STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post

martedì 7 maggio 2019

Alla Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” di Gaeta, la mostra personale di Nino De Luca con opere pittoriche dal 2001 al 2019, a cura di Marcello Carlino.


Nino De Luca
Opere dal 2001 al 2019
a cura di Marcello Carlino

Dal 12 maggio al 26 giugno 2019
Inaugurazione 12 maggio 2019 ore 11.00
  Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” - Spazio B | GAETA



Il giorno 12 maggio 2019 alle ore 11.00 inaugura, presso la Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” di Gaeta, la mostra personale di Nino De Luca che presenta opere pittoriche dal 2001 al 2019. La mostra, a cura di Marcello Carlino, sarà visitabile fino al 26 giugno 2019.



“Nino De Luca situa la sua ricerca pittorica sulla linea, di grande rilievo nella storia dell’arte del Novecento, che dal suprematismo giunge fino a Rothko e alle esperienze variamente articolate del colorfield. La sua è dunque una poetica che intrattiene rapporti di interlocuzione con l’espressionismo astratto; e in questa chiave la scelta radicalmente antimimetica e al dunque asemantica dell’azione pittorica, mentre volge appello alla musica e alla scansioni per consonanze e per successioni ritmiche della costruzione pittorica, libera dinamiche associative, su sollecitazioni sensoriali, per le quali chi guarda non può che sentirsi investito di un compito di partecipazione, entrando nell’opera come un decifratore e come un interprete, che confronta con il suo mondo il mondo delle immagini offerte alla sua vista e in qualche modo lo ”prosegue”: e cioè vivendo attivamente, e come in una dimensione coautoriale, un’opera che ha per sua proprietà prima e per proiezione tendenziale quelle di essere aperta.



Nella sintassi pittorica di Nino De Luca si rinvengono alcuni tratti salienti che crediamo utile repertare,e raccogliere in una sorta di provvisorio baedeker, quando si imprenda a viaggiare lungo il percorso della mostra di pièce in pièce. Restituito ad una corposità che s’avvale di contaminazioni con altre basi materiche e talora di una tecnica mista, il colore conduce una parte da protagonista: capita che abbia dominanze monocrome (tra azzurro e blu) mentre, nella sequenza dei testi, non manca di manifestare tonalità o di dare cenni di tinteggiature timbriche diverse. Il suo accostamento ad altri ”pieni” cromatici, per solito configurati geometricamente, genera interazioni e accende corrispondenze; da solo, ovvero dialogando con altri, di specie prossima o lontana, il colore si carica di potenziali velature e così si espone alla luce che lo fa diveniente, lo rimette nel tempo, lo rende alla vita del work in progress. Lo porta a reagire con chi si lascia trascinare nell’avventura di un terzo occhio, nella vista del pensiero emotivo e dell’intelligenza.” 
(dal testo critico di Marcello Carlino)






Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” - Spazio B
Via de lieto 2/4  - Gaeta (RM)

tel. 339/2776173 - 0771/466346
www.pinacotecagaeta.it


Ufficio Stampa
Roberta Melasecca - Melasecca PressOffice
tel 3494945612 - roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.it


mercoledì 10 aprile 2019

JUST LIKE HEAVEN. Alla Galleria CARTA BIANCA fine arts di Catania, la mostra personale di pittura di Andrea Cantieri.


JUST LIKE HEAVEN
Andrea Cantieri 

 12 aprile  – 16 maggio 2019
Inaugurazione: Venerdì 12 aprile dalle ore 18:30 alle 21:30

CARTA BIANCA fine arts
via Francesco Riso, 72/b, 95128, Catania 


Venerdì 12 aprile 2019 Carta Bianca fine arts è lieta di presentare la prima personale in galleria di Andrea Cantieri dal titolo Just like heaven. Una selezione di nuove opere pittoriche, per la maggior parte eseguite su oggetti d’uso quotidiano come arredi, porte, specchiere, giradischi, che isolati dal loro contesto funzionale, diventano stupefacenti supporti per i ritratti astratti dell’arista catanese.
In più, in mostra, una serie inedita di immagini elaborate, frutto della sua ricerca più recente.
Con questa mostra Carta Bianca da il benvenuto ad Andrea Cantieri tra gli artisti che la galleria d’ora in poi proporrà ai suoi collezionisti e al pubblico affezionato.


Cantieri è un ritrattista particolare, la sua pittura gestuale è unica, sintetica e ha per soggetto (particolarmente in questa occasione) i grandi musicisti del jazz e della musica rock.
A volte, a prima vista, la sua pittura sembra una composizione astratta perché nel ritratto siamo abituati alle definizioni che quanto più numerose, quanto più il dipinto assomiglia al soggetto ritratto.
In Andrea Cantieri tutto si ribalta e la sua abilità, par contre, è quella di mostrarci un viso attraverso pochi colpi di pennello che però segnano non solo il volto, ma anche l’anima dell’artista ritratto che poi, in verità, diviene esso stesso specchio di come questo o la sua musica abbia attraversato la vita dell’artista e di quanto ne abbia condizionato il suo spirito perché Cantieri è anche lui un musicista e in ogni opera si porta dietro l’impronta, il ricordo, il ritmo delle rock star o dei jazzisti che dipinge e questi, appunto, diventano suoi in una sorta di ritratto-autoritratto che coniuga immagini e suoni, unici ingredienti di una vita che è fatta solo di musica e pittura. Così come ogni oggetto che viene scelto o trovato, in una cantina o da un rigattiere, viene trasformato in opera, come dei ready-made visionari.
Un’operazione artistica in cui, se vogliamo trovare dei riferimenti, si fondono la Pop art (nei fondi monocromatici bianchi e nel rappresentare personaggi famosi, come amava fare Warhol) e l’Espressionismo astratto (per la pittura gestuale).
Non possiamo nemmeno dire che ci sia una contaminazione tra pittura e musica perché in Cantieri vita, arte e musica non sono per nulla separate, non provengono da ambiti diversi ed è per questo che ogni opera rapisce e vibra. C’è qualcosa che va oltre il guardare, il godere.
Davanti a un Charlie Parker alle prese con la sua tromba ci sentiamo, per incanto, in un locale underground newyorkese, anche se la figura è solo tratteggiata su un fondo bianco e così succede davanti ad una foto elaborata di Jimi Hendrix o di Amy Winehouse. Veniamo proiettati sul palco sentiamo la voce, le chitarre e i colori spatolati, gli acidi usati, le scoloriture controllate, diventano i medium di una luce psichedelica, di un suono ineguagliabile nel primo caso o di un ricordo ancora dolente nel secondo.
Ed è questo che fa la pittura di Cantieri, ci trasporta nei ricordi, nelle sensazioni vissute, nell’entusiasmo di un concerto a cui nel nostro cuore siamo legati come ad un’esperienza che attraverso la musica segnava le nostre vite e le legava per sempre ad un momento di piacere, ma anche di consapevolezza generazionale.
Sicuramente Cantieri per una questione anagrafica non può aver sentito dal vivo molti egli autori che dipinge, ma lui con la sua sensibilità di artista riesce incredibilmente a penetrarli nel profondo, a farli suoi, e così gli bastano pochi colpi e ce li propone vivi, li vediamo, li sentiamo e percepiamo lo sguardo di Andrea che ha scelto Just like heaven , un brano dei Cure, come titolo di questa mostra. Si, proprio come in paradiso tra le stelle della musica e i nostri sogni.

Andrea Cantieri (Catania,1975) ha al suo attivo numerose esposizioni sia personali che colletive in Italia e all’estero.
Fra le collezioni pubbliche in cui è presente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi a Roma;
L’Alabama Jazz Hall of Fame Museum di Birmingham in Alabama U.S.A.; il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania e la Galleria d’Arte Contemporanea di Vizzini.



CARTA BIANCA fine arts, 
via Francesco Riso, 72/b, 95128, Catania 

Giorni e orari di apertura: da martedì a sabato ore 11,00/13,00 – 17,00/20,00
Chiuso 20, 25 aprile e 1 maggio
Altri giorni e orari, su appuntamento, tel. +39 336 806701


giovedì 15 febbraio 2018

LASTLIFE. Al Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz di Roma, la mostra di Sergio Angeli, con installazione vivente e performances.


LASTLIFE

sabato 10 marzo 2018 ore 16.00
Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz
via Prenestina 913, Roma

Installazione vivente e pittura: Sergio Angeli
Fotografia: Marino Festuccia
Testi e curatela: Silvia Colasanto
Performer: Michela Turci
Performance musicale: Ipnoteka


Il concept, nato da un’idea di Sergio Angeli, è una riflessione sulla caducità e sulla speranza, sulla morte e sulla rigenerazione. La natura, osservata e compianta durante e dopo la sua fine, è lettura decodificata di umane parabole e terrestri traiettorie.
La mostra itinerante è composta da 7 dipinti, 3 fotografie che documentano l'installazione vivente e 12 lavori su carta.
Il progetto sarà presentato per la prima volta al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz il 10 marzo 2018 e in quell’occasione l’artista Sergio Angeli e il fotografo Marino Festuccia doneranno alla sede espositiva un quadro e una fotografia della serie Lastlife che entreranno così a far parte della collezione permanente del Museo.
Prologo e compimento della esibizione al MAAM sarà la performance elettro-tribale degli Ipnoteka in un crescendo di ritmi ancestrali e influenze contemporanee.
Dopo la prima tappa al MAAM, Lastlife cercherà la sua evoluzione interagendo con gli altri spazi ospitanti grazie a installazioni site specific, proiezioni video e sviluppi musicali che ne evidenzieranno il carattere contaminato e a sua volta contaminante.



Dal testo di Silvia Colasanto:

“Una donna, un bagliore, una terra bruciata, desolata e abbandonata.
La donna, di bianco vestita, è vita. L’ultima, forse. È speranza che insorge e luce che rischiara.
È luce tenace che filtra attraverso una lampada dai perimetri misteriosi, assemblata con i resti di un mondo tecnologico sfruttato e ripudiato in un oblio che lo traghetta lontano dagli occhi e dalla memoria.
È mondo rifiutato che si trasforma in miraggio fiducioso, riverbero e conforto che illumina un cammino da qualcun altro violato e trasfigurato in un tappeto di foglie e cenere.
È fiducia che si stringe e si protegge, che si carezza come farebbe una mamma con il figlio neonato.
È aspettativa o forse solo chimera da desiderare e inseguire in un viaggio mentale dalle traiettorie imprevedibili, continua tensione alla rinascita invisibile e spirituale.
È il sentiero immaginario da tracciare prima che i lampi annuncino una nuova tempesta e i tuoni annientino la fede.”



CONTATTI:



lunedì 29 gennaio 2018

“Sospesa”. Alla Galleria STATUTO13 di Milano, la mostra personale di Lucia Fantoni, a cura di Massimiliano Bisazza.


Sospesa
Mostra personale di pittura di Lucia Fantoni
a cura di Massimiliano Bisazza
 
Opening:  21 febbraio 2018 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 6 marzo 2018 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


L'arte della pittrice  Lucia Fantoni è maturata nel corso degli anni ed è frutto di un profondo percorso introspettivo, permeato da grandi sofferenze - come quella della malattia - che sono state l'elemento formativo della sua creatività.

Decisa ad esporre le sue tele per la prima volta, sceglie assieme al Curatore della mostra un preciso percorso espositivo cronologico:  tre periodi che partono da oltre dieci anni or sono e che ci conducono per mano in un viaggio conoscitivo, umano e creativo di una donna che ha saputo rafforzarsi nonostante le dure avversità della vita e incoraggiare con la sua arte chiunque si trovi in una situazione infausta e tormentosa.

Ciò che colpisce immediatamente nell'artista e che è evidente nei suoi quadri è la forza d'animo combattiva e la caparbietà nella lotta. Le pennellate nervose, materiche e vorticose; i colori intensi che spesso vogliono uscire dalla tela, sono l'eco di questo grande temperamento e il riflesso del suo fare arte.



Ispirata dalle cromie di Kandinskij e di Klee, coniuga la sua poetica nel  suo mondo interiore, che oscilla tra la figurazione e l'astrazione, dove inizialmente si avvertiva un prepotente bisogno di serenità e di tranquillità introspettive ma, in seguito, dipanava - e accade anche attualmente – verso un dinamismo, una tempestuosità che sono sinonimi di voglia di vivere e di voler gridare all'esterno e per l'eternità quanto sia imperante il desiderio di combattere e di estroiettare le proprie sensazioni.

Questo  complesso e articolato processo che si è succeduto nel tempo si evince chiaramente nelle opere di Lucia Fantoni, dove il rosso dei petali dei fiori è violento, dove le atmosfere astratte sono piacevolmente cadenzate da toni freddi e caldi, da bianchi e tocchi di pennello che altro non sono se non l'automatismo segnico e taumatorgico della propria arte..della propria vita.

Il ricavato delle vendite delle proprie opere andrà in donazione ad un' Associazione che si prodiga nella lotta contro il Parkinson e che coinvolge gli operatori del settore che si impegnano quotidianamente nella missione di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa terribile malattia. Fantoni con la sua arte e con questo gesto continua a stupire anche chi la conosce da poco tempo.

“Sospesa” vuole essere dunque la prima di molte e future attività che l'artista desidera promuovere. Lei che potrebbe sentirsi sospesa su un filo ma che con la sua tenacia e alacrità sa arrivare al cuore del fruitore con le sue opere d'arte, ricaricandolo di quella forza astrale, di quell'energia spirituale e vera che solo chi ha realmente sofferto può trasmettere con tale spontaneità e genuino sentimento filantropico. 



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

venerdì 1 dicembre 2017

“RI-VEDERE”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Bruno Biondi, a cura di Massimiliano Bisazza.


“RI-VEDERE”

Mostra personale di pittura di:

Bruno Biondi

A cura di Massimiliano Bisazza
Opening:  10 gennaio 2018 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 23 gennaio 2018 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Scegliere di trattare il tema della “discromatopsia” per una mostra d'arte può sembrare avventato, folle; e forse lo è, ma quando si scopre che il daltonismo – come comunemente chiamiamo questa particolare condizione della vista – è un peculiarità di un pittore, cioè dell'artista Bruno Biondi, allora ci si rende conto dell'originalità dell'evento. Lo spettro cromatico del tutto sfasato concedeva a lui la specificità distintiva di riuscire però a percepire alcuni valori minimali non visibili a monitor da altri. Biondi vive in un mondo tutto suo dal punto di vista cromatico e ciò fa di lui un artista del tutto singolare.

Ha sempre amato i colori puri come il bianco e il nero in quanto li sentiva profondamente insiti nella sua natura e molti dei suoi lavori viravano maggiormente verso tali cromie; ma , nel tempo decide di inserire nelle sue opere anche  colori  come il giallo, il blu e il rosso.
La nuova mostra in galleria STATUTO13 ci presenta infatti oltre ai toni bianchi, neri o digradanti verso il grigio, anche le nuances dei colori primari. 



Osservare queste nuove tonalità nelle opere di Bruno Biondi - tra le quali anche il rosso, mai utilizzato in passato, colore pulsante e fortemente emozionale - dona una sorta di trepidazione che sa catturare l'attenzione della mia anima e che sa far vibrare le corde della spiritualità e dell'emozionalità più pura .

Spesso ri-vediamo le verticalità presenti e tipiche nelle sue tele e nelle sue tavole ma connotarle, inserirle in un mondo dove emerge il colore riesce a risvegliare i sensi nell'intimo.

Si riesce a percepire dunque un'urgenza, svelata dalle cromie scelte da Bruno Biondi per questa nuova e affascinante mostra, quella di un uomo pacato e molto sensibile che riesce ad urlare metaforicamente con l'ausilio del colore. Egli urla silenziosamente, poeticamente, la bellezza della vita, la voglia di emergere dal buio, la sincerità di chi sa generosamente donare una parte di sé creando un'opera d'arte intima e vera.



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

lunedì 27 novembre 2017

“Luoghi atemporali”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Federico Buzzi, a cura di Massimiliano Bisazza.


“Luoghi atemporali”

Mostra personale di pittura di:

Federico Buzzi

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  6 dicembre  2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 19 dicembre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

Cresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni '20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella  figurazione che reputa come l'ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E' con Galleria STATUTO13 che si presenta l'effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell'artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.



Come si evince nella citazione dell'incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all'attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi  morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

Secondo Federico Buzzi difatti l'Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)

martedì 17 ottobre 2017

“Luoghi atemporali”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Federico Buzzi, a cura di Massimiliano Bisazza.

“Luoghi atemporali”
Mostra personale di pittura di:
Federico Buzzi

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  6 dicembre  2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 19 dicembre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

Cresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni '20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella  figurazione che reputa come l'ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E' con Galleria STATUTO13 che si presenta l'effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell'artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.



Come si evince nella citazione dell'incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all'attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi  morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

Secondo Federico Buzzi difatti l'Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.



Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)

lunedì 2 ottobre 2017

“Le Dame di Alfonso Rocchi”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Alfonso Rocchi, a cura di Massimiliano Bisazza.


“Le Dame di Alfonso Rocchi”

Mostra personale di pittura di:

Alfonso Rocchi

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  8 novembre  2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 21 novembre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Le opere pittoriche di Alfonso Rocchi sono senza dubbio eleganti ed intriganti al contempo. Nascono in seguito ad una eco che ha un'originale mescolanza tra una pseudo matrice stilistica “botticelliana” e una modernità e soavità quasi elegiache.

Trattasi di un universo femminile che non rappresenta la realtà, bensì la vivificazione del tutto personale che l'artista dona ai suoi stimoli mentali e che si manifesta sotto forma di tecnica pittorica.
E' puramente mentale l'elaborazione di Alfonso Rocchi e spesso è frutto delle proprie esperienze di vita.

Le immagini che osserviamo sulle tele o sulle tavole sono pre-esistenti, all'interno della sua coscienza; sono frutto di una fervida fantasia quasi favolistica e piacevolissima ai sensi.

L'idea risulta dunque molto attuale nel panorama contemporaneo dell'arte internazionale - Rocchi ha esposto con grande successo di pubblico a New York, e non solo - è generatrice di splendide creature diafane, eleganti e dai colli e mani assottigliati, che ci  osservano in modo del tutto infantile, cioè intendo prive di sguardi maliziosi. Le gote rosa, le labbra rosse, le capigliature che ci conducono verso luoghi lontani e surreali, gli abiti, i tessuti sottili che ricordano altri tempi; altro non sono che la declinazione della fervida immaginazione dell'artista.




Una singola bottiglietta di “Coca-Cola” è lì, vuota, in primo piano, come accadeva nella rappresentazione degli oggetti nei quadri fiamminghi e nella pittura di Antonello da Messina, e lì è volutamente adagiata per ricordarci la reale epoca nella quale ci troviamo. Questo è forse l'unico elemento che ci permette di dare una connotazione temporale ai soggetti rifranti.

In effetti quel senso di piacevolissimo spaesamento sensitivo ci induce a perderci, fantasticando ma non permettendoci di comprendere il secolo nel quale queste splendide dame siano collocate; se non fosse proprio per quel piccolo particolare della nota bevanda, che ci ricorda una datazione annessa all'attualità.

E' chiaro allora che l'obiettivo del pittore sia che il fruitore subisca il fascino che scaturisce dai dipinti e che potrebbe a sua volta suscitare da un individuo reale, cioè osservando una persona in carne ed ossa.

In epoca di brutture e di opere d'arte che spesso risultano anti-estetiche o di immagini globalizzate; trovo che le opere di Alfonso Rocchi - che spesso ripropongono anche delle moderne pale d'altare in stile neo-giottesco - diano un respiro ampio a quel ricordo rinascimentale che frequentemente la nostra società tende a dimenticare.

L'ibridazione tra queste nobili e il contemporaneo credo sia l'elemento precipuo nell'arte di questo pittore bergamasco.


Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)