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giovedì 12 settembre 2019

Kà ‘d-Mezanis. Continua l'attività culturale con l'inaugurazione di due mostre e la conferenza in occasione della Giornata mondiale della cianotipia.


Rueglio / 15 settembre 2019 / ore 17.30
Kà ‘d-Mezanis: inaugurazione delle mostre “Naufragi” e “Uccellini e Uccellacci”

Il Centro Culturale “Kà ‘d-Mezanis” prosegue la sua prima stagione di attività inaugurando due nuove mostre e ospitando una conferenza in occasione della Giornata mondiale della cianotipia.

Proseguono le attività espositive di Kà ‘d-Mezanis (la dimora quattrocentesca recentemente restaurata che è divenuta sede del Centro culturale ruegliese).
Domenica 15 settembre, alle ore 17.30 si inaugurano (entrambe curate da Daniele D’Antonio) le mostre “NAUFRAGI” (una collettiva che raccoglie opere di Vadis Bertaglia, Mono Carrasco, Daniele D’Antonio, Davide Fasolo, Vincenzo Fiorito, Marco Martz e Opiemme) e “UCCELLINI E UCCELLACCI: tra grafica e cianotipie sulle tracce di Pier Paolo Pasolini”, con le opere di Giuliana Milia e Eugenio Sinatra; il 30 settembre (alle ore 17.30), in occasione della Giornata Mondiale della Cianotipia, l’artista Eugenio Sinatra terrà inoltre una conferenza a titolo “Della cianotipia e di altri antichi metodi di stampa nel pittorialismo fotografico”, che sarà ospitata nel salone degli affreschi, l’ambiente più suggestivo dell’edificio.

“NAUFRAGI”
Il naufragio, rappresentato come la cesura, netta e definitiva, di un percorso, dalle mille origini e dalle mille aspettative.  Nelle opere raccolte non si parla di un “da dove”, non ci si interroga su un “perchè”, lasciando ad altra sede questo dibattito; si prende atto del momento in cui l’Umanità protagonista della storia vede la storia stessa interrompersi, col passaggio da un ventaglio di possibilità future, elemento che governa qualsiasi evento umano, alla soluzione univoca e definitiva, che pone fine alla storia, alle migliaia di storie.
Ci si domanda: questi naufragi sono da considerarsi unicamente come la rappresentazione tragica di un evento che coinvolge quegli uomini e donne? O, per contro, sono anche l’espressione fisica, tangibile del nostro naufragare non solamente etico, ma anche interiore, espresso con l’accettazione passiva di una concomitanza di fattori che interrompe il percorso di ognuno di noi?
La mostra non è una rassegna descrittiva o documentale, ma una presa d’atto cui segue una domanda.  Noi non siamo su un barcone, non verremo inghiottiti dalle acque di un mare che prima ci ha promesso la salvezza ed ora è complice ed esecutore materiale, seppur non mandante, della nostra sconfitta, ma il nostro naufragio quando è avvenuto? Siamo riusciti a trovare un relitto al quale aggrapparci o siamo finiti in fondo ad un mare pure noi?


“UCCELLACCI E UCCELLINI” è il progetto a quattro mani da due artisti profondamente differenti tra loro, come associazione di visioni che prendono spunto, solo lo spunto, dall’omonima opera di Pier Paolo Pasolini.
Le opere proposte, dell’uno e dell’altra, affrontano però un aspetto se vogliamo più personale che sociale: Sinatra volge lo sguardo, attraverso la rappresentazione del femminile, libero di volare fuori da gabbie di qualsiasi natura nel momento in cui, temporaneamente, conquista la propria coscienza di sé. 
Per contro, il lavoro di Milia riprende proprio l’estetica del pessimismo pasoliniano, nel quale l’Autrice dichiara esplicitamente di riconoscersi, attraverso la creazione di una moltitudine di alati dall’aspetto tanto terrifico quanto insolito o, se vogliamo, paradossale e grottesco nella sua tragicità: sono i mostri generati dalla coscienza individuale, quelli che si arrogano il diritto di critica senza fornire risposte o soluzioni, ponendosi al di sopra e al di fuori dei singoli drammi esistenziali.
Le opere in mostra ci indicano comunque una corrispondenza di pensiero degli autori: le gabbie possono essere aperte, è possibile volare liberi, ma così come si aprono possono richiudersi, e le figure dell’inconscio e della coscienza continuare  ad esistere e coesistere dentro e con noi.

Il programma espositivo è completato, sempre negli ambienti della K’D-M, dalla mostra fotografica “GENESI”, di Alessandro Borgini, inaugurata lo scorso 10 agosto, in occasione della “Notte delle Builè”.
Le mostre si chiuderanno il 30 0ttobre, e con esse la prima stagione espositiva della Kà ‘d-Mezanis, che riaprirà i battenti (salvo eventi speciali) ad aprile 2020.

La Kà ‘d-Mezanis, unitamente alle mostre ospitate, è visitabile su prenotazione o nei seguenti giorni e orari:
  • sabato ore 15.00 - 18.00 (su due turni a partire dalle ore 15.00 e dalle ore 16.30);
  • domenica ore 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00 (su due turni a partire dalle ore 15.00 e dalle ore 16.30).
(con l’eccezione di sabato 22 settembre, quando il complesso ospiterà un evento privato).


Contatti:
Comune di Rueglio: +39 0125.78.01.26 / affarigenerali@comune.rueglio.to.it
Gabriella Laffaille (Sindaco): +39 334.16.55.172 / sindaco.rueglio@libero.it

martedì 10 settembre 2019

"Introspezioni". Alla galleria d'arte contemporanea Quadrifoglio di Siracusa, in mostra le opere di Salvatore Difranco, a cura di Mario Cucè.



"INTROSPEZIONI"
personale di
 Salvatore Difranco

a cura di Mario Cucè 

Dal 21 settembre al 12 ottobre 2019

Quadrifoglio 
Galleria d'arte contemporanea

 

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 negli spazi espositivi della galleria d'arte contemporanea Quadrifoglio di Siracusa, in via Santi Coronati 13 (Ortigia), sarà inaugurata la personale di Salvatore Difranco dal titolo "Introspezioni", a cura di Mario Cucè.


Salvatore Difranco (Comiso, 1988) si è formato all'Istituto statale d'arte della sua città natale e all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha esordito nel 2010 con una personale nella Galleria degli Archi di Comiso, città dove vive e lavora. Vincitore del Premio Arte Mondadori (sezione Grafica Accademia - 2009) e del Premio Internazionale Biennale d'Arte di Asolo (sezione Pittura - 2010), ha preso parte a diverse mostre sia personali che collettive.




Il percorso espositivo della mostra comprende una ventina di opere recenti e non, tra disegni a matita e carbone naturale su carta, incisioni a punta secca e scultura in argilla. L'autore si ispira alle sensazioni tratte dalla quotidianità. Volti, figure, paesaggi e animali che hanno suscitato in lui un'emozione, un moto dell'anima, imprimendosi in maniera vivida e duratura nella sua memoria d'artista.

I soggetti raffigurati, ha scritto il critico d'arte Andrea Guastella, esprimono una "sintesi dolente, che è ora meditazione sulla fugacità dell'essere, richiamata dalla scomposizione delle immagini dovuta al movimento di chi osserva, ora contemplazione dei contorti sentieri dell'uomo nel campo aperto della storia". Per il critico Rocco Giudice, i paesaggi di Salvatore Difranco sono "altrettanto enigmatici dei ritratti, immagini di un carattere al di fuori di ogni presupposto realistico, sono luoghi senza un orizzonte che gli dia consistenza di luogo reale. [...] Senza identità riconoscibile, per sapere che cosa siano e dove siamo: ma con un "retroterra" della cui vastità non saremmo più sicuri di questi luoghi essi stessi disorientati: che hanno, pertanto, un che di concentrazionario, di tetramente provvisorio".






La mostra resterà aperta fino al 12 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.


Info e contatti
Quadrifoglio galleria d'arte contemporanea
via Santi Coronati 13, Ortigia - Siracusa
info@galleriaquadrifoglio.it
Tel. 0931 64443



Info e contatti
Quadrifoglio galleria d'arte contemporanea
via Santi Coronati 13, Ortigia - Siracusa
info@galleriaquadrifoglio.it
Tel. 0931 64443

"POLPETTE IN FESTIVAL". A San Gregorio di Catania, la II edizione dell'evento gastronomico dedicato alla polpetta ed interpretata in diverse ricette.


"POLPETTE IN FESTIVAL" II EDIZIONE
13/14/15 Settembre 2019 - San Gregorio di Catania
Start ore 18,00


L'agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi Scirocco Mediterranean Creative Lab, in collaborazione con l'associazione BeerSicilia organizza la seconda edizione di “Polpette in festival”:

Al centro dell'evento gastronomico la #polpetta interpretata in diverse ricette da abbinare a una selezione di vini e birre artigianali.

Dal 13 al 15 settembre presso piazza Immacolata a San Gregorio, una tre giorni di cultura e degustazione di polpette. A partire dalle 18 laboratori e banchi di assaggi.



PROGRAMMA

Venerdì 13 settembre
ore 18 inaugurazione
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live 80's Connection

Sabato 14 settembre
ore 18 apertura
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live Joe Billy

Domenica 15 settembre
ore 18 apertura
ore 18,30 Laboratorio di degustazione
ore 21 concerto live Giovanni Ruggieri


Bruno Olivi. Vivere nella pittura. A Rubiera (RE), la retrospettiva dedicata all’artista reggiano, curata da Carlo Mastronardi con un testo critico di Sandro Parmiggiani.



Complesso monumentale de L’Ospitale, Rubiera (RE)
28 settembre – 27 ottobre 2019

Bruno Olivi
Vivere nella pittura

A cura di Carlo Mastronardi
Testo critico di Sandro Parmiggiani

Inaugurazione: sabato 28 settembre 2018, ore 17.30

Con il contributo di Tetrapak Italia


Dando seguito all’ormai consolidata tradizione delle esposizioni di settembre organizzate dall’Amministrazione Comunale di Rubiera presso il Complesso monumentale de L’Ospitale (Via Fontana, 2), dal 28 settembre al 27 ottobre 2019 sarà allestita “Vivere nella pittura”, retrospettiva dedicata all’artista reggiano Bruno Olivi, curata da Carlo Mastronardi con un testo critico di Sandro Parmiggiani.
La mostra, realizzata con il contributo di Tetrapak Italia, verrà inaugurata sabato 28 settembre alle ore 17.30. Saranno presenti Emanuele Cavallaro (Sindaco del Comune di Rubiera), Rita Boni (Assessore alla Cultura del Comune di Rubiera) e Carlo Mastronardi (curatore).
L’esposizione, la prima realizzata dopo la scomparsa del pittore, avvenuta nel 2017, ripercorre l’itinerario artistico di Bruno Olivi rivelando, attraverso una concisa selezione di opere, la ricchezza e la profondità della sua ricerca.
L’Ospitale, da secoli luogo di accoglienza e di incontri, apre le sue porte a Bruno Olivi che – come si legge nel testo di Rita Boni – «ha fatto della provincia un luogo di sperimentazione artistica autentica, attingendo alla tradizione bolognese, da cui prende avvio la sua attività, per guardare alla grande pittura mondiale».
 

«Seguendo la varietà degli esiti del percorso dell’artista – scrive Sandro Parmiggiani – e la costanza di un’ispirazione sempre fedele alle ragioni profonde del dipingere, ci si rende conto che Olivi aveva fin dall’adolescenza deciso che quella, la pittura, era la casa in cui voleva abitare, il suo stesso destino di uomo che intendeva fare proprio, la fortezza che avrebbe presidiato fino all’ultimo dei suoi giorni […]. Bruno Olivi se ne sta con piena dignità e forza nell’universo della pittura del suo tempo; inesausta, talvolta ancora da esplorare, è la ricchezza della storia della pittura, che lui, con il suo contributo creativo e umano ha onorato, e alla quale si è consegnato e immerso per tutta la sua vita».
Il percorso espositivo comprende una trentina di dipinti selezionati da Carlo Mastronardi, anche lui pittore e amico di lunga data di Bruno Olivi. Lo stesso Mastronardi, assiduo frequentatore del suo studio, ci ricorda che Olivi «lavorava in piedi con i fogli stesi a terra; all’inizio tracciava delle sciabolate di colore per dare al lavoro un’impalcatura, poi sgocciolava vari colori e con diversi tipi di pennelli equilibrava il tutto, fino ad ottenere le opere che conosciamo».



La mostra sarà visitabile di sabato con orario 16.00-19.00 e di domenica con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra con prefazione di Rita Boni e Carlo Mastronardi, testo critico di Sandro Parmiggiani, apparato bio-bibliografico e riproduzione fotografica delle opere. Per informazioni: tel. 0522 622291, cultura@comune.rubiera.re.it, www.comune.rubiera.re.it

Bruno Olivi, foto di Stanislao Farri
Bruno Olivi nasce a Reggio Emilia il 9 marzo 1926. Frequenta la Scuola d’Arte “Gaetano Chierici”, dove ha come insegnante di Figura Carlo Destri, con il quale avrà poi diverse occasioni di collaborazione, e successivamente l’Istituto d’Arte “Adolfo Venturi” di Modena, dove ha modo di conoscere l’opera di Renzo Ghiozzi (“Zoren”), artista innovatore e sperimentatore. Nel 1946 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, assieme ad altri artisti reggiani, come Marco Gerra, con il quale resterà amico per tutta la vita. Gli anni bolognesi sono fondamentali nella formazione di Olivi, grazie all’incontro con il magistero di Virgilio Guidi, di Giorgio Morandi, di Ilario Rossi, di Pompilio Mandelli, e con le variegate esperienze dell’informale, cresciuto rigoglioso grazie in particolare al contributo di idee e di sollecitazioni di Francesco Arcangeli, cui si deve la fortunata definizione di “Ultimo Naturalismo”. Olivi passa dalle nature morte ai paesaggi graffiti e alle sperimentazioni su ampie stesure di colore, lavorato con striature e macchie, prodotte dal gesto. Continua la sua ricerca nella corrente dell’informale a cui rimane per sempre fedele realizzando composizioni di assoluta libertà gestuale, ma sempre connesse a sogni e visioni interiori. Bruno Olivi muore a Reggio Emilia il 5 febbraio 2017.


Scheda tecnica:
Bruno Olivi, Vivere nella pittura
A cura di Carlo Mastronardi
Testo critico di Sandro Parmiggiani
Complesso monumentale de L’Ospitale, Via Fontana 2, 42048 Rubiera (RE)
28 settembre – 27 ottobre 2019
Inaugurazione: sabato 28 settembre 2019, ore 17.30
Orari: sabato 16.00-19.00, domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00
Ingresso libero
Catalogo disponibile in mostra

Per informazioni:
Comune di Rubiera – Ufficio Cultura
Via Emilia Est 5, Rubiera (RE)
Tel. 0522 622238

Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142

Torna East Market, domenica 22 settembre al via la nuova stagione del mercatino vintage di Milano con tante novità.

Al via domenica 22 settembre 2019 la nuova stagione di East Market, il mercatino vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare.
Per la nuova edizione sono confermati i 300 selezionati espositori da tutta Italia tra modernariato e vintageartigianiartistigrafici e designer, da settembre suddivisi in comode aree tematiche.
Negli oltre 6000 MQ dell’ex fabbrica aeronautica dei primi del ‘900 sarà possibile muoversi all'interno del market, dove da quest'anno la disposizione degli espositori sarà organizzata in aree strutturate per tipologia merceologica. Oltre alla consueta “Vinyl Area”, ci sarà la “New Furniture Area”, uno spazio che racchiuderà gli espositori di arredamento, oggettistica e home decor. Spazio anche alle aree dedicate all’artigianato, al vintage e al second hand.
Le categorie merceologiche presenti offrono una vasta gamma che comprende vintage, collezionismo, modernariato, usato, pulci, design e artigianato con migliaia di capi d’abbigliamento e accessori, scarpe e borse, cd e dischi, mobili e complementi d'arredo, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, artigianato, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.
Da settembre poi sarà spostata l’entrata da Via Mecenate 84 al civico 88/A, questo per rendere più agevole il passaggio del pubblico attraverso le varie aree del mercatino. Non solo. Da quest’anno è previsto un servizio continuativo di bus navetta, sempre pensato per venire incontro alle necessità dei visitatori. Sarà infatti disponibile un servizio andata e ritorno da Loreto ogni 15 minuti per tutta la durata dell’evento.
Tra i nuovi espositori presenti domenica 22, Luciano Biasibetti, un artigiano che customizza chitarre elettriche con coloratissime decorazioni. Tra decine di modelli restaurati, le mitiche Fender Telecaster e Stratocaster decorate con la grafica e i pezzi originali di flipper vintage. Cristina Garreffa, collezionista di bijoux vintage americani, porterà centinaia di orecchini, collane, bracciali e anelli delle più svariate forme e finiture. Ilario Fantini che presenta RKF (Royal Khabib Familia), un progetto nato dalla passione per l’arte sacra e la street art. Dalla polvere di gesso vengono create statue che poi vengono customizzate e rivisitate in chiave moderna. Ogni pezzo è unico e fatto interamente a mano.
Non mancherà il consueto East Market Diner, dove si troverà la caffetteria, la bakery, due bar e sei punti birra. Il menù internazionale con Hot Dog, Pulled Pork, Bun e Burritos oltre ai consueti Jerk Chicken, Burger e molto altro. Nella parte esterna il food market con vari truck sempre con offerta di cucina internazionale senza dimenticare la cucina italiana e molte proposte per vegani, celiaci e kids, completati da numerosi punti birra. La novità della stagione che riguarderà tutta la parte food è il #plasicfree ovvero una nuova policy ecologista scelta dallo staff di East Market che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande saranno infatti disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili, politica che sarà applicata gradualmente anche da East Market Diner e East Market Shop. Con questa scelta gli organizzatori prevedono di risparmiare quasi 50mila bicchieri in un anno, solo relativamente al mercatino domenicale.
DJ set con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato a cura di DJ Henry, e ancora East Market Shop, il corner dove è possibile acquistare il merchandise ufficiale di East Market tra magliette, tazze e gadget. Tutte le informazioni e le novità sono su facebook.com/eastmarketmilanoeastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano/.

Domenica 22 settembre 
dalle 10 alle 21
Via Mecenate, 88/A – Milano 
Ingresso Euro 3 (gratis fino 14 anni)
Infoline 3920430853

Modica (RG) - “Dinamism and Emotions”, antologica di Guido Cicero all’ex Convento del Carmine.

Quasi settanta dipinti raggruppati in cinque percorsi tematici, il meglio della produzione pittorica dell’ultimo quinquennio, in una mostra antologica che propone un “viaggio” nell’opera dell’artista Guido Cicero.

“Dinamism and Emotions”: è questo il titolo della mostra dedicata all’artista modicano, a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, allestita dal 14 al 29 settembre negli spazi espositivi dell’ex Convento del Carmine, in piazza Matteotti, con il patrocinio del Comune di Modica e della Fondazione Teatro Garibaldi. La mostra sarà inaugurata sabato 14 alle ore 19 (ingresso libero solo per il vernissage; visite tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 17 alle ore 21 con ticket di 2,00 €; catalogo disponibile in loco).

All’inaugurazione saranno presenti per i saluti istituzionali il sindaco Ignazio Abbate, l’assessore alla Cultura Maria Monisteri e il sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi Tonino Cannata. Seguirà un intervento del curatore Giorgio Gregorio Grasso. Daniele Voi presterà la voce alla lettura di alcuni brani tratti dal catalogo della mostra. I maestri Lino Gatto (chitarra) e Carmelo Melilli (sassofono) allieteranno la serata con alcuni intermezzi musicali. Coordinerà la giornalista Cinzia Vernuccio.

L’attesa mostra nella sua città natale giunge per Guido Cicero al termine di un percorso di crescita professionale che lo ha visto protagonista di numerose e qualificate esposizioni in Italia e all’estero, da Milano a Venezia, da Mantova a Parigi. Un percorso, il suo, costellato di premi, riconoscimenti della critica e apprezzamenti del pubblico. Partito dalla pittura figurativa, il poliedrico artista modicano (pittore, musicista e fotografo) ha attraversato varie esperienze e correnti culturali, approdando infine a uno stile personalissimo e riconoscibile, attraverso il quale riesce a esprimere un profondo dinamismo emotivo.

“La pittura di Guido Cicero – scrive il critico d’arte Maria Palladino nel catalogo della mostra – è manifestazione sincera, sinestetica e cromaticamente spazialista del suo sentire, proteso a una rappresentazione realistica quanto alla scomposizione di questa stessa in costituenti elementari formati dal segno e dal colore. Emergono direttrici che creano punti di fuga e improvvise attrazioni prospettiche: ci troviamo risucchiati all’interno del dipinto, coinvolti dalla forza dei contrasti timbrici e degli accordi tonali che l’artista, da abile colorista, sa disporre, contrapporre, bilanciare, per ottenere effetti d’ombra o di luminosità e per far risaltare i soggetti”.

La mostra è articolata in cinque sezioni: Hidden Colors of Nature (I colori nascosti della Natura), Women and Spirituality (Donne e spiritualità), City Illusions (Allucinazioni metropolitane); A las cinco de la tarde (Alle cinque della sera); Abstract (Astratto). Ogni sezione raccoglie le opere più significative prodotte da Guido Cicero dal 2014 a oggi.


SOGNI. ILLUSIONI. E SCRITTURE MAGICHE. Alla Galleria Francesco Zanuso di Milano, in mostra le opere di otto artisti sull'arte contemporanea in India.


SOGNI. ILLUSIONI. E SCRITTURE MAGICHE
L’ARTE CONTEMPORANEA IN INDIA

GALLERIA FRANCESCO ZANUSO
Corso di Porta Vigentina, 26 - Milano

a cura di Caterina Corni

Anil Chouhan
Manali Shroff
Sarita Dhurvey
Jadaiya
Mansingh Vyam
Mangaru
Rajendar Shyam
Arte Korwa

Media Partner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine
 
18 SETTEMBRE / 11 OTTOBRE 2019
inaugurazione mercoledì 18 settembre dalle 18.00 alle 22.00


Eccoci nuovamente in India. Il Paese delle grandi contraddizioni, Il Paese dove il profumo di cultura aleggia nelle vie delle grandi città così come nei villaggi più sperduti, Il Paese che sa essere paradisiaco e infernale, il Paese che dà forma ai sogni e plasma le illusioni. Un Paese dove l’arte, ancora poco conosciuta nel mondo occidentale, ha assunto infinite sfaccettature.
Otto artisti provenienti da contesti diversi, ma con un trait d’union che percorre e attraversa le loro opere.


 

MUMBAI (Maharashtra)
Anil Chouhan ha ventotto anni. Lo incontro durante una mia visita alla Sir JJ School of Art, Accademia tra le più rinomate in India e che nel passato ha ospitato studenti illustri quali Tyeb Mehta, soprannominato il Picasso indiano. Come studio utilizza una delle sale in condivisione con altri artisti; lavorare alla Sir JJ è più stimolante, si parla e ci si confronta. Gli chiedo di srotolarmi alcune opere, me ne innamoro! Vorrei acquistarne almeno una, ma sono già tutte vendute. Anil è nato in un villaggio chiamato Varsada Tanda ed è proprio il tema campagna/città da cui trae ispirazione. Il suo intento è quello di dipingere le “emozioni taciute” di tutti coloro che abbandonano i propri villaggi alla volta delle grandi metropoli, in cerca di fortuna. Che cosa lasciano alle spalle e cosa invece portano con sé lungo questo viaggio. Anil definisce le sue tele come un poema scritto al chiaro di luna. Lo stile è colto, raffinato e in esso riecheggia l’arte indiana tradizionale: dalla pittura miniaturistica alla grande tradizione tribale.


 
VADODARA (Gujarat)
Manali Shroff si è laureata a Londra, presso la Central Saint Martins College of Art and Design. Terminati gli studi, a differenza di molti suoi connazionali, decide di tornare in India, perché è proprio qui che intende proseguire e affinare il suo percorso artistico. Ha la passione per l’insegnamento e inizia a tenere dei workshop di pittura per bambini e semplici appassionati. Manali fonde il sottile humor britannico con la realtà indiana, che sa essere cinica e divertente. Una ricerca, la sua, che si confronta con la fragilità del desiderio e l’inattuabile romanticismo dei sogni e delle aspirazioni. Le sue opere, caratterizzate da colori accesi e da calibrati tagli spaziali, vogliono interpretare ciò che accade nel mondo reale attraverso i sogni e le percezioni che si creano intorno a essi. 

 
BHOPAL (Madhya Pradesh)
La memoria di Bhopal è senza dubbio legata a uno dei più tragici disastri industriali della storia, ossia l’incidente avvenuto nella fabbrica di pesticidi nel dicembre del 1984. E forse questo è uno dei motivi che hanno contribuito a far sì che il turismo non si sviluppasse, nonostante Bhopal sia una città particolarmente interessante sotto vari punti di vista. Quello artistico ad esempio. Nello stato del Madhya Pradesh sono state riconosciute ben quarantasei tribù, ognuna delle quali si differenzia per particolari nonché affascinanti forme d’arte.

ARTE KORWA
La tribù Korwa popola le colline del Madhya Pradesh e appartiene alla comunità degli Adivasi, ossia i primi abitanti dell’India. L’Arte Korwa, che si distingue per la sua straordinaria eleganza, riproduce ritmi calligrafici e alfabeti sconosciuti. Traccia, rigorosamente con inchiostro nero, forme/corpi per metà umani e metà animali. Il segno diventa una sorta di scrittura magica, dove il gioco dei pieni e dei vuoti crea composizioni di un eccezionale lirismo.


 
ARTE GOND
Particolarmente diffusa in Francia e soprattutto tra il grande collezionismo parigino, l’arte Gond ha radici molto antiche. Di religione perlopiù animista, la tribù Gond crede nella sacralità delle cose e, in particolar modo, nel valore spirituale delle immagini. Una bella immagine diventa portatrice di buona fortuna ed è per questo motivo che i muri esterni delle loro abitazioni sono popolati da animali fantastici, scene di vita quotidiana e alberi dalle sembianze zoomorfe. Sarita Dhurvey, Mansingh Vyam, Mangaru e Rajendar Shyam vanno annoverati tra i principali esponenti di questa arte che è sì tribale, ma anche e soprattutto contemporanea.

 



JADAIYA
Jadaiya non sa leggere né scrivere e il suo unico mezzo espressivo è la pittura. Vive in un piccolo villaggio sperduto tra le campagne del Madhya Pradesh, non ricorda molto del suo passato o forse, più semplicemente, preferisce non ricordare. E’ stata definita un’artista outsider. I temi prediletti sono le divinità induiste, che Jadaiya trasforma e deforma attraverso l’uso di colori accesi, quasi acidi. Gli sfondi, tutti rigorosamente bianchi, mettono ancora più in risalto queste figure, fantasiose e a tratti ironiche.
Jadaiya continua a non scrivere, a non leggere e da qualche tempo ha smesso di parlare.
Ma può forse la parola competere con la forza delle immagini?