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lunedì 2 maggio 2016

A Palazzo Pretorio di Cittadella (PD), gli "Ambienti" dell'artista padovano ALBERTO BIASI, a cura di Guido Bartorelli.

La Fondazione Palazzo Pretorio Onlus
presenta

ALBERTO BIASI: GLI AMBIENTI
Mostra e catalogo a cura di Guido Bartorelli
 
Palazzo Pretorio – Cittadella (PD)
Dal 28 maggio al 6 novembre 2016


Dal 28 maggio al 6 novembre, Palazzo Pretorio ospiterà la mostra “Alberto Biasi: gli ambienti”, curata da Guido Bartorelli che è anche curatore del relativo catalogo ragionato. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Palazzo Pretorio Onlus, testimonia la rinnovata attenzione che storici dell’arte, pubblico e mercato stanno rivolgendo all’opera del grande artista padovano Alberto Biasi e, in generale, al plesso di ricerche variamente indicate come arte optical, cinetica, gestaltica o programmata, che ebbero estrema rilevanza nel corso degli anni Sessanta del Novecento.
L’esposizione allestita a Palazzo Pretorio si concentra sugli ambienti, realizzazioni a immersione totale che l’artista ha prodotto fin dai primi tempi: prima, durante e dopo l’avventura con il Gruppo N, per giungere felicemente fino all’oggi. Mai prima d’ora la sequenza di tutti gli ambienti di Biasi era stata presentata nella sua interezza in un’unica sede: una trattazione monografica di questo tipo è perciò attesa con estremo interesse, in quanto gli ambienti manifestano aspetti e valori tutt’ora al centro della ricerca artistica più avanzata.
Tramite gli ambienti, Biasi ha saputo rapportarsi al pubblico non più trattandolo da semplice “spettatore”, ma coinvolgendolo in esperienze irripetibili, capaci di andare a stimolare processi profondi, a partire da quelli relativi alla struttura della percezione e del comportamento. Proporre gli ambienti di Biasi vuole dire dunque mettere il pubblico al centro di realizzazioni a immersione totale: campi percettivi “anomali”, tanto più affascinanti in quanto cinetici, luminosi, aperti all’incanto e al divertimento che deriva dalla libera interazione.

Tra i fondatori del padovano Gruppo N, Biasi, classe 1937, è uno dei più coerenti artisti ottico cinetici europei. Nel corso della sua attività artistica, la sua partecipazione collettiva e il percorso individuale si compenetrano l'un l'altro, con una peculiarità che fa del suo singolo cammino qualcosa di essenziale anche per il gruppo con cui ha condiviso il progetto negli anni 1960-64 di frenetica attività: la continuità. Riconosciuto come il più autorevole rappresentante italiano dell’arte ottico-cinetica, Biasi è l’artista che riesce a far vedere ciò che non è visibile, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. Lui stesso racconta: “quando ho iniziato ad esporre le prime opere, la reazione del pubblico era di rifiuto. Era abituato a vedere le figure, le immagini a sfondo, la prospettiva e immaginavano che solamente quella fosse arte. Quindi rifiutavano le mie opere, percependo quasi un senso di fastidio. La complessità delle invenzioni tecnologiche moderne ha cambiato questo, cambiando il modo di vedere. La tecnologia ha reso l’approccio del pubblico completamente differente, molto più immediato. Se oggi metto un bambino davanti a uno di questi quadri, la prima cosa che farà sarà rimanere fermo e ondeggiare la testa da sinistra a destra. Una volta non era così, nessuno si sarebbe mosso. Il pubblico, abituato alla pittura, guardava e se ne andava, rimaneva quasi infastidito soprattutto perché l’occhio era abituato a vedere la profondità dell’opera. Nei miei quadri, se l’approccio è statico, la profondità crea una forma di vertigine. Se invece lo si guarda con un approccio dinamico, quindi muovendosi, ne si coglie tutta l’essenza. Quando c’è innovazione c’è arte, e l’innovazione tecnologica dei nostri giorni permette di vedere e di apprezzare questo nuovo tipo di arte, tant’è che i giovani sono convinti che queste opere appartengano, a un tempo recente, mentre in realtà hanno oltre 50 anni”.

La mostra s’inserisce nella programmazione di Palazzo Pretorio come fondamentale capitolo di studio e approfondimento non solo dei contenuti artistici più sperimentali, nel loro radicamento storico, ma anche del rinnovamento che riguarda le pratiche espositive e, per questo, quella portata avanti a Cittadella si rivela essere un’operazione di estrema importanza, come ben espresso dalle parole di Bartorelli:

“… l’arte attuale dimostra che gli ambienti restano tra le modalità artistiche più attraenti e sperimentali, sempre efficacissimi nel porre questioni tornate cruciali: la ridefinizione dello statuto dell’arte e del ruolo dell’artista, la reinvenzione dei mezzi tecnici e delle pratiche espositive, la verifica della compatibilità con il mercato, l’individuazione di un valore basato sull’incisività pubblica e sociale e non più sulla quotazione in denaro.
La presente proposta al pubblico di tutti e soli gli ambienti di Biasi nasce per colmare una lacuna, almeno per la durata temporanea della mostra: il territorio padovano non si è ancora preoccupato di dedicare, magari nel modo permanente che si converrebbe, una sede illustre all’esposizione dei lavori e, in particolare, degli ambienti prodotti dagli artisti del Gruppo N, il cui rilievo internazionale in questo campo non è secondo a nessuno, avendo conseguito risultati memorabili, tra i più affascinanti in assoluto. Lo testimoniano le sale di Palazzo Pretorio, dove ci si può finalmente ‘tuffare nell’arcobaleno’ dell’opera ambientale dell’artista padovano”.

In occasione della mostra viene pubblicato il catalogo ragionato degli ambienti di Alberto Biasi, edito da MAAB Gallery (Milano), che documenta con rigore filologico e ampiezza di illustrazioni ogni singolo lavoro a partire dalla concezione, per poi ripercorrere la complessa vicenda delle realizzazioni. Inoltre è previsto un ricco programma collaterale con incontri e appuntamenti con critici d’arte e studiosi.
Il comitato scientifico della mostra e del catalogo è costituito dal gruppo di lavoro formatosi presso il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università degli Studi di Padova e composto da: Elisa Baldini, Guido Bartorelli, Federica Stevanin, Giuseppe Virelli, mentre la realizzazione del progetto è resa possibile grazie alla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Pretorio Onlus, MAAB Gallery e il Dipartimento dei Beni culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica – Università degli Studi di Padova, con il supporto del Comune di Cittadella, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,  di Metalservice S.p.a. e di Mediolanum Private Banking, Padova.
 
INFORMAZIONI UTILI

TITOLO DELLA MOSTRA: ALBERTO BIASI: GLI AMBIENTI

A CURA DI: GUIDO BARTORELLI

COMITATO SCIENTIFICO DELLA MOSTRA E DEL CATALOGO:
ELISA BALDINI, GUIDO BARTORELLI, FEDERICA STEVANIN, GIUSEPPE VIRELLI

SEDE ESPOSITIVA: PALAZZO PRETORIO – VIA MARCONI, 30 – CITTADELLA (PD)

OPENING: 28 MAGGIO 2016, ORE 18

DATE DI APERTURA: 28 MAGGIO – 6 NOVEMBRE 2016

GIORNI DI APERTURA: TUTTI I GIORNI ESCLUSO LUNEDÌ MATTINA, MARTEDÌ TUTTO IL GIORNO E TUTTO AGOSTO

ORARI DI APERTURA: 10:00 - 12.30 / 16:00 - 19:30

info e contatti TEL: 049/9413474 - 049/9404485

EMAIL: info@fondazionepretorio.it   WEB: www.fondazionepretorio.it 

martedì 10 novembre 2015

MAKING SENSE. Artisti + Makers per nuovi immaginari possibili, a cura di Guido Bartorelli, Caterina Benvegnù e Stefano Volpato.


Dal 5 dicembre 2015, giornata inaugurale, al 3 aprile 2016 le storiche sale di Palazzo Pretorio, a Cittadella (PD), ospiteranno la mostra collettiva Making SenseArtisti + Makers per nuovi immaginari possibili, acura di Guido BartorelliCaterina Benvegnù e Stefano Volpato.
Dopo la fase iniziale, rappresentata da un periodo di residenza, il progetto Making Sense si evolve ora nelle due successive tappe in cui è stato strutturato: la mostra, frutto del lavoro congiunto di Artisti e Makers, e la serie di incontri e conferenze dedicati ai temi presi in considerazione dal progetto.

Making Sense mira infatti ad indagare le interazioni tra il linguaggio dell’arte contemporanea un tema quanto mai attuale, la nuova artigianalità e le pratiche ad essa connesse, di cui sono figura chiave i makers, facendo allo stesso tempo tesoro del contesto territoriale in cui si opera, ricco di storia e testimonianze artistiche, ma anche di spirito di impresa, attività di ricerca, desiderio di sperimentazione. 

Attualmente uno dei fenomeni più caratterizzanti della fase economica, tecnologica e sociale, che stiamo vivendo, consiste proprio nel prepotente riemergere dell’istanza do it yourself, letteralmente “fattelo da solo”, con aspetti profondamente rinnovati. Il campo primo e ancora più evidente dove ciò avviene è il cosiddetto Web 2.0, in cui il fruitore non è solo un consumatore passivo, ma si attiva in prima persona in qualità di produttore di contenuti.

A partire dai flussi digitali online questa tendenza alla partecipazione diretta si è riversata anche nella realtà materiale offline: dalla diffusione delle stampanti 3D alla prototipizzazione rapida grazie agli hardware liberi, dalle nuove concezioni di grafica e di editoria sino alle sperimentazioni nel design e nella manifattura, tali pratiche rimettono in gioco una dimensione artigianale del fare rinnovata da possibilità e connessioni inedite, attuando nuove ed interessanti modalità di trasformazione creativa, economica, sociale. 
Proprio da questo contesto provengono i makers, nuovi artigiani digitali, il cui modus operandi è fortemente caratterizzato dalla filosofia del do it yourself, e dell’open source, la condivisione di saperi ai quali chiunque può liberamente attingere, contribuendo anche con proprie modifiche e implementazioni, così da produrre valore aggiunto. 
Nuove modalità di lavoro che restituiscono importanza e valore alla capacità di produrre, del saper fare, alla cultura del possedere un’abilità, tematiche comuni e centrali anche nel campo della pratica artistica. Un legame profondo che si rintraccia a partire dall’etimologia stessa del termine artista, la cui radice latina art (da cui ars, traduzione del termine greco téchne), rimanda proprio alla dimensione del fare.

Prendendo dunque le mosse da questo terreno comune, i curatori hanno scelto di attivare ardite e sperimentali collaborazioni tra cinque artisti contemporanei, i cui linguaggi espressivi vanno dall’installazione alla scultura, dalla ricerca sonora al digitale, e che sono Francesco Bertelé, Roberto Fassone, Kensuke Koike, Laurina Paperina e Elisa Strinna, e tre realtà maker italiane: Friends Make Books (Torino), Lumi Industries (Treviso), Recipient.cc (Milano).
Lo scorso giugno, attraverso un breve periodo di residenza presso gli spazi di Palazzo Pretorio, gli artisti sopra citati si sono confrontati e interfacciati con gli strumenti della cultura making e neoartigianale, tra cui la stampante 3D, il duplicatore Risograph e la scheda hardware open source Arduino, con l’obiettivo di sperimentare e creare nuove sinergie tra queste due realtà.

Il progetto espositivo Making Sense è il tentativo di porre assieme, in collaborazione, due ambiti creativi, che finora si sono quasi del tutto ignorati: artisti e makers. È possibile che la loro collaborazione faccia luce sulle pratiche degli uni e degli altri? È possibile che questo ponte dischiuda al nostro sguardo prospettive inedite, che contribuiscano a dare senso all’esperienza del contemporaneo?
L’esposizione, allestita all’interno del piano nobile di Palazzo Pretorio, metterà in mostra i lavori che sono il risultato della suddetta collaborazione tra artisti e makers, articolandosi però anche come percorso di riflessione critica sulle tematiche del progetto. Alcuni lavori saranno accompagnati da una documentazione che permetterà di approfondire la conoscenza delle fasi progettuali. Inoltre un’intera sala della mostra metterà a disposizione dei visitatori una stampante 3D, tecnologia esemplificativa del mondo dei makers, invitandoli a farne esperienze diretta.

Per tutta la durata dell’evento espositivo, si terranno anche incontri e conferenze, insieme ad esperti, professionisti e studiosi di chiara fama, per sviluppare, discutere, rivedere gli spunti offerti dal progetto da un punto di vista estetico, economico e sociale, tramite un’interazione con l’allestimento espositivo. 
Cultura del making e linguaggi della contemporaneità, dunque, dialogheranno attraverso il confronto tra figure eterogenee, e pur trasversali alle questioni sollevate.

Infine un catalogo, edito da CLEUP (www.cleup.it), accompagnerà la mostra proponendo approfondimenti sui temi scientifici del progetto, grazie a interventi di curatori ed esperti, lasciando comunque un importante spazio all’esame critico dell’opera degli artisti coinvolti.
Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Palazzo Pretorio Onlus, con la collaborazione del Comune di Cittadella e la Fondazione CARIPARO, patrocinato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi Di Padova e con il contributo di Metalservice S.p.a.


MAKING SENSE
Artisti + Makers per nuovi immaginari possibili

A cura di Guido Bartorelli, Caterina Benvegnù, Stefano Volpato
Palazzo Pretorio - Cittadella (PD)
5 dicembre 2015 - 3 aprile 2016

INFO E CONTATTI 

TEL: 049/9413474 - fax 049/9413476 ,  EMAIL: info@fondazionepretorio.it  

www.fondazionepretorio.it

giovedì 7 maggio 2015

GR | GIOVANNA RICOTTA. A Palazzo Pretorio la personale dell'artista Giovanna Ricotta, a cura di Guido Bartorelli e Silvia Grandi.

Sabato 6 Giugno 2015 alle ore 18, Palazzo Pretorio, dopo i restauri durati quasi due anni, torna a volgersi alla ricerca artistica di più stretta attualità con l’inaugurazione dell’affascinante personale GR|Giovanna Ricotta, una delle artiste di maggior rilievo all’interno del panorama della video arte a livello nazionale ed internazionale.

La mostra, a cura di Guido Bartorelli e Silvia Grandi, è realizzata dalla Fondazione Palazzo Pretorio Onlus, con la collaborazione del Comune di Cittadella, patrocinata dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi Di Padova e con la sponsorizzazione di Metalservice s.p.a..


GR | Giovanna Ricotta presenta in anteprima l’installazione inedita site-specific Non sei più tu (2015), creata appositamente per la cornice di Palazzo Pretorio, oltre ai tre importanti lavori realizzati dall’artista per spazi museali e fondazioni (Toilette, 2008; Fai la cosa giusta, 2010; Falene, 2012) composti da fotografie, video, installazioni e sculture, il tutto  organizzato secondo un progetto coerente e allo stesso tempo molto complesso.

In particolare il cuore della mostra sarà l’installazione Non sei più tu (2015): una singolare scultura di marmo nero, dal design sinuoso ed essenziale, un’urna che custodisce un prezioso nucleo occultato alla vista del pubblico che rappresenta una sorta di sé interiore dell’artista composto da polvere di graffite, chiuso da un copricapo/coperchio che solo alla sua apertura svela l’incisione in oro del logo GR, la traduzione della presenza dell’artista in forma grafica.

Quest’opera, caratterizzata da monocromi neri e grigio grafite carichi di intensità concettuale ed evocativa e da grande rigore formale, si contrappone alle immagini di fortissimo impatto scenico e narrativo, intrise di complessa visionarietà fantastica, realizzate dall’artista all’inizio della sua carriera.

Non sei più tu manifesta un astrattismo denso di quella stessa spiritualità che ritroviamo nelle meravigliose creature impegnate in performance cariche di mistero di Toilette, (2008) Fai la cosa giusta (2010), Falene (2012), le quali solo a uno sguardo attento rivelano tutta la loro ritualità, ossia una gestualità disciplinata verso un fine mitico: attualizzare la possibilità di una metamorfosi, o più semplicemente cantare il desiderio insito in ognuno di noi di elevarsi e trascendere i propri limiti.

Palazzo Pretorio nasce dalla volontà delle famiglie dei Sanseverino e dei Malatesta, signori di Cittadella rispettivamente alla fine del Quattrocento e agli inizi del Cinquecento, di conferire a questo edificio la caratteristica di residenza signorile, sia decorandolo internamente ed esternamente con affreschi che lo rendono un esempio unico nel panorama veneto, sia grazie allo splendido portale d’ingresso in marmo rosato di Verona. Sede anche delle carceri nel periodo della dominazione austro-ungarica, Palazzo Pretorio è stato recentemente ristrutturato e ospita al piano nobile esposizioni temporanee di opere d’arte moderna e contemporanea, tra cui, dall’estate la mostra GR.




GR | GIOVANNA RICOTTA

A cura di Guido Bartorelli, Silvia Grandi

6 Giugno – 30 settembre 2015
PALAZZO PRETORIO
 Cittadella (PD)


INFO E CONTATTI:
TEL: 049/9413474 - fax 049/9413476
EMAIL: info@fondazionepretorio.it                                    
SITO WEB: www.fondazionepretorio.it

PERSONAL WEB PAGE: WWW.GIOVANNARICOTTA.IT
PROMOSSA DA:
FONDAZIONE PALAZZO PRETORIO ONLUS
COMUNE DI CITTADELLA
FONDAZIONE CARIPARO
DIPARTIMENTO DELLE ARTI DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
DIPARTIMENTO DEI BENI CULTRALI: 
ARCHEOLOGIA, STORIA DELL’ARTE, DEL CINEMA E DELLA MUSICA DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA