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lunedì 1 aprile 2019

Comiso, la proposta culturale di Arteinsieme, con il libro “Il Giro di Sicilia in 80 + 80 tappe” e la mostra “Free Academy”.



Un pomeriggio dedicato all’arte ed ai libri. 

Sarà presentato il 5 aprile 2019, a Comiso, nella Sala Pietro Palazzo, il libro “Il Giro di Sicilia in 80 + 80 tappe”, guida turistica/emozionale, opera di Mariagrazia Innecco e Mimmo Privitera. Converserà con gli autori la giornalista Francesca Cabibbo. L’attrice Rita Salerno leggerà alcuni brani.
Il libro presenta un viaggio attraverso 160 città o località turistiche siciliane. Si tratta di 80 località della fascia costiera (definito il “contorno”) e di 80 dell’entroterra siciliano che gli autori hanno definito simpaticamente “ripieno”. Un linguaggio “culinario” per presentare il contenitore di un libro che non narra tanto le bellezze artistiche e naturalistiche, quanto le emozioni che i luoghi sono capaci di trasmettere e, insieme ad essi, anche pezzi di storia: aneddoti, curiosità, storie più o meno conosciute, o episodi legati alla presenza di personaggi importanti del mondo della politica, del cinema, dello spettacolo, della cultura. Molti sanno che l’armistizio del 1943 è stato firmato a Cassibile, che la cittadina di Palazzo Adriano è stata il set di Nuovo Cinema Paradiso, che Luca Zingaretti si è sposato nel Castello di Donnafugata. Pochi sanno, invece, che Winston Churchill trascorse una lunga vacanza a Siracusa e che Greta Garbo soggiornò per anni a Taormina, sia pure sotto pseudonimo. «Il libro - spiega Maria Grazia Innecco – vuole essere soprattutto un trait d’union tra le varie località, ma soprattutto tra le persone che vi risiedono, per creare sinergia e amore per il territorio». 

 
Il pomeriggio culturale di Arteinsieme avrà anche una proposta artistica: la mostra “Free Academy”. Nella Sala Pietro Palazzo, dal 5 all’11 aprile, saranno esposte le opere degli allievi della scuola di pittura, diretta da Milena Nicosia.  La mostra è dedicata alle opere pittoriche e grafiche di Kensy Bertolone, Elisa Cilia, Maria Grazia Gatto, Luigi Lentini, Stella Meli e Massimo Stracquadaini. La scuola di pittura, fondata  dall’artista vittoriese, che ha sede in via Mentana, ha avviato un corso sia teorico che pratico sui precursori delle Avanguardie Storiche, i “Maestri dell’Impressionismo” che hanno costruito le basi dell’arte moderna. A breve, Milena Nicosia avvierà, in collaborazione con Arteinsieme, un’altra iniziativa: “Inseguendo il Sublime di Piero Guccione”. Si tratta di un corso pittorico – filosofico sulle tracce grafiche del maestro scomparso il 6 ottobre 2018, che vuole puntare l’attenzione sull’aspetto lirico e filosofico del maestro.
Milena Nicosia presenta così gli artisti della sua scuola. «Kensy Bertolone sta esplorando tutto il suo talento imparando e crescendo in fretta, Elisa Cilia ha già una sua formazione artistica sul disegno dal vero e l’acquarello, costruita in decenni di passione per l’arte, Maria Grazia Gatto e Stella Meli, entrambe dalla forte personalità, con obiettivi artistici precisi: la libertà espressiva e la figura. Luigi Lentini e Massimo Straquadaini si impegnano da anni a seguire i corsi di disegno e pittura dal vero. Luigi ha acquisito una leggerezza del segno e una bella sensibilità coloristica. La storia di Massimo è diversa: da decenni lotta per riacquistare la mobilità del suo corpo dopo un incidente stradale. Dipinge con la mano sinistra non per scelta, ma per adattamento, la sua volontà e la sua grinta sono fortissimi e sta usando la pittura sia come momento di gioia, sia come sfida con se stesso. La pittura è anche questo».

Gli studenti dell’Istituto paritario Gesualdo Bufalino proporranno, nel corso della serata, alcuni momenti musicali e offriranno il buffet finale.
                                                                                             

INFO
Arteinsieme: Maria Luisa Occhione. cell. 3353288892
Free Academy: Milena Nicosia. cell. 333 479 2195
                                                                                                              

FUTURO PRIMORDIALE- SUONO. A Trieste la mostra della scultrice greca Venia Dimitrakopoulou, a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini.


CIVICO MUSEO SARTORIO E CASTELLO DI SAN GIUSTO
Trieste

VENIA DIMITRAKOPOULOU
FUTURO PRIMORDIALE
Suono

a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini
con testo critico di Franco Fanelli

13 aprile - 16 giugno 2019

Inaugurazione Civico Museo Sartorio venerdì 12 aprile, ore 17 alla presenza dell’artista
Incontro con l’artista al Castello di San Giusto sabato 13 aprile, ore 12



A Trieste, nelle storiche sale del Civico Museo Sartorio e del Castello di San Giusto, si compie la trilogia di esposizioni italiane della scultrice greca Venia Dimitrakopoulou con la mostra “Futuro Primordiale - Suono” a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini, dal 13 aprile al 16 giugno 2019.



Con la terza importante personale italiana l’artista, dopo aver affrontato le tematiche della “materia” a Palermo e del “logos” a Torino, propone ora una nuova selezione di lavori dedicati al tema del “suono”, che vanno, come da sua impronta stilistica, dalla piccola alla grande dimensione e spaziano dalla scultura tradizionale all’installazione, dal video all’azione, dalla scrittura alla grafica. La trilogia italiana “Futuro Primordiale”, intesa come un unico progetto in evoluzione, ha voluto presentare in ciascuna città e spazio espositivo opere diverse, con l’obiettivo di integrare il lavoro della scultrice nell’ambiente museale al fine di creare un dialogo visivo con gli oggetti esposti.

A Trieste l’artista procede quindi per evocazioni sonore e l’esposizione si snoda tra le pregevoli stanze della villa settecentesca, sede del Civico Museo Sartorio, in dialogo con gli arredi d’epoca ancora presenti. È così che troviamo ad accogliere il visitatore, al piano terra, l’emblematico video Zoodochos Pighi (Fonte di Vita, 2011), opera drammatica in senso etimologico del termine, che vede le mani dell’artista ergersi a simbolo della forza generatrice della dimensione scultorea, in un incessante processo metamorfico di creazione e distruzione della forma sottolineato dalla musica del noto compositore contemporaneo Pablo Ortiz.

 
Al primo piano, nell’Appartamento del Duca, spicca l’opera Insomnia bed (2011), un grande drappo in carta adagiato sul letto che campeggia nella stanza, sul quale prendono la forma di un’annotazione caleidoscopica - con una tecnica affine alla scrittura automatica e al flusso di coscienza di joyciana memoria - parole in varie lingue, visioni, epifanie, ripensamenti, sogni, sensazioni, fino ai pensieri più intimi e personali; il tutto arricchito da suggestioni sonore restituite in racconto attraverso la voce della stessa Dimitrakopoulou.
Proseguendo nel percorso, la Sala Musica viene pervasa da un’installazione sonora site-specific composta in collaborazione con Pablo Ortiz, mentre nel Salotto Rosa ritroviamo un’installazione creata da opere cardine dell’intera trilogia. «Il suono ha un enorme potere evocativo - specifica Ortiz riguardo al suo lavoro con la scultrice - che deriva dalla sua natura astratta. Suggerisce narrazioni che ognuno di noi sviluppa e completa a suo piacimento nell’intimità della propria mente. Come la proverbiale madeleine proustiana un suono è in grado di riportare sensazioni della nostra vita, vissute in tempi ormai lontani, ed ha anche il potere di aprire una soglia ad una nuova comprensione del mondo. I suoni di questa installazione non sono pensati per essere ascoltati: semplicemente contribuiscono alla natura coinvolgente dell’esperienza. L’ascolto di questi suoni dovrebbe completare in modo quasi subliminale le sensazioni provocate dalle opere d’arte in mostra».



La mostra si completa poi sul colle di San Giusto, tra le mura del Castello triestino, spazio ideale per intrecciare una profonda riflessione sulla creazione monumentale Promahones, opera simbolo dell’artista. Gli imponenti dischi in acciaio, sfrangiati sulla sommità, attualmente esposti nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale di Atene, sono qui evocati attraverso la video installazione The Sound of Promahones, che restituisce i suoni provenienti dall’opera stessa rielaborati da Ortiz con la scultrice. La loro peculiarità è comunicata già dal nome della scultura, che significa “Bastioni” e rimanda all’idea di fortezza, di mura, ma anche a paratie mobili, grafemi o addirittura a «strumenti musicali a percussione, capaci di produrre arcane melodie», come rileva Franco Fanelli nel testo critico in catalogo: «Mura attraversabili, bastioni percorribili, fatti di metallo d’ombre e suoni, i Promahones possono dettare altri ritmi, ad esempio quelli della danza o della performance, senza per questo contrarsi in pura scenografia», ma intessendo un gioco sonoro, fatto di rimandi e di echi passati, per guardare al presente e costruire il futuro. Anche Pablo Ortiz specifica in proposito: «Ho lavorato con Venia Dimitrakopoulou per molti anni su vari progetti e sull’installazione monumentale Promahones al Museo Benaki di Atene. Durante la nostra proficua collaborazione il punto di partenza e l’obiettivo principale per me è stato quello di riuscire a collegare il suono con la sostanza fisica. Nel caso di Promahones, in particolare, ciò significava suonare letteralmente con le bacchette sull’acciaio della scultura, registrare i risultati e, successivamente, elaborarli per creare una sintesi: un suono come un respiro emanato organicamente dalla scultura stessa».
Arricchiscono l’allestimento alcune teste di guerrieri che simbolicamente rimandano alla prima mostra palermitana, a conclusione di un percorso lineare e circolare allo stesso tempo, come afferma l’artista stessa: «La trilogia si conclude a Trieste, città rilevante sia per la sua posizione geografica che per la sua storia. Un crocevia che collega il Nord al Sud, esattamente come la Grecia. Del resto, la dualità è uno dei cardini principali del mio lavoro, come anche lo spazio intermedio. Iniziando da Palermo dove protagonista è stata la Materia, con tappa intermedia a Torino con il Logos, arrivo ora a Trieste con il Suono, cioè la “non materia”. Un tentativo di mappatura della condizione umana e del ciclo della vita, così come io la percepisco. Il momento storico in cui si svolge la mia traversata in Italia è un momento di grandi cambiamenti sia in Europa che nel mondo. In questo paesaggio piuttosto annebbiato, l’arte oggi può avere un ruolo importante e l'artista deve affrontare la sua responsabilità. La memoria e la storia sono il filo conduttore che arriva dal profondo del tempo e sento che, se riusciamo a tenerlo stretto tra le mani, ci potrà guidare al futuro con maggiore sicurezza. A Trieste quindi tento, con mezzi semplici e intangibili, in particolare attraverso i suoni, di attivare la memoria. Il ricordo individuale e personale al Museo Sartorio e il ricordo collettivo al Castello di San Giusto».

L’esposizione triestina corona la trilogia di mostre italiane organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia in co-organizzazione, per questa tappa conclusiva, con il Comune di Trieste e in collaborazione con Artespressione di Milano, galleria di riferimento dell’artista in Italia, e la Comunità Greco Orientale di Trieste.
L’evento gode dei patrocini del Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, dell’Ambasciata di Grecia a Roma, dei Consolati di Grecia e di Cipro a Trieste, del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST), dell’Associazione Trieste-Grecia “G. Costantinides” e di Scuola Di Musica 55 - Casa Della Musica.

Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese, a Palermo, Torino e Trieste, rientrano nel programma “Tempo Forte Italia – Grecia”, iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia ad Atene e sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corfù, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi, nel rispetto dell’equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro.

La rassegna è accompagnata da un esaustivo catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Umberto Allemandi.

Cenni biografici: Venia Dimitrakopoulou è una scultrice greca, le cui opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nata e formatasi ad Atene presso l’Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, per perfezionarsi poi presso l’Atelier Vivant de l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Attualmente vive e lavora tra la capitale greca e l’isola di Egina, è membro della Camera di Belle Arti della Grecia e del gruppo di lavoro del programma “Tempo Forte Italia - Grecia” dell’Ambasciata d’Italia ad Atene.
Numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all’estero, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. La sua scultura monumentale Promahones è esposta e presentata nell’inverno 2014-15 presso il Museo Benaki di Atene, unitamente alla pubblicazione “Venia Dimitrakopoulou – Promahones” edita da Hatje Cantz; quindi nell’ottobre 2016 l’opera trova la sua collocazione nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale della capitale greca.  
Nel 2015 presenta la sua attività artistica in Italia nel quadro dei programmi educativi della Biennale Sessions di Venezia dove si svolgono due incontri: “Immagini dalla Grecia contemporanea a Venezia” e “Intervista di Giorgia Florio a Venia Dimitrakopoulou” organizzati dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la sezione giovani del FAI - Fondo Ambiente Italiano. Gli eventi sono a cura di Caterina Carpinato unitamente alla galleria Artespressione di Milano di Paula Nora Seegy, dove nell’aprile 2016 inaugura la sua prima personale italiana dal titolo Selected works, a cura di Charis Kanellopoulou e Matteo Pacini. Da questi due incontri, per iniziativa dell’artista e di Aliki Kefalogianni, direttrice della Fondazione Ellenica di Cultura - Italia, prende il via il progetto del tour di mostre italiane che, dopo due anni di lavoro, si concretizza nella trilogia “Futuro Primordiale”.
Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella le conferisce l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo, attraverso l’operato artistico, al rafforzamento dei rapporti tra Grecia e Italia.




Coordinate mostra a Trieste
Titolo Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Suono
Mostra organizzata da Fondazione Ellenica di Cultura - Italia
In co-organizzazione con Comune di Trieste
In collaborazione con Galleria Artespressione di Milano e Comunità Greco Orientale di Trieste
A cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini
Sede Civico Museo Sartorio, Largo Papa Giovanni XXIII 1, Trieste | Castello di San Giusto / Armeria e Lapidario Tergestino al Bastione Lalio, Piazza della Cattedrale 3, Trieste
Date 13 aprile - 16 giugno 2019
Inaugurazione Civico Museo Sartorio venerdì 12 aprile, ore 17
Incontro con l’artista Castello di San Giusto sabato 13 aprile, ore 12
Orari Civico Museo Sartorio: giovedì-domenica 10-17 | Castello di San Giusto: tutti i giorni 10-19
Aperture straordinarie: 21 aprile, 22 aprile e 1 maggio
Ingresso Civico Museo Sartorio: libero | Castello di San Giusto: compreso nel prezzo del biglietto
intero € 3,00 - ridotto € 2,00
Catalogo edito da Umberto Allemandi con testo critico di Franco Fanelli

Info pubblico veniad.italia@gmail.com  

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - 02 8940 0732 - mob. +39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it



Al Teatro Garibaldi di Avola, in scena lo spettacolo "L'albero di Elisa", per la regia e drammaturgia di Tatiana Alescio.


Venerdì 5 aprile 2019 alle ore 20.45 andrà in scena al Teatro Garibaldi di Avola lo spettacolo teatrale "L'albero di Elisa", per la regia e drammaturgia di Tatiana Alescio.   

Con Davide Sbrogiò, Tatiana Alescio, Giuseppe Orto0.
Scene e costumi Laboratorio Trinaura. 

È possibile prenotare al: 347 3202863
Botteghino presso il teatro Garibaldi a partire dalle ore 16.30 del giorno dello spettacolo.
Posto unico € 12,00

Note di regia:
Elisa ha solo 22 anni.
Dopo una brillante carriera universitaria si accinge a spiccare il volo. Peter Arnoux, giovane ricco e protervo, lo interrompe drasticamente.
Elisa aveva solo 22 anni.
Una trama che scorre spedita dando il meglio di sé sul finale riservando più colpi di scena.
Allo spettatore toccherà raccogliere sapientemente le tessere di un intricato puzzle che potrà comporre solo alle ultime battute.
Un imputato in carcere, un avvocato che si esprime con passione nelle aule di un tribunale, una madre spenta dal dolore, un dolore ammirevolmente composto, ma animata fortemente da una recalcitrante sete di giustizia.
Ed Elisa, appesa, senza pace, senza più voce, ma determinata a non smettere di urlare la sua inascoltata verità.
“Ci sono storie che vengono a cercarti … io ho scelto di raccontare la storia di Elisa".
Tatiana Alescio



UN LUOGO SCONOSCIUTO. A Circoloquadro di Milano, la mostra personale di Ettore Pinelli, a cura di Gabriele Salvaterra.


ETTORE PINELLI
UN LUOGO SCONOSCIUTO

a cura di Gabriele Salvaterra

Inaugurazione mercoledì 10 aprile 2019, ore 18.30
In mostra dall’11 aprile al 31 maggio 2019

Mercoledì 10 aprile Circoloquadro presenta Un luogo sconosciuto, personale di Ettore Pinelli. In mostra carte, tele e due video: lavori in cui uomini e animali sono i protagonisti e in lotta con i propri simili per mostrare come le dinamiche relazionali oggi siano in grado di cambiare la percezione di un luogo conosciuto e sicuro.

Ettore Pinelli presenta per la prima volta a Milano Un luogo sconosciuto, mostra curata da Gabriele Salvaterra, che pone degli interrogativi forti e urgenti in relazione alle dinamiche che regolano la vita sociale e che spesso portano, senza preavviso, a scontri violenti e insensati.

Pinelli lavora su due livelli, mostrando – quasi come un etologo – i comportamenti umani e animali per mostrare quanto non siano dissimili e quanto la ragione, che dovrebbe governare il cammino dell’uomo, spesso si trasforma in irrazionalità mista a paura e paranoia. Gli scontri urbani ripresi nei video così come le scene di lotta fra gorilla non sono affatto dissimili e anzi la carica elettrica ed esplosiva che si percepisce è esattamente la stessa, un misto tra panico e violenza.
Anche i luoghi, in cui le scene sono ambientate, diventano all’improvviso non luoghi, come spiega bene Salvaterra nel suo testo. Territori prima sicuri e famigliari che, in un baleno per una scintilla incomprensibile, diventano pericolosi e sconosciuti e in cui viene rivelata la natura incensurata dell’uomo e dell’animale che lotta per rimanere in superficie, o al contrario che, disarmato, viene sopraffatto.




Scrive Salvaterra nel suo intervento: “Tra fake news, rumore di fondo e ambiguità informative pare che l’uomo di oggi sia rintanato in catene ancora più a fondo nella solita caverna di Platone. Tutte le realtà sembrano verosimili ma risultano pervase da una continua relatività. In questo contesto la risposta possibile di Pinelli, più che nell’invenzione di un’ennesima verità soggettiva, sta nel puntare lo sguardo sulla situazione per fissarne l’estrema e multiforme ambiguità, come si trattasse, appunto, di un luogo sconosciuto.”

Ettore Pinelli è un artista che vive la realtà contemporanea e la riflette nei suoi lavori, siano essi carte, tele o video, con grande coerenza narrativa e stilistica e senza mai distogliere l’attenzione dal consesso civile a cui apparteniamo.

La mostra, oggi a Milano, è stato ospitata negli spazi di RITMO a Catania nel 2018.



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Ettore Pinelli (Modica, 1984), diplomato in pittura all’Accademia di belle arti di Firenze e in progettazione e cura degli allestimenti in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2009 fonda .LAB (Young Artists Sharing Ideas | Firenze) e nel 2018 avvia STUDIO [2], un nuovo progetto in collaborazione, che coinvolge gli artisti e i propri studi nella Sicilia orientale. Nel 2015 è selezionato da Eva Comuzzi ed Andrea Bruciati per Some Velvet Drawings (ArtVerona). Tra il 2015 e il 2016 è finalista in numerosi premi tra cui il Premio Fondazione San Fedele (Milano), Premio Combat Prize (Livorno), Premio Francesco Fabbri (Treviso). Nel 2015 è vincitore del Premio Marina di Ravenna e nel 2016 del Premio We Art International (Milano). Nel 2017 è finalista al 18º Premio Cairo (Palazzo Reale Milano). Tra le mostre si segnalano quelle presso Basement Project Room Arte Contemporanea a Fondi (LT), Galleria Quam a Scicli (RG), Galleria Nazionale di Cosenza, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, SpazioSiena (SI), Fusion Art Gallery di Torino, Amy-D Arte Spazio (MI) e RITMO a Catania. Nel 2018 partecipa a SELVATICO tredici, un focus sulla pittura, attraverso mostre diffuse nella bassa Romagna (RA).







CIRCOLOQUADRO arte contemporanea
Via Gian Battista Passerini 18, Milano
Telefono +39 324 8392144 | Email: info@circoloquadro.com