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lunedì 25 marzo 2019

PARMA 360. Il Festival della creatività contemporanea propone mostre, installazioni ed eventi diffusi, all’insegna della rigenerazione e della rifunzionalizzazione degli spazi urbani.


PARMA 360 Festival della creatività contemporanea
mostre, installazioni, eventi

IV edizione
L’eredità creativa e tecnologica di Leonardo da Vinci

a cura di Camilla Mineo e Chiara Canali

6 aprile – 19 maggio 2019

Info e Programma www.parma360Festival.it

Ufficio Stampa PARMA 360
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. +39 328 5910857 - info@irmabianchi.it



In vista delle celebrazioni di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, prende il via sotto il segno di Leonardo, nell’anno che ne ricorda i 500 anni dalla scomparsa, la quarta edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, evento dedicato alle massime espressioni delle arti visive contemporanee e alla creatività giovanile.
Dal 6 aprile al 19 maggio 2019 il ricco palinsesto, dal titolo L’eredità creativa e tecnologica di Leonardo da Vinci, propone al grande pubblico mostre ed eventi diffusi in città in luoghi istituzionali e privati, all’insegna della rigenerazione e della rifunzionalizzazione degli spazi urbani per un coinvolgimento attivo della cittadinanza e dei visitatori.

Nascono così, in dialogo con vie, quartieri e scorci storici e suggestivi di Parma, gigantesche installazioni, pale pittoriche, sculture cinetiche, carte disegnate a mano, proiezioni multimediali, percorsi olfattivi e realtà aumentata, che portano la firma di grandi artisti come Aqua Aura, Maria Cristina Carlini, Giuseppe Ciracì, Peter de Cupere, Duilio Forte, Michele Giangrande, Paolo Mezzadri, Alice Padovani, Enrico Robusti, oltre agli street artists che fanno capo al MAUA Museo di Arte Urbana Aumentata e agli otto artisti cinetici tedeschi Sebastian Hempel, Angelika Huber, Siegfried Kreitner, Pfeifer & Kreutzer, Carolin Liebl & Nikolas Schmid-Pfähler, Hans Schock, Björn Schuelke, Martin Willing



Simbolo dell’unione delle culture umanistica e scientifica, il genio di Leonardo Da Vinci viene omaggiato dal Festival, attraverso l’arte contemporanea, per l’eredità creativa e tecnologica trasmessa imperitura attraverso i secoli, privilegiando le ricerche di quegli artisti che continuano a stupirci per la sperimentazione della loro tecnica espressiva, per l’indagine in settori diversi rispetto a quelli di loro stretta pertinenza, come la scienza, la tecnologia e la percezione, e per la capacità di innovare in modo semplice ma creativo.

Parole chiave del Festival, quindi, incoraggiare e divulgare l’arte contemporanea e promuovere gli artisti emergenti, attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico parmense trasformato in un vero e proprio museo diffuso sul territorio. In questo modo chiese sconsacrate, palazzi storici, spazi di archeologia industriale e musei, come il Ponte Europa più conosciuto come Ponte Nord, che riapre al pubblico per l’occasione, l’Edicola ottocentesca di Piazza della Steccata, la Chiesa di San Quirino, il Ponte Romano, l’Oratorio di San Tiburzio, tipico esempio di Barocco parmense, l’Antica Farmacia di San Filippo Neri, il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico e APE Parma Museo, riacquistano il loro valore aggregativo e si arricchiscono di nuove valenze semantiche.


L’iniziativa abbraccia dunque attivamente tutta la città e si arricchisce del circuito off 360 VIRAL per coinvolgere il pubblico in un percorso che spazia dal centro storico fino al quartiere Oltretorrente, con l’obiettivo di rilanciare e promuovere la fervida cultura artistica già presente sul territorio. All’appello sono chiamati oltre 50 spazi creativi di Parma: gallerie, studi professionali, associazioni, coworking, enolibrerie, negozi per una ricca e curiosa offerta espositiva, in collaborazione con Ascom.

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzato dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

Il percorso espositivo dell’edizione 2019 prende avvio dal lungo e avveniristico corridoio in vetro e acciaio del PONTE NORD, che ospita le creazioni di Michele Giangrande, Duilio Forte e Peter de Cupere. A firma del barese Michele Giangrande la grande installazione site-specific a dimensione ambientale GEARS (Ingranaggi), dove 1.000 cartoni da imballaggio dislocati come molteplici ruote dentate, a lanterna o gabbia, costituiscono le forme circolari di ingranaggi meccanici, di circa 3 metri di diametro ciascuno, che entrano in relazione con le volumetrie del ponte ad evocare i meccanismi delle complesse macchine di Leonardo. Sospese invece le sculture volanti dell’italo-svedese Duilio Forte, ispirate ad animali immaginari e alla mitologia soprattutto scandinava, secondo le regole del movimento ArkiZoic, quali Ptero IX Ingens una riproduzione gigante in legno di uno Pterodattilo simile a quello esposto al Museo di Storia Naturale di Milano, che vola fisicamente sopra di noi a unire metaforicamente passato e presente, e Sleipnir XLIX, installazione in legno di circa 7 metri di altezza raffigurante il leggendario cavallo di Odino, simbolo per l’artista di esplorazione, scoperta e conquista. Infine il progetto Olfactory Portraits di Peter de Cupere, instancabile sperimentatore da oltre 20 anni dell'arte olfattiva nel mondo e ideatore dell’Olfactory Art Manifest, che vanta all’attivo più di 700 lavori legati alla percezione olfattiva dei contesti sociali, culturali e ambientali. L’artista belga propone un percorso che si dipana in una sequenza di casse di legno per il trasporto di opere d’arte, di dimensioni differenti, che racchiudono odori e fragranze. In questo modo lo spettatore è invitato ad essere parte attiva nella fruizione dell’opera e ad immedesimarsi con la situazione creata, in quanto gli odori influiscono sulla nostra vita emotiva e sulla formazione dei nostri ricordi. Al secondo piano del Ponte Nord la mostra del MAUA, Museo di Arte Urbana Aumentata, ideata e curata da Bepart in collaborazione con la casa editrice Terre di Mezzo, la scuola di fotografia Bauer e altri partner, permette di ammirare tramite l’App Bepart, disponibile gratuitamente su Google Play e Apple Store, 15 degli oltre 50 lavori di Street Art in diverse città italiane, animati con altrettanti contenuti virtuali attraverso la Realtà Aumentata.

Sempre nell’ottica della Realtà Aumentata, i digital artists di Bepart hanno rivestito l’Edicola ottocentesca di Piazza della Steccata con immagini dedicate a Leonardo da Vinci, prelevate dal Codice Trivulziano e dalla Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano.

La bellezza e l’ipnosi del movimento sono invece le caratteristiche che accomunano le opere dell’innovativa mostra E PUR SI MUOVE presso la CHIESA DI SAN QUIRINO, a cura di Afra Canali e Siegfried Kreitnr, che riunisce le ricerche di otto artisti cinetici provenienti dalla scena tedesca: Sebastian Hempel, Angelika Huber, Siegfried Kreitner, Pfeifer & Kreutzer, Carolin Liebl & Nikolas Schmid-Pfähler, Hans Schock, Björn Schuelke, Martin Willing, i quali condividono con Leonardo l’entusiasmo nella comprensione della magica coreografia del gioco meccanico. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Galleria Kanalidarte di Brescia, che da sempre segue i movimenti cinetici italiani ed internazionali.

Il percorso verso la Chiesa di San Quirino si arricchisce con l’installazione inedita La Chiusa. Omaggio a Leonardo di Maria Cristina Carlini, collocata sotto le arcate del PONTE ROMANO recentemente restaurate nel rinnovato sottopasso della Ghiaia. L’opera, composta da quattro imponenti porte in legno di recupero e ferro, che racchiudono al loro interno un “raggio di luce” dorato, simbolo del riflesso del sole sull’acqua, si ispira al sistema di chiuse fluviali studiato dal maestro fiorentino. La scultrice milanese d’adozione, figura di spicco nel panorama della ricerca plastica italiana contemporanea, indaga nei suoi lavori i rapporti fra l’uomo, la natura e i diversi materiali, interpretando la scultura come continua esplorazione di forme universali e primordiali.

L’artista parmigiano Enrico Robusti presenta un progetto pittorico realizzato appositamente per l’ORATORIO DI SAN TIBURZIO, Danze macabre, sposine ambiziose e angeli caduti. L’opera nasce da una riflessione sulla condizione umana, sullo spirito leonardesco di andare oltre i propri limiti al di là delle leggi universali ed è incentrata sul rapporto tra la sfera terrena e quella celeste. Con il suo stile grottesco e caricaturale, i suoi volti trasfigurati e i cortocircuiti prospettici, Robusti racconta ambizione, progresso, limiti sociali, ansie, disubbidienza, individualismo, momenti di vita quotidiana portati all’esagerazione e all’esasperazione, per rappresentare la voce di una società, dell’uomo, o meglio il suo grido.

Inoltre, in occasione del Festival, riapre l’ANTICA FARMACIA DI SAN FILIPPO NERI dopo un oblio di oltre cinquant’anni, grazie a un progetto di rivalutazione promosso dall’Associazione 360° Crativity Events assieme a Positive River Festival e Ad Personam, con il contributo di Fondazione Cariparma. Al suo interno sono presentate le personali dell’artista pugliese Giuseppe Ciracì dal 6 al 29 aprile e, a seguire, della modenese Alice Padovani dal 4 al 26 maggio. Il progetto Le carte di Windsor raccoglie una decina di lavori su carta di Ciracì, datate 2011-2017, che rielaborano ossessivamente alcuni famosi disegni di Leonardo conservati nelle collezioni della Royal Library del Castello inglese di Windsor, raffiguranti studi di anatomia e fisiologia, caricature e ricerche su cavalli, geografia e catastrofi naturali. I disegni sono carte “mediate” dagli agenti atmosferici, che modificano e trasformano i supporti pittorici. L’artista interviene esclusivamente a matita o sanguigna sulle trasparenti pagine di acetato, assecondando lo sviluppo segnico e sovrapponendosi agli appunti del maestro toscano o colmando gli spazi vuoti, per arrivare a comporre un reticolo di forme anatomiche che utilizzano le tecniche dello “sfumato” e del “non finito” leonardesco. In Codice involontario Padovani unisce alla spontaneità dell’impulso creativo il rigore del metodo scientifico e l’interesse per il mondo naturale. La mostra racconta l’evoluzione del suo percorso dall’utilizzo del disegno come mezzo espressivo e strumento di indagine scientifica ed emotiva, alla classificazione materiale più recente, con animali e insetti reali raccolti in teche entomologiche e scatole. Recuperare, catalogare, ordinare sono atti di memoria, strenui combattimenti per il controllo del tempo e dei ricordi, misurati attraverso azioni artistiche quali assemblaggi, installazioni e momenti performativi. Quella di Alice Padovani è una poetica ibrida, da cui si origina un Codice involontario, innato, inconscio, spontaneo.
Il cortile interno dell’Antica Farmacia è invaso da Il Gioco è il Tempo, enorme installazione di Paolo Mezzadri che, in un percorso ludico e attivo dove lo spazio diventa territorio di un tempo intimo e personale, ci invita a riscoprire dal 6 aprile al 26 maggio il gioco da adulti, a cui abbandonarsi senza schemi e regole per ritrovarne lo spirito, e condividere gesti fanciulleschi senza paura e senza timore.

Quest’anno nel percorso del Festival rientra anche il MUSEO D’ARTE CINESE ED ETNOGRAFICO, considerato tra i più importanti al mondo. Nelle sale le opere contemporanee di Aqua Aura, grazie alla mostra La stratègie du camouflage curata da Marta Santacatterina, instaurano un dialogo profondo con le memorie millenarie di civiltà lontane; emblematico in tal senso il video Millennial Tears, che si apre con gli immensi scenari dei ghiacciai artici, per poi restringere il campo visivo dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, come in The Gift, che presenta in teche scintillanti racchiuse da nastri di tulle cellule impazzite, camuffate da un aspetto ammaliante. L’incessante metamorfosi della vita trova la sua manifestazione estetica anche nelle due serie inedite Sweet November e Carnal Still Life, in cui le elaborazioni digitali di immagini fotografiche fondono l’ambiente della natura e degli oggetti tipicamente urbani con ingrandimenti al microscopio di cellule, tessuti umani, virus e parassiti, al fine di restituire da un lato la complessità di un organismo, dall’altro quella dell’ambiente in cui l’uomo vive e la complessità della riflessione artistica contemporanea.

La programmazione di PARMA 360 si completa con la mostra STORIE DAGLI ABISSI. Mari di Sicilia tra reale e virtuale, eccezionalmente esposta dal 14 aprile fino al 7 agosto presso APE PARMA MUSEO, il centro culturale ed espositivo ideato e realizzato da Fondazione Monteparma. Il progetto, a cura di Francesco Spaggiari, si snoda attraverso i temi della navigazione antica, degli scambi commerciali e delle battaglie navali, con particolare riferimento alla prima guerra punica, e crea un dialogo innovativo tra archeologia, arte e tecnologia per promuovere la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio culturale subacqueo. L’allestimento propone per la prima volta un’inedita combinazione tra l’esposizione fisica di reperti archeologici provenienti dai fondali siculi, l’avventura del loro ritrovamento e le soluzioni tecnologiche in grado di offrire un’esperienza immersiva. Scopo principale dell’evento è, infatti, rendere “accessibile l’inaccessibile” con il ricorso alla realtà aumentata e virtuale.





venerdì 30 marzo 2018

SUGGESTIONI MEDITERRANEE . A Noto la pop art siciliana di MICHELANGELO LACAGNINA, a cura di Vincenzo Medica.

SUGGESTIONI MEDITERRANEE
di Michelangelo Lacagnina Bassi del Palazzo Nicolaci di Villadorata
dal 31 marzo all’1 maggio 2018
Ore 10/13 - 17/20
a cura di Vincenzo Medica


APERITIVO CON L’ARTISTA, SABATO 31 MARZO ALLE ORE 18.00

Presentazione critica di Marina Congiu

Ingresso libero

Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto
www.comune.noto.sr.it


L’arte è quello che c’è fra il colore e la tela

Lo diceva Paul Klee. Tra i colori brillanti del nostro Mediterraneo e una semplice tela bianca abbiamo un interprete eccellente, Michelangelo Lacagnina. Per capire appieno la passione di Michelangelo bisogna conoscerlo e fermarsi a parlare con lui della sua arte. Ascoltandolo, si capisce che il suo non è solo un modo di dipingere, ma l’espressione di quello che è il suo mondo, chiaro, cristallino, fatto di positività e di ottimismo, quell’ottimismo che i Siciliani spesso hanno perduto ma che è pur sempre nel DNA di chi nasce nell’Isola del sole.
Da Picasso a Matisse, a Klee, sino ad arrivare ai maestri della ceramica siciliana, i De Simone, questi sono i suoi ispiratori, coloro che animano il pennello dell’artista che non si ferma ad una semplice rappresentazione grafica di un soggetto, ma ci porta con allegra leggerezza in un mondo che rievoca il nostro vissuto in modo fantastico, che solarizza la realtà, la immerge in colori forti, passionali e carichi di energia. Ci troviamo a vagare tra i suoi quadri assistendo a scene forti, cruente come l’infilzare un pesce spada da una barca, che grazie ad un attento mix di forme e colori non è brutale, ma reale nella sua intepretazione più sincera, negli sguardi dei pescatori impegnati nell’eterna lotta con il mare. Vogliamo mettere poi il viso beato de “Il fidanzamento”? Una giovane donna estasiata dall’amore che vive un importante momento della sua vita tra i coloratissimi, profumatissimi fiori di Sicilia. Ci contagia l’allegria de “L’acrobata”, la gioiosa folla di “Festa a Letojanni”, come ci contagia la passione di Michelangelo per la pittura e soprattutto per la sua, nostra terra.

Giuseppe Filistad
Direttore artistico del Museo Castello di Mola (Me)


Comunicare lo stile
Incontro fra arte e design

Testo tratto dalla rivista Setup, anno IV, n. 19, gen.-feb. 2017

Michelangelo Lacagnina, professionista specializzato interior designer, non dimentica il suo primo amore: l’Arte. Le sue opere portano con sé il calore e il colore della terra del sole, la Sicilia, terra natia rappresentata in tutto ciò che crea con spontaneità e passione. Uno stile inconfondibile, composto da segni decisi ed energici, segni che non lasciano niente al caso, uniti a tinte di colore dal forte impatto. Un artista sempre alla ricerca di nuove forme comunicative al punto che sperimenta la pittura su ceramica e vetro riscuotendo grande successo. Nel 1983 inizia a partecipare ad eventi e concorsi di grande importanza nazionale e internazionale: Bologna, Verona, Firenze, Matera, Roma, Amalfi, Cagliari, Caltanissetta, Milano, Dubai, Berlino. Entra a far parte del Centro di aggregazione culturale di Ragusa e partecipa a “Punti di vista tour” e “Ritratti”, esposizioni da me curate. Notato dagli stilisti Dolce e Gabbana, intraprende con loro una proficua collaborazione che lo porta alla realizzazione di decorazioni, in serie limitata, dei frigoriferi d’arte Smeg, ispirandosi alla Sicilia e alle sue tradizioni. Vere e proprie opere d’arte uniche al mondo, fresche, innovative e passionali. Lacagnina appartiene alla propria terra così come la Sicilia appartiene all’artista: essenze indissolubili che si evincono in ogni opera. Il sole e il mare si fondono restando, però, ben distinti nella chiarezza delle figure che si intersecano mantenendo la loro identità. Michelangelo esprime con la sua arte spontanea e istintiva, storie di vita, momenti vissuti, raccontandoli attraverso le emozioni trasmesse dai colori che riempiono le figure talvolta impegnate in una battuta di pesca fruttuosa o nella raccolta dei limoni di Sicilia o ancora in un combattimento all’ultimo sangue. Energia che trabocca ad ogni pennellata, ogni linea, ogni sguardo, passione mediterranea che Michelangelo Lacagnina ha ben rappresentato nella recente collezione “Suggestioni mediterranee”.

Amedeo Fusco
Curatore e presentatore d’arte



Michelangelo è tra gli artisti selezionati da Dolce & Gabbana per decorare i frigoriferi d’arte Smeg, pezzi unici al mondo ispirati alla tradizione e all’arte siciliana. Su questi pezzi unici Michelangelo Lacagnina ha raffigurato i temi cari alla sua arte, scene di vita quotidiana siciliana, come ad esempio “Lumie di Sicilia”, “Sunny Sicily”, “L’Isola a tre punte”, “La battuta di pesca”, o ancora scene più strettamente legate alla tradizione dei pupi siciliani e al folklore, come “I Mori”, o “Orlando, Rinaldo e Oliviero” e “Taratatà”, per culminare infine con l’esaltazione della tradizione dolciaria siciliana in “Dolce Sicilia”. È proprio da quest’ultimo decoro che nasce l’idea della mostra inaugurata a Caltanissetta il 4 febbraio 2017 dal titolo “Dolci Suggestioni di Sicilia”. Quest’ultima ha riscosso un enorme successo tanto che le opere di Michelangelo Lacagnina saranno esposte presso il Castello di Mola ; l’esposizione farà parte degli eventi collaterali del G7 di Taormina.

“Suggestioni mediterranee” sono alla base della sua ispirazione artistica e così, infatti, è intitolata la sua collezione più recente che può essere apprezzata nella sua Art Gallery in www.michelangelolacagnina.com.

giovedì 15 febbraio 2018

LASTLIFE. Al Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz di Roma, la mostra di Sergio Angeli, con installazione vivente e performances.


LASTLIFE

sabato 10 marzo 2018 ore 16.00
Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz
via Prenestina 913, Roma

Installazione vivente e pittura: Sergio Angeli
Fotografia: Marino Festuccia
Testi e curatela: Silvia Colasanto
Performer: Michela Turci
Performance musicale: Ipnoteka


Il concept, nato da un’idea di Sergio Angeli, è una riflessione sulla caducità e sulla speranza, sulla morte e sulla rigenerazione. La natura, osservata e compianta durante e dopo la sua fine, è lettura decodificata di umane parabole e terrestri traiettorie.
La mostra itinerante è composta da 7 dipinti, 3 fotografie che documentano l'installazione vivente e 12 lavori su carta.
Il progetto sarà presentato per la prima volta al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz il 10 marzo 2018 e in quell’occasione l’artista Sergio Angeli e il fotografo Marino Festuccia doneranno alla sede espositiva un quadro e una fotografia della serie Lastlife che entreranno così a far parte della collezione permanente del Museo.
Prologo e compimento della esibizione al MAAM sarà la performance elettro-tribale degli Ipnoteka in un crescendo di ritmi ancestrali e influenze contemporanee.
Dopo la prima tappa al MAAM, Lastlife cercherà la sua evoluzione interagendo con gli altri spazi ospitanti grazie a installazioni site specific, proiezioni video e sviluppi musicali che ne evidenzieranno il carattere contaminato e a sua volta contaminante.



Dal testo di Silvia Colasanto:

“Una donna, un bagliore, una terra bruciata, desolata e abbandonata.
La donna, di bianco vestita, è vita. L’ultima, forse. È speranza che insorge e luce che rischiara.
È luce tenace che filtra attraverso una lampada dai perimetri misteriosi, assemblata con i resti di un mondo tecnologico sfruttato e ripudiato in un oblio che lo traghetta lontano dagli occhi e dalla memoria.
È mondo rifiutato che si trasforma in miraggio fiducioso, riverbero e conforto che illumina un cammino da qualcun altro violato e trasfigurato in un tappeto di foglie e cenere.
È fiducia che si stringe e si protegge, che si carezza come farebbe una mamma con il figlio neonato.
È aspettativa o forse solo chimera da desiderare e inseguire in un viaggio mentale dalle traiettorie imprevedibili, continua tensione alla rinascita invisibile e spirituale.
È il sentiero immaginario da tracciare prima che i lampi annuncino una nuova tempesta e i tuoni annientino la fede.”



CONTATTI:



lunedì 29 gennaio 2018

“Sospesa”. Alla Galleria STATUTO13 di Milano, la mostra personale di Lucia Fantoni, a cura di Massimiliano Bisazza.


Sospesa
Mostra personale di pittura di Lucia Fantoni
a cura di Massimiliano Bisazza
 
Opening:  21 febbraio 2018 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 6 marzo 2018 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


L'arte della pittrice  Lucia Fantoni è maturata nel corso degli anni ed è frutto di un profondo percorso introspettivo, permeato da grandi sofferenze - come quella della malattia - che sono state l'elemento formativo della sua creatività.

Decisa ad esporre le sue tele per la prima volta, sceglie assieme al Curatore della mostra un preciso percorso espositivo cronologico:  tre periodi che partono da oltre dieci anni or sono e che ci conducono per mano in un viaggio conoscitivo, umano e creativo di una donna che ha saputo rafforzarsi nonostante le dure avversità della vita e incoraggiare con la sua arte chiunque si trovi in una situazione infausta e tormentosa.

Ciò che colpisce immediatamente nell'artista e che è evidente nei suoi quadri è la forza d'animo combattiva e la caparbietà nella lotta. Le pennellate nervose, materiche e vorticose; i colori intensi che spesso vogliono uscire dalla tela, sono l'eco di questo grande temperamento e il riflesso del suo fare arte.



Ispirata dalle cromie di Kandinskij e di Klee, coniuga la sua poetica nel  suo mondo interiore, che oscilla tra la figurazione e l'astrazione, dove inizialmente si avvertiva un prepotente bisogno di serenità e di tranquillità introspettive ma, in seguito, dipanava - e accade anche attualmente – verso un dinamismo, una tempestuosità che sono sinonimi di voglia di vivere e di voler gridare all'esterno e per l'eternità quanto sia imperante il desiderio di combattere e di estroiettare le proprie sensazioni.

Questo  complesso e articolato processo che si è succeduto nel tempo si evince chiaramente nelle opere di Lucia Fantoni, dove il rosso dei petali dei fiori è violento, dove le atmosfere astratte sono piacevolmente cadenzate da toni freddi e caldi, da bianchi e tocchi di pennello che altro non sono se non l'automatismo segnico e taumatorgico della propria arte..della propria vita.

Il ricavato delle vendite delle proprie opere andrà in donazione ad un' Associazione che si prodiga nella lotta contro il Parkinson e che coinvolge gli operatori del settore che si impegnano quotidianamente nella missione di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa terribile malattia. Fantoni con la sua arte e con questo gesto continua a stupire anche chi la conosce da poco tempo.

“Sospesa” vuole essere dunque la prima di molte e future attività che l'artista desidera promuovere. Lei che potrebbe sentirsi sospesa su un filo ma che con la sua tenacia e alacrità sa arrivare al cuore del fruitore con le sue opere d'arte, ricaricandolo di quella forza astrale, di quell'energia spirituale e vera che solo chi ha realmente sofferto può trasmettere con tale spontaneità e genuino sentimento filantropico. 



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

Area35 Art Gallery di Milano presenta “Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas”, a cura di Lena Ilona Orosz.


AREA35 Art Gallery
Milano, via Vigevano 35

Renaissance Now
Mozes Incze e Alexandra Nadas

a cura di Lena Ilona Orosz

31 gennaio - 1 marzo 2018
inaugurazione martedì 30 gennaio, ore 18.30 - 21.30


Area35 Art Gallery di Milano presenta “Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas” in esposizione dal 31 gennaio al 1 marzo e a cura di Lena Ilona Orosz.
La mostra nasce dalla volontà di Area35 di aderire al progetto BudArtPest, il cui obbiettivo è creare ponti culturali internazionali e nuove connessioni attraverso l'arte di artisti ungheresi e la comunità intellettuale mitteleuropea.

Gli artisti ungheresi Mozes Incze e Alexandra Nadas attraverso i loro lavori rappresentano le tradizioni culturali comuni tra Italia e Ungheria, in particolare il legame al Rinascimento e allo stesso tempo esprimono nuovi valori legati alla società internazionale, alla tecnologia iperconnessa e al mondo virtuale, elementi integranti della quotidianità attuale.

L'arte di Mozes Incze, basata sulla tradizione pittorica europea, propone corpi, luci e atmosfere che richiamano stili rinascimentali e classici in cui la descrizione degli elementi naturali è netta e dettagliata. All’interno dei suoi lavori interviene un ulteriore elemento, che domina la scena e che irrompe e minaccia il tradizionale binomio “Uomo e Natura”: si tratta del “Linguaggio Macchina”, strettamente connesso all’ambito computeristico, che vorace e feroce si avventa sui due cercando di divorarli e diventare una sorta di Iperuranio.
La natura non domina la scena anzi, spesso appare confinata in piccoli oggetti come vasi e coppe o la si scorge all'interno delle curve di un corpo, mentre la dimensione umana è talvolta evocata dal delicato cerchio di un nastro rosso che nel tempo è diventato la firma dell'artista.
Le ambientazioni ricreate all’interno delle opere di Mozes Incze sono soprattutto dimensioni cibernetiche, luoghi desolati, senza tempo e senza una precisa connotazione, disseminati di schermi led, cellulari, flash che aggiungono ulteriori significati alla composizione. Si tratta di spazi non identificati osservati attraverso un’interfaccia neurale, anello di congiunzione tra uomo e computer.
L'artista dipinge un'ipotetica ascesi umana sia biologica che spirituale che scaturisce dal rapporto a volte di schiavitù, a volte di complicità, con la nascente e ingombrante intelligenza artificiale.
È il contemporaneo quindi, con i suoi nuovi costumi e le sue relazioni cibernetiche, ad essere protagonista.
All’interno delle tele, meticolose descrizioni pittoriche si alternano a macchie caotiche e a gesti di scomposizione creativa: sostanze indefinite prendono il posto della forma solida e sembrano esseri viventi e palpitanti - come intenzionati a corrodere la superficie della tela - che catturano lo spettatore. I soggetti, spesso indaffarati nel loro lavoro, sembrano galleggiare in uno spazio che appartiene al reale tanto quanto al virtuale; strumenti elettronici come cavi usb e prese di corrente fanno capolino tra elementi di natura morta, il paesaggio è spesso ridotto al cameo di uno schermo acceso. Tutti gli elementi compositivi accentuano il contrasto tra i contenuti reali e quelli virtuali, sottolineando la narrazione di un mondo "ipertestuale".



Nelle opere di Alexandra Nadas il legame alla tradizione tecnica e stilistica del Rinascimento è molto evidente nella scelta dei materiali, tavole realizzate con colori ad olio e tempera e nei soggetti, paesaggi, architetture e ritratti. Tuttavia, l’artista interviene con soluzioni che mutano sostanzialmente i caratteri del passato per una lettura in chiave contemporanea. Gli elementi architettonici per esempio, pur essendo una presenza costante come nelle opere rinascimentali, sono reinterpretati in chiave lirica e narrativa. Case, stanze, piazze sono riprese dal quotidiano, dal comune, dall'intimo della vita di tutti i giorni, non sono più l'elemento archetipo di solidità e di fondazione. Questo ruolo viene ampiamente interpretato dal ritratto e in particolare dalle madonne profane, figure riprese dal passato, ieratiche e iconiche, maestose nella loro bellezza, misteriose e imperturbabili che diventano il centro dell'intera composizione.
L’artista crea scenografie legate al mondo reale, attraverso paesaggi contemporanei parzialmente trasfigurati e stralci di vita moderna, dove vengono inseriti elementi che suscitano stupore per la loro collocazione non consona ad un impianto tradizionale della scena.
Centro della ricerca di Alexandra Nadas è la lettura del presente attraverso il passato che trova espressione attraverso una stratificazione di differenti componenti: fisica, virtuale, mentale e spirituale.

Mozes Incze nasce nel 1975, si diploma alla Hungarian University of Fine Arts, è insignito di numerosi premi a livello nazionale fra cui il Koller prize nel 2011e l'Horvath Prize nel 2016. Presente nella scena artistica ungherese, soprattutto nelle prestigiose gallerie della capitale, ha fondato nel 1997 con altri artisti la Élesd Art Colony fornendo un importante contributo di qualità alla scena delle arti in Ungheria. Ha esposto in mostre personali e collettive, fra cui si ricordano anche quelle in Italia e in Svizzera, ricevendo riconoscimenti di talento a livello internazionale.
Alexandra Nadas nata a Budapest nel 1974, si è diplomata presso la Hungarian University of Fine Arts ed è attiva nel panorama artistico ungherese e internazionale. Dal 1996 ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali, in spazi pubblici e privati, ottenendo importanti riconoscimenti istituzionali.

Area35 Art Gallery di Giacomo Marco Valerio apre nel 2009 e si propone come polo culturale dell’arte italiana contemporanea a livello internazionale. La sua attività e la sua missione sono incentrate sulla creazione di ponti e scambi culturali tra artisti italiani e internazionali a livello multidisciplinare.
Dal 2018 la galleria, oltre al grande spazio espositivo, offre la Project Room, una sala dedicata alla promozione di giovani artisti emergenti volta ad un maggiore coinvolgimento del pubblico.
Fra le maggiori esposizioni si ricordano: nel 2010 Andy Warhol, dal 2011 la quinquennale ad Hangzhou in Cina con l’artista e professore emerito Luo Qi, nel 2014 Jacques Toussaint realizzata in collaborazione con l’Institut Français di Milano. Nel 2017 Area35 ha sostenuto e partecipato al progetto “Inclusioni” con la Diocesi di Massa, il Comune e la Regione Toscana realizzando l’esposizione di Paolo Topy e Federico Garibaldi.
Area35 ha dedicato numerose mostre personali ad artisti emergenti e consolidati quali Nino Alfieri, Giovanni Cerri, Barbara Colombo, Nicola Evangelisti, Gian Piero Gasparini, Pietro Gerenzani, Marco Mendeni, Ernesto Morales.
Cosciente della mutevole e frizzante situazione dell’arte internazionale Area35 realizza e promuove esposizioni in Italia e all’estero attraverso partecipazioni e collaborazioni con alcune gallerie internazionali di Ungheria, Polonia, Slovacchia e Spagna e con ambasciate e consolati di Argentina, Danimarca e Francia.

Coordinate mostra
Titolo Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas
A cura di Lena Ilona Orosz
Sede AREA35 Art Gallery, via Vigevano 35 - Milano   
Date 31 gennaio - 1 marzo 2018
Inaugurazione martedì 30 gennaio, ore 18.30 - 21.30
Orari mart - ven, ore 15.30 - 19.30
Mattina e sabato su appuntamento

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
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