STAY COOL. BE SOCIAL.

sabato 10 dicembre 2016

Alla Catania Art Gallery la mostra "Sì Sì Lì" di Mario Vespasiani.

Sì Sì Lì

Sì, sono partito da un punto,


da un cerchio che dovevo attraversare

circondato da un mare specchio del presente

che accoglie e respinge, solleva e sprofonda.



Lì, un lembo di terra e un picco vulcanico

segnano l'orientamento prossimo del Continente 
e di questi dipinti,

che non parlano di rappresentazioni naturali ma di opere di natura,

perché composte dalle stesse sostanze di rocce e fiori.



Sì, sono ritornato al punto,

dove non esiste né dualismo né conflitto

oltrepassando l'elemento naturale del caso

e quello umano del controllo.



Lì, senza meta e contesa i sensi possono dirsi ricettivi

e aprirsi al mistero, di fronte a visioni fuggevoli

che come sassi tornano all'acqua

e generano onde nell'interiorità dell'osservatore. 
MV

La Catania Art Gallery ha il piacere di invitare alla mostra Sì Sì Lì di Mario Vespasiani, che sarà inaugurata nella nuova sede, mercoledì 14 dicembre alle ore 19.

Sì Sì Lì è un suono, un preciso luogo d'incanto. Un racconto fatto d'immagini che si riallaccia alla precedente esposizione di Mario Vespasiani denominata L'arte alchemica, in cui la pittura tendente all'informale riportava i segni del tempo, sulle orme della regina Sibilla sul territorio appenninico. Ora il titolo diventa un'indicazione geografica, una traduzione fonetica rintracciabile nei vertici di quel triangolo posto al centro del Mediterraneo e in un vulcano che ne fa da signore. Presenza inquieta e manifestazione terribile della natura, l'Etna oltre ad intimorire attrae ed il cerchio del suo cratere delimita il perimetro di ciascuna tela, quasi fosse il simbolo che guida alla scoperta di un mondo fluido e incandescente.

Vespasiani ha preso spunto dal vulcano, dalla sua attività incessante capace di modificare l'ambiente circostante come la vita degli uomini, per sottolineare l'attuale fase artistica che accenna la forma senza svelarla, per condurre lo spettatore ad immedesimarsi con le forze che governano il pianeta. Nella superficie circolare delle tele, il rimando interno-esterno, i vapori e le ceneri danno vita a delle presenze da scorgere nelle varie sfumature di colori, che riprendono le tinte del posto, la leggerezza dei panni stesi e il tratto marcato del suolo, come i volti scavati dalla salsedine. In questa mostra la componente umana si fonde al sentimento sacro, del rispetto dei luoghi inaccessibili agli impuri.

Il punto di partenza si trova nella grande carta geografica posta la centro della galleria, dal cerchio tracciato al suo interno che collega i mappamondi azzurri ai dipinti a parete. L'isola grande del Mediterraneo, luogo di approdi e naufragi assume per l'artista la chiave di lettura del presente, capace di alternare asprezza a semplicità, forza selvaggia all'attesa. Le opere sono anche una sintesi dell'intero percorso artistico di Vespasiani, il quale rimane uno scoglio a sé nel mare agitato dell'arte contemporanea e che, senza temere gli assalti esterni, negli anni ha saputo evolversi costantemente.



Sì Sì Lì è un'indicazione a cercare qualcosa ma è anche un'eco diretto ad Oriente, dove l'arte diventa leggerezza e segno deciso che abbozza la forma senza ritocchi, è una riflessione sulla bellezza effimera che traspare dalla natura e dalla vita umana, che ha nel mutamento la sua unica costante.
Mario Vespasiani coniugando le filosofie orientali con la spiritualità cristiana, ci ricorda l'importanza dell'osservazione concentrata, del recupero del senso di raffinatezza e lo fa portando gli spettatori a cercare la bellezza, la forza e la fragilità in quelle che non sono altro che rivelazioni di un istante, mostrandoci come l'immortalità risieda nel percorso compiuto quando la forma svanisce e cede commossa, mentre i contenuti rimangono.

La sua ricerca sta nella consapevolezza di uno sguardo auto-cosciente sul mondo e nella disciplina quotidiana, che sa liberare piuttosto che racchiudere. Le sue opere possono allora essere considerate bandiere al vento, poesie e meditazioni proprio perché intensificano una sensibilità che è religiosa e filosofica oltre che artistica, perciò l'autore invita a raffinare il gusto, a preferire la spontaneità alla decorazione e l'essenzialità all'opulenza visiva. La potenza di cui ci parla, sta nel principio creativo che non si esaurisce nelle tele in questione e così lui stesso diventa una sorta di alchimista perché consapevole più che del talento esecutivo, della potenza che l'ha prodotta, indicandoci una direzione che alberga in quella spinta vulcanica, dentro e fuori di noi.




Dal 14 dicembre al 22 gennaio 2017
Catalogo con i testi di Mara, Cecilia Casadei e con un dialogo tra Mara e Mario

Catania Art Gallery
Via Caronda 48-48a
95128 Catania

Orari e giorni di apertura:
16,30 - 20,30 dal lunedì al sabato - mattina su appuntamento

Info: cataniaartgallery@libero.it - 095- 315047

Sito web: http://www.mariovespasiani.com/site/


TRA JAZZ, BLUES, FUNK E SOUL ARRIVA IN ITALIA IL BASSO AGITATO DI MILES MOSLEY!

Con il suo intenso virtuosismo e uno davvero stile unico arriva in Italia Miles Mosley per tre appuntamenti per presentare il suo nuovo progetto discografico, Uprising. Il contrabbassista, considerato uno tra i migliori al mondo, sarà lunedì 10 aprile al Serraglio di Milano, martedì 11 aprile al Locomotiv Club di Bologna e mercoledì 12 aprile al Monk di Roma. I biglietti saranno disponibili sul circuito ufficiale Ticketone dalle ore 11 di venerdì 9 dicembre.
Miles Mosley ha raggiunto l’apice quest’anno con la forza magnetica del suo nuovo singolo Abraham, che in pochissimo tempo ha catturato l’attenzione di stampa e critica. Negli ultimi anni il virtuoso contrabbassista di Los Angeles ha raggiunto vette professionali importantissimi e il suo nuovo album, Uprising, in uscita a fine gennaio per l’Alpha Pup Records, è davvero molto atteso. Il nuovo singolo appena rilasciato, Young Lion, irrompe con grande energia, con una sezione ritmica propulsiva e una forma lirica di gran gusto. Un inizio perfetto per Uprising che  racchiude una vasta gamma di dinamiche, generi e forme di espressione all’interno dello stesso album. Mosley sintetizza così il suo per il songwriting con lo sguardo innovativo sulla musica e il virtuosismo che lo contraddistinguono, per creare un’opera intima, con melodie che la gente può canticchiare con facilità e che arrivino dirette al cuore. Il tutto oscilla e si muove abilmente tra pop, jazz, blues, funk e soul. 
Miles Mosley è una vera forza della natura con il suo contrabbasso, i pedali ed effetti, il suo arco, la voce e la sezione di fiati che lo accompagna. Oltre alla sua carriera da solista e con la sua band, Mosley ha suonato, registrato, prodotto ed è stato in tour con artisti del calibro di Chris Cornell, Christina Aguilera, Sean KingMos DefIndia Arie, Lauryn HillTerrence Howard, Jonathan Davis of Korn, Avenged Sevenfold, Jason Mraz, Jeff Beck, Rihanna, e Cee Lo Green. Definito come il Jimi Hendrix del contrabbasso, Mosley ha registrato tre brani di To Pimp a Butterfly, album che è valso il Grammy a Kendrick Lamar, ed è il bassista di The Epic, l’album che ha fatto la fortuna di Kamasi Washington.
 
 
MILES MOSLEY
UPRISING

Lunedì 10 Aprile 2017
Milano, Serraglio – via Gualdo Priorato, 5
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera ACSI
 
 
Martedì 11 Aprile 2017
Bologna, Locomotiv Club – via Sebastiano Serlio, 25/2
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera AICS
 
Mercoledì 12 Aprile 2017
Roma, Monk – via Giuseppe Mirri, 35 
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera ARCI
 
Biglietti disponibili sul circuito Ticketone (www.ticketone.it) e relativi punti vendita a partire da venerdì 9 dicembre.

Alla Galleria Spazio Porpora di Milano la mostra collettiva "L'anno che verrà. Visioni di arte futura", a cura di Anna Mola.


L'anno che verrà. Visioni di arte futura
mostra collettiva a cura di Anna Mola
presso Galleria Spazio Porpora
14-21 dicembre 2016
inaugurazione il 14 dicembre ore 18:30


“L'anno che verrà” è una mostra collettiva composta dalle opere di 15 autori italiani e internazionali. Quasi 40 opere di pittori e fotografi e tre video raccontano 15 interpretazioni dell'anno nuovo che ci aspetta e di come lo affronteranno artisticamente.
Dal titolo della famosa canzone di Lucio Dalla, trae ispirazione la tematica di questa esposizione, che accomuna generi e ricerche stilistiche profondamente diversi.

L'anno che verrà può essere la speranza di una natura più selvaggia e meno mortificata dall'uomo: un paesaggio notturno, il letto di un fiume all'alba, erbe che crescono spontanee, rompendo la rigidità urbana o ancora farfalle che fuoriescono da una tela “ferita”. Una natura ammirata attraverso una finestra oppure esplorata di persona, alla ricerca del proprio limite.

L'anno che verrà diventa a volte un sogno: il sogno di un volto o di una figura umana eterea e idealizzata, sognante e pacificata, riflessiva ma anche capace di essere un po' “magica” e di “fondersi” con alcuni oggetti. Perfino lo skyline di una metropoli riesce a trasformarsi in surreale e fiabesco, se illuminato da una romantica luna.
Ma l'anno che verrà può anche spingerci a un ragionamento sulle attuali metropoli e alle terribili condizioni di esistenza di alcuni che le abitano. Ragionamento che dovremmo fare tutti.

L'anno che verrà, infine, può significare un'evoluzione nel modo di approcciarsi all'arte e tradursi quindi nell'inserimento di nuovi elementi nelle opere, mai utilizzati prima, sempre rimanendo coerenti rispetto alla propria ricerca personale. Oppure, al contrario, può esplicitarsi in una semplificazione progressiva, fino ad arrivare al minimalismo estetico. Un po' come mettere un punto (rosso) su un muro bianco e da lì “andare a capo” e vedere cosa succede nell'anno che verrà.

In mostra le opere di: Meral Agar, Giulia Bacchetta, Valeria Buzilan, Jean Claude Caluri, Iraceia De Oliveira, Bruna Ginammi, Jane Gottlieb, Rachy Kang, Ludovica Lanci, Angela Legrenzi, Gianni Mazzesi, Trayana Panayotova, Marco Randazzo, Morris Spagnol, Tobia Zambotti

Curatela: Anna Mola critica, curatrice e insegnante di storia della fotografia indipendente, ha organizzato diversi progetti legati ad arte e fotografia. Ha curato oltre 20 mostre, collaborando con gallerie, spazi espositivi e riviste di fotografia. annamola.wordpress.com

Location: Galleria Spazio Porpora, localizzata in un zona centrale di Milano e posta direttamente su strada, la galleria possiede tre grandi vetrine. Nell'arco di pochi anni ha organizzato molto esposizioni personali e collettive, corsi, presentazioni e premi artistici, collaborando anche con altri spazi espositivi. www.spazioporpora.it


Info:
Giorni e orari di apertura: 14-21 dicembre dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30 (sabato su appuntamento)
Inaugurazione: 14 dicembre ore 18:30
presso Galleria Spazio Porpora, via Porpora 16, 20131 Milano (a 100 mt. da Piazzale Loreto, metro MM1 e MM2, fermata “Loreto”)
Tel.: +39.02.36503901
Mail: you@spazioporpora.it

martedì 6 dicembre 2016

Alla Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte di Bologna le mostre personali di EL FOOSER, SILVANA GATTI, STEFANO MANZOTTI.


La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
in Via San Felice 18 - Bologna
È lieta di invitarvi
Sabato 10 dicembre 2016
ore 18.00

All’ inaugurazione delle mostre personali di:

EL FOOSER
SILVANA GATTI
STEFANO MANZOTTI

Presso le sale della Galleria WikiArte di Bologna, si apriranno le tre personali di Silvana Gatti, Enrico Fuser e Stefano Manzotti. Le mostre evidenziano come trait d'union una sottile matrice simbolista che si dispiega attraverso linguaggi artistici profondamente differenti. In un crescendo di stupore, chi guarda avrà modo di entrare in contatto con l'universo dei tre autori. Silvana Gatti, abile interprete dei sentimenti umani, indaga la realtà come un insieme di simboli che, pur appartenendo al conosciuto, la trascendono. Evocando una dimensione sacrale attraverso l'apposizione di elementi simbolici, l'artista conduce chi osserva in una dimensione altra, lontana dalla sua quotidianità, che permette di entrare in contatto emotivo con l'opera: aderendo a una poetica visiva simbolista l'artista mette in luce le relazioni tra visibile e invisibile, e ne pone sulla tela la sintesi. Il fascino delle antiche Wunderkammern riverbera nelle opere di Enrico Fuser, in arte El Fooser, raffinato e originale disegnatore che ritrova il gusto della curiosità innata dell'uomo, capace di spingersi ai limiti del conosciuto per penetrare i segreti della Natura. Affacciate dalla parete, le figure di Enrico Fuser invitano a non fermarsi all'apparenza. Le sue carte nautiche, supporto privilegiato, conducono l'osservatore verso mondi inesplorati, dove la fascinazione dell'ignoto si mantiene intatta. In Stefano Manzotti gli oggetti diventano attori del tempo presente, abbandonando la loro consueta funzione per recitare un ruolo normalmente riservato all'individuo. I soggetti delle sue nature morte trovano il coraggio di prendere vita e di sostituirsi all'uomo rivelandone le intime caratteristiche attraverso la loro forma simbolica. Una pittura che, anche nel caso del paesaggio, appare introspettiva, invitando alla contemplazione del momento presente e ad andare oltre il velo della quotidianità.

Presentazione critica a cura di:
Dott.ssa Francesca Bogliolo
                                                                                                                                    
Curatrice mostra:
Deborah Petroni
 
Sponsorizzata e pubblicizzata da:
www.ilpensieroartistico.eu
www.paolobalsamo.it

Durata mostra:
dal 10 dicembre - 29 dicembre 2016
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato
Lunedì e domenica chiuso
Ingresso gratuito

Info e contatti:
Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com
 

All'Elfo Puccini di Milano in scena "WEEK END" di Annibale Ruccello, regia di Luca de Bei con Margherita di Rauso.

13/18 dicembre | sala Fassbinder

Week end
di Annibale Ruccello
regia di Luca de Bei
con Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Lorenzo Grilli
scene Fancesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
disegno luci Marco Laudando
produzione Ma.Di.Ra

Week end, scritto nel 1983, è l’ultimo testo della trilogia (assieme a Notturno di donna con ospiti e Le cinque rose di Jennifer) che Annibale Ruccello definiva teatro da camera. È, come in altri suoi testi, ancora la storia di una solitudine, di uno spaesamento, di uno sradicamento culturale che si trasforma nel corso della vicenda in un’alienazione che ha dunque radici nel sociale oltre che nel privato.
Da molti è considerato il testo più  perfetto  e  più  profondo  del  drammaturgo  campano  anche  se,  curiosamente,  è  una  delle  sue opere  meno  frequentate  (se  ne  ricorda  soprattutto  e  quasi  esclusivamente  l’edizione  diretta  da  Ruccello stesso nell’86 e interpretata da Barbara Valmorin e un’altra sempre con la Valmorin diretta da Daniele Segre nel ‘95).
Storia che vive di un affascinante miscuglio di quotidianità, di rimembranze, e di pulsioni inconsce, Week end ci racconta il fine settimana di Ida, un’insegnante quarantenne afflitta da un handicap fisico (una malformazione al piede che la fa zoppicare).
La donna abita in una periferia romana ma è originaria di un piccolo paese del napoletano di cui si sente irrimediabilmente orfana.  Il sud da cui proviene però, sebbene in  qualche  modo agognato  nel  ricordo,  è  un  sud  a  sua  volta  infelice  e  mai  riscattato,  seppur  di  sapore antico,  quasi  mitologico.  
In queste due grigie giornate in cui  è  compreso l’arco  narrativo del  testo,  ida impartisce ripetizioni a un goffo studentello, accoglie in casa un giovane idraulico e vive, o crede di vivere, con entrambi gli uomini esperienze sessuali liberatorie ed estreme, con rito sacrificatorio finale. È una storia al tempo stesso di verità e di rappresentazione che riesce a raggiungere lo spettatore proprio in virtù delle emozioni che mette in gioco e della tecnica drammaturgica costantemente in bilico tra realtà e sogno.

 
«Margherita Di Rauso, da molti anni comprimaria di infallibile bravura, ha così modo di scavare proficuamente in una creatura dalle molte sfaccettature - la vernice di rispettabilità, il retroterra paesano da cui costei si è emancipata ma che riemerge nei momenti di tensione, la sensualità che si libera in un momento di baccante; ed è di volta in volta dimessa e sexy, ispida e allettante, spaventata e aggressiva. È l'eccellente interprete della pièce scritta da Ruccello. Con lei Giulio Forges Davanzati e Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli) nei panni delle sue vittime».                      
Masolino d'Amico, La stampa

«Un testo molto interessante, delicato e duro, che ci racconta ancora una volta una storia di una solitudine estrema, di una alienazione che diventa trasgressione e violenza. Stavolta ci pensa Luca De Bei a presentarlo affidando il racconto di questo noir psicologico a un'attrice molto "ruccelliana", Margherita Di Rauso affiancata dal versatile Giulio Forges Davanzati e dal giovanissimo Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli). Potente e intenso il monologo finale di Margherita Di Rauso, che seduta su una sedia ci racconta una storia familiare e dal sapore antico».
Francesca De Sanctis, l’Unità

«Grazie a una regia attenta ed ispirata come poche, allo svariare delle atmosfere, la prorompente fisicità tra onirica e ironica di un interprete suadente come Forges Davanzati che ben si sposa all'adolescente ansia nevrotica di Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli), si colloca la grande prova di Margherita Di Rauso che piega la propria tecnica superlativa portata a livello di creatività assoluta per conferire allo specchio oscuro di un eros maledetto a priori dalla morbosa sudditanza al corpo tutto il sapore perverso di un'analisi freudiana. Uno spettacolo da vedere e rivedere, che è il caso di non trascurare nella programmazione italiana».  
                                                                                 Enrico Groppali, il Giornale




Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì/sabato ore 21, domenica ore 16.30 - Info e prenotazioni 02/0066.06.06 – PREZZI: Intero 32.50€ - Martedì 21.50€ - Ridotto giovani e anziani 17 € - www.elfo.org



Light in the Stone": una luce sulle zone terremotate per il recupero del patrimonio artistico danneggiato - Spoleto (PG)



LIGHTQUAKE
Un progetto artistico per ridare nuova vita alle opere d’arte danneggiate dal terremoto
ROCCA ALBORNOZ – SPOLETO (PG)

> Sabato 17 dicembre 2016, ore 16.30
Presentazione dell'iniziativa con l'inaugurazione dell’installazione luminosa
Light in the Stone di Sebastiano Romano
- ACCESSO LIBERO -

> Dicembre 2017 - Collettiva di artisti della luce - La prima mostra di Light Art in Umbria

Ideazione di Rosaria Mencarelli
Cura e direzione artistica Gisella Gellini e Claudia Bottini


Con l'installazione luminosa Light in the Stone di Sebastiano Romano, sabato 17 dicembre alle ore 16.30 presso il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, sarà presentata al pubblico e alla stampa Lightquake 2017, collettiva di artisti della luce che verrà inaugurata nel dicembre 2017 a Spoleto.
Light in the Stone è un importante evento artistico per la diffusione dell’arte e per ridare dinamicità al turismo, ma è soprattutto uno strumento di raccolta fondi -che sarà avviata attraverso una campagna di crowdfunding a partire da gennaio 2017- in favore della ricostruzione e del restauro di alcune opere d’arte danneggiate dai recenti eventi sismici che hanno colpito il centro Italia.
L’evento è realizzato in collaborazione con MiBACT, Comune di Spoleto, Politecnico di Milano - Scuola del Design, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e Associazione Rocca Albornoziana, con il patrocinio di Assemblea Legislativa - Regione Umbria.

· PRIMO STEP | 17 DICEMBRE 2016
Una popolazione e una terra ferite da un terremoto che dal 24 agosto 2016, per quasi due mesi, non ha dato tregua, lasciando una devastazione che ha distrutto non solo vite umane ma anche il patrimonio storico e artistico, l'eredità culturale e i riferimenti identitari di regioni che rappresentano il cuore della nostra nazione.
Lightquake, con due eventi dedicati alla Light Art nella Rocca Albornoziana di Spoleto, rappresenta un segnale di reazione e rinascita che trova in questa storica città, dall’importante vocazione artistica e culturale, il luogo ideale per diffondere questo messaggio. Una scossa di luce per infondere energia positiva, per spezzare il buio della distruzione e riaccendere la vita e la creatività in una terra ricca di capolavori e di eccellenze artistico-artigianali.
Il primo step del progetto è l’incontro/evento del 17 dicembre con le persone che l’hanno ideato e che parteciperanno alla successiva manifestazione fra un anno. Momento centrale sarà alle h 16.30 con la proiezione di luce Light in the Stone, dell'artista e scenografo Sebastiano Romano, che interesserà le torri e le pareti esterne della Rocca: "Tre squarci di luce che tracciano sull’antica pietra della Rocca i segni di un presente che ci emoziona, ma una lucida coscienza ci spinge a 'fare' per rimarginare lo squarcio subito".
L'installazione resterà visibile fino al 15 gennaio 2017, tutti i giorni, dalle 17.00 alle 01.00.
Così come un tempo una finestra illuminata da una candela aiutava il viandante a orientarsi nel buio, quest’opera di luce, visibile da diverse zone della città, sarà in lontananza il faro da seguire per trovare la via, simbolo di speranza dopo la distruzione.
All’accensione del “segno” di Sebastiano Romano saranno presenti i Sindaci dei comuni della zona del cratere dell’area terremotata, i rappresentanti delle quattro Regioni interessate e dirigenti e funzionari del MiBACT al lavoro per la cura del patrimonio culturale danneggiato, oltre che agli esponenti della società civile e dell’imprenditoria.
Sabato 17 dicembre sarà anche il giorno dell’inaugurazione della biblioteca Giovanni Carandente, alle ore 18.30 presso il Palazzo Collicola Arti Visive -già Galleria Civica d’arte Moderna- a Spoleto; l’apertura della biblioteca è la prima che avviene nel dopo terremoto nel territorio che ne è stato sconvolto. I libri e le tematiche in essa raccolte attengono all’arte moderna e contemporanea: patrimonio materiale che dà forma concreta all’immaginario di un territorio che il sisma ha abbattuto fisicamente ma che sopravvive nella cultura e nel senso del bello di questo popolo. Oltre 30 mila volumi che furono dello studioso cui è intitolata: materiale specializzato sull’arte moderna e contemporanea che oltre ai beni librari è impreziosito da materiale multimediale, una fototeca e tre fondi archivistici, carte e documenti dello scultore spoletino Leoncillo Leonardi, il Premio Spoleto e i carteggi di Carandente con i maggiori artisti a lui contemporanei. Tutto ciò rende la biblioteca unica nel panorama regionale, strumento prezioso di supporto per le ricerche storico artistiche contemporanee.

· SECONDO STEP | DICEMBRE 2017 - COLLETTIVA DI ARTISTI DELLA LUCE
Quando il Natale 2017 accenderà le sue luci, a Spoleto non saranno semplici luminarie, ma quelle di Nino Alfieri, Marco Brianza, Giulio De Mitri, Nicola Evangelisti, Federica Marangoni, Johannes Pfeiffer, Carlo Dell'Amico, Ugo Piccioni, Saverio Mercati, Lucia Rotundo, Maria Savino. Questi artisti daranno vita a una mostra, la prima di Light Art in Umbria, nelle sale della Rocca Albornoziana che sarà inaugurata nel periodo natalizio e si prolungherà fino ai primi mesi del 2018.
Il progetto si caratterizza per l’eccezionalità della proposta culturale, finalizzata non solo a porre in risalto il dialogo possibile tra la possente architettura della Rocca e la forza della luce ma soprattutto a ridare speranza e nuova vita alle opere distrutte del terremoto.



Info e contatti
Ufficio Stampa
Umbria: Federica Cesarini - federicacesarini56@gmail.com
/ cell. 339 3369594
Milano: Clara Lovisetti - clovisetti@yahoo.it / cell. 335 5448718
FB: @MuseoDucatoSpoleto ( https://www.facebook.com/MuseoDucatoSpoleto/ )

The Rebirth Triad. La rinascita alla Reggia di Caserta: le installazioni site-specific sulla Natività di tre artisti contemporanei italiani.

THE REBIRTH TRIAD
Vincenzo Marsiglia | Anita Calà | Lapo Simeoni
a cura di Chiara Canali
dal 7 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017

OPENING
mercoledì 7 dicembre
dalle 17:30 alle 19.30
REGGIA DI CASERTA
Palazzo Reale - Viale Douhet, 2/a

La rinascita alla Reggia di Caserta: le installazioni site-specific sulla Natività
di tre artisti contemporanei italiani
Con il patrocinio del Rebirth Day 2016, DI MICHELANGELO PISTOLETTO, gli artisti VINCENZO MARSIGLIA, ANITA CALÀ e LAPO SIMEONI riflettono sul concetto di rinascita legato alla Natività, in un progetto di Intragallery e Uncommon


La Natività, il numero tre legato alla Trinità, ma anche un concetto laico di rinascita e rinnovamento: sono questi gli elementi del progetto espositivo THE REBIRTH TRIAD, ideato, promosso e realizzato dall’Agenzia di comunicazione UNCOMMON e dalla GALLERIA INTRAGALLERY con la curatela di Chiara Canali.

Tre installazioni site-specific elaborate da Vincenzo Marsiglia, Anita Calà e Lapo Simeoni per la Sala delle Battaglie di Spolverini della Reggia di Caserta, che saranno visibili dal 7 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, con il patrocinio del Rebirth Day 2016 ideato da Michelangelo Pistoletto in collaborazione con Cittadellarte - Fondazione Pistoletto.

"Abbiamo voluto questo progetto intensamente, poiché risponde al concetto alla base del nostro lavoro come agenzia: l'arte come mezzo di rinnovamento attivo sulla società, in grado di modificare prospettive, percezioni e abitudini - ha affermato Claudio Ragni, CEO di Uncommon. Questo progetto e gli artisti coinvolti hanno acceso un riflettore su un patrimonio dell'arte italiana, rivivificandola e dialogando con la sua grandezza, fondendo presente e passato, sacro e profano, tradizione e innovazione".

“In linea con il nostro impegno per la promozione culturale del territorio campano, abbiamo accettato con entusiasmo la sfida, lanciataci dalla Direzione della Reggia di Caserta, di proporre un progetto espositivo sul
concetto di Natività in chiave contemporanea, traendo spunto dal presepe settecentesco custodito nell’Appartamento Reale della Reggia. Progetto immediatamente sostanziato dalle visioni di tre artisti da noi invitati, Calà, Marsiglia e Simeoni, che hanno interpretato il tema con linguaggi assolutamente diversi tra loro, ma con una comune energia propulsiva sull’idea di Rinascita.” – nelle parole delle galleriste Annamaria De Fanis e Rosa Francesca Masturzo.


Il progetto espositivo

Il progetto nasce con lo scopo di creare un dialogo profondo tra una delle opere architettoniche più importanti in Italia, la Reggia di Caserta, la residenza reale più grande al mondo, con l'arte contemporanea, che si fa carico dell’idea di una Natività laica, portatrice di nuove energie e nuove prospettive in un luogo dal valore immortale. Una nascita e ri-nascita in senso culturale, affinché si riporti l'attenzione sulla necessità di tutelare i Beni Culturali italiani, spesso abbandonati all'incuria, attraverso le nuove generazioni di artisti, in un legame indissolubile e valorizzante. L'esposizione, organizzata non a caso in concomitanza con le festività natalizie, si affianca alla riqualificazione del Presepe Borbonico conservato nell’Appartamento vecchio della Reggia, attraverso un nuovo progetto illuminotecnico.




Vincenzo Marsiglia

Nella Sala delle Battaglie di Spolverini dialogano tre grandi installazioni site-specific. Le sculture di Vincenzo Marsiglia, con la loro imponente struttura esagonale in legno, sono “forme di interazione” che contengono nel loro interno un mondo artificiale e tecnologico: captato il volto del fruitore, un software nascosto all’interno legge le emozioni umane e genera suoni e forme diverse, mutevoli e immateriali, rispettando esternamente il cambiamento interiore dell’uomo. 


Anita Calà
L'opera di Anita Calà è formata da un grande ovale in resina trasparente, opaca all'interno e lucida all’esterno, che contiene al suo interno una sfera più piccola rossa; al di fuori si trova un’altra sfera rossa, identica a quella contenuta all’interno, in un rispecchiamento del dentro con il fuori. 

Lapo Simeoni
Il progetto di Lapo Simeoni è costituito invece da una struttura a forma di anello che attraverso la sua forma e il suo contenuto evoca la trasposizione concreta del virtuale tradotto in reale, rendendo tangibile e materico quel portale (Internet) che rappresenta oggi lo scollegamento tra uomo e macchina.

Al tema della Ri-Nascita si rapporta il fil rouge dei simboli del cerchio e della luce, così come quello dell’infinito, sintetizzando il gesto creativo dell’artista che nelle sue mani fa risorgere e rinascere ciò che prima non aveva significato. Queste tre opere dialogano tra loro secondo il principio, formulato da Michelangelo Pistoletto, della Trinamica, cioè la dinamica del numero tre. Il simbolo-formula del triplo offre l'energia necessaria alla trasformazione della società a partire dall'arte, in quanto essa è fondamentalmente incentrata nella creazione e può portare la creazione nella società non solo come prodotto da fruire, ma come attività a cui partecipare.