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mercoledì 27 settembre 2017

Reale F. Frangi. L’Oltre. Antologica a cura di Raffaella A. Caruso.

Inaugura sabato 7 ottobre (visitabile sino al 16 novembre) presso Eidos Immagini Contemporanee Reale F. Frangi. L’oltre, antologica che nasce non solo dalla voglia del curatore Raffaella A. Caruso di presentare una “bella” mostra ma anche dalla necessità dell’Artista, dopo più di cinquant’anni di attività, di un organico riordino di scritti, progetti, disegni, pittura in un periodo che va dalla fine degli anni 60 al nuovo Millennio: dai primi esperimenti con le plastiche, alla cellula abitabile, all'uso puro della geometria e del colore sino al Madi.
Nell'impossibilità di seguire diacronicamente l’evoluzione di ogni singolo tema, per la vastità del periodo analizzato e per la varietà del materiale analizzato, il curatore ha adottato una lettura sincronica- la stessa tenuta nel catalogo- in un percorso che parte già negli anni 60 con l’intento di indagare le “geometrie dialettiche” costruite dall’analogia/opposizione della forma dall’antagonismo o complementarietà del colore, alla continua ricerca dell’equilibrio.  

Sul finire degli anni 60 dunque abbandonati i primi esperimenti figurativi, risolti in chiave realista-esistenziale, e sposato l’uso della geometria pura, la sperimentazione di Reale Franco Frangi si avvale dei nuovi materiali plastici: il colore riluce grazie alle nuove superfici e la forma esce prepotente per la prima volta dal quadro anticipando la penetrazione spaziale madi, chiaramente evidente nel progetto della cellula abitabile che segnerà il grande periodo di riflessione teorica degli anni 70. A partire dagli anni 80 la costruzione dei temi "formali" si fa più complessa, guidata dall'interazione matematica di luce-forma-colore. Ne è manifesto il ciclo del doppio: la forma inizia a traslare, ruota, si ribalta raddoppiando la forza sua e il potere del colore. Gli anni 90 sono quelli dell'adesione "ufficiale" al Madi: la crescita della forma nello spazio non è più binaria ma esponenziale, le possibilità combinatorie infinite, la libertà totale (sempre nel rispetto di precisi presupposti formali), la maturità artistica piena. L’oltre diviene la dimensione fisica di collocazione dell’opera nello spazio e la prospettiva mentale di costruzione dell’esistenza. Affiora quasi come imprescindibile e urgente esigenza il tema del tempo. 





Accompagna la mostra un volume (con-fine edizioni d’Arte&Cultura) con un articolato saggio di Raffaella A. Caruso, e un ricco apparato iconografico, riproducente non solo le opere in mostra ma anche appunti, disegni, schizzi, progetti dell’Artista. Scrive il curatore: “Alcune osservazioni parranno al lettore forse già viste. Affondano infatti le proprie radici in quella stagione di grande fermento di idee e di scambio d’intenti che fu il dopoguerra: nascono dalla gioia e dalla sofferenza d’una seria ricerca personale e dalla passione di un’intera generazione, che uscita da anni di fame e di tribolazioni, volle sperimentare lottando. E ancora oggi sa farlo, cercando l'oltre”.




Scheda tecnica
Reale F. Frangi. L’Oltre
Antologica a cura di Raffaella A. Caruso
8 ottobre – 16 novembre 2017
Inaugurazione sabato 7 ottobre ore 18:00

Eidos Immagini Contemporanee
Asti - Piazza Roma 11
T +39 0141 354176
martedì- domenica 10:30-12:30 / 16:00-19:30
si prega di verificare sempre gli orari e i giorni di apertura

catalogo in galleria
Reale F. Frangi. L’Oltre
con-fine edizioni d’Arte&Cultura
ISBN 978-88-96427-67-5
pagine 130 – euro 30,00

La seduzione della memoria. A Roma la personale di Karlos Pérez, a cura di Eriberto Bettini.


La seduzione della memoriaPersonale di Karlos PérezA cura di Eriberto Bettini

Vernissage 7 ottobre ore 17,30
Esposizione delle opere dall' 8 ottobre al 24 ottobre
Palazzo della Cancelleria 

Piazza della Cancelleria 1, Roma 


Dall’8 al 24 ottobre 2017 viene ospitata al Palazzo della Cancelleria ( piazza della Cancelleria 1, Roma ), appartenente alla Santa Sede, la mostra “Karlos Pérez: la seduzione della memoria”
L’artista cubano, nato a Camagüey nel 1990, “riesce a recuperare certe preziosità legate a vecchie fotografie per proiettarle nell’oggi sottolineando l’ineguagliabile pregio della memoria”, come scrive Luciano Caprile nel saggio in catalogo e aggiunge: 
“Egli prende a pretesto quelle icone ( ovvero il loro spirito di intrigante reliquia ) intervenendo su di esse per recuperarne e per rinnovarne il valore espressivo”. 
Nella circostanza vengono esposte ventiquattro grandi tele ricavate da simili suggestioni: le figure sembrano lievitare dall’impasto della materia, da una sorta di fioritura di sostanza che evidenzia certe sottolineature pittoriche: si aggiunge così un’ulteriore, palpabile nota narrativa ( dovuta anche a una modulata presenza del colore ) alla primitiva interpretazione essenzialmente fotografica.
 



 
Alle ore 17,30 di sabato 7 ottobre si terrà, su invito, l’inaugurazione nella Sala del Vasari alla
presenza dell’artista, di Jorge Quesada Concepción (Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede) e del curatore Eriberto Bettini. 
Presenterà l’evento il critico d’arte Luciano Caprile.
INFORMAZIONI
La mostra, visitabile tutti i giorni
dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alle 18

Gode del patrocinio dell’Ambasciata di Cuba presso la Santa Sede e si avvale del sostegno di Bettini & Co Gallery, di Mediolanum e di Medica srl.


ABSTRACT ZONE. Da un’idea di Sergio Angeli e Andrea Sampaolo, a cura di Silvia Colasanto.


ABSTRACT ZONE
Progetto a cura di Silvia Colasanto
Artisti: Andrea Sampaolo, Sergio Angeli
9-13 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 19.00
14 ottobre dalle ore 10.00 alle 22.00
c/o Atelier Sampaolo
Via Gina Mazza, 9 Roma (Zona Rebibbia)

Uno studio per due artisti, un luogo – l’Abstract Zone del titolo - dove poter accedere liberamente durante la Rome Art Week per vedere con le mani e toccare con gli occhi i lavori di Sergio Angeli e Andrea Sampaolo. Entrambi, con linguaggi e tecniche diverse, adottano la forma astratta per veicolare ricerche e sperimentazioni, sfruttando la bidimensionalità dei supporti con attitudine e sviluppo sempre diversi e autonomi. Sabato 14 ottobre l’Abstract Zone sarà il palcoscenico per le performances distinte e separate di Angeli e Sampaolo, momenti avvolti da tappeti sonori improvvisati ed estemporanei come le azioni gestuali dei due pittori.

Il punto di partenza e genesi del progetto è l’urgenza. L’urgenza, la necessità e il bisogno di spartire equamente l’esperienza dello studio e dell’azione performativa con un pubblico di neofiti, di addetti, ma soprattutto di non addetti ai lavori. Perché il fare artistico, secondo Andrea Sampaolo e Sergio Angeli è partecipazione e adesione congiunta, in cui ognuno trasferisce il suo modus -pensante e operante - per vivere il momento creativo come espressione unica e irrepetibile.
Da questa esigenza e forti di questa esigenza la decisione di aprire lo studio di Andrea Sampaolo (Via Gina Mazza n. 9, zona Rebibbia) per l’intera settimana della Rome Art Week (da lunedì 9 a venerdì 13 ottobre dalle ore 10 alle 19 e sabato 14 ottobre dalle 10 alle 22) per accogliere gli ospiti e mostrar loro come funziona una giornata in un laboratorio, e come si sviluppa l’idea che darà corpo all’opera d’arte finita.
Sergio Angeli e Andrea Sampaolo vorrebbero coinvolgere le scuole d’arte e i licei artistici del territorio nonché gli studenti dell’Accademia di Via Ripetta, coloro, cioè, che stanno acquisendo la formazione teorica e pratica per trasformarsi essi stessi in artisti. Questi incontri, che vogliono essere lontani dalla tradizionale e univoca pratica didattica di maestro e allievo, si pongono come momento di confronto e crescita binaria e bilaterale in cui tutti apprendono e tutti insegnano, perché le domande e le curiosità sollevate dagli uni possano essere spunti germinativi per gli altri, in un dare e avere circolare e fluido.


In questa ottica della compartecipazione, ipotizzare un momento performativo comunitario è naturale e quasi ordinario. Sabato 14 ottobre ultimo giorno della RAW, Sampaolo e Angeli uniscono forze e impeti per una dimostrazione-azione del loro pensiero/atto artistico.
Alle 17.30 e per circa mezzora si svolgerà la prima performance. Sergio Angeli con il tessuto a terra, uno sguardo a Jackson Pollock e un altro alle esigenze della materia che utilizza per i lavori, sfrutterà le potenzialità di oggetti che fanno parte ormai del suo vocabolario immaginifico post industriale e post umano. Componenti meccanici in disuso si alternano a esili matasse di capelli utilizzati come stencil tridimensionali che grazie alle vernici, lasciate sgocciolare o spruzzate sopra, depositano le inquietanti tracce del loro passaggio sulla tela. Il chitarrista elettrico Grumvalski seguirà il lavoro di Angeli con Liberty/Infinity, composizione sperimentale elaborata appositamente per l’evento.
Alle 19, e sempre per mezzora, andrà in scena la performance di Andrea Sampaolo, che include, specularmente alla prima, una scorta musicale dalle esplicite connessioni electro-jazz grazie alla collaborazione con il gruppo D’EEA (voce Barbara Eramo, dj Antonello Aprea, sinth e tastiere Alberto Rossetti). Sampaolo affronterà la sfida con i suoi consueti strumenti di lavoro (pennelli, spatole e spray) alla ricerca di una forma, di un segno e di un contenuto che con modalità del tutto imprevedibili e quasi indipendenti dall’artista troveranno la loro giusta dimensione sul vergine supporto. Il presente è il gesto, il futuro è l’opera d’arte completata, il passato – prossimo - è l’ormai storicizzata fucina americana della Street Art e dell’Action Painting.
Due visioni, quella dei due pittori, unite nel nome dell’astrattismo ma profondamente diverse. Se Sampaolo è dinamico, fisico, quasi irruento, Angeli è forse compassato, sicuramente poetico. Con le spalle al pubblico e gli occhi incollati al materiale da trasformare, i due artisti si nutrono dell’adrenalina che essi sprigionano e che l’occasione richiede, in un’imponderabilità che nessuno dei due sa prevedere, ma che è costretto a governare.
Una settimana e una serata per avvicinare le persone all’arte e squadernare le aspettative con delle sorprese che verranno vissute, perché rivelate, solo durante il pomeriggio degli happening. Un pomeriggio per comunicare il piacere della manifestazione creativa in un luogo intimo e privato quale è lo studio. Un piacere che deriva dal realizzare e al tempo stesso dall’osservare e dal comprendere.

       

giovedì 21 settembre 2017

"CONTRASTI". Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale d'arte di Emanuela Zaietta, a cura di Massimiliano Bisazza.

“Contrasti”
Mostra personale d'arte di
Emanuela Zaietta

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  4 ottobre 2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 17 ottobre 2017 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Il lavoro artistico di Emanuela Zaietta, oltre che pittorico, espressionistico e gestuale, ha un'origine legata proprio all'utilizzo delle pietre dure nell'ambito dei gioielli artistici e, dopo un lungo periodo di silenzi dovuti da molteplici accadimenti nello scorrere della sua vita, torna con una personale, lo fa in Brera, in Galleria STATUTO13 ma con una produzione totalmente dedicata alle sculture ferrose e alla pittura acrilica su tela.

Le sculture esposte dall'artista Zaietta possiedono una vita propria, sono veri e propri  racconti: i segni graffiati volutamente sulla tela, insiti nella pasta acrilica parlano; ci narrano ciò che le parole non riescono a dire..e le cose che vorrebbero riferirci sono davvero tante. Piacevoli reminiscenze o dolorose che siano, si può mettere una pietra sul passato, ma non sui ricordi e l'artista sceglie l'utilizzo della pittura e il fascino della scultura: variegata, irradiante e presaga di eternità, per condividere generosamente le sue sensazioni vitali e aprire un nuovo capitolo della sua vita e della sua produzione artistica.


Le opere presentate nella mostra meneghina sono dunque sculture, circondate da materiale ferroso, grezzo, arruginito, frutto di materiali di recupero e si palesano a noi come una sorta di poetici baccelli virtuali, grazie ai ripiegamenti del metallo su se stesso creano dei ricoveri sicuri che sanno conservarci e proteggerci metaforicamente dal tempo e dalle avversità.

Si tratta, secondo un personale lettura, di una mirabolante metafora della vita, nella quale riusciamo a rivivere sensazioni, emozioni e avvenimenti che toccano da vicino il vissuto dell'artista ma anche quello di ognuno di noi, si tratta dunque di quei forti “contrasti” di fronte ai quali la vita ci pone costantemente.

La preziosità della mostra di scultura e di pittura dall'artista Zaietta mostra un grande senso di ricerca nella forma e nella tecnica. Linee tondeggianti piuttosto che diagonali, minimali o più elaborate sono in a volte anche  in antitesi tra loro, volutamente e con l'intenzione di creare reazioni opposte nel fruitore e spesso contrastanti tra loro; anelando alla volontà di suscitare effetti disparati, da tranquillizzanti a istiganti...o molto altro ancora.

La cornice immaginaria della mostra è avvalorata, come anticipato  in principio, da alcune tele astratte, dipinte con tecniche miste, dove i grigi, neri e bianchi predominano e creano intenzionalmente dei paesaggi intimi e dell'animo, che sanno accompagnare con raffinatezza l'evolversi dell'allestimento e delle opere d'arte scultoree affiancate.




Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

CASARSA DELLA DELIZIA: SABATO 23 SETTEMBRE CONVEGNO SULL'ARTE FOTOGRAFICA DI ELIO CIOL DAL REALISMO AL DIGITALE.

Un mese in viaggio nell’arte di Elio Ciol, il maestro fotografo casarsese amico di Pier Paolo Pasolini e Padre David Maria Turoldo, tra mostre, incontri e una prestigiosa conferenza: la Città di Casarsa della Delizia omaggia il suo illustre concittadino con il progetto “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni Internazionali” che, nato dalla donazione di Ciol alla sua comunità di parte del suo archivio, dopo la prima positiva parte da maggio ad agosto, prosegue fino al 1° ottobre con un rinnovato calendario di appuntamenti. 
Dopo il successo dell'incontro “Il Pordenone. Memorie guardate”, che ha visto piena di pubblico la chiesa di Santa Croce affettuosamente chiamata dai casarsesi Glisiùt, nella quale la storica dell’arte Elisabetta Borean ha raccontato le opere del grande pittore rinascimentale che qui erano conservate e che sono state fotografate da un giovane Ciol prima della distruzione a causa dei bombardamenti del 1945, ecco un nuovo appuntamento dedicato all'arte del grande fotografo.

Sabato 23 settembre, alle 17.30 nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich, si terrà la prestigiosa conferenza “Dal Realismo di Elio Ciol alle nuove frontiere digitali. La fotografia fra passato e futuro” con illustri studiosi che amplieranno ulteriormente il campo di riflessione attorno all’arte di Elio Ciol. Oltre al professor Guido Cecere, già titolare della cattedra di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ora all’ISIA di Pordenone, e al professor Massimo Carboni, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Roma, curatori della mostra “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni Internazionali”, sarà coinvolto l’esperto di fotografia triestino Fulvio Merlak, presidente d’onore della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e già direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore. Un importante momento di approfondimento che di fatto sancirà l’appartenenza di Casarsa della Delizia al circolo delle città punto di riferimento per la cultura fotografica in Friuli Venezia Giulia.

Questo progetto - ha dichiarato Lavinia Clarotto sindaca della Città di Casarsa della Delizia - è il nostro ringraziamento a Elio Ciol, non solo per aver donato alla comunità le sue importanti opere, ma anche per la straordinaria qualità della sua ricerca artistica e per aver portato ovunque il nome di Casarsa della Delizia in questi anni, rendendolo noto a livello internazionale. Un evento che sigilla un patto di collaborazione tra lui e noi per continuare tale cammino di conoscenza della nostra realtà cittadina con un nuovo ciclo di apertura delle mostre e di approfondimento sulla sua arte”.




Elio Ciol - ha aggiunto l’assessore alla cultura di Casarsa della Delizia Fabio Cristante - è un artista che “disegna” con la luce attraverso la macchina fotografica: le sue opere, in questi mesi, ci hanno regalato tanti nuovi spunti di riflessione grazie ai quali è stato naturale proseguire con il progetto, convinti che ci sia ancora molto da “scoprire” per il pubblico attorno alla sua produzione fotografica. In questo siamo stati anche positivamente confortati dalla poliedricità della sala consiliare dell’ex municipio, che ha mostrato di essere un luogo perfetto per ospitare mostre, vedendo negli scorsi mesi un costante afflusso di visitatori”.

LE MOSTRE. L’esposizione principale “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni Internazionali” continuerà a essere liberamente visitabile ogni fine settimana il sabato (dalle 15 alle 19) e la domenica (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19) da sabato 2 settembre a domenica 1° ottobre. Si trova nella sala consiliare dell’ex Municipio in piazza IV Novembre, struttura progettata dal grande architetto friulano Gino Valle. La mostra ed è stata curata dal professor Guido Cecere, già titolare della cattedra di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ora all’ISIA di Pordenone, con la collaborazione del professor Massimo Carboni, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Roma. In esposizione fotografie nel superbo bianco e nero dell'arte di Ciol, tra paesaggi friulani, dettagli di Assisi e volti dell'Italia del dopoguerra, già esposte in grandi musei internazionali a partire dal Metropolitan Museum di New York e dal Victoria and Albert Museum di Londra, solo per citarne due.




Ci sono poi altri due spazi espositivi dedicati a Ciol. Nel vicino Centro studi Pasolini in via Guido Alberto Pasolini si può ammirare “A Pier Paolo”, basata sul portfolio di fotografie, raffiguranti Pasolini in varie fasi della sua vita in Friuli e negli anni del successo a Roma fino ai funerali, donato da Ciol alla stessa Città di Casarsa della Delizia nel 2012. L'allestimento di questa sezione, con anche elementi multisensoriali come profumi e musica, è stato curato da Vincenza Crimi con il suo Studio Il Glifo, nella cui sede, sempre in via Guido Alberto Pasolini, è visitabile pure la sezione "Arti visive nella poetica di Elio e Stefano Ciol”, con in esposizione le foto del maestro e suo figlio che ne sta proseguendo l’arte nello studio di famiglia.

Sarà la Pro Casarsa della Delizia a garantire le aperture della mostra all’ex Municipio. “Abbiamo notato in questi mesi un interesse costante attorno a Elio Ciol - ha spiegato il presidente Antonio Tesolin -: i visitatori non sono mai diminuiti e questo ulteriore periodo di apertura permetterà di ampliare la conoscenza non solo della sua arte ma dell’intero territorio casarsese”.

ORGANIZZATORI - La mostra “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni fotografiche internazionali” è promossa dalla Città di Casarsa della Delizia attraverso il suo Servizio Cultura, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Il progetto vede la collaborazione di Ambiente Servizi, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Coop Casarsa, Friulovest Banca, Studio Il Glifo, Pro Casarsa della Delizia e Vini La Delizia.




BIOGRAFIA - Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia nel 1929. Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. È sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L'anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all'estero. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant'anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici.

mercoledì 20 settembre 2017

Open Casting Call. Il 25 settembre 2017 è il Casting Day.


Per la campagna promozionale delle nuove tendenze Autunno/Inverno dell’hair stylist Antonio Gionfriddo, in collaborazione con il fashion designer Santi Scatà, si selezionano modelle disponibili a taglio e/o colore.

Il casting si terrà lunedì 25 settembre, a Siracusa, in via Raffaello 11, dalle ore 14 alle ore 16.

Data la linea editoriale fashion, si richiedono le seguenti caratteristiche:
Taglia: 38/40
Altezza minima: 1,74 cm
Colore capelli: Bruna o bionda

Si prega di inviare una mail di conferma con i propri dati (nome, cognome, numero di telefono) al seguente indirizzo: info@newlookagency.it
specificando nell'oggetto: "Casting 25 settembre"

>>> Le modelle già in possesso di Book fotografico, sono invitate a presentarlo durante il casting.



Info: cel. +393381613713
Email: info@newlookagency.it

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Nell’ambito di Bologna Design Week, la mostra "UBIQ, design for a moving life", a cura di Maurizio Corrado.

Dal 27 settembre al 5 ottobre 2017, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, in via delle Belle 54, si terrà la mostra UBIQ, design for a moving life, nell’ambito di Bologna Design Week. La mostra, curata da Maurizio Corrado, ha per tema il movimento. L’ipotesi di UBIQ è che il modello mobile sia alla base del nostro essere e che sia iniziata una fase in cui possiamo riprenderci la nostra vera natura mobile. Noi siamo fatti per stare fuori e per muoverci. La nuova percezione del mondo è quella del cacciatore mobile, non quella del sedentario. UBIQ, il cacciatore contemporaneo, non ha città, ha territori. Non risiede, si sposta. Non ha una casa, ha un’attrezzatura. Porta con sé una serie di oggetti piccoli, leggeri e polifunzionali. Il tempo dell’architettura è finito. Ora è il tempo del design. In mostra ci sono progetti, idee, proposte, suggestioni, suggerimenti, oggetti, modelli, abiti, video degli allievi dei corsi di Design di Prodotto, Design Grafico e di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, nati all’interno dei laboratori di sintesi finale degli ultimi due anni. Il tema base è visto da diverse angolature, dal forniture design all’arredo, dall’abbigliamento all’architettura d’interni, dal contract al food design, dai nuovi materiali al riuso, dalla grafica all’accessorio. Inaugurazione: 27 settembre h 19, con una performance degli allievi del Biennio di Fashion Design coordinati da Betty Zanelli e Katia Kuo.

A cura di Maurizio Corrado. Con la collaborazione di Danilo Dalisi e Roberto Semprini.  Organizzazione: Alberto Podeschi e Federica Monte. Graphic Design: Alfonso Fraia. Musiche della mostra di Antar Corrado. Coordinamento di Carlo Branzaglia. Sono coinvolti studenti dei corsi tenui dai docenti: Cecilia Bione, Danilo Danisi, Pier Luca Freschi, Valentina Follo, Marina Gasparini, Katia Kuo, Egidio Lomi, Pierluigi Molteni, Roberto Semprini, Anna Tortoroglio, Elisabetta Zanelli, Alessandro Zomparelli.