STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta Francesco Frongia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesco Frongia. Mostra tutti i post

giovedì 10 novembre 2016

15 novembre/4 dicembre | Al Teatro Elfo Puccini di Milano in scena L'Eclisse di Joyce Carol Oates, regia di Francesco Frongia.


15 novembre/4 dicembre | Teatro Elfo Puccini
L’eclisse
di Joyce Carol Oates
regia di Francesco Frongia
traduzione di Luisa Balacco
con Ida Marinelli (Muriel), Elena Ghiaurov (Stephanie),
Cinzia Spanò (Aileen) e Osvaldo Roldan (Señor Rios)
costumi Ferdinando Bruni
coreografia di Osvaldo Roldan
produzione Teatro dell’Elfo
prima nazionale

Dopo Dissonanze, messo in scena nel 2010, il regista Francesco Frongia torna a indagare la drammaturgia della scrittrice americana Joyce Carol Oates, scegliendo l’atto unico intitolato L’eclisse, apparso anch’esso nel volume Nel buio dell’America pubblicato da Sellerio.
L’eclisse è un dramma in otto scene che inizia in un interno borghese. Due donne rientrano dal supermercato dove hanno fatto la spesa. Sono una madre e una figlia; Muriel (Ida Marinelli) è una stravagante e un po’ sinistra ex professoressa di scienze e Stephanie (Elena Ghiaurov), sua figlia, un’attivista che lotta per la formazione di un partito politico femminile.
Francesco Frongia, invita il pubblico a spiare questa storia come dal buco della serratura. Scopriremo il loro rapporto, i sogni segreti, le paure e le ambizioni che ribalteranno i luoghi comuni e indagheranno nelle pieghe della nostra società.
«Un testo commovente, caustico e divertente che racconta di una madre e di una figlia che imparano quanto è difficile vivere insieme. Nello spettacolo le due donne si affrontano, si sfidano, divise dalle differenze generazionali e dalle scelte personali. La madre non vuole chiedere aiuto, ha imparato il valore dell’indipendenza, ma sente che il mondo intorno a lei sta cambiando, che i contorni sfumano e si alterano, si sente accerchiata, controllata. Ha paura di avere bisogno. La figlia, brillante attivista per i diritti delle donne all’apice della propria carriera, sente che il proprio ruolo, la propria affermazione dipendono anche dalla relazione con la madre, anche se questa rifiuta di farsi chiamare ‘mamma’. 

 
Chi siamo, cosa ci lega ai nostri genitori, come possiamo renderci utili quando ne hanno bisogno, come dobbiamo agire quando li vediamo in difficoltà?
L’eterno tema del rapporto tra figli e genitori in L’eclisse assume i toni di uno scontro.
Muriel Washburn è una donna combattiva e stralunata che sta scivolando verso una demenza che è contemporaneamente un rifugio e una via di fuga. È alla costante ricerca di un equilibrio cosmico che influenzi il suo squilibrio terrestre. Viene accudita da sua figlia Stephanie, dolce ma determinata, bisognosa di fare i conti con la propria storia. Il loro rapporto si sviluppa tra i fantasmi del passato e i sogni sul futuro che rischiano di trasformarsi in incubi.
Muriel è abile nel creare confusione intorno a sé, nel ‘depistare e distrarre il predatore’, per garantirsi la sopravvivenza. La figlia non vuole rendersi conto che il limite della presunta ‘normalità’ è stato superato, che sua madre è totalmente immersa in quel ‘sentimento tragico della vita’ che non le permette più di vedere la realtà per quello che è.
In questo contesto di differenti percezioni si muove L’eclisse che racconta con dialoghi e situazioni quotidiane il passaggio dalla luce all’ombra nella mente umana. Muriel e Stephanie vengono travolte dal destino che le lega l’una all’altra in un rapporto vittima-carnefice creato dalla dipendenza affettiva, ogni battuta del testo diventa duplice: attrazione/repulsione, buio/luce, amore/odio, panico/serenità».
Francesco Frongia



Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì/sabato ore 21:00, domenica ore 16:30 - Info e prenotazioni 02/0066.06.06 - www.elfo.org – PREZZI: Intero 32.50 € - Martedì 21.50 € - Ridotto giovani e anziani 17 €

venerdì 1 aprile 2016

Dal 4 al 17 aprile torna in scena "Rosso" di John Logan, regia Francesco Frongia, con Dal 4 al 17 aprile torna in scena "Rosso" di John Logan, regia Francesco Frongia, con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña.


4 - 17 aprile, Elfo Puccini (Milano)
10 – 15 maggio, Teatro India (Roma)

Rosso
di John Logan  traduzione di Matteo Colombo
regia, scene e costumi di Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña
luci di Nando Frigerio
produzione Teatro dell'Elfo


Uno dei successi più sorprendenti del Teatro dell'Elfo: tra il 2012 e il 2013 a Milano e in tournée ventimila spettatori hanno applaudito Rosso. A grande richiesta torna in scena all'Elfo Puccini.
Red negli Stati Uniti era stato un caso: dopo il successo al Golden Theater di Brodway e al Donmar Warehouse di Londra, si era aggiudicato 6 Tony Award nel 2010. John Logan è noto come sceneggiatore di molti capolavori cinematografici: dai film di Scorsese The Aviator (soggetto e sceneggiatura) e Hugo Cabret (nomination per l'Oscar 2012), a Sweeney Todd di Tim Burton fino agli ultimi due episodi di 007, Skyfall e Spectre, diretti da Sam Mendes.
La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la più ricca commissione della storia dell’arte moderna, una serie di murali per il ristorante Four Season di New York.  Puntando i riflettori proprio su quel periodo, Rosso mette in scena lo scontro tra generazioni di artisti: tra Rothko, un uomo maturo che fa i conti con se stesso, e Ken, giovane allievo alla ricerca di un "padre". «Il figlio deve scacciare il padre. Rispettarlo, certo, ma anche ucciderlo» - sostiene Rothko ripercorrendo la propria storia - «Abbiamo distrutto il cubismo, io e de Kooning e Barnett Newman». Dopo due anni di lavoro febbrile per realizzare i dipinti murali, sarà inevitabilmente Ken a mettere in discussione il maestro in uno scontro teso e feroce che lo spinge alla scelta radicale (ma intimamente coerente) di disattendere gli impegni con il Four Season.


 


DALLA RASSEGNA STAMPA

Firmato da uno che lavora per il cinema, e si sente, ma che conosce bene anche l'arte del dialogo teatrale (e le sue furbizie). Buon punto di partenza, ma non sufficiente a garantire la riuscita dello spettacolo. Cosa che invece accade a questa versione diretta con puntuale intelligenza da Francesco Frongia. Sua anche la scena che ricostruisce con amorevole cura lo studio di Rothko: le grandi tele che fanno esplodere il rosso, l'amaranto e la voragine del nero, i pennelli, il giradischi, i pastelli, gli schizzi, i cavalletti.
Il resto lo fa Bruni, a suo agio nel ruolo, un Rothko arrogante e irrequieto, sprezzante e fragile, perché «è una tragedia diventare irrilevanti quando si è ancora vivi». Teorizza, pontifica, dissacra, si tormenta combattuto tra mercato e sacralità dell'arte. Andy Warhol e compari lo incalzano alle spalle e nel confronto con Ken si consuma il conflitto tra generazioni. Feroce, perché i figli devono uccidere i padri, ma non necessariamente destinato al fallimento. Come dimostra un finale che riesce anche a commuovere, a chiusura di uno spettacolo cavalcato da Bruni (e dal suo giovane compagno) con agilità, precisione e il tocco sensibile di chi sa fare del teatro una festa del pensiero senza essere saccente e dell'emozione senza essere retorico.
Sara Chiappori, la Repubblica

Serrato, intenso e anche spiritoso com'è, si avvale di un'eccellente regia di Francesco Frongia, autore anche di scena e costumi, coronata dalla superba interpretazione di Ferdinando Bruni, adeguatamente coadiuvato da Alejandro Bruni Ocaña. Il successo incondizionato della serata dimostra, quando c'è la qualità, la disponibilità del pubblico davanti a proposte meno scontate di quelle consuete ai nostri prudenti cartelloni. Il Teatro dell'Elfo compie così un altro passo lungo questa benemerita strada.
Masolino D’Amico, La Stampa


È soprattutto lo spettacolo messo in scena da Francesco Frongia a catturare e provocare lo spettatore facendolo entrare dentro il gesto dell’artista, il vero protagonista di questa grande storia di cui Ferdinando Bruni (che è pittore di suo) è interprete di rara profondità e incisività, bene affiancato da Alejandro Bruni Ocafia. Il momento in cui i due cominciano a “gettare” il rosso sulla tela candida vale più di tante parole.
Maria Grazia Gregori, l’Unità



Elfo Puccini, sala Fassbinder corso Buenos Aires, 33, Milano  
Da lunedì 4 a domenica 17 aprile, feriali ore 20.30, festivi ore 16.00 (lunedì 11 aprile riposo) 
Intero 30.50 € - Ridotto 16 € - Martedì 20 € 
Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org


In occasione delle repliche dello spettacolo Rosso, gli spazi dell’Elfo Puccini rinnovano il legame con le arti visive ospitando due mostre

FOYER SALA FASSBINDER | 4 - 17 APRILE
L'ALTRO SGUARDO
Fotogrammi di Pietro Bologna
La mostra sarà visitabile un'ora prima dell'inizio di Rosso.
Inaugurazione: 4 aprile ore 19.30. Incursioni sonore di Nino Locatelli

I fotogrammi di Pietro Bologna, raccolti nel progetto L’ALTRO SGUARDO, vengono esposti nel foyer della sala Fassbinder: “un progetto che appartiene all'oscurità. Sono stratificazioni di nero ottenute da frammenti di carta sovrapposti. Due anni di ricerca, di carte utili al lavoro e del giusto momento. Nel silenzio luminoso di cinque giorni trascorsi in camera oscura il progetto si è formalizzato, spontaneamente”. (cfr. pietrobologna.it).

ATELIER ELFO PUCCINI | 8 – 12 APRILE
INFRAROSSO
un'interazione tra arti visive e teatro
Inaugurazione: venerdì 8 aprile ore 19.30
Artisti: Alessandro Cardinale, Romeo Castellucci, Pierluca Cetera, Alessio De Girolamo, Giovanni Gaggia, Cristina Gori, Vincenzo Marsiglia, Gianluca Panareo.
Curatore: Gaia Pasi
Organizzazine: Galleria Zak
Date: 9 – 12 aprile
Orari di apertura: sabato dalle 18,30 / domenica dalle 14,30 / lunedì dalle 20,00

La Galleria ZAk di Monteriggioni (Siena) in occasione di MiArt, fiera internazionale d'arte propone nello spazio Atelier del teatro Infrarosso. Forme d'arte che si ibridano e potenziano a vicenda andando a creare un unicum nel panorama di una fiera internazionale, in cui solitamente l'arte teatrale non trova posto. Vede coinvolti 8 artisti tra i più interessanti e coraggiosi dell'attuale panorama nazionale.