STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta Photography. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Photography. Mostra tutti i post

mercoledì 6 novembre 2019

Ashish Gupta, Jatin Khandelwal. Il Maestro e l’Allievo: due fotografi indiani. Alla Galleria Francesco Zanuso di Milano, in mostra gli scatti fotografici dei volti e delle sfumature più caratteristiche dell’India contemporanea, a cura di Caterina Corni.


Ashish Gupta, Jatin Khandelwal.
Il Maestro e l’Allievo: due fotografi indiani

a cura di Caterina Corni

14 – 28 novembre 2019
inaugurazione mercoledì 13 novembre ore 18 

Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina, 26 - Milano


I volti e le sfumature più caratteristiche dell’India contemporanea si riflettono negli scatti presentati dalla Galleria Francesco Zanuso di Milano nell’intensa mostra fotografica “Ashish Gupta, Jatin Khandelwal. Il Maestro e l’Allievo: due fotografi indiani”, a cura di Caterina Corni, proposta dal 14 al 28 novembre.

La rassegna presenta in circa quaranta opere il dialogo tra le immagini del fotoreporter Ashish Gupta, classe 1981, realizzate tra il 2002 e il 2015, e le fotografie tutte scattate quest’anno appositamente per l’esposizione da Jatin Khandelwal, studente della Facoltà di Fotografia della Symbiosis University di Pune, appena ventunenne.




Due giovani generazioni a confronto, due punti di vista, due modi di sentire e di raccontare l’India e la sua magica unicità, che persiste fin dai tempi antichi. Un Paese dalle contraddizioni forti quanto i suoi accesi e armonici colori e gli intensi profumi delle sue spezie, dove la dimensione spirituale, del rito e della preghiera, si intreccia profondamente alla vita quotidiana. 
Entrambi i fotografi offrono uno spaccato del proprio Paese e dei suoi caratteristici abitanti; infatti il percorso espositivo si snoda da Mumbai a Kolhapur, da Vrindavan a Jejuri, dalla Spiti Valley al Rajasthan, per restituire momenti del quotidiano: una donna al lavoro davanti ad un enorme cartellone pubblicitario tipicamente occidentale, come nello scatto di Gupta A women labour works during a road work in Andheri (Mumbai, 2004), oppure un momento di rito come in Bid adieu to Ganesh Idols on the 10th day of Ganpati immersion (Kolhapur, 2013) sempre di Ashish, fino a un pasto comunitario di monaci nell’estremo nord in Evening meal (Spiti, 2019) di Khandelwal, oppure l’istantanea The desert festival (Rajasthan, 2019) che immortala un momento di festa in pieno deserto, ancora di Jatin. 
Questa è l’India, come rivela la curatrice, ritratta dall’occhio del fotografo che “si insinua nelle strade di villaggi sperduti, tra la nebbia che sale dai fiumi, nei volti e negli atteggiamenti delle persone”. E se da un lato Gupta concepisce, sintetizza e imprigiona momenti tra l’oggettività e l’intimismo, grazie ad una profonda conoscenza antropologica del suo Paese, dall’altra i ritratti di Khandelwal sono un’intensa e vibrante alchimia di sguardi e forme, di volti e colori, persone e luoghi, tratti dal vissuto quotidiano dell’artista. 
L’uno, Ashish Gupta, rende così evidente lo spirito umano che traspare in ogni immagine, l’altro, Jatin Khandelwal, nel restituire la vita dei villaggi indiani, tenta di costruire un nuovo linguaggio iconografico, se pur in continua evoluzione.



Cenni biografici  
Ashish Gupta nasce in India nel 1981 e si accosta al fotogiornalismo a soli 16 anni. Tra i più giovani fotoreporter della sua generazione, si esprime cogliendo momenti del quotidiano e della vita di strada, specializzandosi nel documentare eventi particolarmente estremi, come esplosioni di bombe, alluvioni, crimini, oltre ad avvenimenti politici ed economici.
Consegue il suo primo riconoscimento a livello internazionale nel 2002 nell’ambito di un contest fotografico promosso dal Museo delle arti fotografiche di Kiyosato (Giappone); da allora viene insignito di altri numerosi premi a livello nazionale e locale. Attualmente lavora come fotoreporter speciale per l’importante testata “The Times of India” e vanta collaborazioni con altri importanti quotidiani, come “The Indian Express” e “The Asian Age”. In questo periodo sta lavorando ad un reportage fotografico sull’estrazione di sabbia nel Bihar.
Jatin Khandelwal nasce nel 1998 a Brijnagar, piccola cittadina del Rajasthan, in India, e attualmente sta terminando l’ultimo anno di studi in fotografia alla Symbiosis University di Pune. Studente dotato, al termine del ciclo secondario inferiore viene indirizzato dai genitori verso un percorso tecnico-ingegneristico; tuttavia, cresciuto osservando ciò che lo circondava e da sempre affascinato dall'esplorazione dell’esteriorità e dell’interiorità della condizione umana, sceglie la fotografia quale efficace strumento per mostrare la sua visione del mondo, attraverso un filtro creativo. Durante il percorso di studi vince diversi concorsi fotografici ed ottiene numerosi riconoscimenti. In costante ricerca di nuove opportunità di crescita e perfezionamento, tiene la sua prima mostra alla Galleria Francesco Zanuso di Milano.



Coordinate mostra
Titolo Ashish Gupta, Jatin Khandelwal. Il Maestro e l’Allievo: due fotografi indiani
A cura di Caterina Corni
Sede Galleria Francesco Zanuso, Corso di Porta Vigentina 26, Milano
Date 14 - 28 novembre 2019
Inaugurazione mercoledì 13 novembre ore 18-21
Orari lunedì-giovedì ore 15-19 | venerdì e altri orari visite su appuntamento 
Ingresso libero 

Info pubblico Tel. +39 335 6379291 - 

Ufficio Stampa 
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. +39 328 5910857 - info@irmabianchi.it 

martedì 5 novembre 2019

25/11 YOU MAKE ME FEEL LIKE?!. Alla galleria Art Gap di Roma, la mostra fotografica di Maurizio Gabbana sul tema della violenza contro le donne, a cura di Federica Fabrizi.


25/11 YOU MAKE ME FEEL LIKE?!

Mostra personale di fotografia
di
Maurizio Gabbana
A cura di: Federica Fabrizi
Dal 25 novembre al 5 dicembre 2019
Vernissage: Lunedì 25 novembre alle ore 18.30

Testi a cura di: Federica Fabrizi e Gian Ruggero Manzoni
Catalogo a cura: di Federica Fabrizi

Art G.A.P. Gallery, Contemporary & Modern Art
Via San Francesco a Ripa, 105/a, Roma


La galleria Art Gap è lieta di accogliere, dal 25 novembre al 5 dicembre 2019, la mostra personale 25/11 YOU MAKE ME FEEL LIKE?! di Maurizio Gabbana a cura di Federica Fabrizi, storica dell’arte, curatore, perito e Esperto d’Arte.
La rassegna verrà inaugurata il 25 novembre alle ore 18:30, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza stabilita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violazione dei diritti umani femminili.

La violenza sulle donne ha molti volti, Maurizio Gabbana nella sua mostra fotografica 25/11 You Make Me Feel Like?! propone l’endemico fenomeno della violenza consumata fra le mura domestiche. L’artista presenta 15 scatti in bianco e nero su cui sono riprodotti gli stati d’animo e le emozioni che una donna prova quando viene dissennatamente violata nel profondo della sua anima.
Maurizio Gabbana riesce attraverso lo strumento dell’arte, nello specifico quello fotografico, e della bellezza ad affrontare un tema forte come quello del femminicidio e a trasmettere un messaggio di denuncia di rilevanza sociale, dando la prova della sua grande capacità di unire l’impegno civile e sociale alle sue innate doti d’artista. Una capacità che in queste opere è riuscito a sublimare.

L’artista racconta con coraggio e maestria il dolore e il martirio di alcune donne vittime di violenza nelle mura di casa. Lo fa attraverso un linguaggio moderno, simbolico e diretto che amplifica ancora di più l’impatto emotivo con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema tanto delicato. La sensibilità ha condotto Maurizio Gabbana alla realizzazione di scatti fotografici adatti a rendere la società contemporanea partecipe di ciò che accade alle donne private della loro dignità e ridotte a larve umane da uomini.

L’obiettivo di questa mostra personale è fare in modo che la società non rimanga indifferente davanti a così tanta inumanità e brutalità, anzi vuole essere un modo per dire che dobbiamo alzare il tiro dando luogo a manifestazioni che urlino forte contro questo male, in quanto l’arte deve darsi ancor di più per condannare questi carnefici.

Con tutto sé stesso, Maurizio Gabbana vuole rendere giustizia a tutte quelle donne che vengono mal trattate dall’arroganza di certi esseri umani codardi che si definiscono uomini ma non meritano di essere chiamati tali, vuole essere la voce, che ancora è troppo debole, che deve mettere la parola FINE a questo male. La lotta contro la violenza sulle donne deve essere considerata come un emblema della forza del gentil sesso, della temerarietà che si deve assumere nei confronti dei seviziatori, non bisogna porre fine alla lotta per il rispetto della dignità e della vita dell’essere umano.
Arte come mezzo di comunicazione, come voce del popolo, come strumento che permette di gridare contro uno dei mali del nostro secolo.

martedì 4 giugno 2019

FLOWER POWER. A Noto la "color therapy" del fotografo Salvo Fronte.


FLOWER POWER
&
Color Therapy

Fotografie di Salvo Fronte

Bassi Palazzo Ducezio, Noto

fino al 15 giugno 2019 





Il fotografo Salvo Fronte

sabato 11 maggio 2019

"Passo Passo Viavai". Alla Fototeca Siracusana, la mostra personale di fotografia di Alfio Torrisi.


"Passo Passo Viavai"

Personale di fotografia

di Alfio Torrisi


Dall'11 al 25 maggio 2019
Inaugurazione: sabato 11 maggio alle ore 19:00
Fototeca Siracusana
Largo Empedocle 9,Siracusa

 

Personale fotografica di Alfio Torrisi, cultore di un genere fotografico oggi conosciuto con l’appellativo di Street Photography, moderna evoluzione dell’antico “Reportage”. 

La mostra, composta da 15 immagini estrapolate da un ben più ampio lavoro, è intitolata “Passo passo viavai”, un titolo ritmico per evidenziare il tragitto di appena un centinaio di metri, nel tradizionale Mercato di Ortigia (Siracusa), che quotidianamente viene percorso in un fitto intreccio di andature, dagli habitué locali e dai turisti a caccia di emozioni e di buoni affari “alimentari”. 


 
Sono gli avventori del mercato a prevalere nella narrazione di Torrisi, l’aspetto umano di una società che si incontra e comunica, che viaggia e viene accolta; sono i passi stretti di chi cammina tra la folla, lo sgomitare e inciampare, fermarsi e ripartire, guardare, la merce, poi i prezzi, fermarsi ancora per comprare o continuare alla ricerca di un’altra offerta o di un amico con cui chiacchierare.
 
Un bellissimo spaccato, metafora visiva dell’infinito “viavai” che è la nostra vita.

Alfio Torrisi


Largo Empedocle, 9
Siracusa
Salvatore Zito
Tel:   +39.347.42.18.241 - +39(0)931.185.00.76
fototecasr@gmail.com

"Se fossimo anche noi così famosi". Alla Galleria Civica di Monza la mostra fotografica di Giordano Morganti, a cura di Carlo Micheli.

"Se fossimo anche noi così famosi"
Mostra personale di fotografia
di Giordano Morganti 

Dal 24 Maggio al 7 Luglio 2019 
Inaugurazione: 24 Maggio alle 18.00

Curatela: Carlo Micheli
Luogo: Galleria Civica
Indirizzo Via Manfredo Camperio 1 – Monza

Progetto: Comune Di Monza
Info: mostre@comune.monza.it - 039.366381
Orari: Da Martedì a Venerdì: 15.00 - 19.00
Sabato e Domenica: 10.00 - 13.00 | 15.00 - 19.00
Mediapartner: Frattura Scomposta
 

La previsione di Andy Warhol, secondo la quale tutti avranno in futuro diritto ad un quarto d’ora di notorietà, deve ancora avverarsi. Nel frattempo ci contentiamo di questo incontro faccia a faccia con personaggi famosi, immortalati dallo sguardo penetrante di Giordano Morganti: Attori celebrati, top model, campioni dello sport, artisti di vaglia, icone del nostro tempo. “Paradossalmente è più difficoltoso fotografare un attore che non una persona qualunque, presa dalla strada, perché l’abitudine a posare, a stare di fronte ad un obiettivo, conferisce agli scatti un sapore “artefatto”, la qual cosa impone al fotografo di lacerare la maschera creata dalla consuetudine e scavare in profondità, fino a fare emergere la personalità “privata” dei VIP”.
Nelle foto di moda si esaspera invece la capacità delle modelle di assumere atteggiamenti spesso innaturali, che facciano risaltare l’abito indossato e la personalità di chi lo indossa. Trasformare le modelle in manichini asettici è far torto alla loro sensualità, all’essenza stessa della femminilità e, in fin dei conti, anche alle creazioni indossate.





Questi scatti ormai storici contribuiscono alla creazione del mito, sono come dei ritratti di Dorian Gray all’incontrario, dove l’immagine vive incorrotta e incorruttibile nel tempo, mentre il corpo invecchia inesorabilmente.
Per questa mostra si è scelta una formula espositiva che privilegia la semplicità, il minimalismo. E’ ormai una scelta ricorrente quella di stampare le fotografie su supporti poveri, rinunciando all’alta qualità per moltiplicare quantitativamente le proposte. La mostra diviene così un’estensione del catalogo, da cui scegliere le immagini preferite, decidendo il supporto, le misure, il tipo di carta, l’eventuale incorniciatura.
Le immagini, stampate su grandi strisce di carta, risultano dunque come enormi provini di stampa, mantenendo il fascino delle sequenze e degli accostamenti.






Giordano Morganti

Quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, 
provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un
entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. 
La missione del fotografo, dice Morganti, è“fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. 
Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”.

lunedì 6 maggio 2019

BREAKALEG. Allo Spazio Atelier dell’Elfo Puccini di Milano, i ritratti fotografici di Laila Pozzo.


SPAZIO ATELIER ELFO PUCCINI | 7 - 17 MAGGIO

BREAKALEG
Ritratti di scena
Fotografie di Laila Pozzo

Evento inserito nell'ambito di Photofestival 2019
Inaugurazione martedì 7 maggio ore 18:30

Nei giorni successivi all'inaugurazione, gli orari della mostra saranno i seguenti: 
mar-sab 18:30-20:30 / dom 15:00-16:00


Dal 7 maggio i ritratti di Laila Pozzo tornano ad 'abitare' l'intimo Spazio Atelier dell’Elfo Puccini. La fotografa milanese prosegue il suo lavoro di ricerca fotografica e propone una nuova galleria di personaggi per raccontare, con sguardo acuto e originale, quanto avviene sui palcoscenici milanesi. Il progetto prende il nome dall'espressione inglese "Break a leg! Rompiti una gamba!": una sorta di "In bocca al lupo" usato dai teatranti dei paesi anglosassoni.

Laila Pozzo, formatasi alla scuola del fotografo canadese Douglas Kirkland, sceglie di fotografare quell'istante in cui il sipario non si è ancora alzato, ma gli interpreti sono già entrati nei costumi di scena e, soprattutto, nella parte. Attraverso sguardi e gesti misurati, i "ritratti di scena" di Laila Pozzo descrivono storie e relazioni tra i personaggi. Gli attori, non risultano ingabbiati nello scatto, ma si sentono liberi di dare nuova vita al personaggio che interpretano, giocando tra di loro e con l'obiettivo.


Fotografare il teatro è difficile: ingabbiare in una piccola superficie la grandezza della scena e dei gesti risulta quasi impossibile. Per superare la mera documentazione è necessario osservare con profondità e scavare nell'animo dei protagonisti.





 

sabato 4 maggio 2019

TRUELOVE. Alla Residenza Anni Azzurri Navigli di Milano, la mostra fotografica di Jordan Angelo Cozzi, a cura di Agata Petralia.



Mostra fotografica “TRUE LOVE”
Dal 20 Maggio al 30 Giugno 2019
all’interno di
PhotoFestival Milano 14th
Inaugurazione lunedì 20 Maggio 2019 - ore 18:00

La Residenza Anni Azzurri Navigli di Milano, ospita dal 20 Maggio fino al 30 Giugno, la mostra fotografica dal titolo TRUELOVE del fotografo Jordan Angelo Cozzi, a cura di Agata Petralia.
L’esposizione promossa da Anni Azzurri S.r.l., è inserita nel ricco calendario della 14 th del Milano PhotoFestival, rassegna internazionale di fotografia, promosso da AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, in collaborazione con Confcommercio Milano, patrocinato da Regione Lombardia e Comune di Milano.

I ritratti esposti fanno parte di un progetto, in continuo divenire, che il fotografo Cozzi ha iniziato nel 2014 a seguito di un’esperienza di volontariato presso una struttura di Garbagnate Milanese.
Il giovane autore trova il vero amore nelle parole e nei teneri gesti quotidiani e di una vita delle coppie che lì conosce, le cui storie di vita lo emozionano e lo motivano ad avviare questo progetto per dimostrare e confermare, insieme ai protagonisti ritratti, che il sentimento puro autentico ed incondizionato resiste a qualsiasi naturale processo di invecchiamento e cresce inalterato, rafforzandosi nel tempo.
Jordan Angelo Cozzi dimostra che la capacità di contatto fisico appropriato è un elemento di comunicazione e di armonia fondamentale per costruire rapporti autentici. La pelle veicola il contatto e regola i comportamenti pulsionali rendendo visibile agli altri forme e desideri, nonostante le inevitabili trasformazioni del corpo e le sue imperfezioni.  

Anni Azzurri, dal 1 luglio 2017 sono parte integrante della società KOS Care. Oltre 40 le Residenze dedicate alla terza età in 8 regioni del centro e nord Italia (Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio), per un totale di più di 5000 posti letto e oltre 2000 dipendenti. Questi numeri fanno di Anni Azzurri una grande realtà italiana interamente dedicata all’assistenza degli anziani. 

Photo Festival è la rassegna internazionale di fotografia che si svolge annualmente a Milano tra i mesi di Aprile e Giugno. Nato nei primi anni 2000 come rassegna biennale, dal 2007 Photo festival ha assunto una cadenza annuale che lo ha portato ad affermarsi come la più importante e ricca manifestazione milanese dedicata alla fotografia d’autore. Il percorso di Photo festival è diffuso in modo capillare sul territorio, coprendo l’intera città metropolitana milanese sino a toccare alcune città limitrofe come Pavia e Legnano. Il programma espositivo è affiancato da un significativo calendario di eventi collaterali tra workshop fotografici, letture portfolio, talk, performance musicali. Un altro aspetto di grande importanza è il ricco catalogo illustrato in versione bilingue italiano/inglese distribuito gratuitamente presso tutti gli spazi espositivi e nei luoghi più significativi della città, che costituisce uno strumento di divulgazione della cultura fotografica. www.milanophotofestival.it

Jordan Angelo Cozzi Diplomato in grafica presso il Liceo Artistico Lucio Fontana ad Arese. Ha ottenuto la certificazione di fotografo professionista presso A.P.A.B. di Firenze. Ha partecipato ad esposizioni collettive in spazi e istituzioni di rilievo, tra le quali, le più recenti: il Premio Arti Visive San Fedele 2017/18 – La città, Galleria San Fedele, Milano; I° Triennale della Fotografia Italiana, Palazzo Zenobio, Venezia; Un racconto fotografico, Premio Riccardo Prina 2017, Triennale di Milano; Premio Sandra Viani 2017, conferito dal fotografo Oliviero Toscani; Martini Internazional Award, Premio Arti Visive San Fedele 2017/2018 – La città; e una menzione speciale I° Triennale della Fotografia Italiana 2017/2018. Cozzi vive e lavora a Milano, attualmente impegnato a lavorare suo progetto a lungo termine, “TRUELOVE.

Agata Petralia Curatrice freelance di mostre ed eventi di arte e fotografia. Laureata in Belle Arti a Catania. Ha curato “Archive Tellers: Racconti di memorie tra archivi e arte contemporanea” presso MAXXI B.A.S.E., Roma e Opificio Telecom Italia Fondazione Roma; “Photo Pocket Exhibit” fotografie di Giulia Mazzoleni e Jordan Angelo Cozzi, Spazio Tadini, Milano; “L’Ospedale di tutte le guerre” fotografie di Alessio Mamo, Premio Luce iblea 2019, Modica; “L.I.S.A. Exhibit”, fotografie del collettivo L.I.S.A., Studio Tiepolo38, Roma. Collabora con la redazione del magazine on line di Fotografia, ClickMagazine. E’ curatrice del collettivo L.I.S.A. 


Info e Contatti
Residenza Anni Azzurri Navigli
Via Darwin, 17 – 02.833051
Come arrivare: M2 Romolo – Tram 3, 15 – Bus 47, 59, 90/91

Agata Petralia: agatapetralia@gmail.com | +39 351 86 44 889
Jordan Angelo Cozzi: jordan94c@gmail.com | +39 340 90 57 530