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mercoledì 27 settembre 2017

Reale F. Frangi. L’Oltre. Antologica a cura di Raffaella A. Caruso.

Inaugura sabato 7 ottobre (visitabile sino al 16 novembre) presso Eidos Immagini Contemporanee Reale F. Frangi. L’oltre, antologica che nasce non solo dalla voglia del curatore Raffaella A. Caruso di presentare una “bella” mostra ma anche dalla necessità dell’Artista, dopo più di cinquant’anni di attività, di un organico riordino di scritti, progetti, disegni, pittura in un periodo che va dalla fine degli anni 60 al nuovo Millennio: dai primi esperimenti con le plastiche, alla cellula abitabile, all'uso puro della geometria e del colore sino al Madi.
Nell'impossibilità di seguire diacronicamente l’evoluzione di ogni singolo tema, per la vastità del periodo analizzato e per la varietà del materiale analizzato, il curatore ha adottato una lettura sincronica- la stessa tenuta nel catalogo- in un percorso che parte già negli anni 60 con l’intento di indagare le “geometrie dialettiche” costruite dall’analogia/opposizione della forma dall’antagonismo o complementarietà del colore, alla continua ricerca dell’equilibrio.  

Sul finire degli anni 60 dunque abbandonati i primi esperimenti figurativi, risolti in chiave realista-esistenziale, e sposato l’uso della geometria pura, la sperimentazione di Reale Franco Frangi si avvale dei nuovi materiali plastici: il colore riluce grazie alle nuove superfici e la forma esce prepotente per la prima volta dal quadro anticipando la penetrazione spaziale madi, chiaramente evidente nel progetto della cellula abitabile che segnerà il grande periodo di riflessione teorica degli anni 70. A partire dagli anni 80 la costruzione dei temi "formali" si fa più complessa, guidata dall'interazione matematica di luce-forma-colore. Ne è manifesto il ciclo del doppio: la forma inizia a traslare, ruota, si ribalta raddoppiando la forza sua e il potere del colore. Gli anni 90 sono quelli dell'adesione "ufficiale" al Madi: la crescita della forma nello spazio non è più binaria ma esponenziale, le possibilità combinatorie infinite, la libertà totale (sempre nel rispetto di precisi presupposti formali), la maturità artistica piena. L’oltre diviene la dimensione fisica di collocazione dell’opera nello spazio e la prospettiva mentale di costruzione dell’esistenza. Affiora quasi come imprescindibile e urgente esigenza il tema del tempo. 





Accompagna la mostra un volume (con-fine edizioni d’Arte&Cultura) con un articolato saggio di Raffaella A. Caruso, e un ricco apparato iconografico, riproducente non solo le opere in mostra ma anche appunti, disegni, schizzi, progetti dell’Artista. Scrive il curatore: “Alcune osservazioni parranno al lettore forse già viste. Affondano infatti le proprie radici in quella stagione di grande fermento di idee e di scambio d’intenti che fu il dopoguerra: nascono dalla gioia e dalla sofferenza d’una seria ricerca personale e dalla passione di un’intera generazione, che uscita da anni di fame e di tribolazioni, volle sperimentare lottando. E ancora oggi sa farlo, cercando l'oltre”.




Scheda tecnica
Reale F. Frangi. L’Oltre
Antologica a cura di Raffaella A. Caruso
8 ottobre – 16 novembre 2017
Inaugurazione sabato 7 ottobre ore 18:00

Eidos Immagini Contemporanee
Asti - Piazza Roma 11
T +39 0141 354176
martedì- domenica 10:30-12:30 / 16:00-19:30
si prega di verificare sempre gli orari e i giorni di apertura

catalogo in galleria
Reale F. Frangi. L’Oltre
con-fine edizioni d’Arte&Cultura
ISBN 978-88-96427-67-5
pagine 130 – euro 30,00

lunedì 2 maggio 2016

Presso la Galleria Eidos Immagini Contemporanee di Asti, la mostra personale "Baroque" di Chiara Dynys, a cura di Raffaella A. Caruso.

Inaugura giovedì 19 maggio 2016 presso Eidos Immagini contemporanee ( www.galleriaeidos.com)  Baroque personale di Chiara Dynys a cura di Raffaella A. Caruso. In mostra gli ormai celebri Poisoned Flowers declinati dall’artista in tre versioni, messe per la prima volta a confronto. I “monocromi” tout court dove l’immagine appare e scompare seguendo il movimento dello spettatore, i “pittorici” dove l’immagine fotografica ritorna alla pittura, e i “barocchi” dove la Dynys, assecondando le possibilità offerte dal lenticolare, ottiene con sofisticati passaggi un’immagine che prima di annullarsi nel monocromo conquista la terza dimensione. Il tema dello spazio, della sua percorribilità da parte dello spettatore è suggerita dalle grandi cornici in metacrilato che conferiscono all’opera l’allure della scultura facendola vivere anche di un forte momento installativo. 
Il percorso espositivo è accompagnato da un catalogo con testo di Raffaella A. Caruso in cui vengono evidenziati in parallelo la dimensione metafisica e onirica di questo interessantissimo ciclo e il senso quietamente drammatico dell’annullamento, della cancellazione, dell’inevitabile scomparire nel nulla, anche della Bellezza e del magnifico: “Il Barocco è un concetto molto interessante in un contemporaneo che vive di continue contaminazioni e comunque non può prescindere dalle linee guida di quanto fu nel seicento, dall’esuberanza di un colore quasi lascivo, dal senso di smarrimento e dalla conseguente estasi, dalle linee di un labirinto fisico e mentale, dal procedere per stanze di matrice plotiniana”.  Il senso barocco della meraviglia è infatti l’imput iniziale fornito dal curatore allo spettatore che sarà guidato dallo stupore di fronte all’innegabile bellezza e felicità di queste opere tra alcuni dei temi più cari a Chiara Dynys:  la percorribilità dello spazio pittorico che diviene con l’interazione dello spettatore spazio temporale, l’azione della luce, il duale, l’alterità, il recupero dell’identità tramite il confronto con l’opera, lo smarrimento e il labirinto. Come scrive ancora Caruso in catalogo “Visione, dualità, confine: c’è tutta l’epistemologia del contemporaneo in questi lavori.”


Chiara Dynys, una delle artiste italiane più conosciute e apprezzate nel mondo, vive e lavora a Milano. Conduce la sua ricerca su due binari, entrambi riconducibili ad un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell'anomalia, della variante, del limen che consente alla mente di passare dalla realtà al metafisico. Per fare questo utilizza i materiali più vari, luce, vetro, specchi, ceramica, fusioni, tessuto e media quali video e fotografia, mantenendo ugualmente intatta una cifra stilistica fatta di equilibrio e rarefatta eleganza. Intento dell’opera è restituire allo spettatore il senso della sua presenza. Tra le principali e più recenti personali pubbliche si ricordano: Centre d’Art Contemporain, Ginevra (1996); Expression - Centre d’Exposition, Saint-Hyacinthe, Canada (1997); Museo Cantonale, Ala Est, Lugano, 2001; Museum Bochum, Bochum (2003); Kunstmuseum, Bonn (2004); Wolfsberg Executive Development Centre, Wolfsberg (2005); Rotonda di Via Besana, Milano (2007); Museo Bilotti, Roma; Palazzo Reale, Milano (2008); ZKM - Museum für Neue Kunst, Karlsruhe (2009); Archivio Centrale di Stato, Roma; Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno (2010); Casa della Memoria, Fondazione Mimmo Rotella, Catanzaro (2012); Museo Poldi Pezzoli, Milano (2013); Museo d’Arte Contemporanea, Lissone (2014); Museo Bilotti-Aranciera di Villa Borghese; M.AR.CA, Catanzaro; Galleria Nazionale di Cosenza, Cosenza (2015). Impossibile citare seppur velocemente le personali in gallerie private e le innumerevoli collettive. Sue opere sono in importanti collezioni tra cui: Civiche Raccolte d’Arte, Milano; MART, Rovereto;  UBS, Milano, Manno, Zurigo; Kunstasammlung, Weimar; Banca Intesa San Paolo, Milano; Terna Energia, Roma; Museo Cantonale, Lugano; Collezione Panza, Varese; Fondazione Rocco Guglielmo, Catanzaro;  Collezione Poldi Pezzoli, Milano; VAF-Stiftung, Francoforte;  Collezione Volker W. Feierabend, Francoforte;  ZKM, Karlsruhe; Galleria d’Arte Moderna, Roma.


Chiara Dynys - BAROQUE
A cura di Raffaella A. Caruso
19 maggio - 19 giugno 2016
Inaugurazione giovedì 19 maggio -  ore 18.30
Eidos Immagini Contemporanee
Asti - Piazza Roma 11
tel/fax +39 0141 354176
Orario 10.30-12.30/ 16.00-19.30
Lunedì mattina chiuso