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martedì 24 gennaio 2017

Al Teatro Massimo Comunale di Siracusa in scena "Io sono il mio numero", per la drammaturgia e regia di Tatiana Alescio.


Giovedì 26 gennaio p.v. alle ore 20.30, in occasione del Giorno della Memoria (ricorrenza internazionale in commemorazione delle vittime dell'Olocausto), andrà in scena al Teatro Massimo Comunale di Siracusa lo spettacolo teatrale "Io sono il mio numero", per la drammaturgia e regia di Tatiana Alescio.
Lo spettacolo, finalista al Premio Shoah 2014 sezione drammaturgia, promosso dall'Università di Tor Vergata di Roma in collaborazione con il Centro Romano di Studi sull'Ebraismo, il Dipartimento di Scienze storiche, filosofico-sociali dei Beni Culturali e del Territorio, la Fondazione Museo della Shoah e l'ECAD (Ebraismo Culture Arti Drammatiche), affronta il tema della Shoah traendo spunto dalle testimonianze degli ebrei sopravvissuti alla deportazione del ghetto romano del 1943, raccontando in particolare la storia di sette donne di nazionalità, età, estrazione culturale e sociale diversa, dagli ultimi scorci di vita libera al loro drammatico rientro.
Uno spettacolo giunto al quarto anno consecutivo di una fortunata tournée, che quest'anno si arricchisce dell'onore di essere stato inserito nella programmazione del Teatro Massimo della Città di Siracusa.

Biglietteria on line: www.secretsiracusa.it - info@secretsiracusa.it
Prevendita: Botteghino del Teatro Massimo Comunale di Siracusa

mercoledì 25 ore 16/19
giovedì 26 ore 17/20

Trailer: 


Sinossi:
Attraverso un testo che trae spunto dalle testimonianze dei superstiti, si tenta di portare a conoscenza dei ragazzi (e non), vicende atroci realmente accadute a personaggi che,attraverso il loro sacrificio, hanno concorso a sensibilizzare, forse dovremmo dire“civilizzare”, menti spietate di uomini purtroppo a capo di potenti Stati. Il testo narra nello specifico di sette donne di età compresa tra gli 8 ed i 45 anni, volutamente di età, nazionalità (una di loro è francese), estrazione sociale e culturale diversa, al fine di offrire un più completo panorama delle svariate reazioni che la deportazione, in tutta la sua drammaticità, ha inevitabilmente generato. All’aprirsi della scena, le protagoniste interpretano l’inconsapevole serenità degli ultimi scorci di vita libera, seppur sacrificata nel ghetto, non potendo in alcun modo presagire l’orrore di cui a breve saranno vittime. Parlano in particolar modo della richiesta/tranello di 50 kilogrammi di oro da parte dei nazisti in cambio dell’incolumità di 200 ebrei: “Tanto poco vale la vita di noi ebrei?”, esclamerà Diletta, l’unica donna che riuscirà a far rientro dai campi di concentramento. Le rimanenti troveranno la morte in maniera diversa l’una dall’altra: chi lottando comunque fino alla fine, chi vittima di un inganno, chi colpita da malattia, chi di stenti … chi semplicemente scegliendo di farla finita. La fame, ancor peggio la sete, i lavori forzati durissimi, le pessime condizioni igieniche, il freddo … verranno affrontati con sopportazione, coraggio ed encomiabile dignità. Per sopravvivere il trucco è alienarsi, viaggiare con la mente in quei pochi momenti della giornata che restano liberi, per non impazzire nel ricordo, nella nostalgia, nel chiedersi incessantemente: “dove saranno finiti i miei cari? li rivedrò?” Donne costrette a mostrarsi nude davanti a uomini sconosciuti che le scherniscono, mortificate nella loro dignità, rapate, rasate nelle parti intime, marchiate a fuoco, indelebilmente, private del nome e del carattere, spersonalizzate, per essere miseramente ridotte ad un numero, “quel” numero col quale si confonderanno e nel quale si perderanno, non solo in quei campi di morte, ma anche, e forse spiace dirlo “soprattutto” al loro rientro, quando si scontreranno con l’incolmabile assenza di quei cari, la perdita delle loro radici, l’indifferenza di chi è rimasto e non potendo/volendo capire, si limiterà semplicemente ad additare quell’essere oramai irrimediabilmente abbrutito… quel numero!
 

lunedì 29 febbraio 2016

Al Teatro Vasquez di Siracusa, lo spettacolo "Inopinati occursus, quattro novelle verghiane", regia Tatiana Alescio.


Giunti alla V edizione del progetto teatro-scuola, la Compagnia Teatrale Trinaura ha il piacere di proporVi, il seguente spettacolo teatrale che ha inaugurato le Verghiane lo scorso agosto a Vizzini, per la regia di Tatiana Alescio.


"Inopinati occursus, quattro novelle verghiane"
giovedì 3 marzo ore 8.45 / venerdì 4 marzo ore 8.30 ed ore 11.00
Teatro Vasquez - Siracusa

Compagnia Trinaura

Regia Tatiana Alescio
Costumi Mary Accolla
Direttore di scena Antonio Paguni
Scenografie Laboratorio Trinaura
Pubbliche relazioni Valeria Annino
Grafica Chiara Trovatello
Foto di scena Chiara Trovatello e Simona Molino

con:
Giuliana Accolla
Alessandro Romano
Rosalba Cosentino
Sergio Molino
Lucia Giudice
Aurora Trovatello
Giuseppe Coniglio
Giorgio Frontera
Beatrice Trovatello

 - Note di regia -
E' la proposta di un viaggio, un viaggio nei meandri più reconditi della poetica verghiana, dove tutti i personaggi trasudano passione: la passione proibita di Maria per Nino (Capinera), quella malsana di Gna Pina per Nanni (Lupa), di Lollo per la caccia, una caccia anomala (Caccia al Lupo), la passione folle per l'arte, per i burattini (Don Candeloro), la passione veemente che il destino sembra metterci nell'accanirsi contro una giovane vita (Nedda). Storie diverse dal medesimo denominatore: l'amore nelle sue forme più improbabili, la miseria economica ed umana, la morte sperata, procurata, cercata; la morte come ultimo regalo della vita.
E' la Sicilia degli stenti e dell'orgoglio, delle ripicche e dei ricatti, del tradimento e della resa. Tutti tentano di vincere, tutti si ritrovano perdenti, vinti. Una Sicilia che strema, esige, che brucia la pelle sotto un sole spietato. Una terra che tanto ti prende e poco, niente, ti restituisce. Una Sicilia che non prevede possibilità di riscatto. Non puoi farcela se nasci in una famiglia umile: povero nasci, più povero muori. Puoi solo amarla questa terra, subirla, accettarla nelle sue contraddizioni: amala e accettala, dunque. Non chiederle altro.

TRAILER > Inopinati Occursus - quattro novelle verghiane



giovedì 18 febbraio 2016

Al Teatro Garibaldi di Avola, lo spettacolo di teatro danza "Geometrie della passione - Clitemnestra e Cassandra”, ideazione e coreografia di Aurelio Gatti.

Sabato 20 febbraio 2016 alle ore 20.45, al Teatro Garibaldi di Avola, andrà in scena lo spettacolo di teatro danza "Geometrie della passione- Clitemnestra e Cassandra” ideazione e coreografia di Aurelio Gatti, con Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Aurelio Gatti (secondo appuntamento della stagione di prosa del cartellone 2015/2016 del teatro Garibaldi - Direzione Artistica Tatiana Alescio). 

Inoltre, nella stessa giornata di sabato 20 a partire dalle ore 14 si svolgeranno presso il teatro Garibaldi di Avola le selezioni per 24  interpreti da inserire nell’opera per danza, musica  e teatro “SPARTACUS” (produzione romana). Inviare curriculum, foto e iscrizione a info@danzamda.it
 
Perchè Clitennestra? 

Probabilmente la necessità di indagare ulteriormente su questa figura che‚ nelle diverse sfaccettature‚ risulta sempre ridotta allo stereotipo della donna passionale. Eppure c'è poca passione nella figura ritratta da Eschilo quando annunzia la vittoria su Troia e tutt'altro che passione inducono le parole taglienti della figlia Elettra o le evocazioni di Crisotemi.
Eppoi l'incontro con Cassandra. Altra donna costretta ad un primato di sofferenza per la sua veggenza....... cosa conosce questa donna della regina Clitennestra?
Geometrie fin troppo lineari‚ trattandosi di mito‚serrano questi due personaggi femminili assoggettati allo stesso uomo.

E il sentimento che ne nasce va oltre la passione.
 

Chi è dunque Clitennestra?

Figlia di Giove‚ e di Leda moglie di Tintaro re di Sparta. Clitemnestra aveva sposato Tantalo‚ figlio di Tieste‚ e siccome a Tindaro dispiaceva di esser legato in parentela col figlio d'uno scellerato‚ così indusse Agamennone a vendicare l'uccisione del padre‚ promettendogli la mano di Clitennestra‚ dalla quale ebbe quattro figli‚ Oreste‚ Elettra‚ Ifigenia‚ e Crisotèmi. Quando partì con la sua flotta per la guerra di Troia, e fu costretto a sacrificare a Diana la figlia Ifigenia‚ per indurre Clitennestra a portargliela da Argo‚ le fece credere che intendeva sposarla con Achille: e di questa crudele menzogna del marito - Clitennestra serbò tenace memoria‚ anzi dell'odio concepito‚ da allora‚ contro di lui‚ si fece una giustificazione dell'adulterio compiuto con Egisto.
Ma come mai ella avrebbe potuto giustificarsi di aver cercato di far morire anche il proprio figlio Oreste‚ il quale sarebbe stato impedimento agli ambiziosi propositi dell'amante di lei‚ Egisto‚ d'impadronirsi del regno di Argo? Per fortuna di Oreste‚ la sorella Elèttra‚ che vegliava su di lui‚ riuscì a sventare le insidie della madre disumana‚ e ad allontanare il fratello che‚ di venuto adulto‚ per vendicare il padre‚ uccise Egisto difeso disperatamente da Clitennestra‚ contro la quale si volse volontariamente‚ o a caso‚ il ferro del figlio.



Clitennestra è una donna ammalata d'odio e di amore‚ è la testimonianza pubblica di una donna- moglie-madre-amante dotata di una femminilità spietata e di una tenerezza feroce‚ è la silenziosa e lucida autodifesa di una donna sola prima e alla fine, di fronte alla condanna per l'uccisione del marito Agamennone.
Ella pare non conoscere paura né incertezza‚ piuttosto compiacimento per la vendetta nei confronti dell'uomo che l'ha abbandonata. La sua furia sembra essere una furia sacrificale guidata da una Dike atavica. Clitennestra è cosciente di non essere né colpevole né innocente: un demone vendicatore ‚ a lungo sopito‚ si è impadronito di lei.
Non c'è altro‚ dissimulatrice e superba‚ ambigua e feroce‚ tenera e beffarda‚ Clitennestra è una donna in attesa. è un delirio di immagini che gemmano dalle sue parole‚ dai gesti asciutti‚ quasi domestici. Evocazioni create a sedurre più che a farsi dominare dalla ragione.
Testimone in attesa è anche Cassandra‚ a cui è chiara‚ oltre il presagio‚ la sorte.

Un doppio viaggio -quello reale e quello immaginato, vissuto attraverso l’aspettativa, l’attesa, la percezione diversa e dilatata della realtà e del sentimento-in cui gli incontri diventano la possibilità di trasgressione, la possibilità di dire e dare se stessi, la possibilità di “cogliersi” l’un l’altro, realizzando forse il desiderio di poter amare e di vivere pienamente la "furia" amorosa e che rimangono – invece - una possibilità inespressa, inattuata .. Eppure nessun dualismo affannoso, tutte le sensazioni e gli stati d’animo che naufragano in breve nell’incertezza solita, si infrangono nel ritorno alla realtà di sempre, lasciandosi l’attimo alle spalle - doloroso, alla memoria. L’arrivo coincide con la consapevolezza della propria impotenza a comunicare e vivere ciò che si ha idealmente provato.
E' il primo studio per ricercare e comprendere la linea sottile che divide la follia dalla passione.

"Geometrie della passione - Clitemnestra e Cassandra”
Teatro Garibaldi, Avola
Sabato 20 febbraio 2016 alle ore 20.45
Info e prenotazioni > 0931 583129


mercoledì 27 agosto 2014

Io sono il mio numero | Spettacolo teatrale. Testo e regia a cura di Tatiana Alescio

La Compagnia teatrale Trinaura, attraverso un testo che trae spunto dalle testimonianze degli ebrei sopravvissuti alla deportazione del ghetto romano del 1943, vuole rendere omaggio alla memoria, alla Shoah, ai suoi caduti, a chi si è miracolosamente salvato e ai loro familiari. 

Si narra nello specifico di sette donne di età compresa tra gli 8 ed i 45 anni, volutamente di età, nazionalità (una di loro è francese), estrazione sociale e culturale diversa, al fine di offrire un più completo panorama delle svariate reazioni che la deportazione, in tutta la sua drammaticità, ha inevitabilmente generato. 
All'aprirsi della scena, le protagoniste interpretano l'inconsapevole serenità degli ultimi scorci di vita libera, seppur sacrificata nel ghetto, non potendo in alcun modo presagire l'orrore di cui a breve saranno vittime. Parlano in particolar modo della richiesta/tranello di 50 kilogrammi di oro da parte dei nazisti in cambio dell'incolumità di 200 ebrei: "Tanto poco vale la vita di noi ebrei?", esclamerà Diletta, l'unica donna che riuscirà a far rientro dai campi di concentramento. Le rimanenti troveranno la morte in maniera diversa l'una dall'altra: chi lottando comunque fino alla fine, chi vittima di un inganno, chi colpita da malattia, chi di stenti ... chi semplicemente scegliendo di farla finita. La fame, ancor peggio la sete, i lavori forzati durissimi, le pessime condizioni igieniche, il freddo ... verranno affrontati con sopportazione, coraggio ed encomiabile dignità. Per sopravvivere il trucco è alienarsi, viaggiare con la mente in quei pochi momenti della giornata che restano liberi, per non impazzire nel ricordo, nella nostalgia, nel chiedersi incessantemente: "dove saranno finiti i miei cari? li rivedrò?"
Donne costrette a mostrarsi nude davanti a uomini sconosciuti che le scherniscono, mortificate nella loro dignità, rapate, rasate nelle parti intime, marchiate a fuoco, indelebilmente, private del nome e del carattere, spersonalizzate, per essere miseramente ridotte ad un numero, "quel" numero col quale si confonderanno e nel quale si perderanno, non solo in quei campi di morte, ma anche, e forse spiace dirlo "soprattutto" al loro rientro, quando si scontreranno con l'incolmabile assenza di quei cari, la perdita delle loro radici, l'indifferenza di chi è rimasto e non potendo/volendo capire, si limiterà semplicemente ad additare quell'essere oramai irrimediabilmente abbrutito… quel numero!



"IO SONO IL MIO NUMERO"
Domenica 31 agosto 2014
Latomia dei Cappuccini, 3
SIRACUSA

Spettacolo teatrale - Testo e regia Tatiana Alescio 

Scene - Laboratorio Trinaura
Costumi - Mary Accolla
Allestimenti e direzione di scena - Antonio Paguni
Riprese - Fabio Fortuna
Fotografie - Franca Centaro
Grafica - Chiara Trovatello 
Pubbliche relazioni - Valeria Annino

con: 
Giuliana Accolla
Rossana Bonafede
Valentina Ferrante
Laura Giordani
Tatiana Alescio
Aurora e Beatrice Trovatello 

Prevendita c/o Latomia - P. unico € 10,00
info e prenotazioni 347 3202863


Trinaura Compagnia Teatrale
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