte contemporanea non è solo disagio e disperazione, è anche visione ed interpretazione del reale e delle sue vie di fuga. Gli artisti partecipanti, valorosi ed intrepidi, hanno singolarmente interpretato il senso dell’operazione artistica fedeli ai propri linguaggi, alle proprie tecniche ed ai propri percorsi concettuali, così da convergere verso un concreto e materico itinerario comune.

Artisti partecipanti:
Caterina Arena; Monica Argentino; Daniela Chionna; Daniela Cannarozzo; Giulia Del Papa; Adelaide Fontana; Caterina Genta; Vera Gjermundsen; Joollook; Pietro Mancini; Roberta Maola; Mattia Morelli; Nove; Selene Porcaro; Nunzio Pino; Loredana Raciti; Fabrizia Ranelletti; Alfonso Siracusa; Daisy Triolo; Monica Verdiani; Donatella Vici.


Dopo la presentazione delle opere, le stesse verranno raccontate dagli artisti attraverso il linguaggio della performance art. Ad esibirsi: Caterina Arena/Daniela Cannarozzo; Monica Argentino (Alicemoon); Adelaide Fontana/Annalisa Bertella; Pietro Mancini; Fabrizia Ranelletti; Donatella Vici.

INFO
A cura di ignorarte.com.
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
MAAM museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz – https://www.facebook.com/museoMAAM
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com; ZTL Rete Oro – https://ztl.jimdo.com/

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo "Mr Pùntila e il suo servo Matti" di Bertolt Brecht, regia e scene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.


 
18 gennaio/11 febbraio | sala Shakespeare

Mr Pùntila e il suo servo Matti
di Bertolt Brecht traduzione Ferdinando Bruni
regia e scene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni, Luciano Scarpa, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Corinna Agustoni, Luca Toracca, Umberto Petranca, Nicola Stravalaci, Matteo De Mojana, Francesca Turrini, Francesco Baldi, Carolina Cametti
musiche originali Paul Dessau, arrangiamenti Matteo de Mojana
costumi Gianluca Falaschi, luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell’Elfo



Scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata, Pùntila e il suo servo Matti è una variante del Dottor Jekyll e Mister Hyde (e per altri versi di Luci della città, a cui Brecht si era probabilmente ispirato): il ricco possidente Pùntila è infatti un personaggio a due volti, schizofrenico come il milionario del film di Chaplin. Da sobrio è un tiranno che vessa i suoi dipendenti, sfrutta i suoi operai e vuol dare la figlia Eva in moglie a un diplomatico inetto e a caccia di dote, mentre, quando è ubriaco, diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti, che tratta come un suo pari. Sfortunatamente le sbronze passano sempre...
Una riflessione sulla compresenza del bene e del male nell’animo umano, un’allegoria del capitalismo e dei suoi sorrisi da caimano dove Karl Marx incontra suo fratello Groucho. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia hanno firmato il primo Brecht interamente “made in Elfo”, riuscendo a esaltarne tutto il potenziale comico e facendo emergere, con esiti spesso esilaranti, le contraddizioni e le disuguaglianze sociali di un’epoca che, pur con altri abiti e abitudini, somiglia nella sostanza alla nostra. 


"È la coralità diffusa la nota dominante di questa pregevole versione che raggiunge il suo acme nella festa di fidanzamento con banchetto della seconda parte, nell’esposizione delle ricette gastronomiche alternate a quelle ideologiche sulle differenze di classe. Il siparietto brechtiano, che esibisce pantografata una banconota di Pùntila, non riesce a separare gli attori da una platea speciale, partecipe, quasi protesa verso il palcoscenico a prendersi una boccata di teatro invece dello smog."
Rita Cirio, l’Espresso 



Sala Shakespeare Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano 
Martedì / sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 
Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - 
Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 

 

Con "Trigger" di Annamaria Ajmone, al via alla rassegna "Venere In Teatro", a cura di Live Arts Cultures.

 
LIVING ROOM/VENERE IN TEATRO
a cura di Live Arts Cultures
primo evento: 19 gennaio 2018 - apertura porte ore 20.00, inizio spettacoli ore 21.00
con Annamaria Ajmone, Federica Furlani e V.E.R.-V.



Con "Trigger" di Annamaria Ajmone Live Arts Cultures dà il via alla rassegna "Venere In Teatro"

Sarà un evento in tre tempi ad aprire la rassegna "Living Room/Venere In Teatro" a cura dell'associazione Live Arts Cultures in collaborazione con Farmacia Zoo:è che, venerdì 19 gennaio dalle 21.00, proporrà a Spazio Farma in via Paganello 8/5 a Mestre, una serata dedicata alla sperimentazione su movimento e suono, dimensioni peculiari del fare di LAC.

Prima ospite della serata, la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone con lo spettacolo "Trigger", definito da lei stessa come «un sistema mobile che si organizza in modo differente in base al luogo in cui viene ospitato». La partitura coreografica, costituita da nuclei di movimento prestabiliti composti tra di loro in maniera istantanea, si sviluppa nell'area interna ed esterna al perimetro di un rettangolo mentre il pubblico, disposto lungo i suoi lati, condivide lo spazio scenico con la performance. «Trigger», spiega l'artista, «è un’esplorazione personale, orientata alla trasformazione di uno spazio in un luogo che, per un tempo limitato, diventa dimora, luogo di passaggio, tana di un corpo in ascolto continuo, capace di amplificare gli spazi interni ed esterni a sé».
"Trigger" è parte del progetto "Pratiche di abitazione temporanea/Arcipelago", serie di azioni costruite e vissute in spazi non convenzionali. Venezia, Milano, Firenze, Parigi e Los Angeles sono infatti le città che hanno ospitato differenti azioni coreografiche in spazi convenzionali e non.
Ajmone, diplomata come danzatrice presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, ha lavorato come interprete con Guilherme Botelho, Ariella Vidach, Daniele Ninarello e Santasangre, collaborando inoltre con Cristina Kristal Rizzo, Muta Imago, Strasse e con la videomaker Maria Giovanna Cicciari. Tra il 2015 e 2016 ha realizzato il progetto "Pratiche di abitazione temporanea" con tappe in Italia, Francia e Stati Uniti e vinto il premio Danza&Danza 2015 come “interprete emergente-contemporaneo”.





A seguire, il live set elettronico di Effe Effe, nome d'arte della violinista, compositrice e sound designer Federica Furlani.
Diplomata in viola al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, si specializza alla Scuola di Musica di Fiesole e prosegue i suoi studi in Musica Elettronica e Nuove Tecnologie al Conservatorio di Milano. Ha suonato con Einstürzende Neubauten, Blonde Redhead, Le Luci della Centrale Elettrica e Renato Zero. È parte di Officine Tesla, collettivo artistico di stanza a Milano, incentrato sul potere creativo e sociale del suono e delle nuove tecnologie. Dal 2013 lavora per il cinema e il teatro e fa parte della compagnia teatrale DOMESTICALCHEMIA.

Chiude la serata la selezione di ascolti di musica elettronica sperimentale a cura di V.E.R-V, progetto nato tra le mura del Conservatorio “Benedetto Marcello" di Venezia, dedito alla diffusione della musica di ricerca nella città lagunare, oltre che alla creazione di connessioni e partnership con associazioni, istituzioni e fondazioni artistiche locali e internazionali. Dal 2017 si occupa dell’organizzazione di eventi a Venezia tramite call internazionali, sfruttando i network dei Conservatori Italiani e di organi internazionali (Ulysses Platform, CIDIM). Curato da Giovanni Dinello e Riccardo Sellan il progetto è alla terza edizione grazie alla grande partecipazione di artisti internazionali, locali e delle istituzioni tra cui, in primis, il Conservatorio di Venezia.

Ingresso riservato ai Soci Spazio Farma
Agevolazioni Venere Card
Info e prenotazioni: project@liveartscultures.org ; 3403829357

Spazio Farma, via Paganello 8/5 Mestre (VE)


Venerdì 19 gennaio
Trigger di Annamaria Ajmone
Federica Furlani live set
selezione di ascolti di V.E.R.-V.
nell'ambito della rassegna "Venere In Teatro"
ore 21

venerdì 12 gennaio 2018

Allo Spazio Donno di Milano, la personale "Le muse" di Andrea Chisesi.

Spazio Donno presenta “Le muse”

mostra d’arte contemporanea 
personale dell’artista Andrea Chisesi

 9\18 marzo via Conte Rosso 36-Lambrate, Milano 
vernissage 8 marzo ore 18:00

Il sole senza la luce o il mattino senza alba, la donna è la vita stessa e noi con essa parte di un meraviglioso artificio.
Andrea Chisesi


Le muse” è una raccolta di opere  dell’artista Andrea Chisesi.
La sua straordinaria visione della donna è legata alla trasfigurazione, al totale cambiamento che nei secoli hanno esaltato la sua essenza e la sua bellezza.
Come nella sua poetica Andrea Chisesi valorizza il gentil sesso rappresentando il vizio e la virtù, l’essenza e la fragilità la forza e la caparbietà che solo la donna può avere.
Attraverso l’iconografia contemporanea Chisesi esalta il valore e le caratteristiche femminili, fuori dai dettami del “intoccabile" aurea di protezione, non pone mai sotto esame il sopruso e la violenza poiché non appartiene alla donna.
Le sue donne sono decise forti e caratterizzate dal talento, attraverso un percorso temporale "le muse" attraversano ere di tempi passati.
Con devozione Chisesi reinterpreta le icone di tutti i tempi, dee, madri, paladine, icone della musica.
Le sue muse sono le nostre casalinghe e la mamma di ogni uno di noi, non c’è ricerca di perfezione, ma solo coerenza della sua posizione che per secoli l’ha posta al centro del mondo.
Andrea Chisesi ha una visione matriarcale poiché l’uomo ha da sempre la sua musa, ora madre, ora compagna o altererò di se stesso.
Se per Mazzini la donna è l’angelo del focolare, per Chisesi è il suo sacro fuoco, la ragione di vita:
Che mondo sarebbe senza la donna?”



MILANO
26-28 GENNAIO 2018
 


East Market, arriva un nuovo anno tutto vintage.

Al via domenica 21 gennaio la prima edizione del 2018 per East Market, il mercatino vintage di Lambrate gratuito, dove tutti possono vendere, comprare e scambiare.
La prossima edizione vede tra i consueti 250 espositori attentamente selezionati da tutta Italia,
Loris Sunda Dogana alias Doctor Sunda è un illustratore che si definisce "poeta per immagini", porta a East Market una selezione di dipinti, disegni e artwork dalla sua ampia produzione. TartanVintage da Firenze sviluppa, ricerca e diventa oggi un passaggio di testimone, di stile e della tradizione inglese alle nuove generazioni, attraverso capi usati. Grazia Ferrari e le sue celebri fasce per capelli, le uniche e originali che vantano decine e decine di tentativi di imitazione. Frutto di una ricerca minuziosa dei tessuti, queste fasce sono molto amate da attrici, cantanti e star della tv.
Nelle due aree di via Ventura e via Massimiano le proposte sono sempre variegate: collezionisti di modernariato e vintage, artigiani, artisti, grafici, collezionisti di sneakers. Tutti con un comune denominatore: sono rigorosamente selezionati dallo staff di East Market, elemento che fin dall’inizio ha caratterizzato il mercatino e ne è diventato un punto di forza. Le categorie merceologiche presenti sono prevalentemente vintage, collezionismo, modernariato, usato, pulci, design e artigianato. Gli oggetti più frequenti: abbigliamento e accessori, scarpe e borse, cd e dischi, mobili e complementi d'arredo, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.
Ispirandosi ai mercati dell’East London, si propone come un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi articoli e idee mai viste prima.
Sempre presente la vinyl area con la migliore selezione di dischi per ogni genere musicale direttamente dagli archivi dei nostri collezionisti più attenti, originali LP 33, 45 e 78 giri, picture disc, flexi, 380 gr e rarità dal rock al rap, dal jazz al pop. Videogame area con cabinati e console vintage, dove giocare tutto il giorno come in una vera sala giochi del passato. 
Sempre aperto anche East Market Diner, lo spazio food & beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market che propone un'offerta culinaria internazionale: dai dumpling cinesi e giapponesi al vapore, ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi all'East Burger, l'Avocado Burger e il tipico jerk chicken jamaicano. Birra, bibite e dolci sempre disponibili all’interno del market nei vari punti ristoro. DJ set pomeridiani con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato e ancora East Market Shop, il corner dove è possibile acquistare il merchandise ufficiale di East Market tra magliette, tazze e gadget.
Tutte le informazioni e le novità sono su:

facebook.com/eastmarketmilano, eastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano/.



Domenica 21 gennaio 2018
dalle 10 alle 21
Via Privata Giovanni Ventura, 14 – Milano
Ingresso Libero
Infoline 3920430853