STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta Genova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Genova. Mostra tutti i post

lunedì 30 ottobre 2017

Allo Spazio46 di Palazzo Ducale di Genova, la mostra personale "Searching for my Sheela" di Giancarlo Marcali, a cura di Virginia Monteverde.

Spazio46 - Palazzo Ducale - Genova
"Searching for my Sheela"
opere di Giancarlo Marcali
a cura di Virginia Monteverde
presentazione critica di Sara Taglialagamba
inaugurazione venerdì 3 novembre ore 18.30
dal 3 novembre al 25 novembre 2017

Venerdì 3 novembre alle ore 18.30 allo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura la personale di Giancarlo Marcali “Searching for my Sheela” a cura di Virginia Monteverde con la presentazione critica di Sara Taglialagamba.
In mostra 11 opere, tra installazione, fotografia, scultura, video e performance rappresentano l’interpretazione di Marcali della Sheela na Gig, un progetto espositivo che nasce quasi un anno e mezzo fa durante un suo viaggio in Irlanda.
Ad aprire la mostra la performance ideata dall’artista insieme alla poetessa Paola Turroni. I due artisti rivivono in chiave contemporanea la dualità che la Sheela incarna, la parte malvagia e punitiva convive con la parte protettiva e fertile. La poesia e il corpo sono il terreno in cui la dualità si manifesta e crea.



Dal testo di presentazione di Sara Taglialagamba:
 
“Classe ’63 e un talento fuori dall’ordinario che intreccia il passato con il presente, il design con l’arte, il dolore con la luce e viceversa, in un rimando ciclico continuo che è di per se ‘soluzione’ e ‘salvezza’, che è già di per se ‘medicina’ e ‘antidoto’, che è già di per se ‘cura’ e ‘rimedio’. Bellezza delle forme, sperimentalismo di varie tecniche, semplicità espositiva che servono ad esprime la sua chiarezza ed urgenza comunicativa. Ne consegue che attraverso l’accostamento tra il meglio dell’arte contemporanea e il meglio dell’arte classica Giancarlo Marcali voglia ricreare un colloquium dal sapore filosofico: un dialogo fatto di confronti e di rimandi di significato morale che si richiamano a vicenda, travalicando i limiti rigidi imposti dal tempo e dallo spazio, aiutandosi a porre interrogativi e paradossalmente fornendo risposte, interpellando il subconscio e fornendogli molteplici chiavi di lettura e soluzioni. È in questa eccezione che anche la Sheela na gig, femmina sacra dotata del potere della creazione, può simboleggiare quindi l’unità e l’androgino primordiale, la totalità del tutto, l’infinito, l’eternità. Ed ancora, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione, mantenendo inalterata la potenza della sua immagine legata in origine al culto della Grande Madre e astutamente poi adottata con il passare del tempo dai luoghi di culto religiosi.”
La mostra “Searching for my Sheela” rimarrà aperta fino al 25 novembre e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero
info:artcommissionevents@gmail.com

Giancarlo Marcali è nato a Richterwil (Svizzera) nel 1963, sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca dell’attimo doloroso.
I suoi studi partono dal Diploma di Maturità linguistica presso Istituto Paci, Seregno, poi il Laboratorio di arti visive presso la Scuola d’arte, Pavia, per infine laurearsi in Arti aborigene e culture delle isole del sud Pacifico presso New South Wales University, Sidney, Australia.
Le sue opere sono state presentate in sedi private e pubbliche in Italia e all’estero.
Paola Turroni – poeta e performer. Ha pubblicato: Animale (Fara Editore, Rimini), Due mani di colore (Medusa Editore, Milano), Il vincolo del volo (Raffelli Editore, Rimini) di cui una selezione è uscita tradotta in inglese per la rivista americana “How2”, Il mondo è vedovo (Carta Bianca, Bologna). Ha al suo attivo reading e performance in diverse città su tutto il territorio nazionale. Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival Internazionale di Poesia di Malta. Un’installazione de Il Mondo è vedovo è stata invitata alla 54° esposizione di arte contemporanea di Venezia, nel Padiglione della Repubblica di San Marino.
Insieme a Marcali partecipano a Hai paura del buio degli Afterhours nel 2013 e lavorano insieme nella performance Et nos cedamus amori nel 2014




"Searching for my Sheela"
opere di Giancarlo Marcali
a cura di Virginia Monteverde
presentazione critica di Sara Taglialagamba
inaugurazione venerdì 3 novembre ore 18.30
dal 3 novembre al 25 novembre
Spazio46 - Palazzo Ducale
Piazza Giacomo Matteotti 9 (16123) – Genova
orari:
da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero
info:
artcommissionevents@gmail.com
www.artcommissionevents.com
+39 0108986052

giovedì 10 novembre 2016

LAURA ZENI. PASSWOR(L)D a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei.


MUSEI DI NERVI
Galleria d'Arte Moderna di Genova

NaturaConTemporanea
Rassegna d’arti 2016 - 2017

LAURA ZENI. PASSWOR(L)D

a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei

13 novembre 2016 - 12 febbraio 2017
inaugurazione sabato 12 novembre, ore 16



La Galleria d’Arte Moderna di Genova, uno dei quattro Musei di Nervi, ospita dal 13 novembre al 12 febbraio la personale “LAURA ZENI. PASSWOR(L)D” a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei all’interno della rassegna d’arti 2016-2017 dal titolo “NaturaConTemporanea”. La mostra si avvale del patrocinio dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio Sezione Piemonte-Valle d’Aosta.
Laura Zeni entra in dialogo con le opere delle collezioni museali, evidenzia analogie e differenze tra contemporaneità e recente passato grazie a un corposo nucleo di installazioni, opere pittoriche, collage e disegni fra cui spiccano numerosi inediti pensati ad hoc per lo spazio espositivo.

Il titolo della mostra, PASSWOR(L)D, gioca sull’ambiguità dei significati attribuibili a questo termine togliendo la lettera “L”. Commenta Fortunato D’Amico: “Quella attuale è un’epoca di passaggio tra vecchio e nuovo mondo, è un tempo storico di transizione e di disagi in cui non si vedono con chiarezza le prospettive future. La Galleria di Arte Moderna di Genova Nervi è un luogo dove le opere dei Maestri dell’Ottocento e del Novecento rivelano momenti di vita, sia positivi sia negativi, rappresentativi della grande transizione epocale che nei due secoli precedenti ha trasformato la società da contadina a industriale”.

Di particolare rilevanza sono le grandi installazioni site specific con cui Laura Zeni interviene sui tre piani del Museo; ne sono esempio la grande ruota in ferro di due metri collocata al piano terreno, nella sala col bovindo proiettato nel parco, verso l’orizzonte marino, un rimando al viaggio e all’apertura verso l’esterno, simbolicamente contrapposta a Change your Wor(l)d, l’installazione di fili di cotone blu su cui è adagiata la sagoma  frammentata di un uomo, realizzata in plexiglass specchiato, a evocare una condizione di isolamento e di naufragio proprio sotto il mare dipinto che lambisce le coste italiane del grande olio su tela dell’olandese Petrus Theodor Tetar Van Elven, Veduta fantastica dei principali monumenti d’Italia, prefigurazione, nel 1858, dell’unità italiana.  
Un riferimento alla relazione tra mondo interiore ed esteriore si scorge nella sala 4 del museo, dedicata alla pittura di paesaggio e di genere in cui, come nella poetica dell’artista, uomo e natura convivono apparentemente in una dimensione armonica. Qui una moltitudine di pezzi di carta, ritagli di volti e vedute, ricoprono i pilastri che scandiscono lo spazio e si ricompongono sotto le antiche volte in assembramenti cartacei simili a nuvole.

Un’interpretazione ludica del paesaggio è offerta da Jumping, rivisitazione da parte dell’artista di “cielo e terra” - ovvero del gioco della “campana” o del “pampano” ben noto all’infanzia pre-era televisiva e digitale -,  un percorso composto da caselle numerate tracciate sul pavimento con cui il visitatore è invitato a interagire.
Prima di salire al piano nobile della villa, nelle sale del Novecento, in stretta relazione con la sezione dei ritratti e degli autoritratti delle raccolte della GAM, dialogano le “teste” realizzate dall’artista con una linea ininterrotta, elementi ricorrenti della sua espressività da sempre incentrata sull’individuo e sull’interiorità, e intese come contenitori di pensieri, storie e stati d’animo. Colpiscono in proposito l’imponente profilo umano dipinto su tela con i toni del nero dal titolo Nowhere Man, i numerosi disegni su carta dai colori vivaci e le opere della serie Ritratti interiori



Al piano nobile della Galleria è decisamente significativa l’installazione La cura concepita per la bellissima terracotta del 1932 di Arturo Martini realizzata nel pieno del Novecento e intitolata La convalescente. L’opera ritrae a grandezza naturale la figlia Maria (la famosa Nena) con un libro fra le mani, stremata dopo la malattia, ai piedi della quale Laura Zeni dispone diversi volumi aperti sui quali disegna delicate figure di donna. Nella stanza successiva, dedicata agli interpreti di quell’avanguardia, da Depero a Fillia, la tela Geometrie femminili, fitta composizione di sagome intrecciate, evoca l’idea di movimento e si relaziona alle opere futuriste esposte.
Un omaggio ai numerosi lavori in blu oltremare del pittore ligure Rubaldo Merello,  oscillanti tra simbolismo e divisionismo, è dato dal fascio di fili blu che cade dall’alto dal titolo Dal cielo al mare, una sorta di pioggia che è possibile attraversare, ammirando al contempo le opere della collezione museale.
E torna ancora il blu nello splendido dipinto dell’inglese William Scott, Blue still life, acquistato dalla Galleria genovese alla Biennale veneziana del 1958, esposto al piano ammezzato del museo: la sua presenza internazionale nel percorso delle raccolte permanenti è sottolineata da Laura Zeni con una installazione che propone al pubblico l’attività di designer dell’artista milanese.


Cenni biografici
Laura Zeni, artista poliedrica, ama sperimentare i linguaggi dell’arte e del design. Dopo l’Accademia di Brera espone con successo in diverse sedi in Italia e all’estero. Negli ultimi anni è presente con mostre personali presso Superstudio Più (Milano), Spazio Tadini (Milano), Palazzo Comunale di Cremona, Triennale di Milano, Eataly Smeraldo (Milano), DAI Studio (Roma), ArtMoorHouse (Londra), Fiat Chrysler Motor Village (Londra), Chiostri dell’Umanitaria (Milano) e Jannelli&Volpi (Milano). Partecipa inoltre a numerose collettive e manifestazioni artistiche, tra le più recenti si ricordano l’International Festival Art Expo Spoleto, la Biennale Italia-Cina (Torino) e quelle presso la Fortezza del Priamàr (Savona), l’Archivio Centrale dello Stato (Roma) e Onishi Project (New York). Vive e lavora a Milano. www.laurazeni.it
 

 

Coordinate mostra
Titolo LAURA ZENI. PASSWOR(L)D
A cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei
Sede MUSEI DI NERVI - Galleria d'Arte Moderna di Genova 
Villa Saluzzo Serra, Via Capolungo 3, Genova - Nervi
Date 13 novembre 2016 - 12 febbraio 2017
Inaugurazione sabato 12 novembre 2016, ore 16
Orario invernale martedì - domenica, ore 11 - 17
Lunedì chiuso
Ingresso € 6 intero; € 5 ridotto
Info e prenotazioni: biglietteriagam@comune.genova.it - Tel. +39 010 3726025 – 010 5574739


Ufficio stampa per Laura Zeni
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

lunedì 4 aprile 2016

Alla VisionQuesT contemporary photography di Genova, la personale di Alessio Delfino “Rêves” (Sogni), a cura di Viana Conti.


La VisionQuesT contemporary photography è lieta di presentare la personale di Alessio Delfino “Rêves” (Sogni).



Il grande interesse di Alessio Delfino per la fotografia e i procedimenti della camera oscura lo  portano sin da ragazzino a volerne approfondire, attraverso i suoi studi di chimica, le diverse possibilità. Già dai primi lavori sceglie di indirizzare la sua ricerca artistica verso la realizzazione di serie fotografiche e non alla sua sintesi attraverso una unica immagine.  Egli non aspira al "momento decisivo" nel senso di Henri Cartier-Bresson,  ma persegue una rappresentazione quasi cinematografica dello scorrere del tempo attraverso immagini che apparentemente vogliono evocarne la natura inesorabile e che quindi non possono essere riducibili ad un singolo scatto.



Con grande capacità Delfino sviluppa temi che hanno interessato numerosi artisti e fotografi sin dagli albori della fotografia, dal "pioniere" Muybridge ai cubisti  d'avanguardia: l'interpretazione delle immagini, la natura della vita, e, inoltre, le dinamiche e tridimensionalità dello spazio e del tempo all'interno della bidimensionalità della fotografia.





Nelle immagini in mostra lo spazio, il tempo, la realtà e i sogni prendono vita non attraverso la chiarezza del dettaglio ma nelle forme oscure, sfuocate ed indeterminate che sono caratteristiche del sogno, come a voler catturare non la rigidità della realtà ma le sue infinite possibilità.  La fotografia non semplicemente come strumento per restituire una realtà ne per sintetizzare immagini del tempo, ma piuttosto come stratificazione di diversi momenti, replicando il movimento incessante della vita per unire il moltiplicarsi del tempo allo spazio attraverso la sovrapposizione di molti scatti.

Catturando un movimento del corpo nel momento in cui cessa di esistere, Delfino fissa il suo sogno su carta cotone, quasi a voler mantenere la forma eterea delle figure che sembrano essere state disegnate con i pastelli o le matite colorate. Le figure si mischiano allo sfondo opaco in sfumature incerte e indefinite al fine di mostrare una realtà fuggevole – o meglio: un sogno destinato a svanire nel momento stesso in cui l'osservatore distoglie lo sguardo.



La ricerca artistica di Delfino mira per cosi' dire, a rendere la pluralità e la varietà del presente, sottolineata dalla scelta del corpo femminile nudo che serve anche ad evocare un'entità multiforme di natura creativa: una ricerca solo possibile in un luogo incerto, in una dimensione eterea, volubile e onirica. 






Dichiarazione di poetica dell'artista



C'è un istante, nella mia giornata, sublime e terrificante, al tempo stesso.

È l’istante in cui il mio universo rimane sospeso in una nuvola, compresso, tra il terrestre e l’etereo, in un tempo atemporale, in un luogo irreale. È il momento del risveglio, in cui la mia dimensione onirica trapassa da esperienza fluida a fusione statica. In questo momento tutto ciò che era stato filmico, sequenziale e narrativo si immobilizza. Accade come se una pellicola che si svolge si schiantasse contro un muro invisibile, dando vita ad un fermo-immagine formato dalla fusione di una summa di fotogrammi. Immagine onirica, inconscia, che appare in un luogo non-luogo, fuori dallo spazio-tempo, ma, paradossalmente, insieme reale e presente.

È qui che vivo la mia percezione del sogno come intimamente legata alla sensazione del ricordo e alla pulsione del desiderio di fermarne l’esperienza in un’immagine.

E qui nasce Rêves. La necessità di dare una rappresentazione ad una dimensione interiore, percepita come immagine astratta e allo stesso tempo emotivamente nitida. Poter fissare l’esperienza onirica e post-onirica, emotivamente estetica, sotto forma di immagine, di non-luogo, di colore non-colore, di movimento immobile è il desiderio che ha innescato la serie Rêves. Attraverso la fotografia, mio linguaggio narrativo, ed il corpo umano, mio strumento espressivo, Rêves ricrea, attraverso una tecnica elaborata e sviluppata per oltre un anno, una dimensione reale ma inesistente, una sfera emotiva che avvolge il mio essere in quel particolare istante della giornata.

Aspirare alla realizzazione del Rêve perfetto, a quello che concentra, in un’unica opera, il massimo di emozione, dimensione e grandezza, corrisponde all’impulso generatore di questa serie, che proietta in una danza onirica, per definizione, una serie di immagini che ricercano la perfezione scaturita dal desiderio. Il desiderio che, per sua definizione (affascinante è l’etimologia della parola, “de-siderare” ovvero avvertire la mancanza delle stelle) è  irraggiungibile ed incolmabile, diventa spinta propulsiva alla realizzazione di un lavoro di per sé utopico. Nella ricerca ossessiva di questa sublime utopia mi piace a volte immaginarmi, nei miei sonni travagliati, come quei legionari romani di guardia la notte negli accampamenti, i cosiddetti desiderantes, così chiamati perché, fissando le stelle, attendevano il ritorno dei loro compagni dispersi, durante il giorno, in battaglia. Desiderio che in cuor loro sapevano irrealizzabile. Così io, nei miei Rêves, attendo il ritorno di un’immagine, di un’emozione, dissolta in quell’istante in cui il terrestre e l’etereo diventano una cosa sola.  
Alessio Delfino, marzo 2016






Alessio Delfino - “Rêves”
a cura di Viana Conti
10 aprile – 3 giugno, 2016  
Opening: sabato 9 aprile, 2016 ore 18.00 - l'artista sarà presente
 
Studio Clelia Belgrado
VisionQuesT contemporary photography
Piazza Invrea 4r – 16123 Genova, Italy
+39 0102476642 – 3356195394
www.visionquest.it – info@visionquest.it

Scheda Tecnica

Fotografie stampate su carta cotone fine art Hahnemuhle - Pezzi unici
dimesioni varie: cm 32 x 32 (con cornice cm 48 x 48), cm 60 x 60 (con cornice cm 64 x 64), cm 60 x 120 (con cornice cm 64 x 124).

lunedì 25 gennaio 2016

Alla Loggia della Mercanzia di Genova, la mostra internazionale "OTHER IDENTITY” Altre forme di identità culturali e pubbliche. Ideazione e cura di Francesco Arena.

"OTHER IDENTITY” Altre forme di identità culturali e pubbliche
Ideazione e cura di Francesco Arena

Genova, Loggia della Mercanzia - Piazza Banchi

8 febbraio - 5 marzo 2016
Orari: 9:00 - 17:45 (esclusi domenica e festivi)
Opening: 6 febbraio ore 17:00
Ingresso libero

Mostra collettiva, evento internazionale
con il patrocinio della Regione Liguria
in collaborazione con: Comune di Genova -Settore Musei e Biblioteche, Goethe-Institut Genua, Galleria Guidi&Schoen 

Sponsor tecnici e partner: Kodak; Radiobabboleo; Il Secolo XIX; Xenia Creative Team LTD; Comunicare; Locanda di Palazzo Cicala; Banano Tsunami. 
Coordinamento immagine grafica: Davide Ape; coordinamento contenuti web: Benedetta Spagnuolo; traduzioni: Kristina Kostova; fotografie ufficiali dell’evento: Mihail Ivanov.

Other Identity  desidera  decifrare un fenomeno ormai  diffuso che ha cambiato radicalmente il modo di “vivere” e “interpretare” la nostra immagine, costantemente esibita e pubblicizzata: il nostro modo di autoritrarci e di presentarci al mondo, la spettacolarizzazione di un privato che si trasforma in pubblico attraverso i social media, creando nuove forme di identità in continua trasformazione.

“Other Identity” vuole così essere, quest’anno, la prima tappa di un progetto espositivo con cadenza annuale, che funga da cartina al tornasole capace di misurare di volta in volta lo stato di una nuova grammatica narrativa, di nuove forme di interpretazione della nostra immagine.
A confrontarsi sul tema dell’identità e dell’autorappresentazione saranno artisti italiani e tedeschi uniti da una comune piattaforma emotiva e tematica, dalla quale poi sfociano ricerche personali ben distinte, e dal comune linguaggio fotografico. La fotografia è qui il medium privilegiato in ogni sua forma, sia essa analogica o digitale, utilizzato attraverso reflex professionali o smartphone. Essa è sempre utilizzata con consapevolezza e coerenza dall’artista che la piega alla propria ricerca personale, senza abusare di quelle post-produzioni spesso impiegate per mascherare una inesistente qualità dell’immagine. Il comune denominatore è qui una “onestà intellettuale” nel senso di un consapevole, intelligente, lucido, semplice uso del mezzo espressivo, a tratti brutale nella sua desolante rappresentazione del reale, spesso filtrato da emotività malinconiche e sognanti, crudo iper-realismo, graffiante autobiografia, esibizionismo pubblicitario e complesse dinamiche di intimità familiari.
Alessandro Amaducci | Francesco Arena | Carlo Buzzi | Mandra Stella Cerrone | Roberta Demeglio | Boris Eldagsen | Anna Fabroni | Pamela Fantinato | Massimo Festi | Teye Gerbracht | Barbara Ghiringhelli | Anna Guillot | Teresa Imbriani | Sebastian Klug | Natasa Ruzica korosec | Eleonora Manca | Lorena Matic | Ralph Meiling | Beatrice Morabito | Giulia Pesarin | Annalisa Pisoni Cimelli | Giacomo Rebecchi | Chiara Scarfò | Giovanna Eliantonio Voig | Violeta Vollmer.

Performance:
sabato 6 febbraio ore 17 (opening) Dub Machine Live - Valerio Visconti
venerdì 12 febbraio ore 16:30 - Angelo Pretolani
sabato 20 febbraio ore 15:30 - Valter Luca Signorile
sabato 27 febbraio ore 14:00 - Olivia Giovannini / Modus
venerdì 4 marzo ore 16:00 - Elena Marini
sabato 5 marzo ore 17:00 - Isabella Falbo (critica performativa)
Other Identity, si compone, oltre alla mostra, anche di

- un contest fotografico, “The Wall of Identities”, in collaborazione con Kodak alaris, con una grande installazione composta dalle immagini di chiunque voglia aderire al contest ispirate al tema dell’autorappresentazione, che occuperanno uno dei pannelli espositivi della Loggia della Mercanzia per una superficie di circa 7 metri lineari;

- un “Kodak Kiosk” presente per la prima volta in esclusiva in una manifestazione artistica, costituito da una postazione mobile di stampa digitale fotografica ad alta risoluzione, che permetterà a chiunque di stampare immediatamente il proprio contributo al concorso, o di stampare le proprie immagini da qualunque supporto e apparecchio mobile, rendendo così reali le proprie “autorappresentazioni”, i propri selfie;

- cinque performance che si alterneranno durante il periodo di apertura della mostra e occuperanno l’“Identity Live Space”, uno spazio all’interno delle sale, che ospiterà azioni dal vivo  appositamente strutturate per l’evento, offrendo al pubblico l’opportunità di un contatto diretto e un’interazione con artisti;

- il Catalogo Web "Other Identity”/Web”, che conterrà tutti i materiali realizzati per la mostra, e molte schede di approfondimento, immediatamente scaricabile su qualunque piattaforma mobile o fissa attraverso codice QR o indirizzo url;

- il Video-Catalogo "Other Identity”/Live”, che conterrà tutte le riprese delle azioni, documenti inediti sugli artisti, video-interviste, e backstage sull’evento. Tutti i materiali saranno di volta in volta disponibili presso il Sito Ufficiale della manifestazione, con materiale scaricabile e immediatamente disponibile aggiornato quotidianamente.

Hanno scritto su Other Identity:
Giampaolo Abbondio | Edoardo Accotto | Alessandra Arnò | Claudia Attimonelli | Lidia Bachis | Emanuele Beluffi | Chiara Boni | Marco Bruschi | Bettina Bush | Anita Calà | Lorenzo Canova | Mario Casanova | Giulia Cassini | Annalisa Cattani | Maurizio Cesarini | Rossana Ciocca | Anna d'Ambrosio | Valerio Deho | Amalia Di Lanno | Isabella Falbo | Anna Fiordiponti | Matteo Fochessati | Patrizia Gaboardi | Carlo Gallerati | Roberto Garbarino | Nunzia Garoffolo | Carlo Garzia | Ferruccio Giromini | Caterina Gualco | Romina Guidelli | Chiara Guidi | Flavia Lanza | Marla Lombardo | Karolina Mitra Lusikova | Luciana Manco | Angelo Marino | Gianluca Marziani | Chiara Messori | Roberto Milani | Lorenzo Mortara | Ivana Mulatero | Maya Pacifico | Massimo Palazzi | Luca Panaro | Sabrina Paravicini | Claudio Parentela | Domenico Quaranta | Sandro Ricaldone | Mariella Rossi-Stefano Cagol | Claudia Sensi | Ivano Sossella | Benedetta Spagnuolo | Federica Titone | Caterina Tomeo | Roberta Vanali | Venette Waste | Bruno Wolf.



Info: Francesco Arena, tel.: +39. 340.25.40.631