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mercoledì 27 maggio 2015

“IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO” | Performance Confessional sulla patologia anoressico-bulimica di Giovanna Lacedra. XIII Tappa a Sassuolo.

Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.
 Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.
Oggi: 475 Kilocalorie.

Trasformare in arte la patologia.
Fare in modo che il corpo – per anni ostaggio di rituali ossessivi, per anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze –, diventi racconto espressivo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.
Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.
Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.
Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha o scegliere stoicamente la rinuncia.
Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.
Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.
Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi per rendersi visibili.
E tutto questo per sopravvivere ad altro.

Donne che si sfondano di cibo e vomitano infilandosi due dita in gola,
al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare.
Donne che si sfondano di cibo e non vomitano, creando –  con un corpo in dilatazione –  
barriere con le quali difendersi dal mondo e da una dimensione dell'affettività, che genera in loro
inadeguatezza e panico.
Donne che non mangiano per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza,
quale alto dominio siano capaci di esercitare su sé stesse e sui propri appetiti.
Autocontrollo, perdita patologica di controllo.
Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.
Donne che si riempiono di cibo. Donne che si svuotano di sé.
Perché il dolore che le fa agire è in verità un dolore profondissimo. Che a volte neppure loro conoscono.

Al di là della fame e della sua negazione, esiste un’altra fame. Più feroce, più legittima, più importante. Una fame del cuore. Che ha il diritto di essere ascoltata.

Il corpo di un’anoressica-bulimica, è un corpo rotto.
È corpo-contenitore di vuoti e di parole.  Troppi vuoti e troppe parole.
Tutto nasce da una frattura nella relazione, da una crepa tellurica nella comunicazione.
Digiunare e divorare sono prese di posizione estreme. Punizioni. Penitenze.
Il corpo si trasforma in una conca sgombra o una pattumiera. E il cibo-non-cibo diventa il solo strumento capace di mettere a tacere ciò che si agita dentro.
L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene. La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina. Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica.
Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina. Cibo non-più-cibo.
È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo.
È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso.
Anoressia, Bulimia, Binge Eating e Obesità sono espedienti autodistruttivi, ricercati per sopravvivere a tutto il resto. Per tentare di governare il vuoto. Per provare a non sprofondare.
Presto però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire. IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità. IO SOTTRAGGO è un atto di coraggio che mira a combattere la vergogna e  l’omertà. In nome di una verità che vive rovesciata dall’altra parte dello specchio.

Testo a cura di Giovanna Lacedra

"IO SOTTRAGGO. La triangolazione cibo-corpo-peso" 
dopo la tappa Veneziana in concomitanza con l'apertura della 56a Biennale - arriva a SASSUOLO (MO) per la 13^ tappa.  
Con il Patrocinio del Comune di Sassuolo, presso i Magazzini Criminali | Paggeria Arte
in Piazzale della Rosa, di fronte al Palazzo Ducale.
Sabato 30 maggio - ore 19,00

Un evento a cura di Carlo Alberto Zini

IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO
Performance Confessional di e con Giovanna Lacedra

Live Performance
Sabato 30 maggio 2015 - ore 19.00

mercoledì 6 maggio 2015

6 MAY. INTERNATIONAL NO DIET DAY. HEALTH AT EVERY SIZE


Oggi per un giorno si fermano tutte le diete. Ecco perché. 


Avete iniziato la dieta in previsione dell'ormai imminente prova costume? Oggi potete concedervi una "tregua". Il 6 maggio è stato eletto, infatti, come il #NoDietDay, vale a dire un giorno l'anno in cui tutte le diete del mondo vengono sospese e si può mangiare a cuor leggero e a forchetta larga. 

L'evento festeggia la sua 23esima edizione. Nato nel 1992 dall'iniziativa di Mary Evans Young, fondatrice dell'associazione "Diet Breakers" ed ex anoressica, fu celebrato inizialmente a Londra, per divenire con gli anni sempre più internazionale.

Mary ha dichiarato di aver pensato a un giorno senza dieta dopo aver scoperto che una ragazza si era suicidata dopo che alcuni compagni di scuola le avevano detto che era troppo grassa, così: «Ho deciso di passare all'azione».
Gli obiettivi della giornata sono l'accettazione del proprio peso e la sensibilizzazione sulle discriminazioni a cui va incontro chi è sovrappeso.


I disturbi alimentari sono un problema sempre più grave e l'ossessione verso il cibo si è dimostrata spesso molto pericolosa. Quindi oggi bilance a posto e fuochi accesi, è la giornata internazionale dello "sgarro".

martedì 5 maggio 2015

IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO CORPO PESO. | A Venezia la performance di Giovanna Lacedra su un tema importante quale la patologia anoressico-bulimica.


Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.
Oggi: 475 Kilocalorie.



Trasformare in arte la patologia.
Fare in modo che il corpo – per anni ostaggio di rituali ossessivi, per anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze –, diventi racconto espressivo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.
Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi. 
Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare. 
Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha o scegliere stoicamente la rinuncia. 
Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera. 
Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.
Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi per rendersi visibili.
E tutto questo per sopravvivere ad altro.

Donne che si sfondano di cibo e vomitano infilandosi due dita in gola, 
al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare. 
Donne che si sfondano di cibo e non vomitano, creando – con un corpo in dilatazione –  
barriere con le quali difendersi dal mondo e da una dimensione dell'affettività, che genera in loro 
inadeguatezza e panico. 
Donne che non mangiano per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza, 
quale alto dominio siano capaci di esercitare su sé stesse e sui propri appetiti.
Autocontrollo, perdita patologica di controllo. 
Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.
Donne che si riempiono di cibo. Donne che si svuotano di sé.
Perché il dolore che le fa agire è in verità un dolore profondissimo. Che a volte neppure loro conoscono.

Al di là della fame e della sua negazione, esiste un’altra fame. Più feroce, più legittima, più importante. Una fame del cuore. Che ha il diritto di essere ascoltata.

Il corpo di un’anoressica-bulimica, è un corpo rotto. 
È corpo-contenitore di vuoti e di parole. Troppi vuoti e troppe parole.
Tutto nasce da una frattura nella relazione, da una crepa tellurica nella comunicazione. 
Digiunare e divorare sono prese di posizione estreme. Punizioni. Penitenze. 
Il corpo si trasforma in una conca sgombra o una pattumiera. E il cibo-non-cibo diventa il solo strumento capace di mettere a tacere ciò che si agita dentro. 
L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene. La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina. Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. 
Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina. Cibo non-più-cibo.
È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo. 
È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso.
Anoressia, Bulimia, Binge Eating e Obesità sono espedienti autodistruttivi, ricercati per sopravvivere a tutto il resto. Per tentare di governare il vuoto. Per provare a non sprofondare.
Presto però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire. IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità. IO SOTTRAGGO è un atto di coraggio che mira a combattere la vergogna e l’omertà. In nome di una verità che vive rovesciata dall’altra parte dello specchio.

Testo a cura di Giovanna Lacedra



Giovanna Lacedra performing
IO SOTTRAGGO
Sabato 9 maggio ore 20,00
Presso EL MAGAZEN DELL'ARTE
DORSODURO 1375 - nei pressi dello Squero di San Trovaso
VENEZIA
Info-press: ass.rosam@gmail.com

lunedì 23 giugno 2014

I WON'T EAT > Il binomio moda-anoressia da ancora scandalo: Modelle anoressiche "reclutate" dalla clinica.

Pensavamo forse che il binomio "moda-anoressia" fosse passato di moda? Niente di più falso! Nonostante la figura modaiola di "grucce viventi" fosse già incriminata da tempo da una campagna mediatica con il contributo fotografico di Oliviero Toscani, nonostante alcune linee guida, imposte agli stilisti, che avrebbero dovuto combattere il fenomeno delle modelle anoressiche, il percorso è ancora decisamente lungo. 

Buoni propositi, buon senso ma, se non c'è condivisione totale, si leggono queste notizie:
Stoccolma. "Qualcuno senza scrupoli che non si ferma neanche davanti a persone in difficoltà con gravi problemi di salute. Ne è un esempio lo scandalo esploso a Stoccolma, dove un'agenzia di modelle cercava "nuovi volti" in un clinica per anoressiche. La denuncia è arrivata da Anna Maria af Sandeberg, direttrice della clinica svedese che cura le ragazze con distrubi alimentari:"Erano fuori dall'edificio e aspettavano che le ragazze uscissero per passeggiare. Una delle ragazze contattate era in sedia a rotelle, tanto era magra" . Secondo le prime ricostruzioni i "cacciatori" di modelle conoscevano alla perfezione le abitudini delle ospiti ed erano pronti a tutto. La direttrice ha poi spiegato che tra i 1700 pazienti dell’ospedale - il più grande di tutto il paese per la cura dell’anoressia - vi sono persone molto malate, con difficoltà motorie ma, l'espediente del business e della gratificazione dopo tanto "lavoro" alletta le pazienti che diventano ex pazienti, impazienti di mostrare il lavoro di autodistruzione che le ha colpite personalmentee di cui ne vanno fiere".


Finché su riviste e passerelle ci saranno ragazze che, da copione, devono essere "grucce umane" per esaltare la bellezza dell'abito, difficilmente ci potrà essere un cambio di tendenza. Da decenni oramai pare che la bellezza abbia due caratteristiche chiave: estrema magrezza ed eterna  giovinezza. Una giovinezza a volte spezzata per mancanza d'amore, rispetto e stima di stessi.