STAY COOL. BE SOCIAL.

mercoledì 30 agosto 2017

A Bassano del Grappa, il finissage della mostra "PAINTINGS. PERCORSI NELLA PITTURA CONTEMPORANEA DA UNA COLLEZIONE PRIVATA". Testo critico e presentazione a cura di Emanuele Beluffi.

GALLERIA CIVICA MUSEO DI BASSANO DEL GRAPPA | 2 SETTEMBRE ORE 18

Spazio espositivo
Museo Civico  | Piazza Garibaldi 34| Bassano del Grappa (VI) | T 0424 519901 / 519904

Titolo dell'evento
PAINTINGS. PERCORSI NELLA PITTURA CONTEMPORANEA
DA UNA COLLEZIONE PRIVATA

FINISSAGE DELLA MOSTRA
2 SETTEMBRE ORE 18


Abstract di presentazione
I Musei Civici – Assessorato alla Cultura della Città di Bassano del Grappa annunciano la chiusura della mostra “Paintings. Percorsi di pittura privata da una collezione privata”, esposizione inaugurata lo scorso 10 giugno che raccoglie oltre sessanta opere pittoriche di arte contemporanea provenienti da un’unica collezione privata. In occasione del finissage, che si terrà sabato 2 settembre 2017 alle ore 18, il Museo Civico presenta al pubblico il catalogo che raccoglie l’intera collezione di Antonio Menon.

Orari di apertura
ORE 18

Biglietto
ingresso libero
Orario del vernisage
ORE 18

Catalogo
Sabato 2 settembre 2017 alle ore 18 il Museo Civico presenta il catalogo monografico dell’intera collezione Menon “Paintings 1”, edito da ZeL Edizioni, con testi di Emanuele Beluffi, Camillo Langone, Alessandro Riva. Il ricavato della vendita sarà devoluto alla Fondazione Città della Speranza di Padova, la Onlus che persegue la finalità di sostenere lo studio, la ricerca scientifica, l'attività didattica e l'assistenza nel campo delle patologie oncoematologiche pediatriche.

Patrocini
Assessorato alla Cultura della Città di Bassano del Grappa

Artisti
Giorgio Albertini, Paul Beel, Greta Bisandola, Danilo Buccella, Alessandro Busci, Saturno Buttò, Angelo Davoli, David De Biasio, Giovanni Frangi, Ettore Frani, Giovanni Gasparro, Alfio Giurato, Jonathan Guaitamacchi, Federico Guida, Maurizio L’Altrella, Magdalena Lamri, Andrea Martinelli, Matteo Massagrande, Harding Meyer, Tommaso Ottieri, Sergio Padovani, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Alejandro Quincoces, Mauro Reggio, Filippo Robboni, Eric Serafini, Chiara Sorgato, Marco Tamburro, Walter Trecchi, Santiago Ydanez

TESTO DI PRESENTAZIONE/CRITICO A CURA DI EMANUELE BELUFFI

Possedere un quadro

«Tu hai mai voluto possedere un quadro? Intendo possederlo fisicamente». Non poteva esserci contesto migliore dell’inaugurazione di una mostra qualche anno fa per una domanda “da pittore” a un allora neofita delle vernici.

Non rivelerò il suo nome, confidando che un giorno il suddetto domandante rientri nella collezione di Antonio Menon: di fatto, quel che veramente conta qui è il significato del rapporto che uno realizza con l’opera d’arte, un rapporto che in questo caso specifico poco o nulla ha a che vedere con le corbellerie intellettuali di cui librerie e scaffali di gallerie e bookshop di musei sono pieni e che fanno la fortuna di non pochi secchioni annoiati da se stessi.

Siete liberi di rompervi la testa con le disquisizioni professorali sulla fantomatica “esperienza estetica” e sull’aiuto non richiesto per capire cosa ha veramente dipinto Bacon, tutto questo grazie alle sofisticherie cresciute nell’etere del cervello di chi pensa di aver scoperto il sacro Graal guardando un suo quadruccio: chi bercia in termini astratti intorno alla pittura, la più pornografica della arti visuali, non è un critico, non è un amante e non è nemmeno un turista della pittura, ma un facchino travestito da lord.  

Un grande reporter, il compianto Egisto Corradi, era solito dire che un buon giornalista è uno che si consuma tutta la suola delle scarpe e a mio modesto parere lo stesso concetto vale per gli aficionados dell’arte: hai voglia a pontificare di pittura standotene a capo chino sul desk mentre il mondo là fuori pullula di grandi mostre e mostriciattole, puzza di olio e trementina, colore, sudore e fiato corto, coefficienti di prezzi, sputtanamenti, grandi successi e meste capitolazioni, bestemmie, incomprensioni e felicitazioni, soldati e puttane (no, questi no), il risultato è lo stesso di un generale in pantofole che discetta di scenari di guerra, nel senso che ti perdi tutto e non ti accorgi che le tue dotte fantasie vagolano nell’universo dell’inutile.

Ho detto che la pittura è pornografica e questa può sembrare una novità in aggiunta a quello che invece sanno tutti (ma proprio tutti), ovverossia la sua intrinseca connessione con l’alchimia e con la cucina (entrambe da intendersi in senso vero e non figurato, i più grandi furono e sono trafficanti d’alambicchi e master chef), ma in realtà questo riferimento osé perde molto del carattere provocatorio fintantoché lo si intenda, questo sì, in senso figurato: possedere un quadro significa realizzare un rapporto intimo che diventa pubblico in occasione di un’esposizione, ma che resta sempre e invariabilmente intimo, dal momento che nessuno, forse nemmeno noi stessi, sa che cosa passi per la testa quando siamo affascinati da un quadro, o quando ci mettiamo  a piangere di fronte ad esso.

Forse il meccanismo è lo stesso del commercio sentimentale fra persone, nel bene ma anche nel male (il miglior trattato di pittura è un romanzo recente dello scrittore Michel Houellebecq, La carta e il territorio).

Ho detto “sentimentale” e non per caso, perché il rapporto con un quadro è di tipo sensibile, magari non carnale, ma sicuramente tale da coinvolgere passioni e desideri ed è questa la ragione (una fra le più varie ragioni, nessuna delle quali ha tuttavia a che fare con la geometria, le scorribande dei filosofi e le dichiarazioni dei soloni della pittura) che ti spinge a possedere quel quadro.

Poi, certo, c'è la sindrome di Stendhal, ci sono le annotazioni sul Sublime e le dispute sulla Bellezza, tutto molto interessante, ma solitamente chi ne parla non è solito far follie davanti a un quadro e di lui/lei si direbbe sei «noioso/a».

Viceversa il collezionista d'arte (ma anche l'acquirente una tantum di un'opera) è un benefattore dell'umanità, perché il suo gesto, anche se privato e individuale, si riverbera nello spazio e nei secoli e diventa condivisibile e replicabili.

Di fatto (perché di bello c'è questo), una collezione che si rinnova (ma anche un acquisto di una sola opera in tutta una vita) è un beneficio per tutti.

E, di rimando, tutti si sentono importanti.

Ma, come per ogni regola, vi sono le relative eccezioni: in Italia abbiamo avuto un imprenditore raro e illuminato, quell’Adriano Olivetti così attento al benessere e alla crescita culturale di ognuno dei “suoi” lavoratori, un imprenditore che in un certo senso voleva venire dopo di loro. Fatte le debite proporzioni fra contesti diversi, lo stesso tipo di "attitudine" mi pare di aver riscontrato nel collezionista Antonio Menon, quando davanti a un indimenticato piatto di linguine al nero di seppia mi ha confidato la sua volontà di inserire nel catalogo della mostra TUTTE le opere della sua collezione, anche quelle non esposte, perché ognuna di esse è importante, unica ed irripetibile.

Detto da uno che ha voluto titolare la mostra Paintings, non in ossequio alla lingua internazionale della Perfida Albione, ma perché "paintings" è la prima parola che lui immette nel motore di ricerca quando è incuriosito da un artista.

Perché, come dicevano gli Antichi, "sic transeat gloria mundi" e alla fine ne resterà sempre e solo uno: l'artista, non necessariamente con le pezze al culo, ma magari anche quasi benestante, senza il quale questa baracca che noi tutti conosciamo andrebbe a catafascio.

L'unico che, legittimamente e senza tema di smentita in mezzo al foro dell'arte, possa alzarsi e profferire il giuramento «io ero, sono e sarò sempre». Insieme alle collezioni, of course.



LEVELS ART EXHIBITION 4th edition. A Roma l'8 settembre 2017, a cura di Ignorarte.


LEVELS
ART EXHIBITION
4th edition

8 settembre 2017 dalle ore 19:00
Ingresso Gratuito – No Tessera
FAENAS BISTROT & CAFE’- via Portuense, 47 Roma
a cura di: ignorarte.com

CONCEPT
Se la fantasia non è altro che memoria svincolata dall'ordine del tempo e dello spazio, allora l’architettura potrebbe essere considerata come musica cristallizzata in uno spazio condiviso. Questa concezione contaminante viene colta dall'occhio vigile di ignorarte.com in occasione della rassegna “LEVELS” proposta all'interno di Faenas Bistrot & Café, un luogo di aggregazione e offerta culturale nella storica zona di Porta Portese, entrato ormai da tempo a far parte attivamente del processo di sviluppo, riqualificazione e recupero della memoria della zona, un punto di riferimento per condividere il piacere dell’eccellenza eno-gastronomica in accordo con la bellezza dell’arte. Del resto la versione della parola catalana “faenas” è lavoro, creazione, produzione mentale e fisica, quindi ispirazione e saper fare. Dinanzi ad una volontà di convertire lo spazio all'accoglienza dell’arte contemporanea, ignorarte.com, quindi, propone un’idea di distribuzione delle proposizioni artistiche sui tre “livelli” spaziali in cui si sviluppa l’architettura del luogo. Tutti gli artisti partecipanti si possono esprimere in piena libertà, in questo caso senza vincoli tematici. Ognuno apporterà il proprio bagaglio concettuale e tecnico. Pittori, scultori, fotografi, performers, video artists, poeti e musicisti daranno vita alla rassegna.
Il programma si svilupperà nel corso dell’happening dell’8 settembre 2017 dalle ore 19:00, mentre le opere installate resteranno in esposizione fino a settembre.

PROGRAMMA
Start ore 19:00

LEVEL 1
Cornici poetiche di: Cosimo Angeleri; Giorgia Basili; Annarita Borrelli; Daniela Cannarozzo; Giuseppe Cataldi; Salvatore Cucchiara; Gianni Godi; Antonia La Gualano; Angela Marano; Manuela Potiti; Rosaria Pezzella; Livia Taloon.
RAW: performance fotografica interattiva

LEVEL 2
Opere luminose di: Anna Bastoni; Salvatore Cammilleri; Carmen Carriero; Daniela Chionna; Joollook; Pietro Mancini; Bruno Melappioni.
AL CUBO – cubi d’arte di: Caterina Arena; Daniela Cannarozzo; Adelaide Fontana; Mattia Morelli; Marilena Di Gianvito – Daisy Triolo.
Performances di: Anna Bastoni; Gianni Godi; Fabrizia Ranelletti.
GENE: video art itinerante.
Video poesie.

LEVEL 3
Sculture di: Bruno Melappioni.
L’Autrice: interazione poetica di Annarita Borrelli

INFO
A cura di ignorarte.com
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
Faenas Bistrot & Café – www.faenascafe.com.
Expolive Project - www.facebook.com/expoliveproject.
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com.

martedì 29 agosto 2017

Bando di concorso “Corpo che soffre”. Iscrizioni aperte fino al 25 settembre 2017.

 
Bando di concorso “Corpo che soffre”
 
Le iscrizioni sono aperte fino al 25 settembre 2017
Inviare la documentazione a: circuiti.arte@gmail.com
 
L’artista vincitore del concorso avrà come premio una bi-personale nel ns spazio, rientrando nel progetto: CIRCUITI CONDIVISI - nuovi punti di vista DINAMICI**


1 – Tema
Dopo i concorsi Frammenti del sé e Ferite, lacerazioni, crepe continua il ciclo di ricerca sul corpo e sull'identità. Il tema d'indagine è legato al Corpo che soffre, all'identità che si stratifica priva di centro. Ci si sente sempre "a casa" nel proprio corpo? Siamo una bellezza imperfetta, i traumi e le sofferenze plasmano la nostra pelle, il nostro contenitore mostrandoci al mondo sempre in maniera diversa. Il nostro corpo come una tela porta inscritti su di sé i segni del quotidiano, delle esperienze e della nostra formazione. Il reale traumatico ritrova, forse, una soluzione in un nuovo equilibrio formale, laddove la creazione artistica ospita l'urto, il dramma per assumerlo dentro di sé.
Il concorso è aperto a tutti gli artisti operanti nel campo delle arti visive – opere pittoriche, fotografiche, scultura, video, performance, fumetto, Street Art, poesia– senza limiti d'età. Ogni artista potrà proporre massimo 2 opere che verranno vagliate da una giuria composta dal comitato scientifico dell’Associazione Circuiti Dinamici che selezionerà gli artisti partecipanti e il numero di opere da proporre nella MOSTRA COLLETTIVA “Corpo che soffre”. La mostra si terrà presso gli spazi espositivi dell’Associazione Circuiti Dinamici – via Giovanola, 19 Milano – dal 15 ottobre al 03 novembre 2017. Durante l'inaugurazione del 15 ottobre sarà proclamato il vincitore per il progetto CIRCUITI CONDIVISI**.
Tutte le opere selezionate per la mostra collettiva saranno incluse nel catalogo con testo critico. La comunicazione ufficiale delle opere selezionate avverrà a mezzo mail ai candidati selezionati. Le selezioni sono inappellabili e insindacabili.

 **CIRCUITI CONDIVISI - nuovi punti di vista DINAMICI
Il vincitore di questo concorso, sarà posto in dialogo con il vincitore di un altro concorso, sempre indetto da Circuiti Dinamici. All’interno dello spazio espositivo di Circuiti Dinamici si creerà un dialogo tra le opere di due artisti vincitori,  diversi per ricerca e poetica artistica, che dovranno condividere lo spazio in un'ottica di comunità, convivenza e condivisione. CIRCUITI CONDIVISI per nuovi punti di vista, possibili interazioni, contraddizioni e tensioni tra le opere e le poetiche. Uno spazio in cui convivono identità diverse, in cui le differenze restano visibili e al contempo definiscono occasioni di incontro e di scambio.
2 – Caratteristiche delle opere:
a) Le opere a parete -(quadri, grafiche, fotografie, fumetto, illustrazione - street art) non devono superare gli 80 cm. di larghezza e i 2 mt. di altezza.
b) Opere tridimensionali (scultura, installazione): dovranno occupare uno spazio massimo di 1 mt. base x1 mt. hx1mt. profondità.
c) I video devono avere la durata massima di 3-4 minuti (compresi eventuali titoli e titoli di coda). I video possono essere inviati tramite link (youtube/vimeo) o CD-ROM.
d) Le performance devono avere una durata massima di 10 minuti. Eventuale materiale scenico e audio è a carico dell’artista. Circuiti Dinamici non procurerà materiale per la performance,
e) Poesia:inviare da tre a cinque composizioni inedite, ciascuna non superiore a 40 versi in formato .Doc.
Le opere non devono contenere messaggi pubblicitari né immigini e parole offensive o discriminanti.

3 – Termini e modalità di partecipazione
La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita. Il costo di partecipazione alla mostra, riguardante solo gli artisti selezionati, è di 50 euro per artista, di cui 24 euro relative all’organizzazione della mostra e 26 per il tesseramento all’Associazione. Per gli artisti già tesserati la quota di partecipazione è di soli 24 euro.
Per chi parteciperà nella sezione PERFORMANCE/POESIA, e solo per le suddette sezioni è dovuto il solo costo della tessera di euro 26.

4 -Le iscrizioni sono aperte fino al 25 settembre 2017.
 
5- Consegna documentazione:
Inviare la documentazione a: circuiti.arte@gmail.com con i seguenti allegati:
- curriculum vitae:incluso dinome, cognome, data di nascita, residenza, cellulare ed e-mail.
-immagini.JPG delle opere (alta risoluzione per stampa - 300 dpi), con didascalia dell’immagine (nome, cognome, titolo, misure, tecnica, materiale)

6 – Premio
L’artista vincitore del concorso, scelto dalla giuria, avrà come premio una mostra bi-personale nel ns spazio, la quale sarà calendarizzata successivamente.  Il giorno dell’ inaugurazione sarà cura di Associazione Circuiti Dinamici proclamare il vincitore per il progetto.


>>> Per qualsiasi informazione scrivere alla seguente mail: circuiti.arte@gmail.com
Bando completo al seguente link: www.circuitidinamici.it

venerdì 25 agosto 2017

“Garibaldi Jazz Street”. Fino al 4 settembre i dipinti “ubriachi” di Miky Degni esposti alla Suite d’Autore Point di Piazza Armerina.

Miky Degni

Grande successo a Piazza Armerina per l’inaugurazione di “Garibaldi Jazz Street”: protagonista l’artista Miky Degni e la sua performance di “wine painting”. 

E’ stata un grande successo il 18 agosto 2017 a Piazza Armerina la prima serata di “Garibaldi Jazz Street”, l’evento che ha animato via Garibaldi per un weekend di jazz & arte. Ad inaugurare la kermesse c’è stata l’attesissima performance dell’artista Miky Degni, milanese ma siciliano d’adozione.

Dalle ore 18  la via Garibaldi si è animata con musica e street food, mentre alle 22 è andato in scena Miky Degni che ha portato a Piazza Armerina il suo tour “Per amor di vino” (già passato da Lugano, Como, Milano, Tirana, Pesaro, Maiori, Catania, Lentini, Modica e La Magdeleine).

Miky Degni ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico con il suo ormai celebre format di live wine painting, accompagnato dalle note di Francesco Patti Trio e realizzando un dipinto intingendo il pennello nel Nero d’Avola, sotto gli occhi incuriositi degli spettatori.

Fino al 4 settembre una serie di dipinti “ubriachi” realizzati da Miky Degni con la tecnica della wine painting saranno esposti presso Suite d’Autore Point (via Garibaldi 40), con possibilità di essere acquistati. I dipinti sono realizzati esclusivamente con il Nero D’Avola su pregiata carta d’Amalfi.
Un’iniziativa che ha raccolto un successo importante in una strada – via Garibaldi - che sta diventando a poco a poco il nuovo centro nevralgico di Piazza Armerina, e che sta rinascendo grazie a iniziative condivise, e soprattutto grazie all’arte.

A tal proposito, ha dichiarato Miky Degni: “Finalmente grazie a un’iniziativa imprenditoriale e attraverso la cultura si è riusciti a ridare valore a una via come la via Garibaldi, creando un evento in grado di richiamare un grande pubblico, per la gioia anche dei negozianti della via. Questo dimostra come, a dispetto del detto, con la cultura si può “mangiare”, perché la cultura porta anchemovimento economico. Sono molto felice di poter fare cultura in Sicilia, che è la mia seconda casa”.

Garibaldi Wine Jazz è organizzato da Suite d’Autore di Ettore Messina e Associazione Tantenote, con la direzione artistica di Ninni Navarra e la partnership di: Si.A.Z. srl, Confcommercio Piazza Armerina, Sicilia Outlet Village, Aristeia Farmaceutica.

mercoledì 23 agosto 2017

ELECTRO CAMP 5. Dal 7 al 10 Settembre 2017 a C32 performing art work space, Forte Marghera, Venezia-Mestre.


ELECTRO CAMP 5
a cura dell’associazione culturale Live Arts Cultures
e della netlabel electronicgirls

Quando:
Dal 7 al 10 settembre 2017
Attività diurne di formazione e dialoghi
Percorsi installativi e speciali, festival di video-danza
Spettacoli: dalle 20.30 alla mezzanotte e notturni

Dove:
C32 performing art work space
Forte Marghera, via Forte Marghera, Mestre (VE)

Electro Camp è una piattaforma aperta a nuove produzioni – anche in veste di lavori in fieri – dedicate alla ricerca delle relazioni tra suono e movimento, danza, musica e spazio scenico.
Curato dall’associazione culturale Live Arts Cultures e dalla netlabel electronicgirls, il progetto giunge quest’anno alla sua quinta edizione e si terrà da giovedì 7 a domenica 10 settembre 2017 presso C32 performing art work space, all’interno di Forte Marghera, Venezia-Mestre.
Electro Camp si propone come momento di riflessione, diffusione, pratica e studio di alcune arti performative e include, nella sua quinta edizione, innovazioni nella programmazione tese a favorire l’avvicinamento della comunità del territorio ai linguaggi delle arti performative dal vivo. Il “format” Electro Camp si trasforma così in un appuntamento sia dedicato ad artisti che intendano approfondire la loro pratica sia accogliente verso la pubblica partecipazione alla scoperta del contemporaneo.

Il programma per questa quinta edizione prevede attività diurne e – vera novità – speciali e notturne, che avvicineranno il pubblico ancora di più a musica e danza, linguaggi universali attraversabili da chiunque. Il festival ospiterà, come sempre, giornate di formazione pensate anche per il mondo dell’infanzia, dell’adolescenza e degli adulti; inoltre ospiterà percorsi installativi ed eventi serali.

Electro Camp V è un invito a rendere tutti partecipi delle pratiche dell’artista performativo per cancellare le apparenti distanze, proponendo attività che stimolino la consapevolezza del corpo e dello spazio, l’ascolto, la generazione di azioni performative. Le esperienze proposte desiderano nutrire il potenziale espressivo di ciascuno e condividere strumenti critici per l’osservazione delle opere contemporanee.



LABORATORI E ATTIVITà DIURNE SPECIALI

Venerdì 8 e sabato 9 (15.30-17.30) un laboratorio di fiabe sonore elettroniche per bambini condotto dalla musicista Patrizia Mattioli e Ilaria Pasqualetto – educatrice e attrice –, per il progetto Concerto per alberi dall’omonimo libro di Laëtitia Devernay. Un modo diverso di leggere le fiabe per avvicinare i più piccoli (dai 5 ai 10 anni) al mondo della musica elettronica attraverso ambientazioni fantastiche; la musica viene rappresentata grazie a un volume illustrato, dove uccelli, alberi e piume si fanno elementi musicali.

Ancora venerdì 8 e sabato 9 “Teenleader”, danza per giovanissimi condotta da due giovani danzatrici: Tania Lo Duca e Federica Marcoleoni.
Lo studio del movimento come mezzo espressivo, vissuto nella relazione con gli altri include la dimensione del ‘gioco’ come strategia compositiva. A condurre questa proposta saranno due giovanissime danzatrici, abituate da anni allo studio del movimento: il parlare tra coetanei auspica un maggior coinvolgimento di teenagers che non dovranno avere esperienze pregresse per poter seguire gli incontri proposti.  

Sabato 9 e domenica 10 (11.00-17.00 con pausa pranzo) un laboratorio per performer, “La natura dell’atto”, condotto da Silvia Rampelli – Habillé d’eau.
Il laboratorio indaga appunto “la natura dell’atto”. Ne pratica i fondamenti: materia, tempo. Focalizza l’emergere dell’esperienza del corpo, approfondisce in modo specifico il transito alla cognizione. È il luogo della consegna al qui e ora dell’accadere, dell’ampliamento percettivo dell’attitudine critico-conoscitiva. 



Durante le stesse giornate (ore 17.30-20.30) la “Crowdance” condotta dalla coreografa Laura Moro, appuntamento di “danza per tutti” che vuole offrire a tutti, senza nessuna esclusione di età, abilità, conoscenze, la possibilità di soffermarsi sul potenziale espressivo del corpo attraversando suggerimenti accessibili e immediati.  

Un incontro aperto a tutti su pietre sonore, sculture e litofoni con Giulio Escalona domenica 10 (ore 14.00-16.00). Giulio Escalona è psicologo e artigiano di suoni non convenzionali. Da anni impegnato nei campi di musica ed ecologia, la sua attenzione si concentra sui suoni ambientali e sugli strumenti realizzati con elementi naturali: foglie, piante e pietre. Durante l’incontro si conosceranno e praticheranno i suoni e gli strumenti utilizzati dall’artista.

Installazioni, percorsi e spettacoli

L’identità di “Electro Camp” è quella che conferma il dare spazio alla sperimentazione, favorire nuove collaborazioni tra gli artisti, invitare il pubblico ad assistere a composizioni in tempo reale, a lavori freschi e leggeri che aprano a personali interpretazioni valorizzando il potere evocativo dell’opera dal vivo.

Ogni giorno tre percorsi di ascolti nella natura di Forte Marghera, costeggiando i canali d’acqua, permetteranno al visitatore di conoscere contributi poetici, musicali e teorici. La passeggiata fonde paesaggio, ascolto e informazione in un unico stimolo percettivo; i brani saranno ascoltabili attraverso auricolari grazie a dispositivi forniti appositamente.
Saranno presenti le poesie di Mariangela Gualtieri da lei stessa interpretate, apporti e citazioni di Valentina Valentini, docente dell’Università La Sapienza, a proposito del mondo della performance e di opere installative della contemporaneità, e ascolti di brani selezionati dalla storia della musica elettroacustica ed elettronica.
Lungo il tragitto del percorso la performer londinese Ashley-Louise McNaughton abiterà un luogo portando alla nostra fantasia nuove visioni e percezioni, con una performance permanente.

Per il secondo anno consecutivo, Electro Camp ospita “Espressioni - Rassegna itinerante di video-danza” ideata da Perypezye Urbane. “Lo Spaesamento e le forme di re-azione” è il tema dell’edizione 2017.

***

Saranno due o tre performance a sera a comporre il programma del festival. I lavori presentati si distingueranno in creazioni che indagano la relazione suono-movimento coinvolgendo danzatori e musicisti, e creazioni di musica in live che incontrano le nuove tecnologie, l’azione performativa e l’installazione sonora. 

 
L’apertura del festival giovedì 7 settembre con il dj-set di Lecri (electronicgirls netlabel): dj e ricercatrice musicale, inizia la sua avventura nella scena old school punk-rock e garage dei primi anni Novanta; negli anni successivi la sua attenzione e le sue selezioni si focalizzano su sonorità elettroniche ricercate e indipendenti. Dalle 20.30 le performance di Salvatore Insana, Turco Livieri e Giulia Vismara “Planimetrie - di quando non pensavamo a confezionarci per il prossimo”, un'indagine sviluppata a tre livelli sul rapporto tra spazio, corpo e memoria, tra danza e architettura.
Promising! - Ten promising situations” ideate dalla danzatrice Loup Abramovici porta il suo movimento potenziale in scena, unito al suono potenziale di Tomaž Grom, l’ospite speciale Roberta Milevoj come contenuto potenziale. 

 


Chiude la prima serata Twinz, musicista, dj, attivista e co-fondatore del progetto CTRL; in consolle mischia e scratcha su ogni genere possibile, con una predilezione per la musica libera dalle catene dell’industria.
Venerdì 8 dalle 19.30 “Masufuria Yanaimba - The pans are singing” di Giovanni Dinello, con la partecipazione dello chef Giuseppe Di Terlizzi: un sound designer e un cuoco intrecciano il loro operato tra i fuochi dei fornelli e il sobbollire delle pentole. Dalle 20.30: “Haiku” di e con New Landscapes, Silvia Rinaldi (violino), Luca Chiavinato (oud) e Francesco Ganassin (clarinetto basso); il progetto è una traduzione in musica di dieci haiku di Bashō, una collezione di composizioni brevi che vedrà la partecipazione delle giovanissime Tania Lo Duca e Federica Marcoleoni come performer, a richiamare con una gestualità delicata i tratti evocativi degli haiku. A seguire “In intime distanze/ last day on earth” di e con She Zeno, video di Elisa Campagnaro e produzione Art(h)emigra Satellite. Questa performance di composizione estemporanea danza/musica si traduce in esperimento sonoro e cinetico: oggetti e arredi domestici perdono la propria dimensione concreta per trasformarsi in strumento, azioni quotidiane diventano, nella loro ripetitività, un ostinato sonoro e visivo, aprendo varchi di senso oltre il reale. Seguirà il dj-set di CILLOMAN. Dopo un biennio che lo ha visto parte dei progetti sperimentali di Spazio Aereo (Madteo, Hodge, Kemal, SVN, Lino Capra Vaccina, Gigi Masin & Mirco Salvadori) ora si sta dedicando al nuovo progetto “Flora Protection Unit” assieme a Tommaso Zanini, Enrico Manganaro, Federico Gabrielli e Chiara Simion.
Sabato 9 settembre, dalle 19.30, “Dual Bunkers” Di e con Cristiana Zeta Rolla e Sara Kostić, e Marianna Biadene. Due bunkers si fronteggiano proprio vicino allo spazio di C32. Le atmosfere contrapposte e indipendenti create dalle tre performer in una specularità, porteranno lo spettatore a compiere un personale viaggio interpretativo. Dalle 20.30 “Synesthesia” di Minh Duc Nguyen e Christian Bläsche. Questa performance si basa sul movimento noto in UK con il nome Algorave o Eulerroom nel quale i musicisti creano in live attraverso codici di programmazione; la musica verrà prodotta in live come manipolazione di codici che verranno proiettati e modificati in collegamento skype con Auckland. 



A seguire, “Yoga in the dark”, selezione musicale e guida alla pratica di IOIOI. Si tratta di una pratica di Yoga moderno supportata da musica ambient-drone-classica contemporanea che si svolge al buio o in penombra a favorire la condizione di assorbimento profondo dell’esperienza.
 Chiude la serata lo “Sleep Concert” con Federica Furlani, IOIOI e Patrizia Mattioli (dalle 00.00 alle 07.30). Oltre sette ore di sperimentazione sonora dal vivo, eseguita da tre artiste e compositrici di diversa provenienza: il suono, adatto a suscitare paesaggi sonori multipli, favorirà le fasi del sonno creando episodi onirici e curiose esperienze percettive. La pratica dello ‘Sleep Concert’ trae origine da un esperimento di Robert Rich – tra i maggiori compositori di musica dark ambient e space – accaduto all'Università di Stanford, California, nel 1982.
Domenica, dalle 16.00 “Until Ducham is sleepy”, officina elettronica creativa per laptop ensemble e sei scacchisti di e con Arazzi Laptop ensemble. È un modo per avvicinare il pubblico alla pratica e alla storia della musica elettronica con un omaggio alla passione per il gioco degli scacchi; è un tributo alla performance “Reunion” di John Cage, Marcel Duchamp, Teeny Duchamp, Gordon Mumma, David Tudor, David Behrman, Lowell Crosse (1968). Arazzi Laptop Ensemble sarà impegnato, nell’arco del pomeriggio, nella composizione di un piccolo brano utilizzando i suoni catturati dalle scacchiere durante le partite a tempo dei sei giocatori; parte di una vera e propria officina creativa, il pubblico può così assistere al processo di creazione dalle 20.30, con lo stesso ensemble e Alessandro Fagiuoli al violino.
Seguono: “Sapir – Whorf” di e con Valentina Milan e Nicola Di Croce. Un work in progress che vede protagonista il linguaggio del corpo in movimento e quello sonoro, esplora la capacità di reciproco apprendimento tra materie differenti e procede per tentativi, sottolineando l’evoluzione di ogni genere di interazione. “Senza bisogno di titolo #2” di e con Paola Ponti e Giulio Escalona termina la quattro giorni del festival. Corpo e suono adagiati sulle forme di quella che, per senso comune, chiamiamo Natura; una ricerca artistica ed estetica che si snoda tra gli infiniti livelli di significato dati dalla lettura di un paesaggio e dalla consapevolezza che suono e corpo sono essi stessi artefici dell’ambiente. 


INGRESSI
Il festival è riservato ai soci Live Arts Cultures: tessera 2017 euro 5.
Contributo responsabile per la singola serata: euro 5.
Prenotazioni consigliate per MASUFURIA YANAIMBA - The pans are singing, Yoga in the Dark e Sleep Concert
info@liveartscultures.org ; Facebook: ElectroCampFestival e LiveArtsCultures ; Instagram: Live Arts Cultures



venerdì 4 agosto 2017

PER AMOR DI VINO. Continua il tour di Miky Degni: Prossima tappa Piazza Armerina.



PER AMOR DI VINO TOUR CONTINUA
Miky Degni apre il Garibaldi Jazz Street di Piazza Armerina
18-19-20 via Garibaldi ore 22 - ingresso gratuito


Dopo aver fatto tappa a Lugano, Como, Milano, Tirano, Pesaro, Maiori, Catania, Lentini, Modica e La Magdeleine, il 18 agosto 2017 Miky Degni farà tappa a Piazza Armerina in Sicilia per la nuova data del suo tour Per Amor di Vino.
L’evento, voluto da Ettore Messina, patron di Suite d’Autore a seguito di un felice incontro con l’artista milanese si svolgerà venerdi 18 agosto alle ore 22, nella centralissima via Garibaldi durante il quale Miky Degni avrà l’onore di aprire il Garibaldi Jazz Street, il festival pensato e diretto da Ninni Navarra. L’artista milanese inizierà la kermesse musicale accompagnato dalle note di Francesco Patti Trio, durante la quale si esibirà in un live painting al Nero d’Avola.
Nei giorni successivi, dal 19 al 31 agosto nella galleria di Suite d’Autore saranno esposti dieci dei suoi dipinti che sono stati realizzati esclusivamente con il Nero D’Avola sulla pregiata carta d’Amalfi. Dichiara l’autore: “il vino non è solo una bevanda, ma è il risultato di tanto lavoro, grande manualità e amore. Il vino è arte, passione” e dipingendo cerco di unire queste caratteristiche.
In questi ultimi anni il graphic designer e creativo milanese ha dipinto più di 200 opere con pregiati vini italiani, molte di queste realizzate per importanti case vinicole e poi vendute a collezionisti e cultori della bevanda più amata dagli italiani.
 

Ufficio stampa:
Silvia Novelli +39 333 4006696 - suitedautore@gmail.com

martedì 1 agosto 2017

Allo Spazio Spaventa di Noto, la mostra fotografica "70.100" di Marcello Scrofani.


70.100 | Marcello Scrofani
4 agosto > 4 settembre 2017
Spazio Spaventa
Via Silvio Spaventa, 20
Noto
Vernissage: 4 agosto ore 19:30


Presso lo Spazio Spaventa di Noto, dal 4 agosto al 4 settembre 2017, si terrà la mostra "70.100" del fotografo Marcello Scrofani, dedicata al tema del ritratto.
Il titolo è dovuto alla scelta dell'artista di presentare le opere esclusivamente in formato 70x100 cm.