STAY COOL. BE SOCIAL.

sabato 24 marzo 2012

Present imperfect | A Milano la personale di Lorenzo Sala


“… La moralità dell’arte consiste nell’uso perfetto di uno strumento imperfetto.” (O.Wilde)

Lorenzo Sala

Libreria Rizzoli
Galleria Vittorio Emanuele II, 79 - 20122 Milano

Inaugurazione 6 Aprile – dalle 19.00 alle 21.00

In mostra dal 6 al 29 Aprile 2012

La libreria Rizzoli presenta “Present imperfect”, la prima personale del fotografo Lorenzo Sala. Quaranta scatti di persone comuni, il cui corpo sotto l’obiettivo fotografico si traduce in forma e luce. Le rotondità producono armonia, gli arti danno vita a forme geometriche semplici o complesse. Il bianco e nero crea sospensione lasciando i corpi fluttuare liberi nello spazio dell’inquadratura, decontestualizzati e mostrati in tutta la loro fragilità.In un tempo in cui la ricerca della perfezione del corpo diventa ossessione Lorenzo Sala usa la fotografia per indagare l’imperfezione, sublimarla e renderla chiave per ri-conoscere la bellezza. 
La percezione sociale del bello, sempre più filtrata dall’artificio – tecnologico o chirurgico – qui lascia spazio al semplice racconto di corpi normali. Lo sguardo dello spettatore non è tradito, i soggetti restituiscono ciò che tutti conosciamo della nudità, liberi da condizionamenti estetici i corpi si mostrano armonici, veri.Fanno parte dell’esposizione anche alcuni quadri dell’artista realizzati con tecnica mista e acrilico.
Present Imperfect è il presente in cui ognuno di noi vive, lontano dagli effetti patinati e dalla perfezione che i media ci impongono come realtà. È un presente che può essere in bianco e nero, che a volte è spigoloso, ma è anche quello che insegna che per cogliere la bellezza bisogna semplicemente imparare a riconoscerla.




Lorenzo Sala, nasce a Milano il 6 luglio 1972, vive e lavora a Milano.
Amante dell’arte si avvicina alla fotografia nel 2009 da autodidatta. La sua passione lo conduce, nel 2010, alla sua prima esposizione alla Galleria Miniaci di Brera, a Milano. Il suo percorso artistico procede con alcune esposizioni collettive a Los Angeles, Piran e Milano. Nel 2011 vince il premio “Bronze” nel concorso “The Nude” organizzato dalla London Photographic Association.

Principali esposizioni recenti:
2011 "Mostrami",Milano;
2011 "Repyartrium", Piran – Slovenia;
2011 "Exposed", Los Angeles – USA;
2011 “Mikrokosmos” , Milano.







GOLDEN NIGHT | Al Twelve fotografie di Paolo De Trane a cura di Anna Mola


GOLDEN NIGHT

Fotografie di Paolo De Trane

a cura di Anna Mola
Stylist: Lucia Balzini    
Make up artist: Martina Iannelli

Twelve, viale Sabotino 12, Milano
tutti i giorni dalle 18:00 alle 02:00 e la domenica dalle 12:00 alle 02:00

Fashion Photography Show (con sorpresa per tutti i partecipanti):
venerdì 13 aprile dalle ore 19:00

Fotografie in esposizione dal 6 al 18 aprile

Toscana. Mare, spiaggia e sole di settembre. Cosa volere di più? La risposta: un fotografo, una stylist, una truccatrice, tre modelle e tante idee.

Così è nato questo progetto “Golden”: dalla creatività, unita alle conoscenze, di tre professionisti del settore immagine. E così si è sviluppato, andando a produrre un servizio di moda – ricco di fascino – ma lontano dai canoni, differente, originale.

Diverso innanzitutto per la location: non alberghi a 5 stelle o yacht da miliardari, ma gli scogli, il mare e il cielo nella loro purezza; diverso nelle pose: ricercate, ma non finte e sempre capaci di esprimere uno stato d'animo; diverso infine nella scelta della luce: diurna, avvolta in un'atmosfera quasi malinconica di fine estate. 

Le tre modelle: Quèren, Alina e Greta hanno interpretato un glamour ricercato ma accessibile, mai troppo elaborato o pacchiano. Pur essendo appariscenti, infatti, gli abiti sono portabilissimi da qualunque donna. Il trucco, poi, va a impreziosire i dettagli: lucentezza sugli occhi e gli zigomi, perle e piccoli brillanti sulle labbra e poi oro, oro sulla pelle e nell'aria.

L'oro è il filo rosso di questi scatti. Il sole e i suoi raggi rappresentano un lusso naturale e gratuito, mentre la sabbia dorata esalta la bellezza dei corpi.
L'idea è quella di catturare tutta questa luce per far brillare la notte e trasportarla oltre, lasciando il passato dietro la porta – che appare in alcune immagini - per volare verso un futuro.... Golden!


Bio
Paolo De Trane: fotografo toscano, versatile, viaggiatore. Si dedica a molti generi: dal paesaggio, alla street, al ritratto; dalla moda alla fotografia concettuale. Ha partecipato a diversi progetti fotografici e diretto diversi workshop. Propone ora alcuni tour fotografici, in particolare in Islanda e in Toscana.
Questa è la sua quarta esposizione personale, la prima a Milano. www.paolodetrane.it

Info:
“Golden Night”: esposizione fotografica dal 6 al 18 aprile
Fashion Photography Show: venerdì 13 aprile dalle 19:00
Twelve Lounge Bar: Viale Sabotino 12, Milano

Fotografo: Paolo De Trane www.paolodetrane.it
Stylist: Lucia Balzini, Agenzia Lotus
Make Up Artist: Martina Iannelli
Modelle: Quèren, Alina e Greta

Tutte le stampe sono in vendita, per info rivolgersi a Paolo De Trane, 3470926617 o Anna Mola, 3498706488

giovedì 22 marzo 2012

10 ragazze per Freud | A cura di Lori Adragna per NUfactory

Lunedì 26 marzo 2012 alle ore 19 s’inaugura al Teatro Palladium, “10 ragazze per Freud”, group show nato da un’idea di Lori Adragna. Il progetto è curato da Lori Adragna per NUfactory con l’assistenza di Antonella Di Lullo.

In mostra le opere di:
Arianna Carossa - Laura Cionci - Francesca Fini - Silvia Giambrone - Jessica Iapino- Maria Carmela Milano - Chiara Scarfò - Alice Schivardi - Vania Elettra Tam- Fernanda Veron.

Le dieci artiste, tutte di talento e di acuta sensibilità, hanno qualcosa da dire a quel Sigmund Freud che secondo certa letteratura non fu mai in grado di comprendere le donne, tanto da definirle “il continente oscuro”. Utilizzando l’arte come espressione creativa recondita dell’Io e con una buona dose d’ironia, le artiste mettono a nudo pulsioni, tendenze, desideri, sogni scaturiti dalla propria coscienza e occultati nell'inconscio.

Chi è Freud nell’immaginario collettivo? Il padre della psicanalisi che ha ispirato i movimenti femministi oppure il “reazionario misogino e fallocrate” come lo definisce il filosofo Michel Onfray? Radicalmente opposto alla liberazione dei costumi, lo psicanalista sosteneva l’inferiorità morale del “sesso debole” in ragione del peculiare sviluppo ontogenetico e filogenetico e vedeva l’omosessuale come figura imperfetta, che non ha compiuto il “normale” percorso della libido. Senza intenzione di scalfire la portata delle geniali intuizioni freudiane sui meccanismi dell’inconscio, ci s’interroga su quanto la psicanalisi -inventata da un uomo sulla e per la cura di donne- non abbia cavalcato l’onda maschilista e patriarcale della patologizzazione del femminino. Simile atteggiamento, ancora radicato nel senso comune di uomini (ma anche di donne), diviene troppo spesso alibi di una cultura contemporanea che propone alle giovani generazioni modelli femminili negativi e stereotipati, lontani dall’idea di valorizzazione di sé e del mantenimento dell’autostima, quando non basati sulla pretta mercificazione del proprio corpo.

Le dieci artiste provano a rispondere alla famosa domanda di Freud: cosa vogliono le donne? Presentano una serie di opere eterogenee (dalla pittura all’installazione, al video, passando per la performance e la fotografia) in gran parte inedite, realizzate per questo progetto e alcuni testi autografi che, affiancati dall’interpretazione della psicologa Nicoletta Zanoletti, sono raccolti in un catalogo/taccuino dell’analista. Questo progetto, infatti, ipotizzato come una “stanza analitica” che protegge e favorisce il rapporto co-creativo artista/psicologa, ha reso possibile registrare emozioni trasfigurandole in immagini/parole e da queste, riverberare nuove emozioni fruibili da chiunque. Inteso come un laboratorio, 10 ragazze per Freud accoglie lo scambio e l’interazione tra soggetti diversi di cui l’evento al Palladium rappresenta il risultato comunicativo.

Arianna Carossa introducendo un foglio bianco nella fenditura di un pezzo d’acero, rappresenta il limite estremo di rottura, la possibilità della natura pulsionale della donna di trovare un’autodeterminazione tramite il “fallo potente” del proprio atto creativo.

Laura Cionci con la sua installazione si avvale della materia quale metafora alchemica di un conflitto atavico: bisogno fusionale psichico con l’Altro e al tempo stesso, impossibilità di tornare ad un tale stato senza sentirsi annientati e soccombere al Caos.

Francesca Fini mostrando una video-performance che si ispira alla "Società dello spettacolo" di Guy Debord, riflette sul potere dell'immagine massemediatica sulla psiche umana e ne rappresenta la potenza d’urto attraverso la manipolazione stessa del corpo.

Silvia Giambrone propone una lettera di Rosa Luxemburg ed estrapola da riviste femminili di oggi, titoli e scritte detournandoli su foto di famiglia; nell’incontro tra volti del passato e messaggi comuni s’innalza la voce di una Donna, simbolo di Forza e di “Resistenza”.

Jessica Iapino con una scena in loop tratta dal suo film Baptism, enfatizza lo slalom di una bambina rumena (dunque traniera-estranea-diversa), tra l’immobilismo ieratico di alcune suore, rievocando in ciascuna di noi il desiderio d’interrogarsi circa le “dimensioni” della propria libertà.

Maria Carmela Milano con una serie di scatti in cui lei stessa e le donne della sua famiglia indossano barbe e peluria, realizzate con materiali tessili, ci spinge a confrontarci con l’immagine che abbiamo di noi stesse e con il coraggio di essere semplicemente così come si è.

Chiara Scarfò risponde alla domanda di Freud raccontando un sogno ricorrente e con la serie di self shots "Lulù": figura simbolica di chi, camminando in equilibrio sul filo, ha attraversato l’interno del proprio e dell’altrui manicomio.

Alice Schivardi con l’esibizione in pubblico di Nicoletta Salvi, cantastorie femminista al settimo mese di gravidanza -che canterà un pezzo da lei stesso scritto e composto- mette in luce la meravigliosa potenza creatrice insita in una donna solo apparentemente “comune”.

Vania Elettra Tam attraverso una lettera personale al prof Freud e la sua pittura in bilico tra gesti quotidiani e analisi della propria Ombra, indaga con ironia il binomio Vita/Morte, more/sofferenza, da sempre attribuito dalla psicoanalisi al masochismo sessuale e morale “dell’essere donna”.

Fernanda Veron con le sue fotografie incentrate sulla figura primigenia di Eva e il con il suo testo,sottolinea che “la donna è sì il lato oscuro dell’universo, ma perché conserva ancora in sé il segreto non detto del mistero della vita.



Inaugurazione Lunedì 26 marzo ore 19.00


26 marzo 2012- 30 aprile 2012
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8
Ingresso libero

INFO
06 57 33 27 81


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Vania Elettra Tam | Lettera al Professore
“Chiarissimo Professor Sigmund Freud, sono una rappresentante del “continente oscuro” e, viste le difficoltà che Lei trova nel decodificare il gentil sesso, vorrei venirLe in contro per facilitarLe la comprensione dei pensieri che esprimo attraverso la pittura. Prendiamo ad esempio l’opera “Mestieri… che passione”, una donna stende un lenzuolo ad asciugare ma, inspiegabilmente, l’ombra proiettata su di esso si trasforma in quella del Cristo crocifisso. Un semplice gesto quotidiano si trasfigura dunque in qualcosa di misterioso ed inspiegabile. Soggetto e figure oltrepassano il povero significato contestuale per mescolarsi con quello ambiguo ed insieme tragico della iconografia cristiana. La passione con cui la casalinga svolge il semplice gesto non è certo paragonabile a quella ben più importante di Nostro Signore e a sottolinearlo c’è il volto sconsolato impresso sulla maglietta appesa di fianco al lenzuolo (una sorta d’inattesa Sindone domestica). Tuttavia l’evento (che l’opera pittorica rende possibile) getta una luce nuova e paradossale nello stanco e reiterato fluire degli avvenimenti quotidiani, lo ferma e lo sospende. E tale sospensione ne dilata i contenuti pittorici arricchendoli dei significati simbolici e iconografici più toccanti e cruciali della cristianità. L’opera infatti, attraverso i canali arguti e misurati dell’ironia e dello slittamento narrativo, mette in scena un vero e proprio cambiamento di senso. Così il tema del Sacrificio del Cristo, ampiamente frequentato nella storia dell’arte e assunto quasi a sterile icona nel linguaggio della contemporaneità, torna paradossalmente ad essere vivo e toccante nella trascrizione della monotonia quotidiana. Probabilmente, caro professor Freud, potrei affermare con Lei che, come la struttura tripartita della mente umana, anche l’opera rappresenta l’Io il Super-Io e l’Es. La maglietta-Sindone è l’Io, cioè il substrato cosciente in cui si ha consapevolezza; il lenzuolo è l’Es, l’inconscio capace di raccogliere un’enorme quantità di informazioni che vanno dall’infanzia alla morte; l’ombra è il Super-Io ovvero il Cristo “censore” o, se si vuole, il compendio etico-discriminante della coscienza dell’uomo di oggi… e della donna naturalmente”

Con stima Vania Elettra Tam


mercoledì 21 marzo 2012

"eARTh" | Al Love di Milano la mostra personale di Manusch Badaracco a cura di Rosaspinto

Rosaspinto e Love Milano
presentano

"eARTh"
Mostra personale di Manusch Badaracco

VERNISSAGE Mercoledì 28 Marzo 2012 ore 20:00


Il primo appuntamento con l'arte al Love Milano, in Via Nino Bonnet 11/a, è dedicato alla giovane talentuosa artista italo-iraniana Manusch Badaracco, che ama esprimersi nella pittura dipingendo e manipolando la realtà.
La sua primaria ispirazione sono le persone, i piccoli gesti quotidiani che compiamo ma che attraverso il suo tratto assumono un altro significato, si rivelano nelle loro espressioni più profonde rivelandoci noi stessi come non ci siamo mai visti.
Un ragazzo che fotografa una ragazza in difficoltà, un gruppo di amici che bevono il sangue di essere umano come se fossero all’happy hour, sono il ritratto impietoso della nostra contemporaneità.




“Il mio lavoro nasce dalla necessità di raccontare le tematiche sociali di oggi.” Così Manusch descrive il suo lavoro.
La cultura visuale è al centro della sua ricerca personale.
Immagini che ad uno primo sguardo colpiscono per la linea elegante, che si presta però ad un’espressione forte, spietata della realtà dedicata a coloro che sono in grado di cogliere chiaroscuri della vita.
Fondamentale nelle opere di Manusch è l’attenzione da parte dello spettatore, una totale partecipazione all’immagine: solo in questo modo si può ritrovare le proprie emozioni nell’opera e sentirsene complice.




A fare da cornice all'evento la presentazione della nuova collezione di gioielli Double-ei.
Brand formato dalle due irriverenti designer Paola Argine e Cristina Alzati, reinterpretano materiali, forme e texture ricontestualizzandoli con carattere e creatività.





A sonorizzare l'evento la selezione musicale di Deejay WestBanhof, eclettica nuova leva del panorama milanese, che proporrà un percorso creativo dal rock vibrante dei Led Zeppelin e dei Rolling Stones, crescendo in un'evoluzione virtuosa tra l'indie rock degli Arctic Monkeys e dei Wombats fino ad arrivare all'elettronica dei Justice e dei Soulwax, ogni tanto regalando piccoli cameo, capolavori ricercatissimi tra le piste internazionali e non.


Direzione Artistica e Ufficio Stampa
Via Privata Schiaffino, 25 | press@rosaspinto.it 


martedì 20 marzo 2012

Solo tu fai della mia memoria un fuoco incessante.

Ph by MARLA LOMBARDO
Lei si spoglia nel paradiso
della sua memoria.
Lei non conosce il destino feroce
delle sue visioni.
Lei ha paura di non sapere nominare
ciò che non esiste.



[Poesia di Alejandra Pizarnik]