STAY COOL. BE SOCIAL.

martedì 10 febbraio 2015

“Fil rouge” | Alla Galleria Statuto13 di Milano la mostra personale di Tatiana Brodatch, a cura di Massimiliano Bisazza.

E’ artista e architetto, reduce da una recente mostra a Mosca dove ha ottenuto consensi di pubblico su larga scala e si accinge a presentare il suo lavoro artistico in Brera, a Milano, per la prima volta in Italia, presso Galleria STATUTO13; nel periodo di apertura di Expo-Milano 2015, per poi proseguire verso Ibiza in Spagna.

Piccole sculture di plastilina sono scolpite da Tatiana con un atteggiamento ludico che sprigiona l’utilizzo potente della metafora e dell’ironia nella poetica che riconduce il fruitore verso un mondo di complesse relazioni interpersonali: quelle umane.
La plastilina si modella nelle sue mani in modo così naturale e spontaneo da riportarmi al momento del gioco durante l’infanzia. Quel gioco che dovrebbe essere spensierato ma che spesso non lo è per nulla, anzi, si fa portatore di novelle ricche di pathos e di accadimenti che incalzano nel vissuto della collettività.

L’artista osserva quelle vite intime, quei momenti di passione, di erotismo e di condivisione filantropica che colpiscono la sua attenzione nel vissuto quotidiano, nell’arte, nella letteratura, nei drammi e nelle gioie.



Per certi versi si può pensare subito al lavoro tecnico svolto dalla svedese Nathalie Djurberg, le cui sculture sono state esposte a Milano dalla Fondazione Prada e sono divenute famose in tutto il mondo. Ovviamente i contenuti e la poetica differiscono parzialmente da quella di Tatiana Brodatch ma vedo un fil rouge tra loro, nella scelta originale della tecnica artistica.
La scelta curatoriale è stata quella di scegliere alcune storie complete tra le tante create dall’artista Brodatch e di mostrare anche alcuni lavori come parziali ma rappresentativi di altri racconti sviluppati dall’artista nel suo operare artistico.
Poderosa e scenografica, ad esempio, è la storia delle “Tre sorelle”, per esempio, un dramma teatrale, penultima opera composta da Anton Čechov nel 1900.

Ecco quindi come i personaggi creati da Tatiana Brodatch ci portano in un mondo letterario, che è stato un best seller nella saggistica teatrale, ma riesce a farlo con delicatezza, ironia e profonda eleganza stilistica, dotata di quel pizzico di femminilità che non guasta mai.

Uno stile proprio, riconoscibile: che non è collegabile ad alcuna corrente artistica, questo è un altro punto di forza che riscontro nei lavori artistici di quest’artista russa che ha saputo conquistare il mio - ma credo non soltanto quello del sottoscritto - interesse artistico; e l’ha fatto “in punta di piedi”, con maestria e singolarità.








“Fil rouge”

Mostra personale di:

Tatiana Brodatch

A cura di Massimiliano Bisazza

       Opening:  22 aprile 2015 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 5 maggio 2015 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato



INFO
Cell. +39 347 2265227 | info@statuto13.it


venerdì 6 febbraio 2015

Hestia. La dimora, cinque artiste e una divinità. | A Bologna una collettiva tutta al femminile curata da Maura Pozzati.


«ΑφΕστίας άρχεσθαι» significa "iniziare con Hestia",
 cioè iniziare bene, dal punto giusto, una cosa

Apre sabato 21 marzo, alle ore 18, presso la sede di ABC in centro a Bologna, la mostra hestiaLa dimora, cinque artiste e una divinità, una collettiva tutta al femminile curata da Maura Pozzati, e fortemente voluta da ABC, da sempre capace di spaziare nei generi più distanti con accuratezza e precisione.

Cinque artiste si sono date appuntamento in una dimora bolognese recentemente diventata spazio espositivo, per esplorare con linguaggi diversi l’universo della “casa”: la casa come spazio architettonico, ma anche come dimensione intima in cui si conservano oggetti e ricordi. La casa, la “dimora”, è uno spazio circoscritto ma così universale e centrale per lo sviluppo dell’essere fin dall’antichità, da avere una divinità a sua protezione: hestia.

Come guidate dallo spirito della divinità, Paola AngeliniValentina D’AccardiMarina GaspariniSabrina Muzi e Anna Rossi, artiste che si sono distinte nel panorama dell’arte contemporanea attuale, porteranno in mostra ad ABC una suggestiva lettura di questo luogo. 

Nella mitologia greca Hestia è la divinità votata alla protezione della dimora, della casa e del focolare; è una dea minore, tra le meno conosciute, che viene però tenuta in grande onore, e nei sacrifici consumati nell'ambiente domestico, viene invocata e riceve la prima offerta. 
Gesti e attitudini che attingono a un universo storicamente femminile si intingono invece di una valenza universale e sociale poiché esplicitano come «Le piccole cose domestiche e i gesti quotidiani che compiamo in casa sono gli aspetti umani comuni a tutti e sono probabilmente anche assai importanti per sviluppare il ragionamento morale e formulare la nozione di bene comune.»
Nel percorso espositivo, la casa non sarà rappresentata solo dal punto di vista architettonico, ma anche nella sua dimensione temporale che ben riesce a comunicare il trittico di nature morte di Paola Angelini. Uno Studio di Luce, realizzato dall’artista durante un soggiorno in Norvegia, paese in cui i fiori e gli oggetti sono i metronomi di una scansione temporale interiore«gli stessi fiori appaiono ripiegarsi su se stessi e gli oggetti tremare e cadere. Per Paola Angelini il tempo diventa davvero “visivo”». 

L’interpretazione di Valentina D’Accardi conduce all’identificazione del tema della dimora con la donna e con la stessa Hestia. Fotografie in bianco e nero ritraggono una donna bella, casta e pura, perché lontana dal mondo delle guerre e delle passioni, che sta a protezione della casa perché è fisicamente dentro di essa, alla finestra. «[…] la finestra è una soglia merlettata e bianca, una “grata” attraverso cui parlare sottovoce, una pellicola tra il dentro e il fuori […]».

Marina Gasparini interpreta la dimora con un’installazione in scala 1:1 che riproduce una cucina da cui poi si intravedono altre stanze e spazi. Walking words on four walls è ingombrante ma leggera e in essa la dimora è racchiusa nel filo rosso che “cuce” insieme i suoi lavori, fatti di oggetti domestici e di parole rubate ad attimi di poesia fatte con un filo rosso che cuciono spazi abitativi che si possono percorrere, guardare, toccare ed esplorare entrandoci: «Un incantesimo […] per entrare in una dimensione metafisica, dove l’orologio non esiste più e dove i gesti ripetutamente eseguiti ordinano la nostra vita».
Le opere di Sabrina Muzi cercano invece nell’armonia con la natura lo spirito di quel focolare che originariamente era fissato nel suolo, «l'ombelico attorno al quale la casa si radica nella terra, la terra intera, che diventa casa di tutti gi uomini». Nello spazio della dimora l’artista ha creato un campo energetico-rituale che ricorda i riti dello sciamanesimo siberiano, in una serie di immagini con cui si tenta di ristabilire il patto con la natura: sull’immagine in bianco e nero dell’artista germogliano semi e piante, radici e tuberi che diventano ornamenti e abbellimenti, come nelle maschere antiche:  «metafisicamente ogni volto è per sempre, purché sia un volto vero ed esprima un daimon»titolo delle opere. 
Anna Rossi presenta “gli umori della famiglia R.”, lavoro inedito concepito per questa mostra che trasforma la stanza in un ricordo comune, legato all’infanzia, alle parole e ai gesti quotidiani delle madri. Una stanza tappezzata di fazzoletti di ogni colore e fattezza, una sorta di protezione di sé e di volontà di restituire a quella frase: “Hai preso il fazzoletto?” tutta la dolcezza del gesto materno, la cura verso il bene più grande, come se davvero il fazzoletto potesse allontanare ogni dolore

INFO | CONTATTI

Titolo Mostra: HESTIA. La dimora, cinque artiste e una divinità.

A cura di: Maura Pozzati 

Conferenza stampa e preview: Venerdì 20 marzo ore 13

Data inaugurazione: Sabato 21 marzo 2015, ore 18 su invito

Sede espositiva: ABC, Via Alessandrini 11 – Bologna 

Periodo di apertura al pubblico: 21 marzo / 15 maggio 2015

Orario di apertura: dal martedì al sabato - dalle 17.30 alle 19.30 / Domenica e lunedì chiuso

Ingresso: gratuito per i soci
Euro 3 per il pubblico

Contatti per il pubblico: 
abc.bo@libero.it | Tel: 320 918 83 04

Link utili Sito webwww.abcbo.it/abc

“Concetti spaziali” | Alla Galleria Statuto13 di Milano la mostra bi-personale di BATT Doriam Battaglia e Roberto Biondi, a cura di Massimiliano Bisazza.


Vi è una sorta di mitologia cresciuta intorno a quanto accaduto che è diversa da ciò che realmente è accaduto”. 
(cit. Peter Higgs)

Due artisti a confronto che riescono a emozionarci seguendo percorsi completamente diversi possono esprime afflato creativo compenetrando le rispettive poetiche seppure si palesino con tecniche così distanti tra loro:

Roberto Biondi è dotato di un certo purismo formale che è estrinsecato chiaramente dalle sue opere, più marcatamente scultoree, nonostante possano riportare spesso alla nostra attenzione visiva dei veri e propri quadri - anche se non sono realmente dipinti mostrano un’indagine tipicamente dadaista in cui il “ready made” scelto dall’artista ne è la riprova - ma dotati di quella tridimensionalità che proviene, di fatto, spiccatamente dall’arte della scultura.
Opere tracciate su cartoni, altre su lamiere di alluminio e di rame, tagliano l’aria con composizioni acuminate, diagonali e linee rette mentre “preferiscono” - poeticamente parlando - stagliarsi nello spazio attorno ad esse. Un intendimento quasi di natura concettuale di monocromie, bicromie, assenze di colore, ritagli di carta, metalli.




Doriam Battaglia ama riconoscersi sulle ampie tele ricche di cromature e di matericità pittorica, dove il colore è ben dosato sia nel suo peso sia nelle sue affinità tecniche, steso su ampie campiture che a loro volta sono ricche di pregevoli particolarismi volutamente ridotti e spesso ton sur ton. Presenta in questa mostra anche lavori più piccoli che rientrano nel suo universo cosmico che è alla base della sua poetica:
Le sue “Frequenze” dello spettro visibile, particellari e molecole che compongono il nostro universo. Indaga oltremodo sul concetto della forma sferica - le sue “Immanenze” - che è l’archetipo di ogni forma, pre-esistente, perfetta  sfericamente ma illusoria, quindi paradossalmente imperfetta come simbolo.






“Concetti spaziali”

Mostra bi-personale di:

BATT Doriam Battaglia e Roberto Biondi

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  11 marzo 2015 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 24 marzo 2015 mattino

Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) –  Milano
  

INFO
Cell. +39 347 2265227 | info@statuto13.it