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martedì 28 giugno 2016

Maria Grazia Cucinotta interpreta per la prima volta se stessa nel cortometraggio‘Timballo’, di Maurizio Forcella, girato in Abruzzo.

L'attrice Maria Grazia Cucinotta
Si sono tenute in provincia di Teramo, a Campli e nello showroom delle cucine Aran a Silvi, le riprese del cortometraggio ‘Timballo’, diretto da Maurizio Forcella (Come fosse per sempre), prodotto da Officina Azzurra, Associazione Itaca, con la partecipazione di Bro Company e il patrocinio del Comune di Campli. Protagonista, per la prima volta nei panni di se stessa, l'attrice Maria Grazia Cucinotta (Il Postino, 007 - Il mondo non basta). 
Il corto è anche interpretato da Ivan Franek (Brucio nel vento, Noi credevamo, La Grande Bellezza), Nunzia Schiano (Benvenuti al Nord, Benvenuti al Sud, Reality), Niko Mucci (Il sindaco Pescatore), Fabio Balsamo, noto sul web per “Gli effetti di Gomorra la Serie”, che ha totalizzato più di 5 milioni di contatti e dall'africanista Mukuna Samulomba Malaku, alla sua prima esperienza davanti alla macchina da presa. 
Il corto, scritto dal regista e da Pietro Albino Di Pasquale (già sceneggiatore di lungometraggi quali L'uomo Fiammifero, Into Paradiso, Mozzarella Stories e Buoni a Nulla), racconta la storia di un gruppo di migranti (un senegalese, un macedone e un kosovaro) che, improvvisandosi cuochi, riescono a risollevare le sorti di un ristorante in rovina reinventando, a modo loro, un piatto tipico della tradizione teramana: il timballo. Chiuderà il cortometraggio la canzone "Acerrimo" del cantautore abruzzese Nanco, il cui videoclip è stato girato proprio sul set del cortometraggio.

Le riprese del cortometraggio sono state precedute dalla premiazione del miglior timballo, contest culinario lanciato in alcuni istituti alberghieri abruzzesi. Vincitore all'assaggio di una qualificata giuria è risultato il "Timbascous con crespelle di grano di Saragolla, lenticchie di Santo Stefano Di Sessanio, crema di peperoni di Altino e pallottine di cimette di rapa e quenelle di patata viola", alternativa 'etnica' con couscous del tipico piatto teramano, realizzato dagli studenti-cuochi della III C dell'Istituto Alberghiero Crocetti - Cerulli di Giulianova. 


Timballo vincitore
 
Ecco la ricetta:  

'Timbascous' dell'Istituto Alberghiero Crocetti - Cerulli di Giulianova (TE)
Ingredienti:

3 uova intere
120 gr di farina di grano Saragolla macinata a pietra
100 gr di acqua
100 gr di peperone dolce di Altino
100 gr di lenticchie di Santo Stefano di Sessanio
100 gr di patata viola della Marsica
100 gr di cime di rapa
30 gr di pane grattuggiato
100 gr di latte
50 gr di Canestrato di Castel del Monte
50 gr di burro
80 gr di fiordilatte
Cipollotti freschi
Olio extra vergine delle Colline Teramane
sale e pepe qb


Preparazione:


Preparare le crespelle con le uova, la farina, l'acqua e il sale. A parte, cuocere il couscous in acqua bollente. Foderare uno stampo da forno con le crespelle, adagiare uno strato di couscous, disporre i legumi e una spolverata di canestrato, continuare così per tutti gli altri strati fino a riempimento. Infornare e portare a cottura. Nel frattempo, preparare un roux con burro e farina, versare il latte bollente e unire il peperone precedentemente spadellato. Disporre sul fondo del piatto la crema e adagiarvi sopra il timballo.

La giuria del contest era formata dal nutrizionista Paolo De Cristofaro, lo chef Antonio Verdino, il prof. di Scienze e Tecnologie Alimentari Giampiero Sacchetti, l'africanista e prof. della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Kisangani - Repubblica Democratica del Congo Mukuna Samulomba Malaku e il regista Maurizio Forcella. Il 'Timbascous' è dunque protagonista-altro del cortometraggio quasi interamente girato e ambientato nell’antica città d’arte di Campli, che conserva rilevanti tracce di antiche fortificazioni, torri di avvistamento e la celeberrima Scala Santa, unica al mondo, formata da 28 scalini di legno. 



Per  maggiori informazioni:
timballo.cortometraggio@gmail.com

Ufficio stampa
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089




martedì 4 novembre 2014

Varva. Quello che avrei voluto vedere di Alessandro Sambini | A Circoloquadro di Milano il cortometraggio che invita a riflettere - a partire da fatti di cronaca - sul condizionamento e sull’influenza dei mezzi di comunicazione sull’immaginario comune.

Mercoledì 12 novembre Circoloquadro presenta Varva. Quello che avrei voluto vedere di Alessandro Sambini. Una serata dedicata all’opera più recente del giovane artista veneto di stanza a Milano, una riflessione sviluppata a partire da fatti di cronaca - le esecuzioni dell’Isis - per analizzare i meccanismi di comunicazione e di lettura delle immagini.
Quello che avrei voluto vedere è un progetto sul condizionamento e sull’influenza dei mezzi di comunicazione sull’immaginario comune. Sulla differenza tra finzione e realtà. Sull’affezione alle immagini di morte e alla loro spettacolarizzazione. Sull’abitudine a una visione superficiale.
Ideato originariamente nell’ambito della IV edizione di CICI Film Festival a Castellammare del Golfo (TP), l’allestimento per gli spazi di Circoloquadro prevede una videoinstallazione all’interno del cortile della Fonderia Napoleonica Eugenia di Milano e la proiezione di un cortometraggio, introdotto da Angela Madesani.

Alessandro Sambini (Rovigo, 1982; vive a Milano) si è laureato in Design alla Libera Università di Bolzano, con una specializzazione in Research Architecture nel dipartimento di Visual Cultures al Goldsmiths’ College di Londra. Attraverso la fotografia, il video e l’utilizzo di supporti multimediali riflette sulla necessità e le modalità di produzione di nuove immagini, la loro circolazione e diffusione, la relazione con il pubblico.

Angela Madesani storica dell’arte e curatrice indipendente è autrice, fra le altre cose, del volume Le icone fluttuanti Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia e di Storia della fotografia per i tipi di Bruno Mondadori. Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere, collabora con alcune testate di settore. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Oltre che all’Accademia di Brera di Milano, insegna all’Istituto Europeo del Design di Milano e a Corsi Arte.

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Alessandro Sambini
Varva. Quello che avrei voluto vedere
introduce Angela Madesani

mercoledì 12 novembre 2014
proiezioni alle 20.00 e alle 20.30
ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Circoloquadro
via Thaon di Revel 21, Milano
tel. 339 3521391 – 02 6884442

info@circoloquadro.com