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sabato 11 maggio 2019

Bellezza e sostenibilità nelle sculture dell'artista internazionale Maria Cristina Carlini per l'VIII edizione di Made in Steel, presso Fieramilano Rho


FIERAMILANO RHO
Milano, Pad. 22-24


Made in Steel
14 - 16 maggio 2019


LE SCULTURE DI MARIA CRISTINA CARLINI
PER I MADE IN STEEL AWARDS 2019


ARTE E IMPRESA INSIEME ALL’INSEGNA DI BELLEZZA E SOSTENIBILITÀ



Bellezza e sostenibilità le parole chiave che sanciscono l’incontro tra l’artista internazionale Maria Cristina Carlini e il mondo della siderurgia a Milano in occasione della VIII edizione di Made in Steel, la principale Conference & Exhibition del Sud Europa dedicata alla filiera siderurgica, presso fieramilano Rho dal 14 al 16 maggio 2019. Durante l’evento saranno conferiti ai migliori stand presenti all’esposizione i “Made in Steel Awards”, che premiano il design e l’estetica unita alla funzionalità e alla potenza comunicativa.


I riconoscimenti, assegnati agli espositori che avranno dimostrato con il proprio stand di saper veicolare con originalità e chiarezza il proprio messaggio, nonché di presentare i propri prodotti e servizi in modo efficace e innovativo, per l’edizione 2019 sono firmati dalla nota scultrice Maria Cristina Carlini, che per l’occasione ha scelto tre preziose opere della serie “Alberi” in ferro, grès e oro.  
«Ho pensato - dichiara l’artista - di destinare queste mie creazioni del 2014 come premi per i prestigiosi Made in Steel Awards, così da riallacciarmi al tema ‘Steel Human’ sostenuto quest’anno dalla manifestazione, che si pone come un invito a riflettere sulla sostenibilità ambientale anche nel settore dell’acciaio. La mia ricerca artistica si è sempre rivolta ad indagare il rapporto ancestrale tra l’uomo e la natura, grazie all’utilizzo di materiali diversi come appunto acciaio, ferro, lamiera, oltre a grès, legno di recupero, vetro riciclato... . Attraverso le mie opere intendo quindi trasmettere messaggi di rispetto e salvaguardia delle risorse naturali a favore di un equilibrio indispensabile alla vita sul Pianeta».
Un connubio importante il binomio arte e industria, che sottolinea quanto la prima possa comunicare l’impegno della seconda in nome del bello e di importanti valori, quali l’attenzione ad un giusto equilibrio tra uomo e ambiente.


Tre premi per tre categorie anche sotto il segno della buona comunicazione: Best Communication Stand, per chi saprà sfruttare l’allestimento per veicolare in modo immediato e diretto il proprio messaggio agli operatori della filiera dell’acciaio; Most Friendly Stand, per l’allestimento più accogliente; infine Best International Stand, a chi saprà distinguersi per il respiro internazionale del proprio stand.


Tre anche i membri della giuria di questa edizione, chiamati a valutare gli spazi espositivi: lo scenografo Peter Bottazzi, che ha firmato l’allestimento della manifestazione e presiede la giuria, Marco Citterio, consigliere di Made in Steel, e Francesco Della Torre, responsabile dell’Ufficio Tecnico di Made in Steel.  


L’ARTISTA - Fin da giovanissima Maria Cristina Carlini nutre la passione per la ceramica, che approfondisce negli anni Settanta in California attraverso l’utilizzo del grès, vicina alla corrente “New Ceramics”. L’instancabile ritorno all’argilla, sua cifra stilistica, sarà il punto di partenza per indagare materiali diversi quali acciaio corten, ferro, lamiera, legno di recupero, resina, vetro; molto rappresentative in proposito le sculture in cui unisce il ferro al grès, dando vita a un connubio personalissimo e indissolubile.
Il suo percorso artistico comprende numerose mostre personali e collettive in diverse sedi internazionali, pubbliche e private. Le sue sculture monumentali sono collocate in permanenza in tre continenti - Europa, America e Asia - e le sue opere, che vanno dalla piccola alla grande dimensione, fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
In occasione di Expo 2015 la sua imponente opera site-specific in acciaio corten e legno di recupero “La nuova città che sale”, alta ben 10 metri, è stata installata in permanenza a fieramilano Rho, sullo specchio d’acqua di Porta Sud, con un’importante presentazione presieduta dal noto critico d’arte Philippe Daverio.





Ufficio stampa Maria Cristina Carlini
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. +39 328 5910857





LA MANIFESTAZIONE - Made in Steel è il più importante evento del Sud Europa dedicato alla filiera dell’acciaio internazionale. È organizzato da siderweb - La community dell’acciaio, il principale organo italiano di informazione, analisi e consulenza specializzato sul comparto siderurgico.
Made in Steel è Conference & Exhibition: offre infatti occasioni di business e riflessione, di relazioni e conoscenza. È una vetrina espositiva e allo stesso tempo un polo di cultura che, attraverso convegni, forum e tavole rotonde, vuole favorire la collaborazione competitiva e lo scambio di informazioni, elementi indispensabili per la crescita delle imprese.

Ufficio stampa Made in Steel
Elisa Bonomelli
Tel. +39 030 2540 006 - Mob. +39 392 1733747



mercoledì 11 aprile 2018

"Geometrie Variabili Concrete”. Alla Galleria Francesco Zanuso di Milano, in mostra le opere del designer e artista Gianfranco Coltella.



Gianfranco Coltella
Geometrie Variabili Concrete
sculture luminose e acrilici su tela

11-25 aprile 2018
inaugurazione mercoledì 11 aprile ore 18.30

Galleria Francesco Zanuso
corso di Porta Vigentina 26, 20122 Milano
T +39 335 637 9291
E francesco.zanuso@gmail.com
S www.galleriafrancescozanuso.com

Mercoledì 11 aprile alle 18.30 la Galleria Francesco Zanuso, in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano, inaugura “Geometrie Variabili Concrete”, con le sculture luminose e gli acrilici su tela del designer e artista Gianfranco Coltella. Le opere rimarranno esposte fino al 25 aprile 2018.

Gianfranco Coltella racconta:
“Nell’ideare questa mostra, mi sono tornati in mente gli anni della scuola di design a Milano, all’inizio degli anni ’80, e il lavoro incessante sui colori e i suoi contrasti del professore Augusto Garau allievo diretto di Johannes Itten, quello del libro Armonia Dei Colori su cui studiavamo.
Insegnante alla prestigiosa scuola Bahuaus Dessau anni ’20, J. Itten con precisione svizzera, aveva messo in
ordine i colori, e asseriva in concreto che, i colori, essendo 16 milioni quelli percepiti dall’occhio umano, non possono che essere valutati per contrasto. Da qui i suoi famosi 7 contrasti che riassumono tutte le possibilità. Un po’ come nella musica (e qui tornano le similitudini) con le 7 note.

Così mi è tornata la voglia di continuare oggi la ricerca scolastica sul colore, sperando di aggiungere tutta l’esperienza artistica appresa in 25 anni con Le Meduse, realizzatrice di sculture luminose in vetro riciclato fin dal 1993.

Dedico questo lavoro e questa mostra a tutti gli altri miei grandi maestri: il già citato Augusto Garau; Bruno Munari su tutti, che mi ha trasmesso la passione per il mondo astratto così vicino alle strutture naturali; Attilio Marcolli con il libro “Teoria Del Campo” da cui attingo ancora oggi; il direttore e fondatore della SPD (Scuola Politecnica di Design) Nino di Salvatore e la sua bellissima materia: “Scienza della visione basata sulle teoria gestaltiche” e infine, ma non meno importante, Mario Bellini e la sua visione rispettosa del design.

Le lampade, le sculture luminose di Le Meduse e il lavoro sulla composizione e sul colore vogliono essere un omaggio a questi appassionati professori e artisti, che furono anche protagonisti 60 anni fa del MAC (Movimento d’Arte Concreta) 1948- 1958, uno degli ultimi movimenti dell’avanguardia artistica del ‘900, ma il primo a essere multidisciplinare ed europeo.”

mercoledì 16 novembre 2016

Alla Galleria Deodato Arte di Milano prosegue la personale dell’artista spagnolo “José Molina. Fino al 26 novembre 2016.


DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta 6

José Molina
Uomini e altri demoni

a cura di Chiara Gatti

fino al 26 novembre 2016




Alla Galleria Deodato Arte di Milano prosegue fino al 26 novembre la personale dell’artista spagnolo “José Molina. Uomini e altri demoni” che dalla sua apertura ha registrato un notevole interesse da parte del pubblico. Con oltre quaranta opere, fra dipinti a olio, disegni e sculture, l’esposizione offre un nucleo importante di lavori recenti e inediti esposti accanto a quelli storici.



Curata da Chiara Gatti, la mostra mira a raccontare il mondo sommerso della ricerca di Molina, il suo interesse, in bilico fra psicanalisi e antropologia, per i moti dell'animo umano, le pulsioni più intime che distinguono l'inconscio collettivo e nutrono quella genealogia di archetipi primari radicati nella esperienza dell'uomo, sin dalle origini. In un viaggio dentro le anse della nostra mente, Molina scava – forte di una certa lezione junghiana – a caccia di istinti primordiali che traduce in immagini totemiche e primigenie, selvatiche e archeologiche, in una commistione di passato e presente, improvvisamente incontrati sul limite del tempo. Anime e volti si mescolano in un flusso di memoria. L'uomo e i suoi progenitori. La vita, la morte, il cerchio dell'esistenza. La realtà, i sogni, gli incubi.

La pittura di Molina è un grande specchio teso a svelare ciò che siamo nel profondo, quello che mostriamo agli altri e quello che invece nascondiamo. È una pittura colta che, nei ritratti, si dimostra erede della scuola fisiognomica rinascimentale; nei soggetti, tradisce altresì una matrice fortemente letteraria: attinge infatti dai miti e dalle leggende della letteratura mondiale, e intesse storie popolate di dei, eroi e demoni spesso attualizzati sullo sfondo di un panorama contemporaneo.



L'uomo di oggi e le sue relazioni con gli altri, con l'ambiente che lo circonda, è il protagonista di una monumentale saga del potere nelle opere già note, più volte esposte in occasione di mostre pubbliche e private, della collezione “Predatores” di cui si ricorda Le Formiche II; qui il demone sociale si manifesta nella propensione atavica di dominare i deboli, in quella ruota del potere dove chi lo subisce si alterna a chi lo esercita. Un atto di forza sgorga da impulsi basici, dalla volontà di conferma, di accettazione e di gratifica. Nella collezione “Los Olvidados” affiora in superficie, su carte tratteggiate con matite nere e grasse, un corteo di creature ferite dalle leggi della selezione, relegate ai margini della storia per una fragilità congenita. Poetica è la riflessione che alimenta la collezione “AnimaDonna”, dove spicca Lucy, la prima Eva, un omaggio alla donna vissuta sulla terra tre milioni di anni fa, un tuffo – permeato di fonti di ispirazione tribali – nel nostro trascorso ancestrale, in cui la testimonianza sposa l'utopia. 

 

Tra le opere della collezione “Beloved Earth” emergono La cacciata dal paradiso e La vita segreta delle piante, realizzate a matita grassa, e il lavoro a olio dal titolo La prima mattina.

Nella collezione “The monsters under my bed” l'attualità torna al centro del discorso: lo sguardo acuto, critico, militante verso episodi di violenza e sopraffazione (Desaparecidos), verso personaggi dal potere molesto (I signori della guerra), verso vizi (Amor Morboso) e corruzione ricorda in sottotraccia – anche nel segno affilatissimo della matita – le condanne di Goya nei cicli leggendari de “I Disastri della guerra” o “I Capricci”.



La formazione sui grandi classici della sua cultura d'origine, dalla scuola di Madrid (da El Greco a Solana) fino al surrealismo spagnolo, si intravede oggi, ancor di più, negli esemplari della nuova collezione “Peccati e virtù” come Il muro del pianto e Avarizia. Si tratta di dipinti di medie e grandi dimensioni, oli su tela e disegni a matita grassa, studiati come allegorie di perversioni capitali che scuotono le coscienze. La pittura, fatta di modulazioni di colore impercettibile, tratti minuti in punta di pennello su superfici ampie, indaga in modo infinitesimale corpi sospesi in bilico fra bene e male, la loro indole segreta, messa a nudo da un linguaggio espressivo visionario e insieme introspettivo.

Sarà esposto per la prima volta, in occasione di questa importante personale milanese, anche il nucleo inedito di quattro sculture legate a temi analoghi del ciclo “Predatores”, tra cui risaltano in mostra Il sopravvissuto e Il guardiano, con un gusto per il reperto paleontologico, il fossile, la vita calcificata nella roccia e nella materia. 



In Molina si evince la passione per la sperimentazione: dalla matita alla china e ago, dalla bic alla matita colorata, all’olio su tavola passando per la grafite e il pastello. Molina spesso, oltre all’opera, è autore delle cornici: polimateriche e realizzate con materiali di recupero fino all’esperienza tattile del legno.






Coordinate mostra

Titolo José Molina. Uomini e altri demoni

A cura di Chiara Gatti

Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         

Date 19 ottobre – 26 novembre 2016

Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00

Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

giovedì 13 ottobre 2016

Alla Galleria Statuto13 di Milano “La matrice del colore”, la mostra personale d'arte di Luciana Ceci, a cura di Cristina Muccioli.


“La matrice del colore”

Mostra personale d'arte di:

Luciana Ceci

A cura di Cristina Muccioli

Opening:  19 ottobre 2016 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 31 ottobre 2016 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato; in via eccezionale lunedì 31 ottobre saremo aperti dalle h 11 alle h 13 in previsione del ponte di festività mentre saremo chiusi martedì
 1 novembre 2016.

Pittrice, calcografa, disegnatrice, scultrice. Luciana Ceci sfugge felicemente alle definizioni univoche tranne che ad una: quella di artista.
Più che al mondo dell’arte, Ceci si interessa appassionatamente al mondo in sé, alla sua fisicità, alle forme e ai colori, non solo con cui ci si manifesta, ma con cui viene elaborato, interpretato creativamente.
In un modo, che per gli artisti si chiama stile, del tutto suo, l’autrice inventa corpi umani, volti, facce, paesaggi. Inventa, perché non scopre niente di nuovo, ma tutto ricrea, rigenera.  Tutto ridà alla luce: anche le ombre, scontornate e liberate fino a che l’esistenziale, non l’esistente, diventa visibile. Tratti ora nervosi e profondi, ora accennati e pieni di grazia, rivelano sempre la padronanza certa, il mestiere fiero di garantire il proprio lungo e assiduo corso. 



 
In questa mostra antologica presso la Galleria Statuto13 di Milano con la direzione artistica di Massimiliano Bisazza, sono esposti i suoi lavori di incisione (acquatinte e acqueforti) e alcune sculture in argilla refrattaria. Non il concetto di copia, né la frazione che definisce la discendenza dall’originale decidono del valore e della forza delle sue opere calcografiche, ma quello di matrice, o meglio di mater. Sono opere in cui il colore stesso è rigenerato con una potenza tale da far nascere a sua volta meraviglia in chi contempla quanto è espresso in figura.
“E si sa bene”, come lucidamente insegnava Roberto Longhi, “ non si esprime che il sentimento”.




Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)









sabato 6 agosto 2016

Alla MyOwnGallery - Superstudio Più d Milano, la mostra personale della scultrice "Maria Cristina Carlini. Le ragioni del luogo” , a cura di Flaminio Gualdoni.


MyOwnGallery - Superstudio Più

Via Tortona 27, Milano



Maria Cristina Carlini. Le ragioni del luogo

a cura di Flaminio Gualdoni



4 - 29 novembre 2016

inaugurazione giovedì 3 novembre, ore 18.30







“Maria Cristina Carlini. Le ragioni del luogo” è la suggestiva mostra personale della scultrice, curata da Flaminio Gualdoni ed esposta presso MyOwnGallery - Superstudio Più da 4 al 29 novembre.

In esposizione si ammirano diversi inediti affiancati da sculture storiche in grès, legno, bronzo, oltre a singolari opere su carta, che descrivono accuratamente il lavoro dell’artista molto legato alla selezione e alla sperimentazione di materiali diversi.  

Commenta Flaminio Gualdoni “La sapienza è quella del ceramista, ma il pensiero è un costruire inteso come atto fondamentale dell’umano, un auscultare le materie – siano esse massimamente naturali come il legno, o artificiose come lo straniato acciaio – sino a comprendere e far essere il momento decisivo in cui esse si fanno luogo, ragione d’una qualità spaziale in cui s’incrociano la storia, la memoria, il trascorrimento dolcemente visionario”.

Il linguaggio di Maria Cristina Carlini nasce dall’amore per la terra, per la natura, per l’uomo e la sua storia, unisce passato e presente con opere che trascendono il tempo; ne sono esempio le sculture realizzate per l’occasione, quali Khmer, che, pur essendo di stampo contemporaneo, richiama per forma e colore, grazie ai cerchi in grès sovrapposti, le colonne del tempio cambogiano Khmer di “Banteay Srei” del X secolo d.C.. Il nome di questo luogo sacro, significa “Cittadella delle donne” e un’antica leggenda attribuisce proprio ad una donna la realizzazione di raffinata elaborazione delle sculture di divinità addossate alle pareti, poste come guardiani del tempio. Allo stesso modo Maria Cristina Carlini colloca all’esterno della Galleria i suoi Guardiani del segreto, un’imponente scultura monumentale che alterna elementi verticali in legno e in lamiera ad evocare un equivalente dispiegamento di custodi e che nel titolo rimanda apertamente un dipinto straordinario di Jackson Pollock.

Una forte connessione temporale si riscontra anche in Meride, un assemblaggio di formelle appoggiate al pavimento, dove i simboli astratti creati nella lavorazione a tecnica mista del grès rimandano ai segni rintracciati sui fossili rivenuti sul Monte San Giorgio nel Canton Ticino.



Cenni Biografici

La scultrice Maria Cristina Carlini inizia a lavorare il grès a Palo Alto in California, per poi estendere la sua ricerca artistica all'impiego di materiali diversi quali il ferro, l’acciaio corten, il legno e la resina. Il suo percorso artistico comprende mostre personali e collettive in numerose sedi pubbliche e private nazionali e internazionali. Le sue sculture monumentali sono presenti in permanenza in tre continenti: Europa, America e Asia. Fra le ultime sculture monumentali collocate in permanenza si ricordano: La nuova città che sale installata in occasione di Expo 2015 presso la Fiera Milano Rho e presentata da Philippe Daverio e Vento che arricchisce il percorso scultoreo del Parco dell'Arte dell’Idroscalo di Milano.

Numerose pubblicazioni hanno punteggiato l’attività artistica di Maria Cristina Carlini e hanno scritto di lei importanti critici quali: Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Martina Corgnati, Gillo Dorfles, Carlo Franza, Flaminio Gualdoni, Yakouba Konaté, Elena Pontiggia. 









Coordinate

Titolo  Maria Cristina Carlini. Le ragioni del luogo

A cura di Flaminio Gualdoni

Sede MyOwnGallery - Superstudio Più, Via Tortona 27, Milano

Date 4 - 29 novembre 2016

Inaugurazione giovedì 3 novembre, ore 18.30

Orari martedì - domenica dalle 15 alle 19.30 | lunedì chiuso

Ingresso libero

Info pubblico tel. +39 02 4225 01 - info@myowngallery.it  - www.myowngallery.it



Ufficio stampa per Maria Cristina Carlini

IBC Irma Bianchi Communication

tel. +39 02 8940 4694 - info@irmabianchi.it

testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it