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giovedì 16 giugno 2016

Clorofilla. Arti Pubbliche Condivise a Belluno, Lorenzago di Cadore e San Gregorio nelle Alpi. Dal 18 al 3 luglio 2016.


Per chi pensa a un itinerario d'arte sulle Dolomiti Bellunesi, i nomi che vengono in mente sono ormai antichi: da Tiziano Vecellio (e bottega) ad Andrea Brustolon o Ippolito Caffi… Ci sono poi certo alcuni luoghi inaspettati di esposizioni pittoriche di altissimo livello, come il museo Rimoldi a Cortina d'Ampezzo, con i suoi spettacolari Sironi.
Negli ultimi anni però qualcos'altro si muove in Provincia, e c'è chi va creando arte contemporanea – e pubblica – per chi le Dolomiti le abita, oltre che per chi le attraversa, attratto da cime inviolate.

Dal 18 al 3 luglio 2016 torneranno a Belluno gli artisti di Clorofilla, la rassegna di arti pubbliche condivise che per la prima volta nel luglio 2015 ha colorato la città di opere d'arte a cielo aperto, su muri altrimenti dimenticati o abbandonati.

La direzione artistica di Clorofilla è affidata a Ericailcane, e in occasione della seconda edizione della rassegna si arricchisce del contributo e delle visioni altre degli artisti sardi Andrea d'Ascanio e Kiki Skipi. Ericailcane è un artista bellunese oggi conosciuto in tutto il mondo, ed è l'ideatore dell'evento Clorofilla, pensato e organizzato insieme a Casa dei Beni Comuni.

Casa dei Beni Comuni è un laboratorio cittadino di partecipazione che da qualche anno gestisce alcuni spazi all'interno dell'ex caserma Piave, un'enorme area alle porte della città. La caserma, abbandonata ormai da anni, è oggi uno spazio di verde incolto, hangar, magazzini militari…. e muri. Proprio da questi muri è cominciata nel 2015 l'esperienza di Clorofilla: gli artisti hanno iniziato colorando di forme e suggestioni le piazze e le vie silenziose della caserma. Ad accogliere i visitatori curiosi (l'ex caserma si trova in via Tiziano Vecellio, 71) oggi c'è un'enorme balena su muro rosso, e poi il cervo della Casa dei Beni Comuni, il grillo di ferro, l'orso bianco, il coniglio in panciotto e tutte le splendide opere di colore che rendono preziosi e allegri muri un tempo lasciati marcire.


Quest'anno, oltre ai direttori artistici Ericailcane, Andrea D’Ascanio e Kiki Skipi, dipingeranno a Clorofilla moltissimi altri nomi della street art internazionale: Andrea Casciu, Andreco, Beehive Collective (Carol Rojinegro), il bellunese Marco De Barba, Crisa, Bastardilla, Canemorto, Ciredz, Dem, Hitnes, Geometric Bang, Padiy

Oltre a continuare a riempire di racconti e colore i muri della caserma, gli artisti del 2016 porteranno l'arte anche in città: già l'anno scorso Ericailcane aveva regalato a Belluno il ricordo della beffa di Baldenich dipinto su una torretta dell'Enel, e Bastardilla aveva colorato di blu una storia di migrazioni in pieno centro città. La novità di quest'anno è che oltre al centro di Belluno alcuni artisti comunicheranno a colpi di pennello anche più lontano e più in alto, nei comuni di San Gregorio delle Alpi e a Lorenzago di Cadore. Nel bel mezzo delle Dolomiti, in paesi che con la street art pensano probabilmente di avere ben poco a che spartire.

Il programma di Clorofilla 2016 è molto ricco: oltre agli artisti all'opera, sono previsti eventi di live printing, concerti (Comaneci, Michele Bombatomica & The Dirty Orchestra, Heatens, Moletti & Giorgio Murer, Ravioli Giganti, Porco del Reato, Paolo Vaccaro, Danae, DJ Bubble, DJ Sciacallo & DJ Smitch) e spettacoli, proiezioni, presentazioni di libri…
Il programma completo, in costante aggiornamento (perché Clorofilla è una rassegna spontanea, che si arricchisce giorno per giorno di nuove performance e collaborazioni), si trova sul sito clorofillabl.it.


Crediti fotografici:  Alice Bettolo

giovedì 12 maggio 2016

Nordic Walking sulle Prealpi Bellunesi tra boschi, prati in fiore e spettacolari panorami.

In questi mesi primaverili il nordic walking è l'attività ideale (insieme alla bicicletta) per andare alla scoperta delle Prealpi Bellunesi, le montagne dolci ai piedi delle Dolomiti. Il nordic walking è uno sport sempre più in voga, perché semplice ed economico, rilassante ma ad alto dispendio energetico. È una passeggiata “potenziata”, che coinvolge nello sforzo anche i muscoli del torso e delle braccia, impegnate a lavorare con i bastoncini, un’attività  da fare tra i prati della sinistra Piave.

In questi giorni di maggio i colli da esplorare sono quelli tra Mel e Lentiai, perchè impazziscono di narcisi e si trasformano in un paesaggio quasi fatato fatto di corolle bianco-gialle, silenzi semi-estivi, profumi stordenti. Tra le colline morbide che si allungano sopra i due paesi della Valbelluna, si snodano circa 50 chilometri di sentieri segnalati pensati proprio per il nordic walking: sei sono i percorsi finora disponibili nello Stride walk-fit park della sinistra Piave (un'area dedicata al nordic walking, con sentieri studiati in base a caratteristiche di lunghezza, dislivello ed impegno fisico).

Uno di questi sentieri sale da Lentiai – dalla chiesetta di san Gervasio sopra la frazione Colderù, per essere precisi – fino a Pian de Coltura, da sempre il luogo per eccellenza dove scappare ad ammirare la fioritura dei narcisi. Ci sono splendide foto in bianco e nero degli anni Cinquanta e Sessanta che ritraggono nonni e nonne (allora giovanissimi) in gita domenicale tra i narcisi. Ricordiamo che oggi è assolutamente vietato raccogliere i fiori – nonostante siano davvero moltissimi, e verrebbe da pensare, “un mazzetto in meno, che sarà mai...”.
Il percorso, ad anello, è lungo circa 6 chilometri e si completa in un paio d'ore, pause di ammirazione escluse. Tra boschi e prati in fiore, la passeggiata è davvero piacevole, ben esposta al sole, ricca di squarci magnifici e spettacolari panorami sulle Dolomiti Bellunesi selvagge o sulla pianura trevigiana, verso sud. È una passeggiata davvero perfetta per cominciare ad appassionarsi al nordic walking.


“Con il nordic walking è semplice – spiega un'istruttrice di nordic walking di Belluno – basta prendere i bastoncini e cominciare a camminare: meglio sullo sterrato che sull'asfalto, meglio sul piano che in salita, ma poi ciascuno può scegliere il percorso che meglio si adatta al suo allenamento e alle sue esigenze”. E di percorsi, nelle Prealpi Bellunesi, davvero non c'è carenza: oltre a quelli segnalati nello Stride walk-fit park, ce ne sono decine e decine di altri da provare, sulle creste del Nevegal, in Valmorel, tra i narcisi di Zelant e Praderadego…  

Per chi scegliesse di trascorrere la giornata tra i narcisi di Lentiai, segnaliamo qui un paio di altre chicche del territorio assolutamente da non perdere.
Innanzi tutto, la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, in centro al paese. Tappa culturale da fare al ritorno, con ancora il profumo dei narcisi che aleggia nell'abitacolo dell'auto. La chiesa di Lentiai – edificio rinascimentale frutto di un lento restauro cinquecentesco – riconosciuta Monumento nazionale, è un gioiello. Dallo splendido soffitto a cassettoni (firmato Cesare Vecellio) al polittico della bottega di Tiziano Vecellio, Santa Maria Assunta (che dall'esterno potrebbe anche passare inosservata) è un concentrato davvero sorprendente di arte veneta.


Per una birra fresca al sole, se il caldo comincia a farsi sentire, suggeriamo l'area attrezzata di Cesana Beach, la “spiaggia dei bellunesi” che si trova appena sotto il lago di Busche – a Cesana, appunto. D'estate il Piave si colora di bagnanti coraggiosi, e la spiaggia diventa tutto uno schiamazzo di giocatori di pallavolo e tavoli affollati. Nella tarda primavera il luogo è ancora dominato dal gorgoglio delle acque, per cui è perfetto per rilassarsi e ripensare ai paesaggi di cui ci si è riempiti gli occhi durante l'escursione tra i narcisi.
Ultima tappa, la Riserva naturale Vincheto di Celarda, poco più giù, verso Feltre e Anzù. La riserva è gestita dal Corpo forestale ed è adibita al ripopolamento di specie autoctone: è un paradiso per bambini e famiglie, con le sue quattro aree recintate per caprioli, daini e cervi, l'impianto per l'allevamento della trota marmorata del Piave, l'apiario, il centro per l'equitazione, la grande voliera per rapaci “ammalati”.

martedì 8 marzo 2016

Dolomiti Bellunesi: le nevicate degli ultimi giorni assicurano una Pasqua sulla neve.

Sarà una Pasqua di neve sulle  Dolomiti Bellunesi.  «Negli ultimi giorni solo a Cortina sono scesi 80 cm» – spiega Marco Giambuzzi presidente della Sezione Turismo di Confindustria Belluno Dolomiti  - «e per questo la vacanza pasquale all’insegna di sci, natura  e attività sulla neve è assicurata».
 
La provincia di Belluno è una delle più importanti aree sciistiche europee, con centinaia di chilometri di piste da discesa, anelli per il fondo, splendidi scenari per lo sci alpinismo. E siccome non si vive di solo sci, ecco le camminate sulle ciaspe immersi in panorami mozzafiato, i tramonti sui Monti Pallidi, l'arrampicata sul ghiaccio, le cene in rifugio e le slittate notturne, le partite di hockey, il pattinaggio… Ce n'è davvero per tutti i gusti.
 
Alcune zone, quelle lungo la fascia meridionale delle montagne bellunesi, sono più accessibili: come i campi scuola del Nevegal e del Monte Avena, dove si gode del sole dominando la Valbelluna, o l'area dell'Alpago – Cansiglio, ideale per lo sci di fondo e per le passeggiate tra i boschi centenari che hanno reso grande la Serenissima o di malga in malga, con lo sguardo che qui e lì viene catturato dalla luce cangiante del lago di Santa Croce, giù in basso.
Per le famiglie, ecco i paesaggi incantati della Val Comelico, tutti da scoprire, o la conca di sole di Sappada-Plodn, con le sue antiche tradizioni, l'origine persa nella leggenda e la parlata quasi-tedesco.
Nel Bellunese si scia anche in Auronzo e a Misurina, con lo sguardo alle Tre Cime o ai Cadini, al Cristallo o al Sorapiss; nell'Agordino a Forcella Aurine (ideale per il fondo); più su ad Arabba o sul san Pellegrino, a San Vito di Cadore, nello Zoldano (ecco l'offerta Pasqua sulla neve: http://www.valdizoldo.net/pasqua-sulla-neve.html), sulla Marmolada, a Cortina, nel comprensorio del Civetta…
 
Sulle Dolomiti Bellunesi si scia “senza confini” acquistando lo skipass Dolomiti Superski: dodici zone sciistiche tra Bellunese, Alto Adige e Trentino per più di 1000 chilometri di piste battute. Qualunque sia l'area nella quale sceglierete di alloggiare, se vi trovate nella parte più settentrionale della Provincia, nel corso delle vostre giornate sulla neve potrete visitare altre zone e riempirvi lo sguardo di altri magnifici paesaggi.
Il corrispettivo per lo sci di fondo del Dolomiti Superski è il Dolomiti Nordic Ski, il carosello di sci nordico più grande d'Europa, che spazia tra più di dieci vallate dolomitiche, cinque delle quali bellunesi.

 
Gli amanti della festa probabilmente sceglieranno i comprensori sciistici di Cortina d'Ampezzo e del Civetta. Tra piste nere, crode spettacolari, bungee jumping, eventi e gare, a Cortina e ad Alleghe non c'è di che annoiarsi.
Nella seconda metà di marzo ci sono una serie di appuntamenti da non mancare. Ad esempio: a Cortina, nel weekend pasquale (25-27 marzo) andrà in scena la Punta Nera Freeride Challenge, tre giorni dedicati agli amanti della montagna e degli sport estremi, che combinano assieme il freeride, lo sci alpinismo e l'arrampicata sportiva. Freeride Challenge vuole anche dire, ormai da sei anni, party e attività per i bambini, musica e concerti. Anche per chi non osa partecipare alle gare, c'è insomma di che divertirsi: ed è sempre possibile seguire dal traguardo la discesa degli atleti lungo tutto il percorso. 
Il 20 marzo, invece, si fa festa in Alleghe, per Baite Aperte – un'iniziativa enogastronomica che svela il lato più intimo e tradizionale di un'area sci nota più che altro per la sua offerta adrenalinica – dalle piste più impegnative allo snowpark. Baite Aperte è un percorso tra tredici baite sulle piste di Alleghe, nel comprensorio sciistico Ski Civetta – Dolomiti Superski, che può essere effettuato con gli sci, con lo snowboard, in telemark oppure con le ciaspole.


Agenzia di Informazione Turistica
Confindustria Belluno Dolomiti

Anna Crestani tel. 0437/951202347 5150919

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