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lunedì 19 giugno 2017

OUR PLACE IN SPACE. Mario Vespasiani in tour con la grande mostra della Nasa.

L’artista marchigiano Mario Vespasiani è tra i protagonisti della grande mostra “Our place in space 11 artists inspired by Hubble Space Telescope images” che dopo Venezia, con i suoi 30 mila visitatori è in corso a Chiavenna, a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, dove vengono presentate le sue intuizioni ispirate alla volta celeste.
Il marchigiano Vespasiani espone insieme agli artisti: Antonio Abbatepaolo, Marco Bolognesi, Paola Giordano, Ettore Greco, Mario Paschetta, Alessandro Spadari, Marialuisa Tadei, Sara Teresano, Dania Zanotto ed Alberto Salvetti. Si tratta di un progetto artistico/scientifico/ culturale di grande interesse e rilevanza nell’ambito della cooperazione internazionale Esa/Nasa.
Infatti astronomia e arte sono a colloquio nell’esposizione ispirata alle immagini di Hubble Space Telescope. Per 26 anni il telescopio spaziale Hubble — missione congiunta NASA ed ESA — ha espanso i nostri orizzonti cosmici. Grazie alle sue innumerevoli immagini, Hubble ha svelato nel dettaglio la bellezza, la meraviglia e la complessità dell’Universo, mettendole a disposizione del grande pubblico.
Our Place in Space propone un viaggio visivo mozzafiato attraverso il nostro Sistema Solare fino ai confini dell’Universo conosciuto, sottolineato dalla percezione interpretativa di 10 artisti italiani che hanno tratto ispirazione dagli scatti di Hubble Space Telescope.  Hubble non ha solo compiuto innumerevoli scoperte astronomiche, ha anche avvicinato l’astronomia al grande pubblico soddisfacendo la curiosità, accendendo l’immaginazione e producendo un forte impatto su cultura, società, arte.
Our Place in Space offre l’opportunità di ammirare alcune celebri immagini scattate da Hubble, a partire da quelle del nostro vicinato cosmico — le Facce di Marte, la Grande Macchia Rossa di Giove, le intense Aurore di Saturno — fino a una strabiliante selezione di vastissime Galassie, affascinanti Nebulose e particolari fenomeni astronomici. Oltre a questa esibizione scientifica dell’Universo, la mostra propone le installazioni di alcuni noti artisti italiani che hanno realizzato dipinti, sculture e installazioni site specific, ispirandosi alle meraviglie viste dagli occhi di Hubble. La fusione di scienza e arte propone all’osservatore una visione diversificata dello spazio intorno a noi e della sua comprensione. Dopo la prima tappa a Venezia, Our Place in Space si presenta nell’antica cittadina di Chiavenna (SO).

 
In seguito sarà ospitata presso l’ESO Supernova Planetarium & Visitor Centre di Garching, Monaco di Baviera, Germania. Ulteriori tappe sono previste in altre città europee, negli Stati Uniti d’America e in Australia.  





OUR PLACE IN SPACE 11 Artists inspired by Hubble Space Telescope images  
a cura di / curated by Antonella Nota e Anna Caterina Bellati

Artisti / Artists
Antonio Abbatepaolo Marco Bolognesi Paola Giordano Ettore Greco Mario Paschetta Alessandro Spadari Marialuisa Tadei Sara Teresano Mario Vespasiani Dania Zanotto Alberto Salvetti

Comitato Scientifico / Executive Committee
Ken Carpenter, NASA HST - Lars Lindberg Christensen, ESO - Carol Christian, STScI - Roger Davies, University of Oxford - UK Mathias Jäger, ESA/Hubble - Hussein Jirdeh, STScI
Organizzazione Generale / General Organisation
Antonella Nota, ESA/STScI Anna Caterina Bellati, Bellati Ed. Lars Lindberg Christensen, ESO Mathias Jäger, ESA/Hubble Valentina Schettini, ESA/Hubble
CATALOGO BELLATI EDITORE Info: www.spacetelescope.org www.stsci.edu www.bellatieditore.com

UN PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ESA/NASA
Astronomia e Arte a colloquio nell’esposizione ispirata alle immagini di Hubble Space Telescope.
Per 26 anni il telescopio spaziale Hubble — missione congiunta NASA ed ESA — ha espanso i nostri orizzonti cosmici. Grazie alle sue innumerevoli immagini, Hubble ha svelato nel dettaglio la bellezza, la meraviglia e la complessità dell’Universo, mettendole a disposizione del grande pubblico. Our Place in Space propone un viaggio visivo mozzafiato attraverso il nostro Sistema Solare fino ai confini dell’Universo conosciuto, sottolineato dalla percezione interpretativa di 10 artisti italiani che hanno tratto ispirazione dagli scatti di Hubble Space Telescope.

lunedì 19 dicembre 2016

Alla galleria Maloni Arte Contemporanea, la mostra "PITTURA ANIMA ITALIANA".


PITTURA ANIMA ITALIANA
Carla Accardi, Franco Angeli, Sandro Chia, Nicola De Maria, Piero Dorazio, Tano Festa, Mimmo Paladino, Mario Schifano, Giulio Turcato, Mario Vespasiani.


Lunedi 19 dicembre alle ore 17:30 presso la galleria Maloni Arte Contemporanea si terrà l'inaugurazione della mostra Pittura Anima Italiana, che attraverso un'attenta selezione di opere di medio e grande formato, di alcuni dei maestri dell'arte italiana vuole fornire un'interpretazione inedita del mezzo pittorico che - passando dall'astratto al figurativo, dalla pratica gestuale a quella meditativa in un arco di tempo che va dalla fine degli anni '40 ai giorni nostri - evidenzia come sia possibile ricondurre in diversi autori una sola anima, che ne determina il gene.
Se l'uomo è l'unico essere vivente capace di manifestare un sapere che viene da altre forme, le quali portano oltre la loro stessa immagine, l'arte, specie nei luoghi dove è radicata da sempre, può diventare esperienza di un infinito e di una fine che chiede ad ogni pittore di darne compimento, di rappresentare ciò che lo circonda mentre gli si rivela così com'è.
La figura non perde potenza nell'astrazione, come l'immaginazione non viene meno se guidata da precisi elementi descrittivi, dato che in ognuna c'è una componente dell'altra, che decide l'equilibrio tra il vero e l'astratto. L'arte, che in non pochi casi riesce a condurre fino alla commozione, si presenta come esperienza dello stupore, proprio perché rende partecipe di questo confine, che da un gesto, un respiro o un'azione porta l'individuo a sospendere il naturale ritmo quotidiano del tempo.
Quando il corpo dell'immagine va ad imprimersi su quello dell'osservatore, ancor più in profondità di quello che di solito impiega la retina a trattenerlo, si ha la "persistenza" ossia quel solco che scava l'attenzione nel registrare l'esperienza. Persistere vuol dire allora fermare fino in fondo, collocare in un'area familiare un'immagine che presenta un lato sconosciuto, non perfettamente in luce ma che attrae spingendo ad addentrarsi in esso.
L'anima svolge qui la funzione di promemoria, mette in contatto coi sentimenti di unicità, sia dell'autore dell'opera che gli artisti tra di loro, i quali sono guidati da un daimon, che da esuli del presente, vivono una condizione alterata, di nostalgia per ciò che di questo mondo è oltre la superficie.
In ognuno dei dieci autori è presente la necessità di un movimento che trasforma la materia, in ciò che essa è: apertura di infinite possibilità, necessità di un atto creativo ineliminabile, presenza e potenza. La compresenza di visibile e invisibile è, anche nella mostra, ciò che alimenta la vita e la modalità per percepire tale soglia è l'intuizione. Le intuizioni arrivano senza che ci siano passaggi logici coscienti, o processi di pensiero riflessivi, si espandono istantaneamente e come i miti prescindono dal tempo. La pittura ha dunque un rapporto con lo spirito e come gli antenati, dai quali si ereditano i tessuti, mantiene vivo il rapporto con la comunità, in una continua rinascita di informazioni, accessibili a tutti. Si tratta di allenare la sensibilità del nostro occhio, dato che perfino le scienze ci insegnano che si può conoscere qualcosa soltanto se abbiamo avuto in precedenza un'indicazione su come guardare. Complice il progresso è venuto meno l'interesse verso il mistico e il magico e ciò ha comportato una cesura tra ciò che si vede e ciò che invece quell'immagine rimanda. La mostra spinge su questo canale che può definirsi di "estetica nello stupore", perché restituisce una valenza visionaria funzionale alla vita stessa, perché incide sul modo di guardare, mettendo in stretta comunicazione sia lo spettatore con gli artisti, che le varie generazioni, le scuole e gli stili propri, tra di loro.




Maloni Arte Contemporanea
Via Crispi 56
63039 San Benedetto del Tronto AP

info: 342-6139990
e-mail: luciomaloni@yahoo.it

Inaugurazione Lunedi 19 dicembre alle 17,30
Periodo: 19 dicembre - 22 gennaio 2017
Giorni e orari di apertura: su appuntamento

sabato 10 dicembre 2016

Alla Catania Art Gallery la mostra "Sì Sì Lì" di Mario Vespasiani.

Sì Sì Lì

Sì, sono partito da un punto,


da un cerchio che dovevo attraversare

circondato da un mare specchio del presente

che accoglie e respinge, solleva e sprofonda.



Lì, un lembo di terra e un picco vulcanico

segnano l'orientamento prossimo del Continente 
e di questi dipinti,

che non parlano di rappresentazioni naturali ma di opere di natura,

perché composte dalle stesse sostanze di rocce e fiori.



Sì, sono ritornato al punto,

dove non esiste né dualismo né conflitto

oltrepassando l'elemento naturale del caso

e quello umano del controllo.



Lì, senza meta e contesa i sensi possono dirsi ricettivi

e aprirsi al mistero, di fronte a visioni fuggevoli

che come sassi tornano all'acqua

e generano onde nell'interiorità dell'osservatore. 
MV

La Catania Art Gallery ha il piacere di invitare alla mostra Sì Sì Lì di Mario Vespasiani, che sarà inaugurata nella nuova sede, mercoledì 14 dicembre alle ore 19.

Sì Sì Lì è un suono, un preciso luogo d'incanto. Un racconto fatto d'immagini che si riallaccia alla precedente esposizione di Mario Vespasiani denominata L'arte alchemica, in cui la pittura tendente all'informale riportava i segni del tempo, sulle orme della regina Sibilla sul territorio appenninico. Ora il titolo diventa un'indicazione geografica, una traduzione fonetica rintracciabile nei vertici di quel triangolo posto al centro del Mediterraneo e in un vulcano che ne fa da signore. Presenza inquieta e manifestazione terribile della natura, l'Etna oltre ad intimorire attrae ed il cerchio del suo cratere delimita il perimetro di ciascuna tela, quasi fosse il simbolo che guida alla scoperta di un mondo fluido e incandescente.

Vespasiani ha preso spunto dal vulcano, dalla sua attività incessante capace di modificare l'ambiente circostante come la vita degli uomini, per sottolineare l'attuale fase artistica che accenna la forma senza svelarla, per condurre lo spettatore ad immedesimarsi con le forze che governano il pianeta. Nella superficie circolare delle tele, il rimando interno-esterno, i vapori e le ceneri danno vita a delle presenze da scorgere nelle varie sfumature di colori, che riprendono le tinte del posto, la leggerezza dei panni stesi e il tratto marcato del suolo, come i volti scavati dalla salsedine. In questa mostra la componente umana si fonde al sentimento sacro, del rispetto dei luoghi inaccessibili agli impuri.

Il punto di partenza si trova nella grande carta geografica posta la centro della galleria, dal cerchio tracciato al suo interno che collega i mappamondi azzurri ai dipinti a parete. L'isola grande del Mediterraneo, luogo di approdi e naufragi assume per l'artista la chiave di lettura del presente, capace di alternare asprezza a semplicità, forza selvaggia all'attesa. Le opere sono anche una sintesi dell'intero percorso artistico di Vespasiani, il quale rimane uno scoglio a sé nel mare agitato dell'arte contemporanea e che, senza temere gli assalti esterni, negli anni ha saputo evolversi costantemente.



Sì Sì Lì è un'indicazione a cercare qualcosa ma è anche un'eco diretto ad Oriente, dove l'arte diventa leggerezza e segno deciso che abbozza la forma senza ritocchi, è una riflessione sulla bellezza effimera che traspare dalla natura e dalla vita umana, che ha nel mutamento la sua unica costante.
Mario Vespasiani coniugando le filosofie orientali con la spiritualità cristiana, ci ricorda l'importanza dell'osservazione concentrata, del recupero del senso di raffinatezza e lo fa portando gli spettatori a cercare la bellezza, la forza e la fragilità in quelle che non sono altro che rivelazioni di un istante, mostrandoci come l'immortalità risieda nel percorso compiuto quando la forma svanisce e cede commossa, mentre i contenuti rimangono.

La sua ricerca sta nella consapevolezza di uno sguardo auto-cosciente sul mondo e nella disciplina quotidiana, che sa liberare piuttosto che racchiudere. Le sue opere possono allora essere considerate bandiere al vento, poesie e meditazioni proprio perché intensificano una sensibilità che è religiosa e filosofica oltre che artistica, perciò l'autore invita a raffinare il gusto, a preferire la spontaneità alla decorazione e l'essenzialità all'opulenza visiva. La potenza di cui ci parla, sta nel principio creativo che non si esaurisce nelle tele in questione e così lui stesso diventa una sorta di alchimista perché consapevole più che del talento esecutivo, della potenza che l'ha prodotta, indicandoci una direzione che alberga in quella spinta vulcanica, dentro e fuori di noi.




Dal 14 dicembre al 22 gennaio 2017
Catalogo con i testi di Mara, Cecilia Casadei e con un dialogo tra Mara e Mario

Catania Art Gallery
Via Caronda 48-48a
95128 Catania

Orari e giorni di apertura:
16,30 - 20,30 dal lunedì al sabato - mattina su appuntamento

Info: cataniaartgallery@libero.it - 095- 315047

Sito web: http://www.mariovespasiani.com/site/


martedì 21 giugno 2016

Mario Vespasiani - L'arte alchemica e la leggenda della pittura dal 1400 ad oggi. In mostra alla Pinacoteca Civica - Fortunato Duranti dal 26 giugno al 4 settembre 2016.

La Città di Montefortino e la Rete Museale dei Sibillini sono lieti di invitare all'inaugurazione della mostra Mario Vespasiani L'arte alchemica e la leggenda della pittura dal 1400 ad oggi, che presenta la più recente ricerca dell'artista Mario Vespasiani (1978) in dialogo con le opere della Collezione Duranti della Pinacoteca Civica, secondo un preciso percorso stilistico ed iconografico, che collega e dona un'inedita chiave di lettura, non solo ai lavori esposti ma anche a un luogo che come pochi intreccia spiritualità e leggenda.
Mario Vespasiani non nuovo alle contaminazioni con la grande arte (da ricordarsi le sue mostre con Mario Schifano nel 2008, con Osvaldo Licini nel 2010, con Lorenzo Lotto nel 2012 e nel 2015 con Mario Giacomelli) sceglie questa volta non un autore bensì un'intera pinacoteca, per cercare di trasmettere le metamorfosi che nell'arte avvengono nella materia e dunque nel gesto, quanto nel suo significato simbolico.
Innanzi tutto è importante precisare che Arte alchemica è da intendersi non come una pratica esoterica bensì in un processo di conoscenza, di individuazione del proprio sé, suddiviso in tre fasi: psichica (il significato dell'opera), sensoriale (la funzione emotiva) e intuitiva (la gestualità pittorica).
Varcando i limiti imposti dalla visione tradizionale del museo, le opere in mostra si aprono all'esperienza che svela non soltanto il risultato finale dell'immagine, ma anche gli archetipi da sempre esistiti, che si ritrovano nelle tracce lasciate dalla natura sul paesaggio e dall'uomo sulle pareti delle caverne e delle chiese, nella mitologia e nel sacro.
Le opere si caricano dunque di una valenza simbolica, che trasforma la materia al punto da farla sparire e ricomparire sotto altre sembianze, sotto altri temi, come fosse la scoperta di un altro particolare aspetto della natura umana. Seguendo il criterio di Duranti, di una collezione che porta con sé il fascino e il mistero di una "wunderkammer", Vespasiani sceglie di presentare le sue opere più recenti e mai esposte, le quali abbandonano la figurazione per sporgersi nel territorio dell'informale, dove il segno estremo ed essenziale, si pone nel momento in cui la visione diventa micro e macrocosmica, aperta ad un movimento che appare come un processo conoscitivo in atto.
L'autore mette al centro dell'evento la vitalità del gesto, l'atto di coraggio di chi con decisione si immerge nel magma incandescente dei sensi che, nella fusione col tutto, riportano in superficie non forme immediatamente riconoscibili, bensì il principio in cui la materia recupera il suo aspetto originario.
I nuovi dipinti di Vespasiani non citano dunque le opere presenti nella pinacoteca nei temi o nelle tecniche, ma mostrano l'avanzamento della pittura da cogliere nel segno iniziale, ciò che le dà origine e che sfuma non nell'imitazione quanto nell'aderenza ai principi creativi del mondo.
Il senso di Arte alchemica, non è perciò da confondere con un certo pensiero comune che è solito identificarla in una scienza immaginaria, in una sorta di pratica magica che trasforma gli oggetti in oro, ma si rivolge alle virtù innate dell'uomo, le quali si manifestano in quel fare esperienza di sé, oggettiva e soggettiva che sia, nell'interiorità come al di fuori, nello spirito e nella materia.
Una mostra che si presenta in aderenza col tessuto vitale del territorio, rispecchiando gli scenari naturali che si perdono nelle vette e nei corsi d'acqua, di cui le opere sembrano fissarne il fluire, come la vita effimera dei fiori e le impronte lasciate dagli animali selvatici, avviando il racconto di quelle storie mitiche che nel vicino Santuario della Madonna dell'Ambro affrescato persino con le immagini delle Sibille, si abbracciano con la fede.
Anche il criterio dell'allestimento rispecchia l'indole visionaria di Duranti, e quella sua qualità eccentrica di pittore nel comporre le figure in rapporto alle opere altrui, che in quel suo volontario isolamento era solito circondarsi da veri e propri "assemblages" di dipinti con i quali si poneva in continuo colloquio, occupando tutto lo spazio disponibile.
Vespasiani adotta il gusto da allestitore di Duranti, che in controtendenza rispetto all'organizzazione razionalizzata della galleria nobiliare del suo tempo, trovava in quella più arcaica del "cabinet des curiosités" la sua volontà enciclopedica di riunire il sapere in un "fare alchemico", dove le difformità degli insiemi, ieri come oggi vanno a caricare il luogo di valenze criptiche, personali e comunque legate ad una profonda spiritualità.
Il collegamento con le opere della collezione permanente si scorge dunque nella continua connessione tra le varie epoche, sottolineando come la natura e l'uomo nel corso dei secoli siano sempre gli stessi, ma sono trasformati nelle loro apparenze. Perciò la ricerca di Vespasiani si svela come un'apparizione, come un volo o un ritmo che coglie, non la ripetizione di uno stile o di un linguaggio già assimilato, ma una sottile vibrazione da tramandare, che narra coi suoi colori la leggenda della pittura.





Titolo: Mario Vespasiani - L'arte alchemica e la leggenda della pittura dal 1400 ad oggi

Inaugurazione: domenica 26 giugno alle ore 17,00
Curatori: Daniela Tisi e Onorato Diamanti
Luogo: Pinacoteca Civica - Fortunato Duranti, Montefortino FM
Info: Palazzo Leopardi, Largo Duranti 5 - Tel. 0736-859491
Periodo: 26 giugno - 4 settembre 2016
Orari: giugno e settembre aperto sabato e domenica: 10-13 - 16-19
Luglio e agosto aperto tutti i giorni: 10-13 - 16-19
Siti web: www.pinacotecafortunatoduranti.it - www.mariovespasiani.com

martedì 12 aprile 2016

Al Caffè Meletti di Ascoli Piceno, nell'ambito della rassegna Le arti si Incontrano, presentazione del libro "Planet Aurum" di Mario Vespasiani.

Marche Centro d'Arte e il direttore artistico Gigi Morganti hanno il piacere di invitare all'incontro con Mario Vespasiani nell'ambito della rassegna Le arti si Incontrano, l'arte figurativa si racconta, che si terrà domenica 17 aprile alle ore 17 al Caffè Meletti di Ascoli Piceno.

Mario Vespasiani si confronta questa volta con la scrittura e presenta al pubblico, in uno dei gioielli del liberty italiano alcuni brani tratti dal suo primo libro interamente dedicato agli scritti intitolato Planet Aurum ed interpretati per l'occasione da due protagonisti dell'opera lirica contemporanea.
Vespasiani da sempre attento alle nuove forme di contaminazione, aggiorna l'idea del caffè filosofico per invitare il pubblico ad un contatto diretto, a prendere parte ad un evento che si presenta anomalo quanto raffinato e che si pone da stimolo per entrare nel processo creativo mediante la lettura di storie, che riguardano opere non ancora realizzate ma ben chiare nella mente dell'autore che prova a concretizzarle facendo forza sul potere del racconto e dell'immaginazione.

Il libro Planet Aurum è un’esperienza ai confini del quadro composta da quaranta racconti messi su carta da Mario Vespasiani nel 2015, in cui descrive in chiave poetica visioni e sensazioni dinanzi ad un orizzonte, umano e naturale che si imprime nel suo sguardo prima ancora di essere dipinto. In ogni brano illustra un viaggio reale o immaginario in giro per il mondo, da cui riporta tutta una serie di considerazioni, riferite ai luoghi, agli odori, ai sapori percepiti e soprattutto agli incontri con lo spirito profondo delle terre attraversate. Un inno alla vita che invoglia il lettore a prendere parte a questa ricerca esistenziale: verticale per l’ambizione di comprendere il proprio sé ed orizzontale per scoprire il senso delle relazione con l’altro. Vespasiani si fa dunque testimone di una libertà che dimora nell’intimo e che si scontra coi dubbi e coi pericoli del tragitto. Nelle sue descrizioni non lascia intendere chiaramente il posto in cui si trova, in quanto ritiene che più dello spostamento fisico valga lo scambio tra visione e immaginazione, tra destinazioni reali e tensioni spirituali. Si spinge così in spazi aperti come nelle cavità dell’essere, in cui riunisce le linee di un percorso solitario, imprevedibile e nomade e dunque pienamente coerente con la propria ricerca artistica. Viene fuori una inaspettata antologia di “opere” che non si presenta nel classico riepilogo di immagini e di testimonianze critiche, bensì nell’eco di una voce solare che lascia affiorare nella fantasia di ciascuno delle immagini come fossero effettivamente visibili. L’intuizione di questa raccolta va a sottolineare come siano collegati tutti i temi affrontati dall'autore fin dall'esordio e come racconti e dipinti possano essere in grado, grazie ad linguaggio evocativo, di offrire una rinnovata percezione del presente.




Ore 17,00 proiezione del film: The Fall di Tarsem Singh
Ore 18,30 relatore Mario Vespasiani. Tema: Planet Aurum - Opere non ancora dipinte
Ore 20,00 cena con l'artista

Contributo: euro 20,00
Prenotazione: 348.3369040



giovedì 21 gennaio 2016

Presentazione del secondo libro fotografico "Mara as Muse" dell'artista Mario Vespasiani.


Domenica 24 gennaio 2016 alle ore 17 presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, si terrà la presentazione del secondo libro fotografico dell'artista Mario Vespasiani dal titolo Mara as Muse, con una introduzione del prof. Stefano Papetti sul tema della Musa nell'arte.

Col secondo libro fotografico dal titolo Mara as Muse, Mario Vespasiani (1978) prosegue la ricerca nella fotografia con una selezione di immagini in bianconero, scattate nel corso del 2015 a una giovane donna, Mara, con l'intenzione di trasmettere ciò che sovente anticipa il processo creativo, nel quale una ragazza "normale" assume le vesti di Musa per la capacità di ispirare e influenzare la ricerca artistica. 

Se negli ultimi anni la figura della Musa sembra essere sparita dalla pratica intuitiva degli artisti, Vespasiani con l'imprevedibilità che gli appartiene, se ne riappropria dando vita al susseguirsi di storie che in ogni scatto si espandono in più direzioni per diventare punti di partenza di altre opere e altri racconti. Essenziali sono gli sfondi e le dinamiche descritte dai movimenti eppure permane qualcosa di magico e senza tempo e qui, incurante delle suggestioni odierne Vespasiani immortala questo incontro, mostrando una donna che incarna pensieri in libertà, riflessioni eccentriche, spazi selvaggi che diventano parte viva dell'opera. 

Ogni scatto conduce dunque oltre le rotte battute, per inseguire profumi insoliti ed esperienze possibili solo a chi si concede alla scoperta, tra l'equilibrio della composizione e la raffinatezza del linguaggio. In questo incedere, la bellezza non si consegna mai alle lusinghe della seduzione e così il corpo si carica di pura femminilità e mai di erotismo; le vesti d'altri tempi e i copricapi inusuali non fanno altro che evidenziare questo fare indipendente, che ha il suo centro nell'istante in cui due sguardi si affrontano, aprendosi al mistero e a tutto quello che poi ne scaturisce. Vespasiani ci consegna una scintilla vitale, propria dell'estro dell'artista e degli occhi di due amanti.





Dati volume:

Autore: Mario Vespasiani
Titolo: Mara as Muse

Dimensioni volume: 29x21cm
Pagine: 164
Illustrazioni: 86 in bianconero
Anno: 2015


lunedì 12 ottobre 2015

Mario Vespasiani "SIC LUCEAT LUX" opere 1998 - 2015 | Mostra prorogata fino a ottobre 2015.


"Dall'immaginazione deriva il pensiero,
dalla meraviglia viene la conoscenza,
dalla sensibilità giunge la visione,
dall'ispirazione la luce."
 - Mario Vespasiani - 

Dopo l'interesse suscitato nel suo primo mese di apertura, la mostra di Mario Vespasiani in corso a Palazzo Sepe Monti di Santa Vittoria in Matenano nelle Marche, che presenta una selezione di opere realizzate nel corso dei suoi diciassette anni di lavoro e che si ripropone nella città dove, appena diplomato venne invitato a tenere una delle sue primissime esposizioni, sarà prorogata fino a domenica 4 ottobre. In tale periodo continueranno le visite guidate, arricchite da laboratori d'arte visiva con i ragazzi delle scuole alla presenza dell'autore.


Sic luceat lux è la mostra che per la prima volta attraversa e rilegge le principali tematiche, gli stili e i materiali adottati da Mario Vespasiani (1978) dall'esordio appena ventenne ad oggi. Un percorso articolato all'interno della pittura e della sua trasformazione, naturale quando dovuta dalla maturazione artistica e sperimentale quando, in questi diciassette anni, una stagione dopo l'altra, si è confrontata con i più vari supporti e con progetti site specific.
Il suo campo di indagine si muove tra le componenti materiali e spirituali dell'opera mediante domande fondamentali sull'esistenza: nell'ottica del mistero e della trasformazione Vespasiani ci mostra il legame tra interno ed esterno, microcosmo e macrocosmo grazie a quella che può considerarsi una luce propria che collega le cose alle opere e che "illuminandole" si manifesta nei volti figurativi come nelle immagini astratte, nelle profondità del pensiero e nell'infinito della volta celeste.




Sic luceat lux è il luogo dove si attraversano i saperi, in cui si raccolgono e purificano gli oggetti ordinari che arrivano a toccare i confini di un'arte che richiede non tanto la razionalità quanto l'abbandono.
L'autore fin dalle prime opere identifica la sua cifra espressiva nei colori che lo circondano e che lo spingono verso quel sentimento di unità universale, in cui il pennello diventa il mezzo da cui scaturisce un'energia fatta più che di perfezione formale di inarrestabili bagliori. La sua pittura si basa sulla percezione di una forza che attraversa le cose, dall'uomo, alle piante e alle galassie, in grado di esprimere il sentire umano nella sua totalità.

Nel corso degli anni, le sue opere hanno toccato la fotografia e la performance, la scrittura e l'installazione ed è significativo notare come alle differenti tecniche abbia sempre impresso la sua cifra pittorica di un'arte intesa come rivelazione, che mette in relazione la vastità di quello che ci circonda con ciò che non si è ancora riusciti a comprendere; per questo non ci propone il quotidiano secondo il principio di causa-effetto, ma la creazione dell'immagine imprevista, che (a differenza di quella fantastica) è frutto non della pura inventiva ma di una profonda percezione del reale.
L'opera di Vespasiani va colta dunque nel suo gesto che, per generare l'irripetibile è in grado di fondersi al presente, ove la pittura - in una sorta di danza che abbraccia millenni - si mostra in grado di evocare la sospensione del tempo e la dilatazione dello spazio: in questo suo "inventario" le immagini si allineano al battito cardiaco e per questo oscillano, sfocano e s'infuocano nell'atto di prendere parte, in un dono di luce, al ritmo del mondo.





Disponibile la pubblicazione generale con i testi dell'orientalista Brunilde Neroni, del cantante Giovanni Lindo Ferretti e di Mara.



Giorni e orari di apertura: sabato e domenica dalle 17,30 alle 21,30
fino al 4 ottobre 2015 e su appuntamento fino al 1° novembre chiamando il numero: 366.7345810 



Palazzo Gentilizio Sepe Monti

Corso Giacomo Matteotti 48

Santa Vittoria in Matenano (FM)


Info:
Responsabile Palazzo Monti: 366.7345810