STAY COOL. BE SOCIAL.

giovedì 7 settembre 2017

SENDAI CITY: THE TRUTH. Alla Bienal de Curitiba 2017, in mostra le opere dell'artista Marco Bolognesi.


BIENAL DE CURITIBA 2017

presenta

SENDAI CITY: THE TRUTH
con opere di MARCO BOLOGNESI
a cura di MASSIMO SCARINGELLA

Dal 30 settembre 2017 al 25 febbraio 2018
MON - Museu Oscar Niemeyer
Curitiba – BRASILE

Il 30 settembre 2017 l’artista Marco Bolognesi arriva con la mostra “Sendai city: the Truth” in Brasile alla Bienal de Curitiba 2017, il più grande evento di arte contemporanea che si svolge in America Latina, realizzato dal Ministero della Cultura del Brasile (MinC), dal Governo dello Stato e dal Municipio di Curitiba.
Selezionato dal curatore Massimo Scaringella, l’artista presenterà un progetto dedicato al rapporto tra verità e conflitto presso la prestigiosa sede del Museu Oscar Niemeyer - MON, visitabile fino al 25 febbraio 2018.

  • La Biennale

La Bienal de Curitiba 2017 è intitolata "Antipodi - Eccesso d’immagine" e si propone di mostrare che la "Diversità" o "gli Opposti ", argomenti di riflessione di questa edizione, rappresentano “non solo un limite tra i mezzi di espressione artistica ma anche si un limite tra le culture. Limiti che mai sono definitivi e rappresentano incroci di andata e ritorno, incontri plurali e sinergie create da confronti di punti di vista distinti, lontani, anche contro gli altri. Secondo Deleuze: la trasversalità attua unendo le differenze (cit. Ticio Escobar).
La Bienal de Curitiba ospiterà la Cina in qualità di Paese insignito e accoglierà opere di artisti provenienti dai cinque continenti.   

All’interno della sua proposta curatoriale, Massimo Scaringella ha selezionato un ventaglio diversificato di artisti da inserire nel suo spazio curatoriale, che oltre a Marco Bolognesi, prevede un omaggio a Davide Boriani (fondatore dello storico gruppo T), i finlandesi Tuomo Rosenlund&Johanna Pohjanviria  e Hannu Palosuo, lo statunitense Stevens Waughn, l’israeliano Shay Frish e l’ivoriano Joachim K. Silue, tra gli altri.

  • Sendai city: the Truth”

Marco Bolognesi, artista contemporaneo d’ispirazione fantascientifica che opera muovendosi a livello internazionale, ha ideato per Curitiba una stanza installativa, che vedrà esposta per prima volta la serie fotografica “Techno Mutant” (2017), realizzata dall’artista per parlare dello scenario conflittuale del mondo contemporaneo.
Partendo dal concetto di veritàthe truth, come si legge nel titolo della mostra – Bolognesi si fa carico dello stato chiaramente in crisi di questa parola: “la nostra cultura – osserva – mostra lo sguardo della verità come la risposta ai fatti contemporanei della guerra, del terrorismo, soprattutto dello scontro costante tra occidente e medio oriente, che non è solo uno scontro tra religioni, ma molto di più'”. Secondo l’artista, infatti, la società attuale è legata al conflitto per mantenere il controllo della realtà, una realtà che non esiste, ma che comunque percepiamo. La verità, allora, che a questo punto dovrebbe giustificare lo scontro, diventa solo un punto di vista.
Il lavoro di Marco Bolognesi guarda a un futuro possibile attraverso Sendai City, un work in progress nato dalla sua sconfinata immaginazione, che vede il mondo contemporaneo traslato nell’universo di una megalopoli post-punk e concretizzato, in venti anni di attività, attraverso differenti linguaggi (fotografia, disegno, video e installazioni). Come riferisce l’artista, lo scontro/incontro ha sempre avuto un luogo, che a differenza dei campi di battaglia a cui si assisteva nell'antichità, oggi si consuma nello spazio che rappresenta a tout court il luogo contemporaneo: la città, quale “contenitore” per eccellenza di questo conflitto.

Con questa mostra, Bolognesi apre un nuovo capitolo negli scontri che imperversano a Sendai City e sceglie di raccontarlo con un progetto fotografico che incarna il conflitto corporeo: “Techno Mutant”.
Il colore nero, protagonista delle fotografie (100x70 cm), annulla i confini tra lo spazio e il soggetto in un conflitto crescente, al punto che l’individuo, pur di sopravvivere, è costretto a mutare. Per farlo, l’artista riprende gli elementi della sua ricerca e sceglie ancora una volta di lavorare sulle modelle con oggetti riciclati: “Ho cercato di lavorare con le pistole ad acqua, quali forme innocue e giocose che rimandando in maniera ludica alla guerra, e con elementi di uso comune come tubi o scatole da elettricisti, facili da trovare in tutte le case delle città del mondo”, racconta Bolognesi.
Con questi ingredienti, il lavoro di decontestualizzazione degli oggetti, e dunque del soggetto, ha permesso all’artista di creare una serie di esseri oscuri dal sapore fantascientifico e in piena mutazione, i cui cambiamenti risultano fondamentali per reggere il peso incessante del conflitto, fuori e dentro di loro. In questo senso, secondo Bolognesi la sopravvivenza, e dunque la vita, ci obbliga a mutare fino a perdere ciò che eravamo.

Non a caso, i nomi delle fotografie s’ispirano a quelli delle stelle, per rammentare le normali origini di questi esseri che, allo stesso tempo, divengono il paradigma di un corpo che sfugge, si fonde e si confonde con lo spazio attorno, ovvero la città. Lo sguardo delle foto mostrerà quindi allo spettatore di Curitiba il malessere della società contemporanea in conflitto, in un universo dove il luogo si annulla col corpo e scompare nel nero.


“IF (but I can explain)”. Alla Nuova Galleria Morone di Milano, la mostra personale di Silvia Celeste Calcagno.

IF, Installazione Fireprinting, 2017

La Nuova Galleria Morone presenta, nello spazio della project room “IF (but I can explain)”, mostra personale di Silvia Celeste Calcagno, che ripropone in forma leggermente ridotta il progetto site-specific curato da Alessandra Gagliano Candela, esposto fra gennaio e marzo 2017 nella Project Room del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.
“If (but I can explain)” è la formula finale, non definitiva, di una ricerca che Silvia Celeste Calcagno ha condotto nell’ultimo anno, registrando gradualmente il variare della sua condizione esistenziale e reificandola in una stanza, interiore ancor prima che esteriore, alla cui composizione hanno contribuito media diversi in dialogo continuo tra loro. E’ una situazione di sospensione,  evocata dall’installazione “Just lily”, in origine composta da oltre mille lastre in grès disposte sulle pareti della Project Room del Museo, in un continuum che unisce foto, oggetti d’uso, frammenti della quotidianità, tracce di un passato anche recente, brani di pareti, ritratti precisamente o solo evocati, dai contorni nitidi o sfumati. Un catalogo minuzioso di situazioni che ripropongono la sua vita in un luogo che presto dovrà abbandonare, momenti consueti che diventano unici. In sottofondo, l’installazione sonora “Could you please stop talking?” ispirata ad un libro di Raymond Carver, come in un mantra enumera brani di quotidianità e invita al silenzio l’altra persona che condivide lo spazio della vita. Il video, “Air fermé” registra lo scorrere impercettibile del tempo in un paesaggio urbano, segnato dal variare delle luci. La trama della tenda attraverso la quale avviene la ripresa offusca come un velo i contorni del mondo, agendo come un filtro sulla percezione.
Accompagnata dal catalogo edito da Silvana Editoriale che documenta il progetto realizzato a Villa Croce, con un’intervista di Ilaria Bonacossa all’artista, testi critici di Alessandra Gagliano Candela ed Angela Madesani, la mostra rimarrà aperta fino al 10 Novembre.
Silvia Celeste Calcagno è nata a Genova nel 1974, vive e lavora ad Albissola.Si diploma all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Nel 2015 vince, prima donna italiana, la 59° edizione del Premio Faenza. Nel 2017 al Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova, presenta IF (but I can explain) a cura di Alessandra Gagliano Candela. Nel mese di Aprile dello stesso anno, espone in Corea, In the Earth Time Italian Guest Pavilion Gyeonggi Ceramic Biennale Yeoju Dojasesang . La sua ricerca si basa spesso sul mappare determinate condizioni del vivere: la reiterazione è lo sviluppo primo che  permette di “fotografare” ogni sezione di esistenza, scansionarne ogni frammento. Nascono storie a “basso voltaggio”, situazioni in cui non accade nulla di eclatante, ma nelle quali si percepisce ,tuttavia, una sottile anomalia. Questo processo quasi alchemico distilla la realtà e dunque le emozioni ad essa legate, sublimandosi in un puzzle e rendendo finalmente completa la campionatura di un pezzo di “tessuto vita”.
IF (but I can explain) Silvia Celeste Calcagno
Nuova Galleria Morone, Via Nerino 3, Milano
21 Settembre | 10 Novembre 2017
Inaugurazione: 21 Settembre 2017, ore 18
Orari: lun – ven: ore 11 – 19 | sabato: 15 – 19

All'Aqua Art Gallery di Terracina, la mostra personale "Nel corso del tempo" di Verena D’Alessandro.


Aqua Art Gallery
” Nel  corso del tempo “
Mostra personale
                                                                              di 
 Verena D’Alessandro
9 settembre > 8 ottobre 2017 
Inaugurazione: Sabato 9 Settembre  ore 20.00>24.00  
                                                                                                                                 
Aqua Art Gallery con la personale di Verena D’Alessandro “ Nel corso del tempo “ prosegue la presentazione di Artisti presenti in diversi Musei nazionali ed esteri. L’Artista ha già esposto lo scorso anno, con una bellissima personale, nella Pinacoteca d’Arte contemporanea di Gaeta.  
Aqua Art Gallery nello spazio situato al Centro Storico di Terracina, continua anche a far convivere le opere degli artisti con i lavori di prestigiosi designers.

                         
Note biografiche
Verena D’alessandro si laurea in Lettere Moderne all’Università  “La Sapienza” di Roma e si specializza in Sociologia dell’Arte e della Cultura all’Ecole des Hautes Etudes a Parigi. Successivamente insegna per diversi anni Sociologia dei Processi Culturali e Comunicazione Visiva all’Università  “ La Sapienza”. Alla fine degli anni ‘90 consegue il diploma di pittura alla Scuola Comunale delle Arti Ornamentali di Roma.
Nel 2001 inizia la sua attività espositiva.

INFO
Aqua Art Gallery
Corso Anita Garibaldi 84, Terracina
 tel. +39 3332592044

lunedì 4 settembre 2017

RIPARTE LA STAGIONE LETTERARIA DEL PALAZZO DEL FREDDO: SETTEMBRE ALL’INSEGNA DI PSICOLOGIA E FANTASY.


Riparte la stagione letteraria del Palazzo del Freddo. La Sala Giuseppina della storica gelateria dell’Esquilino si prepara ad un autunno ricco di appuntamenti e il mese di settembre sarà all’insegna di temi legati alla psicologia e al fantasy.

Si comincia martedì 5 con la presentazione del libro Come muoversi, cosa sapere nel mondo di oggi di Rosalia Grande, Edizioni Aldenia, promosso dall’Associazione Fisher.
Seguendo le tracce dei principi evoluzionisti e post-evoluzionisti, la pubblicazione cerca di spiegare atteggiamenti e comportamenti umani e offre uno strumento per comprendere  l’importanza del passaggio dall’individualismo al senso di appartenenza e collaborazione con gli altri. L’autrice, medico allopatico, olistico, counselor olistico formatore e supervisore, è esperta conoscitrice di antropologia interculturale, ha fondato e diretto varie associazioni con la finalità dell’evoluzione e del benessere, a sostegno della pace e dei diritti umani. Ha viaggiato e soggiornato in vari paesi per apprendere tecniche di medicine complementari, conoscenze esoteriche, creative, psicologiche e pragmatiche.
Rosalia Grande parlerà della sua ultima pubblicazione insieme alla counselor trainer Elide Stucchi.
L’incontro, aperto al pubblico e in programma alle ore 19, sarà anche un’occasione per illustrare l’attività dell’associazione Fisher: prevede un contributo di 2,50 euro che comprende una consumazione di gelato.

Grande attesa, venerdì 15 settembre, quando nella Sala Giuseppina sarà presentata la raccolta La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore, otto tasselli fondamentali della carriera di uno dei più grandi maestri della narrativa fantastica del Novecento, Fritz Leiber, che passano in rassegna tutti i temi cari allo scrittore, compreso quello che l'ha reso più famoso al pubblico e più amato da romanzieri del calibro di Stephen King e Ramsey Campbell: l'incubo urbano delle oscure entità "paramentali" generate dagli umori malsani delle megalopoli moderne.
All’incontro, promosso da Alessio Brugnoli, intervengono Umberto Rossi, critico e giornalista letterario, insegnante, traduttore (collabora con la pagina facebook di PULP Libri - Rivista di letteratura) e Federico Cenci, editore Cliquot, traduttore e curatore della raccolta "La cosa marrone chiaro e altre storie dell'orrore.

Ingresso libero. Ore 19. Via Principe Eugenio 65-67.

mercoledì 30 agosto 2017

Alla Deodato Arte di Milano, dal 28 settembre al 4 novembre 2017, la mostra "JOAN MIRÓ Capolavori grafici", con un’accurata selezione di incisioni e litografie.


DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta 6

JOAN MIRÓ
Capolavori grafici

28 settembre - 4 novembre 2017
inaugurazione mercoledì 27 settembre, ore 18,30


Apre la stagione autunnale della Galleria Deodato Arte di Milano l’esclusiva mostra “Joan Miró. Capolavori grafici”, esposta dal 28 settembre al 4 novembre, con un’accurata selezione di incisioni e litografie, appartenenti al ricco patrimonio di creazioni grafiche, cui il grande maestro catalano si rivolge costantemente durante tutto il suo percorso artistico.

Accanto ad alcune opere degli anni ‘30, i lavori esposti sono stati realizzati soprattutto nel periodo compreso fra gli anni ‘50 e ‘80, arco di tempo in cui Miró si dedica più assiduamente  all’arte incisoria; infatti dalla fine degli anni Cinquanta si stabilisce in maniera definitiva a Palma de Maiorca, dove allestisce un laboratorio di incisione e litografia. Affascinato dalla tecnica, dalle molteplici possibilità espressive e comunicative offerte, vede in questo medium la capacità di  abbracciare perfettamente la sua arte, versatile, ricca di simboli e di colori accesi. L’utilizzo di strumenti inusuali come pettini, chiodi, dita e altro ancora, oltre al contatto diretto e fisico con i materiali, contribuisce a rendere ancora più personali le lastre incise, dalle quali emerge una forte connessione anche dal punto di vista emozionale.
Spesso destinate a volumi e riviste pubblicate in tiratura limitata, che si tratti di incisioni calcografiche a puntasecca, acqueforti o litografie a colori, le grafiche di Miró sono fedeli testimoni del suo linguaggio e al tempo stesso creano tra immagine e testo, reinterpretato secondo la propria sensibilità, un perfetto connubio. 


Nell’esaustiva panoramica dei lavori in mostra s’incontrano alcune opere degli anni ‘30 che attestano le prime sperimentazioni incisorie come Daphnis et Chloé e Fraternity dal carattere narrativo e perfettamente rappresentative delle tematiche trattate.
Di matrice più astratta, sebbene con chiari riferimenti ai titoli, sono le litografie della serie Haï-Ku degli anni ‘60 come Herbes d’été, La bouge du sanglier e Au portrait couvert de neige, dove dalla semplice forma geometrica, dai piccoli punti e dalle macchie di colore è possibile scorgere soli, stelle, lune, occhi, figure femminili e uccelli, soggetti prediletti dell’artista. Questa ampia galleria di figure stilizzate, filiformi, surreali nasconde - dietro ad un’apparente semplicità e leggerezza - un’essenza più complessa, espressione di riflessioni profonde e di uno stato d’animo inquieto.
Colori pieni, vivaci che si contrappongono a linee e contorni neri, figure che fluttuano e galleggiano insieme alle parole, caratterizzano le tavole del poemetto Le lézard aux plumes d'or (1971), uno fra gli esempi più evidenti della compenetrazione fra disegno e testo. L’argomento trattato nella favola fa riferimento a una lucertola con le piume d’oro ed è molto vicino alle tematiche legate al sogno e ai mondi fantastici indagati costantemente dall’artista catalano.
Più essenziali, per quanto concerne linee e colori, sono le litografie realizzate per la serie dedicata a L’enfance d’Ubu (1975). François Ubu, protagonista di tre opere teatrali di Alfred Jarry, impersona un uomo adulto dall’atteggiamento primitivo, vile e avido di potere, di cui Miró sceglie di inventare e rappresentare l’infanzia; la figura fittizia di questo soggetto si muove in un mondo irreale, popolato da animali e creature fantastiche, che si contrappongono alla reale natura di Ubu conosciuta nell’immaginario collettivo.


Particolarmente significativi sono inoltre i lavori incisori accompagnati da poesie di Jacques Prévert tratti dal libro in tiratura limitata Adonides (1975), le cui pagine originali esposte mettono in evidenza sulla stessa lastra l’incisione di versi e il disegno a simboleggiare la totale unione delle due arti e dei due artisti.
Di grande impatto sono l’incisione e acquatinta Sans titre III del 1981 su carta guarro capace di fornire uno spiccato effetto tridimensionale, evocativo del bassorilievo e il manifesto realizzato in occasione dei mondiali di calcio del 1982, un’opera d’arte colorata, fresca che andò a sostituire la vecchia classica iconografia del torero e delle corride, ottenendo uno strepitoso successo.

Deodato Arte
Deodato Arte è una dinamica galleria d'arte contemporanea con sedi a Milano, a Hong Kong e in Svizzera a Brusino Arsizio. Fondata nel 2010, ha già ospitato mostre di artisti di fama internazionale quali Chagall, Picasso e Warhol e vanta inoltre una grande collezione di opere di artisti storicizzati e contemporanei. Dal 2013 la galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, crea sinergie con musei e partecipa a fiere nazionali e internazionali, soprattutto in Asia.

Coordinate mostra
Titolo JOAN MIRÓ. Capolavori grafici
Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano   
Date 28 settembre - 4 novembre 2017
Inaugurazione mercoledì 27 settembre, ore 18:30
Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

Aikido, anche a Ragusa i corsi del maestro Giovanni Aprile.

Partiranno da metà settembre nei locali della Scuola "Budo o Dojo Hono No Kuro Ryu Ninjia" (Via Archimede 17/L, presso cortile Palazzo Cocim) i corsi di Aikido del maestro Giovanni Aprile, cintura nera IV dan di Aikido, responsabile per l'Italia centrale e meridionale della Scuola nazionale di Arti marziali "Il Samurai". 

Finalmente arriva anche a Ragusa uno dei massimi esperti di Aikido in campo nazionale, che metterà la propria esperienza a disposizione dei corsisti, per diffondere la cultura della sicurezza mediante l’autodifesa e la pratica di un’arte marziale basata sull'armonia, l'equilibrio, l'eleganza e l'efficacia, la disciplina e l’autocontrollo. 

L’offerta didattica è calibrata in modo da consentire a chi parte da zero di avvicinarsi per la prima volta all’Aikido e apprenderne le tecniche base; e a chi già la pratica, di approfondirne i principi e perfezionarne le tecniche. Rispetto al tradizionale insegnamento, infatti, il maestro Aprile ha apportato una sostanziale innovazione metodologica, inaugurando un confronto inedito tra l’Aikido e altre discipline marziali, dal Karate al Ju-Jitsu, da Kung-fu al Tae Kwon Do, fino al Ninjutsu. Un metodo, il suo, che serve a misurare la preparazione fisica e tecnica dei maestri e a crescere attraverso il confronto e l’ampliamento dei propri orizzonti culturali e sportivi. Sopratutto serve a esplicitare le potenzialità di una disciplina non agonistica, che non prevede il combattimento, ma che non per questo è destinata a soccombere nella sfida con altre arti marziali considerate più aggressive. Non a caso il maestro Aprile ha ideato e realizzato nell’ottobre 2016 a Scicli la prima sfida italiana Aikido- Karate; nonché un tour in undici tappe nella scorsa primavera che aveva come obiettivo, appunto, quello di mettere a confronto principi e tecniche di differenti discipline marziali. 


Il maestro Giovanni Aprile
 

«La scelta di tenere dei corsi anche a Ragusa – spiega il maestro Aprile, attivo già a Scicli con una palestra propria e come docente in altre strutture a Pozzallo, Modica e Donnalucata – è maturata durante le tappe ragusane di questo tour, a seguito sia degli inviti e della stima dimostratami dai maestri attivi su questa piazza sia dell’interesse e della partecipazione che ho avuto modo di riscontrare tra il pubblico. Le recenti esibizioni dimostrative a Marina di Ragusa, realizzate con il mio staff, non hanno fatto altro che confermare come il comune capoluogo rappresenti un terreno fertile per un insegnamento di qualità dell’Aikido e delle altre tecniche di difesa personale».


Info e contatti
M. Giovanni Aprile
cell. 3393500252 | sito web: http://ilsamurai.it/ 

INDIPENDENTI, RIBELLI E MISTICI. La rivoluzione antropologica: dalle arti al mondo spirituale. Giovedì 31 agosto, un altro appuntamento della rassegna.

"Indipendenti, Ribelli e Mistici. La rivoluzione antropologica: dalle arti al mondo spirituale" è il nome della rassegna ideata da Mara e Mario Vespasiani per l'estate 2017 nell'ambito della seconda edizione del Festival La Sibilla e i Nuovi Visionari, che vuole riflettere sulla comprensione del presente attraverso inconsuete chiavi di lettura, che partono dalle arti - come forme visibili ed immediate della dinamicità delle idee - passano per quella che viene conosciuta come ispirazione - cioè quella facoltà che porta a cogliere in ciò che ci attrae un codice da interpretare - e arrivano alla scoperta del sentimento spirituale, ossia di quella condizione capace di elevare il proprio sé, per scorgere nella sorgente invisibile una sensibilità inaspettata.

Agli autori coinvolti, verrà chiesto, facendo leva sulla propria esperienza professionale, di interpretare il periodo storico attuale e di proporre una visione che potrà dirsi politica, alternativa e possibile ora, rispetto al declino di una società materialistica, egoica e individualista, sempre più scissa con la madre terra. La rassegna si pone il fine di maturare una consapevolezza che ha il sapore di una insurrezione del pensiero e di proporre un'alternativa, all'attuale fase di turbocapitalismo che sta attraversando la nostra società, per stimolare una serie di processi verso l'unificazione col tutto.

Mara e Mario Vespasiani hanno immaginato tale serie di incontri, che intrecciano arte ed educazione, meditazione e musica, ecumenismo e attivismo, per osservare la società dalla prospettiva delle arti - grazie all'attitudine che hanno di anticipare gli eventi, come percezione e pratica - per favorire una trasformazione personale; al fine di sviluppare una presa di coscienza individuale e planetaria, che sappia mettere in relazione la ricerca della bellezza con le conquiste tecnologiche e con le grandi migrazioni, i cambiamenti climatici con i quotidiani contrasti interiori.





STUDIO D'ARTE VESPASIANI - ONE LAB
Corso Vittorio Emanuele II, 32 - 34 Ripatransone AP
info@mariovespasiani.com


Giovedi 31 agosto ore 21,30


DOMENICO ROMANO

CAMPI DI INDAGINE:
MUSICA CONTEMPORANEA E FEDE

IL TEMA DELLA SERATA:
SPIRITUALITA' E MISTICISMO NEL LINGUAGGIO MUSICALE CONTEMPORANEO